mercoledì 27 marzo 2013

Border Nights - puntata 80

Dopo un esperimento per la visualizzazione positiva in musica, appuntamento con Paolo Franceschetti in cui si parlerà del suo nuovo libro, delle ultime novità legate alla vicenda Narducci ed al mostro di Firenze, si risponderà alle numerose domande arrivate (tarocchi, Concordia, ecc.). Poi musica e Alessandro del fans club di Corrado Malanga: si parlerà del concetto di genesi, di origine dell'uomo e sarà proposta una ipnosi regressiva in cui parlerà un militare. Per inviare domande o spunti: bordernights@virgilio.it oppure cercate il gruppo Facebook Border NIghts. La trasmissione va in onda ogni settimana a mezzanotte tra martedi e mercoledi su Web Radio Network www.webradionetwork.eu


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sabato 23 marzo 2013

In libreria: Sistema massonico e Ordine della Rosa Rossa




Prefazione.

Ordine logico degli articoli.

Questo libro raduna tutti gli articoli più importanti in materia di Massoneria e Rosa Rossa pubblicato nel mio blog. In linea di massima sono articoli miei, salvo due di Solange Manfredi e due di Stefania Nicoletti.

Ho preferito lasciare gli articoli in ordine cronologico, perché quello è l’ordine con cui dovrebbero essere letti per capire gradualmente il sistema in cui viviamo.

All’inizio, quando ho iniziato a fare ricerche in questo campo, la Rosa Rossa per me era poco più di un nome qualsiasi, di cui non sapevo nulla.

Negli anni le mie ricerche mi hanno portato a capire che non si trattava di un’invenzione, ma di un ordine di derivazione rosacrociana e massonica ben preciso, su cui è possibile reperire moltissimi materiali ufficiali, a cui appartengono almeno ufficialmente, anche personaggi del calibro di Bush, Clinton e altri ex Presidenti degli USA. E’ l’ordine più potente al mondo, almeno a quanto mi risulta, ed è quello che tesse le fila della maggior parte degli intrighi nazionali e internazionali.

Gli articoli quindi, dando conto delle ricerche effettuate, possono essere letti come una sorte di percorso di approfondimento graduale, che introdurranno il lettore piano piano all’interno del funzionamento del sistema della Rosa Rossa, ma possono ovviamente anche essere isolati separatamente l’uno dall’altro e in ordine casuale.

Precisazioni. Il mio pensiero sulla massoneria.

Una cosa mi preme precisare a tutti quei lettori che, massoni o appartenenti ad uno dei tanti ordini rosacrociani e templari, rimarranno un po’ scioccati dai contenuti di questo volume.

Le mie ricerche si sono dirette in questi anni al cosiddetto ramo deviato della massoneria. Ma è inevitabile che ovviamente mi sia occupato anche dell’altra parte, quella non deviata, nonché della storia di questa istituzione e della sua filosofia.

La convinzione che ho maturato è che l’umanità debba alla massoneria molte conquiste di libertà e di progresso; ripeto spesso che, se non era per la massoneria, attualmente l’Europa sarebbe ancora all’epoca dell’inquisizione, e noi vivremmo in un’epoca in cui ci sarebbe la galera per coloro che anche solo osassero dubitare che Cristo non sia morto in croce;  per lo stesso buddismo che io pratico devo ringraziare la massoneria e i primi studi di teosofi e rosacrociani, perché sono loro che hanno introdotto le discipline orientali in occidente.

Per sopravvivere alle persecuzioni della Chiesa Cattolica, i veri rosacroce, a partire da Dante Alighieri, per finire ad alcuni papi dell’età moderna, hanno dovuto agire nel silenzio e in segreto, rovesciando nei secoli le monarchie e la Chiesa, ma al tempo stesso occultando una gran parte della vera scienza e conoscenza al grande pubblico, che è rimasto ignaro dei reali giochi di potere che si facevano all’interno dei palazzi dei potenti.

Il risultato è stato che noi studiamo una storia monca, una letteratura monca, un’arte monca. Della storia sfuggono allo studente le connessioni, e le reali cause dei fenomeni, cosicché la storia viene letta quasi come un insieme di fatti casuali scollegati tra loro. Della letteratura sfugge il reale contesto culturale in cui l’opera è inserita, con il comico risultato che di Dante Alighieri si studia che assume come guida San Bernardo, in paradiso, perché era devoto alla Madonna e si trascura il fatto che san Bernardo fosse il creatore della regola templare.

Nell’arte sfugge il reale significato di molte opere di autori importanti come Botticelli, sol perché ci si ostina a non considerare la cultura rosacrociana dell’artista, alla luce della quale molti misteri sarebbero svelati.

Se tutto ciò che ha fatto la Chiesa Cattolica, la sua storia, i suoi simboli, la sua cultura, sono in bella evidenza ovunque, nella società in cui viviamo, al contrario tutto ciò che ha fatto la Massoneria, che della Chiesa è stata la titanica avversaria secolare, ed è uscita vincitrice dalla lotta, è rimasto nascosto. Cosicché oggi il 99% dei cittadini non conosce realmente il perché della realtà in cui viviamo, e non riesce a capire molti degli avvenimenti contemporanei, che sono in realtà la logica prosecuzione di quelli del passato.

È venuto il tempo, però, che la massoneria consegni all’umanità il suo patrimonio di conoscenze, e che la parte sana della massoneria, aiuti l’umanità ad evitare i danni della parte malata purtroppo molto più potente, oggi, rispetto a una volta.

Dedica.

Questo libro è dedicato:.

a Gabriella Carlizzi, perché senza di lei questo libro non sarebbe mai venuto alla luce. In fondo questo lavoro credo che lo avrebbe voluto (e dovuto) scrivere lei perché fu lei la prima a dare un nome a questi poteri occulti che poi tanto occulti non sono, quando si comincia a conoscerli.

a Daniela, alla parte sana dell'Italia, perché alcune delle cose più importanti di questo libro si devono a lei. Sperando che un giorno trovi la serenità.


Le lacrime che dai nostri occhi
Vedrete sgorgare
Non crediatele mai
Segni di disperazione
Promessa sono solamente
Promessa di lotta.
Alekos Panagulis



Per ordinarlo:

http://www.unoeditori.com/

Roma, 29 Marzo: Conferenza "Nuovo Ordine Mondiale"



Roma - venerdì 29 Marzo 2013, ore 15:00

Conferenza "Nuovo Ordine Mondiale"



con
Enrica Perucchietti
Varo Venturi
Paolo Franceschetti
Gianluca Marletta



Sala Consiliare
Municipio Roma VI
Piazza della Marranella, 2


INGRESSO GRATUITO

PER PRENOTAZIONI: andrea.pulcini@live.it




venerdì 22 marzo 2013

Border Nights - puntata 79

Dopo i Chimera State con Necessary, apertura con le teorie di Adam Kazton. La musica di "Nightime" e il collegamento con gli Stati Uniti con Paolo Franceschetti con cui si parlerà dell'elezione del nuovo papa, dei nuovi presidenti di Camera e Senato, di mafia e massoneria, di massoneria e pedofilia. Poi risposte ad alcune domande degli ascoltatori. Marianne Faithfull e i Tiromancino ci accompagneranno al collegamento con Alessandro del fans club di Corrado Malanga che presto sarà nostro ospite: oltre ad alcune ipnosi regressive ascolteremo il famoso test del professore. Per scriverci: bordernights@virgilio.it Venite a trovarci nella nostra pagina ufficiale di Facebook Border NIghts


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lunedì 18 marzo 2013

Cosa sta succedendo in politica?



1. Premessa. Lo scenario contraddittorio. 2. Lo scenario dal punto di vista pratico. 3. Lo scenario dal punto di vista simbolico. 4. Lo scenario a breve termine. 5. Lo scenario a lungo termine.


1. Premessa. Lo scenario nuovo e contraddittorio.

In questo periodo lo scenario politico presenta una serie di contraddizioni che possono essere ricomposte solo se si ha una visione a lungo e medio termine, e diverse novità che tali non sono.

Da una parte abbiamo un Papa che inneggia alla povertà e ha preso il nome di Francesco, il che sembra deporre a favore di un rinnovamento della Chiesa nel senso che molto fedeli auspicano da tempo (secoli?).

Anche in politica abbiamo un'ondata di novità apparentemente positiva. L'entrata in politica di decine di grillini inserisce nello scenario non solo nomi e volti nuovi e più giovani, ma soprattutto un'onda di moralizzazione e maggiore trasparenza rispetto al passato.

L'elezione di Pietro Grasso e di Laura Boldrini come presidenti delle camere segna un'altra novità. Grasso rappresenta l'antimafia, lì dove in passato alcuni nomi rappresentavano senza mezzi termini la mafia; la Boldrini rappresenta un volto nuovo e viene da un'istituzione che si occupa di diritti umani e pace nel mondo.

Nonostante queste apparenti novita', ci sono delle contraddizioni: il paese e' senza governo, il papa e' un gesuita e rappresenta quindi la fazione piu' potente della Chiesa e quindi a fronte di novita' importanti ci sono anche segnali molto negativi.

Questo quadro va analizzato sia da un punto di vista pratico che da un punto di vista simbolico, per capire come  nulla di nuovo c'e' sotto il sole.


2. Lo scenario dal punto di vista pratico.

Cominciando da quello pratico, in realtà non c'è alcun rinnovamento, ma anzi un rafforzamento di quei poteri criminali che hanno da sempre governato il nostro paese.

Il Papa è infatti un gesuita e rappresenta quindi la fazione vaticana più potente, quella che ha dato una spallata a Ratzinger, vicino alla fazione opposta dell'Opus Dei.

Grasso rappresenta quanto c'è di peggio in Italia: si tratta infatti di una persona che da decenni fa la lotta alla mafia ma, come è possibile evincere dal suo libro ''Liberi (muratori) tutti'', non si è mai reso conto che per essere capi della 'ndrangheta occorre essere in massoneria, e non si è mai accorto che tutti i boss di Cosa Nostra sono anche massoni, e che il commercialista di Riina, Mandalari, era un massone tra i più potenti in Italia.
Le sue analisi politiche sono così bislacche che è arrivato a dire che a Berlusconi bisognava dare un premio per l'impegno antimafia. 
Insomma, con una persona così, se avessi un cliente con problemi di mafia lo sconsiglierei sicuramente di andare a presentare una denuncia nel suo ufficio. Il rischio è come minimo che la persona venga colta da un malore proprio nel suo ufficio, un po' come succede a quelli che andavano nell'ufficio di Caselli ("è stato un triste tragico incidente", fu la frase standard recitata da Caselli dopo la morte del capo dei vigili del fuoco che doveva testimoniare per il rogo della Thyssen Krupp, e subito dopo il suicidio del maresciallo dei carabinieri Lombardo).

La Boldrini viene da un'istituzione che rilascia passaporti diplomatici a ex terroristi, che nomina piduisti e terroristi ai vertici di istituzioni preposte alla difesa dei bambini e dei poveri del terzo mondo.

In questo quindi non c'è nulla di nuovo rispetto alla vecchia politica e al vecchio papato.
Cambia solo la facciata, a cui viene data una ripulita.


3. Lo scenario dal punto di vista simbolico.

Dal punto di vista simbolico, con l'elezione del Papa (che ha scelto di portare non la croce d'oro ma quella che egli usa da diverso tempo, che reca come simbolo una colomba rovesciata molto simile a quella che compare nel simbolo dell'OTO) viene ufficializzata la vittoria dei Gesuiti nell'ambito delle varie fazioni di potere interne al Vaticano.

Questa fazione si salda, anche simbolicamente, con la fazione Casaleggio-Grillo, da diversi punti di vista.
In primo luogo Grillo e Casaleggio sono legati saldamente alla Gran Loggia degli Illuminati: e ricordiamo che il fondatore storico degli Illuminati, Adam Weishaupt, era un gesuita.
Grillo poi, il cui movimento è stato fondato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, nel suo libro uscito a febbraio auspicava proprio un papa di nome Francesco, e si ritrova - guarda tu che caso - proprio un Papa con quel nome.

