domenica 10 aprile 2016

La responsabilità penale del medico oncologo, alla luce della recente polemica sulle teorie Hameriane





Premessa.
E’ di questi giorni la notizia, riportata su Tg e giornali, che un medico sarebbe stato accusato di omicidio colposo per aver seguito le cosiddette teorie Hameriane, nella cura di un paziente oncologico.
La notizia è priva di senso, come l’accusa mossa al medico. Vediamo il perché, precisando che il mio discorso sarà prima di tutto giuridico, rimandando ad altre fonti per gli approfondimenti medici, che non sono di mia competenza.
Al termine del nostro articolo vedremo come non sia possibile ipotizzare un’accusa di omicidio per chi segue le teorie hameriane, mentre in alcuni casi sarebbe possibile ascrivere a medici tradizionali il reato di omicidio colposo.



Hamer

Le teorie Hameriane non sono in realtà teorie, ma sono “risultati” dello studio scientifico condotto da questo medico nell’ambito dell’oncologia. Hamer è giunto a concludere che ogni patologia oncologica è associata ad un trauma specifico, cui si può risalire in modo scientifico. Corollario di questo primo punto, è che una volta capito il trauma, il paziente può guarire da solo, senza necessità di particolari cure.
Le teorie Hameriane, è bene precisarlo, non sono teorie che indicano una cura, ma servono solo a fare una diagnosi della cause.
Una volta avuta la diagnosi, insomma, il paziente è libero di curarsi come vuole. Anzi, talvolta, proprio in abse alla psicologia del paziente, si sonsiglia di praticare terapie alternative, a seconda dei casi.
Sono stato testimone di questo due anni fa, quando una persona a me cara si ammalò di tumore al seno; la accompagnai da ben due medici Hameriani, ed entrambi, dopo averle fatto la stessa diagnosi (un problema nel rapporto con la madre, che lei riconobbe come vero) le sconsigliarono di cessare le cure convenzionali che stava facendo (cure che la porteranno alla morte nel giro di 10 mesi).
Ipotizzare un’accusa di omicidio colposo nel caso di un medico che segua le teorie hameriane è quindi privo di senso logico – giuridico, perché la persona non muore per la “terapia” (che lo ripeto, è una diagnosi), ma muore di tumore.
Si obietterà che nel caso in cui il medico sconsigli, come in effetti può avvenire, di seguire le vie terapeutiche ufficiali, il fatto assume la veste del reato omissivo (non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo). In altre parole, il medico non viene accusato perché “ha ucciso” il paziente, ma perché “non ha impedito che il paziente morisse”.
Ora, per poter accusare un medico Hameriano di omicidio colposo, ammesso che ostui abbia sconsigliato la paziente dal curarsi in modo convenzionale, occorrerebbe ipotizzare (e dimostrare in modo inequivocabile) che la paziente sarebbe guarita grazie alle cure convenzionali prescritte (di norma: chemioterapia e radioterapia). Tale prova è praticamente impossibile, come stiamo per vedere.

Le statistiche dell’oncologia ufficiale.

Le statistiche ufficiali parlano di “guarigioni” dai tumori che si attestano attorno al 5 per cento. In altre parole, solo il 5 per cento guarisce.
Occorre coniderare però che un paziente è considerato guarito se non muore entro 5 anni dalla scoperta del tumore; le statistiche formulate su pazienti a dieci anni dalla scoperta, invece, parlano di circa il 2,5 per cento di guarigioni.
In altre parole, il tumore è una malattia mortale, quindi per poter accusare un medico che pratica terapie alternative di omicidio, bisognerebbe dimostrare che la terapia convenzionale prescritta lo avrebbe davvero guarito.

A questo primo aspetto da considerare occorre aggiungerne un altro. Ammesso e non concesso che una terapia convenzionale allungherebbe in modo significativo la vita del paziente, bisognerebbe considerare anche la qualità della vita di costui, comparando le due strade; infatti, è innegabile che chemioterapia e radioterapia abbiano una serie di effetti collaterali sulla qualità di vita del paziente, tali da rendere legittima la domanda: la persona sarebbe vissuta meglio o peggio senza le cure?
La domanda me la sono posta anche io, stando accanto a Mariapaola nei dieci mesi della sua malattia. Si è trattato di dieci mesi in cui i cicli di chemioterapia la sfinivano fisicamente, vomitava, doveva spesso stare a letto per uno, due, a volte tre giorni; gli ultimi tre mesi poi li ha passati a letto, in preda a dolori; in definitiva sono stati dieci mesi di inferno, tali da rendere legittima la domanda: ammesso e non concesso che senza chemioterapia sarebbe vissuta meno, la sua vita sarebbe stato peggiore o migliore? (ho i miei dubbi che il suo tumore al seno, un nodulo di circa tre cm, senza cure l’avrebbe uccisa in dieci mesi facendole passare poi le sofferenze che ha effettivamente passato).

