Psyops, 70 anni di guerra psicologica in Italia

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Dalla prima guerra mondiale al trattato di Lisbona

sabato 15 maggio 2010

La vicenda di Rosa Grazia Arcifa



Tratto da Uguale per tutti.
http://toghe.blogspot.com/2010/03/licenziata-per-dei-commenti-scritti-sul_24.html

La dott.ssa Rosa Grazia Arcifa (nella foto qui a destra), funzionario dell’Agenzia delle Entrate, in servizio a Pavia, è stata licenziata “senza preavviso” per dei commenti scritti sul nostro blog ritenuti “altamente lesivi dell’immagine e della professionalità dell’Agenzia delle Entrate, dei suoi addetti, nonché del sistema fiscale del nostro Paese”.


A questo link un articolo di stampa che riferisce il fatto.
http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/pavia-critica-sul-web-il-sistema-fiscale-e-viene-licenziata/1867757

A questo link il provvedimento con il quale è stato disposto il licenziamento.
http://docs.google.com/View?id=dcczhzpx_212hmqpvm6v

A questo link una interrogazione parlamentare con risposta scritta su questa vicenda.
http://nuovo.camera.it/417?idSeduta=301&resoconto=bt52¶m=n4-06574#n4-06574

Bisogna riflettere molto sulla condizione di un Paese nel quale le più alte cariche dello Stato insultano abitualmente e senza ritegno, in piazza, in televisione e sui giornali, interi apparati dello Stato e singoli specifici funzionari (gli ultimi in ordine di tempo sono il Presidente del Consiglio che dà degli eversori ai magistrati e il Presidente dei Senatori della maggioranza che dà del bugiardo e dell'alcolizzato al Questore di Roma) e un impiegato viene licenziato senza preavviso per i commenti fatti su un blog.

Evidentemente ormai anche l'onore e la dignità non sono uguali per tutti.

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Aggiungo io personalmente, che siamo al paradosso: La signora Arcifa è stata licenziata perché con le sue critiche avrebbe leso l'onore dell'Agenzia delle Entrate.
Ora, il comportamento della signora Arcifa è in realtà un comportamento che non solo non lede l'onore dell'Agenzia delle Entrate, ma che al contrario le dà lustro.
Perché se i cittadini continuano ad avere fiducia nello Stato, è grazie al fatto che talvolta, in un ufficio statale, incontrano ancora persone come Rosa Grazia Arcifa.

Quanto al comportamento dell'Agenzia delle Entrate, è noto a tutti... e non c'è bisogno della signora Arcifa per lederne l'onore. L'onore di questa agenzia è stato già leso da tempo con le cartelle pazze, con Equitalia che distrugge la vita di migliaia di contribuenti portandogli via la casa a loro insaputa, e con una legislazione nazionale che ha di fatto permesso all'Agenzia delle Entrate e ad Equitalia di porre sistematicamente in essere dei comportamenti criminali, con la garanzia dell'impunità.
La signora Arcifa, per fortuna, restituisce un minimo di dignità ad un ente statale.
Vorremmo che nello stato ci fossero solo dipendenti come la signora.

18 commenti:

Roberto il torinese ha detto...

....non ho parole!!!

Anonimo ha detto...

Capirete perchè molte persone scrivono e commentano proteggendo il loro anonimato, non è paranoia.

AnonimoQuieto

Galeazzo Gargiulo ha detto...

"Capirete perchè molte persone scrivono e commentano proteggendo il loro anonimato, non è paranoia."

Esatto!!!

Ed adeso si capirà - spero - il perchè di alcuni miei attacchi a chi, invece, NON usa l'anonimato ...

http://galeazzopomponiogargiulo.blogspot.com/2010/02/galeazzo-rimane-vittima-di-un-vile.html

Fra ha detto...

Sempre più disgustato da questo schifo di situazione, mi chiedo ugualmente sempre più spesso quanto tempo dovrà passare e cosa ancora dovrà accadere perchè la gente si decida finalmente ad alzare la testa.

