mercoledì 22 settembre 2010

LA FUNZIONE DELLA SCUOLA




Di Solange Manfredi





Con l’inizio dell’anno scolastico l’istruzione in Italia è stata argomento di numerosi articoli.
Si è parlato del problema dei precari, della riforma, ma poco della reale funzione della scuola.

Iniziamo subito con il dire che si deve uscire dall’illusione che la scuola operi per il bene e la crescita della persona. Niente di più falso. L’istruzione ha sempre mirato a seguire gli interessi della classe dominante imponendo un sistema educativo che rendesse agevole mantenere l’ordine sociale. Che cosa significhi questo è sotto gli occhi di tutti. La scuola, come l’Università, svolge tre compiti fondamentali:



1. Insegna lo stretto necessario perché la popolazione possa essere produttiva nei termini e nei modi voluti dal potere;

2. Impone sistemi d’istruzione che sono volti a uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica, ecc..), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico, autonomo;

3. instilla nei giovani quei preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze.

La funzione della scuola italiana è, dunque, quella di atrofizzare le menti, non certo quella di istruire e formare, e sono i dati a confermarlo. Il 25% degli italiani che finiscono la terza media non sa leggere e scrivere. Il 66% della popolazione italiana ha una formazione insufficiente per partecipare allo sviluppo della società, ovvero 36 milioni d’italiani che sono da considerarsi analfabeti totali, semi-analfabeti o analfabeti di ritorno.

Non diverso è il discorso per quanto concerne l’Università. Anche questa è costruita in modo tale da formare una classe dirigente assolutamente incapace di sviluppare un pensiero critico e mettere in discussione l'ordine sociopolitico.

Dopo che la scuola, per anni, ha operato come sopra descritto per la classe dominante è facile influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento della popolazione perché la nostra mente atrofizzata è attratta da tutto ciò che non richiede lo sforzo di pensare e il “non-pensiero” ci impone di aggrapparci a regole di condotta già prescritte.

Ecco quindi che, per proteggerci dalla realtà, dallo stimolo a pensare che proviene da ogni evento della nostra vita, quotidianamente ci vengono servite frasi generiche, semplici, banali, slogan che fanno presa su quei pregiudizi e stereotipi che ci hanno inculcato sin dall’infanzia. Codici standardizzati di espressione che ripetiamo meccanicamente i giorni seguenti nelle nostre conversazioni, frasi generiche che diventano verità assolute, che non hanno bisogno di alcuna argomentazione, di nessun approfondimento.

E così andiamo avanti, in questa totale assenza di pensiero, per schemi precostituiti che non siamo in grado di aggirare perché, su questi, abbiamo fondato il nostro mondo, la nostra persona, e su cui abbiamo bisogno di conformare tutte le nostre esperienze.

Questo crea in noi un meccanismo mentale perverso che ci impone di inserire immediatamente in quegli schemi qualsiasi cosa nuova (che sia un’informazione, uno scritto, una persona). E non ha alcuna importanza se dobbiamo modificare e stravolgere la realtà per inserire il “nuovo” in uno schema, l’importante è riuscire a inserirlo, perché questo ci permette di non fare lo sforzo di pensare, di non veder crollare il nostro mondo. Attuiamo questo meccanismo mentale quotidianamente, senza neanche accorgercene.

Facciamo un esempio. Sono fascista o comunista? Cattolica o atea? Nazionalista o europeista? Per alcuni lettori pare che la cosa più importante, per leggere e capire i miei articoli, sia riuscire a “inquadrarmi”. Qualche settimana fa ho ricevuto l’ennesima mail, dell’ennesimo anonimo che mi chiedeva per l’ennesima volta se, poiché i miei articoli erano comparsi su effedieffe, da lui definito, sito "cult" dell'ultradestra-cattolica-antagonistafilogovernativa EFFEDIEFFE”, vi fosse da parte mia una “cameratesca comunanza di "ideali" con i sopracitati”.

