giovedì 29 gennaio 2009

L'intervento di Salvatore Borsellino a Roma



Dal blog di Beppe Grillo


Ringrazio soprattutto quei tanti ragazzi, quelle tante persone che ho incontrato oggi qui e che vengono da tutte le parti d'Italia. Sono quei ragazzi che incontro quando vado in giro per l'Italia a gridare la mia rabbia e a cercare di suscitare nella gente quella indignazione che ritengo che tutti dovrebbero avere nel vedere il baratro nel quale stanno facendo precipitare il nostro Paese.
Vedete, ieri Sonia Alfano mi ha telefonato e mi ha detto: “dobbiamo proiettare un video nel quale si vedranno delle immagini crude, delle immagini della strage di Paolo”.
Mi ha chiesto se poteva farlo, se sarei stato in qualche maniera colpito, sconvolto. Quelle immagini non mi sconvolgono affatto, vorrei che venissero proiettate ogni giorno in televisione, perché la gente si rendesse conto di quello che è stato fatto. Si rendesse conto di qual è il sangue sul quale si fonda questa disgraziata Seconda Repubblica, che capisse che è fondata sul sangue di quei morti. Vedere quelle immagini non mi sconvolge. Una cosa mi sconvolge: vedere le immagini di quelle stragi dopo aver visto quelle due persone che prima parlavano di Dell'Utri, delle bombe che metteva Mangano, e ridevano.
Ridevano, ghignavano rispetto a quelle cose: questo mi sconvolge.

Come Arancia Meccanica
Vorrei che quelle due persone venissero messe in una cella come mettevano quegli assassini di Arancia Meccanica, aprirgli gli occhi e costringerli a vedere, vedere, vedere, vedere in continuazione quelle stragi. Ecco quello che vorrei.
Io ho visto oggi quelle stragi e mi sono ricordato di una cosa che mi ha detto Gioacchino Genchi, che è arrivato sul luogo della strage due ore dopo il fatto. Io ci misi cinque ore a sapere che mio fratello era morto perché la televisione dava notizie contraddittorie: forse è stato ferito un giudice, forse sono stati feriti uomini della scorta. Fu mia mamma che, cinque ore dopo, mi telefonò dall'ospedale e mi disse: “tuo fratello è morto”.
C'era qualcuno, però, che si chiamava Contrada che lo seppe ottanta secondi dopo che mio fratello era stato ucciso e io vorrei, io chiedo, io grido: voglio che queste cose vadano a finire nelle aule di giustizia!
Che ci siano processi per queste complicità che ci sono state all'interno dello Stato!
L'avete sentito di cosa parlavano Berlusconi e Dell'Utri: ecco perché vogliono impedire le intercettazioni, perché quelle cose non possiamo, non dobbiamo sentirle.
Non dobbiamo sentirle se no ci rendiamo conto di quella che è la classe politica che ci governa, ci rendiamo conto di chi oggi ha occupato le istituzioni.Il più grande vilipendio alle istituzioni è che queste persone indegne di occupare quei posti occupino le istituzioni. Questo è il vilipendio alle Istituzioni e allo Stato.
E' il fatto che una persona che è stata chiamata “Alfa”, in un processo che non è potuto andare avanti perché è stato bloccato, come tutti gli altri processi che riguardano i mandanti occulti e esterni, possa occupare un posto così alto all'interno delle nostre Istituzioni.
Genchi arrivò in quella piazza due ore dopo la strage, mi ha raccontato che aveva conosciuto Emanuela Loi un mese prima perché faceva da piantone alla Barbera.
Era una ragazza che non era stata addestrata per fare il piantone, per fare la scorta a un giudice in alto pericolo di vita come Paolo Borsellino. Eppure quel giorno era lì a difendere con il suo corpo, e nient'altro che con quello, Paolo Borsellino. Questi sono gli eroi, non quelli di cui parlano Berlusconi e Dell'Utri, dicendo che Vittorio Mangano è un eroe.

Eroi in fila per andare a morire
Gli eroi sono questi ragazzi che il giorno dopo la morte di Falcone, ce n'erano cento tra poliziotti e Carabinieri, si misero in fila dietro la porta di Paolo per chiedergli di far parte della sua scorta.
Se erano messi in fila per andare a morire, perché Paolo sapeva che sarebbe morto. Quei ragazzi, mettendosi in fila dietro la porta di Paolo, sapevano che sarebbero morti anche loro.
Gioacchino Genchi mi raccontò che due ore dopo la strage, arrivando in via D'Amelio vide i pezzi di Emanuela Loi che ancora si staccavano dall'intonaco del numero 19 di via D'Amelio.La riconobbe perché c'erano dei capelli biondi insieme a quei pezzi.
I pezzi di quella ragazza vennero messi in una bara, vennero riconosciuti perché era l'unica donna che faceva parte della scorta, vennero mandati a Cagliari.Sapete cosa venne fatto? Quello che chiamiamo Stato ha mandato ai genitori di Emanuela Loi la fattura del trasporto di una bara quasi vuota da Palermo a Cagliari. Questo è il nostro Stato. Questo è lo Stato che ha contribuito ad ammazzare Paolo Borsellino e io vi racconto queste cose non per farvi commuovere, non per farvi piangere. Non è il tempo di piangere.
E' il tempo di reagire, di lottare, è il tempo di resistenza! Il tempo di opporsi a questo governo che sta togliendo il futuro ai nostri ragazzi, che ci sta consegnando un Paese senza futuro. E la colpa è nostra che abbiamo permesso che tutto questo succedesse.
Quando Cossiga dice - dopo la manifestazione degli universitari che hanno capito che in Italia si sta cercando di distruggere l'istruzione perché l'istruzione può portare alla resistenza, anche durante il fascismo le scuole erano centri di resistenza e i ragazzi l'hanno capito - e Cossiga cosa ha detto? Ha detto che bisogna mettere infiltrati in mezzo a quei ragazzi perché rompano vetrine, perché vengano distrutte macchine perché le ambulanze sovrastino le altre sirene. Si augura addirittura che venga uccisa qualche donna, qualche bambino perché si possano manganellare quei ragazzi.
Dobbiamo essere noi a metterci davanti a loro, siamo noi che ci meritiamo quelle manganellate per avere permesso che il nostro Paese diventasse quello che è diventato. Un Paese che non è degno di stare nel mondo civile, siamo peggio della Colombia.
Genchi è arrivato in via D'Amelio due ore dopo la strage, ripeto, si è guardato intorno e ha visto un castello. Ha capito che non poteva essere che da quel posto fu azionato il telecomando che ha provocato la strage.
Genchi allora è andato in quel castello, ha cercato di identificare le persone che c'erano dentro, mediante le sue tecniche. Ha capito che da quel castello partirono delle telefonate che raggiungevano cellulari di mafiosi. Perché Genchi ha quelle capacità, le sue conoscenze tecniche sono enormi, egli è in grado, dagli incroci dei tabulati telefonici e non dalle intercettazioni, di riuscire a inchiodare i responsabili di quella strage.
Ecco perché si sta cercando di uccidere Genchi, ecco perché così come hanno ucciso i magistrati si cerca di uccidere anche Genchi. Questo è il vero motivo: per togliere un'altra arma a quello che è la parte sana di Stato che è rimasta.
Cercano di uccidere Genchi, hanno ucciso dei magistrati. Io ieri ho sentito un magistrato – uno di questi uccisi senza bisogno di tritolo – che mi ha detto: “avrei preferito essere ucciso col tritolo piuttosto che così, giorno per giorno, come stanno facendo”. I magistrati oggi, chi ancora cerca di combattere la criminalità organizzata, non viene più ucciso con il tritolo, viene ucciso in maniera tale che la gente non se ne accorga neanche, non reagisca.

Quel fresco profumo di libertà
Le stragi del 1992 portarono a quella reazione dell'opinione pubblica, a quello che mi ero illuso di riconoscere come quel fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo. Quel profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e fin della complicità. Quel puzzo che oggi ci sta sommergendo. Il puzzo dal quale oggi non possiamo stare lontani perché sta permeando tutto il nostro Stato, tutta la nostra vita politica, tutte le nostre istituzioni.
Io, dopo la morte di Paolo, arrivai a dire che se Dio aveva voluto che Paolo morisse perché il nostro Paese potesse cambiare allora avrei ringraziato Dio di averlo fatto morire. Questo era il sogno di Paolo, Paolo sarebbe stato felice di sapere che era morto per questo.Oggi, guardate il baratro nel quale siamo precipitati: io ringrazio Dio che Paolo sia morto, che non venga ucciso come stanno uccidendo De Magistris, Apicella, Clementina Forleo. Io ringrazio Iddio che Paolo non venga ucciso in questa maniera. Che messaggi ci arrivano dalla magistratura? Il presidente dell'Anm dice: “abbiamo dimostrato che la magistratura possiede gli anticorpi per reagire”. E' una vergogna che un magistrato possa dire queste parole! La magistratura ha dimostrato, semmai, di avere al suo interno quelle cellule cancerogene che la stanno distruggendo, e così come hanno vissuto e pervaso tutte le istituzioni, la classe politica. La magistratura, nei suoi organi superiori, ha dimostrato di essere corrotta al suo interno.
Ormai il cancro sta entrando in metastasi anche negli organi di governo della magistratura.

