
Il film di Emanuele Cerman sulle Bestie di Satana è stato una sorpresa inaspettata. In questi anni nessuno, né in TV né sui giornali né addirittura nelle pubblicazioni specializzate, aveva dato una versione diversa rispetto a quella ufficiale di una setta satanica, capeggiata da Nicola Sapone e Paolo Leoni, che ha ucciso 4 ragazzi innocenti, ed è sospettata di decine di omicidi nel Varesotto; temevo quindi che anche questo film ripetesse i soliti luoghi comuni triti e ritriti sulle Bestie di Satana. Temevo soprattutto che il film presentasse persone a cui mi sono affezionato, come Paolo Leoni, dipengendole come serial killer sanguinari.
La mia ottica è ovviamente molto particolare. Dopo mesi che mi occupo di questa vicenda mi sono convinto che i ragazzi siano stati incastrati e siano innocenti, e che i veri assassini siano da cercare altrove e siano persone insospettabili; tutta l’operazione è un complotto cui hanno partecipato i procuratori, alcuni avvocati, e molti giornalisti. Ovviamente procuratori, avvocati e giornalisti non sono i veri manovratori di tutta l’operazione; questi sono solo pedine di manovratori molto più in alto di loro.
Essendo questa mia visione molto particolare, tutto mi sarei aspettato tranne di ritrovare queste mie convinzioni trasposte in un film.
Andiamo con ordine.