Pubblichiamo (con rimando ad un link) l'articolo di Gabriella Carlizzi sulla Rosa Rossa.
Chi vuole potrà fare domande sul suo blog o sul nostro (ma con l'avvertenza che per qualche giorno ancora, finchè non saranno sopite le polemiche, i commenti saranno filtrati).
L'articolo si intitola: L'ordine della Rosa Rossa e della Croce d'oro indipendente e rettificato. Cosa è. Chi vi può essere iniziato. Dove avvengono i reclutamenti. Con quali modalità operano. Dove sta la centrale. Quanti decentramenti ci sono nel mondo. Come dialogano gli adepti. come formano i codici utili per il controllo mentale a distanza e l'esecuzione di delitti o altre finalità.
Come abbiamo detto, fino a martedi tutti i commenti saranno moderati e filtrati, e verranno censurati tutti i commenti negativi nei confronti di Gabriella Carlizzi.
Da martedì apriremo nuovamente le varie discussioni.
A scanso di equivoci e discussioni, preciso che non c'è alcuna contraddizione tra le cose (gravi) che ho scritto nei riguardi di Gabriella e la pubblicazione di questo articolo. Questo articolo è comunque interessante e dice cose che meritano di essere approfondite, a prescindere dal passato, dal presente e dal futuro tra me e Gabriella.
E a prescindere - mi si perdoni la battuta - dal numero di blog e/o forum che Gabriella ci ha fatto e ci farà chiudere.
il 23 Maggio del 1992 mancavano solo 4 giorni perché io compissi un anno e direi che dovevo ancora capire tutto della vita.
E mentre io in quel periodo imparavo a fare i primi passi e mia affacciavo alla vita purtroppo un’altra di vita si spegneva.
Non ci sono più magistrati come lei dottor Falcone, o meglio, ce ne sono pochi e sono costantemente schiacciati dal potere politico.
Ora ci sono i magistrati corrotti nei palazzi di giustizia e, mi creda, io che vivo a Barcellona, di magistrati corrotti purtroppo ne so qualcosa.
Quelli onesti vengono tutti trasferiti ogni qual volta vanno a toccare e stuzzicare i loschi affari degli “intoccabili”, come è successo al dott. De Magistris e alla dott.ssa Forleo, o come è successo al dott. Apicella che, pensi un po’, è stato sospeso sia dall’incarico che dallo stipendio solo per aver fatto il suo dovere, come per dire “ne punisco uno per educarne cento”.
Anche i suoi sostituti Nuzzi e Verasani sono stati sospesi dal CSM sotto richiesta dell’attuale ministro dell’Ingiustizia Angelino Alfano.
Si dottor Falcone, lo stesso che baciò il boss Croce Napoli al matrimonio della figlia del boss, proprio lui, quello del Lodo Alfano, la legge che protegge da ogni processo le quattro cariche più alte dello Stato.
Anch’io mi chiedo come il Presidente della Repubblica abbia potuto firmare una legge del genere, però vede, abbiamo un Presidente entrato in letargo da quando è stato eletto, magari non avrà letto le carte e avrà buttato giù una firma.
Con tante cose da fare che ha mica poteva perdere tempo a leggere una legge che avrebbe modificato l’articolo 3 della Costituzione, uno tra i più fondamentali, che la legge è uguale per tutti.
Per gli altri tre non mi meraviglio affatto, Fini, Schifani… si dottor Falcone, anche Schifani, l’amico del boss di Villabate Nino Mandalà, anche lui esonerato da qualsiasi processo. E poi ce n’è un altro protetto da questa legge, dalla quale, recentemente, ne ha tratto beneficio, ma lui, caro dott. Falcone, glielo voglio risparmiare. Non voglio fare un elenco di tutto quello che non va in questo paese, anche perché non basterebbero cento lettere.
Chissà com’è lì da lei in questo momento, spero vivamente meglio di qui. Avremmo un necessario bisogno di lei adesso, chissà… magari con lei, col dott. Borsellino, col dott. Chinnici, le cose sarebbero andate diversamente, ma questo non può dirlo nessuno.
Però forse da un lato sta bene lì dov’è, almeno non vede tutto quello che sta succedendo, anche se sarebbe stato bellissimo lottare insieme. Magari adesso si sta godendo la quiete che non ha potuto avere qua giù, adesso è felice insieme a sua moglie e se ha trovato davvero la pace le dico con forza che se la merita tutta.
Le dico che nonostante tutto questo silenzio assordante ci sarà sempre un piccolo gruppo di persone che non smetterà mai di gridare. Non smetterà mai di gridare che il ministro dell’Ingiustizia Alfano si è baciato con il boss Croce Napoli, che il Presidente del Senato Schifani è amico del boss Nino Mandalà, che il Presidente del consiglio aveva in casa il mafioso Vittorio Mangano e che lo definiva un eroe!
Ma soprattutto, dott. Falcone, questo piccolo gruppo di persone non smetterà mai di ricordare persone come lei, come i suoi colleghi e come gli agenti della sua scorta, non smetterà di farne esempio di vita. Sarete sempre sulla nostra bocca.
Lo cambieremo questo paese dottor Falcone, glielo prometto, lo cambieremo per lei!
1. Introduzione. 2. La complicazione. 3. Il sistema fiscale. 4. La pluralità dei riti. 5. Il diritto civile. 6. Il diritto penale. 7. Conclusioni. 8. Alcuni aneddoti.
1. Introduzione. Voglio provare a spiegare in due parole il nostro sistema giuridico, premettendo prima il mio percorso.
Ho studiato per anni dopo la laurea, perché amavo il diritto. Era una cosa appassionante. Anche complicata per certi versi. Per una questione di carattere amavo gli argomenti più difficili e intricati. In civile ho amato la causa del contratto, che è l’argomento più difficile, tanto che la maggior parte degli autori dice che è impossibile comprenderlo a fondo. In diritto amministrativo ho amato l’interesse legittimo. In diritto civile ho pubblicato 4 manuali, in edizioni diverse. In diritto amministrativo un manuale che ha avuto 2 edizioni. Ma poi ho scritto articoli, tenuto lezioni di vario tipo all’università e nei corsi post universitari, e dirigo due riviste giuridiche. Pensavo che capire il sistema giuridico significasse, in fondo, capire il sistema in cui viviamo, le sue regole. A un certo punto mi sono accorto che il diritto nei tribunali non serve quasi a niente. E che troppe cose non quadrano. E che tali regole sono sistematicamente disapplicate. Anzitutto la prima cosa strana. La maggior parte dei giudici ignorano il diritto, e non riescono a distinguere – ad esempio - la prova del nesso causale di un fatto, dalla prova del fatto stesso. Guai a sentir parlare di causa del contratto e guai a chiedere cosa è l’interesse legittimo e in cosa si differenzia dal diritto soggettivo. E qui già si nota una prima cosa che non va. Il diritto dovrebbe servire a regolare la vita dei cittadini. Ma cosa cavolo deve regolare uno strumento che non è capito bene neanche dagli addetti ai lavori?
Non solo. Ma nel nostro sistema abbiamo oltre 370.000 leggi vigenti. E’ assolutamente ovvio che nessun giurista le possa conoscere tutte.
A vivere il diritto pratico quindi, ci si trova in un caos. E si capisce che il sistema reale è molto, molto diverso da quello che ci fanno studiare nei manuali e all’università. E’ un sistema che è fatto per NON tutelare il cittadino e far sì che la legge non venga applicata. Ed è un sistema che si basa su alcuni baluardi che ora cercheremo di descrivere:
Essi sono:
- Complicazione del sistema. Il sistema è così complicato che capirlo è un casino. In tal senso mi viene da dire che il diritto è molto simile ad un sistema esoterico.
- Linguaggio giuridico. I giuristi in genere scrivono in un linguaggio illeggibile e la maggior parte dei testi giuridici non è comprensibile neanche dai giuristi, a meno che non siano esperti di quella specifica materia trattata dal manuale. La cosa, ovviamente, serve per non permettere al cittadino di capire il sistema, ma anche per non farlo capire ai giudici e agli avvocati stessi.
- pluralità dei riti. Esistono decine di riti diversi, in modo che spesso è difficile anche capire quale sia il giudice competente. - Lunghezza dei riti. - Sistema fiscale demenziale - Costi della giustizia. - Mancanza di fondi e di organico
Approfondiamone alcuni.
2. La complicazione. Qui troviamo una prima contraddizione del nostro sistema: neanche i giuristi sanno muoversi nel mondo del diritto, tanto è vero che anche noi avvocati, quando abbiamo un problema in una materia specifica, dobbiamo rivolgerci a un esperto di questa materia. Non a caso esistono una marea di specializzazioni: civilista, penalista, amministrativista, fiscalista, giuslavorista, sono le grosse branche del diritto. Ma poi esistono le sotto branche: solo nel diritto civile abbiamo gli esperti in società, i matrimonialisti, i contrattualisti, quelli esperti in responsabilità civile, in diritto d’autore, ecc… E addirittura ci sono studi super specializzati dove c’è, nell’ambito dei matrimonialisti, l’esperto in diritto minorile, quello esperto in separazioni e divorzi, quello esperto in volontaria giurisdizione, ecc…
Come dire: anche noi avvocati non possiamo conoscere tutte le leggi, e abbiamo bisogno dell’avvocato.
Un assurdità. Ma è un assurdità a cui siamo tutti abituati e oramai non ci stupiamo di nulla.. D’altronde di che stupirsi? La maggior parte dei nostri politici non conosce neanche le leggi più importanti esistenti. Tempo fa le iene promossero una serie di interviste in cui chiedevano ai politici cosa è la Consob (cioè l’organo di controllo delle società). Venne fuori che la maggior parte dei politici non lo sapevano. Poi non possiamo stupirci ovviamente se il parlamento non promuove leggi per risolvere il problema della privatizzazione della Banca d’Italia o del signoraggio. Il problema è che non sanno neanche cosa sia.
L’altra cosa assurda è il costo delle spese giudiziarie. Un avvocato non famoso di una modesta città di provincia ha delle parcelle pari a uno o più stupendi mensili di un operaio. Il che è come dire una persona che guadagna 1000 euro al mese non può permettersi un legale. Ora i geni del diritto diranno: “eh. Ma esiste il gratuito patrocinio per i non abbienti”. No. E’ falso. Prima di tutto perché il gratuito patrocinio ha dei limiti di reddito molto bassi. Praticamente da fame. Poi perché il gratuito patrocinio non copre le consulenze legali, e le attività stragiudiziali. Quindi se, ad esempio, un cittadino vuole delle semplici consulenze per sapere come comportarsi al fine di non violare la legge, non può farlo.
Ed è facilissimo violare la legge, perché abbiamo leggi su tutto: dal tipo di rubinetti che è possibile installare in un ristorante, ai metri quadri del gabinetto, alla forma delle sedie da installare. Tempo fa ho scoperto che ero fuori legge perché non tagliavo i rami troppo sporgenti del mio giardino ed ero passibile di multa. Anni fa scoprii che se lavavo l’auto in una fontana pubblica ero soggetto a contravvenzione. E qualche tempo fa ho messo delle borse laterali alla mia moto. E ho scoperto di essere passibile di cotnravvenzione. Me l’ha detto un mio amico, che è un vigile urbano e che lo sa bene, perché ha la stessa moto mia, e ha le stesse borse e anche lui è fuorilegge.
3. Il sistema fiscale La punta di diamante più assurda del nostro sistema giuridico è la parte fiscale. E’ notorio tra professionisti e commercianti che “se viene la finanza qualcosa di illegale ti trovano”. Già perché le leggi fiscali sono talmente complicate che è impossibile rispettarle completamente. Tasse, sovrattasse, tasse locali, spese detraibili, spese deducibili, spese detraibili in parte, spese deducibili in parte, anticipi, acconti, ecc… un casino in cui è impossibile capirci qualcosa. Ovvio che se sei soggetto ad una verifica fiscale da parte della finanza come minimo trovano che hai dedotto una spese non deducibile, che hai sbagliato un calcolo, un acconto, qualsiasi cosa. Infatti ogni tanto a noi professionisti, o agli imprenditori, arrivano delle tasse arretrate. E quando la somma è piccola si paga senza fiatare; perché costa di più rifare tutti i calcoli che pagare senza protestare. Un piccolo sopruso, ma costante, continuo, reiterato, e inflitto a migliaia di imprese e professionisti, con la volontà e complicità del sistema statale.
Se poi aggiungiamo le leggi sulla sicurezza del lavoro, quelle sanitarie, ecc… ne risulta che la maggior parte degli imprenditori e dei professionisti viola sempre e senz’altro qualche regola. Tempo fa ad esempio ho scoperto che in uno studio legale, in teoria, si devono avere solo mobili “ignifughi”; ma sfido qualsiasi studio legale a dimostrare che non ha nelle stanze almeno un soprammobile di legno o altro materiale infiammabile perché ritengo che nessuno, al momento in cui acquista un mobile o un altro oggetto, pensi alle norme della legge 626 (poi confluita nel TU). In realtà questo stato di cose serve per far avere una specie di sudditanza del cittadino nei confronti del potere; il cittadino non deve mai essere tranquillo; deve sempre aver paura di un possibile controllo; e deve sapere che a fronte di un abuso dell’autorità non potrà difendersi. Ma la cosa più assurda si verifica nei tribunali. Tempo fa entrai in un aula di diritto del lavoro, e scopri che la sedia del giudice non era a norma di legge, e che non c’era l’estintore e nelle cancellerie non c’erano tutte le misure prescritte dalla legge sulla sicurezza del lavoro. Cioè i magistrati che in teoria dovrebbero controllare che tutti sia a norma, sono i primi a lavorare in un ambiente non in regola.
Qualche tempo fa ho messo la targa col mio nome, fuori dal portone del mio studio legale. Non sapevo che per farlo dovevo chiedere il permesso e pagare una tassa per le affissioni comunali. E’ passato un vigile mentre la affiggevo e mi ha chiesto se avevo il permesso. Ho risposto di no e che non sapevo neanche ci volesse il permesso. “Ma quant’è questa tassa?” Ho chiesto. “Non lo so – risponde il vigile - ma comunque ti conviene non chiedere alcun permesso, e se viene un controllo paghi la multa. Costa meno ed è più pratico”. Quindi se io metto il mio nome sul campanello è mio diritto. Ma mettere una targa accanto al campanello no. Il consiglio, del resto, viene dalla persona che in teoria dovrebbe controllare che io sia in regola con il permesso.
Proseguendo nelle assurdità fiscali, che dire del fatto che i professionisti e le imprese debbano pagare il 90 per cento del reddito presunto dell’anno successivo? In altre parole: per noi cittadini è normale pagare in anticipo le tasse che guadagneremo l’anno prossimo. Di chi sia questa geniale invenzione non lo so. Ma quello che so è che a tutti deve sembrare normale, se nessuno ha mai pensato a fare un ricorso alla corte costituzionale (che, a mio parere, avrebbe notevoli possibilità di vittoria). Vero è che il cittadino non ha interesse a fare un ricorso del genere a causa, ancora una volta, dell’assurdità con cui è previsto il meccanismo dell’impugnazione:
Già. Perché se io, cittadino, sono incazzato contro questa legge assurda non posso mica andare dalla Corte Costituzionale e promuovere direttamente il giudizio. No. Devo prima farmi fare una multa (quindi devo prima rifiutarmi di pagare, e commettere un illecito) e poi impugnare questa multa davanti alle Commissioni Tributarie; e una volta che sono davanti alle commissioni tributarie, devo sollevare il giudizio davanti alla Corte Costituzionale. Ma il giudizio davanti alla Corte ancora una volta non è automatico. No. E’ a discrezione del giudice che può sollevare il problema davanti alla corte solo se lo ritiene “non manifestamente infondato”. Quindi la maggior parte di cittadini è scoraggiata dal fare una cosa del genere, e finché a promuovere un azione del genere non ci penserà un’associazione di consumatori, la cosa è ovviamente improponibile. Fare una legge che consenta di chiedere il sindacato di costituzionalità in via diretta non è venuto in mente a nessuno. Sarebbe troppo semplice poi. Quindi, riassumendo, se un cittadino vuole fare causa contro questa norma del cazzo, per non pagare con un anno di anticipo quegli euro di tasse che dovrà comunque pagare l’anno successivo, deve dare parecchie migliaia di euro ad un avvocato; e aspettare qualche anno di causa. Tempo medio previsto per la definizione del giudizio: se tutto va bene qualche anno. Spesa prevista: circa 10 – 20.000 euro, a seconda dei casi. E' ovvio allora che conviene di più pagare in anticipo.
Qualcuno mi dirà: ma tu sei avvocato, fattela da solo. Ma a me non va di farmela. Perché dovrei? Sono centinaia le possibili cause che potrei fare contro le leggi ingiuste e vessatorie. Ma non ho tempo per farmele, perché devo lavorare. E quando non lavoro, scrivo articoli come questo, oppure mi studio la cabala, che mi serve sempre per lavoro.
Insomma, pur essendo avvocato, non ho il tempo per difendermi legalmente e, ovviamente, non mi va neanche di farmi difendere da un collega, perchè mi costerebbe troppo e non mi converrebbe economicamente.
E tutto questo per i miei colleghi è... normale
Altra cosa assurda, ma su cui nessuno ha qualcosa da reclamare sono le imposte di registro. Non so quanti sanno che se si acquista una casa, colui che acquista deve pagare l’otto per cento di imposta di registro; se si acquista un terreno l’imposta diventa addirittura il 17. In altre parole se io compro un terreno da 100 mila euro, ne dovrò dare 17 allo stato. Più, tra imposte ipotecarie e catastali, si arriva al 18. A questo aggiungiamo la tariffa notarile e si arriva a 20.000 euro. 20.000 euro regalati allo stato ma non si sa perché. E se io vado su un testo di diritto tributario per capire a cosa cazzo serve questa imposta, e perché io sono obbligato a pagare una cifra del genere, non lo trovo. E’ un imposta. E’ dovuta. E basta. Se chiedo a un collega tributarista a cosa serve questa imposta mi rispondono che non lo sanno. Loro sanno solo che si fa così.