Queste quindi sono le due domande cui bisogna rispondere positivamente prima di poter accusare un medico di omcidio colposo:
1)      la paziente se avesse seguito una cura tradizionale sarebbe sopravvissuta o no?
2)      La paziente se avesse seguito una cura tradizionale avrebbe avuto una migliore qualità della vita?

E la risposta, in questi casi, è sempre negativa.

Approfondendo la questione dal punto di vista giuridico, però, si possono fare altre considerazioni, per giungere addirittura a ribaltare le conclusioni cui perviene la stampa la tv main stream. Non è il medico Hameriano che può essere accusato di omicidio colposo, ma il medico tradizionale che, per come viene condotta la cura nei principali centri oncologici, potrebbe essere responsabile di omicidio.
Per capire il perché occorre fare un ragionamento giuridico un po’ tecnico, ma indispensabile

La responsabilità del medico oncologo che prescriva unicamente il protocollo ufficiale

Di recente la responsabilità del medico in campo penale è stata “innovata” dal cosiddetto decreto balduzzi, il quale ha stabilito che il medico che segue i protocolli ufficiali è esonerato da responsabilità penale, salvo che abbia agito con colpa grave.
Anticipando quindi l’excursus logico e giuridico della trattazione, ci occuperemo – nell’ordine – dei seguenti problemi:

le reali novità apportate dal decreto Balduzzi rispetto alla previgente legislazione in materia di responsabilità medica;

il rapporto tra “protocolli ufficiali” e ulteriori studi scientifici, non considerati nel protocollo stesso;

se la mancata conoscenze di basilari cognizioni alimentari sia da considerarsi un caso di negligenza e imperizia grave da parte dei medici, o se invece – trattandosi di trattamenti non inclusi nei protocolli ufficiali – possa inquadrarsi il caso nell’ambito della colpa lieve o se addirittura non possa affermarsi che al medico non sia da imputarsi alcuna responsabilità.

Iniziando dal primo punto, c’è da dire che il decreto Balduzzi, nonostante tutte le polemiche che lo hanno accompagnato, non sembra abbia portato alcuna novità nell’ambito della disciplina previgente.
Nessuno ha mai dubitato, infatti, che il medico che avesse seguito scrupolosamente le linee guida e i protocolli ufficiali, in caso di evento infausto non dovesse rispondere penalmente o perlomeno che, in caso di accertata responsabilità, l’elemento soggettivo dovesse essere ricondotto alla colpa lieve da parte sua.
Il decreto Balduzzi, quindi, nulla ha innovato da questo punto di vista limitandosi a ribadire quanto già a livello giurisprudenziale era in realtà praticato da tempo. Se una ricaduta nella consuetudine quotidiana della pratica medica c’è stata, questa è da riscontrarsi sul piano della prassi, perché il ribadire la mancanza di responsabilità per il medico che segue il protocollo, ha accentuato il deplorevole fenomeno della cosiddetta medicina difensiva, cioè l’arroccarsi dei medici ai protocolli ufficiali come dei panda agli eucalipti, anche quando ci siano più che ragionevoli motivi per discostarsene e anche a fronte di protocolli che si siano dimostrati completamente inefficaci sul singolo paziente o su intere categorie di pazienti.
In altre parole, il medico oggi, per paura di rischiare, segue pedissequamente il protocollo, al fine di precostituirsi un comodo paravento nel caso le cose in cui avessero un esito negativo.

Purtuttavia, nonostante il decreto Balduzzi abbia accentuato questo fenomeno, occorre svolgere una serie di considerazioni.

In primo luogo il medico – come ha stabilito anche la cassazione di recente – non solo non è tenuto a seguire necessariamente i protocolli ufficiali, ma è addirittura obbligato a discostarsene lì dove ci siano delle ragioni evidenti, stante la situazione particolare del singolo paziente, che renda consigliabile un percorso alternativo (ad esempio immaginiamo un paziente che dimostri un alta intollerabilità alla chemio; il medico avrebbe addirittura l’obbligo di consultarsi con altri colleghi praticanti altri protocolli diversi da quelli ufficiali, per confrontare le possibilità di guarigione).

