Psyops, 70 anni di guerra psicologica in Italia

Psyops, 70 anni di guerra psicologica in Italia
Dalla prima guerra mondiale al trattato di Lisbona

martedì 12 maggio 2009

La mia Gladio


ovvero:
Gladio e Piselli


di Fabio Piselli.


Gladio è stata una struttura non ortodossa ma ufficiale della Difesa italiana, iniziata dallo OSS americano attraverso il reclutamento degli uomini della "X MAS", fino alla successiva evoluzione dopo il 1946 e la sua ufficializzazione presumibilmente avvenuta nel'52 con gli accordi, ancora segreti, fra gli USA e l'Italia.




La sua funzione anticomunista era palese, sostenuta anche dall'industria e dalla massonieria italiana inglese ed americana, ambienti che certamente nell'immediato dopoguerra ospitavano ancora tutta la cultura fascista di destra e quella non-comunista del centro; struttura non ortodossa ma istituzionalizzata all'interno del SIFAR prima, del SID poi e quindi del SISMI fino al suo scioglimento dopo che Andreotti ha deciso di parlarne all'inizio degli anni novanta.
Gladio ha avuto il merito di essere stata la struttura che ha saputo mantenere il segreto in un tempo molto lungo; questo non vuol dire che era sconosciuta, ma che era invece non-conosciuta .

Gladio ha avuto in seno i migliori uomini delle forze speciali italiane, i più affidabili civili chiaramente anticomunisti, per quanto concerne la sua operatività non ortodossa; era una struttura sostanzialmente parte di quelle politiche militari non ortodosse comunque protocollate, cosa ben diversa dalle attività clandestine.
Occorre quindi iniziare a capire la differenza fra una operazione non ortodossa ed una operazione clandestina, come ho già tentato di spiegare in alcuni articoli già pubblicati in questo mio Blog.
Capire la storia del nostro strano paese a partire dal 1946 ci consente di comprendere il condizionamento che ha subito a causa della convergenza di interessi fra l'esigenza di sconfiggere il nazismo e la necessità di prevenire le mire autoritarie di Stalin e quindi del blocco comunista.
Gli americani che per primi hanno capito l'importanza degli ex repubblichini di Salò, degli uomini della decima di Borghese (il cui emblema era il Gladio), dei paracadutisti che avevano scelto di restare fedeli agli alleati tedeschi, hanno saputo riconoscere la fedeltà degli ideali di questi soldati italiani rispetto alla loro scarsa adesione al delirio nazista; caratteristica che ha permesso di ridurne la pericolosità fascista rispetto alla loro utile riconversione in chiave anticomunista, garantita proprio dall'essere stati fascisti, ma non propriamente nazisti.
Motivo per cui, nonostante il periodo dell'epurazione, abbiamo ritrovato ai vertici delle istituzioni militari e di polizia gli stessi soggetti di prima o comunque provenienti dalla coltivazione e dalla formazione fascista; sia a livello ufficiale che non ortodosso (ma ufficializzato) e soprattutto clandestino, cioè sconosciuto agli organi di governo o meglio non-conosciuto.

I generali che hanno gestito la Difesa appena dopo la guerra sono stati coloro che hanno aperto l'accesso alla massoneria militare, quella che ho definito essere oggi la "massoneria della sicurezza", allora ben collegata con i fratelli inglesi ed americani ed oggi sempre più radicata nel territorio italiano all'interno delle FF.AA. di sicurezza e di polizia, si cui tornerò in un prossimo articolo.
Proprio la massoneria ha consentito alla Gladio clandestina di operare sotto l'ombrello di quella ufficializzata, senza quei vincoli politici e militari che anche la stessa Gladio doveva comunque rispettare sia pur libera di agire in modo non ortodosso in forza di quelle tipiche operazione classificate come "Stay Behind", cioè penetrare o restare all'interno di un territorio nemico oppure occupato dal nemico attivando le operazioni ISPEG, infilitrazione, sabotaggio, propaganda, esfiltrazione e guerriglia, compresa la guerra psicologica e l'intelligence necessaria per conoscere e riconoscere;
Gladio clandestina che svolgeva attività clandestine quindi e non ISPEG, attività mirate alla stabilizzazione di un sistema politico internazionale complesso nel quale l'Italia fungeva da ago della bilancia.
Concentriamoci perciò sulle attività (clandestine) della Gladio clandestina, sulla guerra psicologica, sui livelli che ne hanno coordinato il lavoro che solo in Italia ha caratterizzato tutto il periodo della prima Repubblica fino al cambiamento con la seconda Repubblica, momento in cui cambia anche la Gladio clandestina per amalgamarsi e concretizzarsi insieme alla "massoneria della sicurezza" che oggi condiziona il panorama della Difesa e della Polizia italiano.

Dobbiamo anche scindere bene le motivazioni dei militari che in Gladio non ortodossa hanno operato, dai militanti che in Gladio clandestina hanno avuto dei ruoli, sia per non attribuire delle responsabilità a chi ha solo fatto il proprio dovere istituzionale, non ortodosso ma ufficiale, da chi invece dell'istituzione che rappresentava ne ha fatto alibi per condurre e partecipare ad una attività del tutto clandestina
La zona grigia e di scambio fra queste realtà è stata la massoneria, industriale, militare, politica; che dopo la guerra ha visto nel ritorno di Licio Gelli dall'Argentina il cavallo atlantico su cui più paesi hanno puntato, il quale ha condotto con "maestria" una operazione politica, militare e psicologica a lungo termine che ha dato frutti importanti, ancora oggi evidenti specialmente nella politica italiana attuale.
La c.d. P2 è stata una sigla catalizzatrice e colpevole di fatti ed eventi che coinvolgevano anche ben più complesse realtà e ben più raffinate responsabilità; Licio Gelli è stato un bravo venditore di materassi, un bravo venditore che ha costruito altri politici venditori, che ancora oggi ci vendono una politica di mercato facendo il mercato della politica, con mire a lungo termine, ben differenti dall'ideologia di dominio comunista che assumeva più velocemente il controllo di un territorio, anche manu militari.
Il nostro paese durante la sua evoluzione post-fascista non ha capito che il distacco dal fascismo dell'ambiente militare e di polizia, sostanzialmente mai completato, lo stavano paradossalmente facendo proprio i fascisti stessi; questo perchè gli stessi fascisti erano rimasti tali, non più filonazisti bensì anticomunisti.
Da un lato un ufficiale governo democratico di centro, dall'altro un governo sovrannazionale destrorso e caratterizzato da una zona grigia capace di condizionare tutti i gangli del governo ufficiale, in ragione di quelle attività del tutto clandestine, ben gestite e protette dai militari dei servizi segreti e dai servizi segreti dei militari, nei quali transitavano numerosi carabinieri che avevano anche una specifica funzione di polizia e pubblica sicurezza.
Non dobbiamo mai dimenticare che quando un carabiniere entrava al servizio segreto perdeva la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, che riacquistava ritransitando al reparto di origine, sulla cui importanza dirò meglio in un articolo futuro spiegando l'evento delle stragi di mafia del '92 e del '93 .
Restiamo fermi sul fatto che rispetto alla Gladio non ortodossa ma ufficiale, formata da militari e civili fedeli, vi era una Gladio del tutto clandestina, forma da militari infedeli, civili ed ex militari destrorsi, gestita dalla zona griga massonica pidduista attraverso il controllo dei vertici della Difesa, escluso forse qualche ministro, in cui erano di volta in volta cooptate quelle forze criminali utili al mantenimento dello status quo o alla destabilizzazione di un territorio e di un evento; la mafia e l'eversione armata, eterodirette in quelle imprese classificate come terrorismo di destra; per ora non parlerò di quello di sinistra e delle commistioni dell'eterodirezione fra l'uno e l'altro riservandomi di farlo in un successivo artcolo.
Il reclutamento di civili e la cooptazione di militari, da parte della Gladio ufficiale, avveniva tramite le normali agenzie di segnalamento regolate da precisi protocolli in seno alla sezione del servizio segreto che gestiva la struttura Stay Behind in cui Gladio era inclusa; parallelamente all'interno dello stesso servizio vi era una attività di cooptazione e di reclutamento di civili e militari indirizzati verso la Gladio clandestina, verticalizzata dall'ingerenza massonica della P2 e dai livelli atlantici, e non solo, che vi erano sopra di essa.
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Immaginiamoci perciò un bravo militare dei reparti speciali che entra al servizio e partecipa sia al proprio addestramento in funzioni di attività ISPEG che a quello dei civili in funzione Stay Behin, egli compie sostanzialmente il proprio lavoro e e le funzioni info-operative tipiche dei reparti d'azione e dei reparti speciali a cui appartiene; fino magari a diventare un segnalatore e un operatore delle RAC, reti agenti coperte, diverse da quelle di polizia dell'UAR, ufficio affari riservati del Ministero dell'Interno.
Immaginiamoci quindi che lo stesso militare sia convinto di essere coordinato da un livello superiore, militare e politico, leale al giuramento di fedeltà alla Repubblica ed alla sua Costituzione, che nulla conosca dell'inquinamento pidduista ai vertici del suo stesso livello superiore
Immaginiamoci anche che questi settori siano stati progressivamente dominati da una ingerenza della P2 non più verticale ma orizzontale, fino a inquinarne buona parte degli organici, formati da personale che non necessariamente era cosciente di operare in tal senso, fino, nel corso degli anni a costituire una dottrina operativa funzionale alle esigenze pidduiste a lungo termine, nel corso della quale sono cresciute generazioni di ufficiali e di comandanti dei vari reparti militari, dei servizi, dei carabnieri e delle forze d'informazione e sicurezza in generale.
Immaginiamoci ora quei militari, ufficiali e sottufficiali, che in forza del proprio livello operativo, della propria esperienza e di requisiti personali abbiano compreso che vi era un vero e proprio "specchio" all'interno di alcune realtà della Difesa, dei carabinieri e delle forze di informazione e sicurezza in generale; che lo abbiano denunciato se non al primo stadio del proprio livello superiore direttamente al vertice, anch'esso comunque inquinato dalla P2; orbene proviamo ad immaginarci il tipo di pressione che questi uomini abbiano ricevuto, dal classico "o con noi o contro di noi", fino alla eleminazione fisica, professionale, sociale.
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Laddove un ufficiale con incarichi di comando all'interno delle forze speciali o dei servizi avesse avuto la capacità e la forza di denunciare un simile sistema "specchio", a chi lo avrebbe potuto fare se non al ministro della Difesa, alla Presidenza del Consiglio, oppure direttamente alla magistratura? Trovando però quel meraviglioso muro di gomma rappresentato dal segreto di Stato che se da un lato lo vincolava personalmente dall'altro faceva sì che ci rimbalzassero contro tutte le indagini promosse in questo indirizzo.
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All'inizio degli anni ottanta si è venuta a creare una scissione all'interno di queste strutture, fra la Gladio ufficiale e quella "specchio", sia in forza del ricambio generazionale dei componenti sia in ragione di una progressiva democratizzazione delle FF.AA. e di polizia; scissione che fra il 1985 ed il 1990 si è data battaglia dura, invisibile agli occhi della collettività ma ben evidente all'interno della Difesa.
Immaginiamoci perciò di vedere da un lato militari e operatori dei servizi fedeli e dall'altro soggetti simili infedeli; ognuno di loro con il proprio harem di personaggi con funzioni info-operative, che si erano coltivati grazie sia al ruolo assunto all'interno della Difesa e dei reparti in cui prestavano servizio, sia dalle collusioni con quelle realtà criminali quali la mafia ed il residuale ambiente eversivo che ancora esisteva fra il 1985 ed il 1990.
Da chi era rappresentato questo harem se non da soldati con caratteristiche personali ed operative ritenute idonee per combattere una guerra interna causata da questa scissione, e da criminali utilizzati per compiere ogni azione ritenuta idonea per ridurre il rischio che una organizzazione "specchio" potesse essere scoperta e debellata?
Ecco nascere i fedelissimi di singoli ufficiali fedeli, magari delle forze d'elite o dei servizi, i quali si sono autonomamente cresciuti un manipolo di operatori delegati di funzioni ben diverse dal loro incarico ufficiale, quest'ultimi non necessariamente coscienti della scissione in essere ma assolutamente vincolati al proprio collega o comandante in forza di quella lealtà e fedeltà che si crea in determinati ambienti.
La stessa lealtà e la stessa fedeltà che ha caratterizzato gli uomini della X MAS e della Folgore durante le epiche gesta della II° guerra mondiale, la cui tradizione in tal senso è stata tramandata nei soldati delle generazioni successive parte di quei reparti che hanno raccolto i loro fregi, dalla Folgore al Comsubin, la stessa che ho vissuto e conosciuto durante la mia carriera militare.
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Quanto sopra per far meglio comprendere ai lettori le dinamiche per le quali un militare di un reparto di elite si possa essere trovato coinvolto in traffici di armi o in attività eversive, in omicidi eccellenti e in tentativi di depistaggio e inquinamento di indagini giudiziarie, facendo poi la scelta di restare sul carrozzone, scendere o abbatterlo.
Ovvero possa aver capito di essere strumento di un gioco più grande di lui che ha tentato di denunciare nella misura in cui era in grado di conoscerlo, ridotta e spesso carente di quei requisiti di credibilità richiesti da una autorità inquirente, per i quali ha dovuto agire direttamente al fine di produrli.
Facendo così la scelta di non far parte dell'organizzazione "specchio", di combatterla cosciente di essere solo con il "suo" comandante, senza nemmeno il supporto di una autorità inquirente condizionata invece dal contrasto che l'organizzazione avversa attuava tramite gli strumenti del proprio lavoro, dalla informativa riservata alla denuncia penale veicolata con credibilità grazie ai soggetti inquinanti gli ambienti di polizia e dei carabinieri e talvolta della stessa magistratura.
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In questo mi sono trovato a cavallo fra il 1985 ed il 1988, poi negli anni successivi fino al 1996 quando ho fatto la mia "incursione" alla Camera dei deputati.
Chi mi accomuna alla Gladio sbaglia, sia quella ufficiale che quella clandestina; chi mi accomuna a dei soggetti infedeli ha probabilmente ragione; soggetti che io stesso ho denunciato quando ho capito di essere strumento oggettuale di una guerra interna, pedina di un gioco di più ampio respiro; senza comprendere che ne avevo denunciato l'esistenza al mio livello superiore, che ne era invece parte integrante; dal quale ho ricevuto l'opportunità di scelta relativa alla mia posizione sul carrozzone, scegliendo di abbatterlo ed iniziando così a ricevere e patire tutte quelle reazioni sotto forma di informative e azioni di polizia che leggendo le carte, non le veline, che mi riguardano sin dal 1985 ad ora sono ben evidenti.
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Questi sono i motivi per i quai sin dalla seconda metà degli anni ottanta ho sempre manifestato fiducia alcuna e scarsa sudditanza verso gli ufficiali dei servizi, dei carabinieri e di polizia giudiziaria coinvolti in casi che a vario titolo convergevano verso ambienti militari o fatti politici, perchè non sapevo più riconoscere il buono dal marcio.
Questi sono i motivi per i quali per scagionare me stesso ho dovuto affrontare, in solitudine o con la collaborazione dei soli soggetti di cui mi fidavo cioè mio zio e mio cugino, impiegati al controspionaggio militare americano, una ricerca di evidenze ed una vera e propria battaglia contro quegli operatori infedeli in seno alle FF.AA. di polizia e dei carabinieri.
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Fino a giungere al 2007 e finire quasi in fiamme, inciampando nel corso di oltre venti anni in esperienze tali da donarmi da un lato la comprensibilie diffidenza da parte di poliziotti e magistrati fedeli, ma dall'altro il riconoscimento di un percorso esperienziale indubbio, però difficilmente spendibile in un dibattimento come elemento probatorio a sostegno di gravi accuse come quelle di concorso in strage, traffico di armi, omicidio.
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Ed eccomi quà, ai giorni nostri, solo ed isolato come solo ed isolato ho scelto di essere sin dal 1985; con la differenza che chi parla oggi non è un paracadutista di 19 anni, un diciannovenne che aveva già tre anni di carriera militare quando all'improvviso e per ragioni fasulle è stato posto di fronte ad un magistrato (corrotto e poi condannato) portatovi da un comandante dei carabinieri sul quale sarebbe ora di fare dettagliati approfondimenti, se non già compiuti per capire la naturta di quelle fasulle ragioni; ma è oggi un uomo con oltre 24 anni di esperienze che ha saputo indicare un indirizzo di ricerca e di riscontro diverso dalla sola propria mera testimonianza o difesa, per individuare le responsabilità di uomini, soldati e infedeli operatori di polizia all'interno di una serie di eventi di sangue gravi e convergenti con gli interessi di quella c.d. "organizzazione specchio" di cui sopra.
Allo stesso modo hanno fatto tutti coloro che fra il 1985 ed i giorni nostri hanno tentato di denunciare la presenza e l'ingerenza di "entità" all'interno del proprio campo professionale, sia esso di polizia o tecnico, i quali hanno patito le stesse reazioni sotto forma di vessazioni, discredito giudiziario, interdizioni economiche fino anche alla morte fisica o sociale
oggi questa entità non è stata sconfitta ma gestisce un potere enorme all'interno dei vari gangli dello Stato, meno inquinante di prima grazie ad una magistratura più attenta, più indipendente, che ha saputo scegliere le forze di PG meno condizionabili, ma si tratta sempre di poche realtà rispetto a quelle necessarie per sconfiggere il potere massomafioso all'interno della vita dello Stato; grazie anche ai singoli uomini che ancora oggi hanno scelto di abbattere quel carrozzone coscienti di essere una goccia d'acqua nel mare, ma d'acqua pulita.
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Personalmente sono e resto un uomo che ha giurato fedeltà alla Repubblica, alla Democrazia ed alla Costituzione, non allo Stato, laddove questi è oggi rappresentato da taluni soggetti presumibilmente collusi con quegli stessi ambienti che ho combattuto
Il mio giuramento è verso lo Stato rappresentato dalla collettività che si riconosce nei valori della Democrazia, non nei valori materiali della gestione dello Stato da parte di personaggi la cui storia odora di P2 e puzza di mafia...
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Fabio Piselli