Grasso al senato rappresenta un segnale anche nei confronti della mafia, e rappresenta probabilmente un futuro giro di vite contro la manovalanza mafiosa. Questo, ovviamente, non perché si voglia veramente fare la lotta alla mafia, ma perché ormai la mafia non serve più. Col giro di vite autoritario che sta per essere impresso al paese, la mafia diventerà superflua, e anzi verrà darà un'immagine forte del governo con l'arresto di numerosi mafiosi. Nei prossimi mesi assisteremo quindi con molta probabilità ad importanti operazioni antimafia.

La Boldrini rappresenta invece quell'istituzione che era il sogno di Comenio e dei Rosacroce: il mondo unito, il Nuovo Ordine Mondiale. Dal punto di vista simbolico indica quindi che siamo vicini (in termini di pochi decenni) al risultato finale, auspicato dai Gesuiti e dalla Massoneria: un nuovo ordine mondiale, quel nuovo ordine mondiale cui hanno accennato il Papa precedente, Napolitano, i Presidenti degli USA e molte altre cariche di rilievo internazionale.


4. Lo scenario a breve termine.

Tutti questi cambiamenti sono funzionali allo scenario che sta per arrivare.
Per reagire alla crisi si nominerà un governo tecnico o simil tecnico (di larghe intese, si chiama in gergo politichese; nel linguaggio comune si chiamerebbe inculatura), quindi Monti o un'altra persona che provenga da istituzioni bancarie, a cui i partiti daranno l'appoggio per senso di solidarietà.
Il nuovo governo insediato porterà a termine una serie di provvedimenti distruggi-Italia: prelievi forzosi sui conti correnti, inasprimento dei controlli fiscali a commercianti e piccoli bottegai, aumento delle tasse, e repressione della violenza che si scatenerà (artificiosamente, e ad opera dei nostri servizi segreti) per protesta.
A fronte dell'Italia più povera, ci penserà il Papa a dire a tutti di non preoccuparsi, che in fondo pure lui va in giro su un'auto più modesta e richiamerà l'insegnamento di San Francesco sulla povertà. Nessuno protesterà per i provvedimenti del nuovo governo, trattandosi di una coalizione di larghe intese, quindi legittimato dal popolo sovrano.
La colpa dello sfascio ovviamente non sarà data al governo in carica, ma a quelli precedenti, troppo rissosi e corrotti, e alla mafia, contro cui i govermi precedenti non avevano fatto abbastanza. E il governo che verrà, chiederà nuovi sacrifici agli italiani, arresterà mafiosi su larga scala, e arresterà poveri cristi che per caso si troveranno invischiati nelle manifestazioni di protesta (non sia mai che venga arrestato un black block, per carità; quelli, come abbiamo spiegato in un nostro articolo precedente, sono costituiti direttamente dai nostri servizi segreti). E legittimato dalle facce pulite di Monti, Grasso, della Boldrini, e dal Papa con i suoi inviti a non preoccuparsi della povertà ma di farne un dono del Signore, porterà il paese allo sfascio definitivo, sotto lo sguardo sgomento dei grillini che, non capendo nulla di politica, troppo tardi si renderanno conto che non basta essere in parlamento per poter fare qualcosa per il paese. Anzi, talvolta è proprio da lì che ti riducono al silenzio in modo definitivo. E se da parlamentare nazionale qualcuno di loro rompesse troppo le palle, fanno sempre in tempo a mandarlo al parlamento europeo per toglierlo definitivamente dalle scatole e renderlo completamente inerme.


5. Lo scenario a lungo termine.

Se a breve termine i giochi sono fatti, e decisi ormai da tempo, senza alcuna speranza di ripresa, discorso diverso vale per il lungo periodo.
Sul lungo periodo saranno stati introdotti concetti nuovi e importanti, da cui non si potrà tornare indietro facilmente.

Nella Chiesa l'introduzione del concetto di povertà francescana rappresenta un'innovazione senza precedenti e destinata a lasciare il segno. Basti pensare che nel 1200 i Catari vennero sterminati a causa della loro presunta eresia, ma soprattutto perché diffondevano un messaggio di povertà vicino a quello di San Francesco.
Nella politica i grillini in parlamento sono il chiaro segnale che la gente si sta stancando dei giochi della politica e della corruzione, mentre Grasso alla presidenza del senato significa comunque un chiaro segnale (solo formale, sia chiaro) di rottura rispetto alle precedenti figure che erano in palese contiguità con la mafia stessa.
Nuove tendenze, che provocheranno un piccolo, piccolissimo cambiamento in positivo, i cui risultati si vedranno solo tra molte generazioni. Per adesso, ci aspetta il caos, ma dopo il caos, come insegna il motto massonico presente anche nella moneta da un dollaro, viene l'ordine: ordo ab chao.
Peccato che l'ordine che noi ci auspichiamo verrà solo tra parecchi secoli.



giovedì 14 marzo 2013

Border Nights - puntata 78

Con questa puntata la nostra trasmissione in onda ogni settimana su Web Radio Network compie due anni. Apertura con Dead can Dance, poi Dj Shah e la sua "Turn back Time", quindi collegamento americano con Paolo Franceschetti: politica, sesso, alimentazione pranica, Chavez e molto altro. Musica e ancora altre ipnosi regressive condotte dal professor Corrado Malanga su potenziali addotti da alieni. Scrivici a bordernights@virgilio.it cerca la nostra pagina facebook (Border Nights).


http://www.spreaker.com/user/5280360/border_nights_puntata_78_12_03_2013



mercoledì 13 marzo 2013

Bestie di Satana: Aggiornamenti sulla vicenda Christian Frigerio

Oggi, alle 17:18, ho parlato al telefono con la signora Anna Lia Ferrarese, madre di Christian Frigerio. La signora per anni è stata convinta che la scomparsa di suo figlio sia da attribuire a Paolo Leoni in particolare, e alle Bestie di Satana.
Contrariamente all'impressione che avevo ricavato leggendo i giornali e guardando i programmi TV, penso che la signora sia in assoluta buona fede.
Si è detta disponibile a parlarmi, a cercare insieme la verità, e a parlare con Paolo Leoni se ovviamente le autorità daranno l'autorizzazione per il colloquio in carcere.
Scrivo questo e lo rendo pubblico per evitare un altro caso analogo a quello di Doriano Molla, in cui la mamma del ragazzo ucciso si è suicidata prima che potessi incontrarla.



Un recente servizio di un telegiornale con la signora Frigerio:

http://www.video.mediaset.it/video/tgcom24/ultimi_arrivi/371417/bestie-di-satana-la-madre-di-frigerio.html




martedì 12 marzo 2013

Vogliono dare un amministratore di sostegno al magistrato Paolo Ferraro


Pubblichiamo un comunicato del magistrato Paolo Ferraro in merito agli ultimi aggiornamenti riguardanti la sua vicenda.
Ferraro è stato convocato dal giudice tutelare di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno.
Giovedì 14 marzo, in occasione dell'udienza, si terrà una manifestazione davanti al tribunale.



STRENUA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LEGALITÀ
http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/03/strenua-difesa-della-democrazia-e-della.html

Comunico che la via intrapresa per l'annichilamento e distruzione totaledi chi vi scrive sta' proseguendo a marce e tappe forzate .
Per il 14marzo 2013 sono stato convocato in udienza dinanzi al giudice tutelare di Roma ( presidente della sezione Tribunale ) per la "nomina di " amministratore di sostegno " non alla mia anziana madre o alla signora terminale in ospedale .. ma a me .
Chi sà capisce quanto grave sia questa iniziativa e comunque spiego per gli altri che significa togliere a un soggetto autonomia capacità di agire ed in crescendo intrappolarlo rapidamente .. nella direzione finale che è stata evidentemente tracciata dall'odio di chi credeva di poter mettere tutto a tacere .
Farlo a Paolo Ferraro significa esattamente quello che intuite e non servono parole .
Le iniziative relative spettano a voi ma non sono "per me" , sono per la strenua difesa della democrazia e della legalità . PAOLO FERRARO


LETTERA AL GIUDICE TUTELARE
https://docs.google.com/file/d/0B5Eu-dn2BBkfeEJaWmtDQWFmZmM/edit?usp=sharing

ALLEGATI
https://docs.google.com/file/d/0B5Eu-dn2BBkfclN5OTgwRFVCTmM/edit?usp=sharing

ALLEGATO 4 ter faldone a parte
https://docs.google.com/file/d/0B5Eu-dn2BBkfbTQ0WFplRHVmM28/edit?usp=sharing

RICORSO PER AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
https://docs.google.com/file/d/0B5Eu-dn2BBkfVTM0SXhjam45ZXc/edit?usp=sharing



Manifestazione davanti al Tribunale di Roma, il 14 Marzo alle ore 10:
http://www.facebook.com/events/169559023195484/








mercoledì 6 marzo 2013

Border Nights - puntata 77

Dopo l'inizio con Dj Orkidea e la bellissima chill cover di "Small town boy" collegamento con Paolo Franceschetti. Si parlerà di post elezioni, del ruolo oggi della massoneria e del perché continuino ad esistere organizzazioni segrete. Risposta ad alcune domande su depressione e alimentazione pranica. I Sacred Spirit introducono il collegamento con Alessandro del fans club di Corrado Malanga: ascolteremo altre due ipnosi regressive e inizieremo a parlare del significato profondo delle sue ricerche. Conclusione con un bellissimo brano chillout che ci ha inviato Umberto, un ascoltatore-musicista. Vi aspettiamo per la prossima puntata su WebRadioNetwork. Email: bordernights@virgilio.it gruppo facebook: bordernights


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sabato 2 marzo 2013

Chiesa Cattolica, Massoneria e Rosacroce: la figura di Cristo e la lotta millenaria per il potere



Ovvero: breve storia dell’amore e della saggezza, dall’anno zero ad oggi.

Paolo Franceschetti

1. Il segreto della massoneria e il segreto della Chiesa cattolica.
2. Il messaggio di Cristo.
3. Il segreto dei Rosacroce e il segreto di Dante: l’amore.
4. Il segreto dei poteri occulti nell’attuale società: la sottrazione dell’amore. Il nome  della Rosa.
5. La riforma della società, le scuole di pensiero, i punti di riferimento.
6. La millenaria lotta tra massoneria e Chiesa, nel passato e nel futuro.
7. Le scuole di pensiero del futuro.
8. Conclusioni. Il dialogo tra Toni e mia madre.


1. Il segreto della massoneria e il segreto della Chiesa cattolica.

Anni fa ho iniziato studiare la massoneria, i Rosacroce e i Templari, ma tante cose non mi quadravano e molte domande rimanevano irrisolte in mezzo alle mille contraddizioni sia della Chiesa che della massoneria. Le domande erano tante.
Perché la massoneria, che dovrebbe essere anticattolica e dunque, a rigor di logica, vedere tutto ciò che richiama la Chiesa come il fumo negli occhi, festeggia San Giovanni ed è fissata con i santi, San Giacomo, Santa Rita, Santa Rosa, ecc.? Nei miei primi articoli avevo dato una spiegazione in parte vera, ma molto semplicistica e per gran parte addirittura falsa. Avevo affermato che la massoneria stravolge i simboli cristiani per dare loro un significato contrario a quello che che gli da la Chiesa. Questa cosa è vera per i satanisti, ma se riferita a tutta la massoneria in effetti è errata per vari motivi; prima di tutto perché la massoneria riunisce in sé simboli della religione egizia, si rifà a Pitagora, ma studia anche induismo e buddhismo e dentro all’etichetta massoneria c’è un po’ di tutto, dal satanismo al cristianesimo, per passare per i riti cosiddetti pagani, sciamanici o hawaiiani.

Una domanda cruciale che mi facevo, poi, era questa: perché se oggi la massoneria non è più perseguitata, non si diffonde a tutti l’immensa conoscenza di cui questa istituzione è portatrice?