In secondo luogo, l’esonero da responsabilità del medico che segue pedissequamente i protocolli ufficiali avrebbe un senso se si partisse dal presupposto che all’università si esaurisse tutto il possibile campo del sapere medico; in realtà l’università, come è noto a chiunque abbia una laurea e sia esperto in una qualsiasi disciplina, fornisce solo gli strumenti di base per orientarsi in un determinato mondo, ma per essere davvero specialisti di una qualsiasi scienza (sia essa medica, giuridica, storica, scientifica) occorrono poi anni di ricerche e di studi successivi, oltre che anni di pratica effettiva.
Così come le conoscenze di un avvocato maturano solo con gli anni e con lo studio, e le conoscenze di uno storico pregrediscono con l’approfondimento successivo, ecc., allo stesso modo il medico, una volta esaurito il percorso di studi universitario ha il dovere di informarsi su tutti i progressi, gli studi, e le competenze, conseguiti nel suo ambito e di non fermarsi alle nozioni, sia pur ottime e scientificamente avanzate, apprese durante i primi anni.
Il medico quindi, una volta formatosi e specializzatosi, non è esentato dal continuare ad informarsi, a conoscere, ad approfondire, potendo (e anzi dovendo) approcciarsi anche a metodi differenti ed alternativi rispetto a quelli ufficiali, specialmente quando questi metodi siano praticati e conosciuti nell’ambito di comunità scientifiche di paesi differenti o di scuole di pensiero che, benché diverse, garantiscano serietà e competenza.

Occorre poi fare una considerazione generale in ordine ai cosiddetti protocolli. Il protocollo ufficiale per la classe medica, per qualsiasi malattia, segue un iter procedurale che deve passare attraverso l’approvazione del Ministero della salute. Tali protocolli garantiscono certamente affidabilità e sicurezza, ma non esimono il medico dal dovere di informarsi sullo stato della ricerca nel suo campo specifico, e non lo esimono dal seguire normali regole di buon senso o salutistiche acquisite addirittura nei secoli, e frutto dall’esperienza maturata in secoli di pratica medica per una qualsiasi malattia.
Per fare un esempio, nei protocolli per la cura di alcune malattie dell’apparato respiratorio non è previsto che al paziente venga vietato di vivere in un ambiente inquinato, per il semplice motivo che questa è una regola conosciuta da secoli e data per scontata (basta ricordare il vecchio medico di famiglia che prescriveva, decenni fa, di fare un mese di montagna o un mese di mare).

Ora, non si può forse pretendere che il medico oncologo conosca tutte le teoria, le tecniche e le terapie alternative previste nel mondo (dalla medicina antropsofica a quella hameriana) per applicarle in modo ottimale al paziente; ma si può, e si deve pretendere, che il medico conosca almeno le basi dell’alimentazione corretta, oltre a un ventaglio di possibilità alternative da consigliare al paziente a seconda del caso specifico.

Solo per fare l’esempio più banale, prendiamo in considerazione gli studi scientifici nutrizionali, applicati ad una persona affetta da un tumore localizzato nell’apparato gastrintestinale.
Il fatto di porre attenzione alla dieta, per i malati oncologici il cui tumore sia localizzato in tali zone, dovrebbe essere dato addirittura per scontato essendo una pratica conosciuta da secoli (l’alimentazione vegetariana come pratica salutistica era conosciuta addirittura da Pitagora, da Paracelso, e da Ippocrate, oltre ad essere ormai riconosciuta anche da esperti oncologi come i professori Veronesi e Berrino, solo per rimanere in Italia e riferirci a medici contemporanei).

La conoscenza dei principi alimentari di base, ancorchè alla facoltà di medicina l’esame di alimentazione sia un semplice “complementare”, deve essere considerata una delle basi della scienza medica in genere. L’importanza dell’alimentazione nella salute è infatti riconosciuta da secoli, ed è sufficiente entrare in una qualsiasi libreria per trovare decine di libri sull’argomento, a riprova del fatto che tali conoscenze non sono appannaggio di una ristretta classe di medici alternativi, ma sono diffuse a tutti i livelli.
Che poi l’alimentazione sia assolutamente fondamentale quando la patologia interessa organi dell’apparato gastrointestinale è un dato che è addirittura ovvio anche per un profano.
Eppure la maggior parte dei medici tradizionali trascura questo aspetto quando propone al paziente le sue “cure”.

La mancata conoscenza di tali nozioni da parte di un medico quindi, non è una negligenza “lieve” ma addirittura grave o gravissima, potendo sconfinare addirittura nel dolo eventuale. Ricordo quando ero in reparto, che feci una semplice domanda ad una oncologa che era ben consapevole dell’importanza dell’alimentazione: perché se conoscete l’importanza dell’alimentazione somministrate ai pazienti con tumori allo stomaco, intestino, pancreas, gli stessi alimenti che somministrate negli altri reparti?
La risposta fu “si tratta di ragioni amministrative”.