117 commenti:

Paolo Franceschetti ha detto...

Carto fabio, se ci leggi... Certe volte penso che il vero motivo del tuo attentato sia però il tuo modo di scrivere.
Perchè quando ti leggo mi viene voglia di metterti in un auto e darti fuoco.

Anonimo ha detto...

"Perchè quando ti leggo mi viene voglia di metterti in un auto e darti fuoco."

.....in maniera ortodossa o clandestina?


"capire la storia del nostro strano paese a partire dal 1946 ci consente di comprendere il condizionamento che ha subito a causa della convergenza di interessi fra l'esigenza di sconfiggere il nazismo e la necessità di prevenire le mire autoritarie di Stalin e quindi del blocco comunista ".

Col senno del poi Fabio, sinceramente, non ti arruoleresti nel KGB?

Guarda che sono serio.

Segretius

Anonimo ha detto...

quindi stavi in gladio?

Anonimo ha detto...

Articolo praticamente illegibile.....
Consiglio periodi brevi ed uso di punteggiatura.
Altrimenti diventa un supplizio leggere uno scritto su una vicenda molto interessante e proveniente da una persona certamente provvista di esperienza.
Il racconto delle esperienze altrui è interessante ma va saputo esporre.
Saluti.

Butters ha detto...

Articolo interessantissimo. Concordo sulla illegibilità. Con periodi più brevi saresti formidabile e ti leggerebbe un po' di gente in più. GRAZIE in ogni caso

Anonimo ha detto...

dal web...
http://www.highsnobiety.com/news/2009/05/12/its-our-thing-springsummer-2009-collection/
non c'entra niente ma non sapevo dove postarlo

Anonimo ha detto...

grazie della chiarezza, della imparzialità e dell'equilibrio.
A proposito del commento sulla chiarezza e la leggibilità. Non è la punteggiatura che mi infastidisce perchè l'interesse e il tono lucido e distaccato mi fanno andare oltre le imperfezioni. riguardo la lunghezza e l'inutilità ci sono post ven peggiori su questo blog che ho saltato a piè pari.
Il bene non può esistere senza il male, il fiore del loto nasce dallo stagno melmoso, e alla fine arriva "La livella" ( Vedi poesia di TOTO').
ANTO

Anonimo ha detto...

@ tutti qua sopra

guardate che il piselli ha scoperto di avere doti di grande comunicatore (l'ha scritto lui sul suo blog).
Che poi nessuno lo capisca, questo è un altro paio di maniche.

Anonimo ha detto...

Una segnalazione/omaggio a Fabio Piselli e ad altri interessati a leggere tra le righe...
"Lo sconosciuto" di Magnus. storia a fumetti di loschi traffici, servizi segreti e mercenari.
Come dire, il complottismo non esiste, esiste chi vuole nascondere o semplicemente non vedere. La storia del potere è sempre quella dall'inizio dell'umanità.
ANTO

Fabio Piselli ha detto...

mai detto di essere un "grande" comunicatore

imparo ogni giorno

magnus ha fatto dottrina

mai stato in Gladio

a volte scrivere in modo "difficile" costringe a leggere tra le righe

F

Anonimo ha detto...

Piselli

come è morto il tuo collega Bondoni, dei Falchi Blu dell'aeronautica?

Anonimo ha detto...

Ho letto che gladio era presente in tutti gli stati occidentali per contrastare eventuali insurrezioni comuniste.Una prova l'abbiamo avuta con le azioni partigiane dopo il 1945.Se è servita a questo,la storia gliene sarà grata.

Anonimo ha detto...

Piselli ma tu facevi parte di gladio?

Fabio Piselli ha detto...

Maurizio Bondoni è stato un mio "fratello di corso" del 58° corso allievi sottufficiali Esercito

proveniva dalla prima missione italiana in Libano, quella di Angioni e Pertini per capirci

dopo il proscioglimento dal corso, ètransitato ai reparti paracadutisti dell'Aeronautica ha torvato la morte a causa di un incidente con un elicottero

gran bel sorriso e simpatia innata

F

Fabio Piselli ha detto...

nono ho mai fatto parte della c.d. gladio in seno al Sismi

F

Anonimo ha detto...

piselli

leggendo su internet si scopre che lei è stato coinvolto su

moby prince
mostro di firense\narducci
fallimento cepam
tutela dei minori
convegni con polizia
attività sportive
turismo

non è un pò troppo, confonde

Misha

Anonimo ha detto...

IL TANGO DELLE SOCIETA'

Ma chi é la CEPAM? E' una immobiliare e finanziaria di Roma con un capitale deliberato di 11 MLD ma sottoscritto e versato per soli 21 milioni (povero comune di Vicenza, riuscirà almeno a recuperare le spese?). Proprietaria della CEPAM é la FINNAT, una società fiduciaria di Roma (sede p.zza del Gesù) con prevalenza della famiglia Nattino e capitale sociale interamente versato di 200.000.000.
Ma la storia ha una seconda faccia. Sarebbe infatti...ingiusto dimenticarsi del geom. Valle. Egli fu per anni amministratore unico della SERVIZI COSTIERI srl (dal maggio 2001 gli é subentrata la moglie Novello Giannina) che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti ed é attiva nel Veneto, Italia meridionale, Sardegna (ricordate? Valle fu catturato in Puglia). La COSTIERI é della EDILFIN srl (immobiliare, amm. unico Carlo Valle) che a sua volta ha come proprietaria LA FENICE srl (immobiliare, amm. unico sempre Valle). LA FENICE é della FINNAT che quindi, come grossa impresa, di rilievo internazionale,controllo sia la CEPAM che la catena di Carlo Valle.
Ma la FINNAT da chi é, a sua volta, controllata?
E qui viene il bello, ossia il brutto.

PACINI BATTAGLIA IN AFFARI A VICENZA?

Scrive il Mondo del 21/VI/1997 "Era stato il Mondo, nel marzo del 1993, ad affacciare l'ipotesi che dietro le quote intestate fiduciariamente alla Finnat dei fratelli Nattino, ci fosse proprio l'allora amministratore delle Ferrovie tramite la soc. Emme Esse. Necci aveva replicato dando le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della società, che era rimasta in mano alla stilista Laura Biagiotti. Una società lussemburghese di Pacini, la Diamond cove holding, ha coperto, nel maggio del 1995, un aumento di capitale della Emme Esse, per un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di lire, fiduciaria. Nel dicembre dello stesso anno la Emme Esse, dotata di un capitale di 10,2 miliardi, e' stata sciolta e affidata a un liquidatore, Cinzia Perugini. Un'altra vicenda sulla quale si aspettano i chiarimenti del banchiere toscano."
E' bene sapere che Lorenzo Necci e Pacini Battaglia furono soci in vari affari, ad es. la linea ferroviaria al alta velocità della quale si interessò la Magistratura de La Spezia arrestandoli entrambi.
Il 5/IX/1997, sempre Il Mondo ci raccontava che "la Emme Esse ha sempre tutelato i suoi azionisti dietro il paravento della Finnat, la fiduciaria dei fratelli Nattino. Il dubbio che la Emme Esse fosse un club per vip e' confermato dalle carte svizzere di Pacini che il Mondo ha consultato e che sono ora in mano ai magistrati. Dietro le quote intestate alla Finnat fiduciaria c'e' infatti una società di cui sinora si ignorava l'esistenza: la Diamond cove holding, una lussemburghese di Pacini che nel 1995 ha coperto l'ultimo aumento di capitale della Emme Esse (maggio 1995). Ma chi si cela dietro il binomio Finnat - Diamond cove? Almeno tre persone: oltre allo stesso Pacini, l'ex comandante dei carabinieri Antonio Viesti e il "professor" Lauro (che secondo gli inquirenti potrebbe essere il prefetto Raffaele Lauro, alto dirigente del ministero dell'Interno). A confermare questa pista c'e' un'intercettazione telefonica, datata marzo 1993, fatta dal Gico di Firenze e inserita in uno dei capitoli più scottanti dell'inchiesta spezzina dal titolo "I soldi al generale dell'Arma e le coperture giudiziarie al vertice dei carabinieri". Nel rapporto dei finanzieri si legge: "Appare utile ricordare i segnalati collegamenti anche di natura finanziaria tra il Pacini e l'ex comandante generale dei carabinieri Antonio Viesti; collegamenti di frequentazioni e telefonici riferibili anche agli anni 1992 - 1993". Subito dopo questo passaggio il rapporto riferisce una conversazione registrata. Il colloquio é fra Eliana Pensieroso, segretaria di Pacini, e Fabio Virgili, dirigente della Finnat e consigliere della Emme Esse".
Ma chi é Pacini Battaglia?
E' il finanziere pisano/svizzero che cercò di incastrare Di Pietro, poi assolto totalmente. Il P.M. di Mani Pulite, per esprimere l'accentramento di poteri nelle mani del Pacini disse che era un gradino sotto Dio. Il Corriere della Sera (7/IX/1996) lo definì "un banchiere protagonista di buona parte dei fondi neri delle Partecipazioni statali al vecchio pentapartito".
Nel febbraio 2002 fu condannato dal Tribunale di Milano a 4 anni e 3 mesi per le tangenti DC/PSI pagate per l'alta velocità FF.SS.; con lui fu condannato Necci (5 anni). Il Tribunale di Milano lo ha anche condannato a 2 anni e 13,5 MLD di risarcimento per corruzione relativa ai fondi neri Montedison.
Penso che le sentenze sono state appellate.
Pacini é anche implicato negli illeciti compiuti in ordine alla cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo (on. Bergamo, Camera dei Deputati, 31/X/1996). Egli é collegato direttamente a Previti (Cesarone lo chiamò durante una intercettazione telefonica) ed é processato a Milano per i fondi neri ENI. Ha cercato di usufruire della recente legge sulle rogatorie internazionali, respinta dalla Svizzera la scorsa settimana, che la destra approvò ad ottobre per impedire i processi non solo di Berlusconi e Previti ma anche di Pacini Battaglia, legato ora alla maggioranza di governo. Purtroppo la legge rischia di mandare alla malora anche altre centinaia di processi alla criminalità organizzata. Finora è stato chiesto il blocco dei seguenti processi: Processo ENI-Pacini Battaglia per le tangenti; Processo per il contrabbando internazionale che vede quale maggiore imputato il boss Prudentino; Processo alla cellula dei presunti terroristi islamici; oltre, naturalmente, quelli che riguardano Previti e Berlusconi.

CONCLUSIONI

Da queste righe, relative a fatti sui quali la nostra ricerca non é conclusa, emerge il fallimento di una parte della classe politica e dirigente vicentina. Essa non solo non ha saputo moralizzare la vita pubblica, non solo ha autorizzato attività edilizie contro legge (v. sentenza Corte d'Appello, Venezia), non solo ha protetto o sta proteggendo dirigenti infedeli (Soave e Bressan, condannati dalla Corte dei Conti veneziana per non aver incassato gli oneri della Vigim sono ancora ai loro posti) ma soprattutto ha consentito che, attraverso quelle illegalità, mettessero piede a Vicenza aziende finanziarie controllate da persone tanto "ricercate" dalla Magistratura di Brescia, Perugia, Milano.
Il mancato incasso di 2.000.000.000 (diconsi DUE MILIARDI) per ICI ed oneri di urbanizzazione dalla Vigim (Finnat/Pacini Battaglia) e dalla Lido delle Conchiglie (Geom.Valle) é all'origine del deficit del bilancio comunale e dei tagli che Hullweck & C. hanno fatto alle spese comunali. D'ora in poi non potrete ignorare che, se -ad esempio- manca la manutenzione di strade e marciapiedi o del verde, se il comune non concorre alle rette degli anziani nelle case di riposo, se ha abitazioni insufficienti per gli sfrattati, e -insomma- i suoi interventi sono scarsi, ciò é dovuto in misura rilevante alle scelte di "non disturbare" la Vigim (Finnat/Pacini Battaglia) e la Lido delle Conchiglie (Valle) debitrici di oltre 2.000.000.000 (diconsi DUE MILIARDI)

Anonimo ha detto...

