lunedì 2 novembre 2009

Il Mostro di Firenze. Una nuova ipotesi sul movente.

Nella foto: Giuseppe Cosco, che scrisse l'articolo "Jack lo Squartatore e il Mostro di Firenze: inquietanti analogie".


I delitti del Mostro di Firenze e i delitti di Jack lo Squartatore. Le analogie

I delitti del Mostro di Firenze, insieme a quelli di Jack lo Squartatore, sono quelli che più hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica in questo secolo. Essi hanno molte analogie, e difatti sono entrambi delitti compiuti dai membri dell'Ordine della Rosa Rossa.
Il primo che individuò le analogie e formulò un'ipotesi in questo senso (cioè individuando la Golden Dawn, e la Rosa Rossa, come collegamento tra le due vicende) fu Giuseppe Cosco che scrisse sul suo blog l'articolo: Il Mostro di Firenze e Jack lo Squartatore, inquietanti analogie.


Passò poco tempo e Giuseppe morì.



Le analogie sono state ben comprese anche dal regista del film "From Hell - La vera storia di Jack lo Squartatore".
Nel film, infatti, quando muore una delle vittime si vede chiaramente il vestito, su cui compaiono delle evidenti rose rosse. In un'altra scena sulla tomba della vittima viene gettata una rosa rossa. Alle vittime viene sempre offerta dell'uva, ed è evidente il riferimento al tralcio di vite infilato nella vagina di una delle vittime del Mostro di Firenze, come è evidente il riferimento al luogo in vui vennero uccise le vittime (accanto ad una vigna, appunto).

Ma le analogie tra le due vicende non sono solo quelle evidenziate da Cosco nel suo articolo. Ce ne sono in realtà molte di più, e molto più eclatanti.
Sia nella vicenda di Firenze che in quella di Londra troviamo analogie per quanto riguarda i protagonisti coinvolti; in entrambi i casi nel novero dei sospetti troviamo:

1) un medico (Francesco Narducci nel primo caso, Micheal Ostrog nel secondo, ma nel film From Hell si ipotizza un'altra pista, sempre collegata ad un medico);

2) uno scrittore (Alberto Bevilacqua per i delitti di Firenze e Oscar Wilde pe quelli di Londra);

3) un pittore (Claude Falbriand per i delitti italiani e Walter Sickert per quelli inglesi).


Altra analogia non da poco è che i delitti del Mostro di Firenze sembrano apparentemente terminare con il ritrovamento del cadavere di Narducci nel lago Trasimeno; i delitti di Jack lo Squartatore paiono terminare nel 1888 con il ritrovamento nelle acque del Tamigi di John Druitt.
Per John Druitt si ipotizzò il suicidio, come per Narducci, ma sappiamo che le piste successive portarono altrove.
Curiosamente, anche John Druitt era figlio di un medico, come Narducci. Altrettanto curiosamente, in entrambi i casi venne fuori che facevano parte di un'organizzazione esoterica, e si ipotizzò che fossero stati eliminati dalla stessa organizzazione cui appartenevano, perché ormai erano diventati scomodi. Druitt pare facese parte di un gruppo esoterico chiamato "Gli apostoli", mentre Narducci pare facesse parte proprio della Rosa Rossa.



In entrambi i casi si ipotizzò ad una certo punto la pista esoterica e satanica. Per il Mostro di Firenze, ricordiamo che la pista esoterica e i collegamenti con la Rosa Rossa vengono fatti addirittura dal commissario che si è occupato del caso, Michele Giuttari, nel suo libro "Il Mostro".


Un'altra analogia fu l'atteggiamento della stampa. In entrambi i casi i giornali si occuparono a fondo del caso, solo che, dopo un iniziale "tifo" per gli inquirenti, successivamente si è passati ad una fase distruttiva, denigratoria, con accuse di incapacità ecc.