4. La pluralità dei riti Molte persone ingenuamente pensano che il nostro sistema si divida in civile, e penale. I più istruiti al massimo sanno che esiste un diritto amministrativo e un tribunale amministrativo. Invece non è vero. Anzitutto perché in seno ad ogni giudice ci sono diversi riti, cosicché in seno al rito civile esiste il rito del lavoro, quello societario, quello ordinario, più i vari procedimenti speciali, ognuno con una sua particolarità e una sua procedura diversa. Poi esiste la Corte dei conti, con competenze sia amministrative che penali. Il Tribunale militare. Il tribunale delle acque. (si avete letto bene… esiste un tribunale delle acque…) Le giurisdizioni tributarie. A questi già non pochi tribunali si aggiungono ora le corti europee; Corte dei diritti dell’Uomo, Corte di giustizia della Ce. Insomma esistono decine di riti diversi, fatti apposta per far impantanare alcuni procedimenti solo perché il Tizio che fa il ricorso ha sbagliato giudice. Siccome poi la legge in molti casi non è chiara, ecco che è possibile arrivare a situazioni paradossali. Ad esempio per ricorrere contro l’espulsione di uno straniero non si sa bene se ricorrere al TAR o al Giudice Ordinario; alcuni tribunali amministrativi dicono di essere competenti loro; alcuni GO dicono di essere competenti loro; con il risultato paradossale che ci sono due giudici diversi che dicono entrambi di essere competenti. Stessa cosa per un provvedimento con cui chiedete di essere ammessi ad un trattamento medico che vi viene rifiutato dalla ASL. Alcuni giudici ordinari si ritengono competenti; ma anche alcuni tribunali amministrativi. Se ci sono dubbi di competenza comunque non c’è problema: il nostro legislatore ha provveduto a creare un sistema geniale per risolvere i problemi: il procedimento di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. Ecco quindi che in una causa tra due contendenti, che discutevano quale giudice avesse il potere di decidere su un diritto di pascolare delle pecore, nel 2007, dopo alcuni decenni di causa, si sono pronunciate le sezioni unite. Trenta anni solo per decidere il giudice competente… chissà fra quanti anni si saprà a chi deve andare quel diritto di pascolo. In compenso alcune volte entrambi i tribunali si ritengono incompetenti con risultati che sfiorano il ridicolo. Ad esempio avevo un procedimento davanti al Tribunale di Civitavecchia. Non si sapeva se fosse competente il giudice di Pace o il Tribunale. Nel dubbio ho fatto una cosa che non si potrebbe fare, cioè ho fatto la richiesta ad entrambi. Ma entrambi si sono dichiarati incompetenti. Allora ho fatto appello. Il giudice dell’appello mi disse che lui era incompetente. Alla fine il giudice, per risolvere il problema e non avere grattacapi, ha pensato bene di risolvere la questione giuridica in altro modo: il procedimento si è perso, e la sentenza non è mai stata emessa; le parti nel frattempo si sono dimenticate della questione anche perché il procedimento, per una causa di poche centinaia di euro, è costato quanto una auto nuova. Ecco una cosa che in nessun manuale è contemplata: Il procedimento che si perde per strada.
5. Diritto civile Il diritto civile è una materia già complessa in sé. Ma a renderla davvero impraticabile, in modo che il cittadino non sia tutelato per niente, ci pensa il nostro geniale sistema processuale. Un sistema fatto di notifiche, termini per produrre, e atti programmati secondo uno schema fisso, in modo che un processo civile può anche durare venti o trenta anni. Se Tizio viene tamponano, l’assicurazione è costretta a pagare per forza; tutto sarebbe molto semplice se avessimo un sistema come quello americano, ove il giudice decide alla prima udienza dibattimentale e tutto si risolve in un procedimento che spesso consta di una sola udienza. Da noi no. Mi hanno tamponato; ho ragione per forza; ma il nostro sistema impone prima di tutto di notificare l’atto alla compagnia; poi il giorno dell’udienza, anche se la compagnia magari non si presenta in giudizio, il giudice fissa un’udienza successiva per le richieste istruttorie in una data di diversi mesi successiva; poi segue la fase istruttoria; poi magari la fase della CTU; e poi infine la fase della memoria conclusionale. Il tutto in un tempo mai inferiore ai due anni nei casi più rapidi, ma che può arrivare a dieci, quindici, nei casi in cui ci sia l’avvicendamento di vari giudici per malattie, maternità, trasferimenti, ecc… Ecco che si arriva ai casi paradossali in cui una persona ha ragione da vendere, ma dopo quindici anni sta ancora in causa. Poi arriva la sentenza. Ma magari la controparte non paga. Allora siccome sarebbe troppo semplice prevedere la galera per chi in mala fede non paga un debito processuale, occorre istaurare un altro procedimento; cioè il procedimento esecutivo.
In altri casi ove il creditore abbia comunque un credito che deve incassare sicuramente abbiamo il cosiddetto procedimento per decreto ingiuntivo. Procedimento che in certi casi può durare anni, se la controparte fa una minima obbiezione formale sulla procedura (in gergo tecnico si chiama opposizione a precetto, o a decreto ingiuntivo).
Ecco quindi che il processo civile serve per proteggere i disonesti che non vogliono pagare. Prevedere un sistema rapido, con definizione alla prima udienza dei casi più evidenti, sarebbe troppo semplice… quindi si preferisce mantenere il sistema come è. Anche perché, nei pochi casi in cui il legislatore ha previsto un sistema efficiente e veloce, questo sistema non ha funzionato. Siamo così abituati a complicarci la vita, infatti, che li dove il legislatore ha previsto la definizione in un’unica udienza, purtroppo questa possibilità non è obbligatoria; con il risultato che la norma non viene applicata da nessuno. Alludo al processo davanti al giudice di pace (articolo 320 cpc), che in teoria potrebbe essere risolto in un’unica udienza, al massimo due, ma se qualche giudice prova ad applicare la legge e definire il giudizio nella prima udienza, viene trattato come un marziano.
La maggior parte dei giudici di pace non solo non definisce la causa alla prima udienza, ma dà pure i termini per le memorie conclusionali e addirittura per le memorie di replica. Ecco quindi che io sono riuscito a stare in causa davanti ad un giudice di pace per un banale incidente stradale per ben 5 anni. Cinque.
Se poi il debitore, nonostante il decreto ingiuntivo, alla fine del procedimento continua a non pagare, si arriva alla tragicomica del processo esecutivo. Cioè si pignora (e si mette in vendita) un appartamento, un auto, un qualsiasi bene, al soggetto debitore; tempo medio per arrivare alla vendita del bene e al conseguimento del dovuto: tre – cinque anni, ma anche dieci o quindici anni, con punte di 30. In alcuni casi il processo viene abbandonato senza che se ne sappia più nulla, perché i creditori si stancano, o muoiono, o semplicemente si trasferiscono all’estero e se ne fregano dell’esito del giudizio, e tutto viene abbandonato. In pratica il processo civile ha tempi ed esiti ragionevoli in pochissimi casi. Si riesce ad ottenere qualcosa nei soli casi in cui è coinvolta un’assicurazione (non sempre ovviamente; nei casi più complessi si può stare in giudizio anche trenta anni) oppure nel processo del lavoro. Negli altri casi il giudizio è sempre sconsigliabile. Quando iniziai la professione un avvocato famoso a Viterbo, giudicato da tutti persona corretta, e presidente del Consiglio dell’Ordine mi disse “meglio una pessima transazione che un’ottima causa”. Frase che ho capito solo dopo anni, quando ho capito davvero il sistema. D’altronde, sempre dopo qualche anno ho capito il perché di un altro detto dell’avvocatura: “causa che pende causa che rende”. Perché molti avvocati, stando trenta anni in causa, chiedono periodicamente delle somme al cliente, per un processo che spesso dura dieci, venti, o trenta anni di giudizio, dopo aver speso un capitale. Quindi perché mai dovrebbero protestare perché il sistema non funziona? Tanto loro vengono pagati lo stesso.
Ma quello che in genere non dicono né i libri, né i docenti, quando si studiano le materie giuridiche è che il processo civile può impantanarsi e bloccarsi definitivamente in diversi punti. Ci sono vari casi in cui, infatti, un debitore scaltro riesce a farla in barba al creditore. I punti di impasse del processo civile sono tanti.
Mi soffermo solo sulla fase della notifica. La notifica implica che se Tizio vuole fare causa a Caio, deve farglielo sapere recapitandogli l’atto personalmente. Deve, appunto, notificarglielo. Ma prima di notificare l’atto deve trovare il soggetto in questione. Quando il residente è all’estero notificare un atto diventa un problema complicato dal punto di vista tecnico, e costoso. Alcuni soggetti poi non hanno mai residenza fissa. Poi ci sono i soggetti (le società in genere) che operano in Italia ma risiedono all’estero. E poi, con vero colpo di genio, ci sono le società (questo è uno scherzetto ad esempio che fanno diverse società telefoniche) che hanno varie sedi: la sede amministrativa, la sede generale, la sede operativa, la sede secondaria, ecc… Siccome la notifica va fatta alla sede della direzione generale, se per caso chi vuole fare iniziare il giudizio si sbaglia e lo invia ad una sede secondaria, o alla sede amministrativa, ecc…, allora ecco che la citazione non vale nulla. Inutile dire che in genere, sul sito della società, compaiono diverse sedi ma non certo quella della direzione generale. Ricordo in un caso in cui dovetti fare causa ad una società, e per risolvere il problema ho fatto sei o sette notifiche, a diversi indirizzi. La società si è costituita in giudizio, senza poter opporre il difetto di notifica, ma ovviamente ho dovuto spendere di notifiche più di quanto era il valore della causa. Un sistema ingegnoso per bloccare tutto all’origine ed evitare che un utente possa protestare.
6. Diritto penale. Anche il diritto penale è pensato per tutelare i delinquenti e non le vittime. Tra i delinquenti c’è una suddivisione in categorie. 1) Reietti. I reietti sono quelli che vanno in galera sicuramente, se vengono beccati. Sono in genere mafiosi, che sono quelli che subiscono le pene più dure. 2) Sfigati. Sfigati sono in genere gli extracomunitari o i drogati, che subiscono pene di media entità e nel cinquanta per cento dei casi possono finire in carcere. 3) Eletti. Appartengono a questa categoria quelli che non vanno mai in carcere e se ci vanno gli danno tutti i privilegi e li trattano come se fossero in albergo; sono gli amministratori pubblici, che hanno pene ridicole o inesistenti, e comunque nei pochi casi in cui vengono processati il processo va in prescrizione. Poi ci sono i cittadini ordinari, che rientrano in una delle tre classi sopraelencate, a seconda dei soldi di cui dispongono, della loro appartenenza ad organizzazioni massoniche o paramassoniche, e da altre variabili.
Rubare un cesto di mele da un negozio di frutta e verdura, o un portafoglio su un autobus, ad esempio è un reato punito con la pena da 1 a sei anni (articolo 625). Rubare un miliardo di euro agli azionisti, in una società che fattura dieci miliardi all’anno, non è punibile. Rubare un miliardo di euro in una società che fattura un miliardo di euro all’anno è punito con la pena da quindici giorni ad un anno (articolo 2621 e ss del codice civile). Quindi chi ruba una mela è uno sfigato; chi ne ruba mille è un reietto; .ma se rubi milla milardi sei un eletto. Se poi complotti per preparare un colpo di stato non c’è alcun reato; perché di recente l’articolo 289 che prevede il reato di attentato agli organi costituzionali è stato cambiato in modo tale che per essere punibile, il soggetto deve compiere un “atto violento”. E complottare, organizzare, ecc., non è considerato un atto violento. . Ma il colpo di genio del legislatore è la prescrizione. Circa il novanta per cento dei reati commessi, oramai va in prescrizione perché i processi sono talmente lunghi (e le prescrizioni talmente brevi) che la maggior parte dei delinquenti non vanno mai in galera. Questo significa che la macchina della giustizia (comprendendo in essa finanzieri, poliziotti, carabinieri, magistrati inquirenti e giudicanti, cancellieri, ufficiali giudiziari) funziona, con dispendio di soldi pubblici, per perseguire reati che non verranno mai puniti. Il sistema potrebbe essere sanato anche semplicemente stabilendo ciò che è previsto in tutti i paesi normali: cioè che una volta che il processo è iniziato la prescrizione è interrotta. Ma questo non accadrà mai, perchè sarebbe troppo semplice e poi per un colpo di sfortuna qualche eletto potrebbe pure finire in galera.
Certo… ci sono dei reati tanto gravi, in cui la prescrizione è lunga. O addirittura ci sono quei reati che non cadono mai in prescrizione. Ma qui scatta un altro diabolico meccanismo processuale. Il famigerato (per il giurista) modello 45, che non si studia all’università, ma solo sui campi di battaglia dei tribunali. Cosa è questo modello 45 è presto detto. Quando il PM indaga ha l’obbligo di chiudere le indagini in un tempo predeterminato dalla legge, diverso a seconda dei reati in esame. Al termine del tempo previsto egli ha due possibilità: può chiedere l’archiviazione o chiedere il rinvio a giudizio. Il codice non prevede una terza possibilità: cioè che il PM non chieda nulla. In tal caso il processo è insabbiato per sempre e viene inserito nel cosiddetto modello 45, il modello della denunce non costituenti reato. E’ sotto questo famigerato modello che vengono insabbiate le inchieste a magistrati, politici, persone potenti, di cui spesso non si avrà mai notizia.
Pochi poi riflettono sul fatto che molte leggi penali sono create e pensate da… criminali. Cioè molti parlamentari sono persone che sono state condannate in via definitiva per reati anche molto gravi. E pochi si rendono conto che molte leggi fatte dal parlamento sono un vero abuso; cioè costituisce un reato il fatto di averle emanate. Un esempio. La riforma del falso in bilancio, configurata in modo tale da rendere non punibile tale reato, è stato un vero reato, commesso da tutto il parlamento. In pratica è come se il parlamento avesse detto: ragazzi, siccome la maggior parte di noi ha delle società, magari per interposta persona, per salvarci il culo dalla galera perché non facciamo una legge con cui non siamo punibili? E quindi si sono fatti una legge che abrogasse tale reato. In pratica è come se avessero incitato gli amministratori delle società a delinquere. E incitare a commettere reati, è un reato, per il nostro codice, previsto dall’articolo 110 c.p. E’ come se tutto il parlamento concorresse a tutti i reati di falso in bilancio commessi dalla nazione. Ma nessuno potrà mai mandare in galera tutto il parlamento.
7. Conclusioni. Ci sarebbe altro da dire, molto altro, ma è impossibile farlo in un articolo.Ci sarebbe da parlare delle carenze di organico, ovviamente volute ad hoc per rendere ancor più inefficiente il nostro sistema; del disordine con cui vengono tenuti i fascicoli nella maggior parte dei tribunali italiani, il che è fatto apposta per permettere di rubare i fascicoli e farli sparire, per permettere di farli vedere ad occhi indiscreti, ecc.
Ci sarebbe da dire delle truffe continue e sistematiche che sono compiute dalle società telefoniche con le bollette taroccate; una vera e propria truffa ai danni di migliaia di utenti che però non viene perseguita perché si tratta di piccoli reati; e poi siccome è un reato commesso da società semi-pubbliche nessun magistrato ha il coraggio di perseguirlo (in caso contrario dovrebbero mandare in galera gli amministratori di queste società, ma è difficile trovare magistrati così impavidi). Ci sarebbe da parlare della cartelle esattoriali pazze emesse da società private per conto del comune; società che durano un anno o due poi spariscono e chiudono, in modo che se per caso qualche centinaia di cittadini truffati volessero fare causa… non troverebbero più nulla, perché la società non esiste più.
Ci sarebbe da parlare del modo in cui vengono selezionati i magistrati e gli avvocati, con concorsi ed esami spesso truccati, o con dei commissari impreparati e con una preparazione inferiore a quella dei candidati. Basti ricordare il famoso caso dell’esame di Catanzaro: all’esame da avvocato che si tenne alla Corte di appello di Catanzaro nell’anno 2000, la magistratura scoprì che tutti i 2500 concorrenti avevano copiato, con la complicità della commissione (commissione composta da giudici, avvocati e professori universitari). Come è andata a finire? Tutto prescritto. Nessun colpevole. E i 2500 candidati che avevano copiato sono tutti avvocati. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/10/avvocati.shtml
E il concorso in magistratura? Al concorso del 2002 un magistrato (non un magistrato qualsiasi si badi; ma un magistrato di CASSAZIONE) venne beccato con le mani nella marmellata mentre truccava un elaborato; il concorso non è stato annullato; tutta la commissione si schierò a sua difesa; e tutto è finito a tarallucci a vino. Non si poteva certo mandare in galera tutta la commissione di magistrati, professori universitari, ecc., e rifare tutto il concorso.
Per non parlare dell’ultimo concorso in cui molti concorrenti hanno copiato l’elaborato nel silenzio e nell’inerzia della commissione, con uno scandalo finito su tutti i giornali, ma che dopo qualche giorno è tornato nel dimenticatoio.
Quando la selezione dei futuri magistrati e dei futuri avvocati avviene con queste premesse… che pretendiamo?
8. Alcuni aneddoti Nella mia breve carriera professionale ricordo alcuni aneddoti curiosi che racconto, per far capire un po’ come va la pratica.
Una signora un giorno si ritrova i conti correnti bancari chiusi, perché gli avevano protestato degli assegni di cui lei non sapeva nulla. Si scopre che una truffatrice di Firenze aveva emesso con un documento falso degli assegni a suo nome. Inoltre lo stesso scherzetto lo aveva fatto a decine di persone. La truffatrice viene identificata, e portata davanti al magistrato. Confessa candidamente che si, ha emesso assegni falsi. Confessa candidamente che si, ha falsificato i documenti. Confessa candidamente che si, sono una decine di anni che fa questo gioco. La Tizia viene rilasciata, perchè avendo confessato non ci sono le esigenze della custodia cautelare e da noi si va in galera solo dopo la sentenza definitiva, cioè dopo la Cassazione. Il giorno dopo emette altri assegni. E poi ancora altri. Continuando cioè a creare problemi ad altri cittadini ignari che si troveranno i conti chiusi, i crediti bloccati, i mutui revocati. Il processo è iniziato da pochi giorni, ma oramai, si sa, siamo vicini alla prescrizione. In fondo, il reato commesso non è grave. E questa signora continua ad andare in giro tranquilla.
Qualche anno fa un Tizio viene denunciato dalla compagnia di assicurazione per cui lavoro per truffa; aveva fatto decine di incidenti falsi nella zona di Civitavecchia finché i carabinieri lo avevano scoperto. Qualche tempo dopo lo stesso soggetto viene a Viterbo, alla sede della compagnia, con un incidente falso; si trova quindi di fronte a gente che lo conosce e che gli dice “e che ci fai qui… ma se ti abbiamo denunciato a Civitavecchia?” E lui: “eh si… infatti li non potevo più lavorare… ora mi sono trasferito qui ma non immaginavo che lei, ispettore, avesse anche questa sede. Peccato. Mi devo trasferire ancora”.
Ad un mio cliente di Napoli avevano pignorato la casa che doveva andare in vendita. Nel 2005 mi chiede se poteva pagare tutti i debiti e riprendersi la casa ed eventualmente cosa fare in alternativa. Lui tiene a quella casa. Analizzo il valore della casa. Circa 100.000 euro. Il debito era di circa 50.00 euro suddiviso per una ventina di debitori, ma tra spese, legali, interessi, ecc… nel 2005 ammontava a circa 300.000 euro. I debiti risalgono a circa 25 anni fa. Il procedimento di pignoramento è iniziato quindici anni fa, ma ancora in alto mare. Il cliente ha sessantatrè anni e non ha figli. Il mio consiglio: continuare ad abitare quella casa. Se tutto va male la venderanno tra una decina di anni, quando lui sarà anziano. Ma data l’ubicazione dell’immobile e altre caratteristiche non la venderanno mai… Alla sua morte, ci andrà ad abitare qualche suo amico o parente e probabilmente nessuno gliela toglierà mai.