Fabio non c'entra nulla co sta storia

58°ASCO

Anonimo ha detto...

scusi una domanda: lei nel libro dice di essere stato nella legione straniera , ma dopo aver firmato nella legione non si è obbligati a una ferma quinquennale? se lei è andato via dopo un mese è considerato disertore in francia?

Fabio Piselli ha detto...

Misha
il fallimento cepam non è questo, era altra cosa, dolorosa, su cui a tempo debito tornerò con un articolo;
in 24 anni di cose ne ho fatte, tutte coerenti con la mia formazione e la mia esperienza, forse confusive ma sono pronto a "chiarire"


la firma che ho messo ad Aubagne in teoria mi ha vincolato ai famosi 5 anni nella Legione

ma non sono considerato un disertore in quanto ho lasciato Aubagne prima di raggiungere Castelnaudary e diventare un legionario a tutti gli effetti

il mio periodo ad Aubagne è quello che allora era considerato ancora di selezione, per il quale, presumo, vi fosse una possibilità di recessione dal contratto entro le settimane prima di raggiungere il 4eme

non sono stato un legionario, solo un uomo che ha chiesto di arruolarsi e dopo un mese ha ricevuto una proposta diversa...
F

Anonimo ha detto...

@ Fabio che dice:

a volte scrivere in modo "difficile" costringe a leggere tra le righe

no. scrivere in modo "difficile" stufa e basta.
E poi non è che scrivi difficile: è la scelta dei termini che contesto. Usare parole ricercate, che pochi usano o, peggio ancora, orrendi neologismi tipo "attenzionare" ritengo sia inutile esibizionismo di quelle che tu pensi essere "doti di comunicatore" (ok, non grande, hai ragione), ma chcon la comunicazione nulla hanno a che fare. Semmai il contrario. Se lo scopo è comunicare, devi farti capire e nello stesso tempo non essere pesante.
Come diceva l'altro anonimo: periodi brevi ed uso di punteggiatura.
Io aggiungo: uso di parole semplici in italiano e non in giornalese (che è peggio dell'avvocatese).
Insomma, parla come magna così noi ti capiamo.

Critica costruttiva... non t'incazzare

Fabio Piselli ha detto...

e chi s'incazza, ce ne fossero di critiche costruttive

"attenzionare" è un termine "tecnico" che rende precisamente l'idea dell'ambiente e del gergo adottato

il mio essere, meglio, scoprirmi, comunicatore è nel cosa comunico, pronto ogni giorno a migliorare il come, grazie ad ogni confronto

F

Anonimo ha detto...

Scusate l'off topic, ma vorrei segnalare un servzio del Tg2 di ieri alle 13 sull'ex terrorista Cesare Battisti, che come saprete ha detto "meglio il suicidio che tornare in Italia". In questo servizio hanno parlato anche di Achille Lollo, quello da cui mi pare siano partiti i guai di Solange. Nel servizio mi pare abbiano detto che in Brasile si sta giocando una partita molto grossa su queste questioni. Ma che significa tutto ciò? Battisti teme di essere fatto fuori?
Antonella

Anonimo ha detto...

questo è più comprensibile



la Procura di Livorno è in dirittura di arrivo verso la conclusione dell'inchiesta bis relativa la tragedia del Moby Prince, avvenuta la sera del 10 Aprile 1991 nelle acque della rada del porto di Livorno;

ho idea che non vi saranno grandi rinvii a giudizio quanto invece l'importanza della scoperta di una verità storica rispetto al presunto traffico di armi sul quale ruotano diverse inchieste inerenti non solo questa immane tragedia ma anche altri omicidi quali quelli di Ilaria Alpi e Miram Hrovatin, Vincenzo Li Causi, Mauro Rostagno, Marco Mandolini ed altri ancora

capire il segreto del traffico di armi consentirà di comprendere il meccanismo del segreto e le dinamiche della tutela del segreto stesso, di conoscere le collusioni fra i traffici segreti e quelli invece del tutto clandestini, riconoscere i livelli d'ingerenza fra le strutture dello Stato, le strutture nello Stato e le organizzazioni di sicurezza private, formate da soggetti provenienti dalle strutture dello e nello Stato, operanti all'interno di quelle grandi corporazioni industriali di importanza strategica per lo Stato

questa indagine potrà permettere alla collettività di comprendere non i colpevoli ma le colpe, offrendo finalmente, forse per la prima volta nel nostro paese, la possibilità di individuare chiaramente le ragioni per le quali taluni segreti sono protetti anche al costo della vita, sia di chi li tutela che di chi li minaccia, individuando così i moventi dei tanti omicidi e presunti tali che sono avvenuti nel corso degli anni

moventi dai quali aprire nuove indagini od implementare quelle già in essere, perchè, a mio umilissimo avviso, c'è un filo rosso che le interconnette fra loro, rappresentato principalmente dal traffico di armi e di rifiuti tossici e dalla cooperazione fra l'Italia e la Somalia avvenuta per tutti gli anni ottanta e i primi degli anni novanta

è all'interno di questo traffico, gestito a lungo ed in modo persistente, che vi sono le risposte ai tanti quesiti inevasi, nucleo di altre attività che lo hanno perimetrato, talvolta confuso, altre volte invece ben evidenziato purtroppo in favore di occhi annebbiati

con il mio lavoro di denuncia e di ricerca, iniziato per caso e per necessità sin dal 1985 e non certo nel 2007, come si può evincere dalle numerose denunce e relazioni informative che ho inoltrato alle varie AG nel corso degli anni nelle quali ho sempre lasciato traccia di quanto andavo e vado dicendo, anche leggendole con il senno di poi e con le notizie che attualmente sono conosciute e riconoscibili, il mio interesse è sempre stato quello di porre l'attenzione dei magistrati verso il complesso sistema di coperture e collusioni che era in essere all'interno del generale comparto sicurezza, in particolare nella città di Livorno

contro il quale ho lottato per anni, subendo delle pesanti reazioni; contro il quale ho aperto una breccia, sopravvivendo ad un attentato la cui regia era originata da questo stesso ambiente; verso il quale, presumibilmente, la magistratura ha saputo indirizzare le proprie ricerche comprendendo alcune dinamiche utili per riconoscere i grandi traffici e le grandi collusioni; non ha importanza perciò se le mie singole esigenze sono state sostanzialmente ignorate

comparto sicurezza formato da tutto il circuito delle varie organizzazioni ed amministrazioni italiane, forze armate, polizie, giudiziarie, servizi segreti, compresa l'influenza americana della base di Camp Darby; circuito condizionato dall'inquinamento di soggetti che, singolarmente, all'interno di queste amministrazioni, hanno potuto agire al fine di occultare, depistare, inquinare, interdire in sinergia con l'apparato al quale riferivano; che pur alibizzato da una veste ufficiale, in realtà non lo era ma riconduceva a quella politica non ortodossa e clandestina, regia dei traffici stessi di fornitura di armi e di smaltimento di rifiuti tossici, finanche alla accaparramento di provviste energetiche e di commesse di sostegno e fornitura di tecnologie militari ed industriali verso i paesi in via di sviluppo e non

apparato perciò strettamente legato alla politica non ortodossa e parallelamente a quella clandestina, alle politiche militari, alle politiche industriali del comparto armamenti e petrolio; industrie nelle quali la presenza, il controllo e l'ingerenza militare è fortissima, rappresentando altresì l'ambiente nel quale coloro che hanno svolto la propria carriera in seno ai servizi segreti, ai reparti speciali, ai carabinieri, hanno potuto trovare impiego e sbocco nei vari uffici sicurezza delle aziende private o partecipate o pubbliche, spesso strutturati esattamente come quelli istituzionali e talvolta con essi cooperanti, pur svincolati da un controllo di maggiore respiro

in tutto questo non dobbiamo dimenticare il valore aggiunto del bacino di voti proveniente dalla gestione dei ricchi appalti per coprire le commesse acquisite per eseguire i tanti progetti nei paesi in via di sviluppo; oltre naturalmente a quelle attività massomafiose che ruotano intorno agli appalti, fino alle attività prettamente criminali per le quali il sostegno della mafia è stato indispensabile

ecco dove potrebbe portarci in Moby Prince, ed ecco le ragioni per le quali il suo segreto è stato difeso in modo così costante, inizialmente con la complicità di quei soggetti condizionabili, dal militare, al poliziotto, al funzionario, al giudice, fino alla operatività di soggetti addestrati proprio a depistare, inquinare, occultare, interdire, in servizio nelle amministrazioni dello Stato, alcuni dei quali poi, presumibilmente, transitati negli uffici sicurezza delle grandi industrie o incaricati di consulenze per progetti nei paesi in via di sviluppo, gli stessi paesi destinatari del traffico di armi e serbatoio dei rifiuti tossici

chi si è messo di traverso contro questo grande affare è morto, fisicamente o socialmente; ucciso oppure interdetto con strumenti giudiziari o con quelli dei servizi segreti, all'interno dei quali sono transitati gli stessi soggetti non solo coinvolti in questo traffico bensì nelle varie ambigue operazioni che hanno depistato altri eventi stragisti del nostro paese; perchè tali soggetti non erano numerosi quanto ben strutturati, ben addestrati, ricchi e soprattutto coperti da un alibi importante come "l'impiego" presso la PCM (Presidenza del Consiglio dei Ministri) dal quale gestire e coordinare sia la propria attività istituzionale che quella occulta, non ortodossa, clandestina

soggetti che hanno fornito strutture e competenze nelle molte attività depistanti reative alle molte stragi italiane avvenute in particolare durante il periodo 1984 - 1993; che hanno dato vita a sigle ed operazioni idonee per sviluppare quelle cortine depistanti e inquinanti al fine di tutelare i segreti importanti, non tanto legati alla potenziale identificazione di un singolo responsabile di una strage, ma con lo scopo di difendere il sistema così strutturato, strumento ad uso e consumo della politica non ortodossa, clandestina e massomafiosa

sarebbe importante se dal Moby Prince riuscissimo a ricostruire il percorso di quel filo rosso, a ridisegnare gli eventi patiti con la certezza di voler colpire questo sistema, iniziando però ad abbatterne le complicità e le collusioni all'interno delle amministrazioni dello Stato, specialmente quelle a diretto controllo politico e a nomina politica, condizionate dall'esigenza di voti, provenienti anche dalla gratitudine di chi ha fatto i miliardi con le armi, col petrolio, con la cooperazione, con i traffici non ortodossi e clandestini compiuti in favore di una politica non ortodossa e clandestina

in questo modo forse ridurremmo l'importanza della verità relativa la morte di almeno 140 persone, di Ilaria Alpi e di tutti gli altri morti ammazzati, ma incrementeremmo la possibilità di fare pulizia nella nostra politica, ora più che mai, affinchè la Democrazia di questo nostro Stato sia basata su un controllo ed una volontà collettiva e non gestita da interessi politici e industriali pregni di massoni, tutelati da quelli militari, che talvolta hanno trovato alleanza con quelli mafiosi, fino a rappresentare il circuito che ancora oggi caratterizza il potere politico italiano

la mia testimonianza di questi 24 anni ha avuto questo scopo, la mia lotta ha avuto questa ragione, le mie ferite sono state provocate dalla reazione di questi ambienti, la mia coscienza si è "sporcata" perimetrandovi all'interno, perchè solo così, mettendo le mani nel fango ed infangando le mie mani, ho potuto capirne il pericolo e combatterlo

oggi posso fermarmi e "rassenerarmi", perchè sono cosciente che la magistratura ha capito, forse non con dei precisi strumenti giudiziari, ma con l'intelligenza collettiva di chi singolarmente ha il potere giudiziario di dare vita a filoni d'indagine che però debbono trovare il rinforzo della collettività tutta

perchè gli scenari che si apriranno ci consentiranno di riconoscere falangi e manine, le stesse che hanno permesso la morte di tante persone nel nostro paese, le stesse che hanno premuto e fornito telecomandi mafiosi, le stesse che oggi, ancora oggi, tutelano un potere politico per mantenere gli interessi di chi i politici gestisce e rinforza; non con il voto collettivo, ma con un consenso popolare basato su una politica psicologica e populistica, la quale forse fa scorrere meno sangue di una strage, ma a lungo termine uccide le coscienze

la mia singola vita non conta nulla di fronte alla esigenza di sconfiggere la piovra che maneggia il nostro paese

posso morire domani o marcire in una cella, posso vivere ai margini in povertà o impazzire, poco conta; questo è stato il mio obiettivo, togliermi dal "contare" per permettere di fare i conti, questo è stato il mio "sacrificio" perchè sono cosciente che quando finisci dentro un circuito del genere perdi la tua innocenza

forse ho perso la mia innocenza ma non la mia buona fede

questo è un altro capitolo da studiare a fondo, per comprendere quanti bravi militari, poliziotti, agenti dei servizi, vivi e morti, hanno perduto la propria innocenza per fornire in buona fede le prove di quanto andavano denunciando, che, proprio in forza di quelle collusioni di cui sopra, non sono riusciti a portare sul tavolo di un giudice (magari meno corrotto di quello poi condannato che ho trovato io a suo tempo) se non portando se stessi come persone informate sui fatti; ma per certi fatti, per esserne informati, occorre averli partecipati in qualche misura

per questo ho rifiutato l'etichetta di "pentito" o di collaborante, difendendo quella di persona informata, di persona offesa ed anche paradossalmente di indagato

perchè come tale ho mantenuto quella stessa autonomia che ho sempre difeso, pronto a giocarmela autonomamente nelle aule dibattimentali, luogo in cui si forma la prova e non in quelle riservate di qualche barba finta o di qualche magistrato bisognoso di informazioni riservate

come dissi al dottor Palermo ed al pool di magistrati che mi ha interrogato, non intendo essere strumentalizzato da nessuna parte, timoroso di non saper riconoscere la parte buona, assumendomi sempre le piene responsabilità della mia scelta di autonomia, l'unica che finora mi ha consentito di restare in vita senza usare, mai, l'arma del ricatto...

Fabio Piselli

Paolo Franceschetti ha detto...

Fabio, chi è in buona fede è sempre innocente.

D'altronde viviamo in un sistema assurdo, in cui già è tanto rendersi conto di certe cose quando si hanno 40 anni.

Tu, a 20 anni, che potevi capire?