Spesso poi sentivo dire in determinati ambienti che la massoneria custodisce il segreto sulla vera identità e natura del Cristo e che i veri cristiani sono i massoni. L’affermazione mi pareva senza senso.

E in che senso, come dice il Maestro Giuliano Di Bernardo, oggi esistono due chiese, quella cattolica e quella massonica? In che senso, mi dicevo, la massoneria è una chiesa? Ma non è vietato parlare di religione in massoneria, come dicono le regole base di questa organizzazione?

In che senso il declino della massoneria comincia nel 1717, come dice sempre Carpeoro? Il 1717 segna infatti la data di nascita ufficiale della massoneria, quindi ho faticato non poco a capire il motivo di questa affermazione.

Talvolta si accennava ad un segreto, custodito dalla massoneria, con cui essa terrebbe in scacco la Chiesa. Qual è questo segreto? In cosa consiste? Forse nel Graal? Ma cos’è questo Graal?
A proposito del Graal, in particolare mi colpì molto un incontro che ebbi con un gran maestro templare, il quale, in tutta tranquillità, mi fece vedere dove nascondeva le ceneri di Jacques de Molay, e subito dopo mi fece vedere le foto della coppa del Graal mostrandomi anche le analisi che aveva fatto fare da esperti per verificarne l’autenticità. Gli chiesi come mai, se era davvero il Santo Graal, non ci fossero dibattiti, articoli, studi, e non ci fosse una lotta accanita intorno a questo oggetto leggendario; lui mi rispose che il vero segreto della massoneria e della Chiesa non è certo il Graal fisico, ma è il Graal spirituale, mentre quello fisico non interessa nessuno. Questa informazione non corrispondeva con quanto sapevo io, perché, per quel che mi consta, Hitler mise a ferro e fuoco intere località per cercare il Graal e finanziò spedizioni persino in Tibet; inoltre un oggetto, per quanto simbolico sia, è pur sempre importante a livello energetico per ciò che rappresenta più che per il potere reale che ha. Rimasi però colpito da questa affermazione, cioè che il vero segreto della massoneria e della Chiesa fosse un altro.
Per capire quale sia questo segreto dobbiamo fare prima un breve excursus storico sull’oggetto che storicamente è al centro della contesa tra massoneria e Chiesa cattolica: la figura di Cristo.


2. Il messaggio di Cristo.

Il messaggio di Cristo in Palestina era un messaggio rivoluzionario, perlomeno in quelle zone, che non avevano conosciuto il buddhismo e quindi non avevano mai sentito parlare di pace universale, non violenza, compassione per tutti gli esseri compresi gli animali e le piante, ecc. Era un messaggio di amore, di amore incondizionato verso tutti. “Vi do un comandamento nuovo, amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, diceva Cristo.
Cristo poi perdona i propri nemici perché non sono cattivi, ma solo inconsapevoli (“Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”), il che introduce un concetto molto diverso rispetto a quello tipico di “buono/cattivo” o “giusto/sbagliato”.
Il Dio di cui parlava Cristo non era il Dio degli ebrei, vendicativo, geloso (“Io sono un Dio geloso”), terribile. Era un dio d’amore che presta attenzione alle pecorelle smarrite senza punirle.
Il messaggio di Cristo non si limitava però  a questo.
Esso conteneva anche i principi propri della tradizione iniziatica pitagorica, orfica ed egizia.

Come in cielo così in terra, era il principio di Ermete Trismegisto “come in alto così in basso”.

“La tue fede ti ha salvato” era il principio della legge di attrazione e della volontà che ancora oggi si insegna nelle società segrete e comincia ad essere diffuso nella società profana tramite la volgarizzazione della cosiddetta legge di attrazione: la tua fede, non io, non Dio, ti hanno salvato, ma la tua fede, cioè l’intensità della tua convinzione.

“In principio era il verbo” è la regola della parola creatrice, da cui deriva la scienza dei mantra, e le formule magiche delle società segrete, che ben conoscono la potenza delle parole.

La grande innovazione di Cristo era quindi innanzitutto il messaggio di amore, come motore dell’universo e come principio di Dio, e in secondo luogo la semplicità e la possibilità di diffondere tale messaggio a chiunque, non solo agli iniziati.
Roma, per fermare l’avanzata del messaggio di Cristo, fa l’unica cosa che si può e si deve fare quando non si riesce a fermare un fenomeno: lo si compra, lo si corrompe, lo si fa passare dalla propria parte.
La religione cristiana diviene quindi religione ufficiale dell’impero dal 391 con Teodosio, e da quel momento in poi Roma distruggerà sistematicamente il messaggio autentico di Cristo.
La Chiesa cattolica diventa la portatrice di un messaggio di odio e di violenza contro il diverso, contro l’eretico, contro le altre religioni. Coloro che propongono messaggi di amore autentico, come i Catari e i Dolciniani, vengono sistematicamente distrutti in un bagno di sangue. Chi si azzarda anche solo a proporre riforme della Chiesa nel senso dell’autentico messaggio di Cristo viene bruciato, come Savonarola o Giordano Bruno.
Si salvano dal massacro solo quei veri cristiani, come San Francesco, che portando anche un messaggio di povertà non faceva paura ai potenti; mentre i Templari e i Catari invece avevano tra le loro fila nobili, guerrieri, e persino re; e per questo motivo erano troppo pericolosi e furono sterminati.

Non a caso Roma ha nel suo nome l’anagramma del messaggio cristico. La parola Roma, infatti, letta al contrario, è AMOR, che in latino è, appunto, la parola amore. Anche simbolicamente, quindi, il messaggio di Cristo viene distrutto da una potenza il cui nome già evocava il principio contrario a quello cristico.
E sempre dal punto di vista simbolico, la Chiesa edifica il suo impero su due personaggi chiave che, diremmo ai tempi di oggi, erano i meno indicati come testimonial della nuova religione: Pietro e Paolo. Il primo, che era l’apostolo che aveva rinnegato Cristo per tre volte; il secondo, che non aveva mai conosciuto Cristo di persona.


3. Il segreto dei Rosacroce e il segreto di Dante: l’amore.

I seguaci di Cristo continuano in segreto la loro missione di divulgazione, ma a partire da Costantino in poi il vero messaggio di Cristo viene trasfigurato, e doveva essere diffuso solo nel segreto delle tradizioni iniziatiche giovannite. In altre parole, alcuni seguaci di Cristo diffondono il suo messaggio, contenuto prevalentemente nel Vangelo di Giovanni, ma lo fanno in segreto, nascondendolo dietro ai simboli e agli insegnamenti che si tramandavano all’interno delle organizzazioni segrete rosacrociane e templari.
I Templari erano l’ala militare dei Giovanniti, i Rosacroce l’ala – potremmo dire – civile.
Dante era un rosacroce.
Non a caso la sua confraternita aveva un nome evocativo: Fedeli d’Amore.
Cavalcanti, Lapo Gianni, Guinizzelli, ecc., non erano certamente – come la cultura ufficiale ce li ha dipinti – dei poeti che cantavano tutto il giorno le lodi a delle donne improponibili (anche perché erano spesso dei traditori e donnaioli impenitenti, e la maggior parte delle loro poesie erano quasi senza senso se interpretate alla lettera); l’amore di cui trattavano i Fedeli d’Amore era quello di Cristo; erano, insomma, Fedeli a Cristo, non all’amore fisico.

Il segreto più importante della Divina commedia è contenuto nell’ultimo canto del Paradiso ed è il segreto di DIO.
Dio, quel Dio che la Chiesa cattolica dipingeva e dipinge ancora talvolta come vendicativo e punitivo, è invece “pinto della nostra effige” (non a caso il termine Dio è dato dal termine IO con l’aggiunta della leggera D, che rappresenta anche il numero 4, che a sua volta rappresenta Dio, anche per i pitagorici).
E il segreto dell’universo è “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.
Dio, sta dicendo Dante, è dentro di noi, e noi siamo dèi (come dice anche San Giovanni). E dobbiamo tendere all’Uno (UNI VERSO = verso l’uno).
E il segreto di tutto, quel segreto che pare così banale ma che in realtà la Chiesa cattolica ha tentato di sopprimere diffondendo un principio opposto, è l’Amore.

Cristo è dunque Amore.
Amore è Cristo.
Ora, se teniamo presente che il simbolo dei Rosacroce è la croce, al centro della quale c’è la rosa, che rappresenta il cuore di Gesù, il suo sangue, e dunque anche Gesù stesso, si capisce anche l’importanza della Rosa nel simbolismo massonico, rosacrociano e templare.
Quindi può stabilirsi questa equazione: Rosa = Amore = Cristo.


4. Il segreto dei poteri occulti nell’attuale società: la sottrazione dell’amore. Il nome della Rosa.

Il segreto con cui i poteri occulti tengono in pugno la nostra società è, quindi, tutto racchiuso nella figura di Cristo.
Attorno alla sua figura si gioca una lotta tra massoneria e Chiesa cattolica, fatta di ricatti, colpi bassi, scomuniche vicendevoli, ma anche di patti e alleanze.
Ma il segreto di Cristo è tutto lì: l’amore.
Per avere una società docile sottomessa ad ogni minimo capriccio del potere, si è creata una società senza amore, perché senza amore le persone sono infelici. E una persona infelice è facilmente sottomessa.
Una persona felice, infatti, non andrebbe in guerra (perché dovrebbe rischiare di morire per poi non rivedere più i propri cari, le proprie cose?).
Una persona infelice obbedisce ad ordini illegittimi e commette anche illegalità, perché ha paura di perdere quel poco che ha e di diventare ancora più infelice perdendo il lavoro.
Una persona infelice lavorerà anche dieci ore al giorno come un mulo e sottopagato, se non sa e non conosce in quali altri modi potrebbe essere felice.
La tecnica usata da certi poteri per sottomettere la popolazione è stata quindi molto semplice: togliere l’amore da tutte le manifestazioni della vita sociale e individuale.
In primis, anziché insegnare alla gente ad essere felice, spiegando il senso della vita e della morte, si insegna alla gente a primeggiare, a prendere bei voti anche nelle materie in cui non hanno alcun interesse, e ad accumulare soldi. Cioè si insegna loro il miglior modo per essere infelici, intanto perché non si può primeggiare in tutto, e in secondo luogo perché anche quando si primeggia, ciò non porta la felicità.
Si insegna poi a dipendere dalla stima altrui, e non da quella per se stessi, in modo da farci dipendere dagli altri.

Queste cose le conosce bene Umberto Eco, che nel suo romanzo Il nome della rosa parla di un libro segreto, un libro “con cui si uccide e per cui si uccide”. Questo libro è la Commedia di Aristotele, che nel romanzo tratterebbe il tema del “riso”; in realtà, come abbiamo spiegato in altri articoli, esso è la Divina Commedia.
Eco infatti dicendo che il libro segreto è la Commedia di Aristotele sta citando un testo che non esiste nella realtà, frutto di invenzione.
La scelta del titolo non è casuale; esso da una parte richiama la Divina Commedia, ma dall’altra facendo riferimento al riso sta alludendo anche alla felicità; il libro è proibito perché un libro che parlasse di felicità non può che essere inviso ai poteri forti, che vogliono una popolazione sottomessa perché infelice.
Eco, insomma, sa bene che il fine dei poteri occulti è mantenere la gente nell’infelicità perché conosce bene i segreti della Rosa.

Un segreto conosciuto anche da Franco Battiato, che a quanto ci dice nella canzone “La cura”, conosce le leggi del mondo e ne farà dono (alla donna amata, secondo alcuni; al discepolo, per chi interpreta la canzone come un discorso che il maestro fa al suo discepolo; “ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, percorreremo assieme le vie che portano all’essenza”). E quali sono le leggi del mondo lo dice in un’altra canzone: “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.

