domenica 12 maggio 2013

Sulla spiritualità nella politica e nella società




Ovvero: lettera aperta a Elia Menta e Giuseppe Turrisi


1. Premessa. 2. Alcune risposte e una proposta. 3. La spiritualità e la meditazione in politica. Vi spiego la meditazione. 


1. Premessa.

Recentemente alla trasmissione Border Nights un lettore chiedeva perché non unire tutti quelli che fanno controinformazione in una rete unica. Rispondevo, grosso modo, che i nomi fatti dal lettore non sono un fronte unico e molti di loro dissentono su posizioni anche fondamentali.
Mi hanno risposto in un video due delle persone nominate, Elia Menta e Giuseppe Turrisi, dicendo cose che in gran parte condivido (la potenza dell’informazione di regime, completamente appiattita, e i mezzi limitati della controinformazione, per non parlare degli argomenti trattati nei loro siti, banche, politica, società).

Mi soffermo sui punti che Giuseppe ed Elia mi contestano garbatamente e ne approfitto per parlare in dettaglio di spiritualità.

1) Secondo il terribile duo, con le mie ricerche, articoli, conferenze, non do la speranza. Sia io che Solange, in fondo, esortiamo la gente ad informarsi ma non diamo proposte (Turrisi).
Elia dice pure che in fondo le mie ricerche sono “roba per giallisti e non per chi vuole cambiare la società”.

2) A un certo punto uno dei due dice che non capisce il concetto di cambiamento interno. “Cosa vuole dire che il cambiamento avviene all’interno?” si domanda. Sembra una roba new age. Meditare è disinteressarsi della società.
“Spiritualità”... ne parlano tanti ma bisognerebbe capire cosa significa il termine.

3) Siamo disuniti perché ci mancano i mezzi, mentre quelli che ci dominano hanno mezzi. Con più mezzi avremmo risolto molti problemi.


2. Alcune risposte e una proposta.

In primo luogo cominciamo col dire che quando parlavo della disomogeneità dei “complottisti” non alludevo a Elia e Giuseppe.
In secondo luogo un fronte unico di informazione alternativa c’è. Esiste internet, e non a caso i lettori del mio blog coincidono in larga parte con i lettori del loro blog e con quelli di tutti gli altri siti di controinformazione (Disinformazione, Comedonchisciotte, Antonella Randazzo, Scienza Marcia, Informare per Resistere, ecc.)

Dopodiché passo a approfondire i tre punti e formulo una proposta.

La proposta è semplice, ed è quella di creare un portale informativo che raccolga il meglio delle informazioni su internet; ciascun gestore di sito o blog segnalerà i suo articoli più importanti e ogni giorno ci sarà una selezione delle notizie e degli articoli più rilevanti. L’accesso dovrebbe essere a pagamento, per poter permettere a chi cura il sito di farlo come lavoro. In questo modo non si negherebbe al fruitore di internet la possibilità di leggere e informarsi gratuitamente, perché il portale raccoglierebbe solo ciò che chiunque potrebbe trovare da solo, ma si agevolerebbe il compito a chi legge. Il portale potrebbe trasformarsi anche in cartaceo una volta che ci fossero i mezzi economici e potrebbero poi uscire dei libri collegati al portale.
Pensateci e poi ne discutiamo.

Ora passo ai vostri appunti.

Quello che dite sul fatto che il nostro blog non lascia speranza, era senz’altro vero nei primi tempi. Omicidi, stragi, massoneria potentissima, assassini che rimangono sempre impuniti... Lo sconforto era d’obbligo e in effetti corrispondeva anche al mio stato d’animo interno.
In alcuni casi siamo arrivati al paradosso che qualcuno accusa me e Solange di essere massoni che fanno il gioco della massoneria sol perché la dipingiamo come invincibile.
In realtà col progredire delle nostre ricerche è progredita anche - e non poteva essere diversamente - la parte spirituale del blog, ed è lì la soluzione (almeno per conto mio).

Tutta la nostra visione di fondo - ed è questa differenza tra me e voi - è appunto nelle proposte, che per quanto mi riguarda sono prevalentemente di tipo spirituale, mentre le vostre sono di tipo materiale.
Elia si domandava cos’è la spiritualità, dice che bisognerebbe capire cosa significa, e avete anche aggiunto che meditare è disinteressarsi della realtà e sembra roba new age.
In effetti è roba new age. Ma vediamo cosa è questa “roba new age”, tenendo presente che le etichette negative si affibbiano in genere alle cose che non si capiscono e che devono essere derise.
Dire “roba new age” è come dire che due ruote e un cilindro costituiscono una moto. E’ vero, ma in questo modo non avete spiegato a chi non l’ha mai guidata a cosa serve la moto; non avete spiegato cioè che la moto serve per essere liberi di parcheggiare ovunque, serve per marciare in mezzo ai monti sentendo il profumo attorno e l’aria che diventa più o meno umida a seconda dell’altezza, serve per sentirsi parte integrante del paesaggio che scorre e fare una vacanza che sia tale anche mentre stai in marcia, e che non ti faccia desiderare di arrivare presto alla meta, perché il viaggio è già la meta stessa.
Ecco, allora avete ragione quando dite che la meditazione è roba new age; voglio quindi spiegarvi a cosa serve questa “roba”.


3. La spiritualità e la meditazione in politica. Vi spiego la meditazione.

Iniziamo da una definizione scolastica, prima di calarci nel pratico e far capire la differenza tra persona spirituale o no.
La persona materialista basa la sua esistenza sulla materia, sulle cose e sul possesso; misura quindi la sua felicità dalla quantità di beni che ha, e il risultato più estremo di questa visione porta a varie patologie sociali:
- i suicidi per debiti;
- l’accumulo di ricchezze delle multinazionali, un accumulo fine a se stesso che non serve a nulla, perché la maggior parte della banche ha tanti soldi da comprare tutto quello che può e vuole, ma questo non basta mai, e si continua ad accumulare a prezzo dello sterminio di intere popolazioni;
- il timore della morte, perché se ovviamente la vita è solo questa, e contano solo il nostro corpo e i nostri beni, alla nostra morte perderemo tutto;
- il timore della perdita del lavoro o della carriera;
- l’attaccamento alle persone care in modo morboso, facendo dipendere la nostra felicità dalla loro presenza/assenza/morte/atteggiamenti nei nostri confronti.

La persona spirituale invece vive sapendo che la materia è solo un riflesso dello spirito, e che se il creato esiste come è, vuol dire che c’è una ragione per tutto, e questa ragione è spirituale, non materiale. Un cristiano direbbe che se questa è la volontà di Dio, una ragione c’è per forza a tutto. Ma sia esso buddhista, cristiano, musulmano, induista, o uno che segue la “fuffa new age” (come viene sempre etichettata tutta la spiritualità senza altre etichette), la persona spirituale sa che c’è una ragione per tutto. Vive come se questa ragione ci fosse. Ed è una dimostrazione vivente della sua filosofia di vita.

Nella vita quotidiana si comporta (o si dovrebbe comportare) così: non teme la morte sapendo che prima o poi essa arriverà comunque. La maggior parte delle persone spirituali poi crede alla reincarnazione, quindi sa anche (o crede) che questa vita sia un battito di ciglia nell’immensità di tutte le vite. Questo lo so bene io, avendolo provato sulla mia pelle. Con tre mesi di meditazione intensa, quando mi accorsi di essere in guai più grossi di me, feci scomparire la paura della morte che non è stato più un problema, né lo è tuttora.

La persona spirituale non teme i debiti, che considera nient’altro che una somma scritta da qualche parte sul conto di un ente come Equitalia, che non può danneggiare la sua felicità; inoltre considera il fallimento dell’azienda come un’opportunità, tanto che alcuni imprenditori greci hanno ad esempio trasformato le loro aziende in una sorta di comunità, facendo dormire i senza tetto lì, e organizzando i turni per andare a cercare da mangiare, stimolando la solidarietà e sviluppando nuovi sentimenti comunitari nella gente, prima inesistenti.
La persona spirituale/meditativa non teme di perdere lavoro o carriera, perché sa che qualcosa farà sempre e comunque il lavoro e la carriera sono due cose assolutamente ininfluenti per lui.

La persona spirituale, insomma, non è schiava del sistema; non la puoi fermare corrompendola perché non le interessano i vantaggi ingiusti; non la fermi minacciandola di morte perché è un evento che non teme e che spesso vede addirittura come positivo; e non la dirigi come vuoi, non puoi comprarne il voto, non è manipolabile.

Come si sviluppa la spiritualità?
In tanti modi, ma la meditazione è uno degli strumenti più potenti per svilupparla senza leggere libri, senza maestri, senza sapere niente di niente.
Meditare non significa quindi evadere dalla realtà, ma rafforzare la propria capacità di affrontare la realtà dandole un senso.
E serve per capire meglio se stessi e gli altri.
In meditazione si osservano anche i propri comportamenti e quelli altrui dall’alto; si analizza se stessi, si analizza l’altro, si analizza la realtà e spesso si scopre che essa è diversa da come sembra.
La meditazione è un viaggio dentro se stessi e dentro l’altro.
E quando conosci l’altro, te stesso, e il mondo, come puoi aver paura della morte, dei debiti, o di qualsiasi altra cosa? Può una cosa creata da qualcuno che è inconoscibile esser senza senso? O essere stata creata al solo scopo di farci paura?