Mancino mente
Non è difficile, se pensiamo che a vice presidente del Csm, quello che dovrebbe essere l'organo di autogoverno della magistratura, c'è una persona indegna, indegna!, come Mancino! Una persona che mente! Mente spudoratamente dicendo di non avere incontrato Paolo Borsellino il primo luglio del 1992, quando sicuramente a Paolo Borsellino venne prospettata quella ignobile, scellerata trattativa tra lo Stato e la criminalità organizzata per cui Paolo Borsellino è stato ucciso. Perché Paolo non può aver fatto che mettersi di traverso rispetto a questa trattativa, questo venire a patti con la criminalità che combatteva, con chi poco più di un mese prima aveva ucciso quello che era veramente suo fratello, Giovanni Falcone. Paolo non può che essere rimasto così sdegnato da opporsi a questa trattativa e a quel punto andava eliminato, e in fretta.
Tant'è vero che il telecomando della strage di via D'Amelio fu premuto. Queste cose non sono potute arrivare al dibattimento perché tutti i processi sono stati bloccati.
Genchi ha dimostrato che quel telecomando era nel castello Utveggio, dove c'era un centro del Sisde, i servizi segreti italiani, è da lì che è arrivato il comando che ha provocato la strage.
Ecco perché Genchi deve essere ucciso anche lui. Hanno ucciso Paolo Borsellino, hanno ucciso Giovanni Falcone e adesso uccidono anche Genchi, De Magistris, tutti i giudici che cercano di arrivare alla verità.
Così qualunque giudice che arriva a toccare i fili scoperti muore, non si può arrivare a quel punto perché oggi gli equilibri che reggono questa seconda repubblica sono basati sui ricatti incrociati che si fondando sull'agenda rossa.
Un'agenda rossa sottratta dalla macchina ancora in fiamme di Paolo Borsellino, in cui queste trattative, queste rivelazioni che in quei giorni gli stavano facendo pentiti come Gaspare Mutolo, come Leonardo Messina erano sicuramente annotate. Quell'agenda doveva sparire, è questo uno dei motivi della strage. Quell'agenda doveva sparire, su quell'agenda io credo che si basano buona parte dei ricatti incrociati su cui si fonda questa seconda repubblica.
E allora Mancino non può venirmi a dire che non ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino! Non può soprattutto adoperare quel linguaggio indegno che adopera. Dice: “Io non posso ricordare se fra gli altri giudici c'era anche Paolo Borsellino, che non conoscevo fisicamente”. Ma Mancino non hai visto chi era quel giudice vestito con la sua toga che trasportava la bara di Falcone? Non l'hai visto? Non ti interessavano quelle immagini? Eri ministro dell'interno e non ti interessava che cosa stava succedendo in Italia in quei giorni?
Non ti interessava, a fronte di quell'agenda che ho mostrato e nella quale c'è scritto: “ore 19.30 Mancino” scritto di pugno autografo da Paolo? Lui ha mostrato un calendarietto in cui non c'era scritto niente, l'ha mostrato semplicemente e c'erano tre frasi con gli incontri della settimana.
E' questo quello che fanno i nostri ministri, oltre che cercare di accordarsi con la criminalità organizzata. E' per questo che è stato ucciso mio fratello: perché mio fratello si è messo di traverso rispetto a questa trattativa, per questo doveva essere ucciso. Io chiedo, e non smetterò di chiederlo finché avrò vita, che sia fatta giustizia, che vengano cacciati dalle istituzioni quelle persone che sono complici di quello che è successo. Non che venga data l'impunità a chi dovrebbe essere sottoposto a processi e invece non può essere neanche indagato, intercettato, non si può fare nulla.
Dobbiamo subire, stanno adottando la tecnica della frana, per cui ci hanno infilato in un'acqua che a poco a poco si riscalda e la gente non si accorge il punto a cui arriviamo.
Attenzione! Attenti! Stiamo precipitando nel baratro e da questo baratro dobbiamo uscire perché lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Emanuela Loi, a questi che veramente sono eroi. Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese, questo Paese è nostro, lo Stato siamo noi! Non queste persone che indegnamente occupano le istituzioni.
Vi lascio con tre parole che un altro dei giudici che hanno tentato di uccidere ha detto, ed è quello che dobbiamo fare, l'unica cosa che ci resta da fare prima di cadere in un regime dal quale non ci potremo più districare: resistenza! Resistenza! Resistenza!"

109 commenti:

Paolo Franceschetti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Franceschetti ha detto...

Paolo Franceschetti ha detto...
Paolo Borsellino è stao ucciso facendo scatare il telecomando, da Castel Utveggio, cioè dal Cerisdi...

ma il Cerisdi è ancora là. C'è ancora la stessa gente, un bellissimo centro studi, un'immagine perfetta.

ecco il Link.
http://www.cerisdi.it/

Come se niente fosse...

Centro fondato da Padre Pintacuda. Un gesuita. E chi mai sospetterebbe di un gesuita?

Ho conosciuto poi la gente che frequentava il Cerisdi, lavorandoci gomito a gomito... Gente squisita, veramente... i cosiddetti insospettabili...
Stanno ancora tutti li.
A decidere chi ammazzare. Quando, come.

Gianni ha detto...

Indignazione...senza parole...qui o scoppia una guerra civile...o si instaura un nuovo fascismo di stampo mafioso (gia in atto, seppur nella sua versione beta, soft se vogliamo)...mi domando ancora quale senso abbia studiare le scienze politiche...

Mi domando anche perchè i professori delle nostre facoltà non facciano ancora qualcosa...un manifesto..un segno qualsiasi... ma che prendessero almeno loro delle posizioni...

qui siamo veramente in balia di un disegno massonico mafioso che si realizza...

sono disgustato...



che tristezza...

Anonimo ha detto...

incomincio da pochi anni a capire come gira il mondo...e di lerciume ce nè veramente tanto ma sono sinceramente ottimista penso che se oggi stiamo qui a parlare degli intrecci fra mafia,politica e massoneria qualcosa sta cambiando....vedo che una fetta della popolazione italiana sta prendendo coscienza e questo dovrebbe dare forza a tutte quelle persone che vivono combattendo questo "particolare" sistema..sono ottimista perchè con i miei venti anni se non lo fossi sarei risucchiato da questo sistema il mio appello va a tutti i miei coetani che come me si affacciano nel mondo del lavoro o che studiano ciò cha amano,non vi buttate giù combattete con la forza della ragione,non vi fate pervadere dalla rabbia se no farete il loro gioco, l'evoluzione sociale dovrà essere affrontata con una nuova coscienza civica basata sulla conoscienza,la saggezza e il rispetto... le guerre civili porteranno solamente ad un rafforzamento del loro potere.ringrazio
Franceschetti per l'ottimo lavoro che svolge con il suo blog.cordiali saluti

Anonimo ha detto...

30/06/2001
Mafia, condannato il giudice Carnevale
Sei anni di carcere: rovesciata in appello la sentenza di primo grado.
condannato a sei anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. «Incredibile», ha balbettato.
per il momento, diventano verità giudiziaria le dichiarazioni incrociate di 39 pentiti ascoltati in primo grado e non in appello. Perché il processo concluso ieri è stato fatto sulle carte del dibattimento precedente, senza riaprire una istruttoria. Ed è questo che rendeva sicuri Carnevale e i suoi avvocati, Giuseppe Gianzi, Salvatore Mondello e Raffaele Bonsignore.
Poco più di 4 ore per una condanna destinata ad alimentare polemiche. Anche perché nel collegio presieduto da Vincenzo Oliveri figura come relatore un giudice proveniente dalla Procura che indagò su Carnevale, Biagio Insacco. E uno degli avvocati, Bonsignore, ha lanciato la pietra: «Senza entrare nel merito, è una ragione in più per separare le carriere di magistrati e giudici».
la longa manus dei rapporti tra mafia e politica arrivava fino al «palazzaccio» romano. E anche se non erano prove di colpevolezza, nell' opinione pubblica non fecero certo una buona impressione i giudizi che, pronunciati nel chiuso della sua casa romana e registrati da una microspia, Carnevale dava di Falcone e Borsellino assassinati dal tritolo mafioso: «un cretino» il primo, «dioscuri senza professionalità tutti e due.La sentenza sul giudice Carnevale ha suscitato reazioni contrapposte. Per Maria Falcone, presidente della fondazione intitolata al fratello Giovanni, «sono soddisfatta, è stata riconosciuta la sua colpevolezza e la sua attività di "ammazzasentenze"». Di segno diverso il commento di Bruno Contrada, ex numero 3 del Sisde, assolto in Appello dopo essere stato condannato per mafia in primo grado: «Sono sorpreso e sconcertato. Sono sempre stato convinto dell' assoluta estraneità ai fatti del presidente Carnevale». Il commento più duro è di Marco Pannella: «Un' esecuzione, una condanna ignobile, un momento di trionfo del neofascismo etico di sinistra».

