domenica 22 dicembre 2013

Roma, 29 dicembre. Presentazione del secondo volume



Roma
Domenica 29 Dicembre 2013
ore 17:00

Paolo Franceschetti presenta il secondo volume della trilogia:
"Sistema massonico e Ordine della Rosa Rossa"

presso Ryar Sound
ex Teatro da Camera di Roma
viale di Trastevere, 112



In occasione dell’uscita del secondo volume, Paolo Franceschetti è ospite di Ryar Sound per presentarlo.

In questo libro si prosegue l’analisi dell’omicidio massonico, ma la ricerca diventa sempre più complessa, perché la storia della massoneria si intreccia con quella della Chiesa Cattolica e con la figura di Gesù, attorno alla quale le due organizzazioni si sono fatte una guerra spietata. Si arriva quindi a capire come Massoneria e Chiesa Cattolica siano due facce della stessa medaglia, di cui l’una non potrebbe esistere senza l’altra.
Si approfondisce anche la storia del Cristianesimo, evidenziando la lotta perpetrata nei secoli per nascondere la verità su molti aspetti della storia di Gesù, con i tentativi, da parte dei rosacroce e delle società segrete, di preservarne la realtà storica e spirituale.
Tra le vicende giudiziarie che in questo volume iniziano a delinearsi (per trovare la conclusione nel terzo volume) c’è la vicenda delle Bestie di Satana. L'autore, nel corso delle sue ricerche come legale di Paolo Leoni e di Nicola Sapone (considerati i leader della setta), è arrivato a scoprire che i ragazzi coinvolti nella vicenda sono quasi tutti innocenti, mentre i colpevoli veri dovrebbero essere cercati altrove, ai vertici dello stato.
Trattandosi di una vicenda giudiziaria tra le più importanti al mondo in tema di satanismo (insieme alla vicenda Manson in America del 1969), essa è stata il punto di osservazione privilegiato per capire come dietro alle vicende di sangue che vengono trattate dai media come normali casi di cronaca nera, ci siano in realtà feroci lotte politiche o culturali tra centri di potere riconducibili, ancora una volta, alla Chiesa Cattolica o alla Massoneria.


mercoledì 18 dicembre 2013

Border Nights - puntata 105

Ospiti della puntata Mauro Biglino e il dott. Piero Mozzi. Si parla della lettera di minacce subita da Biglino e del suo ultimo libro "La Bibbia non è un libro sacro". Con il dott. Mozzi si parla di alimentazione e gruppi sanguigni. In collegamento come sempre anche Paolo Franceschetti con il quale poi concluderemo la puntata. Il programma va in onda ogni martedi alle 22 su Web Radio Network (http://www.webradionetwork.eu) Contatti: bordernights@webradionetwork.eu - blog http://bordernights.blogspot.it - skype border nights - gruppo Facebook border nights


http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-105-17-12-2013



giovedì 12 dicembre 2013

Border Nights - puntata 104

Si parla insieme a Giuseppe Rausa dei messaggi lasciati dal grande regista Stanley Kubrick (soprattutto Arancia Meccanica, Shining, Eyes Wide Shut e i riferimenti al potere ed alla massoneria). Poi conversazione con Paolo Franceschetti, interventi degli ascoltatori: manifestazioni del popolo, l'ascesa di Renzi, il possibile golpe militare. Contatti: bordernigths@webradionetwork.eu gruppo Facebook border nights, blog http://bordernights.blogspot.it , skype border nights


http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-104-10-12-2013



lunedì 9 dicembre 2013

La protesta nazionale del 9 dicembre. E l'incostituzionalità della legge Porcellum




di Stefania Nicoletti


Si sono svolte oggi in tutta Italia delle manifestazioni di protesta contro il governo e il sistema politico, indette dal movimento dei Forconi, dagli autotrasportatori e da diversi gruppi e associazioni, a cui hanno aderito migliaia di cittadini. Sono state bloccate strade e autostrade e organizzati presidi e cortei un po’ in tutte le città italiane.
Questa iniziativa sembra diversa da altre proteste che hanno avuto luogo in questi anni. Innanzitutto gli organizzatori hanno tenuto a sottolineare che la protesta è apartitica. Infatti, sebbene dei movimenti politici come Forza Nuova abbiano deciso di aderire, nelle foto e nei video che stanno circolando in rete non si vedono bandiere o simboli di partiti.
Il comitato che ha coordinato la protesta si è anche dato un codice etico, in cui auspica una rivoluzione non violenta e invita i partecipanti a non usare la violenza, in particolar modo nei confronti delle Forze dell’Ordine. Vedremo poi perché questo punto è importante nella nostra analisi.

Apparentemente, tutto questo è molto bello. Verrebbe da dire: finalmente il popolo italiano prende coscienza del sistema, si ribella e fa qualcosa anziché continuare a subire passivamente. Ma è davvero così?
Nei giorni scorsi ho seguito il tam tam su internet e in particolare su Facebook. Quello che ho letto, visto e sentito sono solo tanti slogan. “Mandiamoli tutti a casa”, “la gente non ne può più di questa classe politica”, “se ne devono andare”, “cacciamo via tutta la casta”. Sempre gli stessi slogan. Che possono anche essere condivisibili: è un dato di fatto che questa classe politica è indegna e corrotta. E allora mandiamoli tutti a casa. Va bene, e poi? Una volta ottenute le dimissioni del governo, una volta mandati a casa tutti i parlamentari, una volta spazzati via tutti, che si fa? Chi mettiamo al loro posto? Come governiamo questo Paese? Non ho sentito da parte degli organizzatori proposte concrete e costruttive. Solo tanti slogan e tanta rabbia nei confronti della classe politica. Il progetto è solo quello di mandarli via; ma – ripeto – una volta mandati via tutti, cosa facciamo?
Le posizioni contro la casta politica non sono nuove: lo stesso Grillo e il Movimento 5 Stelle fanno ampiamente uso di questi concetti. Ma come abbiamo spiegato più volte sul blog, i politici sono un falso obiettivo: non solo loro che decidono veramente, essendo solo gli esecutori di poteri che stanno sopra alla politica. Scagliarsi contro la “casta” è fuorviante: il vero problema è il sistema nel suo insieme, non certo i politici che sono seduti ora in parlamento.