Ivan Mellace ha detto...

Sarebbe interessante leggere quale é il commento incriminato fermo restando che la libertà di parola é garantita dalla Costituzione Italiana.

A maggior ragione dell'accaduto mettiamoci il nome e cognome sotto i commenti!Vogliono costringerci a ritenerci in torto mentre é vero il contrario!
Ero nell'esercito e lo ho lasciato perche segue ormai solo gli interessi di questa gentaglia e offende quotidianamente la bandiera e la Costituzione italiana che invee dovrebbe difendere a costo della vita di ognuno dei "professionisti" che lo compone.Non me ne sono mai pentito neanche quano chiedevo l'elemosina e provvedimenti come questo mi confermano semplicemente che ho fatto bene perche questo stato che dissangua la povera gente che lavora difende gli interessi di pochi che decidono adirittura a chi garantire il posto di lavoro,con i risultati di inefficienza e discriminazione che conosciamo.Dice bene l'autore:questi provvedimenti sono pensati per chi compie misfatti di indubbia natura,invece vengono applicati per punire l epersone per bene che ancora resistono negli impieghi statali!

Ivan Mellace

Anonimo ha detto...

@ Paolo,
le dichiarazioni del presidente del consiglio circa i magistrati, NON sono farina del suo sacco!!!!!
Mi dispiace per lei che è avvocato ed in ciò assimilato alla prima categoria, ma il già su-menzionato ha semplicemente scimmiottato le affermazioni, in proposito, di J.W. Goethe, accomunato in ciò ad altri innumerevoli personaggi storici.

Per quanto riguarda la sig.ra Arcifa anche lei in vistoso ritardo, rispetto al contenuto dell'antropocrazia del Bellia.
Quest'ultimo, nella sua opera, sentenzia, in proposito dell'agenzia delle entrate, in modo molto più stigmatizzante, sibillino, incisivo e vituperante, della signora in titolo, le cui esternazioni, al confronto, sembrano idilli.
Con simpatia.
Giorgio Andretta

Diversamente da quelli che in questa sede mi hanno preceduto, io volentieri mi firmo, in forza dell'abitudine all'ostracismo e cassazione, patite in quasi tutti i blog e forum, solamente per avermi schierato con il Bellia.

Anonimo ha detto...

Finalmente un paio di articoli concreti e che riguardano la vita di ciascuno di noi... E complimenti a Galeazzo Gargiulo, che ha centrato l'essenza del discorso: lo stato non c'è più, la funzione pubblica è una chimera, un ricordo di un brevissimo passato. Con l'Agenzia delle entrate ed Equitalia-Gerit si è entrati nella nuova fase, quello dello stato privatistico, che amministra la riscossione delle imposte e la ricchezza patrimoniale del paese per conto del luciferiano consesso dei creditori internazionali dell'Italia. Galeazzo Gargiulo non ignora che l'ammontare del patrimonio immobiliare privato italiano è di circa sei volte il valore del debito pubblico; e che l'operazione Equitalia-Gerit rientra proprio nel quadro dell'aggressione, che i politici corrotti stanno perpetrando ai danni della comunità nazionale (nella quale, ovviamente, NON dobbiamo noverare gli immigrati), nel tentativo di raggiungere due obiettivi: 1) reperire gettito attraverso la spoliazione del suddetto patrimonio immobiliare per continuare a finanziare la "macchina" dello "stato", in realtà a garantire la bella vita dei membri della Casta; 2) offrire in garanzia ai luciferini prestatori d'oro internazionali, possessori di magna pars del nostro debito pubblico, il patrimonio idrico italiano, che verrà ben presto a perdere la sua qualità di bene pubblico, per essere commercializzato come appalto a "privati".
In tutta questa vicenda, la convergenza tra potere politico, magistratura, sistema della stampa, sistema delle associazioni sindacali e di categoria, sistema delle associazioni dei consumatori infeudate al potere politico, onlus, Caritas, Chiesa, organizzazioni criminali indigene ed allogene, in una parola: tutto l'esistente è unito in una congiura contro ciò che "loro" già riconoscono per morto: il popolo italiano. Ecco perché non toccheranno mai i clandestini, chiamati a sostituirci: è tutta una farsa, tutta una commedia.
Nell'immediato, l'unico atto rivoluzionario sarebbe cominciare la guerra all'immigrazione, ma "noi" siamo già troppo vecchi, e "loro" sono i nostri badanti. Addio, Bel Paese, forse non te lo meritavi, ma questa è la lezione della storia: se tu lasci un posto vuoto, qualcun altro che lo riempie si troverà...