33 ha detto...

Dalla torre che cima nasconde aspettare le idi in 44 passi servira',
e l' ars senior fallire non potra' se l' amaro fa guerra al sapore di grassa citta'.
L'eco aiutare non puo' se la voce non silenzia il pensiero che fu',
ma il viola che dotto lo e' gia', accompagnarti nell' est se vorrai TU il cerchio sarai.

Anonimo ha detto...

@gianni
Mi domando anche perchè i professori delle nostre facoltà non facciano ancora qualcosa ...

semplice perchè anche loro stanno aspettando che qualcun altro faccia quello che dovrebbero fare

come me del resto.

Anonimo ha detto...

scusa, 33, ti hanno già sgamato, lascia perdere, sanno chi sei, basta, abbiamo capito...
christian

Mark ha detto...

Sono interessanti le poesie esoteriche di 33.
Vorrei una dedica x il mio 35 compleanno in stile onomantico.
Marco Rosi 2/7/1974

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti sono angela e volevo sapere cosa vuole dire 33 con i suoi strani messaggi.
Qualcuno mi potrebbe aiutare a capirli? Sono molto affascinata da tutto cio' che e' misterioso ed esoterico. Grazie a tutti.

Gennaro ha detto...

@ Angela:

http://poteriocculti.mastertopforum.net/viewtopic.php?t=129

ps:occhio al fascino......

Anonimo ha detto...

Scusate ma...

Di pietro, Grillo, Travaglio, ecc. cosa sono andati a fare in piazza Farnese??
A far sì che giornali e tg avessero qualcosa da dire senza dover citare il nome di Salvatore Borsellino?

Anche Di Pietro è chiaramente uno del sistema, e recita una parte ancora più infima di Berlusconi e co.

Ho forse scoperto l'acqua calda?!?

DV

Anonimo ha detto...

@33
ti senti tenutario di qualche verità che non 'puoi' rivelare?

ci virrebbe un bel serpentello di fuoco a farti il pelo e il contropelo...

NepUoL

Emanuele ha detto...

Sono andato nel sito del cerisdi:
grande prestigio e un solo master attivato, chiamato molto sibillinamente "Master EUROMEDITERRANEO". Nel programma studi sul funzionamento dell'alta finanza in europa e nel mondo, evidentemente per poter entrarvi da protagonisti, magari con l'anellino massone al dito.
Altra pagina notevole, forse non aggiornata, è quella chiamata "LA MISSIONE": il sottotitolo recita "15 ANNI DI SUCCESSI". Hanno razzerato il tempo dalla strage di Via D'AMELIO, o la considerano parte dei successi??

avv.simo ha detto...

che dire....leggendo l'intervento di Borsellinno, effetivamente oscurato in maniera indegna dalla stampa per lasciare spazio ai "famosi" grillo e dipietro, mi sono venuti i brividi!un pò da piangere per la commozione, un pò per la disperazione, un pò perchè mi chiedo che senso hanno tante cose, e non trovo alcuna risposta!!!p.s. ora Carnevale è tornato beatamente in Cassazione grazie ad una leggina che permette ad un ultra settantacinquenne (chiramente mafioso) di non andare in pensione e di lavorare(cioè continuare a mantenere in un organo di Stato l'immancabile connivenza mafiosa o massonica che sia)......mahh

Federico ha detto...

@ Paolo

io non mi preoccuperei troppo: se ti fanno fuori c'è il rischio che questo blog diventi famoso sul serio.
Possono permetterselo secondo te?

Barzo ha detto...

-Dalla torre che cima nasconde aspettare le idi in 44 passi servira',-

44 sono i presidenti USA ad oggi, e a proposito di passi, servono le scarpe
http://thesynopticon.blogspot.com/2009/01/barack-obama-pt-ii.html


-e l' ars senior fallire non potra' se l' amaro fa guerra al sapore di grassa citta'.-

arsenio nell'amaro. prenditi un limoncello.

-L'eco aiutare non puo' se la voce non silenzia il pensiero che fu', -

Eco, docente di Bologna

-ma il viola che dotto lo e' gia', accompagnarti nell' est se vorrai TU il cerchio sarai.-

qui il vate ti prospetta una gita in polonia, fose per le mignotte.. porta du bicc e le calze a rete.

Paola ha detto...

@Anonimo delle 9.05

Il problema non sono Grillo, Di Pietro o Travaglio, ma la stampa di sistema che ha oscurato Borsellino.

Se i giornalisti facessero il loro mestiere liberamente, avrebbero parlato di tutti gli interventi e informato correttamente sull'organizzazione e le finalità della manifestazione di mercoledì.

+c ha detto...

Il personaggio. Dopo 13 anni di carcere parla Francesco Pazienza
L'uomo dei misteri d'Italia rivela: lingotti per aiutare Walesa
"Io, Gelli e la strage di Bologna"
Ecco le verità della super-spia
di MILENA GABANELLI

"Io, Gelli e la strage di Bologna" Ecco le verità della super-spia

Francesco Pazienza
"Che fine ha fatto?" mi chiedo guardando la foto su un catalogo che sto per buttare. Il suo nome era comparso sui giornali nel 1982 con la qualifica di "faccendiere". Le ultime tracce le trovo su internet: uscito dal carcere di Livorno, sta scontando gli ultimi mesi di pena presso la Pubblica Assistenza di Lerici. Francesco Pazienza ha scontato 10 anni per depistaggio alle indagini sulla strage di Bologna, altri 3 per il crac Ambrosiano e associazione a delinquere. Amico di Noriega, frequentatore dei servizi segreti francesi, americani e sudamericani, nel 1980 è a capo del Super Sismi.

Braccio destro di Licio Gelli, il suo ambiente è il sottobosco di confine fra l'alta finanza e l'alta criminalità, l'alta politica e il Vaticano. Protagonista delle vicende più tragiche della storia italiana degli anni '80, è depositario di informazioni mai rivelate, altre raccontate a modo suo. Laureato in medicina a Taranto, non ha mai indossato un camice. Negli anni '70 vive a Parigi e fa intermediazioni d'affari per il miliardario greco Ghertsos. Poi l'incontro con il capo del Sismi, Santovito. Grandi alberghi, yacht, belle donne, sigari rigorosamente cubani e tagliasigari d'oro... Un'altra epoca. Adesso ha 62 anni e fuma le Capri, mentre cammina da uomo libero sul lungomare di Lerici.

Cominciamo dall'inizio: come avviene l'incontro con Santovito?
"Me lo presentò l'ingegner Berarducci, oggi segretario generale dell'Eurispes. Santovito era suo zio, e mi chiese di fare il suo consulente internazionale".

E perché Santovito le dà questo incarico senza conoscerlo prima?
"Sa, io parlavo diverse lingue e avevo un sacco di relazioni in giro per il mondo. Normalmente non avviene così, ma all'epoca era quasi tutto improntato all'improvvisazione".

E in cambio cosa riceveva?
"Rimborso spese. Siccome non avevo bisogno di soldi, era quello che volevo: se volevo andare a New York in Concorde, andavo in Concorde. Mi sembrava tutto molto avventuroso".

Si dice che lei sia stato determinante nella sconfitta di Carter contro Reagan.
"La storia comincia con Mike Ledeen a Washington, che mi aveva presentato Santovito; lui dirigeva il Washington Quarterly e faceva capo ad una lobby legata ai repubblicani (e alla Cia-ndr). Così gli dico: "Guarda che quando c'è stata la festa per l'anniversario della rivoluzione libica, il fratello di Carter ha fraternizzato con George Habbash", che era il capo del Flp. E a quel punto disse: "Se tu mi dai le prove , noi possiamo fare l'ira di Dio"".

E le prove come se le era procurate?
"Attraverso un giornalista siciliano, Giuseppe Settineri, che io mandai con un microfono addosso ad intervistare l'avvocato Papa, che faceva il lobbista e aveva partecipato alla festa di Gheddafi. Lui raccontò per filo e per segno tutto quello che era successo. Le foto dei festini me le avevano fornite Michele Papa e Federico Umberto D'Amato, la testa degli affari riservati del Viminale".

Il Viminale ha dunque interferito nelle elezioni di un paese alleato?
"Sissignore, però la débacle ci sarebbe stata ugualmente, ma non in misura così massiccia".

