lunedì 16 novembre 2009

Di Pietro sul caso Cosentino

Di Pietro si esprime sul caso Cosentino, il sottosegretario all'economia, di cui è stato chiesto l'arresto per complicità con la camorra.


15 commenti:

Fabrizio ha detto...

Sbaglio o ha bestemmiato S. Antonio? Mitico Tonino!! :-)

Anonimo ha detto...

tonino ha ragione su molte cose, non solo sul caso cosentino...

Anonimo ha detto...

Premetto che non sono nè di destra e nè di sinistra, semplicemente perchè non vendo nessun ideale nella politica odierna. Questo video su questo blog non lo comprendo. Vuole farci credere che Di Pietro è l'unico buono? Vuole fare un po' di propaganda?
Italia Dei Valori negli ultimi anni ha aumentato il suo elettorato anche grazie ad Internet. E ora vederlo schiaffato anche qua sopra, mi insospetisce un po'. Se Di Pietro, oggi, fa una certa politica ci sarà sicuramente un motivo preciso che di valori ne prende solo il nome.

Anonimo ha detto...

semplicemente di pietro ha detto una cosa giusta, come farebbe qualsiasi politico normale in un paese normale. ma questo purtroppo non è affatto un paese normale...

Lucio ha detto...

Di pietro dovrebbe guardare le travi negli occhi suoi.
La gente non è più così cretina, svegliatevi anche voi, che sarebbe ora, altrimenti si fanno figuracce...

Ormai Di Pietro ha ha superato ogni altro personaggio nel livello di cialtroneria. Ora può vantarsi a pieno titolo di imperatore dei cialtroni.
Prego accomodatevi e leggete

http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&id=2242

Anonimo ha detto...

IDV (quelli che parlano PURE!!)

Paride Martella, ex presidente della Provincia di Latina arrestato nell'ambito dell'Inchiesta su appalti truccati della Acqua latina: un giro da 15 milioni di euro, anch'esso esponente di Italia dei Valori ed indagato per concussione e associazione mafiosa.

Franco La Rupa, nel 2005 è stato indagato dalla Procura di Paola per presunti brogli elettorali e illeciti nell’utilizzo di fondi della legge 488, mentre l’estate scorsa lo ritroviamo coinvolto nell’operazione «Omnia», indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Gustavo Garifo, capogruppo provinciale dell'IDV di Genova, ammanettato a ottobre per aver lucrato sugli incassi delle multe.

Andrea Proto, consigliere comunale, reo confesso, ha incassato una condanna a un anno e nove mesi per aver raccolto la firma di un morto.

Giuliana Carlino, consigliere comunale Idv, indagata per averne falsificato migliaia di firme.

Gaetano Vatiero, incarcerato per corruzione aggravata perché secondo i magistrati favoriva alcune Spa in cambio di quote societarie.

Mario Buscaino, già sindaco di Trapani, nel luglio del 1998 accusato di concorso in associazione mafiosa per voto di scambio.

Anonimo ha detto...

Ancora l'IDV (Italia senza valori)

Maurizio Feraudo, consigliere regionale calabrese, indagato per concussione (per anni avrebbe preteso la corresponsione di un tot sullo stipendio da un suo autista) e truffa, causa domande di rimborso su missioni mai compiute.

Orazio Schiavone, ex assessore ai Lavori pubblici e coordinatore provinciale del partito, è stato condannato a un mese e dieci giorni per esercizio abusivo della professione odontoiatrica.

Rudy D'Amico, ex assessore dell’Idv, questa volta a Pescara, e rimasto coinvolto nell’inchiesta «Green Connection» sulla gestione del verde pubblico: è accusato di associazione a delinquere, abuso d'ufficio, tentata turbativa d’asta e tentata corruzione.

Vincenzo Iannuzzi, ex sindaco di Lungro (Cosenza), condannato nel 1992 per «falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale» e riabilitato dal tribunale di sorveglianza di Catanzaro qualche anno dopo: Di Pietro l’ha premiato candidandolo al Senato.

