giovedì 29 gennaio 2015

Conferenza di Gianfranco Carpeoro. Massoneria, Opus dei, Politica, Gesuiti.




16 commenti:

Ulisse ha detto...

un politico disonesto ma capace non mi fa campare megilio! Mi costa di più!

Anonimo ha detto...

Dopo BERlusconi BERsani BERgoglio avremo MATteo (renzi )MATteo ( Salvini) MATtarella ?

Atanor Venice ha detto...

Bellissima quella sulla camomilla delle monache un capolavoro mediatico

marco ha detto...

Bellissima conferenza, grazie Paolo!

pietro villari ha detto...

Se fossi giovane terrei a mente questa conferenza e diverse altre degli ultimi mesi. E lo farei con la certezza che tra un quarto di secolo, o meno, si presenteranno altri lupi vestiti da agnelli, un coretto di saggi massoni messi fuori gioco da loro simili. Un gruppo un tempo appartenente ai vertici dell'odierno potere piramidale nazionale, come al solito stegocratico, ma in quel futuro gia' estinto. E questi saggi inizieranno a raccontare, cantori di tempi remoti e felici, che le alte cariche dello Stato dell'ultimo decennio erano statisti di grande spessore che tentarono di fare grandi cose per l'Italia, ma che furono vigliaccamente eliminati da grandi forze nemiche, e dai locali traditori della Nazione e del popolo ignaro.
Che tristezza questa politica meschina, riservata alla massa dei "profani" e persino alle basse e medie leve delle massonerie.

x @nonimo 30-01 09:58
MAT lega a un antico termine presente nelle antiche lingue germaniche riferito a misura (in senso geometrico), ma anche ad un limite comportamentale che si consiglia non valicare, pena gravi conseguenze.

Anonimo ha detto...

Conferenza senza dubbio interessante, tuttavia mi piacerebbe far notare che Carpeoro nel comporre il quadro della degenerazione istituzione dell'Italia pone sullo stesso piano il popolo e il potere, che per in parte ritengo condivisibile. Ciò nonostante se si vuole affrontare questo tema con rigore necessita, a mio avviso, ricercare seriamente le cause dell'assenza del popolo dalle sedi politiche del paese con la conseguente deriva istituzionale attuale. Necessiterebbe approfondire con rigore i rapporti di forza esistenti tra rappresentati e rappresentanti individuando i livelli di equilibrio, ovvero se i registi, hanno lasciano ai rappresentati il ruolo di comparse.
Prendendo spunto dalla mia esperienza di siciliano, le istituzioni, facendo eccezione per il Presidente Milazzo ed in parte anche Lombardo, hanno alimentato condizioni sociali estreme, appena paragonabili quelle che oggi sta vivendo l'Italia del nord con l'esperienza U.E.
Pur condividendo la tesi che l'Italia è una nazione senza popolo, ma questo è un auto gol essendo il frutto del delirio di onnipotenza massonico, non sfugge che il potere comunque si è dotato di strumenti, utilizzati quotidianamente con violenza inaudita, particolarmente efficaci per destabilizzare le coscienze, narcotizzando qualunque potenzialità di espressione popolare. In Sicilia, ad esempio, per reprimere la dignità collettiva si è esercitata la tecnica dell'estorsione del consenso, le forze di occupazione si sono preoccupate di fare in modo che vi fossero due possibili alternative, o ti allei con chi ti proponiamo oppure emigri, se poi proprio non vuoi capire ti ammazziamo, suicidandoti facendoti morire di fame, a te e tutta la tua famiglia, oppure ordiniamo a dei nostri amici di farti fuori, e qualora proprio non ti vuoi fare ammazzare e cerchi disperatamente una via d'uscita, ti additiamo con disprezzo, a livello planetario, come omertoso connivente fiancheggiatore della mafia senza lasciarti alcuna possibilità di difesa e così impari.
In Svezia la partecipazione popolare ha una sua ragion d'essere poiché ha prodotto effetti sociali che hanno alimentano l'adesione, non hanno avuto portella della ginestra, non hanno avuto il massacro di sindacalisti piuttosto che giornalisti, Presidenti della Regione o gente comune ecc.. Ma se avessero subito lo stesso trattamento siamo certi che avrebbero manifestato la stessa motivazione che hanno avuto molti miei conterranei nell'andare incontro a morte certa con fierezza? mi permetta Carpeoro di dubitare un pizzico di amaro umorismo.
Faccio una richiesta a Carpeoro, sempre che ne abbia voglia resta inteso, gli chiedo che si esprima sulle analisi di Nicola Zitara da calabrese a calabrese, mi interessa sapere se quelle analisi potrebbero trovare dignitosa dimora all'interno del relativismo culturale massonico.
Grazie, zetan.