In conclusione: il medico ufficiale, non adeguatamente informato dei principi base della dietetica per i pazienti tumorali, non versa solo in colpa grave, ma il suo comportamento sfocia addirittura nel comportamento doloso.

Né ha pregio l’argomento, cavalcato talvolta in sede difensiva da alcuni avvocati, che la patologia in questione abbia comunque un esito mortale e quindi il medico non può dirsi responsabile della morte; infatti anche se un paziente è terminale, ciò non esime chi lo ha in cura da tenere nella massima considerazione sia la qualità che la quantità della vita del paziente stesso; sul punto vale ricordare che nel nostro ordinamento è proibita l’eutanasia, quindi a maggior ragione non è permesso al medico di disinteressarsi di un paziente sol perché questo è comunque destinato alla morte.
Si potrebbe obiettare nel nostro caso che, per quanto riguarda gli studi scientifici alternativi a quelli ufficiali, non esiste una prova sicura – non essendo tali studi effettuati su ampio numero di pazienti tali da garantire la certezza - della possibilità di guarigione; e tuttavia, essendo in gioco un bene importantissimo quale la vita, anche una minima probabilità di sopravvivenza imporrebbe al medico di seguire tale strada, qualora ovviamente non esistano controindicazioni e possibilità di danni collaterali.
In particolare, per quanto riguarda il nesso causale, la Cassazione ha avuto modo di stabilire che “nello specifico settore dell’attività medico-chirurgica il nesso causale può essere ravvisato quando alla stregua del giudizio controfattuale condotto sulla base di una generalizzata regola di esperienza o di una legge scientifica – universale o statistica – si accerti che, ipotizzando come realizzata dal medico la condotta doverosa impeditiva dell’evento hic et nunc, questo non si sarebbe verificato, ovvero si sarebbe verificato ma in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva, e ciò non  in forza di un mero coefficiente di probabilità espresso dalla legge statistica, ma secondo un “elevato grado di credibilità razionale” o probabilità logica, con l’effetto che il ragionevole dubbio in base all’evidenza disponibile, sulla reale efficacia condizionante della condotta omissiva del medico rispetto ad altri fattori interagenti nella produzione dell’evento lesivo determina la neutralizzazione dell’ipotesi prospettata dall’accusa e l’esito assolutorio del giudizio (cass. 9457/2013).

Ora applicando i principi enunciati dalla cassazione ai casi più comuni di applicazione dei protocolli ufficiali senza seguire alcuna dieta, possiamo affermare quanto segue:

- curando la paziente con una dieta adeguata, l’evento si sarebbe verificato in epoca posteriore e con minore intensità lesiva;

- a tale risultato si perviene con sicurezza, e senza “ragionevoli dubbi”, in base agli studi medici più avanzati in campo alimentare, con “elevato grado di credibilità razionale” e probabilità logica.
Dunque il medico risponderà per omicidio colposo, anche se il fatto che tali protocolli alimentari non vengano insegnati all’università, potrà incidere sulla gravità del reato, ai sensi dell’articolo 133 cp, e della sanzione finale irrogata dal giudice, che dovrà tenere conto della particolare condizione di ignoranza in cui versa la classe medica in questo settore, indotta in qualche modo dagli stessi protocolli ufficiali approvati dal ministero e dallo stesso decreto Balduzzi, che non incentiva i medici a scelte terapeutiche particolarmente innovative e personalizzate.

Non è quindi il medico Hameriano a dover rispondere di omicidio colposo, ma il medico tradizionale. Per adesso i tentativi di screditare le teorie Hameriane sono l’estremo colpo di coda di un sistema fallimentare, la cui evidenza è sotto gli occhi di tutti quelli che hanno avuto qualcuno ammalato di tumore: le terapie tradizionali non guariscono.






PS. A Mariapaola De Stefano venne diagnosticato un tumore al seno nel giugno 2013. A febbraio 2014 si operò al seno dopo vari cicli di chemioterapia. Dopo quindici giorni dall'operazione le vennero diagnosticate metastasi a: cervelletto, midollo, ossa, colonna, fegato. Ad aprile 2014 era morta.
Contemporaneamente una mia amica, Francesca, ebbe una identica diagnosi di tumore al seno (identico anche nel tipo di tumore, il cosiddetto triplo negativo, il più aggressivo e mortale tra tutti i tumori al seno). A seguito dell'operazine al seno, come a Mariapaola,il tumore era metastatizzato. Ad oggi è ancora viva, perchè ha seguito la terpaia Di bella, con totale scomparsa delle metastasi. 