Lei, che non è un militare, diventa capo del Super Sismi. Cos'era?
"Il Super Sismi ero io con un gruppo di persone che gestivo in prima persona".

Marzo 1981, le Br sequestrano l'assessore campano Cirillo. Lei che ruolo ha avuto?
"Un ruolo importante. Fui sollecitato da Piccoli, allora segretario della Dc. Incontrai ad Acerra il numero due della Nuova Camorra Organizzata di Cutolo, Nicola Nuzzo. Mi disse che in dieci giorni Cirillo sarebbe stato liberato, e così è stato".

Chi ha pagato?
"Non i servizi. Il giudice Alemi disse di aver scoperto che furono i costruttori napoletani a tirar fuori un miliardo e mezzo di lire, che finirono alle Br".

Piccoli cosa le ha dato per questa consulenza?
"Niente, assolutamente niente, eravamo amici, non c'era un discorso mercantilistico". (Del miliardo e mezzo, alle Br finiscono 1.450 milioni. Chi ha imbustato i soldi del riscatto sarebbe Pazienza, che, secondo vox populi, avrebbe taglieggiato le Br tenendo per sé 50 milioni).

A gennaio 1981 sul treno Taranto-Milano viene piazzata una valigia con esplosivo della stessa composizione di quello usato nella stazione di Bologna... Ci sono dei documenti intestati a un francese e un tedesco, indicati dai servizi come autori di stragi avvenute a Monaco e Parigi. Si scoprirà poi che si trattava di depistaggio.
"Il depistaggio è stato fatto dal Sismi per non fare emergere la vera verità della bomba di Bologna. Secondo l'allora procuratore Domenico Sica c'era di mezzo la Libia, e coinvolgerla in quel momento avrebbe voluto dire tragedia per la Fiat e per l'Eni. Vada negli archivi delle sedute parlamentari: il 4 agosto 1980, Spadolini in persona presentò un'interrogazione parlamentare in cui attribuiva la bomba di Bologna a origini straniere mediorientali".

Ma qual era l'interesse mediorientale?
"L'Italia non poteva sottrarsi agli obblighi Nato, e quindi doveva fare un accordo con Malta, per proteggerla in caso di attacchi del colonnello Gheddafi. L'accordo fu firmato, e Gheddafi fece la ritorsione. Ustica porta la stessa firma. Me lo ha raccontato Domenico Sica. Quando tolgono il segreto di Stato la verità salterà fuori".

Lei è stato condannato a 10 anni per depistaggio, qualche prova a suo carico evidentemente c'era, i servizi segreti li comandava lei.
"Le prove a mio carico erano dovute al fatto che sono stato il braccio destro, mandato dagli americani, per sostituire Licio Gelli alla guida della P2. E siccome Gelli era il motore primo del depistaggio, io che ero il suo braccio destro, automaticamente...".

Quando è scoppiata la bomba a Bologna dov'era?
"A New York".

84 morti e 250 feriti, nel suo paese. Lei è consulente del Sismi, non ha pensato: "Adesso bisogna trovare chi è stato"?
"Io no. Perché non è mio compito. I servizi segreti sono come un'azienda. Giusto? Se tu ti occupi di una cosa, non è che dici "adesso parliamo di Bologna, parliamo di Ustica"...".

1982. Calvi viene impiccato sotto un ponte. Si è parlato di un suo coinvolgimento.
"Sì, e qual era il mio interesse? Io non sono stato mai neanche indagato nell'omicidio Calvi. La sua morte è un mistero anche per me, comunque non si uccide Calvi a livello di Banda della Magliana... E non mi venga a dire che l'MI5 non sapesse che Calvi si trovava a Londra da giorni! I giochi di potere erano molto più grossi. Capisce cosa voglio dire?".

No.
"La morte di Calvi e lo scandalo del Banco Ambrosiano avrebbero imbarazzato pesantemente il Vaticano, che insieme all'Arabia Saudita voleva Gerusalemme città aperta a tutte le religioni, e Israele era contrario. Poi c'era lo scontro politico interno italiano, c'erano i comunisti, che hanno preso una valanga di soldi dal Banco Ambrosiano. Non è così semplice dire è A, B o C".

Di chi erano i soldi che andavano verso la Polonia?
"Arrivavano dai conti misti Ior-Banco Ambrosiano. L'organizzatore era Marcinkus d'accordo con papa Wojtila. Sono stato io a mandare 4 milioni di dollari in Polonia".

Ma come ha fatto tecnicamente?
"Vicino a Trieste, abbiamo fatto preparare una Lada col doppio fondo e dentro c'erano 4 milioni di dollari di lingottini d'oro di credito svizzero. Era aprile 1981, un prete polacco venne a ritirare questa Lada e la portò a Danzica. Qual era il discorso? Agli operai in sciopero non potevamo dare gli zloty, né i dollari perché i servizi segreti polacchi se ne sarebbero accorti. Anche perché lei può fare il patriota come vuole, però se a casa ha 4 bambini e non ha come farli mangiare, lo sciopero non lo fa. Giusto?".

Ma lei perché si portava su un aereo dei servizi segreti un ricercato per tentato omicidio, braccio destro di Pippo Calò, capo della banda della Magliana?
"Lei sta parlando di Balducci. Io sapevo che era uno strozzino, ma non è mai salito su un aereo dei servizi. Usava lo pseudonimo di Bergonzoni e una volta lo feci passare a Fiumicino mentre proveniva da Losanna. Era un favore che mi chiese il prefetto Umberto D'Amato, suo amico intimo". (Per questo "favore" Pazienza fu condannato per favoreggiamento e peculato: fu accertato che aveva trasportato, su un aereo dei servizi , il latitante Balducci sotto falso nome).

Nell'84 lei deposita da un notaio un documento intitolato "operazione ossa". "Ossa" starebbe per Onorata Società Sindona Andreotti. Che cos'era?
"All'epoca c'era il pericolo che Sindona potesse inventare dei coinvolgimenti di Andreotti in questioni di crimini organizzati. Bisognava capire cosa volesse fare Sindona per tirarsi fuori dai guai prima di rientrare in Italia quando si trovava nel carcere americano di New York".

Ci siete riusciti?
"Non c'è stato bisogno di fare nessuna misura attiva, ne abbiamo fatta una conoscitiva".

La misura attiva qualcuno l'ha fatta quando è finito nel carcere italiano...
"Qui parliamo del 1986. Nel carcere italiano ha bevuto un caffè di marca Pisciotta...".

Lei in quante carceri ha soggiornato?
"Alessandria, Parma e alla fine a Livorno.
Complessivamente ho fatto 12 anni di carcere gratis".

Non si ritiene colpevole di nulla?
"Zero. Le racconto una cosa, 30 marzo 1994: un maggiore della Dia, nome M. cognome M. mi dice: "Lei è un uomo informatissimo, ci deve raccontare di come portava le lettere di Fabiola Moretti (compagna di De Pedis, componente della banda della Magliana, coinvolto nel rapimento di Emanuela Orlandi-ndr) al senatore Andreotti, nel suo ufficio privato. Sa, fra poco esce la sentenza di Bologna, e noi la mettiamo a posto". Io gli ho detto: "A me di Andreotti non importa niente. Il problema è che quel che lei mi chiede di ricordare non è vero". Avevo il microfono addosso. Sa qual è la cosa comica? Che molti pensano che io sapessi di questo e di quell'altro e che non ho detto niente perché sono un duro. Non ho detto niente perché non sapevo. Capisce la differenza?".

Quando è uscito dal carcere dove è andato?
"A casa dei miei genitori, comunque non è un problema ricominciare da capo".

Cosa fa ora per sbarcare il lunario?
"Il consulente per transazioni internazionali. Sto trattando un cementificio in Africa".

Come pensa di ricostruirsi una credibilità?
"La storia non è finita, sta cominciando il secondo tempo".

Erano 25 anni che volevo incontrare il grande faccendiere. Una curiosità tutta personale, volevo vedere in faccia l'uomo che ha fatto da cerniera in tutti i misteri profondi di questo paese. Ci vuole grandezza anche per essere protagonisti di grandi drammi. Invece si incontrano delle comparse, figure che si dimenticano. Sembrano scelte apposta.

Cosa ricordo io di quel 2 agosto? Ero andata a prenotare delle cuccette. Nell'atrio tanta gente che andava e veniva, in un sabato di ferie, e i ragazzini che fanno sempre un gran casino, fra la biglietteria e il marciapiede del binario 1. L'immagine successiva non ha sonoro: è quella di un luogo irriconoscibile coperto dalla polvere. E poi il bianco di un lenzuolo che attraversa la città, appeso alle porte di un autobus. Per qualche anno, ho avuto paura tutte le volte che andavo in stazione. Da 15 anni prendo un treno tutte le settimane, vado di fretta, e non guardo mai lo squarcio coperto da un vetro, non guardo mai l'orologio fermo alle 10.25. Ogni anno il 2 agosto osservo da lontano la gente che si raduna per commemorare. Qualche volta mi viene da piangere.