Anonimo ha detto...

@ pietro villari

considerazione acuta e matura

Anonimo ha detto...

Ho ascoltato ed osservato l'acuto, attento e veloce Carpeoro con ennesimo interesse, ed ancora una volta mi ha arricchito di conoscenze e dettagli molto utili, per cui non posso che essergli grata.
Ma a proposito della mancanza di partecipazione del popolo credo abbia torto (esperienza oltretutto personale), nel senso che NON è per mancanza di volontà che quest' ultimo non partecipa (fatta eccezione una GRAN fetta di ignoranti incalliti, o a poveri dementi legati per generazioni a famiglie di miserabili servitori di "potenti", contaminati dalle aberranti abitudini di questi ultimi, ereditariamente psicopatici), ma perché avvilito, scoraggiato; perché gli viene di FATTO impedito nella misura in cui non gli è permesso di esprimersi e tanto meno di decidere assolutamente NULLA.

Lilith

Anonimo ha detto...

Aggiungo che l' UNICA partecipazione POSSIBILE è quella ESTERNA ai partiti, ossia del popolo che "SI PARLA", che discute dell' ASSURDA e INGIUSTA realtà che pochi FURBI hanno strutturato e legiferato con l' utilizzo di MENZOGNE e di VIOLENZA.
Ma, per rendere la partecipazione possibile, il popolo, o meglio le SINGOLE persone devono SUPERARE il RISTRETTO concetto di famiglia, questa INNATURALE e FALSA struttura che fa si che ognuno, facendo UNICAMENTE gli interessi della propria, resta SEPARATO e se ne frega dell' altra (facendo così un IMMENSO favore e RINFORZANDO chi sul dividi e impera ci CAMPA).

Internet è stato ed è, ma forse ancora per poco, un GRANDE strumento di comunicazione-partecipazione, poiché i componenti di varie famiglie, non VEDENDOSI, hanno potuto comunicare senza incorrere in antagonismi, gelosie, invidie e DEMENZE del genere; che invece sono ABITUALI negli incontri fisici.
Ragion per cui, il SUPERAMENTO dell' INSANA e REPRESSIVA famiglia patriarcale-monogamica è il PRIMO passo da compiere.

Ce n' è di STRADA da FARE!!!


Lilith

Anonimo ha detto...

io vi dico solo attenti a certi discorsi che riribaltano il capovolto. Poi fate voi........

pietro villari ha detto...

Il termine popolare "scendere in politica", un tempo era riferito a personaggi delle classi alte che decidevano di occuparsi dei bisogni della comunita'. In teoria i "migliori" avrebbero agito per migliorare le condizioni di vita non solo proprie ma anche della comunita' di cui facevano parte.

L'ideale rinascimentale del Machiavelli, che emerge nel corso della conferenza pur non essendo nominato, e' il principe al quale molto si puo' perdonare purche' operi per quel miglioramento. Riusciranno i padroni del mondo a farlo apprezzare alle masse di sudditi ? E' accettabile un simile ideale dell'illuminismo aristocratico, fortemente classista e contrario all'ideale egualitario ?
Sfatiamo un mito: la moderna massoneria ha ben poco a che fare con questa evoluzione culturale. E' semplicemente il maggiore effetto del bisogno del capitalismo, dell'espansione delle classi borghesi e delle loro innumerevoli attivita' lavorative.

Negli ultimi tempi e' stato dato grande risalto sul vero significato massonico dei termini liberta', uguaglianza e fratellanza. In pratica essi non indicano una uniformita', ovvero non sono generalizzabili a tutta la popolazione, essendo vincolati a un distinguo classista che e' stato ben operato e ribadito sin dalla strutturazione settecentesca della massoneria ove gli aristoi e le classi alte della borghesia internazionale costituiscono il vertice della piramide, staccato dalla base.

La classe politica, quindi non puo' che avere una posizione totalmente ancillare nei confronti del Potere.
Di conseguenza le scelte oggigiorno non vengono effettuate pratnessuno diaicando la politica. Non esistono adunanze in agora di ogni centro abitato d'Italia, ma altrove, in riunioni di pochi, ove poco o nulla trapela, ove i partecipanti e i propositi sono troppo spesso inversamente proporzionali ai veri interessi della popolazione.

Internazionalizzandosi, la situazione non puo' che condurre al totale affrancamento della popolazione dalla politica, una situazione di totale schiavitu' preceduta dalla dissolvenza degli Stati, svuotati del loro ruolo.
L'emergere di un potere unico non potra' avvenire che lentamente, nel corso di parecchi decenni e con un catastrofico periodo di guerre tra gruppi di potere, svolta a livello planetario.