Sono a Napoli da un mio amico avvocato. Questo mio amico mi chiede di andare a notificare un atto al tribunale di (bo… non ricordo.. mi pare Castellammare). Mi dà l’atto, che dovrò consegnare all’ufficiale giudiziario, e poi mi consegna una busta con le “istruzioni” per la notifica pregandomi di consegnarla nelle mani dell’ufficiale X… Vado in tribunale accompagnato dalla segretaria, mi avvicino al banco degli ufficiali giudiziari e consegno l’atto. Poi dico: “Ora le do la busta con le istruzioni ma mi faccia controllare se le istruzioni sono giuste…” A quel punto vedo che l’ufficiale giudiziario diventa pallido, e la segretaria mi si lancia addosso e mi strappa la busta dalle mani e sorridendo in modo nervoso la consegna all’ufficiale. “Non c’è nulla da controllare – mi dice – le ho controllate io… stia tranquillo” fa rivolto all’ufficiale. Mi spiegheranno poi che la busta conteneva i soldi per la tangente. E sia la segretaria, sia il mio amico, sia altri colleghi, si meravigliano che io non sappia che lì, quella è la prassi; se non dai almeno un “centone” l’ufficiale giudiziario non consegna nulla. E bisogna sempre sperare che la persona a cui l’atto sarà notificato non dia una somma ancora più grossa per evitare la notifica… Quando sono tornato dal mio amico mi sono incazzato assai… e lui c’è rimasto male e mi ha chiesto scusa… “Non sapevo – mi disse – che da voi funziona diversamente. Scusa”.
Tempo fa viene da me un lettore del blog. Dice che sono tanti anni che cerca giustizia perché tanti anni prima gli hanno pignorato la casa, l’azienda in cui egli lavorava, e l’auto, per dei debiti inesistenti; lui si era opposto in giudizio, e aveva fatto delle denunce penali; ma le denunce erano andate archiviate. E i procedimenti civili si arenavano sempre contro qalche ostacolo processuale; ora l’avvocato si dimenticava dei termini processuali e faceva scadere; ora veniva smarrito un documento. Nel frattempo l’azienda era stata data in custodia ad un amministratore del tribunale che era un boss della mafia, e quindi costui utilizzava l’azienda per i suoi fini personali, produceva merce, la vendeva, ecc… Guardo le carte… i reati sono ormai prescritti… vedo se ci sono gli estremi di una causa civile. In teoria ci sarebbe da far causa ad avvocati giudici, controparti…Ma noto che i fatti risalgono a trenta anni fa. E il cliente ha 60 anni. Scusi, gli dico… ma ha aspettato trenta anni? “Eh si, nessuno ha mai voluto difendermi, fino ad oggi. Poi a un certo punto ho smesso di fidarmi degli avvocati e oggi sono qui da lei percho di lei mi fido”. Già. Ma dopo trenta anni è impossibile.
Tempo fa viene da me una signora a cui la massoneria ha portato via una marea di beni. Vorrebbe fare causa ma trova sempre diversi ostacoli. Ascolto la signora. Leggo alcuni documenti. Le dico che, avendo come avversario il marito (massone) e quindi essendo circondata da giudici e avvocati massoni, non sarà semplice vincere la causa e dico che magari potrebbe fare una transazione, rimettendoci un po’ di soldi, magari, ma almeno accelerando le procedure. Mi riservo però di leggere gli atti e darle un giudizio nei giorni successivi. Qualche giorno dopo telefono alla signora la quale mi dice: “non ho bisogno della sua tutela. Secondo me lei è un massone. Lei fa una pubblicità spudorata alla massoneria, dicendo che essa è potente, che è organizzata, ecc., scoraggiando la gente dal fare causa. Lei è la punta più elevata e più sofisticata della massoneria. Non mi serve il suo aiuto”.
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Nei manuali di procedura civile e penale, all’università, studiavamo che la regole della procedura si applicano per tutelare il diritto della parte. Oggi dopo anni di studio posso affermare che servono per non tutelare nessuno, tranne i delinquenti. Non a caso Falcone, con riguardo al nostro codice di procedura penale, disse che era buono solo per i ladri di galline, non per la mafia.
E posso dare la seguente definizione del diritto, che in nessun manuale troveremo mai, né mai potrò pubblicare in una rivista giuridica: il diritto è quella sovrastruttura della società che serve per render schiavo il cittadino e assoggettarlo all’autorità dandogli l’illusione di essere libero.
Cara Gabriella. Ti risponderò con calma la prox settimana perchè questa settimana sono quasi sempre fuori studio e non ho tempo per riflettere. In linea di massima la risposta è positiva. Si. La mia risposta è sempre positiva quando si tratta di evitare conflitti. Specie perchè comunque, nel bene e nel male, la tua presenza nella mia vita ha portato certamente più impulsi positivi che negativi. E il bilancio sarebbe comunque in attivo (nonostante la chiusura del forum che, diciamolo, non è stata proprio una cosa da festeggiare). Devo riflettere bene però, perchè i dubbi che ho non sono semplici dubbi del tipo "ma posso fidarmi di Tizio che non va a riferire che mi sono preso la cotta per Caia?" e il nostro conflitto, anche se sanabile, ha comunque sullo sfondo dei dubbi molto più inquietanti (uso un'espressione tua) rispetto a quelli che possono sussistere tra due fidanzati alla crisi del settimo mese (uso un'altra espressione tua).
Ho espresso infatti addirittura il dubbio che tu volutamente mi abbia voluto portare fuori strada, il che non è poco. E che l'organizzazione di cui sei il capo carismatico abbia cercato di eliminarmi.
Poi io so bene quanto questi poteri siano bravi a mettere tutti uno contro l'altro. "Tutti contro tutti è la parola chiave", dice la Nassuato in una poesia sulla Rosa Rossa che mi ha inquietato per molto tempo quando la leggevo, perchè veniva da una persona che, a quanto mi pareva, la Rosa Rossa la conosceva.
Spero che questa storia serva a me per capire meglio i meccanismi con cui operano certi soggetti; e farlo capire anche a chi ci legge.
Sarà interessante per tutti capire i risvolti di questa faccenda.
Anche perchè, vedi, non sono per natura un tipo sospettoso, nè paranoico. Al contrario, parto sempre dalla buona fede e ho difficoltà a vedere il male negli altri. Quindi sarà interessante capire come si sia arrivati a questo punto, chi ci abbia portato fin qui, e con quali mezzi.
E soprattutto, sarò felice di scoprire che mi sono sbagliato.
Un abbraccio virtuale e... alla prossima.
Alcune precisazioni
Nel nostro forum non abbiamo mai praticato la censura. Abbiamo lasciato di tutto, critiche, insulti, addirittura minacce. Quello che chiediamo ora è PER POCHI GIORNI di non commentare o criticare la vicenda tra me e Gabriella finchè non le abbia risposto definitivamente
Questo per darmi tempo di riflettere, e per non farmi passare continuamente il tempo a cancellare i messaggi o a rispondere. Siccome starò fuori diversi giorni, non posso stare al forum a rispondere. E dato che le discussioni delle settimane precedenti sono sfociate nella chiusura del forum vorrei evitare un evento simile e vorrei evitare che anche l’attività del blog ne risentisse.
Per questo motivo ho oscurato tutti i commenti precedenti, e chiuso la discussione. Con Gabriella ci sentiremo al mio ritorno, da martedi in poi. Dopodichè riaprirò la discussione e renderò visibili nuovamente i commenti.
In altre parole stabiliamo solo una tregua per qualche giorno su tutto il fronte della vicenda Carlizzi – Franceschetti – Nassuato – Fabozzi - Piselli
Resta inteso che comunicheremo sul blog il nuovo indirizzo del nuovo forum che apriremo, dove metteremo tutti i materiali precedenti. Come resta inteso che ovviamente nella nuova versione del forum sarà interdetto a chiunque di nominare la Carlizzi, e sarà interdetto ovviamente alla Carlizzi e ai suoi collaboratori di accedere.
Qualora dovesse chiudere anche il blog apriremo con Paolofranceschetti2 su altra piattaforma o sempre su blgospot. Questo è da vedersi.
In pratica l'amministrazione di masterforum è oggetto di minacce e pressioni di vario tipo dalla Carlizzi, con le solite, consuete, querele annunciate e denuncie varie.
L'amministrazione di masterforum ha quindi comunicato che il forum sarebbe stato chiuso dopo le 17.
Per una curiosa coincidenza, il blog ha chiuso oggi alle 17 e 34, il 22 maggio che è il giorno di Santa Rita.
Masterforum è stata fatta oggetto di ulteriori pressioni, chiedendo che noi, dal blog eliminassimo la parola "minacce" con riferimento al comportamento della Carlizzi, al fine di poter dire poi che il nostro forum aveva chiuso per "violazione di regolamento".
Invece, ho tutte le mail che dimostrano che il nostro forum chiude, per le continue, reiterate, e ripetute minacce della Carlizzi agli amministratori del forum, il quale mi hanno detto chiaramente che non volevano avere noie.
Ringraziamo gli amministratori di Masterforum che sono stati gentili e disponibili fino all'ultimo, tanto da posticiparci la chiusura e permetterci di salvare i contenuti del forum.
In caso di necessità pubblicheremo tutte le mail che masterforum ci ha inviato, ove ci avvisavano delle continue minacce della Carlizzi e dove ci dicevano che avrebbero chiuso il forum perchè "non ne potevano più di essere subissati di mail dalla Carlizzi".
Gladio è stata una struttura non ortodossa ma ufficiale della Difesa italiana, iniziata dallo OSS americano attraverso il reclutamento degli uomini della "X MAS", fino alla successiva evoluzione dopo il 1946 e la sua ufficializzazione presumibilmente avvenuta nel'52 con gli accordi, ancora segreti, fra gli USA e l'Italia.
La sua funzione anticomunista era palese, sostenuta anche dall'industria e dalla massonieria italiana inglese ed americana, ambienti che certamente nell'immediato dopoguerra ospitavano ancora tutta la cultura fascista di destra e quella non-comunista del centro; struttura non ortodossa ma istituzionalizzata all'interno del SIFAR prima, del SID poi e quindi del SISMI fino al suo scioglimento dopo che Andreotti ha deciso di parlarne all'inizio degli anni novanta.
Gladio ha avuto il merito di essere stata la struttura che ha saputo mantenere il segreto in un tempo molto lungo; questo non vuol dire che era sconosciuta, ma che era invece non-conosciuta .
Gladio ha avuto in seno i migliori uomini delle forze speciali italiane, i più affidabili civili chiaramente anticomunisti, per quanto concerne la sua operatività non ortodossa; era una struttura sostanzialmente parte di quelle politiche militari non ortodosse comunque protocollate, cosa ben diversa dalle attività clandestine.
Occorre quindi iniziare a capire la differenza fra una operazione non ortodossa ed una operazione clandestina, come ho già tentato di spiegare in alcuni articoli già pubblicati in questo mio Blog.
Capire la storia del nostro strano paese a partire dal 1946 ci consente di comprendere il condizionamento che ha subito a causa della convergenza di interessi fra l'esigenza di sconfiggere il nazismo e la necessità di prevenire le mire autoritarie di Stalin e quindi del blocco comunista.
Gli americani che per primi hanno capito l'importanza degli ex repubblichini di Salò, degli uomini della decima di Borghese (il cui emblema era il Gladio), dei paracadutisti che avevano scelto di restare fedeli agli alleati tedeschi, hanno saputo riconoscere la fedeltà degli ideali di questi soldati italiani rispetto alla loro scarsa adesione al delirio nazista; caratteristica che ha permesso di ridurne la pericolosità fascista rispetto alla loro utile riconversione in chiave anticomunista, garantita proprio dall'essere stati fascisti, ma non propriamente nazisti. Motivo per cui, nonostante il periodo dell'epurazione, abbiamo ritrovato ai vertici delle istituzioni militari e di polizia gli stessi soggetti di prima o comunque provenienti dalla coltivazione e dalla formazione fascista; sia a livello ufficiale che non ortodosso (ma ufficializzato) e soprattutto clandestino, cioè sconosciuto agli organi di governo o meglio non-conosciuto.
I generali che hanno gestito la Difesa appena dopo la guerra sono stati coloro che hanno aperto l'accesso alla massoneria militare, quella che ho definito essere oggi la "massoneria della sicurezza", allora ben collegata con i fratelli inglesi ed americani ed oggi sempre più radicata nel territorio italiano all'interno delle FF.AA. di sicurezza e di polizia, si cui tornerò in un prossimo articolo.
Proprio la massoneria ha consentito alla Gladio clandestina di operare sotto l'ombrello di quella ufficializzata, senza quei vincoli politici e militari che anche la stessa Gladio doveva comunque rispettare sia pur libera di agire in modo non ortodosso in forza di quelle tipiche operazione classificate come "Stay Behind", cioè penetrare o restare all'interno di un territorio nemico oppure occupato dal nemico attivando le operazioni ISPEG, infilitrazione, sabotaggio, propaganda, esfiltrazione e guerriglia, compresa la guerra psicologica e l'intelligence necessaria per conoscere e riconoscere; Gladio clandestina che svolgeva attività clandestine quindi e non ISPEG, attività mirate alla stabilizzazione di un sistema politico internazionale complesso nel quale l'Italia fungeva da ago della bilancia.
Concentriamoci perciò sulle attività (clandestine) della Gladio clandestina, sulla guerra psicologica, sui livelli che ne hanno coordinato il lavoro che solo in Italia ha caratterizzato tutto il periodo della prima Repubblica fino al cambiamento con la seconda Repubblica, momento in cui cambia anche la Gladio clandestina per amalgamarsi e concretizzarsi insieme alla "massoneria della sicurezza" che oggi condiziona il panorama della Difesa e della Polizia italiano.
Dobbiamo anche scindere bene le motivazioni dei militari che in Gladio non ortodossa hanno operato, dai militanti che in Gladio clandestina hanno avuto dei ruoli, sia per non attribuire delle responsabilità a chi ha solo fatto il proprio dovere istituzionale, non ortodosso ma ufficiale, da chi invece dell'istituzione che rappresentava ne ha fatto alibi per condurre e partecipare ad una attività del tutto clandestina
La zona grigia e di scambio fra queste realtà è stata la massoneria, industriale, militare, politica; che dopo la guerra ha visto nel ritorno di Licio Gelli dall'Argentina il cavallo atlantico su cui più paesi hanno puntato, il quale ha condotto con "maestria" una operazione politica, militare e psicologica a lungo termine che ha dato frutti importanti, ancora oggi evidenti specialmente nella politica italiana attuale. La c.d. P2 è stata una sigla catalizzatrice e colpevole di fatti ed eventi che coinvolgevano anche ben più complesse realtà e ben più raffinate responsabilità; Licio Gelli è stato un bravo venditore di materassi, un bravo venditore che ha costruito altri politici venditori, che ancora oggi ci vendono una politica di mercato facendo il mercato della politica, con mire a lungo termine, ben differenti dall'ideologia di dominio comunista che assumeva più velocemente il controllo di un territorio, anche manu militari. Il nostro paese durante la sua evoluzione post-fascista non ha capito che il distacco dal fascismo dell'ambiente militare e di polizia, sostanzialmente mai completato, lo stavano paradossalmente facendo proprio i fascisti stessi; questo perchè gli stessi fascisti erano rimasti tali, non più filonazisti bensì anticomunisti. Da un lato un ufficiale governo democratico di centro, dall'altro un governo sovrannazionale destrorso e caratterizzato da una zona grigia capace di condizionare tutti i gangli del governo ufficiale, in ragione di quelle attività del tutto clandestine, ben gestite e protette dai militari dei servizi segreti e dai servizi segreti dei militari, nei quali transitavano numerosi carabinieri che avevano anche una specifica funzione di polizia e pubblica sicurezza. Non dobbiamo mai dimenticare che quando un carabiniere entrava al servizio segreto perdeva la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, che riacquistava ritransitando al reparto di origine, sulla cui importanza dirò meglio in un articolo futuro spiegando l'evento delle stragi di mafia del '92 e del '93 .
Restiamo fermi sul fatto che rispetto alla Gladio non ortodossa ma ufficiale, formata da militari e civili fedeli, vi era una Gladio del tutto clandestina, forma da militari infedeli, civili ed ex militari destrorsi, gestita dalla zona griga massonica pidduista attraverso il controllo dei vertici della Difesa, escluso forse qualche ministro, in cui erano di volta in volta cooptate quelle forze criminali utili al mantenimento dello status quo o alla destabilizzazione di un territorio e di un evento; la mafia e l'eversione armata, eterodirette in quelle imprese classificate come terrorismo di destra; per ora non parlerò di quello di sinistra e delle commistioni dell'eterodirezione fra l'uno e l'altro riservandomi di farlo in un successivo artcolo.
Il reclutamento di civili e la cooptazione di militari, da parte della Gladio ufficiale, avveniva tramite le normali agenzie di segnalamento regolate da precisi protocolli in seno alla sezione del servizio segreto che gestiva la struttura Stay Behind in cui Gladio era inclusa; parallelamente all'interno dello stesso servizio vi era una attività di cooptazione e di reclutamento di civili e militari indirizzati verso la Gladio clandestina, verticalizzata dall'ingerenza massonica della P2 e dai livelli atlantici, e non solo, che vi erano sopra di essa.
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Immaginiamoci perciò un bravo militare dei reparti speciali che entra al servizio e partecipa sia al proprio addestramento in funzioni di attività ISPEG che a quello dei civili in funzione Stay Behin, egli compie sostanzialmente il proprio lavoro e e le funzioni info-operative tipiche dei reparti d'azione e dei reparti speciali a cui appartiene; fino magari a diventare un segnalatore e un operatore delle RAC, reti agenti coperte, diverse da quelle di polizia dell'UAR, ufficio affari riservati del Ministero dell'Interno.
Immaginiamoci quindi che lo stesso militare sia convinto di essere coordinato da un livello superiore, militare e politico, leale al giuramento di fedeltà alla Repubblica ed alla sua Costituzione, che nulla conosca dell'inquinamento pidduista ai vertici del suo stesso livello superiore Immaginiamoci anche che questi settori siano stati progressivamente dominati da una ingerenza della P2 non più verticale ma orizzontale, fino a inquinarne buona parte degli organici, formati da personale che non necessariamente era cosciente di operare in tal senso, fino, nel corso degli anni a costituire una dottrina operativa funzionale alle esigenze pidduiste a lungo termine, nel corso della quale sono cresciute generazioni di ufficiali e di comandanti dei vari reparti militari, dei servizi, dei carabnieri e delle forze d'informazione e sicurezza in generale. Immaginiamoci ora quei militari, ufficiali e sottufficiali, che in forza del proprio livello operativo, della propria esperienza e di requisiti personali abbiano compreso che vi era un vero e proprio "specchio" all'interno di alcune realtà della Difesa, dei carabinieri e delle forze di informazione e sicurezza in generale; che lo abbiano denunciato se non al primo stadio del proprio livello superiore direttamente al vertice, anch'esso comunque inquinato dalla P2; orbene proviamo ad immaginarci il tipo di pressione che questi uomini abbiano ricevuto, dal classico "o con noi o contro di noi", fino alla eleminazione fisica, professionale, sociale.