Fabio Piselli ha detto...

a 20 anni mi ero già fatto 4 anni di carriera militare, tre arruolamenti e tre congedi, 77 giorni di prigionia ed una motocicletta...

certo di aver capito che la libertà è un bene deperibile ed a breve scadenza se non ben conservato...

F

Anonimo ha detto...

E de l'Anello di Adalberto Titta ne vogliamo parlare? O di come venne occultata la ricostituzione clandestina della brigata Osoppo, denominata poi "O"?

Mario

Anonimo ha detto...

E del fatto che la maggior parte di questi "sinceri" anticomunisti si siano serviti dei mazzieri nazifascisti per mettere le bombe durante la "strategia della tensione", sino al 1974, salvo poi abbandonarli al loro destino perché non avevano nessuna intenzione di assecodare i loro progetti golpisti in stile Grecia dei Colonnelli, ma semplicemente "destablizzare per stabilizzare", cosa ne diciamo? Che erano uomini a loro modo "fedeli" alle istituzioni o semplicemente degli efferati criminali?

Mario

Fabio Piselli ha detto...

Mario,

in parte la risposta è già in quanto scritto, dal mio punto di vista naturalmente

la strategia della tensione ha trovato fedeli infedeli per fare i danni che hanno fatto

il loro agito, con e senza uniforme, non può trovare giustificazioni politiche e rimangono azioni criminali comunque

solo in guerra l'omicidio è sostanzialmente giustificato, con precise regole, il resto sono omicidi e stragi compiute da assassini, di ogni bandiera e colore

F

Anonimo ha detto...

e la collaborazione fra i servizi americani e piselli ne vogliamo parlare?

Anonimo ha detto...

@ fabio

io penso che l'omicidio non sia mai giustificato, nemmeno in guerra.

Anonimo ha detto...

Il problema è che la maggior parte di costoro, a partire proprio dai cosiddetti "Gladiatori", si sono sentiti in dovere di continuarla, la guerra, sotto le bandiere dell'anticomunismo antiviscerale di cui si nutrivano, sino a giustificare non solo gli omicidi, ma persino le stragi.

Mario

Anonimo ha detto...

Visto che, sopratutto a sinistra, si é a corto di posizioni ideologiche, schiacchiati dalla supremazia del nazismo capitalistico che oramai ha impestato il mondo, chiedo

....Ma tu, Fabio, cosa ne pensi del comunismo?.. visto che è il demone e comunque l'espediente per il quale sarebbero state messe in piedi tutte queste organizzazioni più o meno "ortodosse",

E mi piacerebbe sapere anche il parere di Paolo, mah...ci credete veramente? Stalin secondo voi avrebbe invaso l'Italia? O è solo l'"invasione ideologica" che andava e va, secondo voi, contrastata con tutti, dico TUTTI, i mezzi?

Si può spiegere la Vs posizione chiaramente?

Segretius

Paolo Franceschetti ha detto...

Segretius. Per me il comunismo è un ideologia bellissima.
Bellissima ma utopistica, perchè nelle applicazioni pratiche è quasi impossibile applicarlo alla lettera.
E quindi si traforma in uno strumento di oppressione.

Ma da questo punto di vista il sistema comunista è identico al nostro.
Il nostro è un sistema che in teoria sarebbe molto bello: liberalismo, democrazia, governanti scetli dal popolo, magistratura indipendente con magistrati scelti per concorso (quindi scelti tra i più bravi e meritevoli e non tra i più raccocmandati).

Sarebbe un altro sistema, altrettanto bello.
Solo che è un'utopia, perchè nei fatti è una dittatura.

E l'unica differenza tra il nostro sistema e quello comunista dell'ex URSS è che la nostra è una dittatura mascherata da democrazia e per certi versi anche più feroce.

Quella della Russia era una dittatura alla luce del sole.

Paolo Franceschetti ha detto...

Per finire...
il pericolo comunista probabilmente c'era davvero. E veramente c'era il rischio che avessimo la russia in casa.
Ma non è con Gladio che si contrasta il pericolo comunista, ma con una democrazia efficiente, in cui il cittadino sia verametne libero.


Se la nostra democrazie avesse funzionato, se i più deboli fossero stati davvero tutelati, se la nostra costituzione fosse stata applicata, non ci sarebbe stato un partito comunista in Italia.
E neanche un pericolo comunista.
E neanche le BR.

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 17:22 ha detto:

"e la collaborazione fra i servizi americani e piselli ne vogliamo parlare?"

Perchè mi puzza di Carlizzi questa domanda?

wulfy ha detto...

I miei complimenti,fabio per la tua onestà "intellettuale",ci hai chiarito un bel po'di te e del 'sistema',si capisce meglio la tua reticenza di 3(?) settimane fa ,circa...Fregatene dei commenti sul tuo stile,chi vuol capire cerca di capire,loro mica hanno vissuto la TUA STORIA...un abbraccio

Anonimo ha detto...

vi sembrerà un commento di destra, ma non lo sono mai stato e non lo sarò mai!!!!!! guai a chi prova ad offendermi con frasi tipo nazi o roba simile.....
il comunismo, come tutti sapete, prevedeva una prima fase di "dittatura del proletariato" in modo da stabilire il futuro potere della classe operaia insorta. nella pratica ciò ha comportato l'instaurazione di un regime dittatoriale di stampo para-militare (vi dice niente il fatto che nella maggior parte dei regimi cosiddetti comunisti i leader vestivano divise militari?) inoltre il grave errore commesso dalla russia socialista fu l'impiego smodato della burocrazia, che produsse un irrigidimento insostenibile dei rapoorti stato-cittadino (non potevi neanche andare in bagno senza autorizzazione) inoltre venne ignorata e deprivata la più importante delle classi, ovvero il proletariato contadino, che probabilmente sarebbe stata la grande forza del movimento comunista russo. che la russia avesse mire espansionistiche è fuori discussione, non è un caso che appoggiarono Tito nei balcani, invasero la cecoslovacchia (cfr Milan kundera, nel congresso di Yalta ci fu la spartizione della Germania, etc. L'italia è stato un "potenziale" bacino d'utenza, perchè (io penso) le forze d'insurrezione (curcio e le prime br) e prima il pci guardavano alla russia come esempio di rivolta operaia riuscita. dagli anni 60 in poi, a mio avviso l'influenza comunista ( di impostazione sovietica) non può reggere perchè in europa tutto il movimento dei cosiddetti neo-marxisti (si parla di tutti gli intellettuali che hanno influenzato il '68) erano tutti critici verso l'ortodossia marxista, e tutti furono espulsi, o lasciarono i partiti comunisti del peroprio paese. e questo è un dato di fatto incontrovertibile.

Armandino tolli

M. Barbagli ha detto...

Paolo, ma cosa intendi per comunismo? Adesso che studi la cabala prova a rileggere Marx in chiave esoterica. Gli scritti di Marx non erano quello che sembravano. per alcuni dettagli circa il rapporto tra marx e massoneria si può guardare qui
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/marx_massone.htm
Per quanto io non sia d'accordo coi giudizi di merito dati nel link (io non trovo affatto negativo l'esoterismo, tutt'altro) le notizie storiche mi appaiono per lo più attendibili.
Per il legame poi tra comunismo e massoneria c'è per esempio questo:
http://umsoi.org/2009/02/23/2176/
E tu stesso parli di Rifondazione Comunista come sappiamo.
Paolo, da un po' di tempo hai incominciato a non dirci più tutto quello che sai, ma a trattarci come persone che non possono sapere, a cui dare solo alcune piccole direzioni di base. Tu conosci quanto io ho scritto, ma non ne parli. E' lo stesso percorso che ha fatto Grillo. Spero di sbagliarmi.

Anonimo ha detto...

....i russi in casa...

Credo che il pericolo stimato dagli americani, fosse (e sia) quello, invece, di una forma di "comunismo-democrazia" possibile in italia come forse da nessun altra parte del mondo e fino a un certo punto voluto da gran parte del popolo (che manco si è mai sognato un sistema di tipo sovietico) Al punto che, a vent'anni dalla fine del ridicolo pretesto , subiamo un'invasione ancora più efferrata :P2 dominante, basi americane, servizi, corruzione politica e finanziaria pressochè totale, disinformazione totale e quel ch'è peggio masse e "menti" completamente piegate al "monoteismo ideologico imperialista" degli Us per i quali i mali del mondo sono ancora il comunismo e il fondamentalismo islamico.

Strenuamente combattuto, secondo me, non perchè impossibile e utopistico (non dimentichiamo che se il popolo avesse potuto decidere democraticamente col voto il comunismo italiano avrebbe governato dando dimostrazione di quanto affermo e fu impedito-vedi BR e fatti di quegli anni-perchè sarebbe probabilmente stata una strada senza ritorno e alcuni vizi tipicamente italiani dei quali non riusciamo a liberarci non si sarebbero, come invece è successo, consolidati), ma perchè molto più facile da realizzare di quanto non sembri.

Pensi, Paolo, che contro una semplice utopia si possano mettere in atto sistemi, muovere e scomporre "ufficialismi, ortodossismi ed esoterismi" come quelli descritti così "chiaramente" da Piselli?

Segretius

Anonimo ha detto...

procuratore capo della Procura di Frosinone, Margherita Gerunda.

Anonimo delle 10.38 ha detto...

Franceschetti ma non scrivi più? dai prometto che non ti prendo in giro.

Fabio Piselli ha detto...

comunismo?

dovremmo prima di tutto comprendere l'idea del comunismo di allora, dal punto di vista postfascista italiano, proteso più contro il pericolo di un ritorno fascista che verso una accoglienza stalinista, poco compresa da un popolo sconfitto comunque da una guerra e da una politica troppo veloce per essere compresa

mio padre era comunista, vicino al popolo, agli operai, ai lavoratori, ma lo era perchè era cresciuto con il fascismo ed identificava il comunismo come una idea (italiana) antifascista e contro i dettami del clero, vicino alle esigenze del popolo

era uno di quei soggetti molto lontani dal comunismo stalinista, sovietico ma allo stesso tempo diffidava dei "padroni" delle industrie, ed identificava anche gli americani in questi

personalmente sono creciuto in una famiglia di "americani" dell'ambasciata e di comunisti in casa, potendo così comprendere l'ideale americano della libertà e gli idealismi di libertà anticapitalista che rifiutava una stessa libertà basata sulla individualità mentre accettava una omologazione di "spazi di popolo" simili ad una ampia libertà

crescendo ho vissuto l'indrottinamento fascistoide dell'esercito e della folgore, che giovanissimo ho sposato, elemento necessario per saldare il vincolo allo spirito di corpo, agli ideali di onore e fedeltà, i quali in un ambiente del genere, a rischio di vita costante, sono la base dell'ardimento necessario per svolgere quel tipo di lavoro

atteggiamento e mentalità comune in ogni reparto d'azione, compreso quelli sovietici, tipico di ogni unità speciale in armi

il comunismo è stato a mio avviso un "sogno" violentato dall'ideale anticapitalista che si ha incontrato la difesa del capitalismo tout court, da parte di chi identificava la libertà nella possibilità (economica) di essere liberi, rispetto ad una più auspicabile offerta di democrazia per scegliere di vivere svincolati da libertà imposte, che sostanzialmente non ha mai potuto prendere vita

ogni processo politico di cambiamento nasce da una base motivata per poi, purtroppo spesso, evolversi in un motivo per cambiare

ho imparato presto che le rivoluzioni servono solo per ribellarsi ai rivoluzionari

paradossalmente l'equilibrio lo mantengono coloro in armi e non coloro armati, cioè gli eserciti schierati a guardia e non quelli che acquisiscono un controllo politico

gladiatori neri e rossi hanno solo rappresentato i cani da guardia, da ogni parte, mere pedine di un gioco politico caratterizzato da una politica spesso clandestina, segreta, basta vedere il rapporto americano cinese dei primi anni settanta per averne un esempio e non solo

gli eserciti ortodossi e non erano degli strumenti di minaccia, deterrente o offensiva, schierati su una scacchiera che si muoveva a colpi di diplomazia segreta e di destabilizzazione armata

il cui risultato era offerto agli occhi dei popoli liberi e oppressi tramite il condizionamento della loro libertà, larga o repressa, ma mai espressa con scelte autonome o realmente democratiche; libertà creciuta a colpi di propaganda o di esigenza di libertà vera e propria contro dei regimi quali il fascismo ed il nazismo prima e del comunismo poi

comunismo, fascismo, sono espressioni di una politica di passività delle masse, della collettività che necessita di una guida, a volte autoritaria altre volte mediata da vaori accettabili

ma sempre a rischio di deriva autoritaria fino a quando ci sarà una collettività lacunosa di diritti democratici dei quali fa poco uso, per delegarne la gestione a soggetti politici non sempre detentori di uno spessore morale e politico degno di questa delega

la libertà è solo la base dalla quale partire per costruire ciò che la libertà stessa ci consente di fare, mediati da una guida politica capace di indirizzare più scelte, al fine di crescere in una società libera da ideali caratterizzati solo dalla "libertà" intesa come bene a rischio oppure da difendere contro le "libertà" altrui

la mediazione che potremmo fare oggi, conoscendo ormai una storia nata dal nazifascismo e dal comunismo, potrebbe basarsi su una condivisione di ideale di libertà collettivo, dal quale non transigere e sul quale basare le diverse espressioni politiche, sociali e collettive che la stessa libertà condivisa ci consente di fare

fino a quando saremo vincolati ai "difensori" di una libertà che è una nostra proprietà di cui poco facciamo uso, saremo vulnerabili ai regimi che nascono proprio dal potere che un capo assume con la delega della gestione di quella libertà della quale non ci assumiamo le pesanti responsabilità

perchè libertà significa prima di tutto rinuncia, per offrire la stessa libertà agli altri da noi

mentre la debolezza in cui siamo coltivati ci impone la paura dell'altro

ho sempre diffidato da tutti gli schieramenti, di ogni colore, che mi offrono protezione di una idea di libertà senza permettermi di essere forte per non necessitare più di quella stessa protezione

ecco perchè ancora oggi non credo di essere un cittadino libero e responsabile, ma di essere un uomo parte della collettività che sogna di poter essere investito del peso della libertà e non solo vestito di una libertà caratterizzata dalla paura di perderla e dal bisogno di difenderla...

F

Anonimo ha detto...

bella lezione di libertà

http://www.fabiopiselli.com/ilBLOGdiFabioPiselli/tabid/530/EntryID/349/language/it-IT/Default.aspx

Chiara

Paolo Franceschetti ha detto...