Giuseppe Soriero a cui il foglio calabrese «Il Dibattito» ha dedicato spazio per l’imbarazzata testimonianza al processo di Palmi sulle infiltrazioni mafiose al porto di Gioia Tauro. L’importante esponente Idv si sarebbe rifiutato di fare il nome del mafioso suggeritogli da un imprenditore per evitare ritorsioni.

Americo Porfidia, deputato, indagato dalla Dda di Napoli per 416 bis: associazione a delinquere.

Domenico D’Elena, candidato 2008 al Senato, rimosso da sindaco di un paese campano per «contiguità con la camorra» e con precedenti penali per assegni a vuoto, concussione, blocco stradale e il solito 416 bis.

Giovanni Paladini parlamentare e ras ligure che si è innamorato di una certa Marilyn (Fusco) e ha fatto di tutto per mandarla al Parlamento europeo. Tentativo bruciato dall’incauta ragazza, andata in tv a lamentare che «è in atto una persecuzione contro Berlusconi» e sconfessata da Idv.

Marrazzo (attualmente capogruppo in consiglio regionale, «la sua famiglia possiede diverse imprese impegnate nel settore dei rifiuti, quattro delle quali si son viste ritirare dalla Prefettura il certificato antimafia»).

Pino Aleffi, tessera 762 della loggia di Licio Gelli, candidato in Sardegna (l'Idv, ufficialmente afferma di «ripudiare la P2 e similari associazioni che tendono a sostituire il potere legale con un potere senza consenso democratico».

Giuseppe Astore, deputato e coordinatore regionale in Molise, coinvolto nel 1989 nell’inchiesta sull’Erim (Ente risorse idriche molisane) poi uscito dal processo.

Tancredi Cimmino, nel 1998 fu chiesto prima il suo arresto e poi il rinvio a giudizio per associazione camorristica, falso e peculato per appoggi elettorali del boss Carmine Alfieri. L’arresto fu negato, poi prosciolto.

Aldo Michele Radice, portavoce Idv in Basilicata, consigliere del ministro Di Pietro, è invece alla sbarra dal 2006. Il Pm ha chiesto 9 mesi per una storia simile a quella di lady Mastella: la raccomandazione di un manager sanitario.

Alberto Soldini, contestato presidente della Sambenedettese calcio: gli ultrà gli tirarono addosso pietre e sputi. Poco prima della presentazione delle liste 2006, Di Pietro fu costretto a rinunciare alla sua candidatura.

Sergio Scicchitano, avvocato personale dell’ex Pm, e dal 20 luglio 2006 membro del Cda dell’Anas con Di Pietro ministro delle Infrastrutture. Candidato nel 2001 al Senato e capolista, nel 2005, alle regionali del Lazio, Scicchitano è il liquidatore giudiziale della Federconsorzi, il cui crac coinvolse 15mila risparmiatori. Sul sito di Tonino i fan accusano Scicchitano di non aver eseguito, in almeno due casi, sentenze passate in giudicato che risarcivano in parte i piccoli risparmiatori.

Anonimo ha detto...

Cristiano Di Pietro, il figlio consigliere regionale a Campobasso, che su delega del presidente della Provincia era stato incaricato di partecipare al tavolo che si è tenuto al ministero delle infrastrutture con il papà Ministro Antonio Di Pietro, riducendo il tutto a una riunione di famiglia. (In precedenza Di Pietro aveva attaccato il collega Mastella accusandolo di aver favorito famiglia e figlio. Analogamente si scagliò contro Visco e l'assunzione di suo figlio in Sviluppo Italia (una delle tante inutili aziende mangia sodi italiane).