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Laddove un ufficiale con incarichi di comando all'interno delle forze speciali o dei servizi avesse avuto la capacità e la forza di denunciare un simile sistema "specchio", a chi lo avrebbe potuto fare se non al ministro della Difesa, alla Presidenza del Consiglio, oppure direttamente alla magistratura? Trovando però quel meraviglioso muro di gomma rappresentato dal segreto di Stato che se da un lato lo vincolava personalmente dall'altro faceva sì che ci rimbalzassero contro tutte le indagini promosse in questo indirizzo.
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All'inizio degli anni ottanta si è venuta a creare una scissione all'interno di queste strutture, fra la Gladio ufficiale e quella "specchio", sia in forza del ricambio generazionale dei componenti sia in ragione di una progressiva democratizzazione delle FF.AA. e di polizia; scissione che fra il 1985 ed il 1990 si è data battaglia dura, invisibile agli occhi della collettività ma ben evidente all'interno della Difesa. Immaginiamoci perciò di vedere da un lato militari e operatori dei servizi fedeli e dall'altro soggetti simili infedeli; ognuno di loro con il proprio harem di personaggi con funzioni info-operative, che si erano coltivati grazie sia al ruolo assunto all'interno della Difesa e dei reparti in cui prestavano servizio, sia dalle collusioni con quelle realtà criminali quali la mafia ed il residuale ambiente eversivo che ancora esisteva fra il 1985 ed il 1990. Da chi era rappresentato questo harem se non da soldati con caratteristiche personali ed operative ritenute idonee per combattere una guerra interna causata da questa scissione, e da criminali utilizzati per compiere ogni azione ritenuta idonea per ridurre il rischio che una organizzazione "specchio" potesse essere scoperta e debellata? Ecco nascere i fedelissimi di singoli ufficiali fedeli, magari delle forze d'elite o dei servizi, i quali si sono autonomamente cresciuti un manipolo di operatori delegati di funzioni ben diverse dal loro incarico ufficiale, quest'ultimi non necessariamente coscienti della scissione in essere ma assolutamente vincolati al proprio collega o comandante in forza di quella lealtà e fedeltà che si crea in determinati ambienti. La stessa lealtà e la stessa fedeltà che ha caratterizzato gli uomini della X MAS e della Folgore durante le epiche gesta della II° guerra mondiale, la cui tradizione in tal senso è stata tramandata nei soldati delle generazioni successive parte di quei reparti che hanno raccolto i loro fregi, dalla Folgore al Comsubin, la stessa che ho vissuto e conosciuto durante la mia carriera militare.
. Quanto sopra per far meglio comprendere ai lettori le dinamiche per le quali un militare di un reparto di elite si possa essere trovato coinvolto in traffici di armi o in attività eversive, in omicidi eccellenti e in tentativi di depistaggio e inquinamento di indagini giudiziarie, facendo poi la scelta di restare sul carrozzone, scendere o abbatterlo.
Ovvero possa aver capito di essere strumento di un gioco più grande di lui che ha tentato di denunciare nella misura in cui era in grado di conoscerlo, ridotta e spesso carente di quei requisiti di credibilità richiesti da una autorità inquirente, per i quali ha dovuto agire direttamente al fine di produrli. Facendo così la scelta di non far parte dell'organizzazione "specchio", di combatterla cosciente di essere solo con il "suo" comandante, senza nemmeno il supporto di una autorità inquirente condizionata invece dal contrasto che l'organizzazione avversa attuava tramite gli strumenti del proprio lavoro, dalla informativa riservata alla denuncia penale veicolata con credibilità grazie ai soggetti inquinanti gli ambienti di polizia e dei carabinieri e talvolta della stessa magistratura. .
In questo mi sono trovato a cavallo fra il 1985 ed il 1988, poi negli anni successivi fino al 1996 quando ho fatto la mia "incursione" alla Camera dei deputati. Chi mi accomuna alla Gladio sbaglia, sia quella ufficiale che quella clandestina; chi mi accomuna a dei soggetti infedeli ha probabilmente ragione; soggetti che io stesso ho denunciato quando ho capito di essere strumento oggettuale di una guerra interna, pedina di un gioco di più ampio respiro; senza comprendere che ne avevo denunciato l'esistenza al mio livello superiore, che ne era invece parte integrante; dal quale ho ricevuto l'opportunità di scelta relativa alla mia posizione sul carrozzone, scegliendo di abbatterlo ed iniziando così a ricevere e patire tutte quelle reazioni sotto forma di informative e azioni di polizia che leggendo le carte, non le veline, che mi riguardano sin dal 1985 ad ora sono ben evidenti.
. Questi sono i motivi per i quai sin dalla seconda metà degli anni ottanta ho sempre manifestato fiducia alcuna e scarsa sudditanza verso gli ufficiali dei servizi, dei carabinieri e di polizia giudiziaria coinvolti in casi che a vario titolo convergevano verso ambienti militari o fatti politici, perchè non sapevo più riconoscere il buono dal marcio. Questi sono i motivi per i quali per scagionare me stesso ho dovuto affrontare, in solitudine o con la collaborazione dei soli soggetti di cui mi fidavo cioè mio zio e mio cugino, impiegati al controspionaggio militare americano, una ricerca di evidenze ed una vera e propria battaglia contro quegli operatori infedeli in seno alle FF.AA. di polizia e dei carabinieri.
. Fino a giungere al 2007 e finire quasi in fiamme, inciampando nel corso di oltre venti anni in esperienze tali da donarmi da un lato la comprensibilie diffidenza da parte di poliziotti e magistrati fedeli, ma dall'altro il riconoscimento di un percorso esperienziale indubbio, però difficilmente spendibile in un dibattimento come elemento probatorio a sostegno di gravi accuse come quelle di concorso in strage, traffico di armi, omicidio.
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Ed eccomi quà, ai giorni nostri, solo ed isolato come solo ed isolato ho scelto di essere sin dal 1985; con la differenza che chi parla oggi non è un paracadutista di 19 anni, un diciannovenne che aveva già tre anni di carriera militare quando all'improvviso e per ragioni fasulle è stato posto di fronte ad un magistrato (corrotto e poi condannato) portatovi da un comandante dei carabinieri sul quale sarebbe ora di fare dettagliati approfondimenti, se non già compiuti per capire la naturta di quelle fasulle ragioni; ma è oggi un uomo con oltre 24 anni di esperienze che ha saputo indicare un indirizzo di ricerca e di riscontro diverso dalla sola propria mera testimonianza o difesa, per individuare le responsabilità di uomini, soldati e infedeli operatori di polizia all'interno di una serie di eventi di sangue gravi e convergenti con gli interessi di quella c.d. "organizzazione specchio" di cui sopra.
Allo stesso modo hanno fatto tutti coloro che fra il 1985 ed i giorni nostri hanno tentato di denunciare la presenza e l'ingerenza di "entità" all'interno del proprio campo professionale, sia esso di polizia o tecnico, i quali hanno patito le stesse reazioni sotto forma di vessazioni, discredito giudiziario, interdizioni economiche fino anche alla morte fisica o sociale oggi questa entità non è stata sconfitta ma gestisce un potere enorme all'interno dei vari gangli dello Stato, meno inquinante di prima grazie ad una magistratura più attenta, più indipendente, che ha saputo scegliere le forze di PG meno condizionabili, ma si tratta sempre di poche realtà rispetto a quelle necessarie per sconfiggere il potere massomafioso all'interno della vita dello Stato; grazie anche ai singoli uomini che ancora oggi hanno scelto di abbattere quel carrozzone coscienti di essere una goccia d'acqua nel mare, ma d'acqua pulita.
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Personalmente sono e resto un uomo che ha giurato fedeltà alla Repubblica, alla Democrazia ed alla Costituzione, non allo Stato, laddove questi è oggi rappresentato da taluni soggetti presumibilmente collusi con quegli stessi ambienti che ho combattuto
Il mio giuramento è verso lo Stato rappresentato dalla collettività che si riconosce nei valori della Democrazia, non nei valori materiali della gestione dello Stato da parte di personaggi la cui storia odora di P2 e puzza di mafia... .
Gli elitisti sono divisi [sul da farsi] - se far affondare l’economia velocemente rimpiazzandola con un nuovo ordine mondiale, o innescare una lunga e agonizzante depressione. Alla vigilia della conferenza annuale del Gruppo Bilderberg, che si terrà dal 14 al 17 maggio 2009 presso l’hotel a cinque stelle Nafsika Astir Palace di Vouliagmeni, in Grecia, il cronista investigativo Daniel Estulin ha svelato gli scioccanti particolari su quanto gli elitisti avrebbero in programma di fare in ambito economico nel corso del prossimo anno.
La riunione del gruppo Bilderberg è un confab che coinvolge ogni anno circa 150 dei “power broker” [mediatori di potere] più influenti al mondo nell’ambito del governo, dell’industria, del settore bancario, accademico e del complesso militare-industriale.
Il gruppo segreto opera secondo le “regole della Chatham House”[1] , ossia nessun particolare di ciò che viene discusso può trapelare attraverso i media, nonostante il fatto che siano presenti alla riunione gli editori dei più grandi quotidiani al mondo come il Washington Post, il New York Times e il Financial Times.
Secondo le fonti di Estulin che si sono dimostrate estremamente accurate in passato, il gruppo Bilderberg è diviso sul da farsi, ossia se innescare “una prolungata, agonizzante depressione che condannerà il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà … oppure una depressione intensa ma più breve che aprirebbe la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile, con minore sovranità ma maggiore efficienza”.
Tali informazioni acquistano maggiore rilevanza se si tiene conto del fatto che le precedenti previsioni economiche di Estulin basate su rivelazioni da parte delle stesse fonti, si sono dimostrate estremamente accurate. Estulin ha correttamente previsto il crollo del mercato immobiliare nonché il tracollo finanziario del 2008, dopo aver appreso dalle sue fonti all’interno di Bilderberg quello che l’elite stava programmando sulla base di quanto era stato detto durante la loro riunione in Canada del 2006 e della loro conferenza del 2007 in Turchia.
I particolari dell’ordine del giorno per l’economia erano contenuti in un libretto distribuito prima della riunione ai membri del gruppo.
In modo specifico Estulin avverte che il gruppo Bilderberg starebbe incoraggiando una falsa immagine di ripresa economica, attirando gli investitori a reinvestire il capitale nel mercato azionario per scatenare poi successivamente un’altra massiccia fase di contrazione che creerà “grosse perdite e una grave sofferenza finanziaria nei mesi a venire”, secondo una relazione del Canada Free Press.Secondo Estulin il gruppo Bilderberg stima che le cifre relative alla disoccupazione negli USA raggiungeranno il 14% entro la fine dell’anno, quindi il doppio dell’attuale cifra ufficiale dell’8,1 per cento.
Le fonti di Estulin gli avrebbero inoltre detto che Bilderberg proverà ancora a fare pressioni per la promulgazione del Trattato di Lisbona, un tassello chiave del piano per consolidare appieno un superstato federale europeo, costringendo l’Irlanda a votare nuovamente su tale documento a settembre/ottobre, nonostante lo abbia già rifiutato insieme ad altre nazioni europee nei referendum nazionali.
Secondo quanto riferisce il CFP “una delle loro preoccupazioni è di affrontare e neutralizzare il movimento contrario al trattato di Lisbona chiamato “Libertas”, sotto la guida di Declan Ganley. Una delle mosse programmate da Bilderberg è l’uso di una campagna diffamatoria nei media americani, che suggerisca che Ganley è finanziato dai trafficanti di armi negli USA legati alle sfere militari statunitensi”.
Daniel Estulin, Jim Tucker ed altre fonti, che hanno infiltrato Bilderberg in passato hanno regolarmente fornito informazioni sull’ordine del giorno del gruppo che viene poi attuato sul palcoscenico mondiale, dando prova che l’organizzazione non è solo una “fabbrica di chiacchiere”, ma un importante foro per la pianificazione del nuovo ordine mondiale.
In effetti proprio il mese scorso il visconte belga nonché attuale presidente del gruppo Bilderberg Étienne Davignon, si è vantato che Bilderberg ha contribuito alla creazione dell’euro mettendo per la prima volta all’ordine del giorno una politica favorevole alla valuta unica all’inizio degli anni ‘90.
Il programma del gruppo Bilderberg di un superstato federale europeo e di una valuta unica risale probabilmente persino a prima.
Un’inchiesta della BBC ha portato alla luce documenti risalenti ai primi incontri del gruppo che hanno confermato che l’Unione Europea è stata un’invenzione del gruppo Bilderberg.Nella primavera del 2002 quando i guerrafondai dell’amministrazione Bush facevano pressione affinché l’Iraq fosse invaso entro l’estate, i membri di Bilderberg hanno espresso il desiderio di ritardare l’attacco, che non fu lanciato fino al marzo dell’anno seguente.
Nel 2006 Estulin ha previsto che il mercato immobiliare negli USA sarebbe cresciuto senza limite prima che la bolla venisse fatta crudelmente scoppiare, come è precisamente successo.Nel 2008 Estulin ha previsto che Bilderberg stesse creando le condizioni per una calamità finanziaria - proprio quello che è successo alcuni mesi dopo con il crollo della Lehman Brothers.
Il Gruppo Bilderberg ha regolarmente gonfiato i muscoli per consolidare il suo ruolo di “kingmaker” [artefice di nomine ed elezioni]. L’organizzazione seleziona di routine i candidati alla presidenza e alla vice presidenza, nonché i primi ministri.Bill Clinton e Tony Blair sono stati entrambi preparati dall’organizzazione segreta all’inizio degli anni ’90 prima che raggiungessero la prominenza.
Il candidato alla vice presidenza di Barack Obama, Joe Biden è stato scelto dal luminario di Bilderberg James A. Johnson, e anche il candidato alla vice presidenza di John Kerry nel 2004, John Edwards è stato consacrato dal gruppo dopo aver fatto un brillante discorso durante la conferenza del 2004. I presenti hanno persino infranto le regole applaudendo Edwards al termine di un discorso che ha fatto agli elitisti sulla politica americana.
La scelta di Edwards fu scioccante per gli opinionisti dei mass media che si aspettavano con certezza che Dick Gephardt avrebbe ottenuto la carica. Il New York Post ha riportato persino che era stato scelto Gephardt e che venivano già attaccati degli adesivi con scritto “Kerry- Gephardt” sui veicoli della campagna presidenziale, prima che fossero tolti quando Edwards fu annunciato come vice di Kerry.
La relazione di un quotidiano portoghese del 2008 ha messo in luce il fatto che Pedro Santana Lopes e Jose Socrates hanno partecipato all’incontro del 2004 a Stresa, in Italia, prima che entrambi diventassero primo ministro del Portogallo.
Svariate decisioni geopolitiche chiave sono state prese durante la riunione del gruppo Bilderberg dello scorso anno a Washington DC, ancora una volta a sottolineare che il confab è molto più di un incontro informale.
Come abbiamo riferito in quel momento, l’organizzazione era preoccupata che il prezzo del petrolio stesse aumentando troppo rapidamente dopo aver toccato i $150 dollari al barile e voleva assicurarsi che “i prezzi del petrolio iniziassero probabilmente a scendere”. Ed è proprio ciò che è avvenuto nella seconda metà del 2008 quando il petrolio è sceso sotto i $50 dollari al barile.
Siamo stati in grado di prevedere precocemente il rapido aumento dei prezzi del petrolio nel 2005, quando il petrolio era sceso a $40 dollari al barile, perché il gruppo Bilderberg aveva auspicato un aumento dei prezzi nel corso della riunione di quell’anno a Monaco di Baviera.
Durante la conferenza in Germania, Henry Kissinger ha detto agli altri presenti che l’elite aveva deciso di assicurarsi che i prezzi del petrolio raddoppiassero nel corso dei 12-24 mesi successivi, che è esattamente ciò che è successo. Inoltre durante l’incontro dello scorso anno, l’ex segretario di stato degli Stati Uniti Condoleezza Rice ha formalizzato con il ministro degli esteri ceco Karel Schwarzenberg i programmi per la firma di un trattato sull’istallazione di una base radar statunitense nella Repubblica Ceca. Insieme alla Rice era presente all’incontro il segretario alla difesa Robert Gates, che secondo quanto riportato avrebbe incoraggiato i globalisti dell’EU a sostenere un attacco contro l’Iran.
E guarda caso, proprio giorni dopo l’Unione europea ha minacciato l’Iran con sanzioni qualora non avesse sospeso il suo programma di arricchimento nucleare.
C’è stata inoltre molta speculazione che anche “l’incontro segreto” tra Hillary Clinton e Barack Obama, che è stato messo in atto con tattiche di spionaggio come rinchiudere i giornalisti in un aereo per impedire che raggiungessero i due politici, avrebbe avuto luogo durante la conferenza Bilderberg nel Distretto di Columbia.
Non resta che vedere quale copertura mediatica sarà riservata sui media principali alla conferenza Bilderberg del 2009, perché nonostante le prove che questa abbia un ruolo centrale nell’influenzare i successivi eventi geopolitici e finanziari nel mondo, e nonostante il fatto che la conferenza dell’anno scorso sia stata tenuta a Washington DC, i media corporativi hanno mantenuto un divieto quasi assoluto di fare reportage sulla conferenza, sui presenti e su quanto è stato discusso.
Ancora una volta sarà compito dei media alternativi riempire il vuoto ed educare la gente su ciò che i globalisti hanno esattamente in programma per noi per l’anno a venire.
1. Il sistema in cui viviamo e i suoi pilastri. 2. La corruzione. 3. L’istruzione. 4. Il sistema fiscale. 5. La giustizia. 6. La scienza e la medicina. 7. La letteratura le arti e l’informazione. 8. Conclusioni.
1. Il sistema in cui viviamo e i suoi pilastri.
Con questo articolo voglio precisare alcune cose sul termine “complottismo” oggi in vigore, e sul sistema in cui viviamo.
Dunque. Complottista secondo la definizione comune è la persona che: a) pensa che le sorti del pianeta siano rette da poche persone (principalmente i grandi banchieri e le multinazionali); b) pensa che queste poche persone scatenino guerre e uccidano intere popolazioni. c) pensa che queste poche persone manipolino l’informazione, l’istruzione, e utilizzino ogni mezzo per tenere le persone inconsapevoli assoggettate.
La prima precisazione da fare è proprio sul termine utilizzato, cioè la parola “complottismo”. Dire “complotto” evoca alla mente l’idea di una gruppo (più o meno grande) di persone che cospirano tra loro per raggiungere i loro scopi. Ovverosia un gruppo di persone consapevoli, che seguono le direttive di un piano prestabilito, di cui conoscono i fini, i mezzi, e i vari passaggi intermedi. Evoca altresì l’idea dei cittadini, estranei a questo gruppo dominante, assoggettati a loro insaputa. Infine, implica l’idea che coloro che complottano siano in qualche modo in una posizione di privilegio rispetto a quelli estranei al complotto.