Lo stesso concetto che troviamo in Dante.
Lo stesso concetto che troviamo nei Vangeli.
Lo stesso concetto che spesso viene diffuso anche in opere minori, solo apparentemente per bambini, come Kung Fu Panda, dove il segreto dei segreti è: l’amore.

Il risultato della sottrazione dell’amore in tutti i settori del vivere è il seguente.
I politici fanno il loro lavoro per potere, non per amore, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
I magistrati fanno il loro lavoro per prestigio, quindi non interessa loro portare giustizia e amore.
La maggior parte della gente fa alcuni lavori per prestigio o per soldi, scambiando la felicità con l’accumulo di beni.
Pochi quindi fanno un lavoro per amore e passione, e spesso quei pochi vengono derisi perché non guadagnano abbastanza o perché il lavoro non è troppo prestigioso. Chi non si piega alle leggi della società, chi vuole fare il pittore, il cantante, il regista, nonostante i pochi guadagni, viene deriso e considerato con sprezzo un “artista”, un fannullone, uno che non vuole mettere la testa a posto.
La corruzione diffusa e l’impossibilità di diventare anche portalettere senza una raccomandazione hanno fatto sì che oggi il 90% delle persone faccia il suo lavoro solo per portare a casa lo stipendio, non per amore di ciò che fa. Quindi abbiamo impiegati costantemente incazzati, negozianti che tendono a fregare il cliente perché non mettono amore nella loro attività e nel servizio alla clientela, professionisti che non vedono l’ora di andare a casa e che se ne fregano del cliente che hanno davanti, imprese che fabbricano prodotti scadenti, ecc.

Contribuisce a questo stato di cose la cultura ufficiale.
Dalla cultura è stato tolto tutto ciò che è vivo, vero, e che potrebbe rendere interessante quasi tutto.
Si studia Dante Alighieri senza capire di che amore parla, e la maggior parte dei commentatori pensa davvero che egli abbia scelto San Bernardo come sua guida perché “era devoto alla Madonna” e non perché – magari – era il creatore della regola templare.

Si studia la storia senza capire le reali connessioni tra eventi, quindi senza capire il motivo per cui certi fatti accadono, sì che la storia ufficiale viene presentata come un insieme di fatti casuali e la maggior parte della gente non si appassiona a questa materia.

Anche altre materie, come la matematica, vengono presentate in modo arido. Nessuno dice allo studente che Pitagora non era solo un matematico, anzi, non lo era affatto; Pitagora era invece un iniziato che aveva una scuola di misteri, che non a caso morì assassinato insieme a molti seguaci, perché insegnava la matematica dell’universo e l’unità delle religioni. Non a caso gli iniziati ad alcune società segrete vengono anche chiamati tutt’oggi Pitagorici. E la matematica i massoni la conoscono bene, tanto da chiamare il loro Dio “Grande Architetto dell’Universo”, e tanto da renderli ossessionati da date e simboli sì da metterli ovunque e da non fare un passo, spesso, senza aver consultato astrologi e numerologi.

Se quindi per una persona normale, un profano, il fatto che MORO sia morto assassinato nella città di ROMA (A-MOR) è un caso, l’iniziato capisce subito le implicazioni di un simbolismo del genere, come capisce bene il motivo per cui al numero 9 di Via Caetani (Caetani era un dantista di fama internazionale) dove Moro fu lasciato morto, c’è il Conservatorio di Santa Caterina della Rosa.
Ma l’iniziato non ne parla con i profani, perché non capirebbero.


5. La riforma della società, le scuole di pensiero, i punti di riferimento.

Visto che viviamo in un’epoca di (relativa) libertà di pensiero, verrebbe da domandarsi il motivo per cui la conoscenza massonica non venga divulgata anche ai profani.
Intendiamoci… Oggi chiunque può acquistare testi massonici in qualsiasi libreria; esistono persino in commercio i rituali di morte di Waite e di altre organizzazioni, quindi c’è veramente di tutto. Ma il problema è anzitutto che il 99% di questi testi sono incomprensibili; in secondo luogo certi concetti (l’influenza della massoneria nella società e nella storia, il conflitto tra massoneria e Chiesa, ecc.), non sono “insegnati” nelle scuole, dove anzi si insegna tutto il contrario.

Allora viene spontanea la domanda sul perché il pensiero, la dottrina e la conoscenza massonica non possano essere diffusi e divulgati con semplicità a tutti.

Il problema non è la conoscenza in sé, ma la coscienza; capire che alla base del conflitto tra massoneria e Chiesa c’è l’amore, significherebbe aprire gli occhi alla gente, farla svegliare, farle ricercare la felicità.
Si dà quindi alla gente al massimo la conoscenza, ma non la coscienza (e non a caso il termine conoscenza è dato da coscienza, con l’aggiunta di un NO: no coscienza).
Perché una società di persone infelici è una società di schiavi; una società di persone felici non è manipolabile.

Immaginiamoci cosa succederebbe in una società come la nostra se venisse immesso l’amore in tutti i campi lavorativi e sociali.
Senza trasformazioni strutturali, senza riforme legislative, avverrebbe naturalmente questo:
- polizia e carabinieri inizierebbero a fare il loro lavoro con passione e amore per la ricerca della verità, in pochi mesi verrebbero sgominate l’internazionale pedofila, le mafie, e altri cancri sociali;
- i magistrati laverebbero per la giustizia e non per tornaconto personale; sparirebbero  gli insabbiamenti, i processi politici, le distorsioni;
- gli avvocati difenderebbero i loro clienti al meglio, sicuri di avere un processo equo e giusto, e troverebbero più facilmente accordi con le controparti nell’interesse di tutti;
- i giornalisti si rifiuterebbero di pubblicare notizie farlocche, e in prima pagina anziché esserci le ultimissime sul calcio o sulle finte trombate di Berlusconi, ci sarebbero ipotesi di soluzione per evitare la crisi finanziaria, si parlerebbe di tutelare realmente le minoranze deboli e si porterebbero alla luce tutti gli scandali, facendo quindi finire l’epoca dei poteri occulti, perché esisterebbero solo poteri palesi, quindi trasparenti, quindi controllabili dai cittadini, quindi onesti;
- nella sanità non ci sarebbe l’immenso buco nero che sottrae miliardi di euro alle casse statali e che finisce nelle tasche degli amministratori, ma questi soldi verrebbero utilizzati per medicine, strutture, ecc., e gli ospedali inizierebbero a funzionare per incanto;
- si svilupperebbero le medicine alternative perché molti medici, di fronte ad ipotesi di cure non tradizionali, non partirebbero negativamente solo per la paura che gli venga sottratta una fetta di mercato, ma cercherebbero di capire quale sia la soluzione migliore per la cura del paziente;
- i politici migliorerebbero in poco tempo i settori legislativi carenti e cesserebbero di incanto le guerre; amministrando in nome del popolo, per amore di esso, e puntando al benessere della popolazione, nessun leader politico sarebbe così miope da scatenare una guerra (“fratello palestinese, scusa se ci hanno insediato nei vostri territori… qualcuno ha avuto questa bella idea per metterci l’uno contro l’altro, ma ora che il danno è fatto cerchiamo di convivere pacificamente”; “fratello israeliano, ma figurati… non devi scusarti, in fondo la Palestina era vostra, e siete stati scacciati da popolazioni prive di amore ed era giusto che tornaste; la Palestina era la vostra casa e lo è ancora, avete dato al mondo tante cose belle, è giusto che rimaniate, c’è terra per tutti”);
- i grillini perdonerebbero i parlamentari attuali (“vi perdoniamo perché non avete avuto colpa di ciò che avete fatto, ma ora mettetevi in riga eh birbantelli”) senza insultare Bersani e senza chiamarlo “morto che parla”, eccitando così lo scontro politico; e Bersani e Berlusconi si accorderebbero per formare il nuovo governo prendendo il programma di Grillo, sia pure con una piccola ritoccatina in materia di banche e moneta;

Certo, ci sarebbero sempre il serial killer che ama uccidere l’altro, il banchiere che ama solo il denaro, la mafia che si organizzerebbe per vivere illegalmente, il ladro e il violento, ma non potrebbero continuare a lungo il loro lavoro se i politici amassero il loro, e lo amassero anche le forze dell’ordine, la magistratura, i militari, ecc. ecc.
Sarebbe un mondo diverso senza necessità di alcuna riforma particolare.

Il lavoro della società verso la felicità e l’amore è tuttavia cominciato.
Nonostante la strenua lotta dei poteri occulti per rendere le persone infelici, nonostante la sistematica uccisione di tutti i maestri che hanno diffuso un messaggio diverso, Cristo, Osho, Gandhi, M.L. King, molti maestri nell’umanità hanno piantato un seme che non potrà più essere estirpato.
Cristo per primo ha gettato il seme, seppure destinato a germogliare nei secoli futuri, e la sua crescita è ormai inarrestabile.
Successivamente maestri come Osho, Aivanhov, Steiner, Yogananda, Krishnamurti, hanno gettato altri semi e creato altre deflagrazioni d’amore destinate ad espandersi sempre più.
Non a caso chi studiasse questi autori senza preconcetti troverebbe che i loro studi e i loro insegnamenti non sono altro che la prosecuzione degli insegnamenti di Cristo.
Osho è stato dipinto dai media come il maestro delle 99 Rolls Royce e delle orge, ma nonostante questo le sue centinaia di libri vengono diffusi e letti ovunque, e chiunque lo legga senza preconcetti troverà che il suo messaggio è in tutto simile a quello di Gesù, tanto che negli ultimissimi anni della sua vita aveva anche fondato una fratellanza che si ispirava agli insegnamenti cristici e i cui affiliati vestivano di bianco secondo il costume esseno: si chiamava “Fratellanza delle Tuniche Bianche”, ovvero White Robe Brotherhood, analoga alla Fratellanza Bianca Universale di Aivanhov.
Yogananda diffonde lo Yoga in Occidente, ma scrive e diffonde commentari sul Vangelo, oltre che sulla Bhagavad Gita.
Steiner incentra i suoi insegnamenti su Cristo e su quello che lui chiama il Mistero del Golgota.
Il risultato è che da qualche tempo nella società in cui viviamo si parla di amore, portando tale termine al di fuori dei soli rapporti familiari, e si inizia a introdurlo nei rapporti di lavoro, nelle imprese, ovverosia in settori dove prima tale concetto era assente.
In questo senso la new age ha contribuito molto alla diffusione di questo concetto, e anche se snobbata da intellettuali, religiosi, e un po’ ovunque, i concetti da essa introdotti, un po’ traballanti, un po’ zoppicando, fanno capolino in settori prima sconosciuti.

L’amore è quindi un concetto apparentemente banale, ma in realtà tanto rivoluzionario da dover essere mascherato da amore cortese nel 1200, ed esser comunicato in segreto nelle società misteriche nei secoli successivi, proprio per la sua portata rivoluzionaria, deve essere introdotto piano piano, a piccole dosi nella società. Non potrebbe essere diversamente, perché la società non è pronta a questo concetto. Eppure esso è ormai recepito in molti ambienti, tanto che rimasi colpito quando Berlusconi dichiarò – forse un pochino enfaticamente – che “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” dopo la finta aggressione a piazza San Babila. Finta l’aggressione, finto – almeno per quello che mi è sembrato – il messaggio, ma devo dire che credo fosse la prima volta che sentivo da un politico una frase del genere. E questo vuol dire che il seme è stato comunque gettato.