Questo atteggiamento trova la sua causa in un fattore che ancora una volta è comune ad entrambe le vicende. Infatti i sospetti degli investigatori si accentrarono di volta in volta su personaggi sempre diversi, che poi inevitabilmente venivano scagionati.
Il che è logico, perché gli inquirenti partivano dall'errato presupposto che si trattasse di delitti seriali, di un maniaco. Ovviamente non potevano ipotizzare che si trattasse di un'organizzazione strutturata, efficiente, di rilievo addirittura internazionale, e che i delitti fossero compiuti da più persone contemporaneamente.
Quindi, nella logica semplicistica del serial killer unico, quando gli indizi portavano a qualcuno nuovo, questo escludeva che il precedente indiziato fosse coinvolto. A maggior ragione, se il sospettato era in carcere, il compimento di un altro delitto lo faceva immediatamente scagionare, come accade con Vincenzo Spalletti, che verrà incarcerato ma che verrà rilasciato quando gli assassini colpiranno ancora. Analoga sorte toccherà a Francesco Vinci.


E un'altra analogia sono gli incredibili depistaggi, gli inquinamenti delle indagini, e le protezioni ad altissimo livello di cui gli assassini godevano, tanto che è ormai chiaro che i mandanti dei delitti del Mostro non erano certo Narducci e Calamandrei, ma personaggi ai più alti livelli dello Stato.



D'altronde anche alcuni particolari più piccoli coincidono.

Gli assassini avvenivano tutti nel quartiere londinese di Whitechapel (cappella bianca); uno dei delitti del Mostro di Firenze avvenne in località Villa Bianca; del resto, la famosa villa di cui tanto si parlò e che venne messa sotto sequestro, era (ed è) una bellissima villa completamente bianca.


Le vittime hanno subìto gravi mutilazioni ma in entrambi i casi sui corpi non c'era segno di violenza sessuale. E in entrambi i casi le mutilazioni sono fatte da mani esperte (ecco perché in entrambi i casi si parlò di un chirurgo e si indagò nell'ambiente medico).


Sia al procuratore Silvia Della Monica, a Firenze, che agli investigatori di Londra, vennero inviate per posta delle parti di cadavere.


Insomma. Queste due vicende non solo sono state volute dalla stessa organizzazione esoterica, l'Ordine della Rosa Rossa e della Croce d'Oro, ma hanno seguito andamenti molto simili tra loro; uccisioni molto simili, stesse tappe, stesse vicende, stessi protagonisti, e stesse conclusioni, quasi come un remake, come un film già visto. Come se fosse stato seguito un copione preciso fin dall'inizio.

Un film che poi ha lo stesso finale, perchè nessuno ha mai capito chi è l'assassino. Il che è logico, perché gli assassini sono molti, e i mandanti si trovano ai più alti vertici dello Stato, il che rende impossibile capire la verità effettiva.

Un'ipotesi sul movente.
A vedere le cose da questa angolazione, però, salta agli occhi in modo evidente una incongruenza apparente.
Non quadra il fatto che questa organizzazione, ovvero l'Ordine della Rosa rossa e della Croce d'Oro, nata nell'ambito della Golden Dawn, ha il potere di mettere a tacere tutto ciò che la riguarda e allora non si spiega il motivo per cui questi delitti siano stati compiuti alla luce del sole, con grande eco di stampa.
Ricordiamo ad esempio che tempo fa il Tg disse che erano stati trovati i corpi di tre prostitute in sacchi della spazzatura, tagliati a pezzi. Alla notizia è stato dedicato qualche secondo, e il cronista ha appena solo accennato all'ipotesi di un serial killer, ma nessuno si è occupato della vicenda.
A Roma, negli anni '80, furono uccise dodici donne in due anni; delitti che, per le loro modalità, erano simili a quelli del Mostro (e anche dietro a questi c'era quasi sicuramente la Rosa Rossa), ma tutto è stato messo a tacere. Lo raccontiamo nell'articolo:
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/09/dodici-donne-una-solo-assassino.html

In altre parole: quando su un omicidio rituale commesso dalla Rosa Rossa deva calare il silenzio (quindi quasi sempre, fatta eccezione per i soliti triti e ritriti delitti di Cogne, Erba, Meredith e Garlasco), il silenzio cala. Inesorabilmente. E senza che nessun giornalista se ne occupi davvero.