Acquisendo una forte spiritualità, ci si può calare nella realtà e combattere. Ognuno come può e a modo suo. Già informare, come faccio io e come fate anche voi, è un modo di combattere il sistema. Personalmente in questo periodo ho organizzato ritiri spirituali in cui parlare con vari insegnanti di questi argomenti, e in cui venga spiegato a cosa servono la meditazione e le altre tecniche spirituali come i mantra. Ed è il mio modo di lottare.
La lotta si fa quindi cominciando a cambiare, grazie alla consapevolezza, il piccolo mondo attorno a noi, consapevoli di non poter cambiare il mondo di botto, ma che producendo un cambiamento, che produca un piccolo cambiamento che ne produca un altro, che si somma ai cambiamenti apportati da Elia, Giuseppe, Paolo Barnard, Leo Zagami, Marcello Pamio, Enrica Perucchietti, Corrado Malanga e tanti altri, alla fine si può cambiare il mondo, nei secoli.
Il sistema, quindi, non si combatte frontalmente, ma lo si può combattere solo partendo da noi stessi, e aiutando gli altri attorno a noi a cambiare, modificando le nostre abitudini alimentari, di consumo, di scelte di vita, e modificando il nostro interno.

La cultura ufficiale, quella che voi infatti giustamente definite monocorde e uniforme, appiattita su standard identici in ogni settore, trascura volutamente di trattare la meditazione e le varie tecniche spirituali; magari fanno servizi sulle creme per il viso o sull’ultima forma di ginnastica a ritmo di musica, ma giammai sulle principali tecniche spirituali: il rischio che con esse la gente se ne vada dal sistema senza sforzo è troppo grande.
La gente viene privata di qualsiasi visione spirituale della vita, che non sa neanche cosa sia, e quindi non si accorge che i nostri politici sono persone completamente prive di qualsiasi istanza di questo tipo.
Eppure per capire la differenza tra un capo di stato spirituale e uno che non lo è, sarebbe sufficiente domandare alla gente: vorreste come presidente il Dala Lama, Ghandi, papa Luciani, Kennedy (leader politici ma anche spirituali), o Bersani, Berlusconi, Letta?
Nella risposta a questa domanda sta la differenza tra spiritualità e materialismo in politica.

Veniamo ora al terzo punto. Il problema dei mezzi.
E’ vero, il sistema non ci dà mezzi, mentre loro hanno una potenza di fuoco impressionante. Ma in un’ottica spirituale tutto questo ha un senso ben preciso.
La loro arma principale è la materia, e quindi il denaro, ed è normale che sia così.
L’arma principale di chi lotta contro il sistema, invece, deve essere la spiritualità, e spesso il privarci dei mezzi è solo un modo per farci capire questo concetto.
Privandoci dei soldi, il sistema ci costringe a sviluppare altre risorse: cooperazione, solidarietà, amore verso l’altro e verso noi stessi.
Essendo private dei soldi, molte persone scopriranno che con le normalissime erbe del proprio giardino, conoscendole, si possono fare ottimi cibi, ad esempio (anni fa seguii un corso di cui non ricordo assolutamente nulla, ma ho mangiato per una settimana solo con le erbe del giardino che una signora ci insegnava a scegliere e cucinare; corso di cui ho dimenticato tutto, ovviamente, grazie alla comoda presenza di supermercati e negozi ad ogni angolo di strada).
Essendo privati dei soldi, alcuni potrebbero essere spinti a scoprire la dieta fruttariana o vegana, migliorando non solo il portafoglio ma anche la salute.
Come diceva un mio amico molto saggio in una frase che mi è rimasta scolpita e che traggo da una sua mail del 20/8/2011: “Forse oggi e ancor più domani sarà chiaro cosa sono in realtà i soldi e che, come saggiamente dicevano gli Indiani d’America, questi non si possono mangiare. Qualsiasi giustificazione alla loro esistenza non sono altro che lamentele di un ego malato che ci separa dalla vera evoluzione/realizzazione dell’uomo”.
Parlando così non mi tiro fuori dal problema dei soldi, che hanno tutti (per ora questo aspetto dell’esistenza mi procura un leggero filo d’ansia, specie quando mi arrivano le cartelle di Equitalia o della Cassa forense), ma mi rendo conto che deve arrivare il giorno in cui mi sarò completamente liberato dal problema, come a suo tempo mi sono liberato dal problema della morte, e dal problema della “carriera” e del “prestigio sociale”.
Che non sia la mancanza di mezzi il problema, lo dimostra a tacer d’altro una circostanza; se facessimo un sondaggio su quali leader spirituali preferisce la gente, forse la maggioranza sceglierebbe ancora il trio Berlusconi Letta Bersani. Il che dimostrerebbe anche che se ci dessero tutta la potenza di fuoco dei nostri avversari, anche se facessimo un governo con Elia presidente, e Turrisi, io e gli altri nominati dal lettore nella squadra di governo, non cambierebbe nulla. Prima deve cambiare la base, poi potranno cambiare i vertici.

In conclusione, è vero che il nostro blog non lascia speranza, ma solo se si pretende di combattere sul loro stesso terreno e con le loro stesse armi.
Ma acquistando una visione spirituale della vita, loro hanno già perso.

A questo punto vi faccio un esempio concreto proprio con me.
La battaglia tra me e loro sul piano materiale è già persa da tempo. Avevo uno studio avviato, oggi non ho più una causa legale degna di questo nome, se si eccettua la causa delle Bestie di Satana, per la quale non solo non vengo pagato, ma sono stato costretto a vendermi una moto per pagarmi le spese, e ora sono costretto a fare la stessa cosa con la seconda (e ultima) moto.
Guadagnavo abbastanza da farmi dire dal commercialista “guadagni troppo, occorre trovare un mezzo per abbassare il reddito”, e oggi guadagno abbastanza da farmi dire da mia madre “Paolo ma ti serve qualcosa? Non puoi andare in giro con quel catorcio di auto (prestatami da una mia amica, tra l’altro)”.
Le battaglie processuali più grosse sono già perse. So perfettamente che se un giorno otterrò la liberazione dei ragazzi delle Bestie di Satana non sarà per mio merito ma per altre cause, di cui io sarò stato solo lo strumento.
Non siamo mai riusciti processualmente a recuperare i 200 miliardi di lire che Solange aveva ereditato dal padre e non c’è alcuna possibilità di recuperarli in futuro. Un tempo mi dispiaceva, e pensavo “ah poter recuperare quei soldi”.
Oggi mi dico che non avere avuto quei soldi è stata una fortuna, perché conoscendo il mio carattere avrei goduto della mia parte mettendomi in panciolle e andando in giro per il mondo senza far nulla, ma avrei perso lo stimolo di fare altre cose più importanti e di capire altre cose più importanti.
E oggi so che la mia battaglia con loro è già vinta. Perché se anche io morissi domani, quello che ho fatto vivrà in tutte le persone che oggi sono più informate sul sistema grazie a me e al mio lavoro, e il mio spirito vivrà in tutti quelli che utilizzeranno i miei studi per le loro ricerche, per le indagini, o semplicemente per spiegare ai figli come va il mondo.

E se io ho fatto un buon lavoro di informazione, non è solo merito mio. Ma è grazie al lavoro di quelli che mi hanno preceduto, grazie ai personaggi che ho assunto come guide spirituali, e grazie a persone come Gabriella Carlizzi, che hanno dato la prima chiave di lettura a certi avvenimenti di cui mi occupo oggi.

Faccio un altro esempio proprio con la Carlizzi. Personaggio controverso e criticato, è un dato di fatto che ha per prima parlato della Rosa Rossa e scoperchiato la realtà di certi mondi occulti.
Se in vita potevano attaccarla, o potevano usare strumentalmente le frequenti liti tra me e lei per diminuire l’efficacia del suo lavoro (o del mio), oggi che è morta tutto questo non è possibile, e il suo lavoro è definitivamente compiuto e immesso nel meccanismo dell’universo; lei quindi vive oggi più che mai, attraverso di me e attraverso i lavori che faccio, attraverso tutte le persone che si occupano della Rosa Rossa per lavoro o interesse; il suo spirito permea giornali e tv, quando fugacemente si accenna a questa organizzazione e a certe dinamiche occulte, che lei ha il merito di essere stata la prima a individuare.
E il suo lavoro oggi non può essere intralciato dalla liti con me, o dalle strumentalizzazioni di gente che non la capiva o non voleva capirla, ma vive dentro di me senza più gli ostacoli della materia, come vive dentro tutte le migliaia di persone che studiano la Rosa Rossa.