La gravita' di quanto accade oggi all'Umanita' e' pero' ben piu' preoccupante e richiede una risposta immediata a necessita' primarie quali l'incremento demografico e l'avanzare della fame e della sete nel mondo, il continuo aumento dei rifiuti e della modificazione in senso gravemente tossico dell'atmosfera, il massiccio inquinamento elettromagnetico che sta raggiungendo parametri mortali.

Non esiste apparato politico nazionale nazionale che possa opporsi al corso degli eventi che nei prossimi decenni devasteranno il mondo. Nemmeno se per miracolo si alleassero tutti i partiti europei e questi con quelli degli altri Continenti. Prevarrebbe sempre il Potere, un mostro senza testa che oggi e' saldamente detenuto nelle mani di grandi gruppi privati organizzati piramidalmente, che hanno quali partner e sponsor le maggiori famiglie massoniche e apparati religiosi ove al riparo dei templi si decidono le sorti del mondo.

Quel che appare quale "politica" statale, regionale, comunale sono solo concessioni supervisionate dal sistema stegocratico, che un giorno non lontano saranno rimosse.

Qualunque politico attuale o e' un servo del sistema, irrimediabilmente connivente (ed e' inutile discernere se in modo attivo o passivo), oppure e' un raro personaggio che pur essendo stato miracolosamente eletto e desideroso di fare politica onestamente, viene immancabilmente reso innocuo se il suo fare non rientra negli interessi del Potere.



Anonimo ha detto...

Gli schiavi non vennero liberati perché si ribellarono, Spartaco e tanti altri furono PEDINE e non eroi (anche quando è a "loro" conveniente fanno pagare col sangue...!). La vera ragione della "liberazione"degli schiavi si deve alla volontà e strategia delle classi dominanti di quel tempo (sempre più o meno le stesse), in quanto faceva comodo al tipo di evoluzione intrapresa dallo stesso sistema.
Detto questo, non posso che condividere totalmente (in questo caso...:-)) il commento di Pietro Villari, di cui riproduco qui sotto le parti salienti per portarle ancor più all' attenzione:

"Sfatiamo un mito: la moderna massoneria ha ben poco a che fare con questa evoluzione culturale. E' semplicemente il maggiore effetto del bisogno del capitalismo, dell'espansione delle classi borghesi e delle loro innumerevoli attivita' lavorative....

Internazionalizzandosi, la situazione non puo' che condurre al totale affrancamento della popolazione dalla politica, una situazione di totale schiavitu' preceduta dalla dissolvenza degli Stati, svuotati del loro ruolo.
L'emergere di un potere unico non potra' avvenire che lentamente, nel corso di parecchi decenni e con un catastrofico periodo di guerre tra gruppi di potere, svolta a livello planetario.

La gravita' di quanto accade oggi all'Umanita' e' pero' ben piu' preoccupante e richiede una risposta immediata a necessita' primarie quali l'incremento demografico e l'avanzare della fame e della sete nel mondo, il continuo aumento dei rifiuti e della modificazione in senso gravemente tossico dell'atmosfera, il massiccio inquinamento elettromagnetico che sta raggiungendo parametri mortali.

Non esiste apparato politico nazionale nazionale che possa opporsi al corso degli eventi che nei prossimi decenni devasteranno il mondo. Nemmeno se per miracolo si alleassero tutti i partiti europei e questi con quelli degli altri Continenti. Prevarrebbe sempre il Potere, un mostro senza testa che oggi e' saldamente detenuto nelle mani di grandi gruppi privati organizzati piramidalmente, che hanno quali partner e sponsor le maggiori famiglie massoniche e apparati religiosi ove al riparo dei templi si decidono le sorti del mondo.

Quel che appare quale "politica" statale, regionale, comunale sono solo concessioni supervisionate dal sistema stegocratico, che un giorno non lontano saranno rimosse.

Qualunque politico attuale o e' un servo del sistema, irrimediabilmente connivente (ed e' inutile discernere se in modo attivo o passivo), oppure e' un raro personaggio che pur essendo stato miracolosamente eletto e desideroso di fare politica onestamente, viene immancabilmente reso innocuo se il suo fare non rientra negli interessi del Potere".

Lilith

Anonimo ha detto...

Gli schiavi non vennero liberati perché si ribellarono, Spartaco e tanti altri furono PEDINE e non eroi (anche quando è a "loro" conveniente fanno pagare col sangue...!). La vera ragione della "liberazione"degli schiavi si deve alla volontà e strategia delle classi dominanti di quel tempo (sempre più o meno le stesse), in quanto faceva comodo al tipo di evoluzione intrapresa dallo stesso sistema.
Detto questo, non posso che condividere totalmente (in questo caso...:-)) il commento di Pietro Villari, di cui riproduco qui sotto le parti salienti per portarle ancor più all' attenzione:

"Sfatiamo un mito: la moderna massoneria ha ben poco a che fare con questa evoluzione culturale. E' semplicemente il maggiore effetto del bisogno del capitalismo, dell'espansione delle classi borghesi e delle loro innumerevoli attivita' lavorative....