D'altronde nella mia breve esperienza in questi anni, sono venuto a conoscenza di stragi molto più efferate di quelle perpetrate a Londra e Firenze, e di cui nessun giornale o telegiornale si è mai occupato.
Allora viene spontaneo domandarsi come mai invece, per questi delitti, ci sia stata questa eco mediatica; e viene altrettanto spontaneo pensare che tale eco sia stata assolutamente voluta.
La domanda è perché? Perché l'organizzazione ha voluto dare la vicenda in pasto ai media?

Facciamo alcune considerazioni e poi traiamo le nostre conclusioni.

Salta agli occhi, a riflettere su questi delitti, che sono entrambi delitti della Rosa Rossa; ma soprattutto salta agli occhi la località.


Londra: luogo della nascita della Golden Dawn. La Rosa Rossa viene infatti fondata proprio nel 1887 da William Wynn Westcott (che era membro della Società Rosacrociana in Anglia), Samuel Liddell MacGregor Mathers e William Robert Woodman.

Firenze: luogo esoterico, che dette i natali a Dante, colui che dà ispirazione a molti dei delitti della Rosa Rossa, è che è considerato uno dei padri dei Rosacroce.

Ricapitolando... I delitti seriali di cui maggiormente si è parlato sono avvenuti proprio nelle città simbolo della Golden Dawn e dei Rosacroce, di cui la GD è una filiazione.
Non può essere un caso che su migliaia di città in Europa, i delitti di maggiore impatto su un intero continente, siano stati commessi proprio nelle città simbolo dell'organizzazione che li ha ideati ed eseguiti.
E a questo punto, il rilievo mediatico dato alla vicenda non può essere casuale, ma deve necessariamente essere voluto, come parte integrante del significato esoterico di questi delitti.
In realtà è probabilmente corretto affermare che le due città sono state scelte proprio perché sono fondamentali per la Golden Dawn.

A livello esoterico, infatti, uccidere le vittime serve ad accrescere l'energia di chi uccide, e dell'organizzazione.
Quando i delitti hanno rilievo mediatico e vengono riproposti in TV in tutte le salse, a livello esoterico si ha un'amplificazione del significato esoterico di essi.
In tal senso credo che abbia ragione Gabriella Carlizzi quando dice che questi delitti sono compiuti per marcare il territorio.


A pag. 135 del libro di Gabriella Carlizzi "Gli affari riservati del Mostro di Firenze", troviamo la spiegazione di alcuni delitti. Con riferimento al delitto della coppia francese Jean-Michel Kravechvili e Nadine Mauriot la Carlizzi sostiene che furono scelti due francesi per "fertilizzare" il territorio francese, ovverosia per rafforzare la potenza esoterica dell'organizzazione in territorio francese.


L'ipotesi è plausibile, in questo caso la stessa cosa vale per le due vittime tedesche Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch.

In altre parole queste due vicende, servivano a sacralizzare i territori di Londra e Firenze, consacrandoli alla Rosa Rossa, e accrescendo la forza dell'organizzazione per i suoi scopi a venire.

E per dispiegare gli effetti benefici di tali delitti non solo al territorio italiano, ma anche negli altri territori ove la Rosa Rossa è più potente, cioè la Germania e la Francia (ricordiamo poi che è proprio a Kassel, in Germania, che i Rosacroce fanno la prima apparizione pubblica; mentre la Francia è la nazione dove nasce l'Ordine Cabalistico della Rosacroce, fondata da Stanislav De Guaita e da Papus).
Tali delitti, dovevano essere pubblicizzati il più possibile, perché questo a livello esoterico accresce i benefici del "rito", in tutti i sensi.

Quindi la localizzazione territoriale di questi delitti, e la loro risonanza mediatica, erano senz'altro collegate all'importanza che questi due luoghi assumevano per l'intera organizzazione della Rosa Rossa.
Allora, dare eco mediatica a questi delitti significa indebolire le energie di chi ascolta il Tg o legge il giornale, e da questo indebolimento queste organizzazioni accrescono in realtà la loro forza.
Un po' come la domenica alcune televisioni mandano la Santa Messa, la Rosa Rossa ha spesso cura che il valore mediatico di certi eventi venga enfatizzato ad arte affinché a livello esoterico gli effetti di questi riti vengano diffusi sulla popolazione.