Faccio poi l’esempio di Osho, che in vita è stato attaccato come il guru del sesso e delle 99 Rolls Royce, ma che oggi è una forza vitale potentissima attraverso i suoi 400 libri tradotti in tutte le lingue del mondo, attraverso i suoi sannyasin sparsi per il mondo che oggi sono medici, avvocati, imprenditori, madri e padri. L’editore che ha pubblicato il mio libro, e che pubblica Mauro Biglino e altri, è infatti un ex sannyasin di Osho, che vive quindi in lui e in me.
In me vivono (perché io sono il frutto di) Osho, Yogananda, mio padre e mia madre (nel bene e nel male e anche con tutte le critiche che posso aver mosso loro), i miei fratelli, la Carlizzi, Baloo il cane di Solange con gli insegnamenti che mi ha dato, e persino lo spirito delle vittime del Mostro di Firenze, Pier Luigi Vigna come Rino Gaetano, o tutti i lettori che mi hanno sempre incoraggiato a continuare e che in questo modo hanno dato un impulso a ciò che faccio e alla mia vita. Nessuna di queste persone, o di questi animali, è realmente morta o morirà, perché (sorvolando sul discorso dell’anima, che è troppo complesso) lo spirito di tutti è penetrato dentro di me.
E il mio lavoro ha dato degli impulsi alla ricerca e alla comprensione della realtà, che con la mia morte non solo non si fermerebbero ma potrebbero addirittura diventare più potenti.
E tutto questo certi poteri, con tutti i loro mezzi, non possono ucciderlo.

In conclusione, la spiritualità (attraverso i suoi strumenti come la meditazione) non serve e rinchiudersi in un monastero tibetano, ma serve a rendere più efficace la propria lotta nella società.

Tornando a noi, quindi; io e voi, Giuseppe ed Elia, in realtà facciamo già un lavoro comune e per un fine comune, soprattutto sul piano spirituale.
Se ci organizzassimo in associazioni o organizzazioni, in pochi mesi certi poteri ci infiltrerebbero e distruggerebbero o ci manipolerebbero.
In realtà tra me e voi c’è già, di fatto, una collaborazione, anche se ciò non toglie, poi, che possiamo lavorare per collaborare ulteriormente in futuro.
Ma la collaborazione più grossa, tra me e voi, in fondo c’è già da ora, come dimostra anche questo articolo che mai sarebbe nato senza di voi.
Magari non lo condividerete e lo troverete forse troppo new age, ma ciò che ho scritto si deve anche a voi e vi devo ringraziare perché mi ha permesso di precisare concetti importanti, ancorché non da tutti condivisi e compresi. In questo articolo c’è anche il vostro spirito, quindi io e voi già collaboriamo per un mondo migliore. 

Un abbraccio a entrambi. E buona meditazione su questo articolo.



56 commenti:

davide perno ha detto...

Articolo assolutamente splendido... veramente...

Anonimo ha detto...

ciao Paolo

http://www.youtube.com/watch?v=J3tt03Zi7zE

Francesco Orvieto

msfarfina ha detto...

"E oggi so che la mia battaglia con loro è già vinta. Perché se anche io morissi domani, quello che ho fatto vivrà in tutte le persone che oggi sono più informate sul sistema grazie a me e al mio lavoro, e il mio spirito vivrà in tutti quelli che utilizzeranno i miei studi per le loro ricerche, per le indagini, o semplicemente per spiegare ai figli come va il mondo."
Paolo, colgo l'occasione datami dalla lettura di questa frase per ringraziarti... ti ho iniziato a leggere a 22 anni, imbottita delle convinzioni liceali che Repubblica fosse fonte di verità e che berlusconi fosse il male. Grazie a te ho saputo, ho letto, ho scoperto di massoneria, di gladio, del noto servizio, ho letto il memoriale calcara, ho scoperto che c'è altro oltre i meri fatti, ho scoperto il vero significato di tante opere d'arte, ho scoperto il principio dell'equilibrio ed il possibile sincretismo tra la filosofia ermetica, le principali religioni e l'analisi junhiana, ho approfondito tanto anche se so che ancora ho molto da studiare, specie considerando che questi sono approfondmenti che posso condurre solo nel tempo libero.
E tutto è partito da questo blog.. quindi colgo l'occasione per ringraziarti perchè senza la lettura di questo blog la mia vita sarebbe stata diversa, intellettualmente molto più povera.
Grazie, di cuore.

Jonathan ha detto...

Bellissimo articolo....continua su questa strada che pian piano il mondo cambierá

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo anch'io che mettersi in una federazione del BENE sarebbe il primo passo verso l'implosione... Una curiosità...

Ma Leo Zagami, Gramiccioli e Ferraro che scendono in politica??? Il grande sud??? Alemanno???un comunista in forza nuova??? (i fini osservatori dovrebbero chiedersi perchè questa parte politica dai moderati all'estrema, ospita e candida protagonisti interniani del dissenso...)
Ferraro veramente pensava di riuscirsi a farsi eleggere e condizionare un partito che lo avrebbe metabolizzato e digerito???
Gramiccioli che ospita chi combatte il sistema e poi si candida con ALEMANNO, parente di RAUTI di ORDINE NUOVO e complice di ruberie infinite nella regione Lazio ??? Ma perchè, contraddice e manda alle ortiche tutto il lavoro, proprio con un parente di quel mondo si affilia???
E zagami al grande sud??? CON MICCICHè. ORA NEL GOVERNO... MA COME, GLI ILLUMINATI, SILVIO LADRO, la trilogia del sapere e poi si CANDIDA CON LORO??? La sua è la più presa per il culo di tutti, ha pure tolto amicizie facebook, dato che molti gli gridavano del buffone...
Voi cosa ne pensate???
Sono stati cooptati, plagiati, hanno ceduto al narcisismo protagonista, ci sono cascati, strumentalizzati??? Di sicuro sono bruciati, dal punto di vista della contrinformazione, ora a parte forse Ferraro che ritengo in buona fede anche se ingenuo, come torneranno a combattere dopo essere stati fotografati insieme ad ALEMANNO, a MICCICHE'...Il grande SUD quei piccoli partiti satelliti dei servizi, murati di mafiosi... e piduisti.
cosa diavolo criticheranno oggi dopo quelle scelte???

Paolo non candidarti mai...
Un parere, cosa ne pensi? E perché scendono in campo???
:-)

Alberto ha detto...

Grande Paolo! Cotando la Rpwling, che a sua volta citava Plutarco, nel discorso ai laureati di Stanford: "Ciò che cambia interiormente l'uomo, prima o poi, cambierà anche la società esteriorrmente"

Giorgio Andretta ha detto...

Il Nostro scrive: "Prima deve cambiare la base, poi potranno cambiare i vertici.", oppure, aggiungo,: "E' nato prima l'uovo o la gallina?".
Sono dell'avviso che se potessi gestire la prima rete RAI per una settimana farei diventare antropocratici anche i sassi.
Sono profondamente in dissenso sul contenuto di questo post, non ho mai letto alcuna testimonianza che sostenesse che il creato ha dato vita al Creatore, viceversa si.
Poi i personaggi additati ad esempio mi fanno scompisciare dalle risate, avvezzi solamente a pestare l'acqua con il mortaio, ma quale proposta dovrei adottare la MMT di Paolo Barnard?
O forse il catastrofismo di Marcello Pamio? Lo stesso si potrebbe affermare degli altri.
Sono ormai 8 anni che al proprietario dello stallo continuo a proporre l'antropocrazia, oltre che avergli offerto il tomo che contiene il progetto nella sua interezza, ne avete forse letto una riga scritta dallo stesso come riscontro a tal proposito?
Ad majora.

Giorgio Andretta ha detto...

Mi permetto di pubblicare un estratto di una conferenza del Dottore da cui Nicolò Giuseppe Bellia ha tratto spunto per stendere il suo progetto "Verso l'antropocrazia", augurandovi buona lettura:
PER UNA SANA VITA SOCIALE