Dal blogi di Fabio Piselli

ho conosciuto la privazione della libertà fisica, con la prigionia, ho assistito alla privazione della libertà di pensiero grazie alle esperienze che il mio lavoro mi ha permesso di fare, sia nel nostro paese che in quelli oppressi da guerre o da regimi autoritari

posso "arrogarmi" il diritto di credere di saper riconoscere la sensazione di libertà, ma dico con chiarezza che non ho ancora imparato ad assumermi la responsabilità della mia libertà, pur riconoscendone il valore della emozione della libertà stessa

questo non a causa di una mia specifica lacuna, quanto in ragione di una scarsa adesione al concetto di libertà collettiva

ci hanno abituato a credere nella difesa della libertà, ma non abbiamo mai imparato ad assumerci la responsabilità che la nostra libertà ci impone, per imparare a non doverla costantemente difendere

siamo per questo cresciuti deboli di libertà, forti nella tutela di una idea di libertà della quale però non facciamo l'uso collettivo per coltivare una libertà reale, siamo perciò irresponsabili della nostra libertà

dopo le esperienze storiche dei regimi nazifascisti e comunisti, ogni nuova idea politica, ogni nuovo movimento, ogni nuovo leader ci ha offerto e ci offre la "libertà" offrendosi come strumento a difesa e tutela della libertà stessa, verso il quale aderiamo nella speranza di essere liberi, senza mai però avere la capacità di compendere ed assumerci così la responsabilità della libertà

al contrario, non facciamo altro che crescere con la paura di perdere la nostra libertà, costantemente minacciata, per cui conosciamo i rischi di una eventuale perdità di ciò che la libertà rappresenta, ma non riconosciamo la perdita della libertà che non rappresentiamo perchè non ce ne assumiamo la responsabilità

questo perchè deleghiamo la gestione della nostra libertà ai vari leaders, ai movimenti, ai partiti politici che democraticamente (liberamente?) eleggiamo come nostri rappresentanti

mi chiedo quindi come facciamo a capire il valore della libertà, compreso la responsabilità che dobbiamo assumerci con tale valore, laddove non siamo mai posti in condizione di farlo, perchè costantemente privati di questa responsabilità, delegata a chi si candida a difensore della libertà stessa, della nostra libertà

oggi più che mai potremmo e forse dovremmo chiederci cosa è la libertà, che cosa rappresenta e quale potente strumento politico è, in effetti, laddove il suo concetto è usato a grimaldello delle nostre paure per indurci ad aderire ad una idea di libertà, paradossalmente contro un'altra idea di libertà

è facile riconoscere l'esigenza di libertà quando abbiamo un fucile puntato contro, oppure quando abbiamo un nazista alla porta, ma questo non ha nulla a che vedere con la nostra responsabilità laddove abbiamo permesso la nascita del nazista o di chiunque altro possa rappresentare un impedimento della espressione della nostra libertà

libertà è prima di tutto forza, capacità di non doverla difenderla ma di offrirla; per essere forti occorre capire il peso della sua responsabilità, occorre comprenderne il significato in termini di rinuncia, laddove questa è l'offerta di libertà che facciamo in favore degli altri da noi, per essere liberi con gli altri da noi

invece siamo così deboli, così irresponsabili di libertà da continuare ad avere paura degli altri da noi, coltivati nella costante paura di perdere quel che non usiamo, la nostra stessa libertà; delegandone la gestione ai vari movimenti politici, che generano paura per difendere il potere che gli doniamo con la rinuncia alla nostra responsabilità verso il potere della libertà

essere liberi non significa avere le condizioni per esercitare i diritti offerti dalla libertà, che non sono certo quelli di gestire un telecomando o una carta di credito; bensì si esprimono nella possibilità di usufruire della libertà dei diritti di scelta, i quali richiedono inevitabilmente l'assunzione della responsabilità della scelta che "liberamente" compiamo

ma siamo liberi di scegliere?

abbiamo una scelta?

oppure siamo solo costretti a scegliere lo spazio della libertà in cui possiamo muoverci, credendo così di essere più liberi?

credo, quale cretinotto qualsiasi membro di una collettività, che la paura e la debolezza in cui siamo coltivati non ci consenta di essere capaci di essere liberi di scegliere, motivo per cui non saremo mai responsabili delle nostre scelte, costantemente delegate e per questo mai responsabilizzate da una vera e propria presa di coscienza del significato di libertà e di scelta

riconosciamo molto bene i pericoli ai quali la libertà è esposta, ma non conosciamo le responsabilità che ci assumiamo con la pretesa di essere uomini liberi

responsabilità che non prende vita negli egoismi che i diritti individuali ci consentono di esprimere, ma nella solidarietà dell'accoglienza della libertà altrui, solo apparentemente contro la nostra, ma non è così

la nostra libertà è difesa, tutelata ed arricchita laddove riconosciamo lo spazio della libertà altrui, di movimento, di espressione e di confronto, specialmente di coloro che i nostri delegati politici ci disegnano come minaccia per la nostra libertà, della quale oltretutto poco conosciamo perchè troppo impauriti di perderla e poco stimolati nel viverla, nell'esprimerla, con tutte le sue meravigliose emozioni

stiamo sostanzialmente delegando l'emozione della nostra libertà per ricevere in cambio solo la sensazione della paura di perderla

viviamo nell'ansia di tutelare un bene che non esprimiamo se non con il diritto di difenderlo

ma contro chi e contro cosa?

chi ci minaccia?

siamo in grado di riconoscere i confini della nostra liberta?

dovremmo inziare a porci in una seria discussione, altrimenti rischiamo di ribaltare la storia che ci ha consegnato la libertà; prima difesa da un oppressore ed oggi oppressa da un difensore

abbiamo, oggi più che mai, il dovere di riconoscere la base del significato di libertà, cioè il semplice punto di partenza per costruire una società libera

libera soprattutto dalla paura, specialmente dalla paura degli altri da noi

la responsabilità che il diritto di essere liberi c'impone è rappresentata dal coraggio dell'accoglienza e non dalla viltà del respingimento di una potenziale minaccia, della quale poco comprendiamo perchè non siamo capaci di quella libertà per capirla

la mia libertà non è tale perchè sono oltre le sbarre che mi hanno imprigionato, perchè ho sconfitto dei nemici armati

la mia libertà è la conoscenza del significato del diritto di essere parte di una collettività composta da essere umani liberi, che, per essere tali, ncecessitano del coraggio della assunzione della responsabilità della libertà, e, non, della mera delega politica di una libertà che ci rende poveri, anche se apparantemente ricchi solo di strumenti di libertà

desidero vivere in un paese capace della libertà di riconoscere un rappresentante politico a cui delegare lo spessore della mia stessa libertà, arricchendone il lavoro in tutela dei diritti collettivi che nascono dalla libertà stessa

non voglio vivere in un paese nel quale un delegato politico basa la sua idea sulla paura, il quale ha la sola colpa di "non potersi fidare di me", di noi collettività, perchè siamo irresponsabili della nostra libertà, rinforzandone solo la debolezza, solo nella quale effettivamente, questi ci rappresenta

possiamo cambiare la politica della nostra libertà assumendocene la responsabilità, crescendo noi, dei delegati forti che ci donano forza, e, non, facendoci crescere nella paura che ci rende sempe più deboli, fino al punto di ritrovarci nelle piazze ad inneggiare un presunto forte per fuggire la nostra paura

se pretendiamo libertà, la libertà pretende la nostra responsabilità di esserlo, liberi

liberi di scegliere la fatica, i sacrifici di essere liberi e non la semplicità di delegare le nostre paure a chi in esse ci imprigiona, drogandoci di essenze materiali di libertà che scambiamo come diritti rappresentanti della nostra stessa libertà

non ho paura della prigionia quanto di una libertà caratterizzata solo da sbarre invisibili, da una sorta di ora d'aria costante nella quale posso muovermi, giocare, esprimermi senza costruire nulla altro che la mia stessa, libera, prigione

la libertà è quella emozione che vivo laddove riconosco il peso della sua responsabilità, laddove sono forte di esprimerla con coscienza difendendone l'integrità, il valore, lo spessore umano e sociale, ben diverso dalla tutela di un bene materiale o di uno spazio confinato

sarò libero solo quando sarò forte di accogliere la libertà altrui, senza paura ma con la forza della rinuncia di un mio pezzo di spazio, dal quale allargare e rinforzare la mia stessa libertà contro dei futuri oppressori; siano essi i miei delegati politici, difensori di libertà egoistiche, siano essi disperati popoli oppressi dalla mia debolezza, dalla mia delegata irresponsabilità della libertà che non so riconoscere e che riconosco solo nelle minacce che riceve

senza comprendere che proprio la mia debolezza, la mia paura, la mia irresponsabilità sono la prima minaccia contro la mia stessa libertà...

Fabio Piselli

Paolo Franceschetti ha detto...

Anonimo delle 10,38.
No non scriverò più.
Scrivi tu visto che sei tanto bravo.

Paolo Franceschetti ha detto...

Anonimo delle 10,38.
No non scriverò più.
Scrivi tu visto che sei tanto bravo.

Paolo Franceschetti ha detto...

Barbagli...
in realtà io dico tutto quello so. Più o meno.
E non è che sappia chissà che.
Ho iniziato a studiare la Cabala, si, ma sono alla lettera 17 (di 22)...

Credimi... non ho queste conoscenze segrete che non metto a disposizione del volgo... :-)

M. Barbagli ha detto...

e vabbeh và, ti credo
:-)

Anonimo ha detto...

Fabio.... ti prego.... sii breve

Portierino ha detto...

Paolo mi puoi dire quali libri stai usando per lo studio della cabala?

Anonimo ha detto...

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

forse non sapete che il post dell'attentato al papa ha passato i 200 commenti.
Pinco e Serpent si scannano da giorni.

Imperdibile!

Pinco Ramone ha detto...

"Pinco e Serpent si scannano da giorni.Imperdibile!"

.."si scannano".....beati voi che vi divertite con poco....

Anonimo ha detto...

A me non sembra proprio che si stiano scannando.
Semplicemente ognuno esprime le proprie idee.

certo però Pinco che un pò di rispetto per chi non la pensa come te non guasterebbe.

Anonimo dell 10.38 ha detto...

franceschetti non scrive più oddio , ora come farò a dormire la notte?

Pinco Ramone ha detto...

ho tutto il rispetto che si deve per chi, in buona fede, non "la pensa" come me, meno per chi pensa che 'scannarsi' sia una cosa divertente.

Anonimo ha detto...

@ Pinco:
Si beh, manco io ho apprezzato il termine.
Mi riferivo al dialogo tra te e Serpent.

l'anonimo di sopra

ps. leggervi non è divertente per niente. E' istruttivo, anche se a volte ci si capisce poco :)

ubuz(at)scitgem ha detto...

non sarà divertente leggervi,
ma non sapete che sollievo.
..e Solange? dov'è?

Mi spiego.
l'altroieri, in una notizia veloce su un tg
(non ricordo quale)
hanno annunciato due vittime in un incidente in umbria.

Potete immaginare come mi son sentito.

Anonimo ha detto...

la libertà di cui parla Piselli è interessante

che ne pensate

utopia o cosa?

Chiara

Paolo Franceschetti ha detto...

Per
ubuz(at)scitgem

:-)

per fortuna noi abitiamo nel Lazio. :-)

novus ha detto...

L'ultima battaglia degli ex Gladiatori di Stay Behind:

http://www.gladio.webdomini.com

Purtroppo, a causa di personaggi poco raccomandabili come Parvus, è dagli anni '20 che non è più possibile fare discorsi seri sul comunismo.

M. Barbagli ha detto...

OT per Paolo:
mi chiedevo: la tua supposizione di veronica lario come sacerdotessa della rosa rossa a quando risale? è recente e legata ai fattucci di cronaca, o è un'idea che avevi già da tempo?
Certo, poi mi verrebbe anche da chiederti alcune delucidazioni a riguardo, per esempio in che maniera hai maturato quest'idea, secondo quali fatti (vedi che non ci dici proprio tutto.... ;-))
ma per il momento mi accontento di poco, sperando che prima o poi uscirà un bell'articolo sulla storia occulta della sig. berlusconi (già la carlizzi ha pubblicato qualcosa)

Anonimo ha detto...

personaggi come piselli sono la manovalanza dei servizi

piselli era degli ossi

Fabio Piselli ha detto...

era tutt'ossi forse...
F

Anonimo ha detto...

Nonostente le vostre gufate il viaggio del Papa si è concluso senza attentati.Le preghiere sono molto più potenti delle vostre interpretazioni dei misteri o poteri occulti.

Anonimo ha detto...

viva lu peepa...

Anonimo ha detto...

vedo dagli interventi, che nonostante gli argomenti sempre "leggerini" è tornato un pò di BUON UMORE, che aiuta a condire i nostri pensieri di qualche minchiata ed anche ad alleggerire lo stomaco...

col pensiero che ho scritto spero di aver contribuio (nel senso che la minchiata l'ho già sparata.. per l'effetto, vedremo)

tornando ai vari interventi:
IL COMUNISMO è stata un'invenzione della massoneria (a ri daje)

È stato il modo più rapido ed efficace di appropriarsi di tutti i poteri e le risorse di una stato attraverso la "rivoluzione".
Un modello evoluto di ciò che era accaduto prima in Francia (perchè in America fù più una guerra d'indipendenza che una rivoluzione) e poi in Russia.

Il primo ostacolo erano i regnanti e le loro famiglie, che dovevano venire sostituiti da un nuovo sistema di potere, non più legato al sangue di una famiglia, ma ad uno stato concepito in una forma più MODERNA... (più giusta forse, ma anche apparentemente più giusta)

Il popolo nella rivoluzione DOVEVA essere il suo alleato, perchè alla fine legittimava il colpo di stato...
In realtà il colpo di stato era già stato pianificato PRIMA, poi il popolo veniva coinvolta attraverso una propaganda di informazione e disinformazione allo stesso tempo, perchè doveva preparare il terreno per i nuovi leader.
ed il terreno andava preparato prima nelle menti del popolo, che se da un lato poteva prendere coscienza di certi suoi diritti, nello stesso momento diventava strumento degli stessi progetti di chi aveva già pensato al poi.

Qual'è veramente la massoneria più potente o più importante al mondo oggi (in senso anche gerarchico del termine)
Il Bilderberg cos'è?

Quali sono i poteri rimasti in piedi da far cadere oggi? quelli che potremmo considerare al pare dei regnanti di Francia al tempo della rivoluzione?

Sono le Banche? che creano TSUNAMI economici di effetto mondiale per far cadere chi? i governi?

In realtà penso che vogliano far cadere noi come popolo, soprattutto come individui, umiliandoci, facendoci perdere il senso delle cose vere, rendendoci sempre più impotenti "dentro".

La paura è il loro strumento primario.
Lo coscienza è la nostra sola difesa.
Anche se paghiamo e pagheremo sempre la nostra ignoranza.

Quindi che ve devo di dì de più?
Beh, forse sono proprio un'incoscente...

un saluto

Paolo Franceschetti ha detto...