Nella foto: un'immagine dello spettacolo "protocols" per la regia di riccardo Dujani, dedicato alla storia di Mariapaola e di Francesca. Quest'ultima, ha potuto seguire lo spettacolo, tenuto al teatro Rada di londra. Mariapaola no.



9 commenti:

Ciccio ha detto...

Il discorso è molto chiaro e le tue argomentazioni non fanno una grinza (solo che nella sentenza della Cassazione, se non sei un giurista navigato, non si capisce un cazzo, bontà loro).
Pensa che ieri ho letto questo interessante articolo sul Dottor Warburg che nel 1931 ha scoperto le cause del cancro nella relazione diretta tra acidità del sangue e mancanza di ossigeno, indicando nella dieta la chiave per ammalarsi o essere sani.
http://frasideilibri.com/causa-principale-cancro-scoperta-1931-otto-heinrich-warburg/
Data la mia viscerale ignoranza in materie chimiche ho dapprima cercato su google il preciso significato di "alcalino" (vuol dire basico), subito dopo (come google stesso suggeriva) ho cercato notizie sulla dieta alcalina. Sai la grandissima wikipedia come esordisce?
Così: "La dieta alcalina, o dieta acido-base è una dieta basata sull'errata convinzione che taluni cibi possano influire sull'acidità e sul pH dei fluidi corporei come il sangue...." (!!!!!!!)
L'errata convinzione! Non siamo più ai soliti "secondo la teoria" o "non è scientificamente dimostrato che" o simili... Direttamente l'errata convinzione: agghiacciante. Io pensavo che anche per una formica che vive solitaria sul cucuzzolo della più remota montagna del mondo fosse scontata la relazione tra ciò che si mangia e la composizione dei liquidi corporei. Minchia, qualunque dottore (o uomo della strada), se hai, ad esempio, il colesterolo alto, ti dice di evitare cibi grassi o fritture, qua invece è un'errata convinzione! Non c'è più dove arrivare, non hanno neanche il minimo senso del pudore. E' un'espressione a partire dalla quale si potrebbero scrivere migliaia di pagine di commenti su come e dove va il mondo, ma è allo stesso tempo disarmante, per cui io mi fermo qui.

roberto ha detto...

Grazie avvocato Franceschetti, l'articolo è ottimo e ben argomentato. Vorrei solo specificare, a proposito della medicina Hameriana, che non è sufficiente il riconoscimento della DHS, cioè del conflitto. Occorre prendere una decisione concreta perchè si modifichi il "sentito biologico". Qui sta la difficoltà. Non siamo abituati al concetto di biologico che in soldoni significa intervenire affinchè il "nostro animaletto interno" cessi di percepirè una situazione come negativa.
Per quanto riguarda il caso di Torino sono rimasto basito dalla disinformazione: l'articolo da me letto parlava di "psicoterapia" Hameriana. Nulla di più sbagliato. La medicina Hameriana non considera "mai" nessuna psicotarapia.
Caro avvocato, la saluto cordialmente.

mas ha detto...

per i vaccini è lo stesso anzi peggio perchè spaventando (senza basi scientifiche ma col potere di medici e media)i genitori li costringono a portare i proprii figli al patibolo ripetendo il sacrificio di Isacco ordinato da un dio che prima era cattivo e andava fino in fondo al sacrificio..col nuovo ciclo e l'intervento del cristianesimo si passo dal dio (moloch ,El,Saturno,Set )che chiedeva sacrifici umani ai padri portandogli i loro figli al nuovo dio ,buono che passò ai sacrifici degli animali(agnus dei qui tollis peccata mundi)salvo che alcune tribù,poi distrutte ,continuavano imperterriti a sacrificare esserei umani lavandosi col proprio sangue..
Quando la città fu distrutta arrivarono a Roma ,le famiglie più importanti,ed anche li continuarono coi sacrifici ,sul colle ..e i romani li perseguitarono e loro poi riconosciuti come religione ufficiale perseguitarono come eretici tutti gli altri..
fino a sterminarli(ne uccisero 20milioni di cristiani in russia tra gulag ed altro ed in totale 50milioni di cristiani nella seconda guerra mondiale)
ancora oggi sterminano i pochissimi rimasti,veri cristiani ,che si oppongono ai sacrifici umani che ogni giorno si fanno negli ospedali o coi vaccini, prima i caldei di Iraq,oggi gli armeni(primo vero olocausto con la popolazione perseguitata per la religione fino al 90% eliminata!)...