Quante persone hanno oggi una rappresentazione completamente confusa e astratta della vita, della loro vita personale! Generalmente non lo facciamo, ma se proprio una volta ci domandassimo per esempio di che cosa viviamo, potremmo rispondere: «Be’, del nostro denaro ». Fra coloro che risponderebbero: «Del nostro denaro», vi sono moltissimi che lo hanno ereditato per esempio dai loro genitori, ed ora credono di vivere del denaro ereditato. Ma, miei cari amici, di denaro non si può vivere! Denaro non è qualcosa di cui si possa vivere. A questo punto bisogna incominciare a pensare. La domanda è intimamente legata al vero interesse che si ha da uomo a uomo. Chi crede di vivere del denaro ereditato o avuto in qualche altra maniera, salvo che si riceva denaro per lavoro, cosa oggi normalmente invalsa, chi vive in tal modo e crede che si possa vivere del denaro, non ha interesse per il suo prossimo, perché nessuno può vivere del denaro. Bisogna mangiare, ed il cibo deve essere prodotto da qualcuno. Bisogna vestirsi. Quello che si indossa deve essere prodotto da persone. Perché io possa mettermi una giacca o un pantalone, degli uomini devono lavorare a lungo per produrli. Essi lavorano per me. Di questo io vivo, non del mio denaro. Il mio denaro non ha altro valore se non di darmi il potere di usare il lavoro altrui. Nelle attuali condizioni sociali si incomincia ad avere interesse per il prossimo solo rispondendo in modo adeguato a questa domanda, quando si vede spiritualmente che tanta gente deve lavorare ore e ore affinché io possa vivere nella struttura sociale. Il problema non è che ci si senta soddisfatti nel dirsi di amare gli uomini. Non si amano gli uomini credendo di vivere del proprio denaro e senza farsi una minima idea del come uomini lavorino per noi soltanto per avere il minimo indispensabile alla vita.
Ma non si può dividere il pensiero che tanta gente lavori per avere il minimo della vita, dall’altro pensiero che si deve rendere alla società, non con denaro ma con lavoro, quello che viene prodotto per noi. Soltanto se ci si sente obbligati a restituire la quantità di lavoro che viene fatto per noi con lavoro in altra forma, soltanto allora si ha interesse per il prossimo. Il fatto che si dia il proprio denaro al prossimo significa soltanto poter tenere il prossimo sotto la propria influenza, renderlo schiavo, costringerlo a lavorare per noi. Si può rispondere per propria esperienza alla domanda: «Quante persone pensano che il denaro sia soltanto un assegno per forza di lavoro umana, che il denaro sia un mezzo di potere? Quante persone vedono in spirito che non potrebbero affatto esistere in questo mondo fisico senza dovere al lavoro di altri uomini ciò che serve alla vita?». Sentirsi obbligati alla società in cui si vive è l’inizio di quell’interesse che si deve richiedere per una forma sociale sana.
Una buona volta bisogna ben meditare queste cose, altrimenti ci si addentra in modo malsano in astrazioni spirituali, e non si sale in modo sano dalla realtà fisica alla realtà spirituale. La mancanza d’interesse alla struttura sociale caratterizza proprio gli ultimi secoli. Infatti negli ultimi secoli si è andata formando man mano l’abitudine umana che la gente in realtà sviluppa interesse, in quanto a impulsi sociali, solo per la propria riverita persona. Piú o meno per vie diverse, tutto è destinato alla propria persona. Sana vita sociale è possibile solo se l’interesse per la propria riverita persona si allarga a vero interesse sociale.

Prima parte

Segretius ha detto...

Ancora qui a distinguere tra spirituale e materiale? La divisione è puramente razionale, una codifica dell'intelletto, in realtà non esiste nè la spiritualità nè la materialità; allora potremmo dire che Franceschetti dà ricette per restare (prudentemente) su una sfera puramente intellettuale (e sappiamo che ciò non è vero) mentre gli altri, che propongono una soluzione materiale vogliono incidere nei fatti ( il che potrebbe significare non intervenire affatto sulla realta o addirittura agire contro se stessi a causa delle inevitabili strumentalizzazioni....)
Mi rendo conto, come nel caso della depressione, che spesso ci si scontra sui termini per il significato diverso che si dà agli stessi, e vengono versati fiumi di parole inutili...........

Giorgio Andretta ha detto...

Seconda parte

…Potrà sorgere la domanda: «Ebbene, come si può cambiare la situazione, se in realtà il denaro è soltanto uno strumento di potere?». La risposta è già nel principio fondamentale iniziale, di cui ho parlato qui la scorsa settimana, perché ciò che ho esposto come una specie di scienza sociale, attingendo al mondo spirituale, è altrettanto certo quanto la matematica. In queste cose non si tratta del fatto che qualcuno possa osservare la vita pratica e dire che bisogna incominciare a vedere se le cose in questo modo sono giuste. No, le cose da me esposte come scienza sociale, traendole dalla Scienza dello Spirito, sono all’incirca come il teorema di Pitagora, quando si sappia che il quadrato dell’ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati dei due cateti; non esiste alcuna esperienza che lo contraddica e bisogna applicare dappertutto questo principio. Lo stesso avviene del principio da me esposto della scienza sociale e della vita sociale. Tutto quanto l’uomo guadagna, ricevendolo per il suo lavoro nel rapporto sociale, ha cattivi effetti. Il nesso sociale è sano soltanto se l’uomo può vivere, ma ricevendo il necessario da altre fonti della società. Apparentemente questo è in contraddizione con quel che ho detto or ora, ma appunto solo apparentemente. Il fatto che il lavoro non sia remunerato lo rende apprezzabile. Infatti ciò cui si deve tendere, naturalmente non in maniera bolscevica ma ragionevole, è di separare il lavoro dal procacciamento dei mezzi di sussistenza. L’ho detto recentemente. Se non si viene remunerati per il proprio lavoro, il denaro, come mezzo di potere, perde il suo valore per il lavoro. Non vi è altro mezzo contro l’abuso che viene fatto col denaro, se non strutturando la società in modo che nessuno possa essere remunerato per il suo lavoro, che il procacciamento dei mezzi di sussistenza sia attuato in tutt’altra maniera. In tal modo non si potrà mai far sí che qualcuno venga costretto, mediante il denaro, a lavorare.
La maggior parte dei problemi che ora sorgono, si presentano appunto in modo da venir affrontati in maniera confusa. Per poterli portare a chiarezza si può ricorrere solo alla Scienza dello Spirito. In avvenire il denaro non dovrà essere un equivalente per la forza umana di lavoro, ma solo per la merce. Solo merce si potrà avere in avvenire per denaro, non forza umana di lavoro. Questo è di enorme importanza, miei cari amici. Si pensi ora un po’ che proprio dalla concezione proletaria risulta nelle forme piú varie che nella moderna società industriale la forza lavoro è una merce. Questo è infatti uno dei fondamenti del marxismo, uno dei princípi grazie al quale esso ha conseguito il maggior numero di proseliti fra i proletari. Qui si vede manifestarsi da un lato in maniera confusa ed imbrogliata un’esigenza che in ogni modo deve essere soddisfatta da tutt’altra parte. Ed è caratteristico per le esigenze socialistiche attuali che esse siano suscitate, in quanto si manifestano istintivamente, da istinti senz’altro giusti e sani; solo che sorgono da una struttura sociale caotica, e pertanto si manifestano in maniera confusa, ragion per cui portano anche alla confusione. Questo si riscontra in molti campi. Per questo motivo è tanto importante capire veramente una concezione sociale scientifico-spirituale, perché da questa soltanto può derivare la salvezza.
Ed ora si domanderà se tutto questo provocherà una trasformazione. Se per esempio un tale ha soltanto ereditato e continua a comperare per sé merce col denaro che ha o che ha ereditato, e nella merce vi è il lavoro di altra gente, si dirà che nulla si trasforma. Se però si considerassero gli effetti di quanto succede separando il procacciamento dei mezzi di sussistenza dal lavoro, allora si giudicherebbe diversamente, perché nella realtà non è che si traggano solo conclusioni astratte, ma in essa le cose hanno anche i loro effetti concreti. Se veramente avvenisse che il procacciamento dei mezzi di sussistenza fosse separato dalla prestazione di lavoro, non vi sarebbe piú eredità.


Fine seconda parte

Alberto ha detto...

Riletto il tutto con maggior attenzione, prima ero di corsa. Non posso che inchinarmi di fronte alla grandezza di Paolo.

So di non correre il rischio di inorgoglirti, sei troppo avanti, per cui lo posso dire forte: un pezzo da stampare, incorniciare e appendere al muro. Onorato di conoscerti, Paolo!

Giorgio Andretta ha detto...

Terza parte

. Ciò provocherebbe un tale mutamento della struttura sociale che si avrebbe solo denaro per l’approvvigionamento di merci. Se infatti si pensa concretamente una cosa, essa provoca precisamente effetti di ogni genere. La separazione del procacciamento dei mezzi di sussistenza dal lavoro ha inoltre un effetto particolarissimo. Quando si parla di realtà non può avvenire che magari uno dica: «Non capisco il perché». Allo stesso modo si potrebbe dire: «Non capisco perché la morfina produca il sonno». Ciò infatti non deriva semplicemente da una relazione di concetti, ma si manifesta soltanto osservando gli effetti.
Esiste oggi nell’ordinamento sociale qualcosa di innaturale al massimo grado, e cioè che, semplicemente per il fatto di possederlo, il denaro aumenta. Lo si mette in banca e se ne ricavano interessi. Questo è il fatto piú innaturale che possa esistere. In realtà è semplicemente un assurdo. Non si fa nulla; si mette in banca il denaro che si ha, che forse non ci si è nemmeno procurato col lavoro, ma che si è ereditato, e se ne ricavano interessi. È tutta un’assurdità.
Però sorgerà la necessità, quando il procacciamento dei mezzi di sussistenza sarà separato dal lavoro, che venga impiegato il denaro, quando esiste, e quando venga prodotto come equivalente di merci che esistono. Esso deve essere utilizzato, deve circolare. Si avrà allora l’effetto reale che il denaro non aumenterà, ma diminuirà. Se al giorno d’oggi uno possiede un certo capitale, in circa quattordici anni e ad un interesse normale, avrà quasi il doppio; egli non avrà fatto nulla, avrà solo aspettato. Immaginando la modifica della struttura sociale che avverrebbe con l’applicazione del principio da me esposto, il denaro non aumenterà ma diminuirà, e dopo un certo numero di anni la banconota che mi sarò procurata prima di quegli anni non avrà piú valore; sarà svalutata, cesserà di avere un valore.
Cosí nella struttura sociale diverrà naturale un certo movimento, sorgeranno condizioni a seguito delle quali il semplice denaro, in fondo null’altro che un documento, un assegno che dà un certo potere sulla forza di lavoro degli uomini, si svaluterà se non verrà messo in circolazione. Quindi non aumenterà, ma diminuirà progressivamente e dopo quattordici anni, o forse dopo un periodo un po’ piú lungo, sarà assolutamente uguale a zero. Se uno oggi è milionario, non avrà raddoppiato il suo avere, ma sarà un povero diavolo se nel frattempo non avrà guadagnato nulla.
Se presentemente si dice questo, a volte se ne riceve l’impressione come se si sentisse il prurito provocato da certi insetti, se mi è consentito il paragone. Non avrei usato il paragone, se non avessi percepito uno strano movimento in sala. Ma dato che la situazione è cosí, che la cosa fa l’impressione come se certi insetti provocassero del prurito, per questo vi è il bolscevismo. Si cerchino soltanto i giusti motivi; si vedrà che sono qui. Né si elimina dal mondo quel che si sta formando, se non si comprende veramente la verità. Non c’è scampo se la verità è spiacevole. Sarà còmpito essenziale dell’educazione dell’umanità del presente e del prossimo avvenire, far sí che non si creda piú che le verità possano muoversi secondo il parere soggettivo, secondo simpatie o antipatie. La Scienza dello Spirito può già provvedervi se viene compresa con sano raziocinio, perché la cosa si può anche osservare spiritualmente. Col vago modo di dire, che ho già udito anche da antroposofi i quali, prendendo in mano denaro, dicono: «Questo è Arimane », con questo modo di dire non si raggiunge nulla.