La stessa cosa vale per tutti i delitti a cui è dato ampia eco mediatica.

Ecco spiegate quindi le oltre 30 trasmissioni di Bruno Vespa sul caso Cogne, ad esempio.
Ed ecco il motivo per cui sul Mostro di Firenze le notizie, le ipotesi, le ricerche, gli scoop, ecc... ancora non sono sopiti.

Ricapitolando, quindi, i delitti del Mostro di Firenze e quelli di Jack lo Squartatore furono delitti rituali, che servivano per sacralizzare i territori di Londra e Firenze, mentre il clamore su giornali e TV, serviva ad amplificare gli effetti di tale rito, propagandone gli effetti esoterici anche alla cittadinanza.
Le uccisioni, e tutte le conseguenze successive, compreso quindi l'immenso clamore dei mass media, sono state in realtà pianificate e volute e facevano parte del piano, fin dall'inizio.

215 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 215 di 215
Anonimo ha detto...

Prendo atto che non fosti destraiolo, meglio per te, ma io ti conosco bene essendo il fuoco e tu solo il serpente del fuoco, quindi una mia appendice, una mia costola!
scherzo ovviamente.

Ma non hai risposto affatto, non puoi farlo perche' sai che non avresti ragione e devi il discorso con altre argomentazioni, ma non importa, ognuno puo' rimanere giustamente affezionato alle proprie opinioni anche quando sa che sono errate.

Mussolini spia britannica, Hitler creazione della sinarchia askenazita, entrambi progetti occulti del sistema, cavie da laboratorio su vasta scala per creare e modernizzare lo status quo di allora che avrebbe costruito le premesse per l' attuale sistema del n.w.o.
Il resto sono barzellette ...

Anonimo ha detto...

Scusate, qualcuno sa dirmi la differenza tra serpent e il mago otelma?

Nek ha detto...

perchè? ce ne sono?

Serpent of Fire ha detto...

Mussolini spia britannica, Hitler creazione della sinarchia askenazita, entrambi progetti occulti del sistema, cavie da laboratorio su vasta scala per creare e modernizzare lo status quo di allora che avrebbe costruito le premesse per l' attuale sistema del n.w.o.

Permettimi ma detta così mi sembra una visione troppo superficiale e minimalista.

E' difficile pensare che esista una rete 'umana' che riesca a coordinare così tante persone di potere in maniera meccanica e così efficacemente senza che nessuno recalcitri o tradisca la causa.

Sono attualmente più portato a pensare che il livello di coordinamento risieda in un piano non fisico e che gli 'ordini' arrivino per via telepatica probabilmente anche all'insaputa degli interessati. Voglio dire che certi uomini di comando ritengono che le loro idee siano originate da se stessi mentre forse vengono ispirate da tutt'altra sorgente.

Infatti questi statisti ad un certo punto della loro vita politica sembrano che perdono il lume e decadono molto velocemente. Io ritengo che questo sia dovuto al fatto che quando la pedina ha realizzato il suo piccolo compito venga staccata la spina, e lo statista perda istantaneamente la sua aureola di invincibilità e di sapienza superiore.

Non ho prove a sostegno di questa tesi, ma quando si parla di metafisica trovarne è molto difficile.

xyz ha detto...

Ogni nuovo potere ha sempre avuto bisogno dei quadri e dei dirigenti del potere precedente. Talleyrand e la rivoluzione francese ne è un esempio lampante e le ragioni sono evidenti. E' sempre stato così perchè, come argutamente dice Serpent, (al quale va tutta la mia stima e considerazione): il nuovo gallo del pollaio caccia i vecchi galli. Le galline da ingroppare son sempre le stesse. Ma, ripeto, quanto detto ieri: i rapporti fra il fascismo e la massoneria furono si innegabili, ma molto difficili. Buona serata.

Serpent of Fire ha detto...

Il mago otelma ha i soldi e va in televisione.

Per la precisione comunque non sono un mago, o per lo meno non nell'accezione che voi intendete.