6. La millenaria lotta tra massoneria e Chiesa, nel passato e nel futuro.

La titanica lotta di questi duemila anni, tra Chiesa cattolica e Rosacroce prima, e Massoneria poi, può essere letta in due modi.
Il primo è quello di considerare la Chiesa come l’istituzione che per secoli ha cercato, e cerca tuttora, di ostacolare il progresso e la conoscenza, che ha distrutto la figura di Cristo e di Dio portando ovunque nel mondo messaggi di sopraffazione, di odio, intolleranza, e cercando di conquistare le coscienze di tutto il mondo (in parte riuscendoci, dato che la Bibbia è stato il primo libro ad essere stampato nella storia, ed è tuttora il libro più letto nel mondo); e la massoneria come la forza che ha cercato di ostacolare per secoli questa tendenza, portando luce e conoscenza (“Dal silenzio la luce” si intitola uno degli ultimi libri sui Rosacroce pubblicati dalla Giunti editore). Non mancando di notare però, che a partire dal 1717, come dice Carpeoro, questa istituzione ha iniziato il suo declino perché non è più una palestra di perfezionamento dell’individuo ma spesso una congrega dove si fanno affari, si cercano rapporti economici, e spesso si trama nell’ombra con la sicurezza dell’impunità. E attualmente Chiesa cattolica e massoneria vanno spesso a braccetto e perseguono identici fini con identici mezzi, diventando due facce di una stessa medaglia, come Giano Bifronte e San Giovanni, Battista ed Evangelista.

La seconda è quella di partire dal presupposto che l’aspirazione a conquistare il mondo e assoggettare le masse è stata sempre tipica dell’uomo, e quindi non esistendo la Chiesa cattolica ci sarebbe stata un’altra istituzione che avrebbe cercato di fare lo stesso.
La Chiesa cattolica ha invece il merito di aver diffuso ovunque la figura di Cristo, e anche se in modo distorto, anche se travisandolo, anche se mal interpretandolo, ha comunque introdotto un concetto, che è quello dell’amore.
La massoneria, dal canto suo, ha diffuso la conoscenza e la cultura, non a caso tutti i più grandi uomini dell’umanità in passato erano massoni.
E’ dalla fusione di queste due forze, dal meglio di esse, che un domani arriverà un’umanità migliore, che avrà amore e conoscenza, saggezza ed equilibrio.
Il percorso di crescita dell’umanità è fatto a gradi e non potrebbe essere fatto diversamente (non a caso nelle scuole iniziatiche pitagoriche si diceva che occorre celare i misteri ai profani, perché la verità, se rivelata al depresso diventa un’arma per la sua autodistruzione, al malvagio diventa un’arma pericolosa per gli altri, mentre lo stolto non ne reggerebbe il peso e impazzirebbe).
Se 2000 anni fa il re poteva far tagliare la testa a chiunque, e tutti pensavano fosse legittimo, ma al tempo stesso quando questi passava per le strade lo acclamavano in massa, oggi l’umanità è molto diversa:
-          i sovrani (sostituiti dai politici) tagliano ancora la testa a chi vogliono, ma oggi devono dare una giustificazione, devono chiamare le loro guerre “preventive” o “missioni di pace”, e devono affamare il popolo con la scusa della crisi;
-          nessuno pensa più che ciò sia legittimo, infatti quando la gente scopre l’inganno, in genere si ribella; e sono comparsi concetti – ancora inapplicati, ma è importante che siano apparsi a livello teorico – come la protezione del più debole, i diritti del fanciullo, dei malati, ecc.;
-          il popolo quando incontra un politico ancora si inchina ed è tutto orgoglioso di aver potuto parlare con il politico X o Y, ma sempre meno persone hanno questa debolezza, e capita anche che quando il re passa per le strade la gente lo insulti e gli tiri i pomodori marci.

Siamo insomma un po’ più evoluti rispetto a 2000 anni fa, e ce ne vorranno forse altrettanti perché il perfezionamento sia completo.

In tal senso la Chiesa cattolica, nel tentativo a breve termine di fermare l’insegnamento di Cristo, probabilmente ne ha solo ritardato la diffusione, ma ha avuto il grande merito di aver fatto conoscere la sua figura ovunque nel mondo; e qualunque ricercatore spirituale che non persegua solo la “conoscenza” ma ricerchi la verità, non può prima o poi se non arrivare all’unica via, come diceva Scaligero nel passo citato da Cammerinesi nel mio articolo precedente.
Quell’unica via che è data dal punto di contatto che esiste in tutte le religioni, ebraica, cristiana, musulmana, buddhista, induista, giainista, e che si ritrova persino nei testi derivati dalla religione hawaiiana che trattano la tecnica dell’Ho ’oponopono.

La massoneria ha il grande merito non solo di aver diffuso ovunque la conoscenza e la saggezza, ma va detto che ha anche permesso un maggiore approfondimento relativamente alla figura di Cristo (se non fosse stato per la massoneria infatti non avremmo conosciuto i vangeli gnostici e non sarebbero nati gli studi alternativi sulla sua persona).

Se leggiamo le cose in un’ottica anche di crescita della consapevolezza, anche personaggi additati in genere negativamente come Aleister Crowley, il mago nero più famoso del ventesimo secolo, hanno dato un forte contributo alla diffusione dell’amore; il motto di Crowley, che era il riassunto del suo sapere esoterico, era “Amore è la Legge, Amore sotto il dominio della Volontà”. Certo il suo era un amore che non corrispondeva al concetto di amore di Cristo (il quale forse avrebbe utilizzato il motto “volontà sotto il dominio dell’amore”); ma leggendo i testi e la biografia di Crowley si scorge comunque il grandissimo amore che lui aveva per la magia e per l’esoterismo, ed è per questo che la sua figura ha contribuito più di ogni altra a diffondere il sapere esoterico nella società. La sua opera e la sua vita sono un immenso canto d’amore per la magia, anche se, probabilmente, non traspare un identico amore per se stesso e per gli altri (anzi traspare una volontà di autodistruzione, ma lui stesso si dichiarava strumento di forze superiori non controllabili).


7. Le scuole di pensiero del futuro.

In futuro la società, per non trasformarsi in una prigione fisica e mentale, dovrà vedere il diffondersi sempre maggiore di Accademie e scuole di pensiero, dove si insegni (senza il vincolo del segreto e senza il senso di superiorità che caratterizza gli iniziati rispetto ai profani) la spiritualità e il perfezionamento dell’individuo.
In tal senso occorrerà partire dalla scuola, trasformando le attuali scuole, che sono una sorta di catene di montaggio per produrre utili idioti per il sistema, in una struttura che educhi il ragazzo a pensare, che lo stimoli a occuparsi prevalentemente dei propri talenti e non a primeggiare con gli altri anche in materie per lui di nessun interesse, che insegni veramente cosa è successo dietro alle quinte della storia ufficiale, che spieghi davvero il significato della Divina Commedia e di molte, troppe cose, che attualmente si studiano meccanicamente senza capirne il significato.


8. Conclusione. Il dialogo tra Toni e mia madre.

In fondo, il dialogo tra Toni e mia madre, quel dialogo che ho citato nel mio articolo precedente, potrebbe un giorno, in altre vite, riprendere, quando ciascuno darà all’altro quello che manca, e si complimenteranno a vicenda.
Mia madre dovrà solamente accostarsi con amore alla figura di Cristo, senza paura (paura di essere apostata, paura che il demonio le prenda l’anima qualora leggesse scritti gnostici); scoprirebbe così tutto il fascino di una figura che ha influenzato la società forse anche più di quanto lei immagini, e scoprirebbe la bellezza di testi come il Vangelo di Pace degli Esseni o la Pistis Sophia, e il fascino dell’approfondimento delle figure di San Giacomo, il fratello di Gesù, di San Giovanni, della Maddalena e molto altro.
Toni, che ha già l’amore in sé, dovrà solo rendersi conto che c’è qualcos’altro, oltre al sapere appreso nei libri, e che questo qualcos’altro non è retto da somma casualità, come dice, ma dall’“amor che move il sole e l’altre stelle”, come è scritto in quella Divina Commedia che, ne sono sicuro, Toni conoscerà ma che, ne sono altrettanto sicuro, non avrà certamente capito nel suo messaggio di fondo. Come sono sicuro che Toni avrà letto anche “Il nome della rosa”; non potrebbe essere diversamente, perché lui è una persona colta, e non può non aver letto il romanzo di Eco e ovviamente avere una sua dotta opinione su questo romanzo.
Quanto poi abbia capito di entrambe le opere è un’altra questione.
Ma la nostra società non è ancora fatta per capire.
Sta capendo.
E fra qualche migliaio di anni sarà finalmente pronta.



Un’unica forza, l’Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi.

L
’amore è ciò per la cui potenza tutte le cose son generate; è in tutte le cose, vivo in ciò che è vivo, grazie a lui ciò che è vivo vive, ed è lui stesso la linfa vitale di ciò che è vivo; riscalda ciò che è freddo, illumina ciò che è oscuro, risveglia ciò che è assopito, vivifica ciò che è morto, fa percorrere la regione sovraceleste alle cose inferiori, trasportandole con divino furore; per suo compito le anime son legate ai corpi, per la sua guida sono innalzate alla contemplazione, per il suo volo si uniscono a Dio superate le difficoltà naturali. È lui che insegna quali cose siano nostre e quali altrui, chi siamo noi e chi gli altri; è lui a fare in modo che le altre cose siano dominate e possedute da noi, e che noi comandiamo e dominiamo le altre cose; infatti la necessità, che si fa beffe di tutto, obbedisce al solo amore.

- Giordano Bruno -



Bibliografia.

Per i riferimenti a Pitagora si è preso soprattutto da Schurè, “I grandi iniziati”.

Della Fratellanza delle tuniche bianche parla Azima Rosciano nel libro “La mia vita con Osho”.

La frase di Giuliano Di Bernardo è tratta dal libro “Fratelli d’Italia” di F. Pinotti.

Il sunto della storia dell’amore nel conflitto tra massoneria e Chiesa cattolica è la sintesi della lettura della fuffa new age propria dei libri di Anne e Daniel Givaudan, e degli incontri con Fausto Carotenuto, Piero Cammerinesi e il gruppo spirituale di Coscienzeinrete.



La necessità di una scuola di pensiero nella nostra società



Ovvero: La mia mamma, il mio amico Toni C. e la massoneria.

Paolo Franceschetti

1. Premessa. 2. Due conversazioni avviate di recente. 3. Varie conversazioni, avviate di recente.  4. La massoneria come scuola di pensiero segreta.


1. Premessa.

Chiedo scusa per questo articolo, un po’ palloso rispetto ai miei precedenti, ma purtroppo esso è prodromico al prossimo, fondamentale per capire i rapporti tra massoneria e Chiesa cattolica nell’era attuale, e nel conflitto che c’è stato per quasi duemila anni.


2. Due conversazioni avviate di recente.

Di recente ho avuto due conversazioni interessanti con due persone molte diverse e distanti per cultura e formazione. Entrambe, a modo loro sono espressioni di una cultura elevata, e le ritengo rappresentanti di un diverso modo di pensare che voglio descrivere.

La prima persona è mia mamma. Mia madre è una persona colta, con due lauree, una in teologia e l’altra in legge, nella sua vita ha insegnato filosofia, diritto, psicologia, per poi dedicarsi solo all’insegnamento della religione. Considero quindi mia madre il prototipo della persona di Chiesa sì, ma colta, e anche con una certa apertura mentale che talvolta l’ha distinta da altri soggetti a cui il cattolicesimo ha completamente bruciato il cervello. Ella vede molti dei disastri combinati dalla Chiesa cattolica, e spesso parla apertamente di molti dei misfatti di questa istituzione anche se, in genere, quasi sempre per giustificarli in qualche modo. Quando ho qualche dubbio sulla linea di pensiero ufficiale della Chiesa chiedo a lei, sapendo che in linea di massima mi fornirà una risposta teologicamente ineccepibile e che sa e conosce le risposte dell’80% dello scibile cattolico.
Spesso a fronte di domande per me cruciali, è stata però incapace di fornire una risposta.
Qualche giorno fa mi domandavo come mai la Bibbia fosse il libro più diffuso al mondo, pur essendo il Vecchio Testamento non un libro teologico, che contiene cioè gli insegnamenti di Dio, ma per il 90% un racconto delle vicissitudini del popolo di Israele. Mi domandavo cioè in quale momento, chi e perché, avesse deciso che oltre al Nuovo anche l’Antico Testamento fosse da considerarsi un libro sacro; e mi domandavo con quali criteri, e con quali giustificazioni un libro che contiene la storia di un solo popolo (quello di Israele) sia diventato il libro sacro per americani, europei, nonché africani, indiani, ecc., convertiti al cristianesimo.
La risposta è stato un “non lo so”, e un’indicazione ad andare a parlare con uno studioso della Bibbia di sua conoscenza; ma soprattutto la sua domanda chiave, su cui la nostra conversazione si è incentrata per parecchio tempo, è stata questa: “Ma questa informazione ti serve per rafforzare la tua apostasia, o per tornare in seno alla Chiesa?”.
Era questa la preoccupazione principale di mia madre, che si è poi lanciata in discorsi sul fatto che Satana sbava per prendere le anime dei fedeli (quindi insinuando il sospetto che le mie domande siano ispirate da Satana, di cui peraltro nel Vecchio Testamento non c’è praticamente traccia, ma questo per mia madre è un po’ difficile da digerire come concetto).

