mercoledì 2 novembre 2011

Alcune informazioni sulla guerra in libia che i media si sono dimenticati di dire

E’ normale, è già successo con Slobo Milosevic e con Saddam Hussein. Quando un capo di stato (e volutamente non uso il termine dittatore) è amato dai suoi cittadini perchè antepone il loro benessere alle esigenze dei padroni dell’occidente finanziario, guerrafondaio e imperialista, diventa un nemico pubblico. Nel caso di Gheddafi non ci si è limitati alla sola demonizzazione: si è costruito un teatro di menzogne immenso che ha intasato tutti i media internazionali. Mai come in questo caso la guerra mediatica fatta di menzogne grossolane ha agito soprattutto frenando l’appoggio popolare in occidente verso questo capo di stato. Tutti si son bevuti la cazzata del “dittatore” sanguinario quando la Jamariah è stata proprio forse l’unico esempio attuale di democrazia dal basso. E nessuno ha fermato la guerra occidentale che ha devastato con i droni, il fosforo bianco, i gas e l’uranio impoverito un paese innocente e massacrato senza pietà alcuna un intero popolo.

Leggiamo da “Lo Sai” di Firenze (ma sono notizie verificabili ovunque, a volersi impegnare in una ricerca propria):

- Elettricità domestica gratuita per tutti

- Acqua domestica gratuita per tutti

- Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro

- Le banche libiche accordano prestiti senza interessi

- I cittadini non hanno tasse da pagaren e l’IVA non esiste.

- Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro

- La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere

- Il prezzo delle vetture (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault…) è al prezzo di costo

- Per ogni studente che vuole andare a studiare all’estero, il governo attribuisce una borsa di 1 627,11 Euro al mese.

- Tutti gli studenti diplomati ricevono lo stipendio medio della professione scelta se non riescono a trovare lavoro

- Quando una coppia si sposa, lo Stato paga il primo appartamento o casa (150 metri quadrati)

- Ogni famiglia libica, previa presentazione del libretto di famiglia, riceve un aiuto di 300 euro al mese

- Esistono dei posti chiamati « Jamaiya », dove si vendono a metà prezzo i prodotti alimentari per tutte le famiglie numerose, previa presentazione del libretto di famiglia

- Tutti i pensionati ricevono un aiuto di 200 euro al mese, oltre la pensione.

- Per tutti gli impiegati pubblici in caso di mobilità necessaria attraverso la Libia, lo Stato fornisce una vettura e una casa a titolo gratuito. Dopo qualche tempo questi beni diventano di proprietà dell’impiegato.

- Nel servizio pubblico, anche se la persona si assenta uno o due giorni, non vi è alcuna riduzione di stipendio e non è richiesto alcun certificato medico

- Tutti i cittadini della libia che non hanno una casa, possono iscriversi a una particolare organizzazione statale che gli attribirà una casa senza alcuna spesa e senza credito. Il diritto alla casa è fondamentale in Libia. E una casa deve essere di chi la occupa.

- Tutti i cittadini libici che vogliono fare dei lavori nella propria casa possono iscriversi a una particolare organizzazione, e questi lavori saranno effettutati gratuitamente da aziende scelte dallo Stato.

- L’eguaglianza tra uomo e donna è un punto cardine per la Libia, le donne hanno accesso a importanti funzioni e posizioni di responsabilità.

- Ogni cittadino o cittadina della Libia si puo’ investire nella vita politica e nella gestione degli affari pubblici, a livello locale, regionale e nazionale, in un sistema di DEMOCRAZIA DIRETTA (iniziando dal Congresso popolare di base, permanente, fino ad arrivare al Congresso generale del popolo, il grande Congresso nazionale che si riunisce una volta all’anno) .


n Libia c’era il reddito di cittadinanza, non c’era alcun “debito pubblico” da far pagare alla povera gente. C’era la possibilità per le giovani coppie di sposarsi, di avere una casa, di fare l’amore e procreare senza problemi economici. Gheddafi aveva previsto la soddisfazione del popolo come un elemento di peso, rilevante per la politica. Il suo ruolo era tutt’altro che dittatoriale: era il garante della Jamariah, un “presidente della Repubblica” che solo si teneva il privilegio di far fare ai suoi figli i manager del campionato di calcio libico. Ma il potere ce l’avevano funzionari eletti dai comitati di popolo che li controllavano. La corruzione era bassissima e Gheddafi proponeva continuamente leggi per aggirare anche questa poca. Il livello di vita dei libici stava ampiamente superando quello dei paesi occidentali, specialmente degli USA e dei paesi mediterranei d’Europa. Queste statistiche lasciano senza fiato e provengono da una fonte (international human developement) al di sopra di ogni favoritismo per la Libia di Gheddafi.

Sarebbero stati pazzi i libici a rivoltarsi stando cosi le cose. E un uomo che ha dato tutto questo al suo popolo non poteva da un giorno all’altro mettersi a sparargli addosso come han detto i menzogneri mass media d’occidente.
Gheddafi è stato ucciso premeditatamente, come premeditata e preparata da addestratori occidentali è stata questo schifo di guerra.

Perchè, come ci spiega questo bellissimo commentatore afroamericano di cui non conosco il nome, stava lavorando agli “Stati Uniti d’Africa”. Aveva messo 300 milioni di dollari nella costruzione del satellite che ha permesso all’Africa intera ogni tipo di telecomunicazione. Gli altri 200 milioni provenivano dalla colletta degli altri paesi africani. Facendo cio’, Gheddafi ha sottratto a TIM, Vodafone e le altre multinazionali della comunicazione un’ingente fonte di profitto (5 milioni di dollari l’anno).

Obama ha rapinato Gheddafi e i Libici dei soldi depositati nelle banche europee che sarebbero servite a creare strutture politiche, banche d’investimento, leggi e moneta propri degli africani. Progetti a cui gli occidentali non sarebbero potuti accedere e che Gheddafi aveva già cominciato quando nel 2007 fece quest’intervistaa Giovanni Minoli.

Gheddafi (come molti altri leader africani assassinati dai servizi segreti e dagli eserciti occidentali, da Sankara a Lumumba) voleva liberare l’Africa dalla sua trappola: la trappola della dipendenza, della subordinazione e della schiavitu’ personale che costringe ad immigrare in paesi stranieri e a subire il razzismo e l’umiliazione per il fatto di “essere neri”.

Gheddafi in Libia aveva eliminato il razzismo. Nessuno si sentiva diverso o strano per il fatto di avere una carnagione scura.




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