martedì 28 aprile 2009

CASO DERIVATI, BANCHE SOTTO SEQUESTRO



tratto dal sito del Corriere della sera:

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_28/ferrarella_f5f1a87e-33bf-11de-8558-00144f02aabc.shtml


Sigilli a sedi, quote e conti dopo il «buco» al Comune di Milano


MILANO — Fossero dotati di humour, adesso in Procura potrebbero parodiare una delle proverbiali intercettazioni cap­tate anni fa in tutt’altre indagi­ni economiche: «Abbiamo una banca!». Perché da ieri, in sen­so quasi letterale, la Procura di Milano ha davvero una banca (il 25% della spa italiana della tedesca Deutsche Bank), e an­che la sede di una banca (quel­la dell’americana Jp Morgan nel Palazzo Hoepli), e cespiti di una banca (conti per 8 milioni nella tedesca Depfa Bank, altre attività nella svizzera Ubs). Tut­ti beni che il giudice Giuseppe Vanore ha autorizzato il pm Al­fredo Robledo a sequestrare, per la prima volta in Italia, fino a un tetto di 92 milioni di euro per Jp Morgan e Depfa Bank, di 84 per Deutsche Bank, di 75 per Ubs: istituti indagati per truffa aggravata ai danni del Co­mune di Milano nella rinegozia­zione del debito di Palazzo Ma­rino con prodotti finanziari «derivati», cioè contratti per ge­stire il rischio di tasso d’interes­se.

domenica 26 aprile 2009

CARLOS LO "SCIACALLO" E LA STRAGE DI BOLOGNA








Carlos «assolve» Mambro e Fioravanti
Strage di Bologna, è stato interrogato per la prima volta a Parigi

DAL NOSTRO INVIATO

PARIGI — Carlos lo sciacallo, per la prima volta davanti a un magistrato italiano, detta la risposta in lingua francese: «La strage del 2 agosto, a Bologna, non è opera dei fascisti».

Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, così come Luigi Ciavardini, i neofascisti condannati per la bomba alla stazione coi suoi 85 morti e i duecento feriti, non avrebbero nulla a che fare con la terribile esplosione al tritolo che nell'estate del 1980 sbriciolò la sala d'aspetto di seconda classe e investì il treno Ancona-Chiasso in sosta sul primo binario.

sabato 25 aprile 2009

VIA D’AMELIO, UNA VERITA' CHE FA PAURA?



Di Solange Manfredi





Negli ultimi tempi sono stati portati attacchi pesantissimi verso alcuni soggetti coinvolti in indagini penali (magistrati, consulenti, procuratori, ecc...) Detti attacchi sono tutti andati a buon fine.


Ricordiamo quali:

De Magistris nel 2006, a seguito di una denuncia, inizia ad indagare sul fenomeno della illecita gestione pubblica, locale e nazionale, di finanziamenti, convenzioni, commesse e appalti, ecc…

All’interno della Procura, alcuni magistrati pongo in essere alcune attività allo scopo di sottrarre le suddette inchieste a De Magistris e vi riescono.


venerdì 24 aprile 2009

PORTO DELLE NEBBIE












“Siamo oltre il porto delle nebbie. Oggi la Procura di Roma ha fatto ammutinamento rispetto ai provvedimenti dei giudici che hanno decretato l’illegittimità totale dell’operato della stessa Procura. I reperti che la Procura di Roma sta mantenendo abusivamente in sequestro sono tutti di proprietà del dr. Gioacchino Genchi. Per questo oggi i Pm di Roma si sono resi responsabili, tra l’altro, dei reati di rifiuto di atti d’ufficio e di appropriazione indebita. Peraltro, nei supporti informatici trattenuti ci sono atti relativi a delicate indagini per le quali il dr. Genchi aveva ricevuto incarichi dall’Autorità giudiziaria. E ci sono perfino atti e intercettazioni che riguardano il procuratore aggiunto Toro: tra l’altro sue conversazioni nelle quali nel maggio 2006 concordava con altra persona, con insospettabili capacità profetiche, gli incarichi al ministero della giustizia presso l’appena nominato ministro Mastella e presso altri ministeri, riferendo anche gli incarichi graditi da altri magistrati romani, ivi compreso il dr. Nello Rossi. I magistrati della Procura di Salerno sono stati cacciati su due piedi dal Csm per aver emesso un provvedimento dichiarato legittimo dal competente Tribunale del riesame. Mi chiedo: cosa assicura ai magistrati romani l’impunità davanti al Csm ed al ministro della giustizia? Mi auguro che la risposta non sia da rintracciare nel contenuto di quelle conversazioni”.


Fabio Repici (21 aprile 2009)

mercoledì 22 aprile 2009

La parole "fine" sull'omicidio della Nassuato e sul presunto mandante, Gabriella Carlizzi. E la verità sul mostro di Firenze.


Nella foto grande. Alessandra Nassuato
Nella foto piccola. Il figlio della Nassuato e di Franceschetti, generato anche col seme dei ragazzi del meetup di Icke, dal cognome un po' lungo.