Fine terza parte

Giorgio Andretta ha detto...
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Giorgio Andretta ha detto...

Quarta parte

Oggi denaro significa un equivalente per merce e forza lavoro. È un buono per qualcosa che avviene. Se si passa dalla mera astrazione alla realtà, se si pensa, avendo per esempio dieci banconote e facendo un pagamento, che con tali banconote si passa da una mano ad un’altra l’equivalente del lavoro di un certo numero di persone, che nelle banconote sta il potere di costringere al lavoro un certo numero di persone, allora soltanto si è nella vita. Allora si è nella vita con tutte le sue ramificazioni ed i suoi impulsi, allora non ci si fermerà piú all’astrazione, all’astrazione distratta del pagare col denaro, ma si chiederà che cosa significhi il passaggio da una ad altra mano di dieci banconote che chiamano al lavoro un certo numero di persone provviste di pensiero, sentimento e cuore. Che cosa significa questo?
In ultima analisi si ha la risposta a questa domanda soltanto osservando spiritualmente il fenomeno. Prendiamo il caso piú estremo. Supponiamo che qualcuno abbia denaro senza darsi troppo da fare per l’umanità. Esistono casi del genere. Voglio esaminarne appunto uno cosí. Dunque qualcuno, senza darsi troppo da fare per l’umanità, ha del denaro. Col denaro egli si compera qualcosa. Ha altresí la possibilità di sistemarsi una vita molto piacevole per il fatto di avere del denaro che rappresenta un buono per lavoro umano. Bene! Non è necessario che costui sia cattivo; può essere un uomo buonissimo, perfino pieno di zelo. Spesso non si comprende la struttura sociale. Non si ha interesse per il prossimo, vale a dire per la struttura sociale. Si crede certamente di amare gli uomini se col denaro ereditato, per esempio, ci si compera qualcosa o magari lo si regala. Anche se lo si regala non si fa altro che far lavorare un certo numero di persone per chi riceve il denaro. Il denaro è solo un mezzo di potere. Per il fatto di essere un buono per forza-lavoro, esso è un mezzo di potere.
Ma miei cari amici, tutto ciò si è sviluppato cosí, si è formato cosí, ed è l’immagine riflessa di qualcos’altro. È l’immagine riflessa di quello che ho accennato nella conferenza precedente*. Ho fatto presente che il dio Jahve ha dominato il mondo per un certo tempo perché aveva cacciato gli altri Elohim, e che ora non può salvarsi dagli spiriti che cosí aveva svegliato. Egli aveva cacciato i suoi compagni, gli altri sei Elohim. A seguito di ciò è diventato dominante nella coscienza umana solo quanto l’uomo sperimenta già nello stato embrionale. Le altre sei forze che l’uomo embrionale non sperimenta sono perciò inefficaci, sono cadute sotto l’influenza di entità spirituali inferiori. Ho detto che negli anni Quaranta Jahve non poteva piú salvarsi. Allora, dato che con la saggezza di Jahve acquisita nello stato embrionale si può comprendere soltanto la provvidenza della natura esteriore, e poiché si cessò di comprendere la provvidenza, irruppe la pura scienza naturale atea. L’immagine riflessa di questo è la circolazione del denaro senza che col denaro circoli merce, il fatto che del denaro passa semplicemente da una persona all’altra senza che circoli della merce.


Fine quarta parte

Giorgio Andretta ha detto...

Quinta ed ultima parte

Infatti, per quanto ci si sforzi in un dato campo, nel fatto che il denaro produca apparentemente del denaro, vive la forza arimanica. Non si può ereditare senza che col denaro venga passata una certa quantità di forza arimanica. Non vi è altro mezzo di possedere denaro in modo salutare entro la struttura sociale, se non possedendolo in maniera cristica: vale a dire far sí di acquistarlo per mezzo di quello che si sviluppa fra nascita e morte. Pertanto il modo in cui si riceve il denaro non deve essere un’immagine riflessa di ciò che è jahvetico. È jahvetico il fatto che veniamo messi al mondo, che passiamo da un embrione alla vita esterna. Immagine riflessa ne è la circostanza che ereditiamo. Le caratteristiche che ereditiamo col sangue vengono ereditate attraverso la natura. Il denaro che ereditiamo e non guadagniamo ne sarebbe l’immagine riflessa.
Per il fatto che la coscienza cristiana non si è ancora insediata, che veramente la struttura sociale viene attuata ancora sempre con la saggezza jahvetica o col suo spettro, col pensiero statale romano, per questo motivo si sono verificate tutte le cose che hanno provocato da un lato le attuali sciagure. Ho detto che se denaro produce denaro, non si deve considerare il fenomeno astrattamente, ma bisogna considerarlo nella sua realtà. Tutte le volte che denaro produce denaro si tratta di qualcosa che avviene solo qui sul piano fisico, mentre ciò che l’uomo è come uomo è sempre in relazione col mondo spirituale. Che cosa avviene dunque se non lavoriamo noi stessi, ma avendo del denaro lo diamo ad altri perché lavorino? In tal caso un uomo deve portare sul mercato la propria quota parte celeste, e noi lo paghiamo soltanto con qualcosa di terrestre, puramente arimanico. Questa è la parte spirituale del fenomeno. Dove è in giuoco Arimane può solo prodursi rovina.
Anche questa è un’altra spiacevole verità; ma non serve a nulla dirsi: «Be’, io sono un galantuomo o una donna onesta, e non faccio quindi nessun male se, con la mia rendita, pago qualcosa». Però in tal modo si dà Arimane per qualcosa di divino. Naturalmente entro l’attuale struttura sociale si è ripetutamente costretti a farlo. Non si deve però fare il giuoco dello struzzo e nascondersi il problema; bisogna invece guardare negli occhi la verità. Quello che ci porterà l’avvenire dipende appunto dal fatto che si guardi negli occhi la verità. Molto di ciò che in modo tanto catastrofico si è abbattuto sull’umanità, si è abbattuto perché la gente ha chiuso gli occhi, anche quelli animici, dinanzi alla verità, che si è costruita concetti astratti per ciò che è giusto e non giusto, e non ha voluto comprendere il reale, il concreto…
Rudolf Steiner
*I conferenza, Dornach, 29 novembre 1918
Selezione da: Esigenze sociali dei tempi nuovi – II conferenza
Dornach 30.11.1918 Editrice Antroposofica Milano 1971, pp. 41-51


Fine

Anonimo ha detto...

Caro Paolo,

seguo il tuo blog da anni e stimo te ed il lavoro meraviglioso che hai svolto in questi anni.
Sono amico di Elia che reputo un uomo sincero, forte, sanguigno, e che ha fatto un lavoro cicplopico a scapito anche lui di carriera, danaro ecc...
Ti dico che la tua lettera mi è piaciuta TANTISSIMO, perchè anch'io credo che questo lavoro si faccia e si vinca informando un numero sempre più ampio di persone e SOPRATUTTO LAVORANDO SU NOI STESSI, LA NOSTRA CONOSCENZA, LA NOSTRA SPIRITUALITA'.

Un Grande abbraccio!
Maurizio Girardi

Anonimo ha detto...

E Paolo, tra i tanti spiriti dentro di te non dimenticherei nemmeno quello del frigorifero
(che evidentemente ogni tanto svuoti...dentro di te)

:)

Anonimo ha detto...

Paolo sei riuscito ad esprimere dei concetti molto difficili con parole semplici. Sei un bravo uomo.
Grazie a tutti e tre per aver intrapreso la dinamica, e per i vostri blog, vi voglio bene.

rayo

Anonimo ha detto...

Grazie Paolo,approvo ogni parola che hai scritto , la via è proprio questa

Anonimo ha detto...