Normalmente non rispondo a tali mail, per il semplice motivo che, per esperienza, so che l’interlocutore (uno dei molti “eroi da tastiera” che anche in mail private preferiscono mantenere l’anonimato) non vuole veramente una risposta, ha già deciso. In questo caso, però, avendo già in animo di scrivere sull’argomento, ho risposto certa che “l’eroe da tastiera” avrebbe interpretato liberamente la mia risposta permettendomi di portarla ad esempio in quest’ articolo.

Non sono di destra, né di sinistra, né tanto meno di centro. Il mio interesse per la politica, data la mia età, sarebbe potuto nascere nel periodo di tangentopoli, ma in quegli anni la politica non aveva più alcun ideale da trasmettere. Oggi siamo in presenza di una politica della paura, si vota per partiti che promettono sicurezza, non ideali”.

L’anonimo, ovviamente, non ha deluso le mie aspettative e la sua risposta è stata:

"Non ho idea della sua età, ma non aver ancora scoperto (o forse non voler ammettere)la propria appartenenza politica (che centrano i partiti ??) è molto singolare,
comunque per sciogliere i suoi enigmi esistenziali (e quelli dei lettori):
dimmi chi frequenti e.....
Grazie per aver dissipato totalmente i miei dubbi"

Dunque, per l’anonimo lettore, io sono sicuramente di estrema destra, se non addirittura fascista, ma non l’ho ancora scoperto! Ovviamente non argomenta in alcun modo la sua opinione e si affida a un proverbio.

Ecco il vero compito della scuola, quello di atrofizzare le menti, quello di creare una popolazione che procede per schemi basati su pregiudizi e stereotipi ancorati a frasi semplici e banali (dimmi chi frequenti…), una popolazione priva della capacità di pensare, ma convinta di aver capito tutto.

25 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh Solange, complimenti.
In alcuni punti mi fai venire in mente uno scritto di Raul Vaneigem, "avviso agli studenti", che inizia così:

"La scuola è stata, con la famiglia, la fabbrica, la caserma e accessoriamente l'ospedale e la prigione, il passaggio ineluttabile in cui la società mercantile piegava a suo vantaggio il destino degli esseri che si dicono umani.
Il governo che essa esercitava su nature ancora appassionate delle libertà dell'infanzia l'apparentava, infatti, a quei luoghi poco propizi alla realizzazione e alla felicità che furono - e che restano in diversa misura - il recinto familiare, l'officina o l'ufficio, l'istituzione militare, la clinica, le carceri.
La scuola ha forse perso il carattere ributtante che presentava nel XIX e XX secolo, quando rompeva gli spiriti e i corpi alle dure realtà del rendimento e della servitù, facendosi gloria di educare per dovere, autorità e austerità, non per piacere e per passione? Niente è meno certo, e non si potrà negare che sotto l'apparente sollecitudine della modernità, numerosi arcaismi continuano a scandire la vita di studentesse e studenti.
L'impresa scolastica non ha forse obbedito fino ad oggi a una preoccupazione dominante: migliorare le tecniche di ammaestramento affinché l'animale sia redditizio?
Nessun ragazzo supera la soglia di una scuola senza esporsi al rischio di perdersi: voglio dire di perdere questa vita esuberante, avida di conoscenze e di meraviglie, che sarebbe così esaltante nutrire, invece di sterilizzarla e farla disperare con il noioso lavoro del sapere astratto. Che terribile constatazione quegli sguardi così brillanti di colpo sbiaditi!"

Oppure a "Schools are prisons" dei Sex Pistols :)

Q.

Anonimo ha detto...

Studenti addestrati come soldati, futuri militari che si formano non più nei Car (Centri addestramento reclute) ma negli edifici scolastici. Tutto questo sarà possibilie grazie a un accordo raggiunto tra Maria Stella Gelmini (ministro dell’Istruzione) e Ignazio La Russa (ministro della Difesa).

Un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana ha infatti rivelato che i due ministri hanno firmato un protocollo che istituirà un corso denominato “alleati per la vita”.