(30 gennaio 2009)

Anonimo ha detto...

Si ragionava con Barzo....
"la torre che cima nasconde potrebbe essere Castel Utveggio:http://www.panoramio.com/photo/5872173

Lei idi=non necessariamente di marzo xchè quelle cadevano il 15 a marzo.
Le idi erano un giorno di buon auspicio del calendario romano, e cadevano il nel 15° giorno di marzo, maggio, luglio e ottobre e il 13 negli altri mesi...


il 13 guarda un po'....

13-9-2009=33

NN

DIO ha detto...

33
te lo dico senza giri di parole.

spero che un giorno tu e tutti i puttanieri, pedofili massoni come te abbiano una punizione che non dovrà mai avere fine.
Siete dei maledetti, siete delle merde, amate il sangue... ma quale fratelli? siete solo dei poveri bastardi che avete fatto la gobba su testi fasulli come quello di johann valentin andrea su rosenkreuz. credete alle favole e falsificate questo mondo per i vostri lerci scopi. spero tanto che abbiato la sfortuna di morire nel modo più stupido possibile, magari con un vaso che cade da una finestra o con un piccione che volando vi viene a finire dritto in bocca.
dannati bastradi mi fate schifo.
incappuciatevi sto cazzo.
VAFFANCULO!
ed ora raccontami una poesia, STRONZO!

Paolo Franceschetti ha detto...

Scusate, ma tutto avrei immaginato tranne di dover intervenire a favore di uno della rosa Rossa.
Ci mancava pure questa.

Il soggetto che si firma 33 è stato identificato con un buon margine di probabilità.
Inizialmente pensavo fosse uno scherzo. Poi abbiamo capito che non lo era.
Non abbiamo capito il suo fine ma lo capiremo o no, non importa.

Quello che voglio dire è che non bisogna prendersela con lui.
Il sistema è quello che è per colpa loro, certamente, ma anche per colpa di quelli che non vogliono vedere.

Se andassi alla magistratura o ai carabinieri quelli mi prenderebbero per matto.
Se parli della Rosa Rossa la gente ti prende per matto.
Se dici che il delitto di Canino è un delitto della Rosa Rosa ti prendono per matto.

Inoltre, tu che hai usato come nick Dio... cito una frase che mi ha detto Panvini al telefono: il disegno di Dio si salda con quello del demonio, se è vero che è lui l'artefice della creazione.

Quindi non è a loro che vorrei chidedere conto di tutto questo, ma a Dio, se esise...

e non scordiamoci mai che queste gente esiste perchè gielo permettono 50 milioni di italiani, sottratte le persone che leggono il nostro blog, quello di grillo, e poche altre decine di siti.

Quindi io più che con 33 me la prenderei con i miei amici, parenti, conoscenti, colleghi.

hai mai visto il telefilm il prigioniero?
Il custode della prigione è il prigionierio stesso.


La cosa che mi sentirei di chiedere a 33, se mi volesse fare la cortesia, è di non mandarmi più messaggi in codice perchè tanto non ho intenzione di perdere tempo a decriptarli.
Caro 33, non so se la sua identità così come l'abbiamo individuata sia corretta; nè so se è corretta la decriptazione. So però che ieri una persona esperta ha impiegato oltre una giornata per decifrare il messaggio, e lei capirà, se mi posta un messaggio al giorno io e questa persona dovremmo impiegare tutte le nostre giornate a decriptare i suoi messaggi... Ed è un lusso che non ci possiamo permettere.

Le chiederei di parlare più chiaramente. Ma so già che è inutile. Siete fatti proprio così, voi...

sR ha detto...

Paolo...
mi verrebbe da farti la domanda che fecero a Falcone sulla lotta alla Mafia: "ma chi glielo fa fare?"

Ma già so la risposta, o almeno credo.

Paolo Franceschetti ha detto...

Per chi si firma Dio...
Il messaggio di Cristian Rosenkruz non è fasullo. E' stupendo. Sono loro che l'hanno "leggermente" travisato.
Così come la Chiesa ha "leggermente" travisato il messaggio di cristo.

LAj ha detto...

Aspettate Paolo e Paola a dire che il problema non sono travaglio e grillo, e che ai 50 milioni di persone possiamo sottrarre i loro lettori, perché intanto e principalmente hanno fatto il loro gioco seguendoli in piazza offrendo quest'occasione alla stampa di disinformare.

Questa riflessione mi è scaturita leggendo i commenti e difficile che l'avrei potuta realizzare prima. Ad ogni modo io prima di riportare un post di Grillo ci penserei un po', come del resto è necessario fare per decriptare le firme della RR.

Poi invece di mettere la tua note in un commento( il primo in questo caso), mettile all'inizio del post così da prendere le distanze. Per il lettore che si affaccia per la prima volta è rilevante, oltre che per il messaggio che effettivamente vuoi inviare e di cui preservarne la chiarezza ;-)

A proposito, hai visto la Carlizzi ha introdotto politiche di accesso al sito con restrizioni e abbonamenti? Te lo dicevo che usava un gestore di contenuti, e con quello ci gestisci facilmente anche gli utenti.

Cosimo LAj ( http://primit.it )

+c ha detto...

Il ministro dell'Interno lancia l'allarme all'assemblea dell'Unicef
"Necessario attuare l'accordo sulla banca dati del dna"
Annuncio shock di Maroni:
"In Italia traffico d'organi di minori"

Annuncio shock di Maroni: "In Italia traffico d'organi di minori"

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni
ROMA - Il traffico d'organi di bambini esiste anche in Italia. A dare l'allarme è il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenuto alla prima assemblea pubblica dell'Unicef a Roma. Nel nostro paese, ha riferito il ministro parlando della situazione dei bambini migranti, ci sono "evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati sul territorio".

"Uno dei mezzi più efficaci che useremo - ha sottolineato Maroni - per fermare questo osceno fenomeno sarà l'attuazione dell'accordo internazionale di Prum, che istituisce anche in Italia la banca dati nazionale del dna in collegamento con gli altri paesi europei e non. Con questi strumenti - ha concluso Maroni - potremo contrastare meglio il fenomeno".

Lo stesso Maroni, parlando sempre del tema minori, facendo riferimento alle recenti polemiche sul centro di prima accoglienza di Lampedusa, ha ribadito che nessun minore ''verrà espulso'' e che, anzi, i bambini sbarcati nell'isola sono già stati tutti trasferiti in altri luoghi e in comunità di accoglienza. ''Per questo - ha poi spiegato - c'è una collaborazione molto efficace con i comuni d'Italia per assegnare i minori alle comunità familiari che li accudiscono al meglio''.

(30 gennaio 2009)

Anonimo ha detto...

http://www.games.it/sony/playstation/ps2/recensione/rule-of-rose-ntsc-jap.htm

xyz ha detto...

Splendido e commovente questo video. Grazie Franceschetti per averlo postato.

Gennaro ha detto...

"Uno dei mezzi più efficaci che useremo - ha sottolineato Maroni - per fermare questo osceno fenomeno sarà l'attuazione dell'accordo internazionale di Prum, che istituisce anche in Italia la banca dati nazionale del dna.....

PROBLEMA>REAZIONE>SOLUZIONE

a quando il microchip sottocutaneo?

Leukonòe ha detto...

@ Paolo Franceschetti
Non vorrei passare per una impertinente, però consiglierei a te e a chiunque altro riceva "graziose" poesie in rima di evitare di pubblicarne la spiegazione.
Lo scopo di questi messaggi è evidentemente fare paura a te e ai frequentatori del sito.
Inoltre pubblicando queste interpretazioni delle suddette poesie carichi tutto di toni allarmanti e vagamente paranoici facendo ancora più paura a quella componente "moderata" di bloggers (vedi maestro di dietrologia) che non ama dare spiegazioni "analogiche" ai fatti.
Con affetto
Leukonòe

Anonimo ha detto...

anche per Paolo Franceschetti.

non vergognamoci di non capire, addirittura di non voler capire, e non condanniamo chi non capisce o non vuole capire.
Perchè se "giochiamo col pensiero", a dispetto dell'importanza dei fatti, ci assoggettiamo ancor di più al Lajdo gioco..di chi mistifica....
Va bene decriptare per capire che intenzione ha il nemico, ma il nemico poi passa ai fatti con bombe, attentati,depistaggi, tecnologie omicide, magia nera e "arti" finanziarie di bassa lega. Nelle parole, e non solo, cominciamo a imporci. Non so se mi sono spiegato.

Dar per scontato che tutti questi perversi meccanismi determinino il nostro destino porta a risultati peggiori del terrorismo.