Internazionalizzandosi, la situazione non puo' che condurre al totale affrancamento della popolazione dalla politica, una situazione di totale schiavitu' preceduta dalla dissolvenza degli Stati, svuotati del loro ruolo.
L'emergere di un potere unico non potra' avvenire che lentamente, nel corso di parecchi decenni e con un catastrofico periodo di guerre tra gruppi di potere, svolta a livello planetario.

La gravita' di quanto accade oggi all'Umanita' e' pero' ben piu' preoccupante e richiede una risposta immediata a necessita' primarie quali l'incremento demografico e l'avanzare della fame e della sete nel mondo, il continuo aumento dei rifiuti e della modificazione in senso gravemente tossico dell'atmosfera, il massiccio inquinamento elettromagnetico che sta raggiungendo parametri mortali.

Non esiste apparato politico nazionale nazionale che possa opporsi al corso degli eventi che nei prossimi decenni devasteranno il mondo. Nemmeno se per miracolo si alleassero tutti i partiti europei e questi con quelli degli altri Continenti. Prevarrebbe sempre il Potere, un mostro senza testa che oggi e' saldamente detenuto nelle mani di grandi gruppi privati organizzati piramidalmente, che hanno quali partner e sponsor le maggiori famiglie massoniche e apparati religiosi ove al riparo dei templi si decidono le sorti del mondo.

Quel che appare quale "politica" statale, regionale, comunale sono solo concessioni supervisionate dal sistema stegocratico, che un giorno non lontano saranno rimosse.

Qualunque politico attuale o e' un servo del sistema, irrimediabilmente connivente (ed e' inutile discernere se in modo attivo o passivo), oppure e' un raro personaggio che pur essendo stato miracolosamente eletto e desideroso di fare politica onestamente, viene immancabilmente reso innocuo se il suo fare non rientra negli interessi del Potere".

Lilith

Anonimo ha detto...

Si, sarebbe molto interessante avere il parere di Carpeoro sulle critiche a lui rivolte quando parla di democrazia partecipativa. Mi associo ovviamente anch'io a quanto già scritto a riguardo sopra. In sostanza, come si fa a chiedere di essere partecipativi se quelli retti e saggi ce li fate fuori ogni volta?! Normale che ci si allontana quando ti rendi conto che oltre un limite non puoi fare, non puoi dire e vieni invaso da un senso di impotenza grande quanto il vuoto cosmico. In accordo anche con @villari (18:03) quando parla di lupi vestiti da agnelli.

pietro villari ha detto...

@Lilith 02-02 19:38
Non puo' paragonare la forza del Potere ai tempi di Spartacus con quello attuale.
Inoltre, Spartaco non era un politico "democratico" e nemmeno un rivoluzionario in senso moderno. Per il Potere era un pericoloso delinquente e come tale fu trattato.

Persino poco piu' di duecento anni fa, quando l'equipaggio del Bounty una importante nave militare inglese fu costretto all'ammunitinamento, il Sistema di Potere di querl periodo inizio' una tale caccia all'uomo a livello internazionale (dovevano eliminare la speranza che si puo' ribellarsi e scappare dal Potere), finche' non li trovarono su un orrendo isolotto sperduto nell'Oceano(anche se nel frattempo si erano quasi tutti massacrati a vicenda o morti per malattie.

Non dico che non e' possibile una
ribellione al Sistema, chiunque puo' farlo ma solo con metodi rivoluzionari che sono destinati a essere strumentalizzati dal Potere per rafforzarsi e comunque soffocati in modo ancor piu' violento, esemplare.

Anonimo ha detto...

sulla democrazia partecipativa, si sbaglia o meglio cade nell errore della cultura, che se partecipi cambi, come quello della costituzione, noi al sud non ci mettono in regola sul lavoro, se gli dici che l articolo 1, 3, parlano di lavoro e che l uguaglianza e di tutti, ti ridono in faccia e ti cacciano, se pretendi i diritti sindacali, ci sono tanti disoccupati e rumeni da far lavorare che non fanno domande, questi e sistema massonico di minaccie e ricatti sociali che carpeoro non dice?? omettee?? in buona fede.

poi conosco tanti ragazzi che vanno nelle sedi arci, pci, ecc, ma cosa hanno cambiato?? quelli sono in buona fede.

poi il discorso sarebbe lunghissimo, ma basta vedere come e ridotta l italia.

a presto Libero. R.