Il corso, che sarà valido come credito formativo, punta a lezioni di “pratica del mondo sportivo militare”. Cosa dovranno dunque fare gli studenti delle scuole superiori? Saranno divisi in pattuglie e riceveranno lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi “ginnico-militari”: arrampicata, nuoto e salvataggio e orienteering. Qui però la circolare contine un errore, visto che è scritto “orientiring”.

Secondo Famiglia Cristiana l’obiettivo dichiarato dai firmatari del testo sarebbe quello di “instaurare negli studenti la conoscenza e l’apprendimento della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale” nonché “di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al ‘bullismo’ grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”.

Una motivazione, specie quella sul bullismo, che non convince appieno: lo spirito cameratesco che si respira nelle caserme che porta a episodi di “nonnismo” non è forse assimilabile al comportamento dei bulli?

21 settembre 2010
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/pistole-studenti-soldato-scuola-addestramento-555519/
Giusto per rasserenare la visione..

Saluti

Conte Senza Palazzo ha detto...

Sulla scuola, Pier Paolo Pasolini era dello stesso avviso ("Lettere Luterane", argomento ripreso piu' volte). Lui scriveva che la scuola, come anche la televisione, trasmettono esclusivamente i valori della classe dominante ("borghesia", nelle "Lettere"), per reprimere sul nascere la diverista' e il senso critico e per illudere i ragazzi dei ceti piu' poveri di poter, in fondo, anche loro sentirsi borghesi. Infatti, Pasolini provocatoriamente sosteneva l'abolizione sia della scuola dell'obbligo che della televisione. Direi che dal 1974 non e' cambiato nulla. Anzi si: in molto peggio.

Anonimo ha detto...

Sono completamente d'accordo, la scuola non serve ad istruire ma benzi' ad indottrinare le genti, e' una sorta di ammaestramento simile a quello che subiscono gli scimpanze' a cui si insegna ad usare il pc, ci insegnao l'inglese poiche' l'inglese e' la lingua dei padroni del mondo, ci insegnano un po' d'informatica perche' l'informatica e' funzionale al sistema tecnicamente dominante e dominato.

Destra, sinistra, centro...termini con pochissimo senso ma che servono al vecchio "Divide et impera" di romana memoria.

La storia e' sempre e dovunque la storia dei vincitori, in Iraq oggi e domani si spieghera' alle giovani generazioni che gli americani li "hanno liberati" cosi' come a noi italiani hanno imposto di credere che l'unita' d'Italia fu una liberazione, quanti di voi hanno studiato la strage di Pontelandolfo ? Nessuno ovviamente, come non insegnavano le foibe per motivi diplomatici, cosi' come oggi si battono per Sakineh ma non per Teresa Lewis...insomma la scuola, come la televisione, come la politica e' tutta dominata dai poteri forti, poteri forti che oggi coincidono piu' o meno con gli Stati Uniti, con Israele e con tutte le istituzioni sovrannazionali che Paolo Barnard qualche tempo fa ha ottimamente elencato e descritto.

Il lettore che ha domandato quelle cose a Solange ha dimostrato purtroppo il conformismo imperante, un conformismo che mira ad uccidere qualunque cosa sia fuori dagli schemi e quindi potenzialmente pericolosa.

Maurizio Blondet e' uno dei pochissimi giornalisti non-conformi che infatti non compare quasi mai nei mass-media di regime e se compare e' solo quando gli si apparecchia una situazione tale da farlo apparire come l'estremista di turno o lo scemo del villaggio, i giornalisti di regime sono bravissimi in queste specie di manipolazioni (tutti compresi).

p.s.: mia figlia sta iniziando la scuola e so putroppo che iniziera' ora l'opera di plagio.

Andrea Rossi

democrito ha detto...