La seconda conversazione l’ho avuta via mail con un mio amico, Toni C. Si tratta di una persona anche lui molto colta. Se non ricordo male anche lui insegnante di filosofia, bravissimo all’università e giurista molto esperto. Ha studiato diritto penale e amministrativo e ancora ricordo quando, anni fa, dopo aver studiato sul mio testo di amministrativo, disse che studiando diritto penale “avevo compiuto un altro miracolo”, perché si era appassionato sia al diritto amministrativo sia al diritto penale grazie ai miei libri. Si tratta di una persona che considero tra i giuristi più preparati che ho conosciuto negli anni, e che peraltro nutriva per me – almeno credo – una certa stima.
La discussione tra me e lui è stata incentrata sulle mie teorie, che lui considera immani cazzate, e la cosa interessante della nostra conversazione è la puntualità con cui teneva testa ad ogni mia provocazione e controbatteva a tutto con apparente intelligenza.
Da persona intelligente qual è, nella discussione ha detto – giustamente – che ciascuno vede nella realtà solo lo specchio di se stesso, e trova sempre conferma di ciò in cui egli crede.
La gente ha bisogno di credere in qualcosa, dice lui correttamente, e quindi il complottismo fa credere a un qualcosa di superiore; la gente ha bisogno di credere in Dio, o nei complotti, perché “non sopporta la somma casualità dell’universo”.
Logicamente quindi, nella vicenda di Erba, i colpevoli dovevano essere Olindo Romano e Rosa Bazzi, e ciò era dimostrato da cosa? Ma dal fatto che la loro colpevolezza è stata dimostrata in tre gradi di giudizio, naturalmente. 
Inoltre, avendo visto qualche spezzone in TV, citava le testimonianze del sopravvissuto Mario Frigerio, che indicava Olindo come colpevole, e naturalmente non contava il fatto che Frigerio nei verbali non avesse indicato Olindo, e risolveva la contraddizione ovviamente a favore della colpevolezza di Olindo.

Ovviamente si sentiva in grado di avere un’opinione anche sulla vicenda delle Bestie di Satana, dove non contava il fatto che io avessi lavorato per due anni e conosca i verbali, le prove, il processo; c’erano le “risultanze processuali” e quindi i ragazzi sono colpevoli fino a prova contraria.
E le centinaia, migliaia di suicidi in ginocchio? Beh, lui ha preso 30 e lode in medicina legale, e sui libri c’è scritto che è possibilissimo che una persona si suicidi in ginocchio; peraltro, avendo fatto judo, lui sa bene che è possibile perché tecnicamente sa che è facile soffocare se il laccio è in una determinata posizione. E se un libro di medicina legale dice che è possibile, basta, il resto non conta.
La prova regina del fatto che dico un mucchio di cazzate però è soprattutto una: il fatto che io sia ancora in vita. “Troppo vivo per essere credibile”, queste le sue testuali parole.
Un’altra frase che mi è rimasta impressa della nostra conversazione: “La verità processuale è meno di niente, e spessissimo sbagliata, ma è l’unica “verità” che abbiamo, e mi attengo a quella...
Devo dire che ovviamente sento spessissimo simili concetti, ma devo dire che non avevo mai sentito tali banalità espressi così bene e con tanta apparente intelligenza.”

Prendo ad esempio questi due casi, perché ritengo mia madre il prototipo del cattolico molto colto e Toni il prototipo dell’ateo colto. Difficilmente in un dialogo con un ateo potrei trovare risposte più intelligenti di quelle di Toni, e qualsiasi interlocutore giuridico potrebbe essere solo un gradino inferiore a lui.
Toni ha però una caratteristica che manca a molte persone. Ha un cuore grande, ha amore per ciò che fa e per le persone con cui si rapporta.
Per questo motivo lo troveremo ancora nel prossimo articolo, così come ritroveremo mia madre, per collocare il loro dialogo in una dimensione diversa.

Due modi di pensare opposti, quindi che sono un po’ la punta estrema e lo specchio della schizofrenia in cui vive la nostra società. Da una parte la Chiesa cattolica, con la sua ostinata chiusura a vedere qualcosa di diverso da se stessa; dall’altra la scienza, con il suo ostinato ragionamento rigorosamente scientifico. Due ciechi a confronto, in sostanza, che se dialogassero non si capirebbero mai, ma che sono lo specchio di come è stata la società per secoli. E al centro? Tra i due contendenti ci son sempre state le persone che cercavano di capire, ma non trovavano le risposte né nei deliri di una parte né nella cecità dell’altra. Entrambi ovviamente convinti di essere nel giusto.
Fossimo stati qualche secolo fa, sarei stato condannato al rogo per aver osato fare una domanda del genere; e mia madre avrebbe probabilmente sofferto per la mia morte, ma tutto sommato avrebbe pensato tra sé e sé, mentre bruciavo sul rogo come Giordano Bruno: “Un po’ se l’è cercata, perché Satana si era impossessato di lui, e comunque, ora che muore, speriamo che Dio abbia pietà di lui”.


3. Varie conversazioni, avviate di recente.

Avvicinandomi alla massoneria mi avevano colpito, all’inizio, alcune affermazioni curiose che non capivo.
La massoneria è il tempio del libero pensiero, sentivo dire dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi. Francamente non capivo; “ma non siamo in una società libera?”, mi domandavo. Che minchia significa il tempio del libero pensiero in una società in cui siamo tutti liberi di pensare liberamente? L’affermazione mi suonava ancora più assurda dato che stiamo parlando di un’organizzazione che non è troppo tenera con i suoi avversari, anche se, precisano i massoni, quella è massoneria deviata e non massoneria.
Inoltre stiamo parlando di una organizzazione strutturata per gradi, che non è affatto democratica, e in cui in molte occasioni non si è per niente liberi di esprimere il proprio pensiero.
Un’altra affermazione per me poco comprensibile era quella che trovavo nella rivista Hera; il direttore era Gianfranco Carpeoro e la leggevo già da prima di conoscere personalmente Gianfranco. La sua frase preferita era “amici del dubbio e della verità”. Ma come si fa ad essere amico del dubbio se ami la verità, pensavo io. Se hai la verità non hai il dubbio e viceversa.

L’altra cosa che mi aveva colpito molto è questa. Se, col passar del tempo, mi era diventato quasi impossibile discutere o parlare con una persona che fosse totalmente e acriticamente atea, o totalmente cattolica, trovavo le conversazioni con i massoni estremamente affascinanti, per la cultura e la saggezza di cui erano capaci. In sostanza, le persone più interessanti e più sagge, e più colte con cui mi trovavo a parlare, erano sempre e inevitabilmente massoni.
Ricordo le conversazioni a cena con alcuni miei allievi, massoni, di quelli che studiano, si interrogano e approfondiscono, e di come mi aprissero mondi sconosciuti.
Ricordo le prime conversazioni con Carpeoro.
Un altro aspetto dei massoni che mi ha sempre colpito è stata la loro apertura di mente a dialogare con uno come me, che per anni ha sempre pensato che la massoneria fosse uno dei mali peggiori del mondo. Se qualcuno tra le persone che conosco ovviamente ha preso questo fenomeno come un tentativo di irretirmi (il diavolo sbava per prendere le anime dei cristiani; e la massoneria, essendo il diavolo, si è presa la mia, pensano molti), io invece ho sempre ammirato l’aplomb con cui alcuni appartenenti alla Golden Dawn, all’OTO, ai Rosacroce mi dicevano: “Hai ragione… purtroppo i fenomeni di cui parli esistono, ma sono fenomeni di deviazione, che noi condanniamo. Vieni a seguire i riti o i lavori e ti dimostriamo che… ecc. ecc. ecc.”. Oppure: “Salve, essendo un rosacroce, all’inizio quando ho letto i suoi articoli pensavo lei fosse un ciarlatano, ma dopo qualche tempo, approfondendo, ho capito che… ecc.”.

Del nostro primo approccio con Carpeoro, ricordo quando lui mi invitò ad andarlo a trovare e io provocatoriamente gli dissi: “No, grazie… io non dubito della tua buona fede, ma dubito della buona fede di chi ti sta intorno; se qualcuno dei tuoi superiori ti dicesse che a casa tua mi devi avvelenare tu dovresti farlo, e non potresti rifiutarlo, quindi ti ringrazio dell’invito ma rimango a casa mia”.
Lui mi rispose: “No, guarda, stai tranquillo, per la posizione che ricopro ti posso assicurare che sono nella condizione di poter rifiutare inviti del genere e non devo obbedienza a nessuno”. In effetti all’epoca non sapevo che lui era stato il Maestro Venerabile della Gran Loggia Serenissima e credo sia stato il primo Maestro Venerabile al mondo a sciogliere la sua obbedienza e consegnare le insegne, per farla confluire negli ALAM, ritenendo non esistessero più gli ideali puri della massoneria nella società attuale; quindi, dalla sua posizione, in effetti non poteva ricevere ordini.
La sua risposta mi colpì per diverse ragioni. Per l’apertura mentale che dimostrava nel continuare ad accogliermi nonostante lo ritenessi in grado, in sostanza, di ammazzarmi; invece di darmi del paranoico o di prenderla come un’offesa, mi dava una sua spiegazione per tranquillizzarmi e continuava a dialogare con me via mail, dimostrando di capire le mie ragioni.
Mi colpiva poi questa strana contraddizione: se qualcuno fosse autorizzato a darmi del paranoico o del visionario, quello non dovrebbe essere una persona che di massoneria non sa nulla, come Toni, ma uno come Carpeoro, a cui sto poi sostanzialmente dicendo in modo espresso che ho il timore che possa farmi secco avvelenandomi o in qualche altro modo.
Il paradosso era ed è tuttora, quindi, che una persona che di massoneria e poteri occulti non sa nulla come Toni mi dà sostanzialmente del paranoico, mentre il Maestro Venerabile di un’Obbedienza, con la conoscenza di Carpeoro, mi dice in sostanza: “Sì, hai ragione, e capisco come possa tu diffidare di me, ma se cambierai idea la mia porta è sempre aperta”.

Leggevo Carpeoro, che mi aveva aperto mondi, prima di conoscerlo, con i suoi libri sui Rosacroce. E conoscendolo e ascoltandolo di persona ha continuato ad aprirmene.
Alla fine ho ceduto e l’ho conosciuto di persona. Sono andato spesso a casa sua, e ogni volta che vado a Milano non perdo occasione per andarlo a trovare, e finora non solo non mi ha ammazzato ma ha contribuito in modo notevole a farmi conoscere e capire un mondo a me estraneo.