O si pensa di riuscire a far qualcosa, nel breve, o è meglio bersi una coca-cola.

Segretius

Anonimo ha detto...

grande salvatore borsellino. e bravo beppe che giustamente ha messo il video sul suo blog. i mass media di regime ovviamente non hanno detto nulla. per fortuna c'è la rete...

beppos ha detto...

Non ho esperienza sui trapianti di organi ma il primo pensiero che mi è passato per la testa è che una banca dati dei DNA possa rivelarsi utile proprio a sapere dove trovare gli organi necessari evitando il rischio di rigetto

Roberto ha detto...

mi chiedevo Paolo quale sia il messaggio criptato che si può usare per mandare aff.....lo uno delle rosa rossa?
chi ci riesce a me non viene in mente nietne

Anonimo ha detto...

Ho saputo che la Romania sarà il primo paese europeo a mettere il microchip sottocutaneo ai neonati.

Anonimo ha detto...

@beppos
Hai fatto bingo!!!
E' proprio a quello che serve!
Su Endgame è detto esplicitamente.

http://it.youtube.com/view_play_list?p=1411DF15106193AF

NN

beppos ha detto...

@ barzo
il link che hai suggerito è per caso un po' luciferiano?

@NN
cavoli allora non l'ho pensato io ma l'hai tradotto tu.
complimenti a te e a Duffy per il lavoro che avete fatto.

Anonimo ha detto...

@beppos:
Sì beppos, evidentemente ti è rivenuto in mente, se l'hai visto...
Comunque grazie dei complimenti ancora, anche a nome di duffy.
:)

NN

Barzo ha detto...

in che senso beppos?

beppos ha detto...

@ barzo
so che è infantile ma superficialmente mi sembra malefico, leggendo mi sembra benefico ma ho paura di essere ingannato. Visto che hai postato tu il link forse un'idea te la sei fatta.
Certo so che bisogna sempre ragionare ma con la quantità di informazioni a portata di mouse non c'è tempo di approfondire tutto.

Anonimo ha detto...

Ragazzi siete fantastici! Continuo a seguirvi con affetto!

Mario

Paolo Franceschetti ha detto...

Leukonòe

Ciò che dici non è affatto impertinente. Ed è anche condivisibile. Però è un fatto oggettivo che 33 ha postato dei messaggi.
Altro fatto oggettivo che qualcuno mi ha mandato la decriptazione.
Non so se tutto ciò è uno scherzo, una cosa seria, o altro. Ma lascio al giudizio del lettore.
Queste cose inoltre possono comunque essere utili a qualcuno per vedere all'opera come agiscono certe organizzazioni per disturbare o inquinare i blog o i siti.

Per il resto, a me di dove sia la verità francamente interessa poco. E che 33 sia un mitomane come dice Maestro di dietrologia, che sia uno della RR, che sia una minaccia o un avvertimento, non mi interessa.

C'è una regola a cui mi attengo da diversi anni: Le parole non hanno nessun potere se non siamo noi a darglielo.
E la giornata di ieri, tra decriptazioni, contro decriptazioni, ecc... mi ha fatto perdere una marea di tempo. Cioè ho dato a 33 troppo potere.
Potere che gli tolgo, occupandomi di altro e ignorando i suoi messaggi, da ora in poi.

Ma lascio ai lettori del blog la libertà di tentare di decriptare i suoi successivi messaggi, come lascio a 33 la libertà di minacciare, avvertire, prendere in giro.

Paolo Franceschetti ha detto...

ANZI...
Già che ci sono ho postato anche la terza parte della decriptazione. Avevo chiesto di non mandarmela ma mi è stata mandata lo stesso.

L'ho postata ugualmente affinchè sia chiara la morale che è: mai più decriptare messaggi di 33.

Alla fine aveva quasi ragione maestro di dietrologia...

Anonimo ha detto...

Dott. Franceschetti le ho inviato(questa volta è andato di sicuro a buon fine!) il documento.

Apra la posta quando può.

B

+c ha detto...

E i controllori del governo finirono sotto controllo. Le mani del “potere” su tutto.






di Gian Antonio Stella
(Giornalista)




da Corriere della Sera del 30 gennaio 2009

Corte dei conti: Per il ddl dell’esecutivo, solo 4 eletti nel «Csm» dei giudici contabili: persa la maggioranza.

«Mi ricorderò dite alle prossime elezioni!» sibila il solito prepotente al bravo sceriffo in ogni film di cowboy.

Così era il Far West. Anche nella legge italiana, però, sta per essere infilato un tarlo simile. Che rischia di divorare l’autonomia della Corte dei conti fino al punto che il governo (il controllato) si sceglierà di fatto il controllore, cioè chi deve esaminare come sono spesi i soldi pubblici.

Il tarlo, come tutti gli insetti che si rispettino, non è facile da scovare.

Proprio come il dirottamento ad «amici» di un mucchio di soldi per lavori stradali marchigiani venne infilato anni fa in un decreto sulle «arance invendute in Sicilia», anche questo tarlo è stato nascosto dove poteva passare inosservato.

Nel disegno di legge 847 noto come «Brunetta»: «Delega al governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico».

L’ideale, nella scia della popolarità del ministro in guerra coi fannulloni, per collocare un boccone che, come tutti i bocconi avvelenati, è inodore e insapore.

E’ l’articolo 9, dedicato al Consiglio di Presidenza della Corte dei conti. Il Csm, diciamo così, dei giudici contabili.

Che costituzionalmente consente anche a questa magistratura, come a quella ordinaria e a quella amministrativa, di decidere da sé della propria vita, al riparo da interferenze politiche.

Un principio ovvio e sacrosanto: chi comanda non può volta per volta scegliersi il controllore.

Dice dunque quell’articolo, inserito da Carlo Vizzini (che come presidente della commissione Affari costituzionali del Senato ha di fatto agito per il governo), che quel Consiglio di Presidenza, composto oggi da 13 magistrati contabili (i vertici della Corte dei conti più dieci eletti dai circa 450 colleghi) più due esperti nominati dalla Camera e due dal Senato (totale: 17) non va più bene.

D’ora in avanti dovranno essere 11, con un taglio dei giudici eletti da 10 a 4 e le «new entry» del segretario generale della Corte e del capo di gabinetto, che in certi casi possono pure votare.

Somma finale: i rappresentanti scelti dei colleghi precipiterebbero da 10 su 17 (larga maggioranza) a 4 su 13 (netta minoranza).

Ma non basta. La perdita di potere del «Consiglio», sempre più esposto agli spifferi politici, sarebbe aggravata da una grandinata di poteri in più concessi al presidente.

Come quello di stabilire l’«indirizzo politico-istituzionale».

Vale a dire: puntiamo di più su questi o quegli altri reati, concentriamoci di più su questi o quegli altri sprechi. Quindi meno su questo e quello.

Peggio: il presidente «provvede» o «revoca» come gli pare «gli incarichi extraistituzionali, con o senza collocamento in posizione di fuori ruolo o aspettativa».

Traduzione: diventa il padrone assoluto della distribuzione ai suoi sottoposti («tu sì, tu no») dei soldi extra e delle carriere parallele.

Cosa vuol dire? Moltissimo: il capo di gabinetto di un ministro cumula insieme lo stipendio nuovo (senza più il tetto di 289 mila euro inserito da Prodi e abolito da Berlusconi) con quello vecchio di magistrato «parcheggiato» altrove.

E un solo «arbitrato» (quella specie di giustizia parallela, più veloce, su alcuni contratti pubblici) può regalare a un giudice guadagni di centinaia di migliaia di euro.

Il che significa che il nuovo presidente, dicendo solo «tu sì, tu no», può cambiare letteralmente la vita dei suoi «dipendenti». Diventando il Dominus assoluto. Senza più il minimo controllo, scusate il bisticcio, dell’organo di autocontrollo, ormai esonerato.

Poteri pieni. Totali.

Un progetto pericoloso, attacca l’opposizione.

Il controllo, denuncia Felice Casson, «verrebbe a essere asservito e subordinato ai governi centrali e locali».

Il coordinamento dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili, in una lettera mandata ieri a Napolitano, denuncia «un gravissimo vulnus ai quei fondamentali principi costituzionali che sono stati alla base della istituzione stessa degli organi di autogoverno».

E l’Associazione nazionale dei magistrati contabili è arrivata a ipotizzare all’unanimità l’espulsione dello stesso presidente, Tullio Lazzaro.

C’è chi dirà: allarmi esagerati. E giurerà che si tratta di «ritocchi» organizzativi che renderanno «efficiente» un organo che costa cinque volte più dello spagnolo Tribunal de cuentas.

Che non limiteranno affatto le denunce sulla malagestione dei pubblici denari come gli sprechi della sanità in Sicilia, le troppe consulenze «conferite intuitu personae» (cioè a capriccio), i soldi buttati dalle regioni, dalle municipalizzate, dai comuni o perfino dalla Croce Rossa.