Alberto ha detto...

scusate se mi inserisco nella interessante discussione ma..

non credete che 90 anni fa accadde ciò che succede ora tra massoneria e chiesa cattolica?

voglio dire...senza dubbio ci furono screzi, e atti di ripercussione abbastanza pesanti (ma mai più di tanto però..) ma probabilmente salendo la piramide di qualche livello si sarebbe trovato il tassello comune

forse è una visione altrettanto semplicistica ma il fatto che la massoneria non sia stata purgata (da intendersi in senso stalinista) mi porta a credere che agli alti livelli esistesse una certa connivenza

no?

Alex ha detto...

@MBarbara e @ginevra: scusate se rispondo con ritardo. Ho apprezzato molto le vostre risposte. Ora replico.

@MBarbara: in effetti c´é differenza tra pecore e pecoroni:a me piace esagerare quando esprimo un concetto in questi termini. Mi andró a rivedere "Arancia meccanica" che é un film che adoro e osserveró meglio la famiglia di Alex (pure al mia é disfunzionale ma per fortuna non a quei livelli eheheh). Francamente credo che la differenza sia da un´altra parte. Se tu prendi una cosa, un riferimento e li sostituisci con altri avrai fatto solo un cambiamento cosmetico, non risolvi nulla. Se io i soldi, invece di prenderli da papa o da mamma, li prendo dallo stato resto dipendente. Se mi devo mettere a cercare lavoro e a sgobbare allora la cosa é diversa, qualcosa cambia. In Italia credo che un gropsso problema sia la dominante avversitá allo stato in quanto tale: i piú si lamentano e cercano di mungere il piú possibile (lo so per esperienza diretta ho diversi amici/conoscenti che lanno fatto per anni) attraverso molte strade diverse. In questa ottica arriva quello che ti vuole salvare: mafia, grembiulini vari, preti, ecc. ecc. La famiglia non é da meno. Quanti ragazzi conosci che se ne stanno a casa in cerca di lavoro con vitto e alloggio che paga papá? Quanti ne conosci invece che nell´attesa e nella ricerca del lavoro vanno a pulire le scale o a fare lo spazzino per esempio??? Io piú che cinismo ci vedo miopia sia personale che sociale. Sicuramente la famiglia piú debole come legami dá un certo tipo di problemi ai figli... sono d´accordo, ma non penso che il nostro "cinismo"/menefreghismo/mammismo sia né meglio né peggio dell´atteggiamento nord europeo. Poi c´é a chi piace uno e a chi piace l´altro ... de gustibus. Comunque il fatto che i genitori ti mantegano non é assodato ... visto che ci sono gentori che non hanno un soldo e campano di pensione. Una differenza che posso vedere é il fatto che mandando forzatamente i figli fuori casa a "18 anni" i genitori li costringono in un qualche modo ad arrangiarsi. Questo personalmente lo ritengo molto piú produttivo che tenerli nella "bambagia" finché non se ne vogliono andare: quando sei costretto tu a fare quadrare i conti per fine mese e non hai nessuno che lo fa per te, impari per forza qualcosa: dall´andare a chiedere allo stato un sussidio al gestire funzionalmente i tuoi soldi. Che ne pensi? Un saluto Alex

Alex ha detto...