In realtà il sistema massonico in cui viviamo non implica alcun complotto. Non esiste cioè un gruppo di persone che cospira; e queste persone non sono in qualche modo “superiori” nei privilegi che hanno, rispetto a quelle che non complottano. Esiste invece un “sistema” che ci accompagna dalla culla tomba, e a cui sono tutti assoggettati, Esso non è stato instaurato da poco ma è il risultato di un processo storico che venne avviato secoli fa, progressivamente e lentamente. Il processo di instaurazione lo abbiamo descritto nell’articolo “storia della massoneria dal 1200 ai nostri giorni”. http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/09/antecedenti-storici-e-culturali-del.html
Inoltre la maggior parte delle persone, anche quelle che fanno parte dell’elite al potere, sono inconsapevoli della reale portata del sistema, e del loro ruolo all’interno di esso. E ne sono schiavi non meno delle persone che ad esso sono sottoposte.
Per capire la differenza tra il concetto di complotto e quello di “sistema” è utile un parallelo con le varie mafie. Non esiste un complotto di Cosa Nostra per dominare la Sicilia, come non esiste un complotto della camorra per dominare la Campania. Esiste invece un “sistema” che si è instaurato nei secoli, e in cui ogni persona viene inserita con un suo ruolo ben preciso. Non a caso la camorra, viene chiamata dagli stessi camorristi “il sistema”, distinguendosi il sistema di Secondigliano, il sistema di Casal principe, ecc… Allo stesso modo, se è vero che la massoneria è la potenza che ha modellato la storia di questi ultimi secoli in Europa e negli USA, allora non abbiamo alcun complotto.
L’altra cosa da puntualizzare è che questo “sistema” non è affatto occulto. E’ palese, sotto gli occhi di tutti, ma ci siamo abituati fin dalla nascita, e dunque lo sentiamo come normale.
Se non lo vediamo è quindi unicamente in virtù di quella regola per cui il modo migliore di nascondere una cosa è metterla davanti agli occhi di tutti.
Il sistema è fatto dei seguenti passaggi obbligati:.
2. La corruzione. La corruzione deve essere estesa a ogni livello. E’ sotto gli occhi di tutti che non c’è una reale volontà politica di lottare contro la corruzione. Non solo perché le pene per questo reato (e altri ad esso affini, come l’abuso di ufficio) sono sempre minori e tendono sempre più alla prescrizione, ma perché negli ultimi decenni la corruzione anziché diminuire è aumentata, fino ad arrivare al paradosso che oramai quasi tutti i politici hanno commesso una marea di reati conclamati, dal nostro Presidente del Consiglio all’ultimo degli amministratori comunali. E rari sono i personaggi, tranne Grillo, Travaglio e pochi altri, che denunciano l’assurda contraddizione di un parlamento ove siedono decine di politici condannati per reati vari. Addirittura ce ne era qualcuno condannato in via definitiva per omicidio, come D’Elia. Questo della corruzione diffusa è il primo presupposto del sistema in cui viviamo, assolutamente fondamentale per poter attuare i punti successivi. Assicura infatti funzionari incapaci e politici ignoranti e garantisce che alle cariche pubbliche accedano solo persone ricattabili. Assicura cioè che la persona, sapendo di aver avuto accesso a quella carica, o quel lavoro, solo per raccomandazioni, si terrà stretto quel posto, e farà qualsiasi cosa, anche illecita, pur di mantenere la sua posizione. Il fatto che nella pubblica amministrazione i funzionari non vengano scelti per merito ovviamente provoca un abbattimento della qualità dei servizi complessivi. E il meccanismo di arruolamento, basato su raccomandazioni e favori vari, fa si che la maggior parte degli impiegati pubblici sia sottomessa al potere costituito (nella forma del superiore, o del referente politico che gli garantisce il posto). Il meccanismo psicologico è il seguente: io, dipendente, so di essere stato messo in quel determinato posto per raccomandazioni. Di conseguenza sarò grato a chi mi ha dato il posto, e allo stesso tempo sarò psicologicamente più incline ad essere ricattato e ricattabile, perché non ho fiducia nelle mie capacità di trovare un lavoro autonomamente. In pratica, il fatto di essere costretti a trovare lavoro per favori conoscenze o raccomandazioni, ha un effetto distruttivo sulla psicologia del singolo, che è nelle mani del “sistema” cui si affida completamente, temendo altrimenti di rimanere senza lavoro.
Dal punto di vista dei politici di rango nazionale, un sistema in cui essi siano corrotti e incapaci, assicura che i reali problemi del paese non verranno mai risolti perché essi non saranno in grado di vedere né il problema né la soluzione.
Per convincersi di ciò è sufficiente vedere il livello intellettuale e la profondità di pensiero dei governanti attuali, più o meno pari a quello di una velina leggermente acculturata; essi vengono scelti in base a qualità che sono completamente opposte rispetto a quelle che dovrebbe avere una persona al comando della società. Chi comanda dovrebbe essere non solo onesto, ma intelligente, con qualità superiori alla media e un curriculum (anche culturale) di primo livello. Invece la maggior parte dei politici al potere non sa neanche cosa è la Consob, e probabilmente pensa che il signoraggio sia una marca di formaggio.
Ecco perché al Ministero di Grazia e Giustizia possono sedere ingegneri, come Castelli, o laureati in filosofia, come Mastella. Oppure al ministero della salute possano sedere dei laureati in giurisprudenza, come Sacconi, che per giunta dopo qualche mese cambieranno anche ministero, assicurando così un continuo ricambio di incapaci. Insomma… un sistema che funziona al contrario. Chi dovrebbe risolvere, ad esempio, il problema della privatizzazione della Banca d’Italia? Borghezio, Bossi, Vito, Gelmini, Schifani, D’Elia?
3. L’istruzione Il livello di istruzione deve essere il più basso possibile. E’ sotto gli occhi di tutti che la scuole in questi ultimi decenni sono peggiorate sempre più. All’università i professori vengono scelti non per meriti ma per cooptazione. I docenti delle scuole inferiori sono assunti senza un controllo severo né sulla loro preparazione né sulla loro capacità didattica. I corsi di formazione e di aggiornamento sono in genere di scarsa qualità e del resto nulla e nessuno assicura che i formatori siano più bravi di coloro che devono essere formati. Tutto questo non a caso era nel programma della P2. Un basso livello di istruzione garantisce infatti una minora possibilità di risveglio spirituale. Garantisce una minora capacità critica. E rende il cammino personale del singolo individuo molto più difficile. E’ quindi indispensabile che la scuola non formi realmente le menti dei giovani; e che i formatori siano persone passive sottomessi al sistema. E’ indispensabile altresì che la storia venga studiata come un serie di eventi casuali, o provocati da fatti demenziali; la prima guerra mondiale si scatena perché un idiota spara all’arciduca Ferdinando; la seconda guerra mondiale si scatena perché Hitler era un genio del male e i governanti dei paesi limitrofi non si erano accorti che voleva scatenare una guerra mondiale. La bomba su Hiroschima venne buttata per far finire la guerra, ecc… Si occulta quindi la verità degli eventi per non far capire il disegno complessivo di essi.
4. Il sistema fiscale Il sistema di tassazione deve essere vessatorio e non ci sarà mai un governo che ridurrà le tasse veramente. I soldi, infatti, in realtà ci sono, ma vengono dispersi decuplicando il costo delle opere pubbliche, finanziando società inesistenti grazie all’aiuto della CE, creando fondi neri, spendendo miliardi di euro per una sanità malata.
Il vero scopo del sistema di tassazione attuale, però, non è quello di reperire fondi da spartire tra le elite (ne hanno già a sufficienza senza dover rubare anche pochi spiccioli al cittadino comune) ma quello di costringere il cittadino a non alzare mai la testa; lo scopo è cioè quello di farlo lavorare dodici ore al giorno per sopravvivere. Se non avrà troppo tempo libero, non avrà tempo per riflettere, informarsi e svegliarsi. Ecco quindi che appena il livello economico della popolazione inizia ad innalzarsi, sopravviene una nuova crisi economica, una nuova necessità finanziaria per cui lo stato chiede nuovi sacrifici… Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole. Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30 per cento di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno utilizzate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali. Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano: 1) è falso che il prelievo fiscale, sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e casse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote. Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta. E’ una somma molto vicina al 100 per cento. In pratica tutto ciò che produciamo finisce nelle tasche dello stato, tranne quel poco che uno riesce a risparmiare e mettere da parte senza farne alcun uso. In sostanza: solo i soldi non utilizzati rimangono a noi e non vanno allo stato. Quelli messi in circolazione prima o poi finiscono nelle casse statali. Insomma, quando lo stato aumenta quindi le tasse del 2 per cento, non incassa realmente quel 2 per cento. Perché il cittadino, guadagnando il due per cento in meno, acquisterà meno beni, e quindi il risultato è un’entrata da una parte, ma un’uscita dall’altra. Ne consegue che quello che ci raccontano, sulla necessità di aumentare le tasse per far entrare più soldi nelle tasche dello stato, è una balla colossale. Allo stato va già quasi tutto. L’aumento dell’imposizione fiscale serve unicamente per vessare il cittadino affinché non possa mai godere una vita di reale benessere.
5. La giustizia I tribunali sono inefficienti. Le cancellerie sono sovraccariche di lavoro. I tempi medi dei processi sono esasperanti e, salvo alcune eccezioni (come il processo del lavoro, o alcuni procedimenti davanti a quei pochi giudici di pace competenti) al cittadino non è assicurata alcune giustizia reale. Che la giustizia penale non funzioni lo dimostrano le decine di stragi che hanno insanguinato il nostro paese per decenni, che sono rimaste TUTTE impunite; segno che esiste un potere talmente forte da condizionare sempre la magistratura, ogni qual volta ci sarebbe da scoprire veramente le cause dei fatti. Per la giustizia civile è sufficiente chiedere ad un amico o un parente che ha avuto una causa civile, quali sono stati i tempi (e i risultati) di tale causa. Ora, per risolvere i problemi della giustizia basterebbero pochissime regole. In diritto penale basterebbe interrompere la prescrizione con l’inizio del processo, per risolvere magicamente il 50 per cento e oltre dei problemi. In diritto civile sarebbe sufficiente che le cause fossero discusse oralmente e tendenzialmente in un’unica udienza come nel processo americano. Invece il parlamento continua ad emanare modifiche, leggi, codici e codicilli, affinché la giustizia non funzioni e anzi, il sistema si complichi sempre più. Questo per vari motivi. Anzitutto perché quando la giustizia non funziona entrano in gioco i meccanismi alternativi ai tribunali. Il cittadino è portato a risolvere le sue controversie raccomandandosi al politico, alla persona potente, al capomafia, oppure rinunciando alla causa. Il degrado della giustizia cioè aumenta in proporzione la potenza dei politici, dei capimafia, ovverosia di tutte quelle persone che NON dovrebbero avere questo potere. I potenti invece saranno spinti ad iscriversi in massoneria e risolvere le loro controversie con i tribunali massonici, che hanno quindi una potenza e un’importanza inversamente proporzionale alla potenza e all’importanza dei tribunali statali. Quindi la verità è che giustizia non può e non deve essere efficiente perché se per miracolo essa funzionasse veramente in pochi anni avremmo uno stato quasi perfetto.
6. La Scienza e la medicina La storia della scienza è la storia delle memorabili cazzate sparate dagli scienziati con assoluta certezza di essere nel giusto. E’ una storia costellata di errori, costellata di scoperte sensazionali e definitive che poi sono state smentite negli anni successivi, di persone uccise o perseguitate in nome della scienza per poi scoprire che dicevano la verità. Eppure il capolavoro della massoneria è la scienza, e in particolare quell’atteggiamento verso la scienza che la rende una religione. L’età dei lumi si chiamò così, ufficialmente, perché era l’età della scienza, e dei lumi della ragione che prevalevano sulla irrazionalità. Ma in realtà si chiamò così perché fu l’era del definitivo trionfo degli illuminati, che imposero una scienza ottusa, a fronte delle loro conoscenze molto più vaste. Imposero cioè una situazione che fece dire a Paracelso che “la scienza e la razionalità sono una grande follia collettiva, lì dove l’esoterismo è una grande conoscenza segreta”. Incuranti del fatto che la scienza periodicamente smentisce se stessa con nuove scoperte; incuranti del fatto che molte scienze sono contraddittorie già al loro interno (come la fisica e la fisica quantistica che dicono cose per certi versi opposti); incuranti del fatto che la scienza della medicina non sia riuscita a guarire dai mali e compaiano continuamente nuove malattie; incuranti del fatto che non abbiamo capito tutto della nostra madre terra, e ancor meno dell’universo attorno a noi, e quindi fare della scienza una religione è come assumere a proprio Guru un bambino handicappato; molte persone pontificano in nome della scienza, dichiarando follia tutto ciò che è irrazionale, e approvando tutto ciò che è “scientifico”.
Il pensiero corre al Cicap... Nel loro sito si legge: "il nostro scopo è promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale".
Ovverosia: la scienza (con i suoi continui fallimenti), vorrebbe promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale (cioè su qualcosa che esula dal suo campo di indagine; la scienza infatti è per definizione razionale, il paranormale no).
Leggiamola in altro modo: la scienza, con la storia dei suoi fallimenti (cioè una branca della conoscenza che non riesce neanche a prevedere con precisione che tempo farà), vorrebbe promuovere un'indagine su un'altra scienza che esiste da millenni, e che è perlopiù insondabile e inconoscibile anche a se stessa.
In altre parole: l'ignoranza viene eretta a sistema e religione. L'ignoranza che si arroga il diritto di controllare e verificare cose che non vengono controllate e verificate neanche dagli esoteristi stessi, essendo la conoscenza esoterica e paranormale, per definizione, nascosta e trasmessa solo agli iniziati.
Più o meno è come se il Papa promuovesse un'indagine critica e obiettiva sulla religione buddista o musulmana.
Ci sarebbe da domandarsi come avrebbe reagito il Cicap se avesse incontrato Gesù, o Budda o Maometto; dal momento che queste persone, che hanno cambiato il mondo più di ogni altra, facevano miracoli, e quindi erano in senso lato esoteristi e producevano fenomeni paranormali, chissà quale sarebbe stato il verdetto alla luce delle loro indagini "scientifiche e critiche".
Anche la medicina non deve funzionare realmente. Non deve curare i malati, ma crearli. E’ fuori discussione che la medicina ha fatto progressi enormi in questi ultimi secoli. Ma è anche fuori discussione che molte scoperte importanti vengono taciute; come è fuori discussione che la medicina ufficiale ha fatto e sta facendo di tutto per il mettere il bavaglio agli operatori naturopati e alle varie discipline “alternative” come lo Shiatsu, l’agopuntura, la kinesiologia, ecc… Alcune erbe importanti per la cura di determinate malattia sono state vietate perchè facevano concorrenza ai farmaci ufficiali (come l’iperico contro la depressione). Contemporaneamente le ditte alimentari immettono sul mercato prodotti sempre più sofisticati e nocivi. Il tutto con il deliberato proposito di abbassare la vitalità della popolazione, e rintronarla di farmaci. Questo perchè delle persone meno efficienti a causa di un’alimentazione squilibrata e di farmaci che hanno numerose controindicazioni, assicurano una cittadinanza mediamente meno reattiva e meno incline al risveglio. Una popolazione cioè più controllabile dal sistema. Punta di diamante della medicina è la psichiatria, uno strumento di controllo sociale eccezionale. Dal momento che la psichiatria si arroga il diritto di definire chi è normale e chi è pazzo, ecco che per la psichiatria è squilibrato chi vede rose rosse dappertutto, chi crede alle scie chimiche, chi pensa che la maggior parte degli omicidi in Italia abbiano un filo rosso che li unisce. Normali invece sono Bruno Vespa, Emilio Fede, Giuliano Ferrara, Vittorio Sgarbi, Mario Borghezio… Per sapere quali sono i parametri di normalità ci si affida ad una scienza che, secondi gli schemi ufficiali, inquadrerebbe Gesù, Madre Teresa di Calcutta, Budda, tra le persone con squilibri narcisistici della personalità. Addirittura Budda e Gesù, poi, con la loro “deriva mistica” potrebbero essere classificati come narcisisti schizofrenici. Anche il Dalai Lama probabilmente verrebbe definito uno squilibrato con problemi nella sfera affettiva, e con disturbi di personalità (si sa infatti che il manifestare la propria rabbia è un segno di equilibrio per la psicologia; per questo è sufficiente leggere classici della psicologia come La danza della rabbia, Le brave ragazze vanno in paradiso e le cattive vanno dappertutto, ecc..; di conseguenza il Dalai Lama, che non si arrabbia mai, data anche la sua propensione all’ascolto, e dato il distacco dalle emozioni che dimostra, sarebbe classificabile come “una personalità con tratti di narcisismo primario e secondario, schizoide empatica”).
7. Le arti la letturatura e l’informazione. Ultimo e più importante baluardo del sistema è quello delle arti e della letteratura, e dell’informazione. Questo è il filtro che serve per non far sapere al cittadino come realmente stanno le cose. Viene presentata una realtà all’acqua di rose, dove ciascuno ha la percezione che molte cose non funzionino, ma che, in fondo, tante siano regolari. Dal punto di vista dell’informazione la mafia viene presentata come un cancro molto potente e in continua espansione, ma la continua denuncia che viene fatta sui media nazionali ce la fanno apparire quasi come un fenomeno da combattere. Invece non ci dicono che oramai Cosa Nostra, Camorra e Ndrangheta controllano tutte le città dal nord al sud. Il periodico scoppiare di scandali, di “questioni morali” ecc.., dà al cittadino la percezione che, in fondo, molti politici sono “onesti” e anche se la corruzione è diffusa, tuttavia si può sempre contare su un substrato di politici e amministratori irreprensibili. La verità è che in questi ultimi decenni i politici onesti sono scomparsi quasi del tutto e i pochi rimasti sono degli ingenui messi totalmente in condizioni di impotenza. Come abbiamo spesso detto e ripetuto nel corso di numerosi articoli, le notizie più importanti e i temi più importanti non vengono trattati: massoneria, sistema bancario, scie chimiche… Le arti e la letteratura forniscono questo apparato di un robusto contorno di informazioni depistanti. I romanzi ove la storia viene presentata come un percorso voluto da poche persone sono pochissimi e quei pochissimi tacciono moltissime cose. Nessun romanzo ha mai ipotizzato che dietro a tutti i delitti di rilievo mediatico ci sia un’unica organizzazione. Chi ci ha provato, come Dan Brown, alla fine si rimangia la premessa facendo apparire il tutto come uno scherzo, una funzione, in cui si è portati a credere che l’autore sia dotato di una fervida fantasia, mentre la verità è che egli ha descritto una minima parte della realtà. I romanzi che dicono la verità sono poco venduti e relegati in circuiti minori (vedi: Il tempo della Fine e Gemoetria del male di Sigismondo Panvini). I romanzi e i film fanno vedere una realtà dove la mafia è collusa con UN solo politico, come succede in quella fiction bugia come la Piovra. Ma non dicono (e se lo facessero verrebbero censurati) che la mafia è collusa con l’80 per cento del parlamento e sono decine i politici che hanno regolari rapporti con la mafia. Coloro che provano a veicolare dei messaggi alternativi nelle loro opere vengono uccisi o fatti fuori dal sistema. Abbiamo detto della fine che fece Orson Welles dopo quarto potere, Antoine de Saint Exuspery dopo aver scritto il Piccolo Principe, Kubrick dopo aver scritto Eyes Wide Shuts, Rino Gaetano De Andrè, ecc…
8. Conclusioni Riassumendo il sistema è il seguente e si basa su due punti cardine: 1) corruzione e illegalità = funzionari e politici incapaci = impossibilità di risolvere qualsiasi problema reale = possibilità di accedere al sistema solo per chi vi si adegua = controllo totale delle persone, siano essi cittadini o politici. 2) Istruzione carente e manipolazione dell’informazione = impossibilità di capire che siamo presi in giro quotidianamente. 3) Per evitare ribellioni e risvegli di coscienza si bombardano i cittadini di cibi scadenti, scie chimiche, medicinali dannosi, al fine di diminuirne ulteriormente lo stato vitale.