questa mendicina mengeliana che obbliga ai protocolli di cura cercando di inibire il diritto di scelta dove appare impossibile al paziente rifiutarsi si concedere il nulla osta al trattamento(come prevede il codice di norimberga contro i nuovi Mengele!)e come appare evidente nella pratica vaccinale..
dove il consenso informato viene o non fatto firmare o di fatto svuotato di significato...

mas ha detto...

renzi recentemente su spinta delle elite ha minacciato di fare una legge che vieti l'accesso alla scuola a chiunque non sia vaccinato(facendo salvi gli immigrati!)
mentre possono frequentare senza problemi malati di aids(veri o falsi che siano)
di epatite etc..
poi la legge non si è fatta..ma la minaccia resta qualora troppi rinuncino a sacrificare i proprii figli a Moloch ,il dio della morte e della sofferenza..

Ovviamente non si compie solo un sacrificio di milioni di persone(come con le guerre!)ma serve alle elite di poche decine,forse unità di famiglie,di poter controllare miliardi di persone...
infatti infettati con ogni tipo di virus(chiamati attenuati o uccisi ma sono sempre e cmq attivi) 6 tutti insieme iniettati (anche 2 non obbligatori)insieme a metalli pensanti etc..si indebolisce non solo il sistema nervoso ma anche quello cerebrale,muscolare ed immunitario..
questo porterà a dei bambini ragazzi che andranno incontro ad ogni tipo di malattie più o meno debilitante..e quindi renderà debole il loro potenziale espressivo..
non solo per la dipendenza dal sistema dei farmaci stesso..
ma soprattutto perchè un sistema nervoso e cerebrale che non si può esprimere al 100% porta a limitare il potere innovativo/creativo della popolazione
difatti si creano dei simil zombie in alcuni casi e in altri
delle semidisabilità cmq esseri umani dal potenziale cerebrale e quindi intellettivo ed anche spirituale(in ultima analisi ridotto!)

ne parlava anche Bertrand Russell,matematico filosofo premio nobel(riconoscimento prima di aver scritto questo libro ovviamente) nel libro del 1951 non a caso mai tradotto in Italia(mentre sono stati tradotti tutti gli altri!) ''the impact of science on society'' in cui parla di una scienza che può essere solo fatta di protocolli ed ortodossia e non può essere libera perchè pericolosa una libera ricerca in una libera democrazia..perchè potrebbe portare alla presa di coscienza della catene invisibili con cui sin da piccoli le elite ci legano mani e piedi...
e lo fanno fare ai nostri genitori spaentandoli e minacciandoli..
uno scienziato che scopre una cura per mali incurabili specie cronici(che legittimano la classe medica vero braccio destro delle elite!)deve essere relegato,perseguito,screditato(Hamer come Di Bella anche se pochi sanno che ad esempio l'unica cura che è stata ufficialmente riconosciuta efficace nel tumore al pancreas è la cura Di Bella e pochi sanno che la Somatostatina si usa in tutti i tumori neuroendocrini,test Octreoscan altrimenti le medicine delle cura di Bella in buona parte delle regioni te la paghi da solo e lo puoi fare solo se sei ricco,lo stesso Veronesi ha dovuto ammetterlo ma senza citare Di Bella!)

ci sono anche altri principi efficaci e usandoli tutti insieme si ottiene un effetto molplicato in maniera fattoriale..
l'alimentazione è una di esse..
l'oncologa nutrizionista del centro tumori di Milano che lo disse alle Iene rischiò il posto...
ad esempio non solo l'acidità o la basicità ma soprattutto si è visto che l'eccesso di omega6 rispetto ad omega3 nella dieta occidentale porta a predisposizione ai tumori(ed infarti le prime 2 cause di morte in occidente!)
e gli omega 3 sono difficili da prendere nella nostra dieta(mentre facile in quella orientale dove il tasso tumorale è molto più basso!)
ad esempio si trova nell'olio di lino e canapa(e non in quell'oliva tanto esaltato!)
si trova nei cibi integrali
non si trova nelle carni animali
si trova nelle alghe(cucina indiana ed orientale)
si trova soprattutto nel grasso di pesce ed olio di pesce
lecitina di soia(quardacaso alcuni studi la ritengono preventiva sia di tumori che infarti)

........

mas ha detto...