Lo stesso Di Pietro è indagato dalla Procura di Roma - con la tesoriera del partito, l’onorevole Silvana Mura - per truffa aggravata, appropriazione indebita e falso in un procedimento che cerca di fare luce sulla gestione delle risorse finanziare dell’Italia dei Valori. L’ex Pm è «sotto processo» anche all’ordine degli avvocati di Bergamo perché quando lasciò la magistratura per fare il legale, prima difese il suo miglior amico accusato della morte della moglie a Montenero di Bisaccia, poi si costituì parte civile nello stesso procedimento. Tradendo due volte: l’amico e il cliente.

E PARLANO SUGLI ALTRI? MA PER FAVORE!!!!!!!

Anonimo ha detto...

idv è l'unica opposizione decente a questo regime infame del piduista corruttore e il 5 dicembre sarà in piazza a roma con moltissima altra gente. ci sarà anche s. borsellino. i servi e gli amici del regime infame ovviamente non ci saranno...

Andrea ha detto...

Per chi non lo sapesse.. i piduisti ci sono pure nell'IDV. Occhio !!

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=j496gvwGjcg

Anonimo ha detto...

almeno nell'idv c'è gente onesta, mentre il ducetto corruttore fa di tutto per non farsi processare, e in un paese normale non sarebbe certo al governo...

Anonimo ha detto...

avvocato ma la massoneria non controlla tutto in italia e nel mondo compreso il burbero lucano di pietro che tanto si agita?ma di pietro non fu quello che votò contro l'inchiesta parlamentare sui fatti del g8 di genova e poi il giorno dopo si giustificò ignobilmente su internet?ma l'idv insieme a tutto il parlamento non ha ratificato il trattato di lisbona?avvocato a gioco stiamo giocando?

Anonimo ha detto...

idv è l'unico partito che fa vera opposizione a questo governo infame. di pietro ha i suoi difetti ovviamente, ma tra lui e il ducetto corruttore piduista c'è veramente un abisso, ovviamente.

Anonimo ha detto...

DI PIETRO E' IL RE DEI CIALTRONI
Nel settembre 1996 Antonio Di Pietro, allora ministro dei Lavori Pubblici del Governo Prodi, scrisse una bozza di decreto che ordinava la privatizzazione l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese. In questa bozza si diceva che bisognava trasformare l’Ente in una società per azioni, prevedendo il successivo ingresso di eventuali soci privati. Il progetto prendeva spunto da uno studio di Mediobanca che all’epoca pensava di poter vendere l’Acquedotto ad alcune società internazionali.
Di Pietro che allora voleva privatizzare un acquedotto pubblico per venderlo ad alcune multinazionali, oggi, faccia davvero tosta, grida che l’acqua deve addirittura essere gratis!
Oggi Di Pietro critica quello che 15 anni fa voleva fare lui per primo.
La faccenda è interessante. Di Pietro dopo qualche mese si dimise da Ministro, Prodi cadde e D’Alema divenne Presidente del Consiglio. Fu così che l’11 maggio 1999, Massimo D’Alema, riprendendo il testo di Di Pietro, trasformò l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese nella Acquedotto Pugliese Spa, con l’obiettivo di vendere la società ai privati (in prima fila l’Enel) per raggranellare qualche soldo.
All’epoca, tra i più convinti privatizzatori, i rappresentanti in Puglia dei vertici di quel partito (oggi Pd) che urla contro la legge: il dalemiano Sandro Frisullo, e il lettiano Francesco Boccia.
Proprio quel Boccia che Di Pietro vuole imporre al posto di Nichi Vendola come candidato alla presidenza della Regione (illuminanti le interviste di Tonino di fine agosto 2009: “Di Pietro: via Nichi. Accordo col Pd solo se c'è Boccia”).
Questo è il vero Di Pietro, non il paladino del popolo, il difensore dei deboli, ma, lontano dalle telecamere, gettata la maschera dell’ipocrisia, semplicemente uno che pensa agli affari suoi e dei suoi amici. Che vergogna!
http://www.ilpredellino.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=1576:di-pietro-lacqua-e-gli-amici&catid=78:articoli&Itemid=1