Insomma. Non esiste alcun complotto, ma esiste solo un sistema, che è quello in cui viviamo e che è sotto gli occhi di tutti. A questo sistema siamo tutti assuefatti, tanto che lo riteniamo normale. Solo dopo una certa età, quando magari si sono toccate con mano certe realtà, si aprono gli occhi e si capisce l’assurdità di questo meccanismo.
Aprire gli occhi ovviamente non è semplice, quando fin da piccoli ti spiegano che questo è un sistema giusto. Studi sui libri che il sistema va bene così come è, salvo qualche piccola imperfezione qua e là che viene presentata come un’eccezione alla regola. Quando ti fai troppe domande ti rispondono che il sistema è questo ed è meglio adeguarsi. E anche quando capisci veramente il sistema spesso non si ha la forza di reagire perché non si sa neanche da dove cominciare. Solo di recente siti come Disinformazione, Luogocomune, Comedonchisciotte, Antonella Randazzo, Maurizio Blondet o autori come Noam Chomsky, Loretta Napoleoni, David Icke, Patricia Cori, ecc…, hanno iniziato a parlare chiaro e ad informare realmente su ciò che c’è dietro le maschere ufficiali del sistema. Non a caso il sistema sta reagendo a questo eccesso di informazioni con una controreazione, per cui non si tarderà a limitare l’accesso ad internet, chiudere siti con la scusa che vengono commessi reati, ecc. .
Un’ultima precisazione. Questo che abbiamo descritto a prima vista parrebbe un sistema oppressivo solamente per il popolo; sembrerebbe cioè, che a pagare il prezzo di esso siano i soli cittadini. In realtà tutti sono assoggettati al sistema, compresi coloro che stanno ai vertici della piramide del potere. Lo dimostra la fine che hanno fatto, molto spesso, persone appartenenti alla elite; Edoardo Agnelli, Lady Diana, l’ex presidente della BCE Duisemberg, Mattei, le quali, per non essersi perfettamente allineate al sistema, hanno perso la vita in infarti, incidenti, ecc… Per non parlare di quelle persone come Kennedy, come Papa Luciani, che erano arrivate alle massime cariche possibili per la nostra società, e che sono state assassinate per aver provato a correggere i difetti più evidenti del sistema. Il “sistema” infatti, prepara con pazienza ogni persona nel suo ruolo, e quando questa devia dalla strada prefissata fa una brutta fine, sia esso un papa, un Presidente, o un rampollo di famiglia nobile. A maggior ragione quindi, non c’è alcun complotto, ma un “sistema” che merita a pieno titolo tale sostantivo. Chiamarlo sistema dà la misura di come esso sia una specie di gabbia per tutti, per il popolo, ma anche per i cosiddetti “potenti”. Anzi. Le persone semplici, il popolo, spesso sono più libere dei cosiddetti potenti. Se un cittadino diventa consapevole, ha la scelta tra adeguarsi o combattere, oppure andare a vivere all’estero e ritagliarsi una propria oasi (in Groenlandia, sulle montagne andine, nell’isola di Tonga, o nel deserto… sono pochi i posti dove il sistema in realtà non arriva). I potenti invece, spesso sono schiavi del loro ruolo più di chiunque altro. Se Berlusconi oggi decidesse di vivere gli ultimi anni della sua vita in santa pace, ritirandosi su un isola deserta, non potrebbe; perché quel sistema che ha creato il fenomeno “Berlusconi” mettendolo alla guida della nazione, reclamerebbe il conto. E non gli permetterebbe di cambiare strada, perché lo show deve continuare secondo il piano previsto. Ricordo le parole del Papa Giovanni Paolo II tanti anni fa, che, essendo più giovane, non capii: “se i miei superiori me lo permetteranno…” disse. Ma quali superiori poteva avere, mi chiesi. Nessuno è superiore al papa.
Stiamo vivendo un periodo storico molto delicato, in cui si stanno giocando partite importanti per i c.d. “equilibri occulti”.
Queste partite, come ci insegna la storia, vengono giocate dai centri del potere senza esclusione di colpi (collusioni criminali, formazione di apparati segreti, operazioni terroristiche, ecc..).
Il terribile gioco prevede anche, e sempre, l'eliminazione di personaggi scomodi, pericolosi o, semplicemente, strumentali per la realizzazione del progetto.
Fatta questa premessa, ciò che in questi giorni mi domando è: La partita che oggi si sta giocando prevede un nuovo attentato al Papa da compiersi il 13 maggio a Betlemme?
La mia domanda nasce dall'analisi di alcuni fatti, e dalla constatazione di alcune coincidenze.
Vediamo quali.
Dal giorno della sua elezione al soglio Pontificio tre sono stati i problemi che, maggiormente, hanno coinvolto la figura di Benedetto XVI:
1. Nazismo: Le ombre sulla adesione di Benedetto XVI al nazismo;
2. Ratisbona: Il discorso tenuto dal Santo Padre, nel settembre del 2006 a Ratisbona. Discorso che provocò un vero e proprio incidente diplomatico con la comunità mussulmana.
3. Lefebvriani: La revoca della scomunica ai vescovi scismastici ‘lefebvriani’ Bernard Fellah, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson. Proprio quest'ultimo vescovo, infatti, ha fatto parlare molto di sé nell'ultimo anno. Prima per l'intervista rilasciata al settimanale cattolico britannico Catholic Herald, in cui aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti ''Protocolli dei Savi di Sion'. Successivamente per aver negato, in una intervista TV, la realtà dell'Olocausto. In ultimo P. Franz Schmidberge, superiore per la Germania della Fraternita' Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons. Lefebvre, in una lettera circolare inviata a Natale, ha scritto: ''gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinità' di Gesù' Cristo''.
Questi “incidenti” (se provocati o meno non si sa) hanno rischiato di danneggiare pesantemente il Santo Padre, regalandone un'immagine che ben si è prestata ad attacchi, polemiche e giudizi non troppo lusinghieri.
Ma Ratisbona, Lefebvriani e Nazismo (oltre, naturalmente, alla data del 13 maggio, data di grande importanza simbolica), compaiono anche negli attentati subiti da Papa Giovanni Paolo II.
Vediamo dove:
13 MAGGIO
13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, il killer turco Ali Agka ferisce gravemente Papa Giovanni Paolo II.
Il 13 maggio 1982, durante il pellegrinaggio di ringraziamento a Fatima, un attimo prima che riesca a colpire il Santo Padre con una baionetta lunga 37 centimetri che nasconde sotto la tonaca, viene fermato il prete spagnolo Juan Fernández Krohn.
In entrambe i casi il giorno scelto per l'attentato è il 13 maggio, perché?
Il 13 maggio è la ricorrenza della prima apparizione della Madonna, a Fatima, nel 1917.
Secondo alcuni storici (P. Montero e Ildebrando Santangelo) le apparizioni della Madonna a Fatima avvennero principalmente contro la massoneria, vista la violenta, antica e radicale ostilità dell'associazione esoterica contro la Chiesa nella rivendicazione cattolica delle apparizioni di Fatima
“...sotto la presidenza di Theophilo Braga, andava realizzando una politica accentuatamente anticattolica. Molti gesuiti furono espulsi dal paese, i conventi chiusi e confiscati i loro beni. Fu abolito l’insegnamento della religione; e approvata la separazione della Chiesa cattolica dallo Stato....I pastorelli vennero sequestrati, vi furono profanazioni, saccheggi, processioni parodistiche, misure politiche dirette a ostacolare i pellegrinaggi. Nella notte del 6 marzo 1922, a Fatima i massoni fecero saltare con la dinamite la piccola cappella eretta sul luogo delle apparizioni1”.
FATIMA. Miracolo cattolico o mussulmano?
Se per noi occidentali non vi sono dubbi circa la matrice cattolica delle apparizioni di Fatima in Portogallo, è anche vero che l’Islam ha, da tempo e pubblicamente, rivendicato il miracolo come un fatto religioso musulmano. Fatima, infatti, non è un nome cristiano, il paese adottò questo nome durante la dominazione araba del XII secolo.
Secondo i mussulmani, dunque, sarebbe stata Fatima, la figlia del profeta dell'Islam Muhammaa, ad apparire ai pastorelli, non la Madonna.
GLI ATTENTATORI
Ali Agca.
Il Killer Turco Agca, estremista di destra (scriveva poesie che esaltavano Hitler e il nazismo), mussulmano, fanatico, con una sorella di nome Fatima, disse di aver agito per volere “superiore”.
Sulla base di riscontri svolti a livelli bancari, il killer turco appariva collegato con i vertici della massoneria.
Nello specifico: “....nelle indagini svolte dalla magistratura di Trento nel 1983 furono indicate le banche sulle quali doveva avvenire il pagamento dei tre milioni di marchi promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa... In questo diverso e più ampio quadro di lettura, sarà bene ricordare quanto risultava descritto in alcuni atti di quel processo, dove, attraverso un’analisi sugli istituti di credito relativa al commissionamento dell’attentato ad Ali Agka, si evidenziava il ruolo di uno dei più potenti oligarchi tedeschi, e precisamente il principe Johannes von Thurn und Taxis, ostile al Papa e alto esponente della massoneria di rito scozzese (33° grado), come tradizionalmente lo era stata la sua famiglia nel secolo scorso"2.
In ultimo, la famiglia dell’ex casa reale portoghese, i Braganza, era imparentata proprio con quella dei Thurn und Taxis di Regensburg (Ratisbona).
Juan Fernández Krohn
Krohn, il cittadino spagnolo trentaduenne che il 13 maggio 1982 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II a Fatima, fu ordinato sacerdote da monsignor Lefebvre nel 1978.
Krohn, dopo aver lasciato l’area legata al vescovo Lefebvre, era entrato a far parte del gruppo religioso cultista «Tradizione, Famiglia, e Proprietà» (Tfp),
“I riferimenti che nell’attentato al Papa del 1981 riconducono alla famiglia del massone von Thurn und Taxis, si ritrovano anche in ordine al secondo attentato, avvenuto lo stesso giorno dell’anno seguente, il 13 maggio 1982 a Fatima da parte del prete ultrà spagnolo Juan Fernández Krohn – questi infatti, prima dell'attentato - avrebbe trascorso un periodo di tempo nel monastero di Ratisbona, controllato e gestito dall’allora ottuagenario padre Emmeran, membro della famiglia dei Thurn und Taxis"3
NAZISMO.
Alcuni membri della famiglia Thurn und Taxis li troviamo nella organizzazione segreta denominata società Thule, fondata nel 1918 dal barone von Sebottendorf, che contribuì alla creazione del partito nazista.
La società Thule è una organizzazione: “a carattere cospirativo che si estende in tutto il mondo e che opera in contatto con altri gruppi estremisti, come l’Armata blu di Fatima e quella più fanatica denominata Tradizione, Famiglia e Proprietà (Tfp)” 4.
Secondo questa organizzazione il territorio del mondo intero deve essere suddiviso tra i discendenti delle vecchie oligarchie, con una organizzazione di tipo feudale, ben diversa da quella degli Stati nazionali contemporanei.
ANGELI E DEMONI.
In ultimo, è il caso di segnalare come l'atteso film “Angeli e Demoni”, tratto dal romanzo di Dan Brown, uscirà in anteprima mondiale in Italia proprio il 13 maggio, mentre nel resto del mondo l'uscita è prevista per il 15 maggio.
Il romanzo, come è noto, è ambientato in Vaticano durante la preparazione, a seguito della morte del Papa, del conclave.
CONCLUSIONE
Dunque, abbiamo visto come Ratisbona, Portogallo, massoneria, nazismo e Lefreviani compaiano nell'organizzazione del complotto che ha portato agli attentati a Papa Giovanni Paolo II.
Per il giudice Carlo Palermo, che sull'argomento ha scritto un libro “Il Papa nel mirino”, l'organizzazione dell'attentato: "….sarebbe stata però diretta, aiutata, assistita, da una pluralità di soggetti interessati – anche se talora tradizionalmente contrapposti –, «uniti», nell’occasione, dal comune obiettivo della eliminazione del Papa, e facilitati, nel raggiungimento delle convergenze, dalla rete occulta della massoneria, e cioè di quella organizzazione segreta trasversale garantita dalla massima segretezza e omertà, che tutela la sua stessa sicurezza e libertà d’azione, non consentendo nemmeno ai propri associati – a livello orizzontale –, di conoscersi direttamente5.
Proprio per questo raccordo operato dalla massoneria, per il giudice Carlo Palermo:
"I particolari «significati» e le numerose «simbologie»..... non possono, in questa prospettiva, essere trascurati6.
La domanda è: se, come affermato dal giudice Carlo Palermo, significati e simboli non possono essere trascurati nell'indagine di un complotto reso possibile dalla rete occulta della massoneria, possono essere trascurate le coincidenze su descritte tra gli attentati a Papa Giovanni Paolo II e i problemi occorsi, nel corso del suo pontificato, a Benedetto XVI?
E' un caso che l'importante incidente diplomatico con il mondo mussulmano (cui gli strascichi sono ancora presenti) sia avvenuto a Ratisbona?
E' un caso che, appena tolta la scomunica ai vescovi lefvriani, questi abbiano rilasciato dichiarazioni così imbarazzanti proprio contro gli ebrei e l'olocausto?
E' un caso che, subito dopo la sua elezione al soglio pontificio, Benedetto XVI sia stato accusato di aver aderito al partito nazista?
E' un caso che la visita alla Grotta della natività a Betlemme sia il 13 maggio, ricorrenza della prima apparizione a Fatima, apparizione rivendicata dal mondo mussulmano?
E' un caso che il film “Angeli e Demoni” esca, in prima mondiale in Italia, proprio il 13 maggio?
Nei giorni scorsi servizi segreti israeliani hanno lanciato l'allarme: “L'incolumità del Papa, durante il viaggio in Terra Santa, è a rischio”.
Ciò non deve destare sorpresa se si pensa quali e quante simbologie, per fanatici ed esaltati, potrebbe avere un attentato a Benedetto XVI il 13 maggio a Betlemme.
Le domande da porsi in questo scenario, però, sono due:
1. Visto che le organizzazioni esoteriche comunicano con i simboli, è possibile che i problemi occorsi a Benedetto XVI, nel corso del suo pontificato, siano stati organizzati ad hoc e avessero chiari significati per chi li poteva capire? E se si, quali?
2. In un eventuale attentato a Benedetto XVI, siamo sicuri che i mandanti e gli esecutori sarebbero gruppi terroristici esaltati? O dietro, come successo per l'attentato a Papa Giovanni Paolo II e come scritto dal giudice Rosario Priore nella sentenza sui mandanti, potrebbero esserci, anche in questo caso, “entità statuali"?7
2 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti: “Il principe Johannes, all’epoca dell’attentato del 1981, era presente nel consiglio di amministrazione della Banca di Monaco, Bayerischer Vereinsbank, e ne controllava il 15% del pacchetto azionario. Sia questa che la filiale londinese, la Union Bank of Bavaria, erano state segnalate nell’inchiesta trentina relativamente al deposito di tre milioni di marchi da parte del mafioso turco Bekir Celenk, i tre milioni promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa. La Bayerischer Vereinsbank rappresentava la più stretta connessione bancaria con la Bulgarian Foreign Trade Bank, considerata il polmone finanziario di diverse operazioni sporche. Significativo, in particolare, appariva il fatto che una sua filiale fosse la Litex Bank (con sede in Beirut), azionista della Biblos Bank, cui apparteneva il potente esponente della falange Camille Chamoun, già presidente della repubblica libanese. A detta delle fonti, la Biblos e la Litex rappresentavano una importante connessione tra l’est e l’ovest per il riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici di droga libanesi e per i contatti con gli esponenti politici della Falange e dei Servizi segreti orientali".
7Sentenza Rosario Priore: "...…tale delitto fu il risultato di un complotto di alto livello, e cioè che a monte dell’esecuzione, anzi degli esecutori materiali vi furono organizzatori ed entità con ogni probabilità statuali… tutti i Servizi, non solo quelli dei grandi Stati, si siano occupati di un fatto così grave e unico nella storia degli ultimi secoli…tutti, però, con l’obiettivo di impedire, una volta consumatosi il delitto, l’accertamento della verità, e così agendo.... quelle entità sono comunque riuscite a distruggere prove vere, fabbricarne di false, e a chiudere la bocca a tanti che sapevano la verità….”
Dott. Gioacchino Genchi: "Grazie di tutto, grazie e complimenti agli organizzatori, saluto la popolazione di Marsala e gli amici della provincia di Trapani che sono venuti e anche quelli che sono venuti da altre parti d’Italia per questa manifestazione. Devo dirvi che mi commuove trovarmi accanto al giudice Luigi de Magistris dopo diversi mesi che non ci vediamo, dopo che sono successi tanti fatti diversi. Devo dire avrei preferito ritrovarmi accanto al Dott. de Magistris in un’aula di giustizia di Catanzaro, se ce lo avessero consentito, ad aiutare lui e sostenere l’accusa nei confronti dei tanti malfattori nei confronti dei quali stavamo indagando. Ci hanno fermato, ci hanno delegittimato, hanno osato fare nei nostri confronti tutto quello che di umano e inumano si poteva pensare di fare per non farci continuare a lavorare e oggi siamo qui.
ll Dott. de Magistris ha fatto delle scelte che io condivido, approvo e mi congratulo con lui e mi congratulo anche con il movimento politico che ha ritenuto di dare un segnale di grande dignità alla politica italiana e alla rappresentanza della politica italiana in Europa portando in quel consesso una persona che darà certamente lustro all’ Italia e che contribuirà a dare di questa magnifica nazione un’immagine un tantino più decente di quella che invece i nostri politici e i nostri rappresentanti di governo danno, danno non solo per le loro malefatte ma anche per il loro modo sconcio, scorretto, scurrile, volgare col quale si presentano in ogni consesso internazionale combinandone di tutti i colori in qualunque nazione del mondo. Io pensavo che il problema fosse solo in Svezia o in Francia, ma se va in Svezia, se va in Francia, se va in Inghilterra, ovunque va una volta fa le corna, una volta fa le pernacchie, una volta parla al telefono, un’altra volta dice una cosa che non dovrebbe dire e in ogni nazione ne combina una.