occhio..
Russell parlava di controllo dei neonati con iniezioni(ossia i vaccini)
parlava di medicina controllata con protocolli precisi
parlava di controllo di massa nelle scuole anche esse obbligatorie(e che seguono precisi protocolli che come tutti sanno tarpano le ali alla creatività e fanno persino odiare i grandi poeti e scrittori da Dante che nessuno leggerà mai dopo le scuole a Manzoni a Leopardi e insegna ad odiare la filosofia e chiunque si faccia domande!)
anche la ricostruzione della storia è ovviamente controllata,spezzettata,mai unitaria in modo da nascondere il disegno millenario delle elite..
parlava di un sistema di farmci e medici protocollati ed obbligatori..

la libera scienza potrebbe liberare l'uomo dal dovere obbedire da impiegare il suo tempo libero a lavorare pesantemente invece di pensare..
se Tesla non fosse stato eliminato dopo essere stato distrutto finanziariamente da jp morgan che prima lo finanziava(per delle super armi)perchè le sue scoperte potevano rendere gratuita per tutti l'energia(dall'etere)
l'uomo non dovrebbe più lavorare per pagare bollette e benzina..

e se la ricerca fosse libera ad oggi non esisterebbero tutte quelle malattie la cui cura non si trova da 100anni..alla faccia della tecnologia..
e cosi' il popolo non potrebbe più essere sotto controllo dei neomengeliani
al soldo dell'elite..
non servirebbero soldi per curarsi e quindi schiavitù del denaro...

ecco quindi che come dice Russell ,regola numero 1 è bloccare (con protocolli ed orotodossia)la libera scienza perchè altrimenti questo rovescerebbe la piramide sociale..

mas ha detto...

a ben vedere l'elite controlla fonti di energia ,chimima(medicine),armo ,cibo..
e chi ne vuole avere deve recarsi da loro e fare quello che loro dicono di fare..
di fatto una schiavitù
se ci fosse libero accesso a quelle risorse da parte di tutti(e questo la libera scienza potrebbe ottenerlo,penso alla fusione fredda prima negata poi ammessa dal MIT ma i media non ne parlano,il MIT per non ammettere la truffa l'ha chiamata LENR
invece di fusione fredda ma è la stessa cosa!) l'elite verrebbe eliminata..

ma finchè le masse desiderano delle risorse che non è nelle loro disponibilità(penso alla benzina della macchina per dirne una senza la quale andremmo tutti a piedi !)
e la ricerca scientifica non è libera,siamo costretti a inginocchiarci ai loro piedi ed eseguire i loro ordini che arriva anche a chiederci di sacrificare i proprii figli(vaccini!)a sottoporci a cure chemioterapiche che non guariscono che pochissimi(che forse sarebbero guariti da soli)e che ne uccidono la maggior parte senza che nessuno ne risponda a regalargli la nostra vita e quelli dei nostri figli
per lavori da 4euro l'ora..o cmq che impegna totalmente il nostro tempo..
se vogliamo mangiare ed avere un tetto sopra la testa..

i neri d'africa almeno per il rancio e le baracche sopra la testa nelle piantagioni di cotone USA,dovevano incatenarli per farli lavorare e non scappare..
erano schiavi forzati
oggi per ottenere le stesse le masse sgomitano e si buttano da soli sul fuoco di Moloch,sono schiavi volontari..

saluti

il Baronetto ha detto...