Ciò che però mi ha colpito è una singolare coincidenza: proprio a ridosso di questa protesta, qualche giorno fa la Corte costituzionale si è espressa sulla legge elettorale Calderoli, detta Porcellum, dichiarandola incostituzionale.
La legge n. 270/2005 ha modificato il sistema elettorale italiano (prima era in vigore il Mattarellum): caratteristiche principali del Porcellum sono le liste bloccate senza la possibilità per l’elettore di esprimere una preferenza, e l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione vincente. E sono proprio questi due punti ad essere illegittimi, secondo la Corte.
La sentenza è di importanza storica, soprattutto se si considerano le ripercussioni sulla vita politica e istituzionale italiana. Di fatto, questa sentenza rende illegittimo il parlamento, che è stato eletto con la legge in questione. In questi giorni si sta infatti sviluppando un intenso dibattito tra coloro che sostengono che il parlamento è comunque legittimo e deve andare avanti, e coloro – Beppe Grillo in primis – che affermano che il parlamento è incostituzionale, che lo stesso presidente della repubblica Napolitano è incostituzionale (essendo stato eletto da questo parlamento) e che dovrebbe sciogliere le Camere.
Tutto questo cosa c’entra con la protesta nazionale del 9 dicembre? C’entra e ora vediamo perché. La pronuncia della Corte costituzionale sul Porcellum è del 4 dicembre. Il giorno prima si era diffusa la notizia che la Corte, riunitasi in udienza pubblica, avesse rinviato la decisione al 2014. In serata però arriva l’annuncio del presidente della Corte: dal giorno dopo si sarebbe affrontata la questione in camera di consiglio. E infatti la sera del giorno successivo viene fatto l’annuncio di incostituzionalità.
Ricapitolando: il 4 dicembre la Corte costituzionale dichiara illegittima la legge Porcellum, di fatto delegittimando anche il parlamento che è stato eletto con quella legge. Il tutto pochissimi giorni prima del grande sciopero nazionale a oltranza iniziato oggi, che ha come obiettivo proprio l’eliminazione degli attuali parlamentari (“tutti a casa”) e della classe politica.
Una singolare coincidenza. Un tempismo perfetto, che sembra quasi... voluto e programmato.

A questo si aggiunga anche lo strano comportamento delle Forze dell’Ordine durante le proteste di oggi.
In diverse città italiane, infatti, i poliziotti si sono tolti il casco, e sembra che qualcuno abbia anche sfilato insieme ai manifestanti. Questi gesti sono stati salutati con grande entusiasmo dal popolo del web, che ha diffuso i video su Facebook e su molti siti. In serata è arrivato un comunicato della questura, che afferma che i poliziotti si sono tolti il casco perché “erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo”. Non era quindi un gesto di solidarietà e condivisione nei confronti dei manifestanti, come invece era stato interpretato. Ma anche se lo fosse, anche se davvero i poliziotti appoggiassero la protesta, non è a mio parere un buon segno, almeno non con queste modalità.
Ho notato che sui social network (quasi) tutti hanno pubblicato foto e video con grande gioia, perché “i poliziotti stanno dalla nostra parte”. Io invece guardavo quei video e quelle foto con una certa preoccupazione, proprio perché i poliziotti sembravano stare dalla parte dei manifestanti. E il tutto mi sembrava voluto, programmato e preparatorio ad un colpo di stato.

Ricordiamo anche che l’operazione che culminò nel Golpe cileno del 1973 ebbe inizio con uno sciopero dei camionisti: proprio come lo sciopero nazionale di oggi, che è per l’appunto partito con il blocco delle autostrade da parte dei camionisti.
Anche questa è un’altra, singolare coincidenza che dovrebbe farci riflettere su questa protesta e in generale su tutte le rivolte che mirano solo a stravolgere il potere, senza però dare delle alternative concrete e valide. Cambiare tutto per non cambiare nulla.



mercoledì 4 dicembre 2013

Border Nights - puntata 103. Ospite Carmelo Carlizzi

Ospite della puntata Carmelo Carlizzi, marito di Gabriella Carlizzi (caso Moro, mafia, mostro di Firenze, Meredith, spiritualità). Collegato come sempre anche Paolo Franceschetti. Contatti: bordernights@webradionetwork.eu blog http://bordernights.blogspot.it - gruppo Facebook border nights - Skype border nights


http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-103-3-12-2013



Border Nights - puntata 102

In apertura si parla di malagiustizia con il giovane imprenditore Carlo Carpi, poi spazio al tema dell'alimentazione vegana e crudista ed al rapporto tra cibo e malattia con Valdo Vaccaro. Finale con Bruno Mautone e il suo libro dedicato ai messaggi nascosti nelle canzoni di Rino Gaetano ed all'ascolto dei file audio registrati alla Cecchignola dall'ex magistrato Paolo Ferraro (trattamento Monarch, ecc.). Contatti: bordernights@webradionetwork.eu blog bordernights.blogspot.it gruppo Facebook Border Nights


http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-102-26-11-2013