Tutto questo all’inizio mi creava un po’ di confusione e anche una sorta di schizofrenia. Da una parte parlavo male della massoneria, ne descrivevo le trame, e la vedevo (e la vedo) dietro a molti delitti; dall’altra mi trovavo a riconoscere alla massoneria l’essere un inesauribile serbatoio di conoscenza, rendendomi insopportabile parlare con una persona “normale”; se poi questa persona “normale” è anche colta, mi viene spesso l’insopprimibile desiderio di ammazzarla a martellate (non dimentichiamoci che il martello è un simbolo massonico) e lasciarla esangue per terra, sicuro che tanto qualche criminologo pronto a dire che è normalissimo suicidarsi con un martello sul cranio lo trovo.
L’altra contraddizione in cui mi dibattevo era che da una parte ritenevo che la massoneria fosse la causa dell’ignoranza in cui versa la società attuale, la madre di tutti complotti, ma trovavo in essa un serbatoio inesauribile di cultura, conoscenza, e anche saggezza spesso.


4. La massoneria come scuola di pensiero segreta.

La contraddizione l’ho risolta il giorno in cui ho capito il significato di “scuola di pensiero”.
La scuola, oggi, e in particolare l’università, non insegna a pensare ma insegna a non pensare.
Scuola e università forniscono una serie di dati, peraltro sconnessi l’uno dall’altro, che se assorbiti acriticamente forniscono come risultato pensieri e procedure simili a quelle di mia madre e di Toni. Il risultato cioè è una sorta di pensiero che corre come un treno su un binario unico, un binario di cui è assolutamente prevedibile dove terminerà la sua corsa, e con quali conclusioni.

La massoneria, invece, nasce dai Rosacroce e dai Templari, che erano istituzioni che cercavano di cambiare la società di allora apportando conoscenza e consapevolezza. Non a caso tutte le personalità più geniali al mondo erano massoni: Leonardo Da vinci, Dante, Giordano Bruno, Machiavelli, ma anche Mozart, Beethoven, ecc.
Chi entra in massoneria fa – in teoria (sto parlando della massoneria vera, non quella del 99% dei massoni) – un percorso di conoscenza e studio che lo porta a vedere il mondo in modo totalmente diverso.
Il rito di ingresso nel primo grado prevede che la persona da iniziare soggiorni in una camera buia accessoriata con teschio e ossa di un cadavere, in cui compila il suo testamento; è il simbolo del fatto che la persona ha accesso ad una nuova visione dell’esistenza, e quindi di se stesso. Muore il suo vecchio io e ne inizia un altro.
La persona non sarà più la stessa, non vedrà le stesse cose che vedeva prima, cambierà completamente il suo punto di vista sulle cose e sull’esistenza.
“Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono”, dice Battiato.
L’iniziato ai misteri, infatti, conosce (o si avvia a conoscere) le leggi del mondo, lì dove il profano invece pensa che il mondo sia mosso da una somma casualità, come dice il mio amico Toni.
Il massone, quindi, da una parte ha una cultura e una conoscenza superiori (ad esempio spesso conosce i vangeli gnostici e la bibbia gnostica, studia i Templari, il catarismo, le culture orientali, ecc.), ma dall’altra inizia a vedere il mondo in modo diverso, quasi ribaltato rispetto al profano. Comincia a comprendere il linguaggio dei simboli, comincia a ragionare in modo completamente diverso, e finisce per acquistare un modo di vedere le cose completamente opposto rispetto ai “profani”, più aperto e libero e disposto al cambiamento. Di qui l’affermazione di Raffi sulla massoneria come “tempio del libero pensiero”.

La massoneria quindi è stata per secoli in contrasto con il cattolicesimo e con la scienza ufficiale, proponendo ai suoi affiliati altri studi e un altro sapere; non a caso si deve alla massoneria l’introduzione in Occidente del buddhismo, dell’induismo e di ogni altra forma di religione o conoscenza alternative al cattolicesimo o alla scienza ufficiale.
E il massone è definito da Carpeoro “amico del dubbio e della verità” perché il vero massone, andando a cercare la verità, ha sempre comunque dei dubbi ed è pronto a ribaltare le sue visioni, in un percorso di conoscenza che non finisce in teoria mai.

Da qui nasce un certo senso di superiorità del massone verso i “profani”, come sono considerate le persone normali; e da qui anche la tendenza a fare mondo a se stante, con i propri tribunali, le proprie regole, che disdegnano i “tribunali profani” e le regole della gente comune.

Il problema di fondo della società attuale è la necessità di una riforma culturale globale, che insegni all’uomo a pensare, e non ad essere pensato. Che insegni a produrre pensieri propri e non pensieri altrui spacciati per perle di cultura.

Propongo quindi l’articolo di Piero Cammerinesi.
Mentre nel mio prossimo articolo parlerò di un problema ancora più importante. Spiegherò infatti in cosa dovranno consistere queste scuole di pensiero, e qual è il problema di fondo su cui si sono scontrati per duemila anni la Chiesa da una parte e i Giovanniti, diventati poi rosacroce e infine massoni, dall’altra.





“L'ora presente è grave: non è un’espressione retorica, questa. Chi conosce come realmente stiano le cose, sa che quei pochi che hanno una qualunque responsabilità interiore, non dovrebbero ormai perdere più un minuto di tempo, non dovrebbero più rimandare di un attimo la loro decisione per quei superamenti che in segreto essi veramente conoscono di quale natura debbano essere. Si è alla vigilia di eventi che possono essere gravemente distruttivi per l'uomo o preludere a una rinascita nel segno dello Spirito”. 
Così scriveva Massimo Scaligero nel 1956 in una delle sue prime opere pubblicate, “Iniziazione e Tradizione”.

Queste parole ci possono aiutare a ‘fotografare’ il momento presente per comprendere come affrontare la gravità della situazione attuale da un punto di vista spirituale – il che però, attenzione, significa sia interiore che esteriore –. Poi torneremo a delineare meglio la dicotomia tra Tradizione ed Iniziazione, che viene evidenziata già nel titolo dell’opera.

PENSIERO COME STRUMENTO DI CONOSCENZA
Quando noi ci poniamo di fronte al mondo, alle cose, agli eventi ed anche a noi stessi, lo facciamo mediante uno strumento speciale: il pensiero. Il pensiero è lo strumento primario del nostro conoscere ma è al tempo stesso il meno conosciuto. Ci serve per conoscere ma noi non lo conosciamo. Conosciamo i pensieri già formati, i pensati dunque, ma non sappiamo come li conosciamo.
Se vi regalano un nuovo smartphone, che è lo strumento per attivare una serie di utili nuove funzioni e voi non sapete usarlo, che fate? O rinunciate a usarlo o vi studiate il libretto d’istruzioni. Se ‘smanettate’ senza conoscerlo è probabile che combiniate qualche pasticcio…
Se la vostra passione è studiare la lingua greca, che è lo strumento per leggere dei testi greci antichi non tradotti e non conoscete il greco che fate? O rinunciate a studiare quei testi o andate a scuola di lingua. Se improvvisate una lettura parziale perché conoscete qualche parola greca, rischiate di prendere fischi per fiaschi, o no? Se volete conoscere il mondo nella sua complessità, se volete interpretare gli eventi che accadono intorno a voi, se intendete avere un discreto grado di autoconoscenza che fate? Usate il pensiero, che di fatto è l’unico strumento per conoscere il mondo e se stessi.
Ma qualcuno vi ha mai insegnato ad usarlo?
Che stupidaggine, penserete voi, imparare a pensare è automatico, proprio come iniziare a camminare o a mangiare… Giusto. Mentre con lo smartphone studiamo le istruzioni e con la lingua andiamo a lezione, con il pensiero siamo autodidatti. Ora, però, se usando lo smartphone o leggendo il greco classico facciamo dei pasticci, di regola ce ne accorgiamo subito, perché la realtà esteriore ci corregge. L’e-mail non parte, internet non si connette…
Ma se sbagliamo con il pensiero? Nella vostra vita non vi è mai capitato di scoprire che un certo giudizio su una persona, una certa convinzione su un avvenimento esteriore, una determinata immagine che avevate di voi stessi si sono poi dimostrate errate?
Allora, secondo la nostra analogia dovremmo avere:
Smartphone → strumento per email, internet etc → Usare lo smartphone correttamente → imparare ad usarlo. Lingua straniera → strumento per leggere testi non tradotti → Leggere una lingua straniera correttamente → imparare la lingua. Pensiero → strumento per gestire la nostra vita → Pensare correttamente → imparare a pensare.
Ma nessuno ci ha mai parlato di una scuola del pensiero che ci insegnasse a usare questo strumento nel modo migliore. Eppure saper usare correttamente il pensiero è ben più importante del saper usare l’ultimo cellulare o saper leggere il greco classico. Nel primo caso, non sapendolo usare, possiamo commettere degli errori catastrofici che coinvolgono tutta la nostra vita mentre negli altri andiamo incontro a errori rimediabili. Il pensiero determina tutta la nostra esistenza e spesso non ci accorgiamo quando sbagliamo, se non è la vita stessa a farcelo capire magari con una bella mazzata.
Come conosco io il mondo, a partire dal primo istante in cui apro gli occhi di fronte alla natura esteriore ed al mio stesso sé? Grazie ai sensi io ho la percezione di un oggetto o di un avvenimento, grazie alpensiero vi aggiungo dei concetti, li metto in relazione tra loro, interpreto ciò che ho in tal modo davanti alla mia coscienza, ne ho un certo sentimento di simpatia o antipatia, di piacere o dispiacere, formulo dei giudizi, ed infine reagisco con una azione. Questa azione inevitabilmente avrà delle conseguenze sul piano esteriore che si rifletteranno sulla totalità della mia vita.
Gli indiani chiamavano karma la legge che determina le conseguenze delle azioni compiute. Il karma è quanto mi ritorna dal mondo esteriore come evento positivo o negativo determinato dalle mie azioni.
Ma se il pensiero iniziale con cui ho interpretato l’evento che mi capita era errato, che succede? Succede che con tutta probabilità io - giudicando scorrettamente la situazione - agirò anche in modo errato. Dunque il mio karma, le conseguenze delle mie azioni, non potrà che essere negativo. Perché avviene una cosa particolare se io non so pensare a fondo un avvenimento; quando si tratta di reagire, di passare all’azione, non è il pensiero che reagisce e determina l’azione, ma gli stati d’animo e l’istinto.
L’istinto si sostituisce inavvertitamente e illecitamente alla nostra azione cosciente.
Il sonno del pensiero – per parafrasare Lukacs – genera mostri.
Quante volte abbiamo detto: “Volevo fare così ma poi ho fatto in un altro modo, volevo dire questa cosa a quella persona ma poi ho detto tutt’altro…”
Ecco, il pensiero dormiva e l’istinto ha agito. L’istinto è l’illecita ingerenza della mia fisicità, del mio egoismo, della convenienza individuale nelle scelte della mia vita. Non parlo solo di egoismo spicciolo, ma di un approccio generalizzato al mondo. Nietzsche, per esempio, parlava di istinto dei filosofi: persino alla base della filosofia ci sarebbe – secondo lui - volontà di potenza!
I filosofi – afferma - vogliono aver ragione, vogliono prevalere sugli altri con la propria visione del mondo; per questo nasce la filosofia, perché è più conveniente la verità che la non-verità.
“Il pensiero cosciente di un filosofo è per lo più segretamente diretto dai suoi istinti e costretto in determinati binari. Anche dietro ogni logica e la sua apparente sovranità di movimento stanno apprezzamenti di valore, o per esprimermi più chiaramente, esigenze fisiologiche di una determinata specie di vita."
Friedrich Nietzsche (Al di là del bene e del male)
“Eppure abbiamo studiato tanti anni - penserete voi - qualcosa avremo pure imparato di questo strumento”. Il problema è che la scuola non ci ha insegnato a pensare, ma ci ha trasmesso solo dei pensati e per di più non nostri, ma di altri. Abbiamo appreso la Storia della Filosofia, non a filosofare! Quando mi è stato insegnato a distinguere i pensieri giusti da quelli sbagliati? Come uso il pensiero per guidare la mia vita?