Solange,
leggo sempre con piacere i tuoi articoli, anche se purtroppo i temi trattati necessiterebbero di un saggio, al posto di poche righe.
Democrito immaginava un universo formato da atomi indipendenti e separati dal vuoto, che aggregandosi formavano organismi complessi, pur mantenendosi separati. Questa descrizione, pur non rappresentando la verità nel senso ultimo del termine, rappresenta molto bene la condizione umana, in cui tutti ci dibattiamo. Siamo individui, ognuno chiuso nel suo bozzolo fatto della propria individualità e ognuno vive nel suo personale universo fatto di pensieri e di descrizioni e dove la più grande difficoltà sta nel comunicare con gli altri atomi, che vivono pensieri e descrizioni diversi. Lo strumento che abbiamo per tentare una comunicazione è la parola, ma parlare non significa sempre comunicare, perché l’interpretazione che diamo a ciò che diciamo è differente per ogni individuo. Eppure riusciamo ad aggregarci, ma è necessario per riuscirci avere una base di idee condivise, vere o false, giuste o sbagliate che siano. Ecco la funzione della scuola nella società, formare un substrato di idee precostituite, sulle quali l’individuo potrà costruire una sua descrizione della realtà non stridente con l’aggregazione sociale in essere.
(continua)

democrito ha detto...

Chi la fa da padrone in questo processo è la menzogna. La realtà dei fatti deve necessariamente piegarsi di fronte alla realtà della necessità sociale ed ecco allora entrare in campo tutto il sistema informativo, scolastico, televisivo e di opinione, suffragato da esperti del settore, accademici, titolati di varia natura e formazione, che ci spiegano come funziona il mondo e a cui dobbiamo sottometterci, pena l’esclusione dalla società stessa e la relegazione ai margini, trascinandoci in una vita di povertà e di miseria.
Ho postato proprio oggi un articolo che riguarda la vicenda di Sakineh sul forum. Ritengo che questa vicenda chiarisca in modo esemplare il funzionamento dell’informazione, sistema scolastico compreso. Da una parte c’è l’occidente, con la sua cultura e i suoi obbiettivi, che non si fa scrupolo di falsificare fatti e situazioni pur di implementare quella che è la sua descrizione del mondo, dall’altra il mondo mussulmano, con le sue tradizioni e i suoi obbiettivi, che a sua volta compie la stessa operazione al contrario. Dove è la verità? I fatti non rappresentano nulla senza un’interpretazione e l’interpretazione non è nulla se non è aderente ai fatti, quindi siamo in un mondo che manifesta solo menzogna, per la necessità di mantenere in piedi lo stato delle cose.
L’amore è l’unica possibilità per un essere umano di comunicare e di conoscere, perché l’amore rompe il bozzolo e manda l’individuo al di la delle proprie possibilita. Possiamo dire che l’amore è la negazione dell’individualità e quindi ci mette a contatto con l’infinito, al di la di ogni limite. Questo dovrebbe insegnare la scuola, andare al di la di ogni limite, tutto il resto è solo fuffa.

keyboard05 ha detto...

Che dire?..se non condividere fino all'ultima virgola?..dopo anni di frequentazione in veste di lettore, questo post ha fatto scattare in me la molla di dire la mia; perché ho visto, vedo e (spero di no) vedrò la messa in atto del disegno..Sono docente (anche se di conservatorio, quindi "atipico") e con i miei allievi talvolta cerco di oltrepassare il limite dela normale didattica e dialettica, anche mediante provocazioni..e constato il più delle volte come le capacità di ragionamento e di sintesi siano ridotte al minimo..e sì che dicono che la musica apra le menti!! Il risultato? E' che io sono considerato "il sovversivo"...e solo perché cerco in tutti i modi di accendere i cervelli e di spronare al pensiero..a presto!

Anonimo ha detto...

Come sempre, hai ragione cara Solange. In alternativa propongo la scuola in casa, non quella che imita la scuola usando gli stessi deleteri manuali zeppi di menzogne, soprattutto per quanto riguarda la storia, ma piuttosto la "non scuola" di cui si parla nell'articolo che trovate in questo link: http://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/scuola-in-casa-esperienze-di-homeschooling-in-italia.html.
Ho conosciuto adolescenti (canadesi) che hanno avuto la fortuna di avere come insegnanti genitori amorevoli e intelligenti che hanno permesso loro di imparare a leggere e scrivere quando ne hanno dimostrato l'interesse. Ragazzi estremamente intelligenti, veri umanisti, profondi conoscitori della natura e soprattutto in grado di PENSARE AUTONOMAMENTE. Potessi tornare indietro farei la stessa cosa con i miei figli!