Mi riferisco a quel signore che bontà sua fa il presidente del Consiglio dei Ministri e che disse di me che io, io, mi vedete così, io ero il più grande scandalo della storia della Repubblica italiana. Lo disse nella pienezza delle sue funzioni, come rappresentante del governo italiano, del popolo italiano, del più grande partito politico che la storia della Repubblica italiana ha mai avuto, come capo della più grande coalizione di governo della storia delle Repubblica italiana. Lo ha detto in una manifestazione politica ed elettorale, in quella di Sassari e di Olbia determinando peraltro, con quella sua espressione la vittoria della coalizione politica che ha rappresentato ai danni del candidato del centro-sinistra Soru.
Il popolo sardo è stato preso in giro, il popolo italiano è stato preso in giro con un’ affermazione che è la più grande affermazione di falsità per un uomo come me che aveva avuto solo il coraggio di fare indagini su di lui, sui suoi sodali mafiosi, sul suo amico Marcello Dell’Utri e avere dato il mio contributo ai magistrati della procura della Repubblica di Palermo affinchè si affermasse la penale responsabilità nei confronti di un soggetto che è risultato colluso con la mafia, per aver contribuito nei processi in cui era imputato il suo amico e stalliere Vittorio Mangano che quest’ uomo ha portato a casa sua, che ha fatto sedere a tavola, che ha messo al cospetto dei propri figli, della propria moglie, della propria famiglia e che ha trattato come un pari un criminale e assassino condannato all’ergastolo per omicidio, che alla vigilia della campagna elettorale delle elezioni il presidente Berlusconi ha osato definire un esempio di moralità, un uomo di cui l’Italia doveva essere orgogliosa.
Io non faccio politica, non mi interesso di politica, non esercito il diritto di voto da diversi anni e peraltro a ben pensare penso proprio di si anche perché forse qualcuno mi ha dato l’opportunità per farlo e quindi è giunto il momento della rivolta. Non è retorica credetemi, chi ve lo dice, ve lo dice in una situazione di sofferenza e di prostrazione per avere visto colpita la propria vita, la propria carriera per delle accuse ingiuste, infamanti. Se io avessi commesso qualcosa, se avessi anche sbagliato, se avessi fatto anche un errore non dico con dolo, ma anche con colpa, se avessi fatto qualcosa che non dovevo fare, è giusto che io pagassi il mio prezzo alla giustizia. Non sono stati capaci nemmeno di imbastire delle accuse, se guardate i capi d’imputazione io sono stato accusato e perquisito dai carabinieri del Ros che sono venuti a casa mia, che sono entrati nella stanza di mia moglie che fa il magistrato al tribunale di Palermo, che cura i più importanti processi di mafia che si stanno facendo in questo momento nella città di Palermo nei confronti della cosca dei Lo Piccolo; perquisito dal Ros, perquisito da quegli uomini nei confronti dei quali avevo indagando, che avevo snidato come talpe alla Procura distrettuale antimafia di Palermo che si vendevano le informazioni alla mafia e che consentivano agli uomini della mafia come Guttadauro, come Bernardo Provenzano e altri di restare latitanti a vita, che informavano i politici corrotti e collusi con la mafia che nei loro confronti si stavano facendo delle intercettazioni telefoniche. Io sono quell’uomo che ha osato fare indagini a 360° senza mai guardare se l’indagato era un uomo di destra o di sinistra, rispettando comunque sempre tutti, dai pedofili, agli assassini, ai mafiosi, ai politici.
Credetemi non è una cosa bella subire quest’onta, non tanto perché subire un’indagine è una cosa normale, chi ha fatto indagini non soffre del fatto di essere indagato, chi ha fatto indagini soffre per il fatto che chi lo sta indagando si sa essere sicuramente molto più delinquente di chi viene indagato. Perché io avrei consentito a chiunque di fare delle indagini su di me ma non alle persone nei confronti dei quali stavo indagando. Io non posso consentire a un politico del quale stavo esaminando i suoi contati telefonici con i criminali, con i delinquenti, di cui stavo controllando per conto del Dott. de Magistris le intercettazioni dove si parlava chiaramente di tangenti. C’è un’intercettazione di Saladino, l’imprenditore, in cui si dice:” ricordati di metterti a disposizione di Rutellone” e poi quello gli dice :”ma non è meglio di Mastellone”. Questo che cosa significa secondo voi, mettersi a disposizione, quando gli dice "dai disposizioni alla Cristina" - che sarebbe la segretaria tesoriera - "di mettersi a disposizione di Rutellone o di Mastellone."
Io stavo lavorando su quelle cose quando il Dott. de Magistris è stato fermato, è stato trasferito e quando quel signore che presiede il Copasir che si chiama Francesco Rutelli si è messo a capo, con l’accordo del centro, della destra e della sinistra per portarmi al linciaggio morale, me e tutta la famiglia, per estendere una perquisizione pure alla sede della Polizia di Stato senza nemmeno avere un mandato. Questi signori sono entrati in una caserma della Polizia di Stato e sono andati a perquisire gli uffici e persino l’armeria, dove io in venticinque di servizio non avevo mai messo piede, sapendo che non avrebbero mai trovato nulla, posto che quello che cercavano lo avevano già trovato e sequestrato presso il mio ufficio, dove non hanno nemmeno guardato i computer, dove non hanno nemmeno guardato le macchine, però dovevano andare in Polizia perché dovevano darmi lo sfregio, dovevano dare una tagliata di faccia alla Polizia di Stato, un’istituzione democratica di questa Repubblica che ancora sa alzare la schiena e sa, per quel grande controllo democratico che esiste all’interno della struttura della Polizia di Stato, ribellarsi e non consentire che il potere prevalga.
Sono stato pure sospeso dal servizio perché ho risposto in un blog agli insulti di un giornalista di Panorama che ha dato del bugiardo a me, ma ve l’immaginate dico il bue che da del cornuto all’asino? Perché io avrei fatto gli accessi all’anagrafe tributaria profittando della password di accesso che avevo avuto per fare le indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, hanno pure avuto pure il coraggio di strumentalizzare la tragedia fra le più grandi tragedie della storia d’Italia della scomparsa di questa bambina, il dolore di una madre, il dolore di una famiglia, il dolore di una popolazione d’Italia che piange da quattro, da cinque anni appresso questa vicenda e strumentalizzarla per venirmi a perquisire e accusate ingiustamente, perché l’accusa era per aver interrogato delle persone di Milano perché non erano di Mazara, ma se noi la bambina l’abbiamo cercata ovunque, in qualunque parte d’Italia abbiamo cercato la bambina. A Milano abbiamo fatto le interrogazioni, vi ricordate la vicenda di quel video di quel metronotte, che aveva ripreso quella che sembrava essere la bambina, che poi si è dimostrato essere la figlia di una rom, e i rom sapete benissimo che hanno tutta una serie di telefonini non è che li vanno ad attivare con il passaporto, col codice fiscale ecc., sono insomma nomi così, spesso di fantasia. Per aver effettuato quegli accertamenti e verificare purtroppo, devo dire, che quella non era Denise io sono stato imputato, per aver verificato una vicenda, arrivò una telefonata a Federica Sciarelli a Chi l’ha visto,era una voce di una ragazza, una ragazza che diceva che aveva con lei Denise e faceva sentire la voce di una bambina. Immediatamente ci siamo messi in moto, tutta la macchina investigativa con i Carabinieri si è messa in moto per sapere chi era che aveva telefonato: quella voce era sicuramente di una bambina, quella ragazza diceva che aveva Denise. Grazie all’ aiuto di Federica Sciarelli siamo riusciti ad individuare il numero telefonico che aveva chiamato la segreteria di Chi l’ha visto, era un numero di Ragusa, era intestato a un extracomunitario, ho fatto subito gli accertamenti per vedere chi era quel soggetto di Ragusa, hanno fatto delle intercettazioni e le prime telefonate che si captano, che i Carabinieri sentono, dice no purtroppo è morta, è morta. Al che si precipitano tutti: il procuratore, i sostituti, i carabinieri e vanno a fare le perquisizioni a Ragusa e io gli faccio subito gli accertamenti per dove perquisito. Frattanto mi arrivano le intercettazioni, le sento bene, le guardo con più attenzione, mi sento quella prima e quella dopo: quelli stavano parlando di una pianta che era morta, non di una bambina, quella che aveva chiamato poveretta, era una povera handicappata, che così, in un momento forse di solitudine e disperazione ha visto comparire il numero della trasmissione Chi l’ha visto e aveva telefonato. Io li ho chiamati, gli ho detto fermatevi, ritornate, non perdete più tempo, purtroppo non è la bambina e fortunatamente quella che è morta è solo una pianta.
Bene, per avere fatto questi accertamenti i procuratori aggiunti di Roma, Nello Rossi e Achille Toro, soggetti che emergevano dalle intercettazioni delle indagini del Dott. Luigi de Magistris per fatti che riguardavano uno dei più grandi complotti, mi hanno ordinato la perquisizione dei carabinieri sulla base di atti totalmente infondati che il tribunale del Riesame di Roma ha dichiarato totalmente infondati. Nessun giornale ha osato scrivere queste cose, nessuna televisione ha osato dire queste cose e la mia disperazione non è che non l’abbia detto Emilio Fede in apertura del telegiornale, non che non l’abbia detto canale 5 in apertura perché io da loro non mi aspetto nulla e quando ci hanno provato a portarmi là per utilizzare, per strumentalizzarmi, per far comparire quella grande scritta che avete visto dietro di me:” Il più grande scandalo della storia della Repubblica”, quel giornalista Mentana che forse voleva fare un regalo al suo padrone, come io gli ho detto e gli ho ricordato, dopo avere fatto l’errore di intervistare Di Pietro nella puntata precedente e Saviano nella puntata precedente ancora, è saltato pure lui. Perché tutti coloro che ci hanno provato in questa vicenda sono saltati, tutti appena si sono avvicinati ai fili dell’alta tensione sono saltati. Io per quelle cose sono stato indagato, nonostante il Tribunale ha ordinato la nullità della perquisizione, i magistrati e i pubblici ministeri di Roma si rifiutano a restituire l’archivio, si rifiutano a restituire i dati dove c’è la storia di venti anni d’indagini, dove ci sono gli atti che li riguardano, dove ci sono le intercettazioni dove loro parlano per asservirsi al potere, per asservirsi al sistema, per barattare i posti ai Ministeri dove brigano sulle cose più sporche di questa repubblica. Io mi vergogno, io mi vergogno, io ho vomitato quando ho sentito quelle intercettazioni. Questa è la procura della Repubblica di Roma e chi la rappresenta.
Oggi il problema credetemi non è più solo la politica, non è più solo Berlusconi, oggi il problema è la Magistratura e l’informazione. Durante il fascismo nei sistemi dittatoriali c’erano le Veline, i giornalisti erano tenuti a dare le informazioni che il governo, che l’Ovra che era un reparto speciale della Polizia, l’organizzazione di vigilanza e repressione antifascista diffondeva, quantomeno c’era un sistema ordinatorio perché coloro che non stavano con il regime leggevano quelle veline e sapevano qual era il pensiero del regime. Oggi non c’è più nemmeno bisogno di questo, perché oggi sono gli stessi giornalisti che si censurano, si autocensurano nella speranza, nel tentativo di essere sempre più simpatici nei confronti del padrone, nei confronti del principe e alla fine la graduatoria si fa sulla base di chi è stato più bravo a censurare, a non fare passare le notizie che dispiacciono e a rendere sempre più magnifica, più bella l’inquadratura del principe. Persino i cameraman vengono bastonati o vengono premiati a seconda se la ripresa la fanno dal basso verso l’altro cosicché sembra più alto e slanciato o se la fanno di lato, se la fanno di profilo, se fanno vedere le rughe o i capelli finti perché pure nella testa i capelli sono finti.
Questa è l’Italia, questa qualcuno continua a chiamarla democrazia, gli Stati del mondo ci ridono tutti. Se non fosse per internet, se non fosse per la rete, se non fosse per i blog, se non fosse per la rivoluzione che network come Facebook e altri hanno fatto, io oggi sicuramente non sarei qua perché avrebbero osato fare qualunque e chissà quali altre cose pur di non consentirmi di esprimere. Io continuerò e continuo a fare il mio lavoro, io sono un uomo dello Stato, non mi sono mai sentito un uomo dello Stato come dal momento in cui mi hanno sospeso dal servizio della Polizia. In quel momento io mi sono reso conto che su di me c’era, nella mia piccola, nella mia modesta funzione la responsabilità di portare il riscatto dei tanti cittadini onesti, di quel popolo che non ne può più, che si ribella. Di quel popolo che in Italia, in Sicilia, a Palermo ebbe il coraggio all’indomani del 19 luglio 1992 di alzare la testa e di ribellarsi, di quel popolo che gridava nella cattedrale di Palermo, quando si organizzò quella scena ignobile dei funerali di Stato per i poveri agenti della scorta, dopo che la famiglia Borsellino aveva negato l’ assenso a che si facesse questa manifestazione e volle, e pretese che i funerali di Paolo Borsellino si facessero in privato. I politici riuscirono a convincere i poveri genitori dei poliziotti a fare i funerali di Stato per organizzare la passerella, poi dopo i funerali gli lasciarono le bare là e si dovettero pagare il conto loro, il papà di Emanuela Loi si è fatto il prestito alla Findomestic per pagare il trasporto della bara della figlia in Sardegna.
Questa è storia, questa è la storia d’ Italia, questa è la storia di questa nazione, di questo popolo che ha ucciso e ha fatto istaurare un sistema. Lasciamo perdere chi sono i mandanti occulti. Le indagini, vedrete nei prossimi mesi e nei prossimi anni quello che verrà fuori, le porcherie che hanno combinato in termini di azioni ed omissioni su quelle indagini. Non voglio parlare di cose delle quali parleremo dopo perché bisogna avere il coraggio anche quando si processa la mafia di processarla con le prove, con gli elementi, non con i finti pentiti altrimenti alle sentenze non ci crede nessuno, sono solo delle burle. Vi faccio una riflessione da poliziotto, da poliziotto semplice, da poliziotto di strada, di uno che è cresciuto facendo il proprio mestiere: se qui c’è una banca e c’è una rapina e i rapinatori scappano col bottino nella borsa, poi danno l’ allarme. A un chilometro da qua la Polizia ferma una macchina in corsa e trova un signore con la borsa e quelle sono le mazzette rubate nella banca perché c’è la matricola nella fascetta, secondo voi che prove più ci vogliono per stabilire che quello è il rapinatore? Ci vuole la dichiarazione del notaio, che cosa altro ci vuole? E’ chiaro che i ladri sono loro.
Bene, in Italia c’era una Repubblica, c’era un sistema, un sistema di corrotti, un sistema di delinquenti, di tangentisti ma c’era un sistema, c’era un Parlamento, c’era un Presidente della Repubblica che si chiamava Francesco Cossiga, che aveva rappresentato il peggio della politica italiana, il peggio della democrazia cristiana, il peggio nella scellerata gestione della lotta al terrorismo come Ministro dell’ Interno ma un uomo che giunto alla fine del settennato, della sua carriera, fulminato sulla via di Damasco aveva cominciato a picconare il sistema, a colpire a destra, a manca e i primi che colpiva erano proprio i suoi, quelli della democrazia cristiana. A quell’uomo fecero l’impeachement a quel punto perché quell’ uomo che avevano sostenuto, che avevano votato tutti, compresi quelli della sinistra e avevano appoggiato a diventare Presidente della Repubblica, quando cominciò a picconare lo fecero dimettere. Dovevano creare uno Stato nuovo, dovevano creare la seconda Repubblica e fecero le stragi. Chi c’è andato al governo dopo le stragi? Chi ha vinto le elezioni? Quale partito è nato dalle ceneri, dal sangue di quei del 23 maggio e del 19 luglio? A chi sono servite quelle due stragi? Non serve la prova della fotografia del rapinatore dentro la banca. Io lo avevo visto scappare a un chilometro da qua con la borsa in mano e con i soldi rubati dentro la banca, è la stessa cosa!
Questa è la verità, questa è la vera verità scomoda che hanno impedito di affermare in Italia e che vogliono impedire e quindi ogni scusa è buona. Io adesso mi scuso di avere rubato qualche minuto in più, ma devo fare una dichiarazione solenne. Io sono stato sentito l’altro giorno per una giornata intera a Caltanissetta, ho dato il mio contributo ai magistrati che stanno riaprendo le indagini su quelle stragi, io confido molto nella serietà e nell’onestà dei magistrati che in questo momento, sia a Palermo sia a Caltanissetta e sia a Firenze, stanno rivedendo alcuni aspetti di quelle vicende. Paolo Borsellino era entrato in un gioco più grande di lui, Paolo Borsellino aveva sentito Mutolo, Mutolo gli aveva fatto il nome di due persone, in particolare di Bruno Contrada e del giudice Signorino. Dopo che il giudice Signorino è stato interrogato a Caltanissetta per una giornata intera, siamo partiti insieme, lui con la sua macchina ovviamente e noi con la nostra. Lui andava più veloce, è arrivato a Palermo prima di noi, noi stavamo entrando a Palermo e ci hanno chiamato dicendoci che si era suicidato e per suicidarsi vuol dire che qualche motivo, poveretto, l’aveva, poveretto perché di fronte alla morte. Io ho assistito purtroppo alla sua di morte e poi ho assistito alla morte di un altro magistrato che è il procuratore di Cagliari, Luigi bombardini, anche quello suicidatosi dopo che lo abbiamo interrogato con gli elementi, con le prove in mano, coi contatti telefonici, coi tabulati che Caselli gli contestò uno per uno. Questi due magistrati, colpevoli o innocenti che fossero, i morti non si processano più e vanno rispettati, hanno avuto il coraggio di uccidersi e di suicidarsi.