Rosa Grazia Arcifa ha detto...

Per il sig. Ivan Mellace, questo: http://toghe.blogspot.com/2009/06/archivio-genchi-la-giustizia-dei-capi.html è uno dei link dove può trovare qualcuno dei commenti incriminati. Deve arrivare però alla fine dei commenti, perché nel contesto dove si trovavano originariamente sono stati rimossi per essere inseriti alla fine.
Può trovare alcuni miei commenti anche sul forum della Pubblica Amministrazione: http://apps.innovazionepa.it/forum/forum_posts.asp?TID=3527, sono 6 pagine che continuo ad aggiornare.
Per il sig. Giorgio Andretta.
Sono in vistoso ritardo, rispetto al contenuto dell'antropocrazia del Bellia, perché sono anche più giovane. Nei miei interventi ho cercato di moderare il contenuto perché ero una dipendente pubblica, costretta al segreto professionale; nonostante ho usato un linguaggio idillico, come Lei scrive, sono stata licenziata, se fossi stata più incisiva non ero qui a scrivere, ma avrei aumentato la schiera dei falsi suicidi, perché l’Agenzia delle entrate ed Equitalia hanno molto da nascondere, ma purtroppo tutti gli impiegati pubblici hanno paura e tacciano e i coraggiosi come me vengono annientati. Per fare le lotte ci vogliono pure i finanziamenti ed io il finanziatore non l’ho ancora trovato.
Cordialmente
Rosa Grazia Arcifa

Anonimo ha detto...

Nel complimentarmi con la Signora Arcifa per l'enorme coraggio dimostrato, vorrei sottolineare che la Signora rappresenta comunque una crepa nel sistema omertoso dello stato commercializzato e dato in appalto a privati; e questa crepa, per quanto minuscola, è destinata ad allargarsi fino al punto di provocare una crisi sistemica della macchina pseudostatale. Questo sistema è morto perché non può fare altro che generare costi e nuova povertà, alleggerita stampando nuovo debito pubblico: se la piccola imprenditoria italiana non fosse stata terrorizzata e ridotta alla spoliazione economica e all'inermità politica, essa - costituendosi come soggetto politico - avrebbe costretto la Casta parassitaria ed i suoi "bravi" (Equitalia-Gerit, appunto) a fare fagotto, ad esempio verso la Turchia, che tutti i nostri politici, da Berlusconi a Bertinotti, da D'Alema a Pannella, volevano nella Ue. Ma distruggere il ceto produttivo di una nazione conduce dritti nella schiera dei debitori insolventi. Quando sarà finita la capacità che ha il lavoro di sostenere le perdite che il sistema capitalistico sta massicciamente trasferendo sulle sue spalle, che accadrà?

P.S. Finalmente si dibatte di questioni reali e concrete, non di minchiate tipo Osho o corpi eterici!

Anonimo ha detto...