Anonimo ha detto...

1. Insegna lo stretto necessario perché la popolazione possa essere produttiva nei termini e nei modi voluti dal potere;


E visto che oggi le poche prospettive di lavoro sono precarie e poco qualificate, è più che sufficiente un livello minimo di istruzione...




2. Impone sistemi d’istruzione che sono volti a uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica, ecc..), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico, autonomo;

Pensare non serve, né serve saper fare veramente qualcosa. Le materie sono una pappina pronta che utilizza come ingredienti base una sfilza di luoghi comuni

3. instilla nei giovani quei preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze.

Uno di questi è quello sui fascisti cattivi, un altro quello sulla superiorità della scienza, un altro ancora quello sull'idea idiota che vuol far credere all'esistenza del dio progresso. Quello più grave, però, riguarda però l'esaltazione dell'incapacitante e buonista relativismo liberale spacciato per conquista dell'umanità.
il frullatino di ciò che la massoneria ha sempre pensato di propinare ai non iniziati, illudendoli che l'ignoranza abbia qualcosa a che vedere con l'autentica libertà di pensare.

G.P.

Alba kan. ha detto...

La scuola sicuramente ha sempre avuto questi obiettivi, ma forse oggi sembrano molto più evidenti e lo sono a molte più persone.

Vorrei approfittare per fare una segnalazione che io ritengo molto importante. Nell'agenda scolastica comprata da mia figlia quest'anno, ho trovato diversi ed espliciti simboli massonici che ho trovato e che potete vedere a questo link:

http://www.vocidallastrada.com/2010/09/be-u-lagenda-massonica.html

Anonimo ha detto...

Intanto negli Stati Uniti fra poco ora Teresa Lewis verra' "giustiziata" mediante sedia elettrica, dove sono ora i telegiornali di regime ?

Andrea Rossi

Bet ha detto...

Tra la moltitudine esistono, per fortuna, alcuni insegnanti come Keyborad05. Io ebbi la fortuna di aver un'insegnate di filosofia che mi insegnò a pensare. Sarò sempre grata a questa persona, ed insieme a lei ad altri insegnanti del liceo e alla carissima bibliotecaria che non solo ci invitava alla lettura, ma accoglieva le nostre richieste di nuovi libri, cercando il più possibile di acquistarli. Se oggi leggo questo blog e continuo a mettere in discussione le mie "sicurezze" è anche grazie a loro, alla loro capacità di farci vedere il mondo in maniera più ampia di quanto noi potessimo immaginare.
Pur capendo il punto di vista di Solange, continuo a pensare che la scuola sia importante, ciò basandomi sulla mia esperienza...L'augurio che sia così anche per le giovani generazioni o che almeno possano travare lungo il proprio cammino dei buoni insegnanti, pur consapevole che l'obittivo principale sia "l'allevamento in batteria di nuovi polli!"
Bet

Anonimo ha detto...

visto il tema vorrei suggerire la lettura di 'descolarizzare la società' di ivan illich.

il libro è disponibile e scaricabile a questo indirizzo:

http://www.altraofficina.it/ivanillich/Libri/Descolarizzare/descolarizzare.htm

questo video è giusto un accenno:

http://www.youtube.com/watch?v=ZUoYAj7Nosg


saluti
gulab

Anonimo ha detto...

Bene, grazie, se mai ce ne fosse bisogno l'ennesimo colpo alla scuola italiana. Il governo del puttaniere la demolisce politicamente ed economicamente e i "liberi" pensatori ideologicamente.