Salve a tutti. Vorrei mettere pubblicamente fine alla disputa tra la Carlizzi, la Nassuato e me, iniziata dapprima con un articolo della Carlizzi sul suo sito La giusta informazione dal titolo “Un pericolo di nome Alessandra Nassuato” e poi con una diffida (sempre pubblica, sul suo sito) rivolta a me e alla Nassuato, che ci invitava in sostanza a non complottare contro di lei.

sabato 18 aprile 2009

DELITTO DI STATO



















Di Solange Manfredi


Un libro che consiglio di leggere.

Nell'avviso al lettori gli autori scrivono:

Caro Lettore,
prendi fiato: stai per fare un salto nel tempo, una corsa a ritroso nella storia italiana, per scoprire il mistero del complotto che potrebbe aver provocato la morte di Enrico Mattei, il presidente dell'Eni precipitato nel 1962 con il suo aereo nella campagna di Bascapè.

Il Pranzo. Terza ed ultima puntata puntata



Nella foto: il quadro trovato nella mia camera d'albergo il 2.1.2008, la sera prima dell'appuntamento con la Carlizzi.


Mi hanno chiamato di nuovo le proprietarie della villa, sentendosi ancora una volta diffamate dal mio secondo articolo.

Tolgo per la seconda volta l'articolo su di voi.




Mi rivolgo alle proprietarie.

Care signore. Mi dispiace che abbiate frainteso il mio comportamento.

Vi avevo scritto via mail che vi avrei difeso solo a condizione di rendere pubblico tutto quello che succedeva tra noi.

Il mio secondo articolo, ammettendo che c'era un errore da parte mia, era volto a riabilitarvi e vi avrebbe fatto pubblicità portandovi clienti.

Non ho difficoltà a capire come e perchè siate state tirate dentro ad una storia del genere.



Qui si chiude l'aiuto che volevo darvi. E qui, spero, si chiude la mia avventura con i misteri del Mostro di Firenze. Che, per quanto mi riguarda, ora sono meno misteriosi di prima.

martedì 14 aprile 2009

Pranzo nella villa degli orrori. Seconda puntata.




Pranzo nella villa degli orrori parte 2.

Premessa

Pubblicai l'articolo sul pranzo alla villa degli orrori il primo gennaio. (l'articolo lo potete trovare al seguente link: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=5417 ). Sapevo che quell'articolo avrebbe provocato reazioni, polemiche, e altro. Prevedevo guai. Il problema è che ad occuparsi di queste vicende non si sa mai in quali guai ci si caccia.
Prevedevo inoltre che le proprietarie della villa non sarebbero state molto contente.
Ma l'articolo ovviamente, pur raccontando ciò che avevo vissuto, ritenevo necessario farlo. In quella zona continuano ad uccidere persone. In quella zona ci sono stati otto duplici omicidi (ufficialmente) e altre decine di omicidi continuano a perpetrarsi quotidianamente nel silenzio generale.

TERREMOTO E SEGRETI


Di Solange Manfredi



Dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo vari paesi esteri ci hanno offerto aiuto. Erano pronti ad inviare uomini e mezzi. Il Governo ha rifiutato affermando che non ne avevamo bisogno.

Berlusconi ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà, ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli”.

venerdì 10 aprile 2009

Il Mostro di Firenze. L'importanza mediatica e giudiziaria di un'inchiesta.






Ovvero: Gli affari pubblici del mostro di Firenze
Paolo Franceschetti


1. Premessa. 2. Le stranezze della vicenda Mostro di Firenze. 3. Il perché di un’inchiesta. 4. Poscritto


1. Premessa.
In questo articolo voglio parlare di un aspetto assolutamente inesplorato dell’inchiesta sul Mostro di Firenze: l’importanza mediatica, politica e giudiziaria, di questa inchiesta. E voglio raccontare alcune stranezze che nessuno ha mai raccontato.
Pochi si sono resi conto infatti che, toccare il tasto “Mostro di Firenze” e “Rosa Rossa”, entrambi strettamente collegati, significa toccare un vespaio. Significa andare incontro ad una marea di guai di tale entità che anche quelli relativi ad argomenti apparentemente scomodi come Ustica e Moby Prince diventano solo un lontano ricordo. Credo che pochi abbiano capito il perché. Pochi abbiano capito gli interessi davvero in gioco.

sabato 4 aprile 2009

SE I GIUDICI HANNO PAURA


Di Bruno Tinti

(ex Procuratore della Repubblica Aggiunto di Torino)

da La Stampa 3 aprile 2009


e dal sito http://togherotte.ilcannocchiale.it/

Per l’ennesima volta c’è il sospetto che qualche politico importante sia stato preso con le mani nel vasetto della marmellata. La procura di Bari ha da tempo chiuso le sue indagini che riguardavano il Ministro Raffaele Fitto per i reati di associazione a delinquere, concussione, falso ideologico, corruzione, peculato, concorso in interesse privato in una procedura di amministrazione straordinaria e turbativa d'asta.

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