giovedì 24 febbraio 2011

I delitti del Mostro di Firenze. Chi era il terzo livello?




Fin dai primi tempi che ho iniziato ad occuparmi della vicenda del Mostro di Firenze mi capitava spesso che qualcuno mi indicasse il giudice Vigna, ovverosia il procuratore di Firenze che allora coordinava le indagini, come uno degli assassini che uccidevano le coppiette.
Lì per lì la cosa mi parve abbastanza fantasiosa e pensai a leggende metropolitane.
Una volta, chiedendo espressamente alla Carlizzi se fosse coinvolto il giudice Vigna mi rispose in un modo enigmatico, ma mi fece capire che la risposta era sì. Non rispose né con un sì né con un no, ma con una mail in cui mi spiegava che la faccenda era molto più complessa di quanto pensassi.

venerdì 18 febbraio 2011

Lettera di un ragazzo di 18 anni saccente disattento e un po' pazzo.


Pubblico una lettera di un ragazzo di 18 anni che mi è arrivata qualche settimana fa.
Lo faccio perché normalmente pubblichiamo - e di questo veniamo spesso accusati - articoli scoraggianti, deprimenti, senza speranza.
In realtà, anche se ritengo che il NWO sia ormai inarrestabile e il mondo peggiorerà molto e in modo sempre più rapido nei prossimi mesi, la situazione non è senza speranza.
La speranza ovviamente non è nella politica, troppo corrotta oramai perché ci sia un minimo barlume di ripresa, ma nell'umanità.
Sono tanti i giovani che a 18 anni hanno una consapevolezza che io ho avuto solo dopo i 35 anni. Mi trovo talvolta ad ascoltare quindicenni che parlano di massoneria, di NWO, di spiritualità.

E quando parlo con alcuni ragazzi mi sembra che in fondo, in un futuro non troppo vicino, ci sia speranza.
Questa è la lettera di uno di loro.


Ps.
Pubblico la foto che ho fatto proprio oggi a Vicchio del Mugello, sul luogo dove vennero uccisi Pia Rontini e Claudio Stefanacci, perché la trovo particolarmente simbolica. Per caso è venuto un fascio di luce, che ha illuminato l'oscurità in cui erano immerse le croci e ne è venuta fuori una bellissima foto simbolo di tre cose.
Simbolo della luce che piano piano si sta facendo sui delitti del Mostro di Firenze.
Simbolo della consapevolezza che hanno sempre più persone, rispetto a verità che un tempo erano sconosciute alle masse.
Simbolo del mio incontro con Fabrizio, perché la mia auto era finita con una ruota in un burrone, e se non era per Fabrizio (che, per un caso del destino, abita proprio da quelle parti) rimanevo bloccato con l'auto nel burrone. La sua lettera si conclude con un "non avere paura delle persone che vogliono spaventarti"; e oggi pur avendo l'auto sul ciglio del burrone, e per giunta in un luogo non proprio rassicurante per me, non ho avuto paura perchè sapevo che c'era lui.
Nel buddismo che pratico io, Fabrizio sarebbe considerato uno Shoten Zengin.


Ciao,
mi presento, il mio nome è Fabrizio, ho 18 anni.

lunedì 14 febbraio 2011

Di cosa ci dobbiamo vergognare

Solange Manfredi
Oltre un milione di donne ieri sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità.
Che tristezza!
Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa.

Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.


venerdì 11 febbraio 2011

Il caso Ruby. Colpo di stato prossimo venturo?



Qualche tempo fa, scrissi un articolo a proposito della bocciatura del Lodo Alfano da parte della consulta, dicendo che si trattava di un falso problema per varie ragioni.
Concludevo l’articolo dicendo che la bocciatura sul Lodo Alfano, in realtà, era il segnale che l’era di Berlusconi stava per finire e che il premier sarebbe dovuto cadere per via giudiziaria.
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/10/il-falso-problema-del-lodo-alfano.html
In effetti le vicende giudiziarie di questi ultimi tempi, da Spatuzza a Ruby Rubacuori, pare mi abbiano dato ragione.
Come abbiamo accennato in altri articoli, quindi, lo scherzetto di Ruby Rubacuori è stato confezionato, con tanto di firma, da quegli stessi poteri che hanno fatto salire al potere Berlusconi.
Tuttavia qualcosa non quadra, nella bagarre di questi giorni e le cose non sono così semplici. Il caso Ruby non è un semplice messaggio a Berlusconi. Il clamore è troppo; l’idiozia mediatica e il tanfo sono insopportabili; e i messaggi in codice possono anche darsi con altri modi e soprattutto con altro rilievo mediatico, non con queste modalità demenziali.