@lla sig.ra Rosa Grazia,
non ne deve fare un caso di temporalità o di convenienza personale, il Bellia è arrivato 2500 anni dopo Ippia D'Elice e non è mai stato licenziato da alcuno perchè, come me, ha sempre esercitato l'imprenditoria.
Esercitando una propria attività qualcuno ti potrà licenziare ma non tutti!
E' dal lontano 1992 che l'antropocrazia staziona in rete, in precedenza sono stati fatti tentativi con il linguaggio MS-DOS, ma finora con risultati pressochè nulli, come lei può facilmente ricavare anche dalle frequentazione di questo blog.
Dal dire al fare c'è di mezzo il mare, e per quello che ho potuto maturare gli internauti, mediamente, sono degli frustrati che cercano una catarsi epistolare usando la tastiera elettronica.
Cmq lei è custode della mia solidarietà perchè ha dimostrato di avere dignità.
Tutta la classe politica e dirigenziale in genere ed in toto, e tutte le società ed organizzazioni più o meno carsiche non approderanno ad alcunché, continuando a dilettarsi nel pestare l'acqua nel mortaio, l'UNICA soluzione è la datazione della moneta.
Con simpatia.
Giorgio Andretta

Rosa Grazia Arcifa ha detto...

Voglio cogliere l'occasione per spendere una parola sui nostri sindacati. Nei vari comunicati stampa delle grosse sigle sindacali leggiamo che il governo non stanzia le risorse per i contratti dei lavoratori pubblici e quindi non sarebbe bene che si continuasse a prenderli in giro. Nessuno accenno viene fatto però all'idea dei politici di bloccare le liquidazioni o le pensioni, non parliamo poi della mia vicenda o di quelli di altri colleghi che hanno tentato il suicidio (?) per essere stati licenziati. Nel mio caso i sindacati hanno voluto inviata tutta la documentazione, il cui costo dell'invio si aggiungeva a spese che non posso permettermi di sostenere. Speravo così di avere un aiuto morale e soprattutto economico, un lavoro, visto che in molti Caf ci lavorano i loro parenti, dipendenti pubblici, che già tengono più di uno stipendio. Invece solo chiacchiere. Il mio caso è sconosciuto anche ai colleghi degli uffici limitrofi, perchè fa comodo tenerlo nascosto, figuriamoci a livello nazionale! Se non lo fa il Sindacato che dice di essere vicino a tutti i lavoratori ed ha più mezzi per farlo, sicuramente non lo posso fare io. Per questo, a chi mi legge in questo blog chiedo cortesemente di far conoscere la mia vicenda a tutti i possibili contatti. L'Agenzia delle entrate, come tutti gli altri enti pubblici ha deciso di tagliare alcune teste ed i prossimi potete essere Voi. Dobbiamo mobilitarci, non aspettiamo i Sindacati, sono loro che ci hanno svenduto per due denari.
A me, per aver fatto il mio dovere, hanno tolto la felicità, la gioia di vivere, la voglia di fare, la forza di guardare avanti. Non riesco a pensare ad altro. Avevo una vita normale, uno stipendio. Poi, a 53 anni ho perso la serenità per scelta di un’amministrazione che ha deciso di assassinarmi moralmente ed economicamente. Questo sistema naturalmente lo combatterò in tutte le sedi istituzionali, ma ho bisogna di essere sostenuta. Ho creduto ciecamente, sbagliando, in una giustizia immediata. Grazie per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

@ anonimo del 16 c.m. delle ore 17.45(è invitato a firmarsi),
le sue esternazioni sono una contraddizione in termini:"Quando sarà finita la capacità che ha il lavoro di sostenere le perdite che il sistema capitalistico sta massicciamente trasferendo sulle sue spalle, che accadrà?

P.S. Finalmente si dibatte di questioni reali e concrete, non di minchiate tipo Osho o corpi eterici!".
Cioè è il sistema capitalistico che grava sulle spalle del lavoro?
Sono i "corpi eterici" delle minchiate e non la circonvenzione d'incapaci?
Con rispetto.
Giorgio Andretta

Maria ha detto...

Questo blog dà mooooolto fastidio.

E' un vero e proprio atto intimidatorio.

Evidentemente le cose raccontate da Paolo Franceschetti non sono propriamente le fantasie di un avvocato di Viterbo.