Barbagli...
la mia idea nasce dall'informazione che mi dette una persona che ritenevo abbastanza attendbile. Dopodichè sono stato attento alle dichiarazioni che fa, a come appare in pubblico, ecc..., e mi sono convinto che l' informazione deve essere giusta.

M. Barbagli ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

@ Franceschetti

che le donne abbiano e abbbiano sempre voluto "in qualche modo"comandare lo sapeva anche il mio trisavolo.

La "moglie di Cesare" mi pare evidente sia al "vertice" :-)))

Anonimo ha detto...

Nel frattempo sembra che qualcuno abbia scoperto l'identità di Paracelso il commentatore...

Galeazzo Gargiulo ha detto...

Domanda agevolatrice dell'illuminazione: c'era più comunismo nel Medioevo, nell'URSS o nell'America di Nixon?

Anonimo ha detto...

A Gargiulo ...
Una stupenda citazione dar mitico 'monnezza'. Fateve du risate, va.
http://www.youtube.com/watch?v=kORDlKmq2cQ

papalagi.2 ha detto...

CONFERENZA
VENERDI’ 22 MAGGIO 2009
ORE 15,00

SCIE CHIMICHE
cosa stanno facendo, chi e perché?

Apertura e saluti dell’Assessore all’Ambiente Claudio Del Lungo

Ore 15,00 Rosario Marcianò – Ricercatore indipendente
Fondatore e Presidente del Comitato Nazionale Tanker Enemy

Ore 16,15 Giorgio Pattera – Biologo e Giornalista
"Ricerche, analisi di laboratorio e possibili patologie correlate"

Ore 17,15 in collegamento web cam Corrado Penna – Docente in Fisica presso la Scuola Superiore d’Iseo

Ore 17,30 Antonio Sarpieri – Consigliere Comunale
L’esperienza di Savignano sul Rubicone (FC), primo comune in Italia ad aver approvato una mozione sul tema delle scie chimiche

Ore 17,50 in collegamento web cam On. Sandro Brandolini, Senatore della Repubblica
autore delle 3 recenti interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche

Ore 18,00 Angelo Baracca – Docente in Fisica presso l’Università di Firenze
“Scienza e conformismo”

Ore 18,30 Domande del pubblico

Ore 19,00 Chiusura lavori


Conduce e modera: (nome da confermare)

Presso la Sala Convegni di Villa di Rusciano – Assessorato all’Ambiente del Comune di Firenze
Via Benedetto Fortini 37 – Firenze (bus 8-23-32-31-32)

INGRESSO GRATUITO
(logo giglio) COMUNE DI FIRENZE
Assessorato all'Ambiente 055 2625389
Info 366 1816488
stopsciefirenze@libero.it, www.tankerenemy.com

Anonimo ha detto...

"Apertura e saluti dell’Assessore all’Ambiente Claudio Del Lungo"

grande! l'assessore aprirà la conferenza in cui diranno che lo stato ci sta avvelenando con le scie chimiche

Anonimo ha detto...

Davvero? E chi è Paracelso??????

parola da digitare : dotte

Arthur ha detto...

Non sarà mica la fine del blog?
Soltanto magari perchè non è morto il Papa?
Ecco, adesso non sapremo più se la storia della Rosa Rossa era vera, non sapremo più se Umberto Eco è un rosacroce, non capiremo se la dott.sa Nassauto partorirà "il Consolatore" non riuscirò più a vedere la Signorina Stefania ad una conferenza e nemmeno riuscirò mai a vedere la Signorina Solange che il buon(?) Piselli dice di essere donna dolcissima.
E mi mancherà anche il buon(?) Serpent con i suoi kundalini rialzati e tutti i chakra aperti.

Spero questa sia solo una pausa riflessiva o comunque in caso contrario che sia motivata da qualche scelta più apprezzabile.
Ad ogni modo spero che non siate morti.

Con simpatia

Arthur II

Anonimo ha detto...

Che tristezza

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Franceschetti,
spero perdonerà questo mio intervento OT ma non saprei dove altro postare. Sono un ex redattore del sito "luogocomune.net" e desidero segnalarle un articolo che vorrei davvero leggesse, anche perchè una parte del suddetto la riguarda da vicino.

In realtà, le sto scrivendo perchè avrei una richiesta che forse potrà trovare curiosa: mi piacerebbe che lei pubblicasse l'articolo in questione o quanto meno scrivesse un articolo per commentarlo.

Nonostante infatti non possa condividerne le sue conclusioni, sono costretto a prendere atto della realtà di tutte le sue premesse. Le considerazioni li descritte illustrano purtroppo una forma mentis che si sta delineando e che si ripete con inquietante monotonia. Sono le stesse motivazioni che ho sperimentato dolorosamente e che mi hanno fatto allontanare dalla mia attività di redattore, e che praticamente hanno disintegrato un'intera redazione.

Legggendo quell'articolo ho pensato che se c'è una persona in grado di pubblicarlo, di farci una riflessione sopra e magari di far riflettere anche gli altri... Una persona moderata e senza un superego che gli faccia storcere il naso, quella è proprio lei Dottor Franceschetti. Il mio in effetti è più un appello che una richiesta.

Questo articolo dovrebbe essere un motivo di riflessione per tanti, e tutti quelli che si occupano di controinformazione dovrebbero esporlo nei loro siti come ammonimento, ma nessuno lo farà.

Ho conosciuto l'autore dell'articolo quando arrivò entrò a far parte della redazione di luogocomune e ne vidi il silenzioso addio seguito poi dal mio e da quello di molti altri.

Come le ripeto, non condivido tutte le conclusioni a cui è giunto, ma di certo descrive alla perfezione una situazione reale che ha causato la scomparsa di articoli e commenti da parte di tante persone in gamba che avevano una grande ricchezza da condividere, lasciando spazio a rabbiosi branchi di mentalità mediocri.

Anche se le danno del pazzo, Dottor Franceschetti, lei è la persona più equilibrata che ho letto nell'ultimo anno; le sue risposte anche a chi la attacca violentemente dimostrano sempre una profondità di pensiero e un rispetto verso ogni interlocutore non comuni. Per questo credo che sia lei la persona che potrebbe più di altri operare un'autocritica davvero costruttiva in grado di dare una spinta verso l'alto che faccia luce nel torbido della mediocrità.

L'articolo è questo: http://cronachedamileto.blogspot.com/2009/05/del-perche-il-blog-chiude-ovvero-di.html

La ringrazio per avermi ascoltato, le porgo i miei più cordiali saluti e il mio ringraziamento per quanto sta facendo.

un ex-redattore di luogocomune

Anonimo ha detto...

@ un ex-redattore di luogocomune

avevi ragione su Franceschetti fino a qualche tempo fa. Ora, se rileggi i suoi ultimi scritti (sia post che commenti) ti accorgerai che sta diventando sempre più simile a quelle persone per le quali te ne sei andato dalla redazione e cioè, se ho capito bene, mentalità del tipo: o con me o sei un debunker prezzolato ecc.

Comunque, a parte il Franceschetti, perchè tu e gli altri che se ne sono andati non mettete in piedi un'altra redazione più seria visto che luogocomune è diventato quello che è?

Paolo Franceschetti ha detto...

Ex redattore di luogocomune...

ho letto l'articolo e in parte dice cose giuste.

Per quel che mi riguarda, ho da dire questo.

Il tipo in questione era intervenuto nel nostro forum con il nick paracelso. Lo ammette lui stesso nell'articolo in questione.

Quando Paracelso interveniva in questo blog in genere non gli rispondevo, o rispondevo con delle battute, perchè avevo capito che voleva solo provocare.
Ora con l'articolo in questione l'ha anche ammesso.

Quindi francamente non riesco a capire di cosa si lamenti.

In pratica si lamenta perchè è stato trattato da debunker, quando poi lui stesso ammette di essere un debunker, cioè un disturbatore che interviene nei forum solo per diturbare.

Perdonami, redattore di luogocomune... ma cosa dovrei commentare? Mi pare che la cosa si commenti da sè.
E se rivai a leggerti i commenti lasciati da Paracelso in questi ultimi tempi vedrai che anche le sue domande e provocazioni si commentavano da sole. E capirai perchè non gli rispondevamo.

Paolo Franceschetti ha detto...

Aggiungo un'altra considerazione di ordine generale.

E' vero... noi della controinformazione spesso ci scanniamo tra noi.
Il problema è esattamente quello che sottolinea l'autore, Giorgio Mattiuzzo. E la situazione che lui descrive è reale.

Il problema ulteriore è che lui non si rende conto che è parte del problema.

Le liti e le discussioni ci sono perchè se uno di noi pensa di avere la verità rivelata, e che tutti gli altri sbaglino, allora nasce un problema.

Mi spiego con degli esempi.

Io ho delle mie idee. Se poi leggo icke, il quale dice - a mio parere - 80 cose vere e 20 sbagliate, prime tre tutti quella dei rettiliani, non posso scagliarmi contro icke per la sua teoria dei rettiliani.
Specialmente perchè non sono in grado di controllare la veridicità della teoria.

Quindi per cercare di progredire e di andare avanti occorre prendere le cose positive dell'altro, e non curarsi di quelle negative.
Altrimenti il rischio è che si perda tempo a discutere e litigare sulla singola cosa su cui non siamo d'accordo, tralasciando di operare per risolvere le 80 su cui siamo d'accordo.

Mattiuzzo invece, ad ogni mio articolo su comedonchisciotte, ad esempio, perdeva tempo ad insultarmi, criticarmi, darmi dell'esaltato, ecc...

Ecco, se invece di insultare gli altri per le parti che non condividiamo, valorizzassimo quelle che condividiamo, senz'altro il mondo della controinformazione potrebbe fare molti passi avanti.

Lasciando quindi gli altri liberi di credere agli UFo, agli angeli, ai rettiliani, e tutto ciò che a noi sembra una sciocchezza, nella consapevolezza che magari alcune cose potrebbero non essere una sciocchezza, e nella consapevolezza che non abbiamo noi una conoscenza infinita.

Matteo 5.3-12 ha detto...

Queste sono le parole che dovrebbero muovere l'animo degli uomini.
Non importa chi le abbia dette è il messaggio che conta.


"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli."

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Dov'è, precisamente, che avrei insultato qualcuno?

Gradirei link diretto e citazione virgolettata, se non è troppo disturbo.

Io non ricordo di aver mai insultato nessuno.

Paolo Franceschetti ha detto...

Mattiuzzo...

non ricordo esattamente. Mi ricordo un mat 621 (o 612) che su Don chisciotte mi dava regolarmente del matto o dell'esaltato.

Se non eri tu ti chiedo scusa.

Ma il senso del mio discorso non cambia.

Paolo Franceschetti ha detto...

Riporto un passo dell'articolo di Mattiuzzo:

il mio blog sarebbe approdato a "uno stucchevole cospirazionismo fuffaro e marcato da un'evidente retrogusto di bigottismo vetero-cattolico, con pesanti scivoloni ben oltre il limite del ridicolo"

Poi mi domanda dove mai ha insultato qualcuno. Così candidamente.

Non vado di certo a ripescare gli articoli del passato... ma con un giudizio simile su di me, non credo di ricordare male se la mia mente ha presente solo insulti e commenti ridicolizzanti.

Anonimo ha detto...

Non mi sembrano insulti.
Mi sembra più una critica dura ma non offensiva.

Paolo Franceschetti ha detto...

anonimo...

offensiva non è.

Ma certo è che "ridicolo" è un insulto, non una critica.
Stucchevole anche.

Poi, da parte mia non mi offendo di certo.

Se fossi un tipo suscettibile non scriverei le cose che scrivo, per evitare insulti anche peggiori di questo.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Franceschetti,

la ringrazio per la risposta; credo tuttavia di non essere riuscito a comunicare correttamente il mio pensiero. Almeno ho questa impressione dalle risposte che mi ha dato.

Leggendo anche le altre sue risposte, la prego, non si faccia accecare lei è sempre stato molto obiettivo. Se ha letto tutto l'articolo di Mattiuzzo si ricorderà che ha anche detto che all'inizio ha seguito molto il suo blog e i suoi articoli. Non prenda solo la parte in cui le rivolge delle critiche feroci, non sarebbe corretto.

Comunque, come le ho detto, non condivido tutte le conclusioni a cui è arrivato Matiuzzo, ma come ha riconosciuto lei stesso, presenta una situazione che inngabilmente si è creata (parlo nei termini generali e non solo relativi al suo blog).

Quando mi chiede: "cosa dovrei commentare?" capisco che forse c'è stato un fraintendimento.

La cosa importante che emerge dall'articolo di Mattiuzzo, non è tanto lo scontro tra quelli che fanno controinformazione e che lei ha citato, ma il fatto che tra i lettori e quelli che seguono questi siti si sono create fazioni di tifoserie acritiche che inveiscono contro ogni persona che osa portare una critica. Cosa che invece in passato è sempre servita a far crescere un sito perchè portava a discussioni spesso costruttive. Il degrado cioè della qualità dei commenti, la discesa in rissa, e la chiusura in posizioni fideistiche o preconcette è quanto sta distruggendo tutta la controinformazione e da parte mia, posso dirle che l'aspetto più inquietante di queste vicende è la constatazione che spesso proprio i responsabili di molti di questi siti sembrano non rendersi conto di quello che succede e cominciano a seguire i lettori che danno loro ragione alimentando così lo "spirito di corpo".

Ecco perchè ritenevo importante una riflessione su di un articolo che a mio modesto modo di vedere ha molti punti che meriterebbero di essere discussi. Anche se come torno a ripetere, non ne condivido tutte le conclusioni.

Più paura delle menti deboli che urlano: fascisti, antiamericani, pazzi, cretini, visionari, complottisti, mi fa paura la mediocrità di quelli che rifugiandosi in un altro branco gli si oppongono ringhiando in modo del tutto identico.

Mi perdoni se ho voluto disturbarla ancora.

un ex-redattore di luogocomune

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

non ricordo esattamente. Mi ricordo un mat 621 (o 612) che su Don chisciotte mi dava regolarmente del matto o dell'esaltato.
Come volevasi dimostrare. Ovviamente non ero io. E anche se lo fossi stato non si sa dove e quali insulti, perché non se lo ricorda. Andiamo bene.


Se non eri tu ti chiedo scusa.
Tanto le scuse non costano niente. Però se non ero qui a leggere i commenti e a pretendere di sapere in base a cosa mi accusava, tutti avrebbero saputo che io su CDC la insulto.


Ma il senso del mio discorso non cambia.
Ah no? Secondo lei tra “Mattiuzzo la insultava” e “Mattiuzzo non la insultava” non c'è differenza? Per me sì. E credo per qualsiasi persona dotata di raziocinio.

Sarebbe anche ora di smetterla di accusare a destra e a manca di qualunque cosa senza avere il minimo straccio di prova. Vi ho appena dimostrato che accusate senza motivo e senza senso la gente di essere pagata per postare, ma non avete almeno il buon senso di fermarvi a riflettere almeno di fronte a me?