@ginevra: credo di avere capito il tuo punto di vista, peró non vedo la differenza come rilevante. Sia lo stato che la famiglia possono fallire. Il problema é che mentre tu tieni in scacco una persona, dandogli quello che altrimenti cercherebbe da un´altra parte, fai sí che resti piccolo, bambino, dipendente. Se invece stimoli la persona a procacciarsi quello di cui ha bisogno, la spingi a crescere e a prendersi responsabilitá. Che questo lo faccia la famiglia o lo stato, io ci vedo poca differenza. Per come la vedo io in Italia c´é un sottile ricatto genitori figli che tiene i figli a senso di colpa dipendenti dai genitori. Questo in altre parti del mondo non succede perché c´é molta piú indipendenza. Certamente il troppo stroppia sempre per cui la troppa indipendenza é un altro tipo di problema, come la enorme inter-dipendenza insita nella famiglia stile italiano. Questo penso che tu possa averlo visto soprattutto avendo molta esperienza di vita all´estero come mi sembra tu abbia. Personalmente non credo le persone olandesi sarebbe piú deboli di quelle italiane se fallisse il rispettivo stato. Sarebbe un problema molto simile in certi aspetti. La cosa diversa é che magari un italiano si dá da fare prima: l´arrangiarsi (magari a spese altrui) é insito nella nostra cultura. Io vivo in Canada da piú di un anno oramai e qua lo stato é assistenzialista: ci sono sussidi forti per categorie di persone "bisognose". Qua ho visto risposte diverse alla stessa problematica: c´é chi si adagia e aspetta che il governo faccia qualcosa per lui (in effetti molti) e c´é invece chi cerca alternative e si dá da fare per sistemare le proprie cose. In Italia peró vedo cose simili se pur in porzione decisamente diversa. Se lo stato crolla anche a livello famigliare ci sono comunque grossi problemi: se i genitori non hanno soldi ... non hanno soldi. Possono dare tutto l´appoggio che hanno ma non quello he non hanno. Hai esperienza di situazioni in cui un olandese figlio va a battere cassa da genitori non abbienti? Cosa succede in quei casi? Se hai visto coi tuoi occhi situazioni simili sarei curioso di sapere come funziona. Per quanto riguarda la differenza di religione credo sia minima in quanto é piú il collante sociale che é diverso: in Italia nessuno si prende carico della cosa pubblica... ci penserá qualcun altro: io mi faccio i cazzi miei e campo cent´anni. In altri paesi é in effetti diveso perché le persone si sentono compropietari della cosa pubblica e agiscono per il bene comune (con le dovute maniere e modalitá naturalmente). Il cattolicesimo é ovunque sul globo ma non vedo altri paesi come l´italia a riguardo per cui io scarterei la pista religiosa. Hai riflessioni a riguardo? Grazie Alex

MBarbara ha detto...

@Alex:

è chiaro che se sei costretto ad arrangiarti fai di necessità virtù, e questo implica anche un maggior attaccamento allo "Stato" che sostituisce in parte la funzione che da noi (ma qualcuno di noi ci vive in Italia? tu sei in Canada, io in Belgio...) continua ad avere la famiglia, con la conseguenza che vi è una maggior adesione all'idea che lo "Stato siamo noi" e quindi si diventa meccanismo di quest'entità con maggior obbedienza (non è una critica, la res pubblica tale dovrebbe essere). Al tempo stesso però temo che certe manipolazioni mentali attecchiscano meglio in realtà diverse da quella italiana proprio per la nostra cultura "frammentaria" ed eterogenea, per il nostro disordine atavico.

Alex ha detto...

@Mbarbara: si .. in questo sono dello stesso avviso, ho notato anche io la stessa cosa qua :)

sisi ci vive la gente in Italia per fortuna .. se no resterebbero solo i delinquenti eheheheheh Io me ne sono andato per opportunitá diciamo personali .. non sono scappato ... per mia fortuna!!!

Anonimo ha detto...

Ci sarebbe di fare 1000 fotocopie con tanto di "PASSAPAROLA" in tutte le scuole superiori ed universita' del mondo coi contenuti volti a fare luce su alcuni di questi fatti trascendentali

neonangelus ha detto...

Ciao a tutti, seguo il blog da un po', volevo solo dire una cosa che mi ha colpito oggi: stavo guardando il documentario sul mostro di Firenze trasmesso tempo fa da History Channel, e nel guardare la cartina topografica che mostrava i luoghi dei delitti mi sono resa conto che se si uniscono tra di loro i vari "punti" rappresentanti i luoghi sulla cartina, viene fuori una sorta di numero 6. Incuriosita, sono andata a guardarmi il significato della sesta lettera dell'alfabeto ebraico, e uno dei siti da me visitati riporta:

VAU - lettera 6
L'occhio e l'orecchio che permettono all'uomo di ascoltare, di vedere qualsiasi manifestazione della natura e di riconoscere la visione e la voce della Divinità quando essa gli si manifesta. La VERGINE astrologica, la prova sia di sopravvivenza che di comprensione delle cose divine. Esagramma, microcosmo e macrocosmo; l'equilibrio magico.
I 6 giorni della Creazione, la volontà.
Nei tarocchi è rapprentato GLI AMANTI.
Nome divino: VESIO
Simbolo: il sigillo di Salomone.