PENSIERO DIMEZZATO
Abbiamo visto:
Se pensiamo male → interviene l’istinto → azione errata → karma negativo Se pensiamo correttamente → sostituiamo la coscienza all’istinto → azione giusta → karma positivo
Questo naturalmente vale sia per la vita esteriore che per quella interiore (la conoscenza di me stesso, dei miei sentimenti, inclinazioni etc.).
Se io non mi conosco veramente credo, ad esempio, che di fronte ad un determinato avvenimento reagirei in un certo modo, mentre poi magari reagisco in tutt’altro modo… Padroneggiare il miostrumento di conoscenza, il pensiero, mi consente di riconoscere la verità fuori di me e quindi anche di dirigere in modo autentico il timone del mio giudizio verso la giusta decisione e la giusta azione.
Ad esempio ci siamo mai chiesti perché nella nostra giovinezza ci siamo a un certo punto sentiti di destra o di sinistra, o perché abbiamo scelto tale o talaltra squadra sportiva, o perché abbiamo fatto una certa scelta professionale? Perché a volte ci infatuiamo di un’idea, di una persona, di un leader, di un maestro, salvo poi gettarlo – al primo dubbio o delusione – dall’altare alla polvere? Siamo stati noi a scegliere o chi o cosa ha scelto per noi? Se cerchiamo di indagare magari scopriamo che fu per via della nostra famiglia, dei nostri amici o del nostro ambito sociale, o forse – al contrario - per reazione a quelli. D’accordo, ma perché in noi ci fu, ad esempio, adesione a certi modelli mentre in altre persone a noi vicine prevalse la reazione?
Possiamo provare a capire la questione mettendo in relazione i vari eventi che ci hanno portati a essere quelli che siamo. Ma la relazione tra un momento e l’altro di un evento, di un fenomeno, è una relazione di pensiero. Tuttavia a noi questa relazione, di regola, sfugge perché non siamo coscienti di come opera il pensiero nel mettere in relazione.
Pensate che non sia importante capirlo?
Se approfondiamo questa indagine ci accorgiamo che spesso quelle sono state scelte karmiche, scelte che coinvolgono tutta la nostra vita, ma che nulla hanno a che fare né con una verità oggettiva né con l’essenza del nostro Io.
Intendo dire che la maggior parte delle scelte della nostra vita sono state determinate da un pensiero non consapevole dello scenario generale della nostra esistenza, dunque, da un pensiero dimezzato. Non solo: spesso anche le nostre convinzioni più profonde non sono nostre, ma, diciamo così, prese a prestito dal mondo circostante.

PENSIERO VIVENTE
Siamo attori o comparse nella stessa nostra vita, interiore ed esteriore? È evidente che dalla risposta a questa domanda scaturisce poi ogni decisione, giudizio, azione – o non-azione – della nostra vita.
Come si diceva, sembrerebbe necessario imparare a pensare.
Cosa significa?
Il pensare a cui mi riferisco non è quello che si esprime nella forma del sapere o del giudizio, dell’opinione o dello stato d’animo, ma è l’attività di pensiero tramite il quale queste forme sorgono nella nostra coscienza.
“Il vero pensiero non è il pensiero già caduto nella forma come forma di una cosa o di uno stato d’animo o di un giudizio, o di un sapere – che può anche essere sapere spiritualistico – ma il pensare grazie a cui questa forma sorge, onde l’oggetto si dà come pensiero, perché si crede di vedere l’oggetto”. Massimo Scaligero (Trattato del Pensiero Vivente)
Ciò che è alla base di ogni nostra attività conoscitiva prima di articolarsi in pensati lo chiamiamopensiero vivente.
Con i pensieri in realtà noi crediamo di vedere l’oggetto del nostro pensare – l’oggetto esteriore, l’evento – ma non ci avvediamo di essere di fronte a dei pensati. Crediamo che siano degli oggetti ma sono solo pensieri, pensati. I pensati hanno perso ogni possibilità di essere strumento di conoscenza della totalità del mondo, servono solo a indagare il misurabile. Sono pensati, appunto, già definiti, rigidi, morti.
Ricordate il mito platonico della caverna?
Alcuni prigionieri sono legati sul fondo di una caverna dove hanno sempre vissuto senza potersi girare. Fuori dalla caverna c’è un muro ad altezza uomo dietro al quale camminano persone che portano sulla testa statuette raffiguranti degli oggetti; persone che parlano e il loro eco rimbomba nella caverna. Dietro queste persone vi è un fuoco che proietta le immagini degli oggetti sulla parete della grotta davanti agli uomini legati. Non avendo mai visto nient’altro della realtà, i prigionieri, osservando le ombre, pensano che questa sia la realtà. Uno di loro, però, si libera e si volta; vede allora le statuette e si accorge che sono più reali delle ombre; poi esce dalla grotta, oltrepassa il muro e inizialmente è accecato dalla luce del sole. Poi si guarda intorno e vede il mondo, la natura, e nota che tutto è più vero degli oggetti che sono proiettati. Dopo essersi chiesto da dove provenga la luce, si accorge che è il sole a dare significato a tutto.
Il sole è il pensiero vivente, mentre le ombre sul fondo della caverna sono i pensati con cui abbiamo quotidianamente a che fare. Non sapere cosa proietti le ombre sul fondo della caverna non ci permette di conoscere la vera realtà e ci fa vivere in un mondo spesso incomprensibile, ma non solo. Ignorare la presenza del sole ha anche un’altra conseguenza; se non sappiamo cosa proietti la luce (pensiero vivente) che disegna le ombre sul fondo della grotta (pensati) non siamo liberi nelle nostre scelte.

LIBERTÀ
Se non sappiamo cosa siano realmente quegli oggetti che si muovono nella nostra coscienza (le statuette sulla testa delle persone, di cui vediamo solo le ombre) e di cui ignoriamo il modo con cui le conosciamo (il pensiero vivente) non possiamo formulare giudizi certi né tantomeno azioni coscienti. Se mi sono perso nel bosco di notte ed ho due sentieri davanti a me ma non so dove portino, la mia scelta non potrà certo essere libera. Magari uno porta verso l’uscita dal bosco e l’altro verso un dirupo; se non so quale sia quello giusto scelgo a caso o, meglio, scelgo seguendo il mio istinto. Ma l’istinto non è cosciente per definizione, anzi è proprio l’espressione dell’azione del karma che opera nel sonno della mia coscienza.
Se seguo l’istinto sono nell’elemento della non-libertà.
Per conoscere dove portino i due sentieri – o cosa sia a proiettare le ombre sul fondo della caverna – devo essere prima di tutto padrone della mia attività conoscitiva. La padronanza stessa implica attività conoscitiva, vale a dire azioneAzione interiore. Qualcosa di attivo che presuppone esperienza interiore e non solo adesione – più o meno consapevole – a pensati miei o di altri.

TRADIZIONE E INIZIAZIONE
Ecco che ora possiamo tracciare la differenza sostanziale tra Tradizione e Iniziazione. La Tradizione, per quanto nobile ed elevata possa essere - una visione spirituale, una religione, una rivelazione - è pur sempre costituita da pensati, diviene dogma, conformità, invece che vita interiore.
L’Iniziazione, invece, evoca il concetto di azione, esperienza, attività pensante. Dunque una Via attivaverso la conoscenza, che passa attraverso uno sviluppo dell’attività pensante, mediante meditazione, concentrazione, ed altri appositi esercizi per sviluppare pensare, sentire e volere. Ricordate l’analogia:Smartphone/lingua greca/pensiero?

VIA DEL PENSIERO VIVENTE
Il pensiero vivente, (il Sole nell’esempio platonico) la forza predialettica può o proiettarsi nei pensati (ombre sul fondo della caverna) - come avviene ordinariamente nella nostra vita – oppure, se realizza la propria indipendenza da qualsiasi tema o oggetto (oggetti che proiettano le ombre) può divenire autentica forza conoscitiva di se stessi e del mondo: pensiero puro.
Il pensiero puro realizza la sua indipendenza da qualsiasi pensato e diviene strumento principe di conoscenza di sé e del mondo. E l’attività pensante è l’unica attività che, grazie alla contemplazione, può conoscere se stessa.
Una via di conoscenza che, nella prosecuzione dell’opera di Rudolf Steiner è stata consegnata a noi da Massimo Scaligero. Parliamo di conoscenza attiva, esperienza reale, non conoscenza di pensati. Se sono solo pensati oltre a non consentirci la libertà, non ci permettono neppure la moralità.
Il compito appare dunque quello – una volta sperimentata la realtà e verità dei nostri pensieri – diimmetterne i conseguimenti che abbiamo realizzato – la trasformazione di noi stessi – nel mondo esteriore, nel cosiddetto mondo reale.
E se abbiamo lavorato bene sulla Via del pensiero puro, elaborando il nostro strumento conoscitivo, e abbiamo imparato a far agire il nostro volere (le scelte, le decisioni, le azioni) in accordo con tale strumento, noi sostituiremo alla percezione esteriore una percezione interiore e la nostra azione non potrà che essere morale.
Io vedo un portafogli per terra (percezione esteriore). Posso o mettermelo in tasca o sostituire a quella percezione quella (interiore) che mi porta a consegnarlo a chi possa ritrovarne il proprietario.
Questa sostituzione della percezione è l’atto morale.
“Un passo avanti nella conoscenza e tre nella moralità”
Rudolf Steiner (Iniziazione)

FANTASIA MORALE
Ma la moralità può essere libera o imposta. Se seguo una morale imposta non sono libero.
Il concetto di fantasia morale implica l’indipendenza della mia scelta da leggi, religioni, consuetudini etc. e la consapevolezza delle mie scelte morali e dunque delle mie azioni. Se correttamente attuata, porta a identità di spiritualità e vita.
In una parola coerenza.
E torniamo alla citazione d’inizio per avviarci verso la conclusione di queste note.
L'ora presente è grave: non è un’espressione retorica, questa. Chi conosce come realmente stiano le cose, sa che quei pochi che hanno una qualunque responsabilità interiore, non dovrebbero ormai perdere più un minuto di tempo, non dovrebbero più rimandare di un attimo la loro decisione per quei superamenti che in segreto essi veramente conoscono di quale natura debbano essere. Si è alla vigilia di eventi che possono essere gravemente distruttivi per l'uomo o preludere a una rinascita nel segno dello Spirito”.
Ora, in questo momento che può essere “gravemente distruttivo per l'uomo o preludere a una rinascita nel segno dello Spirito” la fantasia morale dei singoli, di ciascuno di noi, ha bisogno di svilupparsi e dicollegarsi a quella dell’altro.
L’altro, che, se lavora nella stessa mia direzione – anche se può avere opinioni diverse, se pensa in modo diverso da me – non è qualcuno da criticare ma da capire.
“Come mai l’altro ha un’opinione diversa dalla mia? Ma perché siamo uomini, perché l’altro è la gamba sinistra ed io sono la destra. Ora capisco. Lui non è costretto da qualcosa, la vede semplicemente diversamente, ma è la stessa cosa”. (Judith von Halle)
L’altro, le sue opinioni, le sue capacità, sono per me un arricchimento.
Perché? Perché egli mi offre l’occasione di capire quali siano le sue caratteristiche, le modalità del suo pensare/sentire/volere, mi dà la possibilità di accedere a pensieri, considerazioni, giudizi cui io – per la mia specifica natura – non saprei arrivare.
L’albero che vedo da una peculiare prospettiva – la mia – non è l’intero albero. Ho bisogno della tua prospettiva, della sua e di quella di chi ci sta sotto, di chi ci sale sopra etc. Solo allora potrò avere l’intera visione dell’albero.
Ecco che diventa un preciso dovere dei ricercatori genuini della conoscenza e dei pionieri di un mondo etico – come vorremmo definirci oggi – quello di collegarci, scambiare opinioni, ascoltare gli altri e agire insieme agli altri.
Quest’azione, se nasce dalla fantasia morale, ha un aspetto molto particolare; non venendo motivata da interessi personali, egoismi o dal comune denominatore dell’appartenenza a un partito, a una religione etc, può condurre ad una autentica fondazione di comunità.



Piero Cammerinesi