Poi mi domanda dove mai ha insultato qualcuno. Così candidamente.
Lei mi ha accusato di offenderla su CDC, io le ho chiesto dove di preciso: salta fuori che non lo sa e che comunque non ero io. E certo che glielo candidamente! Poi tira fuori un mio articolo del mio blog in cui parlo di complottismo fuffaro e lei usa questo come dimostrazione dei miei insulti su CDC: l'ho già chiesto alla signora Mafredi e lo chiedo anche a lei: ma è così che funzionano i tribunali italiani? Siete tutti così nell'ambiente? Anzi, lei è pure un accademico, dovrebbe essere uno dei migliori... e ci credo che in Italia non arrestano mai nessuno!

Mi dica un po'... quando è uscito un articolo secondo cui il laboratorio del Gran Sasso aveva materiale radioattivo ed è stato spiegato in lungo ed in largo che non era così, perché non è stato detto “abbiamo sbagliato”? No, giammai! Testa bassa e dritti per la strada del complotto.

Perché prima di scrivere un post oltre i limiti della fantascienza sul cannibalismo, non ha pensato e ponderato, salvo poi arrivare – mesi dopo – all'OVVIA conclusione cui tutti sarebbero arrivati?

Questo è complottismo fuffaro. Si potrà ben dire almeno questo? E' lecito criticare almeno i contenuti di quello che si legge? No, perché altrimenti torno a leggere Repubblica e Corriere.


ma con un giudizio simile su di me, non credo di ricordare male se la mia mente ha presente solo insulti e commenti ridicolizzanti.
E invece non solo ricorda male, ma non ero nemmeno io quello. Semplicemente lei ha preso due nomi che per coincidenza assonavano e ne ha ricavato la “prova” che ero io. Un po' come quando gioca con i numeri fino a far spuntare il 13 e cerca tutte le parole con la RR o la RC e ci trova i cannibali assassini.

Non sono io che la insulto, è lei che fa danno alla propria intelligenza.

Anonimo ha detto...

"Perché prima di scrivere un post oltre i limiti della fantascienza sul cannibalismo, non ha pensato e ponderato, salvo poi arrivare – mesi dopo – all'OVVIA conclusione cui tutti sarebbero arrivati?"


Oddio, veramente le conclusioni a cui si è arrivati sono che Franceschetti ci aveva preso alla prima e che la stupidaggine è stata quella di fare dietrofront e difendere quelle donne.
Mattiuzzo, segui meglio, vah.

Se giochi a fare il debunker poi di che ti lamenti se vieni trattato come tale?
Io me li ricordo bene i commenti acidi, viscidi, insinuanti di "Paracelso" e mi ricordo i conati di vomito che mi provocavano.
Guarda che i lettori di questo blog non sono mica tutti scemi, eh?

A casa mia se uno mi desse dello stucchevole e mi dicesse che vado ben oltre il ridicolo io mi incazzerei e di brutto.
Non capisco come Franceschetti riesca a starsene tanto tranquillo, sarà che è buddista...

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Anonimo, la situazione con le due donne e il caso Pacciani ha superato di alcune leghe il confine della sanità mentale. Credo di non aver mai letto tante baggianate come in quei commenti. Io mi sono limitato a considerare l'ultimo passo prima del baratro. Dopo, non ho avuto il coraggio di spingermi.

Ti ricordo però che io la parola "stucchevole" l'ho usata a casa mia, nel mio blog, quindi se devi muovere una critica falla seria. Ah, no dimenticavo, qui dentro non si usa.

Sul fatto di incazzarsi, anche io mi incazzerei, se venissi coglionato in questa maniera. Mi incazzerei parecchio se avessi scritto un articolo per spiegare perché Paracelso è pagato dalla Cia; mi incazzerei parecchio se nel mio sito avessi riportato quell'articolo e scoprissi che era un grumo di cazzate.

Queste sono le umane reazioni a dei fatti, che purtroppo non cambiano la sostanza di quello che è successo.

Solange Manfredi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Solange Manfredi ha detto...

Un chiarimento


Ho sempre risposto punto per punto a chi poneva domande, o sollevava critiche, a due condizioni: che dalle domande il lettore dimostrasse di aver letto l’articolo e che le critiche fossero motivate. Alle critiche o accuse tanto generiche quanto inutili non rispondo, non ritenendo di poter rispondere al nulla.

Vi sono poi dei lettori che leggono ed interpretano l’articolo streavolgendone il significato. Che rispondere al lettore che ha letto e non capito cosa ha letto? Nulla.


Mattiuzzo, anche in questo intervento e per l’ennesima volta, ripete:

Mi dica un po'... quando è uscito un articolo secondo cui il laboratorio del Gran Sasso aveva materiale radioattivo ed è stato spiegato in lungo ed in largo che non era così, perché non è stato detto “abbiamo sbagliato”? No, giammai! Testa bassa e dritti per la strada del complotto.

La sua affermazione dimostra che ha letto l’articolo e ne ha dato una sua interpretazione.

Nell’articolo io ho scritto:


”Quanto materiale chimico, radioattivo, nucleare era presente nei laboratori al momento del sisma? Quali esperimenti erano in corso? Ma sopratutto quali e quanti danni ha subito la struttura? Perché i media non fanno un solo cenno a tutto ciò? Interi paesi sono distrutti, l'Aquila è una città fantasma e del più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo, situato a 1400 metri di profondità sotto il Gran Sasso, zona colpita dal sisma, non si dice nulla? Se le strutture hanno retto perché non dirlo? Cosa successo a 1400 metri di profondità?....
Perché nessuno ne parla? Cosa è successo a quelle strutture? Sono state danneggiate? Ci possono essere state fuoriuscite di materiale radioattivo?”


Come si può leggere io non ho affermato quanto scritto a Mattiuzzo, ho fatto delle domande (a cui oggi, peraltro, non è giunta risposta), ma lui ha liberamente interpretato. Che rispondere a chi non ha capito cosa ha letto e poi pretende, con arroganza e supponenza, scuse per ciò che non è stato scritto?
Nulla.

Come dicevo, ad inizio commento, il minino che si richiede al lettore che pone domande è che abbia letto l’articolo e capito cosa c'è scritto.

giorgio treviri ha detto...

almeno lei, al contrario di tanti viscidi, schifosi e insulsi anonimi ha deciso di firmarsi e di metterci la faccia. già questo è un segnale positivo. le consiglierei solo di tentare la via costruttiva e non quella distruttiva, dato che la ritengo persona ragionevole, dopo aver seguito il suo blog Cronache da Mileto.
Proporrei di accantonare la disputa controinformazione/informazione o complottista/debunker.
Ma è mai possibile che l'unità vada sempre scissa?
L'informazione è UNA sola, così come la verità.

un saluto a tutti
giorgio

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Dott. Manfredi (chiedo scusa se prima l'ho chiamata signora, non voleva essere una presa in giro) mi pare che lei cerchi di ciurlare nel manico. Vuole giocare alle citazioni? Va bene. Appena prima di quello che ha citato lei, sta scritto:

“Detti laboratori sono di proprietà dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). In cosa consistano questi esperimenti è facile immaginarlo trattandosi di FISICA NUCLEARE”.

Siccome credo di sapere qualcosa riguardo allo scrivere e a come far passare certi concetti invece di altri, non credo di doverle spiegare che quella frase significa “ommioddio c'è materiale fissile aiuto moriremo tutti!” Non stiamo a raccontarci bubbole tra di noi: quello voleva essere un allarme riguardo ad una presunta fuga di materiale radioattivo non comunicata al pubblico.

Poi lei (si) cita “Quanto materiale chimico, radioattivo, nucleare era presente nei laboratori al momento del sisma?”. Io le spiegai già allora che parlare di materiale “chimico” o “nucleare” non significa niente. Anzi, meglio: significa TUTTO, perché tutta la materia è “chimica” e tutta la materia è fatta di atomi dotati di nucleo, quindi è nucleare. Per quanto riguarda il materiale radioattivo, sia io che altri le hanno spiegato che lì di materiale radioattivo non ce n'era né poco né punto, perché la radioattività è il primo nemico di quel laboratorio. Vox clamantis in deserto.

Le ho anche consigliato di fare – se proprio doveva – un pensierino riguardo all'ospedale, che di materiale radioattivo, tossico e pericoloso per la salute ne ha molto di più che non il laboratorio, ma anche qui niente da fare, sordità più totale.

Come vede io leggo, muovo critiche e mi ricordo anche come si evolvono le discussioni. Poi voi fate quello che volete. Scrivete tutto quello che vi pare. Ma per cortesia, non prendetevela con chi vi fa notare le cose.

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Giorgio, la ringrazio molto per la comprensione e la benevolenza. Prometto che raggiungerò la verità che è una sola al più presto. Appena il mio pusher torna dalle ferie.

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Oh sì, dimenticavo di ricordare le conclusioni del famigerato articolo:

Dunque, nella zona colpita dal terremoto ci sono:

- il più grande laboratorio sotterraneo di fisica NUCLEARE del mondo;


Chi è che non capisce gli articoli?

Solange Manfredi ha detto...

Come volevasi dimostrare è assolutamente inutile rispondere a chi interpreta liberamente lo scritto.

Fanno tutto da soli. Danno allo scritto un significato che non ha, lo contestano, danno la loro verità e poi si offendono se non viene loro data alcuna risposta. Insomma.......sono autosufficienti :-)



Tale modalità mi ricorda alcune scenette tipiche in cui lui dice: “tesoro come sei bella oggi"
e lei: "ecco, era qui che ti volevo, dimmelo allora che non ti piaccio più"
e lui: " no tesoro, ti ho detto che sei proprio bella"
m a lei non molla: " lo so, ti conosco, era altro che volevi dire, credi sia cretina? Cosa vuol dire come sei bella oggi? Eh? Vuol dire che gli altri giorni non ti piaccio, ecco cosa vuol dire! Ed anche oggi la tua affermazione, il tuo tono ironico, dimmelo, credi proprio sia cretina?", ecc..

L'unica soluzione per il malcapitato, che non vuole partecipare all'assurdo gioco, è restare in silenzio.

Ecco spiegato perché ad alcuni lettori non si risponde mai.

Paolo Franceschetti ha detto...

Ex redattore...

a me non pare di ringhiare. Anche perchè caratterialmente non provo rabbia o odio neanche per Riina, o per Gelli. Se un fenomeno esiste cerco di spiegarmelo.

Che poi ci siano persone che seguono faziosamente e acriticamente alcune posizioni purtroppo è un fenomeno che non si può eliminare.

Per quanto mi riguarda cerco sempre di sostenere il confronto costruttivo e evito di scendere in polemiche.
Ad esempio, ho fatto di recente una convegno con rosario marcianò. Dal momento che nella pausa pranzo mi sono fermato a ridere e scherzare con Paolo Attivissimo e alcuni colleghi, Marcianò mi ha accusato di essere un disinformatore e ha scritto nel suo sito un intero articolo contro di me.

Poi abbiamo il sito di Sandro Pascucci, di disinformazione, che mi ha preso di mira per altri motivi.

Bene.
Siccome ritengo che queste persone siano in buona fede e svolgano un compito positivo, non entro in conflitto con loro e non perdo tempo a rispondergli.
Anzi.
Se in futuro capiterà collaborerà anche con loro di nuovo.

Se loro facessero altrettanto senz'altro la nostra azione sarebbe rafforzata, ma purtroppo non lo capiscono.

Che devo dire? Che purtroppo è un fenomeno naturale.

L'articolo di mattiuzzo invece non lo avrei commentato, se lei non me lo avesse chiesto, per il semplice fatto che Mattiuzzo stravolge sistematicamente il contenuto di ciò che uno scrive.

Due esempi.
Poco fa ha citato il pranzo nella villa degli orrori, non capendo che (come invece ha giustamente rilevato un lettore) era il primo articolo quello giusto, non il secondo. La cazzata l'ho fatta con il secondo articolo.
Ma lui questo non lo vuole capire.

Cita il mio articolo sulle scie chimiche.
Ma lo cita male e ne ha stravolto il senso, perchp ovviamente non ho detto che qualunque perosna critichi marcianò sia in mala fede.
Il senso dell'articolo era: tutto il caos attorno a questo argomento, induce a pensare che sia un argomento caldo. E molte critiche sembrano decisamente in mala fede.

Tutto qui. Non ho certo fatto il suo nome, nè fatto di tutta un'erba un fascio.

Quindi evito di discutere con gente simile, perchè ritengo che sia questo atteggiamento la causa delle divisioni.

Credo che la prova che io non sia una persona che aderisce acriticamente ad una tesi e non accetta contraddittori lo dimostra il fatto che lascio ogni genere di commento dalle critiche vere, agli insulti. Anche le minacce di morte abbiamo lasciato.

Ma certamente non mi si può chiedere di intavolare una discussione con tutti, e specialmente con una persona che non capisce neanche quello che scrivo.

Anonimo ha detto...

tutti a cercare il pelo nell'uovo, ma il senso ultimo di quello che è successo non sfugge alle persone intelligenti.

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

E così, chi non è d'accordo, è stupido e non sa leggere quello che voi scrivete. E il bello che con questa mentalità da eretici medievali avete pure la pretesa di fare informazione ed insegnare agli altri come va il mondo.

Continuate pure a bearvi delle vostre convinzioni.

Penso però che per mantenermi mi darò alla carriera criminale: se tutti gli uomini di legge sono come voi, col cazzo che mi prenderanno mai. Mi basterà firmare i colpi con lo pseudonimo "Lenin" e tutti penseranno subito a qualche comunista dei centri sociali e non arriveranno mai alla mia identità.

Saluti

Anonimo ha detto...

Tutto questo si verifica per un solo dannato motivo (e infatti "dannati" siamo), cioè che quasi nessuno, qua dentro, in questo Acquario digitale, ci mette la sua persona, la sua storia, quasi nessuno racconta qualcosa di sè, utilizza il proprio sentire e la propria vita come gancio per parlare agli altri. Tutti a fare i "ricercatori", gli indagatori dell'occulto, dell'incubo, delle menate di caxxxo, e nessuno sa nulla di nessuno. La Rete cambierebbe domani, se i Franceschetti, i Mazzucco, i Grillo, i Barnard, i Blondet etc etc etc, oltre a parlarci degli affaracci di questo mondaccio, oltre a confessare ogni tanto qualche loro angolo intimo, ma senza scoprirsi mai troppo (blondet per esempio, ma anche franceschetti)... se domani, dicevo, tutti noi decidessimo di comunicare, e non solo di straparlare... Sapete chi comunica per davvero in rete, chi fa qualcosa (magari senza averne coscienza) per questo mondo, chi lo migliora ? Le sedicenni piccole piccole, coi loro piccoli blog assolutamente veri e genuini. Non parlano di nuovo ordine mondiale perchè non sono state ancora prese per il culo al punto da usare le parole stesse che il regime ha creato all'uopo... ma parlano invece del loro specchio sopra il loro cesso, e della scuola, e degli amici, e della solitudine, e dell'amore. Non dico che Grillo o Barnard o Mazzucco o altri devono diventare domani dei sedicenni imberbi, dico che dovrebbero, secondo me, sintonizzarsi sul bisogno di umana comunicazione che c'è, e che trasuda in rete, bisogno che non viene affatto soddisfatto da questi Fari della controinforma-gione. Controinforma-le-gione...