Qualcuno ha anche scritto: "meglio la scuola a casa, fatta dai genitori" e mi sono venuti in mente bellissimi ricordi quali:
-i 'cristiani' radicali (stile Bush) che in america rifiutano la scuola pubblica e preferisono 'indottrinare' personalmente i propri figli;
-il grande tempo e la grande cultura dei genitori medi italiani che sono benissimo in grado di portare un figlio alla laurea ritaglino qualche minuto fra le loro faccende/lavori.

Bene, anzi benissimo, se è questo il futuro che prevediamo per i nostri figli, per i nostri nipoti, ben venga e sopratutto che venga presto.
Sapranno così, loro, nel lontano futuro in cui vivranno, rimettere a posto queste idee che sono sfuggite alla Ragione.

Qualcuno ha citato Pasolini..comodo citare chi non può più adattare le sue idee al tempo che corre, all'attualità...
se conosco un poco il Pasolini-pensiero mi sento di dire che lui, personalemnte, non avrebbe detto nessuna delle cose scritte in queto post e nei suoi commenti...

Lui aveva una vera sensibilità umana ed intellettiva e si sarebbe accorto che al tempo odierno la scuola è al centro dei peggiori attacchi, avrebbe capito subito perché (cosa apparntemente non notata dai presenti di questo blog) ed avrebbe preso le difese della scuola moderna...per migliorrla certo, per cambiarla forse, sicuramente per non annullarla, come -invece- sembra gli italiani partepicino a fare, da varie angolazioni e tutti assieme...

Vi saluto con i miei piu amorevoli saluti ed auguri

RA

Anonimo ha detto...

x Anonimo

Caro Anonimo, la scuola e' stata distrutta dal '68 e non certo da Berlusconi che infatti e' proprio un prodotto di quegli anni in cui tutto era all'insegna del "vietato vietare", lo sbraco scolastico inizia proprio col '68 e con la sua enorme infarinata di professori incapaci e raccomandati.

La scuola e' sempre stata la scuola del potere ma almeno prima del '68 era fatta da insegnanti capaci mentre oggi tranne rare eccezioni e' mandata avanti da un branco d'incapaci.

La scuola e' una fabbrica di ignoranti come scrisse giustamente un giornalista di sinistra come Floris in un suo fortunato libro.

La scuola ha insegnato ed insegna una storia falsa, se negli anni '70 tiravi fuori la storia delle foibe come minimo venivi picchiato dai tuoi colleghi studenti e poi venivi punito con un bel 4 da insegnanti ideologizzati, se prendi un dizionario di 30 anni fa (tipo il de agostini) e cerchi alla voce gulag non troverai nulla, troverai il gulash ma non il gulag (e non dico per dire...).

La storia non ci ha mai detto nulla delle stragi compiute dai garibaldini, non ci ha mai detto nulla sul ministro della camorra di cui si servirono gli "eroi risorgimentali", non ci ha mai detto nulla sui rapporti tra mafia e "liberatori" americani, ne sulle foibe, ne sui gulag, ne su tutto cio' che era ed e' sgradito al potere, questa e' la realta'.


Ovviamente ci sono lodevolissime eccezioni, io ricordo la mia vecchia insegnante di religione che fu una delle poche ad insegnarci a ragionare con la nostra testa, una delle pochissime che ci ha insegnato a leggere criticamente i quotidiani senza dare nulla per scontato, ho di lei un bellissimo ricordo.

La scuola oggi e' fine a se stessa, serve solo a garantire lo stipendio di insegnanti e "direttori" e poi ovviamente a conformare ed indottrinare.

Andrea Rossi

Andrea Rossi

Anonimo ha detto...

Beh RA, secondo me ti sfugge una cosa che riguarda gli odierni attacchi alla scuola.
Chi ha criticato, sei suoi post, la scuola, e io sono tra questi, non l'ha fatto parlando di scuola "odierna" o "passata", ma riferendosi, io credo, al concetto di scuola che resta, bene o male, immutato nel tempo, almeno per quel che riguarda il post rivoluzione industriale.

Vediamo una scuola che vuol creare cittadini obbedienti, uniformati, buoni lavoratori, produttivi, eccetera, quello che ha scritto Solange, insomma.