Anonimo ha detto...

Caro Paolo,
questa volta Ti scrivo per proporTi un'idea concreta:
considerato che sei un Avvocato con un un curriculum di una certa esperienza, perchè non organizzi (e coordini, come titolare del Blog) un gruppo di legali "liberi e indipendenti" che mettano a disposizione le personali esperienze professionali a tutte le Signore Rosa Grazia Arcifa della nostra povera Italia (ex culla del Diritto)?
Rimango in attesa di una gradita risposta,
Antonio

Anonimo ha detto...

Chissà se il Gre-No-Li che governa questo blog mi censurerà per la quarta volta. Vedremo. Vorrei dire al signor Andretta, che forse è sbarcato ieri sulla Terra da Marte, che il capitale può prosperare solo scaricando le perdite che esso stesso genera sul lavoro. Si studi la situazione fiorentina della rivolta dei ciompi, se ne convincerà.
P.S. L'idea della datazione della moneta è di Pound: non è che ha la tentazione di "etericamente" appropriarsene?

Stefania Nicoletti ha detto...

Ho pubblicato il commento qui sopra, ma ripeto quello che ho scritto nell'altro post (quello su Annozero).

Questi commenti, come abbiamo scritto quando abbiamo deciso di mettere il filtro, non sono attinenti all'argomento del post e vengono scritti apposta per sviare la discussione. Da notare anche che spesso, come quello qui sopra, vengono scritti in tono volutamente polemico e provocatorio, proprio per creare quel caos che il blog negli ultimi tempi ha ben conosciuto.

Questo qui sopra l'ho pubblicato, ma solo perché era breve, e anche per farvi notare l'insistenza del soggetto in questione, che pur sapendo che esiste un filtro per gli OT, si lamenta se non gli vengono pubblicati commenti OT e insiste.
Ma ve ne ho risparmiato uno molto più lungo (sempre dello stesso autore), anche quello volutamente off topic.

Anonimo ha detto...

Non conoscevo il caso della Dott.ssa ARCIFA, perche' ne leggo solo oggi; evidentemente essa ha toccato argomenti molto scottanti, caldi e che dovrebbero rimanere segreti, a conoscenza solo dei vertici dell'associazione criminale di stampo "para" mafioso comunemente denominata "stato" o alias "repubblica italiana". Alla Dott.ssa Arcifa faccio perverire tutta la mia solidarita', per tutto quello che possa servire sono a sua a disposizione: cara Signora e conterranea, si rallegri che e' viva, spero che non sara' suicidata o infartuata o trasferita in centro America; se ne fotta del posto che ha perso: io, nei suoi panni, preferirei la Caritas o andare a zappare i campi, piuttosto che compiacere ed essere complice dei mafiosi di stato.
Giorgio Colletti.

Anonimo ha detto...

Purtroppo TUTTI coloro che si lanciato in sperticati elogi della Sigrnara (sic!) Arcifa non la copnoscono minimamente, altrimenti avrebbero evitato.
Chi, come me, la conosce, sa di una paranoica convinta di essere perseguitata da chiunque nel mondo intero, perché tutti indistintamente ce l'hanno con lei, l ehanno fatto dei torti immani per il solo gusto di farli e sono tutti complici di un complotto ai suoi danni.
Il Giudice del lavoro che ha convalidato il suo licenziamento, il Tribunale che lo ha confermato, il Sindaco del paese che l'ha segnalata per le vaccate fatte da presidente di seggio, il Prefetto che ha accolto le lamentele del Sindaco, il Presidente della Regione che non le dà una sovvenzione, il Presidente della Repubblica che non risponde alle sue innumerevoli lettere nelle quali dichiara cose false, ma questo è marginale, e potrei andare avanti ancora.
Quindi, cari Paladini di qualunque battaglia sia contro lo Stato, prima di lanciarvi contro i mulini a vento, informatevi: così evitate brutte figure.