Dovremmo [ma naturalmente ognuno è libero di non sentirsi affatto in dovere] essere tutti un po' padri e figli a vicenda, e invece siamo "in gara". Ancora poco e saremo in gara a chi chiude per ultimo il suo "spazio" virtuale...

Uno un po' diverso secondo me sei tu, Piselli. Tu sei stato in grado, via via, di aprire il tuo cuore ai lettori. Di raccontare la tua vita, le tue giornate, le tue paure, le tue speranze. Ti apprezzo moltissimo. A tutti gli altri, a moltissimi altri, dico di riflettere un po'. Se l'umanità sta ingannando se stessa, e sta producendo ingannatori, è perchè ha smesso di Comunicare. Sì, con la "c" maiuscola.


Innocent

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Franceschetti,
la ringrazio nuovamente per avermi dedicato il suo tempo; ho compreso un pò meglio il suo pensiero riguardo a questa faccenda anche se mi sto rendendo conto di quanto facilmente si arriva a equivocare parlando di questo argomento (ho la sensazione che stiamo parlando di cose diverse)

Non mi sono riferito a lei quando ho parlato di quelli che ringhiano, ci mancherebbe, so bene che lei non ha mai ringhiato contro nessuno.

Purtroppo, leggendo gli interventi di Mattiuzzo si è investiti dall'arroganza che sta usando e da tutta una serie di preconcetti che però non smette di cucire addosso agli altri.

Questo non mi fa piacere perchè io ho conosciuto un Mattiuzzo diverso e anche se posso comprendere in parte la sua frustrazione e la sua rabbia, ho notato da un pezzo questo cambio di rotta e questo suo atteggiamento supponente e intollerante.

Come le ho detto però, ha centrato un punto importante nel suo articolo/riflessione e qui sento di doverle chiedere io scusa se mi ero forse illuso, che lei prendesse a cuore la questione.

In effetti ha ragione quando dice che certi fenomeni non si possono eliminare perchè ci sarà sempre chi assume posizioni acritiche e fideistiche

Purtroppo il mio timore, e da qui forse l'ingenua idea che mi ha spinto a scriverle, è che ci sia più di "qualcuno" che alla fine si crei appunto un branco in grado di allontanare le persone che il cervello lo usano ancora e che non si trovano troppo bene in mezzo a una massa violenta e urlante.

Portare avanti un lavoro in cui si cerca la verità non è facile e non devo certo dirle a lei queste cose; la gente stessa che si vorrebbe aiutare condividendo ciò che magari si conosce, rischia di essere quella che poi ti punta il coltello alla gola. Ho visto vaporizzarsi una redazione di persone in gamba animate da un autentico spirito di ricerca e di sacrificio dato che ognuno dava ciò che poteva senza mai chiedere nulla in cambio; ho visto anche il propietario di quel sito che tanto ha fatto di buono per tanti, non rendersi nemmeno conto di quello che è successo e continuare a testa bassa preferendo i pochi fanatici che gli sono rimasti e che fanno uno sterile tifo dalla mattina alla sera, senza preoccuparsi di capire mai che fine ha fatto tutta quella gente (spesso semplici lettori e commentatori) che in un recente passato tanto aveva contribuito a creare un sito di persone che davano a chi leggeva un'autentica ricchezza di informazioni e di pensiero.

Il branco che ringhia vince perchè dove prende posizione allontana le persone sensibili e in grado di proferire pensieri ragionati, che non amano mischiarsi dove c'è violenza, arroganza, incoerenza e ottusità. Ma il branco si ingrandisce, si moltiplica, prende possesso di un sito dopo l'altro. Le persone miti se ne vanno in silenzio e nessuno se ne accorge, spesso sono gli stessi propietari a diventare dei capobranco.

Lei ha citato Marcianò; che dopo essere diventato il più conosciuto attivista sulle scie chimiche si è messo a ringhiare contro tutto e contro tutti in modo assurdo e incontrollato ottenendo l'effetto di far calare non solo su di lui ma su tutto l'argomento “scie” un manto di ridicolaggine, tanto da aver alimentato in alcuni dei dubbi più che giustificati che il vero disinformatore alla fine sia proprio lui. Marcianò è preso ad esempio dalle persone che vorrebbero sotterrare questo problema per dimostrare quanto sia cretino l'argomento e chi ci crede; e il fatto che non sia mai stato in grado di fare un passo indietro ma si dedichi ad aizzare continuamente il suo branco abbaiando a casaccio e senza pensare mai è quantomeno sospetto. O è congenitamente incapace di pensare e riflettere sull'assurdita delle sue azioni o è davvero un disinformatore al lavoro.

(...continua nel commento successivo...)

Anonimo ha detto...

(... continuazione ...)

Per il discorso signoraggio è lo stesso; un argomento serio, quello della moneta, che meriterebbe di essere compreso dalla gente si è trasformato in un movimento fideistico di scalmanati che non hanno capito niente e che alla fine stanno facendo proprio il gioco di quelli che secondo loro stanno combattendo.

Queste forse erano le riflessioni che speravo nascessero dall'articolo di Mattiuzzo; ma è pur vero che lei Dottor Franceschetti che può fare? Forse è soltanto la mia delusione nel vedere che anche questo blog, che reputavo una luce nel caos, anche per la qualità e pacatezza dei commenti che vi apparivano, sta velocemente scivolando nel gorgo delle tifoserie.

Forse è così che devono andare le cose; forse è per questo che alla fine, le persone di buona volontà rimangono sole e per questo sono più vulnerabili. Forse questa è semplicemente la storia del mondo. Forse il male si fa forte della cecità di tanti. Forse è semplicemente un'utopia credere che le persone smettano di essere "gente" e diventino "Uomo".

Le auguro ogni bene, davvero, e perdoni quest'intrusione. Probabilmente non ho compreso che lei fa quel che può, e poi le cose vadano come devono andare. Ciò che a volte mi blocca dal comprendere questa filosofia è un senso di giustizia negata che mi attanaglia lo stomaco; in questo, non posso che invidiare il suo Buddismo.

un ex-redattore di luogocomune

Santaruina ha detto...

chiedo scusa per il messaggio ad presonam.

per l'ex-redattore di luogocomune: spero ti renderai conto che non è il massimo il postare da anonimi tra i commenti di un blog raccontando le vicende riservate di un gruppo di cui hai fatto parte.

Questo senza entrare nel merito del contenuto.

A presto

Anonimo ha detto...

@ Santaruina

Ti ringrazio per la lezione di comportamento anche se onestamente la trovo fuori luogo.

Ho parlato sempre in termini generali, non ho raccontato vicende specifiche di nessuno ne ho fatto nomi; l'unica cosa riconducibile a osservazioni legate a un nome è quando ho affermato di aver conosciuto un Matiuzzo diverso.

Ma non credo di aver mancato di rispetto, ho solo voluto portare acqua al suo mulino per centrare l'attenzione sui concetti da lui espressi.

un ex-redattore di luogocomune

Paolo Franceschetti ha detto...

ex redattore...

dice che si era illuso che io prendessi a cuore la questione.

Vede. Io la prendo a cuore.
Anzi. A dirla tutta è il mio pensiero costante e fra poco farò un articolo su un argomento molto affine.

Ma purtroppo non posso prederla a cuore nel senso che forse vorrebbe lei. La prendo a cuore cercando io stesso di comportarmi come vorrei che si comportassero anche gli altri.

E di più non posso fare.

Cerco di non creare proseliti senza senso critico. E cerco di rapportarmi con persone pensanti anche in dissenso.
Lo faccio cercando di non censurare nessuno nel blog e nel forum, a prezzo di trovarmi minacce, disturbatori, ecc...

E lascio spazio a tutti e ad ogni dibattito.

Cerco di rispondere a tutti, ma ovviamente se capisco che uno vuole solo provocare non rispondo. E questo era il caso di mattiuzzo.

Mattiuzzo se ne è andato dalla redazione semplicemente perchè non ammette le divergenze e non ammette chi la pensa diversamente da lui. E uno così non potrebbe stare con nessuno tranne che con se stesso.

E' molto difficile trovare persone che possano collaborare su un progetto comune di miglioramento della società, se queste sono in disaccordo su parecchi punti.

La questione mi sta talmente a cuore che, anzichè replicare all'articolo di Mattiuzzo (come mi ha proposto anche il sito comedonchisciotte) non replicherò.

Se scriverò qualcosa di decente lo pubblicherò; e lascerò i suoi interventi che ci dovessero essere su questo spazio.

Ad esempio se lei va sul mio blog, nella sezione dei link consigliati, troverà anche il link di mattiuzzo. Che sta li da mesi, anche quando mi ero accorto dei suoi attacchi su comedonchisciotte.
trovavo il suo sito interessante e divertente.

Ma eviterò di entrare in polemica con lui, altrimenti dovrei dirgli pubblicamenre in un altro articolo che lo ritengo un intollerante, e che è grazie a quelli come lui se le redazioni si sfasciano.

Inoltre dovrei sottolineare tutte le idiozie e le cose sbaglaite che ha detto su di me.
Ma a che servirebbe?

ecco. Proprio perchè la questione mi sta a cuore, mi concentro sulle cose positive, anzichè incunearmi in una polemica sterile che non farebbe evolvere nè me, nè lui, nè tantomeno i lettori.

Paolo Franceschetti ha detto...

Aggiungo...

cosa posso fare?

Non mettermi in polemica con marcianò ma continuare a valorizzarne gli aspetti positivi.

ora ad esempio sono entrato in una polemica feroce con la carlizzi come può vedere.
Ma qui la questione è diversa...

Qui non c'è solo una differenza di vedute. Qui c'è il problema di eventuali depistaggi; c'è il problema che potrebbe anche essere che sia la mandante di un mio tentato omicidio...

Ma nonostante questi sospetti di una gravità assoluta, sono pronto non solo a ricredermi quando la Carlizzi mi voglia dimostrare il contrario, ma d'ora in poi (avendo detto tutto quello che penso, fino ai limiti della querela penale cercata) cesserò la polemica.
E nonostante questi sospetti lascierò che scriva sul mio blog e sul forum, e magari, se dirò qualcosa di positivo, lo evidenzierò pure.

Del resto nel mio blog compaiono anche i consigli ai libri di Travaglio, o il link al sito di Di Pietro, cioè persone dentro al sistema, e che io ritengo pericolose.

Si figuri se posso entrare in polemica con Mattiuzzo.

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Così adesso Franceschetti sa anche come e perché la redazione di LC si è disfata. Non solo, ma ha anche capito che è stata colpa mia, addirittura.

Sarebbe questo il suo metodo, Franceschetti? Ascoltare quello che dice un anonimo, rielabolarlo a piacere e trarne le conclusioni riflesse sull'intera società?

Confermo che lei fa solo del complottismo fuffaro e oltre il ridicolo.

*****

Federico, come ti ha già detto Santaruina, quello che hai fatto non solo è poco elegante, è anche privo di senso.

Inoltre, puoi ben vedere come vengono utilizzate le cose che hai detto.

Complimenti, bravo. Sarai anche bravo coi salamelecchi e io sarò anche uno stronzo, ma almeno io sono uno stronzo corretto.

E ricorda che un buon tacer non fu mai detto.

Anonimo ha detto...

Gentile Giorgio Mattiuzzo,

se il Dott. Paolo Franceschetti ha equivocato il senso dei miei scritti, lei li ha completamente stravolti.

Per la cronaca, uno stronzo è stronzo e basta e non può essere corretto solo perchè se lo dice da solo.

La sua bravata degna di quella mediocrità che tanto contesta agli altri, di sparare un nome nella convinzione o nella speranza (fa lo stesso non perdiamoci nei dettagli) di fare centro quando chi scrive, a differenza di lei, aveva deciso di rimanere nell'anonimato (per motivi suoi che ha tutto il diritto di avere. E' davvero un bell'esempio di correttezza.

Chi scrive non ha sputtanato nessuno, non ha raccontato dettagli o storie personali di nessuno, ha parlato in termini generici collegandosi a quanto da lei scritto. Ma tutto questo lo sa, non serve che sia io a ricordarglielo.

Se lei fosse stato uno "stronzo" corretto, e fosse convinto di avermi individuato, avrebbe potuto benissimo contattarmi direttamente per chiarire eventuali perplessità; ma gli stronzi corretti non esistono per definizione.

E non si cali troppo nella parte dell'antieroe duro e puro, solo contro tutti, non le si addice. Lei nell'ultimo anno si è comportato in tutti i modi possibili tranne che in modo corretto e non mi chieda link e fonti. Possiede l'intelligenza necessaria a comprendere esattamente quello che ha scritto e come si è comportato, l'unico ostacolo alla sua intelligenza è quello di saper mettere da parte il suo egocentrismo.

Per quanto riguarda i salamelecchi, li faccia lei, io mi sono limitato a rivolgermi ad una persona in modo garbato per il rispetto che nutro sempre e comunque verso il mio prossimo, esponendo il mio pensiero. E in modo garbato mi è stato risposto.

Ma forse concetti così semplici non sono degni della sua attenzione.

Chiedo scusa per l'OT, ringrazio per le risposte e mi ritiro senza più disturbare.

un ex-redattore di luogocomune

Giorgio Mattiuzzo ha detto...

Quanta inutile fuffa, quanto inutile piagnisteo.

Stefania Nicoletti ha detto...

...e quanti inutili commenti.

Anonimo ha detto...

lascia perdere la Carlizzi, AVVOCATO,non conta nulla...lascia il tempo che trova,e,in fondo,non ha COMPRESO NIENTE!!!l'unica cosa che conta,è la tua crescente ossessione per la r.r.
Se
seguitetremo di questo passo,ci sarà di che sbellicarsi,amico mio...sarebbe bene,invece, che,anzichè esaurirti in dispute da osteria,finalmenteti,ti decidessi a SCHIERARTI,mio caro...o da una parte,o dall'altra! Non si può avere due padroni ! P.S. ho risposto in questo post perchè hai disabilitato gli ultimi commenti,ma confido nella tua meticolosità. gran bella cosa il KHARMA !!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

ma "federico" è il "fefochip" di simonciniana memoria?
se sì, allora si spiegano tante cose.

Livornese censurato ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Fabio Piselli ha detto...

innocent,
Grazie delle belle parole
F