Sarà. Ma nel progetto c’è scritto proprio così: il presidente della Corte dei conti diventa «organo di governo dell’istituto» e il Consiglio di presidenza viene degradato a «organo di amministrazione del personale».

Nero su bianco.

E lo sapete quando è stato inserito, il «ritocco» che stravolgerebbe senza passaggi costituzionali l’autogoverno dei giudici contabili?

Poco dopo che il procuratore generale aveva denunciato il surreale tentativo di introdurre nell’accordo sulla nuova Alitalia un codicillo che prevedeva «l’esonero preventivo e generalizzato» per i nuovi soci «da responsabilità astrattamente esteso fino a coprire eventuali comportamenti dolosi, con effetti retroattivi».

Cioè l’assoluzione concordata prima ancora che fosse commesso l’eventuale peccato.

Pensa un po’ che coincidenza ...mon

Anonimo ha detto...

Che ne dite di questo video?
La ragazza ringiovanisce invece di invecchiare e una volta giovane crescono delle rose rosse dietro di lei, spuntano tante farfalle e la ragazza diventa ella stessa una farfalla.

L'amore è morto"... ma chi li inserisce tutti questi simboli e perchè!?

mat86 ha detto...

per l'anonimo qui sopra

http://poteriocculti.mastertopforum.net/viewtopic.php?t=66

per Paolo:

grazie per l'articolo, giuro che mi sono commosso!

per Beppos e NN:

anch'io "ho pensato male" quando ho visto Maroni in tv denunciare il traffico d'organi di minori in Italia e subito piazzare la soluzione bella confezionata...

Anonimo ha detto...

@paolo
C'è una regola a cui mi attengo da diversi anni: Le parole non hanno nessun potere se non siamo noi a darglielo.

E' una delle regole d'oro delle "magia": far sapere alla "vittima" ch'è sotto un influsso malefico, il resto lo fa la paura che prova la "vittima".

Mi pare d'aver capito che frequentavi ambienti buddisti, io frequentavo Arcidosso, e tu ?

La meditazione è un'ottima via per ritrovare l'equilibrio che certi eventi vorrebbero compromettere.
33 minuti di meditazione al giorno ed i sedicenti Gran tornano dei poveracci di cui provare compassione.

g.b.perasso

Anonimo ha detto...

Ascoltando una canzone dei Depeche Mode ho fatto un calcolo 7*7*7 = 343.
E mi è venuta in mente la Volvo di Rino Gaetano.

Luigi

Anonimo ha detto...

Io ho conosciuto Salvatore e ho potuto stringergli la mano in un incontro. Ha una forza incredibile, e la trasmette. E' diventato il mio guida-pensieri, accanto a Stefano Montanari.
Peccato, vero?, che i media, il giorno dopo, parlassero solo di Di Pietro!!

gemma

Anonimo ha detto...

Vado fuori tema.

Signor Franceschetti, cosa ne pensa della strana morte dell'attore Heath Ledger - New York, 22 gennaio 2008 -, del suo ultimo film "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo"? (a questo indirizzo può trovare il sito del film che uscirà prossimamente http://doctorparnassus.com/).

http://it.wikipedia.org/wiki/Parnassus_-_L%27uomo_che_voleva_ingannare_il_diavolo


Grazie per il suo coraggio e il suo impagabile lavoro!

waLrus ha detto...

OT ma importante

Sono confuso.
Ricordate il ragazzo che recentemente ha contestato Sgarbi, difendendo Caselli e accusando la mafia? http://it.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY&feature=related

Bene, è morto oggi, pare per aver toccato un filo elettrico scoperto che lo ha folgorato.
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-2/incidenti-lavoro-2/incidenti-lavoro-2.html

Non so che pensare.

(l'ho postato anche sul forum)

Paolo Franceschetti ha detto...

Anonimo.
Io frequento gli ambienti della Soka Gakkai.
Ma è da tempo che vorrei andare ad Arcidosso. Talvolta sono stato a Santacittarama.

Paolo Franceschetti ha detto...

Salve.
La domanda sull'attore morto non è fuori tema dal blog. Diciamo che sarebbe più appropriato il forum ma è lo stesso. In qualunque caso non ne so nulla.
Perchè lei che ne pensa?

Paolo Franceschetti ha detto...

B. Ho aperto il documento e l'ho scaricato.
Grazie anche del libro inviato.

sento puzza di omicidio ha detto...

la data da 7

31/1/2009

3+1+5+2+9= 16 1+6=7

esistono già versioni contrastannti della sua morte:

versione 1 (corsera)
UN FILO SCOPERTO - L’incidente è avvenuto nel caseificio di proprietà del padre, coordinatore cittadino del Pd. Il ragazzo, che lavorava con il padre, non si è accorto che c’era un filo scoperto, inavvertitamente l’ha toccato ed è morto folgorato. I carabinieri hanno aperto una inchiesta. Nelle settimane scorse Giuseppe Gatì si era reso protagonista di una accesa contestazione al sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi durante la presentazione dell’ultimo libro del critico d’arte ad Agrigento.

versione 2 (amici di giuseppe)
Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca.

versione 3 (la sicila.it)

Il giovane, che lavorava col padre in un'impresa di latticini, si era recato nel primo pomeriggio da un fornitore, alla periferia di Campobello di Licata e senza accorgersene avrebbe camminato su un filo scoperto della corrente elettrica che attraversava l'azienda agricola.

Anonimo ha detto...

Paolo Franceschetti ha detto...
"La domanda sull'attore morto non è fuori tema dal blog. Diciamo che sarebbe più appropriato il forum ma è lo stesso. In qualunque caso non ne so nulla.
Perchè lei che ne pensa?"


Non ho un'idea ben precisa, forse sono solo suggestionato da questa morte strana e poco chiara. Mi impressiona anche la foto che si trova al centro della pagina del sito http://doctorparnassus.com/.

Di lui non sapevo niente fino al giorno della sua morte. Vero è, che quando muore un personaggio giovane e di successo, i giornalisti sono bravi a creare misteri per poter vendere più copie, magari anche in combutta con la casa di produzione del film, che ha tutto l'interesse a sfruttare la morte dell'attore.

Ripeto, forse la mia sarà solo suggestione, ma forse lei potrà vederci chiaro.

Grazie!

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, volevo raccontare un episodio che mi è accaduto ieri. Per il giornale su cui scrivo ho seguito il congresso regionale del Partito Liberale Italiano che si è tenuto nella mia città, c'era anche il giornalista Arturo Diaconale che si candida a segretario nazionale. Ebbene, durante il congresso a tutte le donne presenti è stata donata una rosa rossa. Può essere certo un gesto di galanteria, ma sono diventata molto sospettosa e, visto il contesto, forse c'era qualche significato. Che cosa ne pensate?
Antonella

Anonimo ha detto...

per Paolo Franceschetti.
Vero, il telecomando fu azionato da Castel Utveggio. Stop.
Il Cerisdi, invece, è stato fondato e realizzato da Vito Riggio e Rino Nicolosi. All'epoca, luglio del 1992, Padre Pintacuda era ancora vicino alla Rete e al vertice del Cerisdi ci arriverà in rappresentanza di Forza Italia che, sempre nel '92, non esisteva ancora. A gestire la superscuola,all'epoca della strage, erano altri, che nulla avevano a che fare con i fondatori, usciti di scena nella tarda primavera del '91. (Amir)

+c ha detto...

ciao paolo. navigando per siti giuridici, curioso questo http://www.enciclopediadeldiritto.it/ aVV. V....I..I..I.. via marcherita 236 R...C... (CS)

Anonimo ha detto...

Ho pianto. Ho avuto la pelle d'oca. Mi è scoppiato il cuore a sentire le parole di quest'UOMO.
Onore a voi, uomini e donne che avete versato il vostro sangue per noi.
RESISTENZA!
M.

Paolo Franceschetti ha detto...

Anonimo... hai ragione.
Padre Pintacuda però fu tra gli organizzatori.
E la cosa è molto inquietante

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti.
Scusate ma non so dove postare questo commento e lo scrivo qui cercando di non deviare la discussione.
Ho ritrovato dopo tempo il sito di un giornalista Canadese in Giappone che in alcuni video parla dei suoi rapporti e delle minacce che ha avuto dalla massoneria. Mostra anche alcune immagini di stemmi di gruppi massoni che lo hanno contattato sia per minacciarlo che per proteggerlo.
In pratica mi interesserebbe molto sapere cosa ne pensate.

http://www.youtube.com/watch?v=Uu6dWGfOy2k

A presto!

Gennaro ha detto...