I magistrati di Catanzaro su cui stavamo indagando col Dott. de Magistris, pur nostro malgrado il coraggio di suicidarsi non lo hanno avuto e hanno fatto pure carriera e il Dott. de Magistris è stato cacciato e io sono stato cacciato, inquisito e perquisito solo per avere fatto delle indagini su dei magistrati collusi con la politica. Questa è la verità. Paolo Borsellino aveva degli appunti, aveva delle annotazioni, Paolo Borsellino era andato al Ministero dell’ Interno dove c’era il capo della Polizia Parisi, Paolo Borsellino tentarono di fermarlo al Ministero dell’ Interno probabilmente non Parisi e probabilmente qualche altro che ricorda di non averlo incontrato, Paolo Borsellino non usava i computer a differenza di Falcone che provvederono a cancellare, Paolo Borsellino usava un’ agenda, un agenda rossa dell’ arma dei Carabinieri che gli aveva regalato Carmelo Canale puntualmente come ogni anno. Quell’ agenda è sparita dalla borsa in pelle che avete visto, quella borsa in pelle io l’ho esaminata, c’era intatto il costume di nylon blu, c’era il telefonino microtac, era incendiato perché era uscito dalla borsa, dentro la macchina era caduto durante l’ attentato. Di quel telefonino è rimasto un reperto che un familiare ha ricevuto, ha consegnato il telefonino alla procura perché era proprietà dello Stato, non lo era la batteria, la seconda batteria che il magistrato si era comprato. Questa è la batteria dello Star-Tac del Motorola che si è trovata intatta sul luogo della strage. La vedete ancora annerita - scusate mi commuovo perché ho visto quelle scene terribili che non dimenticherò mai -, questa è la batteria del cellulare microtac di Paolo Borsellino che porta ancora i segni di quell’incendio, di quella esplosione e che è resistita alla strage e che rappresenta oggi il riscatto degli italiani onesti. La batteria che è infiammabile è rimasta e l’agenda è sparita, in quell’ agenda ci sta lo schifo di questa nazione su cui hanno costruito i destini d’ Italia. Questo non può più essere consentito.
Pino Maniaci: "Dott. Genchi, c’è una sentenza dal Tribunale che dovrebbero restituirgli gli archivi, e questi archivi non vengono restituiti. Allora questo è un altro punto di riferimento, parliamo della magistratura e di una magistratura che si contraddice in sostanza".
Dott. Genchi: "No, la magistratura fortunatamente ha ancora al proprio interno i canoni dell’ indipendenza. Mi riferisco in particolare agli uffici della magistratura giudicante, di quei giudici che lavorano in silenzio, che sgobbano, che scrivono le sentenze, che fanno onestamente il proprio lavoro e che non ambiscono agli strapuntini e agli incarichi di governo. A questi magistrati deve essere rivolta la solidarietà dei cittadini onesti e della gente per bene. Il problema non è la magistratura, qualcuno vuol far capire che in Italia il problema sia la magistratura. Il problema è l’affermazione di una nuova logica che travalica i partiti, che travalica i movimenti, che travalica le stesse strutture ideologiche o paraideologiche che hanno vinto le elezioni. Hanno svenduto un partito quale alleanza nazionale e lo hanno fatto confluire in un altro, mi hanno scritto i ragazzi di Azione Giovani insieme ai ragazzi di estreme sinistra che volevano organizzare delle manifestazioni. Mi hanno scritto e mi hanno detto "in fondo Alemanno ci sta accontentando," sta intitolando una via a Craxi a Roma, sta intitolando una via a Craxi per quegli stessi giovani del fronte della gioventù nel 2003 all’uscita del Raphael avevano gridato via Craxi dallo Stato, adesso Alemanno gli sta intitolando la strada: Via Craxi.
De Magistris parla di una nuova P2, io che sono andato un po’ più avanti nelle indagini da quando a lui gliele hanno tolte, mi permetto di dire che forse l’espressione non è perfettamente corretta in termini storici e politici: questa è peggio della nuova P2, Licio Gelli, forse, al cospetto sembrerebbe, rappresenterebbe un campione di democrazia. Il soggetto di vertice che io ho trovato in rapporto con il magistrato che mi sta indagando è un soggetto che è stato cacciato dalla p2 di Licio Gelli per indegnità. Quindi voi immaginate il capo di una banda di ladri che dopo avere fatto una serie di furti viene derubato da uno dei suoi ladri e lo caccia dalla banda, io vi chiedo, da un punto di vista morale, poi i giudici valutano le colpe di ognuno, secondo voi chi è il più indegno: il capo della benda dei ladri o il ladro che ha fregato il bottino alla banda e al proprietario? Ebbene io ho trovato questo soggetto, che ha un nome e ha un cognome, anzi di nomi ne ha due per la verità, l’ho trovato in rapporto telefonico, col telefono di casa, con la persona che mi sta indagando, che mi ha perquisito e queste erano le indagini che io stavo facendo e io sto pagando anche per questo.
E non è che erano dei giorni a caso, erano i giorni della scalata all’ Antonveneta, erano dei giorni in cui furono filtrate le intercettazioni telefoniche di Consorte, che poi furono pubblicate sui giornali con Fassino da un preciso giornale, da un preciso giornalista che vedi caso è quello che mi ha provocato su Facebook per consentire poi che si affermasse la volontà di Gasparri secondo la quale io dovevo essere sospeso dal servizio. Bene, se mi consentite allora io spendo una lancia a favore di Gelli perché la P2 forse era un esempio di democrazia al cospetto di questo Stato che oggi queste persone vogliono affermare.
Alla fine dell´intervento del dott. Luigi de Magistris, il dott Genchi ha aggiunto:
Dott. Genchi: "E poi possibilmente, se mi consentite, poi queste persone devono essere controllate perché chiunque fa un lavoro deve essere controllato, se non funziona il sistema dei controlli…. Io ricordo un particolare: dodici anni fa, tredici anni fa io mi occupai di un´indagine, si era rifatto l’impianto dell’acquedotto di Trapani. Trapani sapete è una città dove ci sono stati sempre problemi idrici, al che venne fatto un progetto che venne finanziato, c’ erano fonti che venivano da varie parti, diverse centinaia di miliardi. Facendo un sistema elettronico di ingegnerizzazione, di calcolo, di telecontrollo si doveva studiare una captazione dai vari posti in cui si tirava l’ acqua in modo da far aumentare le risorse idriche per Trapani. Si sapeva quant’era l’acqua che l’acquedotto riusciva ad erogare e si spesero qualcosa come tre, quattrocento miliardi delle vecchie lire per questo sistema. Alla fine dei lavori, fatti ovviamente malissimo, progettati ancora peggio,l’ acquedotto rendeva il 20, il 25% di quanto rendeva prima. Praticamente quei tre-quattrocento miliardi avevano dato più da mangiare che da bere. Si sono fatte le indagini ed è venuto un governo che ha cambiato al legge, ha fatto una legge mi pare sul giusto processo o qualcosa del genere. Praticamente questo giusto processo era qualcosa che doveva servire per aumentar i termini di tutta una serie di cose e sostanzialmente tutto prescritto, tutto a carte per aria, ci abbiamo pure rimesso le spese delle indagini.
Questa è la realtà contro la quale bisogna lottare. La giustizia deve essere efficace, deve essere veloce e non deve perseguire o perseguitare solo l’extracomunitario, il tunisino, il marocchino o il rumeno e se il rumeno non c’è se ne trova uno qualunque tanto interessante che sia rumeno, purchè sia rumeno e si risolve il tutto. La giustizia deve funzionare per tutti, sia che abbiano i jeans, sia che abbiano la cravatta, sia che abbiano la camicia, il colletto bianco o i jeans, o i colletti sporchi. Perché spesso in Italia la giustizia quando comincia a trovare i colletti, quelli sporchi, si ferma e quando lo sporco è lo sporco di sangue manco riesce a partire. Questo è il vero riscatto, la vera rivoluzione che la gente, il popolo deve pretendere da uno Stato. Perché uno Stato che non riesce a dare la verità e giustizia non potrà mai dare né libertà né risorse umane, né lavoro, né diritti perché al giustizia e la verità è il primo bene di una qualunque comunità sociale perché si possa chiamare Stato".
Domanda dal pubblico: "Dott. Genchi, da cosa trae la forza per andare avanti, per lottare?"
Dott. Genchi: "Io ti ringrazio per la domanda perché mi dai l’opportunità di dare un messaggio. Intanto devo dire che questa vicenda, a parte la fortuna di avere forse scoperto i miei figli che hanno la tua età, e averli scoperti e sentiti vicino come mai da padre io avevo sentito i miei figli, mi ha fatto sentire il calore e la vicinanza di tanti ragazze e ragazzi, come te. E’ stato qualcosa di impressionante, 127.000 e-mail e messaggi su Facebook, gente che peraltro inizia a insultarmi perché non ho il tempo di rispondere. Fra tutti cito quello di una ragazza, una ragazza dell’Aquila, una studentessa universitaria, una ragazza iscritta a giurisprudenza che mi aveva scritto prima del terremoto, mi aveva dato la solidarietà, aveva scritto un’e-mail bellissima e mi aveva detto che voleva fare il Commissario di Polizia, voleva dei consigli, voleva essere aiutata e indirizzata in quel lavoro. Quella ragazza non l’ho più sentita dopo il terremoto, sono preoccupato, ho cercato in tutti i modi di raggiungerla. L’unica notizia che ho avuta è stata che la sua casa era stata distrutta. Ho cercato d’informarmi, dicono che questa protezione civile funzioni, funziona forse a comprare le magliettine di quello che le fa o di far funzionare le imprese a cui affidano i lavori, comprese quelle a cui fanno fare le carceri, le caserme pagandogliele cinque volte quello che valgono per poi togliere pure i soldi della benzina e dello straordinario dei poliziotti che poi non possono più fare le indagini in Italia. Questo è un altro capitolo. Qualche giorno fa ho avuto una sorpresa: ho aperto il palmare e quella ragazza mi ha scritto e mi ha detto “Dottore sono riuscita oggi ad avere la pennetta ed il mio computer, ho perso mio fratello e mio zio nel terremoto. Ho acceso il computer ed il primo pensiero è stato di scrivere a lei perché sicuramente sarà stato in apprensione per me”. Questo fra i migliaia di messaggi che ho ricevuto è stato veramente il più forte, il più commovente, i tantissimi ragazzi…
Mi diceva un giornalista studioso di marketing che cura diverse trasmissioni e che ha intervistato pure il Dott. de Magistris, Klaus Davi, che hanno fatto un sito per sondare le aspirazioni dei giovani, per fare degli studi di mercato interessanti per l’avvio dei giovani alle professioni, al lavoro, alle aziende perché ancora c’è qualcuno che queste cose le studia con intelligenza, mi ha detto "Dottore, lei forse non ci crederà, fra le professioni per cui i ragazzi hanno espresso la maggiore vocazione non c’era scritto il poliziotto, il carabiniere, il finanziere,il magistrato… Io voglio fare il Genchi", credetemi questa cosa mi ha dato una commozione, dice io voglio lavorare accanto ai giudici, voglio lavorare con ai magistrati, voglio lavorare con la Polizia, voglio lavorare con i Carabinieri, coi computer, cioè voglio dare un mio contributo di intelligenza, d’ingegno e mi ha fatto veramente riflettere come forse proprio i giovani, i ragazzi della tua età, gli studenti universitari sono stati i primi a capire la mia vicenda, che poi era la vicenda del giudice de Magistris che è la vicenda dei magistrati di Salerno e sono stati i primi a ribellarsi. Voi siete stati la nostra forza, noi credetemi, abbiamo pensato principalmente a voi perché nessuno pensava di fare quello che noi oggi stiamo facendo. Luigi de Magistris voleva continuare a fare il magistrato e io con lui speravo di concludere quei processi come ne avevamo già conclusi altri con tanti altri magistrati e non lo facevamo per vana gloria, lui per diventare deputato e io per diventare chissà chi. Io ero un illustre sconosciuto e come tale volevo rimanere, se avessi avuto la bramosia di mettermi in mostra in venticinque anni con le cose che ho fatto chissà quante occasioni, quante passerelle, quante telecamere, quante trasmissioni televisive, quanti inviti da Vespa ho rifiutato. Noi abbiamo lavorato e stavamo lavorando nel tentativo di darvi un’ Italia migliore di quella che i nostri padri hanno consegnato a noi con tutti questi lestofanti. Fino ad oggi i lestofanti hanno avuto la meglio, noi siamo uno a zero però la palla è al centro, la palla è in mano a voi che adesso avete la possibilità di utilizzarla e scagliarla contro chi ha lottato e ha cercato di devastare il vostro destino. Vi vogliono affamare, vi vogliono togliere la speranza, vi vogliono togliere tutte le opportunità nel nome di un affarismo che con le banche, coi Parmalat, coi Bond, con i cali azionari, con i furti delle banche, degli interessi, con le truffe dei fallimenti, con tutte le magagne di Stato che organizzano per cui in un colpo solo riescono a rubare miliardi e miliardi, e poi noi andiamo a inseguire il povero ladro che va a rubare un secchio d’uva e facciamo sembrare come se fosse chissà che, ecco è anche a questo che bisogna ribellarsi e voi siete i protagonisti del vostro futuro, amministratelo bene, studiate prima di tutto, crescete culturalmente, non separatevi dai vostri computer, utilizzateli al meglio delle loro possibilità perché quegli strumenti oltre ad essere dei grandi strumenti di democrazia, sono dei grandi strumenti di cultura. L’Italia è nelle vostre mani".
BARI 30 APRILE - Il Tar del Lazio ha accettato il ricorso presentato dai legali del Gip di Milano, Clementina Forleo avverso il provvedimento del Csm con il quale fu deciso il trasferimento d'ufficio da Milano a Cremona. "Sono contenta - ha detto alla Gazzetta il Gip, commentando la decisione del Tribunale amministrativo del Lazio - la mia battaglia però contunuerà".
La notizia è stata data da uno dei legali del giudice di Francavilla Fontana, avv. Giovanni Pesce (nativo di Oria) il quale spiega che la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il trasferimento motivando questa decisione presa l'estate scorsa "ritenendo insussitenti i presupposti di quella decisione".
"Il giudice - ha aggiunto l'avvocato Pesce - mi ha riferito di essere felice della notizia, ma non intende, per il momento, lasciare il tribunale di Cremona. Ci fa piacere però che finalmente un giudice terzo imparziale ha riconosciuto l'ingiusta atteggiamento persecutorio assunto dal Csm nei suoi confronti".
Il plenum del Consiglio della magistratura decise a maggioranza di disporre il trasferimento del giudice per incompatibilità ambientale. La decisione fu adotatta dopo le dichiarazioni della Forleo sul comportamento dei magistrati milanesi che seguivano l’inchiesta sulle scalate bancarie.
«Lotterò fino alla fine dei miei giorni - dichiarò il gip di Milano; andrò a testa alta in tutti i tribunali, affermando il principio per cui la legge è uguale per tutti e auspicando una seria riforma della giustizia».
A chi a suo tempo chiese al gip se avrebbe fatto ricorso al Tar contro la delibera di Palazzo dei Marescialli rispose: «Certamente».
Oggi attraverso il suo legale, avv. Pesce Clementina Forleo manda a dire "di avere vinto una battaglia di principio, non credo che tornerò a Milano. Almeno per ora".
Poi raggiunta al telefono dalla Gazzetta, il gip ha detto: "Sono commossa e ovviamente molto contenta della decisione del Tar. Questo dimostra che la verità prima o poi viene a galla. E comunque continuerò a battermi per l'indipendenza e l'autonomia del giudice e contro le logiche clientelari e le correnti all'interno all'interno dell'organo di autogoverno della magistratura conitnuerà".
Alla domanda se adesso tornerà a Milano essendo la sentenza del tar immediatamente eseucutiva, il Gip ha preferito non rispondere, riservandosi di decidere e di affidarsi per ulteriori commenti ad un comunicato ufficiale dei suoi legali.
"Aggiungo solo - ha concluso - che mi batterò ancora affinchè il giudice resti una figura indipendente e autonoma, al di fuori delle logiche clientelari".
Ringraziamo Gennaro per aver dato la possibilità di scaricare tutti gli articoli (disponibili fino al 20 febbraio, con l'articolo sulla morte di Niki Aprile Gatti).
From Hell, Jack lo squartatore. Di Albert Hughes. Con Jonny Deep.
Giovanni Falcone - Regia di Giuseppe ferrara con Michele placido
I banchieri di Dio - di Giuseppe Ferrara (un film sulla morte di Calvi, di una bruttezza rara...)
I cento passi - di Marco Tullio Giordana - (la vita di Peppino Impastato)
Il Muro di gomma - di Marco Risi (Strage di ustica)
Il Padrino III - di F.F. Coppola, con Eli Wallach e Andy Garcia (Film dove si fanno chiari riferimenti ai rapporti tra mafia massoneria e vaticano e alla morte di Papa Luciani)
Nemico pubblico - Di Tony Scott con Will Smith e Gene Hackman
Piazza delle cinque lune (delitto Moro) Regia di Renzo Martinelli
The Skulls (su una delle società segrete americane) - Regia Rob Cohen
Un eroe borghese - di Michele Placido (sulla morte dell'avv. Ambrosoli)
V per Vendetta. di J. McTeigue. Tratto da un fumetto di Alan Moore
Libri da leggere per informarsi
Giovanni Francesco Carpeoro - Il volo del pellicano - Bevivino editore (un bel romanzo giallo, basato sul mistero dei rosacroce)
Giovanni Francesco Carpeoro - Labirinti - edizioni Bevivino. Il protagonista del romanzo precedente, Il volo del pellicano, continua a imbattersi nel mistero dei rosacroce
Epiphanius - Massoneria e sette segrete - La faccia occulta della storia - Ed. Controcorrente (un testo completo e molto interessante, che parte pero´da un´ottica cattolica decisamente estremista).
Chandelle René - La congiura degli illuminati - Il punto d'incontro
Carlizzi Gabriella - Gli affari riservati del mostro di firenze
Associazione italiana,scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici - Gli Abusi mentali, fisici etecnologici NON sono Fantascienza - Libreria Cortina
Pinotti Ferruccio - Fratelli d'Italia - BUR
Abbate - Gomez - I complici - Fazi editore
De Lutiis Giuseppe - I servizi segreti in Italia - Editori riuniti
De Turris Gianfranco (a cura di) - Esoterismo e fascismo - Mediterranee
Denis Robert e Backes Ernest, Soldi il libro nero della finanza internazionale, Nuovi Mondi
Flamigni Sergio - La tela del ragno; il delitto Moro - Kaos edizioni
Flamini Gianni, Nunziata Claudio Segreto di stato, Uso e abuso - Editori riunnti
Lino Lista - Raimondo di Sangro, il principe dai veli di pietra - Bastogi (un romanzo storico che svela alcuni meccanismi del potere massonico e della lotta tra Chiesa e Massoneria)
Klein Naomi - Shock economy - Rizzoli
Mola Aldo - Storia della massoneria italiana - Bompiani
Napoleoni Loretta - Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale - Il saggiatore
Pamio Marcello - Il nuovo ordine mondiale - Macro
Pinotti Ferruccio - Poteri forti - BUR
Randazzo Antonella - Dittature la storia occulta - Il nuovo mondo
Tinti Bruno - Toghe rotte - Chiare lettere
Travaglio Marco - Mani sporche - BUR
Rino Gaetano
Da ascoltare: Rosita, Al compleanno della zia Rosina, Nun te reggae più, Cogli la mia rosa d'amore