"Sono ormai 8 anni che al proprietario dello stallo continuo a proporre l'antropocrazia, oltre che avergli offerto il tomo che contiene il progetto nella sua interezza, ne avete forse letto una riga scritta dallo stesso come riscontro a tal proposito?"

@Andretta

Visto che ti rivolgi ai lettori del sito (di solito chi osa inserirsi su tuoi commenti senza essere stato da te direttamente chiamato in causa lo critichi...quando invece tu t'infili ovunque, a volte anche offendendo), dicevo, visto che ti rivolgi ai lettori del sito, ti rispondo. Sì, in questo "stallo" (come ti autogratifica l'uso del termine alternativo e desueto, eh?) sono state diverse (e tu ne chiedi una) "le righe scritte dallo stesso [Paolo]" che citano Steiner e l'antropocrazia. Se non ricordi ti basta scorrere i post in home page.
Ma soprattutto ci sono i tuoi commenti sull'argomento. Ovvero il proprietario del blog lascia i commenti in cui ne parli...e sono tanti. Inoltre penso che se anche ne scrivesse, probabilmente a te varie cose non starebbero bene e lo criticheresti (ci è ormai noto il tuo modo di fare, almeno quello sul blog). Anche perché se una cosa ci sta molto a cuore, difficilmente il nostro modo di vederla e viverla coincide con quella di un altro, soprattutto se pensiamo questi la conosca meno. Nonostante io creda che una visione nuova su un argomento sia sempre un fatto positivo.

E' cosa davvero da poco, ma mi domando come si possa avere la pretesa per anni che, in un blog non tuo, uno parli di un argomento che sta a cuore a te, nei termini e nei modi che vuoi tu. A questo punto mi parte una banalità. Apri un blog tuo, no? Magari lo hai già fatto e non lo so. Forse proprio per questo, giustamente, pensi che tale blog abbia una buona visibilità? Allora torniamo nuovamente al discorso dei commenti, Paolo ti "lascia" la libertà di "fruttare" la visibilità del suo blog. Usala per fare ciò che vorresti facesse lui: far conoscere Steiner e l'antropocrazia, con scritti, link o documenti. O ancora meglio. Scrivi dei post ben curati e chiedigli di farteli inserire in home page.
Ma rimane, dal mio punto di vista, che non si può pretendere che siano gli altri a fare tutte le cose che vorremmo, e soprattutto fatte proprio come le vorremmo noi. Come per esempio parlare degli argomenti che riteniamo importanti, essenziali ed imprescindibili per capire; magari storcendo la bocca se ciò non accade.

Anonimo ha detto...

Ancora qui a distinguere tra spirituale e materiale? La divisione è puramente razionale, una codifica dell'intelletto, in realtà non esiste nè la spiritualità nè la materialità

concordo

Democrito ha detto...

Segretius e anonimo@
Immaginiamo un paesaggio dove esista una fonte di luce, per esempio il sole, ed un palo. Abbiamo 2 soggetti attivi, il sole e il palo, più un derivato, l’ombra del palo. Nella descrizione del paesaggio, per far comprendere all’interlocutore di cosa stiamo parlando, dobbiamo necessariamente fare delle divisioni, perciò la luce sarà cosa diversa sia del palo che dell’ombra. Dire che tutto è paesaggio non ci aiuta nello spiegare, o nel comprendere, di cosa stiamo parlando.
Secondo Aristotele (autore che non amo particolarmente, ma che è terribilmente importante per chi vuole conoscere e comprendere il mondo che lo circonda), vi sono solo 2 elementi nell’intero universo. La forma e la sostanza.
La sostanza è la materia, si tratta di un unico elemento indistinto, del caos primordiale da cui sorgono tutte le cose e di cui le cose sono composte.
La forma è l’Anima, ciò che separa e da valore diverso alle cose, altrimenti indistinte. L’ordine dal caos primordiale significa quindi separare le cose, sulla base della forma, non necessariamente solo fisica, ma anche ideologica, e creare una scala di valori. Ecco, la diversità è la base necessaria della comunicazione.
Naturalmente continuo a ripetere che non si può confondere questo tipo di processo comunicativo con la spiritualità.
Vi è un bellissimo passaggio del Tao, in cui si dice che lo Spirito è qualcosa di cui non si può parlare, ma di cui non si può nemmeno tacere, da cui l’opera in oggetto.
Se si pensa di ricavare una spiritualità dalla lettura delle sacre scritture, siamo nell’errore, non fosse altro che sono le scritture stesse che spesso, come nel Tao in forma diretta, in altre in modo velato, ci dicono che ciò non è possibile. Le scritture sono solo testimonianza che lo Spirito esiste ed è conoscibile, qui ed ora.
Come vedete, la contraddizione è implicita nel discorso, perché vivere da umani non è facile e bisogna fare i conti con la complessità del creato, per poter gioire della propria esistenza….e non cadere in depressione.

Anonimo ha detto...

La meditazione esattamente come la preghiera non hanno utilità, secondo me sono come le droghe pesanti, un danno per il cervello. E la sua spiritualità signor franceschetti si scontra con gl insulti, mai argomentati, che mi ha rivolto quando mi sono permesso di dare una ricetta vincente per cambiare il sistema italia, e quindi il sistema mondo, in poco tempo e con risultati garantiti (si ricorda quel post che il vecchio bacucco massone e quindi mafioso le ha imposto di cancellare? Cancellandolo ha dimostrato di essere un servetto dei massoni, dandomi del coglione, senza spiegare il perchè ha dimostrato di non essere ne riflessivo ne libero......quindi come fa ad essere un aiuto spirituale per chicchè sia?)

Secondo me lei come altri nella contro-informazione neanchè si accorgere di essere diventato uno strumento della massoneria: normalizzazione dei poteri occulti è l incarico affidatole.....peccato potrebbe usarlo per intero il cervello, e quindi la coscienza, ma le sue scelte finto-pacifiste le impediscono di affrontare di petto i veri nemici dell umanità e del pianeta intero, cioè i massoni.

Iv vI

Paolo Franceschetti ha detto...

e mò chi sarebbe questo bacucco massone che mi ha fatto cancellare un post così importante per il futuro dell'umanità?

Anonimo ha detto...

@Andretta

quelle 4 parti di discorso parlano di come muovere il corpo per continuare a vivere come ora pero' litigando un po' di meno.
mi sembra un pelo paleolitico...
esiste anche la possibilita' del nuovo, certo che e' ancora per pochi illuminati ma e' il traguardo successivo perche' la creazione attraverso il movimento del corpo l'abbiamo gia' sperimentata a sufficienza. adesso e' venuto il momento di muoverlo sempre di meno ed e' la strada che anche Paolo ha intrapreso.

idem

Anonimo ha detto...

@Andretta

l'antropocrazia per cosa? per essere piu' felici?
non abbiamo il controllo della felicita', non ci arriva a comando e non sta dentro nessuna regola, quindi? e' un gioco come un altro, come tirare una bomba atomica, entrambi sperimentano il lato emozionale (ovvero spirituale, anche se coi nomi ognuno capisce cio' che riesce) dell'essere.

il prossimo passo non e' nel fare ma nell'essere, il fare via via si esplica a dosi sempre minori man mano che aumenta la capacita' di essere cio' che si sente di essere ogni istante, fino all'essere illuminato. e l'essere non lo decidiamo noi, lo si puo' solo seguire.

se volessi scrivere parole di utilita' per ognuno scriverei quindi:
cerca di capire cosa sei e mantieni l'attenzione tra il tuo stato d'animo e la creazione che si dispiega la' fuori e che poi sperimenterai.
lascia perdere I trattati scritti da altri per farti muovere come vogliono loro, anche se chi l'ha scritto si chiama Bellia e comincia a fare sempre e solo quello che ti senti di fare.

idem

Anonimo ha detto...

"e mò chi sarebbe questo bacucco massone che mi ha fatto cancellare un post così importante per il futuro dell'umanità?"

Ma come Paolo non ricordi l'annosissima questione (che scosse il blog fino alle sue fondamenta,pare che ancora se ne parli) tra i titani iv vi ed Andretta?!!
iv vi, così en passant, con un paio di messaggi, aveva dato la ricetta per la risoluzione dei problemi del mondo!!

Tu prima li generi e poi ti scordi di loro?!

E' proprio vero che stai cambiando, ti stiamo perdendo vecchio mio. E quindi, come dice iv vi, non potrai più affrontare di petto (io avrei detto de panza) i veri nemici dell'umanità! manco fosse gig robot d'acciaio...vorrei ricordare

corri ragazzo laggiu' (ragazzo?! na vorta!!)
vola tra lampi di blu (quanno te furmini co du ore de 'Nam myoho renge kyo' ce credo che vedi li lampi de bblù!))
corri in aiuto di tutta la gente (cori...empre na vorta!)
dell'umanita'

se dalla terra nascera', (franceschetti se la magnerà!)
la forza che ci attacchera'
noi restiamo tutti con te,
perche' tu...
tu sei Jeeg!!!

quando il domani verra',
il tuo domani sara'
coi tuoi poteri tu salvi il futuro (senza iv vi tattacchi ar trammeeee!)
dell'umanita'

corri e va per la terra (sempre na vorta...fra poco manco na moto c'hai!)
vola e va tra le stelle
tu che puoi diventare Jeeg (massone de grado jeeg! è 'r grado 13,5)

Jeeg va,cuore e acciaio, (acciao è riferito a quello der frigo)
Jeeg va,cuore e acciaio,
cuore di un ragazzo che
senza paura sempre lottera' (ma vava'...ma se quanno ha visto a rosa 'nder quadro all'otelle se cagato sotto!!!)

se dallo spazio arrivera'
una nemica civilta' (ecco! qui te serve BBiglino o Malanga!)
noi restiamo tutti con te (cor cazzo!)
perche'tu...
tu sei Jeeg!!!

corri e va per la terra (nel senso de devi d'anna' a zappà!)
vola e va tra le stelle
tu che puoi diventare Jeeg
Jeeg va,cuore e acciaio,
Jeeg va,cuore e acciaio,
cuore di un ragazzo che
senza paura sempre lottera'

tu sei Jeeg!!!