L'attuale riforma scolastica non riforma la scuola da questo aspetto, semmai lo accentua: determinate materie più inclini a far riflettere e a far generare una sorta di pensiero autonomo vengono ridotte al lumicino, mentre le materie tecniche, atte a preparare un buon lavoratore, un cittadino che sta "schiscio" (come si dice dalle mie parti) guadagnano spazio.
Professori che vengono disincentivati dall'insegnare con passione e portati a dare le nozioni minime per poter muoversi nella società.

Quindi la riforma esaspera aspetti che a me, e ad altri che hanno scritto, sono già evidenti.

Una scuola che diventa indottrinamento celato, accettazione dello status quo, acquisizioni di nozioni professionali, non culturali, una scuola per essere un "bravo" lavoratore, un "buon" cittadino, "buon" e "bravo" così come inteso dall'alto della piramide, ovviamente.

Q.

Anonimo ha detto...

Ecco perchè mio figlio, già dalle elementari, diceva spesso:" Non è che la scuola non mi piaccia...è che a me non serve".

Anonimo ha detto...

salve, sono una studentessa delle superiori e spesso leggo i suoi articoli, che sono molto interessanti! sono d'accordo sul fatto che lo stato utilizza la scuola per formare delle persone che non pensano per avere maggiore controllo e potere.Non sono l'unica ad essermene accorta ma moltissimi studenti della mia scuola e di tutte le scuole del trentino, e soprattutto adesso con queste assurde e demenziali riforme della scuola.
Tra le diverse scuole esiste però una differenza di fondo, l'unica scuola che ti insegna a pensare è l'artistico, sviluppi un tuo pensiero, ed è per questo che sminuiscono così tanto il liceo d'arte e i percorsi più artistici e creativi, perchè insegnano a pensare.
forse quello che ho scritto è un pò confuso ma ciò che volevo trasmettere è che esistono ancora giovani che pensano e che capiscono fin troppo bene come va il mondo.
Per questo sempre più spesso ci sono giovani che si rovinano la vita con l'alcool, la droga o altro, perchè vedono che cè qualcosa che non va in questa società, non è normale che vengano tagliati fondi alla scuola e alla ricerca perchè lo stato non ha soldi per fare un esempio. Che futuro ha uno Stato dove la maggior parte dei ricercatori è al'estero? oppure dove ci sono scuole che cadono a pezzi..chi ha più voglia di pensare in una società tanto assurda? la maggior parte rinuncia e preferisce avere una vita facile e non pensare.
in realtà ho scritto tutto questo per dire che esiste ancora qualcuno che pensa e vuole che le cose cambino, tra prima io, e di sicuro non perderò la speranza pur rimanendo consapevole che viviamo in un mondo da grande fratello e che probabilmente continuerà a peggiorare.
Bell articolo! :) ehm e mi scuso se ho scritto in modo un pò confuso e spero che qualcosa si sia capito .
Alice

tatapaola ha detto...

Tutto vero... lo sento forte anch'io. E allora non sopporto genitori che, ben consapevoli, lasciano che i propri figli vengano "indottrinati". Fatela voi la scuola, educateli voi. Un domani, molto vicino, i nostri figli si troveranno e parleranno il nostro stesso, nuovo linguaggio.
Progetto Homeschooling dell'Associazione L'Idea di Michelangelo. www.ideadimichelangelo.org

Anonimo ha detto...

Ordine o Disordine?
Sempre qui come 30anni fà a criticare tutto e tutti.
Ravvediamoci cari poeti,filosofi, ed alternativi.
Internet, facebook,you tube ci ha reso tutti simili.
E se la funzione della scuola è basata sul indottrinamento, ciò vale anche x le nuove tecnologie tutti pronti a criticare tutti e poi tutti uguali con il cellulare,il computer,hipod,il televisore di ultima generazione,il lettore cd e dvd. E via di questo passo.

Anonimo ha detto...