Il mostro uccideva per lo piu' di sabato, giusto? Giorno numero 6 della settimana. Premetto che non sono una che crede facilmente a piste esoteriche per i delitti, e nonostante questo blog sia interessante, non sempre sono d'accordo coi suoi contenuti, come e' d'altronde normale penso, pero' gli articoli letti qui mi hanno un po' stimolato a riflettere di piu' e meglio su alcune strane vicende, e di sicuro e' strano e interessante che la lettera numero 6 dell'alfabeto ebraico sia rappresentata dagli amanti nei Tarocchi, e guarda caso coppie di "amanti" siano stati trucidati in zone intorno a Firenze che se unite insieme danno il numero 6. Coincidenza? Non saprei. Magari tutto questo e' una str****ata, ma volevo condividere un mio dubbio. Ciao a tutti, Anna

neonangelus ha detto...

Ho trovato un'altra cosa interessante sul web riguardo alla sesta lettera dell'alfabeto ebraico:

VAV

“Estensione ed Unificazione"

Forma La Vav assomiglia ad un pilastro, uno dei dodici pilastri principali, incaricati di sostene re la realtà fisica, vincendo la sua tendenza alla disgregazione. La Vav convoglia quindi l'idea di forza e stabilità, e quella della verticalità essendo una colonna che unisce cielo e terra. Essa suggerisce anche la figura di una persona eretta, o meglio, della colonna vertebrale, lungo la quale discende il seme umano, dal cervello all'organo sessuale. La Vav è infatti la lettera della fertilità considerata come l'estendersi della vita umana. E la lettera dell'unificazione, considerata come l'incontro armonico degli opposti maschili e femninili. Nel suo senso più alto la Vav è il Pilastro centrale dell'Albero della Vita, chiamato anche Il “Sentiero d'Oro'. E' infatti la via più diretta verso l'unione con la sorgente di tutta la vita.

Nome Pur essendo una linea diritta, paradossalmente “Vav” in ebraico significa “gancio”. Ogni elemento costituente la realtà possiede dei ganci che lo connettono con ogni altra parte o dettaglio. Al negativo ciò indica un eccesso di possessività della personalità, che si aggrappa agli altri. Al positivo invece è la capacità in noi di stabilire rapporti durevoli, gli uni con gli altri. La Vav quindi è la fase stessa del Tiqqun o “Rettificazione”, nella quale si supera la separatività tipica della creazione, intessendo una rete di legami e di scambi.

Numero Sei. I Sei giorni della creazione. È il numero dell'estendersi graduale di una idea astratta nello spazio e nel tempo. È il numero dell'attività e del lavoro necessari per acquisire controllo creativo sulle dimensioni fisiche. Sei è anche il numero delle emozioni fondamentali dell'essere umano, chiamate: Amore, Timore Compassione, Sicurezza, Semplicità, Verità. Esse sono chiamate “misure”, in quanto la Vav, il cui aspetto ricorda quello di un asta per misurare, è la lettera che ci dà la capacità di valutare esattamente dove ci troviamo nella nostra scala di sviluppo, misurando oggettivamente la nostra emotività: fino a che punto siamo in grado di amare, oppure fino a che punto siamo ancora schiavi delle emozioni negative.

Scusate la lunghezza del post, mi sembrava interessante condividerlo.

Saluti, Anna

Anonimo ha detto...

le persone accusate in un modo o nell'altro di essere implicate negli omicidi del mostro sono innocentissime. In Italia il sistema inquisitoriale cerac sempre capri espiatori ogni volta che non trova il colpevole o qualndo lo trova ma l'imbarazzo è tanto. Il mostro di firenze è un expoliziotto o comunque uno con un passato militare. tanti indizi lo stanno a dimostrare e tante testimonianze che i giuttari e i canessa come dei torquemada non hanno mai voluto prendere in considerazione.

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