Jeeg va!
Jeeg va!
Jeeg va! (va va...va a cagà!!)

:) (faccetta)

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo, seguo il tuo blog, quello di Elia e molti altri. Mi spiacerebbe molto ci fosse questa joint-venture a pagamento in quanto sono da alcuni anni disoccupato e non potrei accedervi. Siamo già esonerati da tutto...anche dall'informazione?
dario.

Paolo Franceschetti ha detto...

La joint venture a mio parere dovrebbe essere a pagamento si, ma con articoli pubblicati e leggibili altrove.
In altre parole? sei pigro e vuoi velocizzare la ricerca? Te la proponiamo noi.
Altrimenti puoi fare tutto da solo.

Un po' come il mio libro che raccoglie gli articoli di tutto il blog. Non tutti possono permettersi anche i 18 euro che costa, ma trattandosi di soli artcoli del blog, senza nulla in più nessuno viene privato di niente.

Anonimo ha detto...

Da una parte, si nasconde il materialismo sotto la parvenza di spiritualità.

Dall'altra c'è tanto populismo demo-fascista, basato su slogan inventati dagli stessi massoni che essi cercano di combattere.

Come possono credere al colettivo e poi costruirne uno, questi signori che dimostrano un individualismo che nasconde nient'altro che l'umana paura di diventare alieni a questo mondo?

Le masse non vanno semplicemente informate e de-programmate. Vanno sopratutto guidate.

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo.Forse non aggiungo nulla di nuovo ma mi permetto,visto che non te li ho mai sentiti menzionare,di suggerirti la lettura di due grandi guide spirituali del secolo scorso.Se ne parla poco,come spesso accade coi personaggi che davvero possono scuotere lo spirito nel profondo.Mi riferisco a Jiddu Krishnamurti ed a Sayagyi U Ba Khin.Del primo si trovano sul mercato libri a volontà mentre del secondo conosco solamente "Il tempo della meditazione Vipassana è arrivato".Mi auguro che queste letture donino a te un ulteriore stimolo di crescita spirituale.

lorenzo

Pulcinella ha detto...

Ma NON TI FIRMI dove
cavolo sei finito ?
Le tue decodifiche
alchemiche erano
l'unica cosa interessante di questo blog.
Se sei ancora inquesta valle di lacrime ,batti un colpo!

Giorgio Andretta ha detto...

Non so cosa abbia letto, non so di cosa stia parlando e soprattutto non ho tempo da destinare all'inseguimento delle sue fantasie, egr.idem, mi spiace che la natura sia stata così avara con lei.
Il corpo, mahh.

Anonimo ha detto...

Buongiorno Paolo,
la lettera aperta ad Elia è bellissima.

Ti ringrazio per quel che hai scritto e per il lavoro che fai.

Ecco il link a un libro che sto leggendo; il capitolo di ieri sera è molto attinente al tuo post:
https://www.box.com/s/6b5esrddtbbaizv2qkct

Buona giornata,
Virginio

Anna ha detto...

Forse Menta e Turrisi non sono consapevoli che fare della contro informazione e agire secondo coscienza è già essere spirituali, anche se naturalmente il percorso è lungo e dipende da dove ognuno di noi intende arrivare.
Mi spiace che considerino la meditazione roba new age e che non ne comprendano la fondamentale importanza, ma anche questo credo sia dovuto al loro non aver compreso che prima di preoccuparsi della società di cui facciamo parte dobbiamo occuparci di noi, e capire davvero chi siamo e cosa intendiamo fare su questo pianeta. Evidentemente loro si identificano con le loro idee, il loro ruolo nella società e il loro corpo.
Ma poi cos'è dare la speranza? Fare del volontariato in Africa? Andare in Parlamento come i grillini? A volte fanno più danno quelli in apparenza animati da buone intenzioni verso il prossimo che quelli che sembrano egoisti e pensano a se stessi. Perchè se uno fa del bene senza sapere cosa significhi profondamente e senza capire che senza male non esiste bene, non vedo come possa aiutare il suo prossimo, o se stesso.

Mi fa invece molto piacere vedere dove sei arrivato, Paolo. Noto una serenità che prima non avevi, e hai compreso che si vince sempre quando non ci si identifica con soldi e carriera, ma si considera tutto come qualcosa di effimero e poco importante ai fini della Vita.
Soprattutto, si vince quando si è capito che non si muore mai, e che un corpo fisico non è di sicuro la fine dell'esperienza di un'anima incarnata.
L'esistenza è una meraviglia, chi se ne frega se in questa vita duriamo poco o molto, non è quello ciò che conta, perchè non siamo del tempo nè al suo interno.
Chi non ha paura di morire muore una volta sola, diceva una canzone.
Anzi, non si muore proprio mai.

Mary ha detto...

Ma come Paolo, c'hai pure lo spirito di vigna e spezi che vivono dentro di te????!!! 0_0

Comunque bella letterA!!!!!!!!!!!

Giuseppe ha detto...

Questo articolo mi ha impressionato, più o meno esprime pensieri che già avevo compreso, visto che ti seguo da tempo Paolo. Ultimamente però avevo dei dubbi sul come affrontare il sistema e se la via del cammino interiore fosse davvero la strada giusta...poi leggo questo articolo in cui sembra che parli a me!! Non solo per ciò di cui tratta ma perchè mi chiamo Giuseppe, Giuseppe D'Elia!! haha! incredibile!!
(Craven Road)

Amalia ha detto...

grande Paolo!!

Anonimo ha detto...

"Ma acquistando una visione spirituale della vita, loro hanno già perso."


Questa semplice frase è la chiave di tutto. Grazie Paolo.

cinzia viola ha detto...

ciao Paolo, non ho mai scritto, ma sto cercando di leggere tutti gli articoli sul tuo blog. Vorrei farti i complimenti, specialmente per questo ultimo e per il cambio di colore. Mi piace tutto di te, azzurro compreso.
Cinzia

Billy The Kid ha detto...

Segnalo intervista al CAPITAN SCHETTINO per il Tg1 con sua gestualità inequivocabilmente massonica!!!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a155c854-dc64-42ff-96e2-799243e35913-tg1.html

Ecco che anche il caso della Concordia svela la sua matrice massonica...

g

Anonimo ha detto...

Ti seguo sempre e ti ringrazio per il lavoro che fai. Tieni duro e continua così, stai facendo tantissimo per noi. Te ne siamo tutti grati.

Ivan ha detto...

Caro Paolo, io ti volevo dare un consiglio... vista la situazione attuale, e visto che dal Blog, economicamente ci ricavi ben poco, perchè non decidi di implementarlo con qualche banner pubblicitario?
Non diventerai ricco, non sarà il tuo stipendio, ma penso che con la mole di visite che hai, una pizza e una birra per il fine settimana riuscirai a mangiartela gratis, alla faccia di chi ti vuole male ;.-) ..pensaci, Google Adsense potrebbe essere una soluzione.

Paolo Franceschetti ha detto...

ciao Ivan. Una pizza e una birra non risolverebbero i miei problemi in compenso l'idea di guadagnare dalla pubblicità mi fa schifo. Anche perchè essendo le pubblicità scelte a tema, rischiamo di trovarci pubblicità di cose sgradevoli e che non approviamo, olre a rendere più difficile la lettura del blog

Anonimo ha detto...

Grazie Paolo.Sono felice e onorata di averti trovato. Il tuo cammino prosegue verso l'Alto Centro e irradia...Questa una chicca da BASHAR, se già non lo conosci! ;) Brillate Lampadine!!!
http://www.youtube.com/watch?v=I4VyG_cuUOs
PS: @Jonathan Ciao, perdonami se mi intrometto in un messaggio non rivolto a me. Ma sento la spinta a farti sapere che il mondo è già cambiato. In verità cambia in continuazione, e noi con esso. “Le circostanze non contano, solo lo stato interiore conta”= in inglese il verbo conta (metter) rende meglio il concetto che così sì può trasformare: “Le circostanze non creano materia, solo lo stato interiore crea materia”. Troviamo l’ occhio per vedere, accendiamo il Verde diamante del cuore..e godiamoci questa magica avventura, rimanendo in ascolto tutto il mistero ci parlerà! Grazie ^.^ - Ileana

Ivan ha detto...