Secondo me, ma solo secondo me, puoi fare e mangiare e bere quello che vuoi, se si e' realmente felici. Se sul serio si vive nella realta' in cui si vuol essere, senza conflitti interni, il corpo puo' tranquillamente sopportare tutto. Quella dell'alimentazione ha un perché fino ad un certo punto, non e' che essendo salutista si e' esenti dal avere il cancro.
Ad esempio il cantante Morrissey e' sempre stato vegetariano eppure il cancro se lo e' beccato lo stesso. Quella della campagna dell'alimentazione sana uscita dai media e' solo altro terrorismo mediatico secondo me. Specialmente se a supportarla sono persone o oncologi di grido come Veronesi, questo fa riflettere. Avete presente gli allevatori di animali da macello, quando fanno stare bene le proprie creature facendoli nutrire sanamente, per poi portarli al mattatoio ? Ecco..perché danno loro da mangiare bene ? Per amore ? Be' no, se li uccidono, no, perché la loro carne deve essere piu' saporita. Ecco, stessa cosa dalla cima della piramide verso i poveri mortali, farli stare sani ed efficienti, ma non perché li sia ama, ma per renderli piu' produttivi, efficienti, robotici. Ecco perché dovete magna' sano, da carne da macello quale siamo dobbiamo essere piu' efficienti, altrimenti come si fa ? Lo stesso sistema che ti fa lavorare e vivere sotto stress, preda di paure e bassi istinti poi ad un tratto ti vuol bene facendoti mangiare sano ? a me non convince.
Quei vecchiardi dei contadini di un tempo, che mangiavano carne, fumavano come turchi e bevevano litri di vino, campavano fino ad 80 anni e qualcosa in piu', senza problemi particolari, il perché ? Niente stress, facevano la vita che volevano. E semmai trombavano pure senza condom e robe come aids manco imperavano. Con questo non sono pro macellazione, ma non sono neanche a favore del terrorismo alimentare. Siate re della vostra realta', senza conflitti e facendo realmente quello che vi piace, anche nelle piccole cose, se vi da vera gioia allora non ci saranno preoccupazioni. Quello che vediamo ogni giorno e' solo un involucro chiamato corpo fisico, un ologramma diciamo, ma di corpi come quello mentale o eterico ne abbiamo, e son molto piu' importanti. Nutrite quei corpi secondo le vostre PRSONALI esigenze e desideri, e l'ologramma, la parte fisica di noi ne uscira' sempre bene. Tutto cio' che scrivo e' realta', la vera realta', ecco perché la scienza medica spesso sbaglia., perché pensa che noi siamo solo questo scafandro fisico, ignorando il resto. Esempio scemo, una donna, madre e sposata, si becca un tumore, eppure sembra che abbia tutto date le apparenze, ma ne siamo sicuri ? Non e' che nella parte piu' intima di lei voleva una vita diversa ? Che in segreto sognava di fare ben altro ? Non date mai per scontato le cose e non ci si deve mai fermare alle apparenze, perché nell'anima di un malato non si sa cosa si celi davvero. Per questo, il piu' possibile, non tradite mai voi stessi, qualunque siano le vostre vere esigenze, e vedrete che andra' tutto per il meglio. Ciao

Anonimo ha detto...

Gli oncologi, prima di essere medici, sono prima di tutto persone. Per mia esperienza personale, nessuno ti impone una terapia senza il tuo consenso. Può essere che ti consigliano, nel senso che ti dicono, per guarire è meglio procedere con questa terapia, che cosa ne pensa? nessuno ti impone intervento e chemio, ma al massimo ti consigliano quale sarebbe per loro la strada migliore. E da medico a medico di solito il consiglio è differente. Vi sarà capitato di fare visite da medici differenti sulla stella patologia, i responsi sulla terapia da adottare di solito sono sempre diversi. Uno ti può consigliare l'intervento, mentre l'altro te lo sconsiglia. Di solito siamo noi pazienti in base alla nostra sensibilità / evoluzione a scegliere il percorso che riteniamo più idoneo. Se sei una persona che non crede nelle terapie alternative, ti affiderai esclusivamente alle cure tradizionali. Il che non vuol dire essere destinati alla morte, ho avuto un famigliare che ha intrapreso questo percorso doloroso (chemio) e ne è uscito benissimo e guarito. Ho avuto un altro famigliare invece che ha fatto solo intervento e niente chemio (non gliel'hanno nemmeno proposta, dato i tempi passati) e nessun tipo di medicina alternativa ed è deceduto (non ha seguito nemmeno una sana alimentazione). Per scarsità di informazione si è affidato solo alla medicina riconosciuta. Per quanto riguarda me, l'oncologo mi ha sconsigliato di intervenire subito chirurgicamente per vedere, data la mia giovane età, se fosse stato possibile un piccolo miglioramento prima di intervenire, previo mio consenso. Mi ha detto solo, sei più grave di quello che pensavo e lo sai che non c'è cura per la tua malattia vero? se ti mando in reparto così ti operano subito,cosi dici se aspettiamo per vedere se migliori almeno un pochino? Ho seguito il suo consiglio e mi sono detta dentro di me "vediamo se è vero che non c'è cura", ma poichè non credo nei miracoli spontanei, ho seguito una sana alimentazione e mi sono affidata oltre ai controlli periodici in oncologia anche a terapie alternative (omeopatia e pranoterapia), compresa la medicina di hamer. Direi che i risultati ci sono stati. Ci vuole pazienza, tempo, ci vuole ottimismo, darsi un obbiettivo per cui vivere, fare un patto con Dio, stare a contatto con la natura.... e se nel vostro destino è scritto che non è il vostro momento, guarite di sicuro....e se invece c'è scritto che la vostra vita è finita lì non c'è terapia o medico che possa esservi di aiuto.

Anonimo ha detto...

Caro Paolo, ascolti questo video sulla FALSA NOTIZIA dell'operazione a Casaleggio nel 2014, e rifletta sulle VERE cause della sua morte, su CIO' CHE CI VIENE TACIUTO DAI MASS MEDIA...

https://www.youtube.com/watch?v=ZdJlrpI2D-s