L'unica alternativa che ci è rimasta sono le nostre opinioni giuste o sbagliate che siano.
Le nostre scelte di decidere di vedere,leggere,credere o non credere.
Chi può tra noi decidere cosa è vero o falso????
Chi di noi ha fatto una cosa e poi si è pentito nel corso degli anni di essersene pentito.
La sQuola ho deciso di mollarla dopo la terza media,ho conosciuto letto più di quanto essa mi insegnava.Ho letto libri di destra di sinistra ho frequentato nei miei anni gente che credeva a MUSSOLINI,HITLER,STALIN,MAO,ho capito che al di là di ogni filosofia,di ogni ideale,di ogni pensiero,
siamo tutti simili,tutti alla ricerca di una verità che non c'è che non esiste,che è nelle nostre debolezze,nelle nostre utopie e nei nostri sogni.
tutti convinti delle nostre idee, tutti pronti ha criticare chi non la pensa come noi.
Eppure sempre li pronti a criticare gli altri senza soluzioni alternative.
PERCHE?????
Perchè siamo figli di una generazione che oltre che a disobbedire non siamo riusciti a dare alle nuove generazioni delle certezze e degli ideali sani e veri.

Anonimo ha detto...

La SQUOLA indottrina si è vero come ha indottrinato tanti di noi la nostra generazione,tutti pronti ad alzare il pugno ed ha credere al comunismo,alla lotta armata,al socialismo,a LENIN,STALIN,MAO, con gli occhi chiusi indotrinati con i loro dogmastismi di in una bieca rivoluzione giovanile.
Con gli occhi chiusi perchè nessuno allora ci diceva delle nefandezze dell'invasione dell'Ungheria,della Cecoslovacchia,del dopo Vietnam.dei milioni di morti che ha fatto LENIN,ecc...
Ma di che cosa vogliamo parlare???
Colpa della scuola????
O da una parte o dall'altra bisogna essere consapevoli di essere soggiogati da un qualcosa che ci rende ciechi e vittime di un ideologia di massa.
Insegnate voi cari sessantottini ai miei figli quale è la storia!!!!!!
Quale è la verità!!!!
Quali sono le menzogne che x anni ci hanno nascosto!!!!

john mayall ha detto...

Ma di cosa stiamo parlando.
Di ex sessantottini che ora sono li sotto un'altra bandiera.
I libri di scuola????
Già a me hanno insegnato che la più grande nefandezza dell'umanita l'ha fatta il NAZIFASCIMO.
Eppure tanti di noi ne sono venuti fuori convinti che l'unica libertà l''unico pensiero illuminato fosse il KOMUNISMO.
Grande pensiero PAOLO,
ma tu sei succube come tanti altri delle tue convinzioni e di ciò che ti hanno inculcato,quindi non fare l'illuminato tu come tutti noi sei vittima di ciò che ti hanno ed hai scelto di credere e vedere con i tuoi occhi ma non con quello degli altri.

Damiano ha detto...

Non avrei potuto scrivere di meglio, condivido appieno,e come prova del nove di quanto hai esposto mi fanno ridere i commenti che la buttano sulla partitocrazia o sulla filosofia.
Qualsiasi partito sia al potere lo continuerà a fare.
Qui si tratta di tecniche ben precise e collaudate per soggiogare un popolo,rallentare l'evoluzione di pensiero , non bisogna sottovalutare però la capacità di autocoscienza di molti,è insita nel carattere umano la capacità di generare anticorpi anche ai condizionamenti ma con il rischio di promuovere azioni estreme
La parola chiave è la comunicazione, è lei che attiva l'autocoscienza

faniarte ha detto...

Assolutamente d'accordo...ma ovviamente non basta....il nuovo libro di Paola Mastrocola, "togliamo il disturbo" riporta finalmente un quadro nuovo del mondo giovanile e della scuola..e perlomeno ti fa pensare, scuotendo il torpore (spero ,a me è successo) di molti insegnanti stimolandoli a ricercare anche individualmente soluzioni nuove da poter applicare alla propria materia..ma forse per me è più facile insegnando arte...