Caro Paolo, puoi sempre provare a vendere i tuoi spazi pubblicitari a chi possa essere interessato...in quel caso sceglieresti tu chi e cosa pubblicizzare. Non hai idea di quanta gente cerca blog e siti per esporre i propri banner. e il tuo blog, con tutte le visite che riceve, farebbe gola a molti (maggiori introiti). Un pò come chi fa mettere i cartelli pubblicitari sul proprio terreno agricolo.
La pubblicità fa schifo e sono d'accordo, ma tu lo faresti semplicemnte per migliorare il servizio offerto e io da lettore fisso quale sono, non condannerei il gesto.
Poi per i banner puoi scegliere tu il formato da mettere, piccoli, medi grandi, orizzontali, verticali, rettangolini, quadrati ecc ecc. Mica devi riempire il sito, ne bastano un paio.
Te lo dico in maniera disinteressata, io non ho nessuna intenzione di pubblcizzare nulla e tantomeno di trarre profitto, era solo che leggendo quest'articolo, dove apprendo che sei arrivato a vendere le moto per diciamo, sopravvivere, mi era venuta quest'idea.
La pizza e la birra era solo una battuta, pensa invece se a riesci a comprarti un pc o un monitor nuovo, di sicuro possono aiutarti nella tua attività, senza dover spendere nulla, te lo offriamo noi lettori del Blog e penso sia il minimo che possiamo fare per ringraziarti ;-)A differenza delle donazioni in cui sono io (sfigato come te) a dover togliere dei miei soldi per darli a te, con la pubblicità io ti posso "pagare" direttamente grazie alla multinazionale che viene a pagare a te. Non mi sembra poi tanto malvagio.
Ti assicuro che un Banner non rallenta il caricamento del sito, questo accadeva quando la connessione era lenta, ma ora tutti usano l'adsl ad alta velocità.
Siccome in questo articolo, si parlava anche di idee, io te ne ho voluta proporre una, anche se ho già capito dal tuo intervento, che sei poco propenso verso questo mio consiglio ;-)

IleHado ha detto...

@Andretta
Wow! Bellissimo modo di esprimere una profonda verità! Sig. Andretta, la leggo spesso anche se non sempre fino alla fine (ma per mancanza di tempo e non di interesse)...e questa volta mi ha emozionato davvero. La sua intuizione su il “Creato ha dato Vita al Creatore” non poteva essere meglio espressa!
Così come l’uovo sarà gallina e la gallina è stata uovo… perché voler dividere la stessa “cosa” per sottolineare la trasformazione indotta dal tempo? Ma se più la aggrada, la risposta alla domanda se è nato prima l’uovo o la gallina potrebbe essere un semplice koan: è nata prima l’idea.
In quanto il Creato è il Creatore in – forme, in Noi.
Di quali testimonianze ha bisogno se non quelle che nascono spontanee dalla sua percezione? Abbia fiducia in sè stesso, al di là di ciò che rappresenta all’interno di questa società...La ringrazio di cuore per gli stimoli che propone, per i riflessi che evidenzia con le sue provocazioni, per il ruolo che ha scelto di interpretare.
Ti vedo, ti rispetto e ti onoro (mi scusi per la licenza del “TU”, è stato più forte di me...). :)

Paolo Franceschetti ha detto...

No Ivan non sono arivato a vendere la moto per sopravvivere. L ho venduta per pagare le ingenti spese sostenute per la causa delle bestie di satana nonchè per i frequenti viaggi e spostamenti per convegni ecc. Per sopravvivere a me basta pochissimo, dato che pago 350 euro al mese di affitto, e non ho lussi o vizi. I soldi della moto (9000 euro) mi bastavano per campare un anno. Ma le spese dei viaggi, le fotocopie di migliaia di documenti, un perito, la cassa forense che pago solo per rimanere iscritto all'albo e per poter entrare in carcere dai miei assistiti, quello è un salasso assurdo. A cui aggiungo le spese dei viaggi per conferenze e altro. e ho raggiunto il limite. Ma la sopravvivenza non mi manca.

Paolo Franceschetti ha detto...

quanto ai banner se, come dici tu, ci ricevo solo i soldi della pizza, capisci bene che non è quello che mi interessa. qualche decina di euro non mi risolve il problema delle decine di migliaia di euro che ho speso di tasca mia fino ad oggi e che mi servono per proseguire nel lavoro

Ivan ha detto...

Si Paolo, ti capisco perfettamente. A dir la verità, non saprei neanche di preciso quanto può valere un banner sul tuo Blog...magari trovi anche chi ti paga molto bene per esporre un suo banner.
E' un discorso che andrebbe approfondito, io di preciso non sò quanti visitatoi unici fa il tuo sito quotidianamente. Per il resto non volevo darti del poveraccio, ci mancherebbe, ma dover arrivare a privarsi delle moto per pagare determinate cose, non mi sembra una cosa giusta e per questo cercavo di proporti qualche idea, che non ti farà diventare ricco oppure non ti porterà uno stipendio..ma come dici tu, si inzia sempre dalle piccole cose. Io, in tutta sincerità, non ci vedrei nulla di male nel esporre qualcosa nel sito (se appunto, effettivamente conviene), non si tratterebbe di lucrare, ma di finanziare un'attività che porta benefici a tutti noi lettori. Ti saluto Paolo, con tutta la mia ammirazione!

Giorgio Andretta ha detto...

La ringrazio per la stima riservatami, egr.IleHado, è sufficiente emanciparsi dall'anima di gruppo o collettiva ed iniziare a sviluppare il dono che ci ha portato il Cristo: l'IO.
Un po' mi ha anche divertito il suo commento quando dichiara di non leggere spesso fino in fondo i miei apporti che quasi sempre sono stringati, motivo di critica e disappunto da molti internauti.
Con riconoscenza.

Anonimo ha detto...

"Sarebbe interessante capire se è nato prima l'uovo o la gallina".

Un saggio ha detto che: "la scienza ha dato una risposta, ma la gallina ha fatto ricorso". :)

BEPPE-BOLOGNA ha detto...

Il punto Paolone e che la spiritualità che intrinseca in noi, ha molta gente non gliene può fregare di meno,un po come dire ad una persona che non mangia da giorni, vai ha cagare, e lui di risponde,x andare ha cagare devo mangiare.Pero ce una cosa che tutti dobbiamo avere ha che fare x stare in sta terra e respirare,e qui il denaro e praticamente il respiro della gente.
Nell Antropocrazia ce la soluzione ha questo quesito,sono 3 basi di una semplicità mostruosa, ed ha il vantaggio di essere una soluzione matematica come dire la matematica non e un opinione, 1+1=2 BOH fatto, falla facile.

I vari personaggi che divulgano informazioni di contro-informazione dovrebbero ha mio avviso e modesto parere correlare le loro info con antropocrazia xche tutte le beghe che abbiamo nel nostro vivere sono sempre legate a quel meccanismo usurocratico.X fare avere una connessione conscia ed inconscia,ha problemi e soluzione.

In queste parole di Rudolf Steiner,ce l essenza dei principi dell antropocrazia. In avvenire il denaro non dovrà essere un equivalente per la forza umana di lavoro, ma solo per la merce. Solo merce si potrà avere in avvenire per denaro, non forza umana di lavoro.

GIAN, ho scritto ha Bellia x avere un parere, se antropocrazia si può usare anche in micro cioè in citta esempio come Bologna ho più piccole,visto che Auriti nella sua esperienza ha Guardiagrele ha ottenuto dei risultati esaltati non essendo basato sull antropocrazia.Vorrei una tua risposta in quanto in materia sei ben informato dal punto che Bellia non mia ancora risposto, sono passati oltre 15 giorni.Grazie x la tua eventuale,replica.

Pensierino x la sera:
il cambiamento avviene nelle strade e nelle lotte non dentro una cabina elettorale,VOTO X NESSUNO,REDDITTO X TUTTI.



GRAZIE & CIAO.

Giorgio Andretta ha detto...

Non è possibile applicarla all'interno di piccole enclave come può essere una città, egr.BB, perché bisogna essere proprietari della moneta e quindi di batterla.
A disposizione.

Anonimo ha detto...

@Giorgio Andretta.

Condivido il pensiero di Steiner (in parte simile a quello di Marx) e considero cosa buona che lei lo divulghi.
Ma è mia opinione che per risolvere i problemi si debba andare a monte, alle origini di essi.

Per sradicare le errate credenze che questo sistema (religioso, culturale, economico etc.)ha ormai inculcato "troppo" profondamente nella mente degli uomini, si deve capire innanzitutto cos' è e da dove sorge il concetto di proprietà privata.
Se non si comprende e ci si libera da questo concetto malato tutto sarà inutile.


Ciro

Giorgio Andretta ha detto...

Mi permetta di consigliarle di rileggere il pensiero di Steiner circa il pensatore Marx, egr. Ciro, e concluderà che niente accomuna i due.
Ho già sostenuto che se potessi gestire la rete televisiva RAI1 per una settimana sradicherei tutte le convinzioni da lei allineate e conseguentemente la patologia del concetto di proprietà privata, l'inculcaggine è un falso problema, la gente non sa neppure cosa significhi, le bandiere garriscono a seconda di dove soffia il vento e nel nostro caso la direzione è quella antropocratica.