@ Anonimo 1 febbraio 2009 20.24

Purtroppo penso sia l'ennesimo depistatore MA non si sa mai,bisognerebbe approfondire x ottenere delle prove.

qui trovi diversi articoli di Fulford

http://calmart.nl/blog/category/b-fulford/

Sicuramente dice cose "non da poco" riguardo alle società segrete asiatiche...ma bisogna capire se è credibile o no (come sempre!)
Ps:quasi quasi apro un topic nel forum
Ciao!

Marco ha detto...

Grazie Paolo.
Il tuo è tra i migliori e più intesessanti blog in assoluto in rete.

33 ha detto...

A te neo, universi aperti e tappeti di rose sulle ali di Horus diventerai.
Ma la parola si scrive celata se attraverso lo specchio riflettere non puoi,
la bilancia e l' ulivo spezzato decidere se vorrai, oppure nel volo sara'
la rossa scia di cio' che accademia piu' fare potra'.

LUTO DELLA LUPA ha detto...

A 33
DAL NIDO IL CORVO LO SGUARDO ORIENTA
LA PENNA SCRIVE QUEL CHE IL PUGNO ANELA
ESOTERICI FRASEGGI PER IL PARGOLO DILETTO
MIRA SAGACE LA RISPOSTA AL COR DEL POETA

INTESSE LA TRAPPOLA IL RAGNO DISTRATTO
OVE LA MOSCA ROTOLANDO S'ARRENDE
COME PECE STENDE LA MANO DAL TETTO
SCIVOLANDO ROVINA IL TRUCCO DEL GATTO

Satiro ha detto...

Tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zampino.

trentatretrentiniandavanoatrentotuttietrentatretrotterellando.

3 tigri contro 3 tigri.

sopra la panca la capra canta, sotto la panca la capra crepa.

.... non ci sono piu' le stagioni di una volta

e.... si stava peggio quando si stava meglio

e ancora moglie e buoi dei paesi tuoi.

papalagi.2 ha detto...

@@@scie chimiche: quoto in pieno il commento di Arthur e aggiungo che siamo (o dovremmo, vista la situazione) essere tutti abbastanza adulti e intelligenti da discernere fra un commento sincero (per quanto di segno opposto) e uno teso solo a screditare.
quindi o ci state trattando come bimbi piccoli (e neanche tanto svegli) o l' autore del post dovrebbe ricordarsi che esiste la libertà di pensiero (mi pare che 33 si sia già preso un "vaffanculo" e un sonoro "stronzo" niente meno che da Dio. il commento è ancora qui e mi fa un immenso piacere che sia!)

quanto sto ridendo grazie papalagi ha detto...

"mi pare che 33 si sia già preso un "vaffanculo" e un sonoro "stronzo" niente meno che da Dio "
sai com'è so soddisfazioni
:D :D :D

papalagi.2 ha detto...

come vedi qualunque commento è utile, si capisce con chi si sta parlando

Anonimo ha detto...

@@@ Scie chimiche

Ho scritto una volta sola, invitando alla preghiera invece che a metodi esoterici.
Di solito vi leggo con vario interesse.

Vi scrivo ancora perché non ritengo assolutamente corretto il modo di gestire il post sulle scie chimiche.

Come fate a sapere se ci sono 'disturbatori'?
Perché bloccate i commenti su richiesta dell'autore dell'articolo?

Avete notato che ci sono molte contraddizioni nell'articolo stesso?

Avete confrontato -solo per fare un semplice esempio- il concetto di 'irraggiamento' questo passo dell'articolo (con i significati intrinseci che l'autore gli da'):
"...batteri pseudomonas aeruginosa, batteri pseudomonas fluorescens, batteri serratia marcescens, streptomiceti, virus, retrovirus, batteri,..." con la 4° legge della natura della Nuova Medicina Germanica (ma vi sono anche altre nuove medicine che confermano l'assoluta 'bontà' dei microbi rispetto a quello che dice la medicina ufficiale 'menzognera').
Addirittura la NuovaMedicinaGermanica quasi nega l'esistenza dei virus!

Quanti piloti e personale vario sono necessari per realizzare tutte queste scie chimiche?

Dove vivono queste migliaia di persone? Nascoste?

Io ho centinaia di foto di aerei sia a motore che a reazione che durante evoluzioni acrobatiche a bassissima quota creano scie di vapore dalle estremità delle ali.
Ho un paio di foto dove due f16 in stretta virata, creano delle scie di vapore densissime e lunghe almeno qualche centinaio di metri
(fino alla fine dell'evoluzione) e volavano a meno di 100 metri dal suolo!

Avete mai guardato nelle cartine di navigazione i circuiti di 'parcheggio' o di 'avvicinamento' agli aeroporti? Notereste subito che gli aerei di linea devono eseguire strette virate in certi casi anche a forma di 8.
Molti circuiti di attesa sono a quote relativamente 'basse' e spesso sono sopra zone collinari o montuose.

Queste sono semplici considerazioni di un semplice cittadino che vive una normale vita e non è legato a nessuna associazione o partito ecc che non sia l'andare a Messa tutte le Domeniche ed il pregare con i Salmi tutti i giorni. La mia unica associazione è la Fede in Dio
(per questo mi tengo lontano anche dalle associazioni cattoliche che spesso sono delle vere sette).

Quindi invito ancora (chi crede) a pregare con i salmi almeno una volta al giorno e dimenticarsi delle faccende esoteriche.

grazie

MGM

Luka78 ha detto...

@ "anonimo" che si firma MGM:

Quello che scrivi sono le stesse cose che scrivono certi personaggi. Non far finta di fare l'agnellino indifeso.
Anche perchè, se fosse vero che non conosci l'argomento "scie chimiche", molto probabilmente neanche sapevi dell'esistenza di questo blog.
Ritorna dai tuoi amichetti rompi scatole.

Luka78

P.S.
Grazie, Paolo e Solange, per la pubblicazione di questo spinoso argomento.

Anonimo ha detto...

l'argomento sulle scie riguarda tutti
perché tutti respiriamo e mangiamo quelle sozzerie. Il fatto di non crederci non cambia l'evidenza e la realtà dei fatti.
Se c'è gente che crede di fare lo spiritoso, lo sta facendo con se stesso, poveraccio!

Anonimo ha detto...

per luca 78

e.p.c. per Paolo

Paolo, mi scuso da subito per questo post, non ne farò altri sul tema.

Carissimo Luca io non sono per niente un agnellino indifeso nondimeno quello che ho dichiarato a proposito delle mie appartenenze è la verità (per quello che vale per i tipi come te).

Non mi interesso di scie chimiche e frequento (come ho scritto) il blog di Paolo da mesi.
Come ci sono capitato?

Io leggo da anni Carlo Bertani e lo seguo sul suo blog.
Qualche volta mi è capitato di trovarlo sul sito 'disinformazione' dove ho scoperto un post di Paolo sul 'mostro' di Firenze.

Ecco cosa mi ha portato su questo blog.
Le discussioni che mi hanno 'appassionato' sono state quelle che hanno coinvolto gli aspetti religiosi, di Fede ed anche per contrappunto di esoterismo ed altre amenità (ma questa è solo la mia opinione in merito non un giudizio).

Ho tre figli ed ho scelto di vivere in collina, quasi isolato, lasciando un lavoro prestigioso per uno da umile impiegato (ma che mi impegna solo 6 ore al di) per dedicarmi alla famiglia ed ad un po' di volontariato che non guasta.

Non sono iscritto ad alcuna associazione di alcun genere (ammetto di aver 'firmato' e 'votato' per il PD).

Sono abituato a ragionare con la mia testa.

Sono un appassionato di aeronautica (ho avuto il brevetto di volo) e vado spesso a vedere
acrobazie oppure anche semplicemente gli aerei decollare da un aeroporto...

Leggendo con normale attenzione l'articolo sulle scie chimiche ho notato alcune contraddizioni...tutto qua.

Non avrei scritto niente di niente (mi limito a leggere il blog, come ho già scritto) sulle 'scie chimiche' ma sono stato spinto a farlo per protesta contro la scorretta chiusura dello stesso.

tutto qua

le mie sono semplici opinioni di semplice cittadino e non ti permetto di giudicarmi come hai fatto e nemmeno accetto le tue faziose insinuazioni che mi fanno pensare che sei tendente al 'settario' così come tanti (ti potrei citare anche solo CL) che ho incontrato nella Chiesa e che sono tutto fuorché Cristiani (se cerchi il mio post precedente indico esattamente quello che io penso sia cristiano e chi no...lo dice Gesù nel Vangelo:

"da questo vi riconosceranno, se vi amate l'un l'altro come io vi ho amato..."
tutto il resto (associazioni comprese) è 'noia'...

ti saluto caramente e ti garantisco che hai preso un abbaglio

ciao

MGM

PS per Paolo:
forse capisco perché hai chiuso il post, perché argomenti 'fumosi' del genere sono appannaggio dei soli 'iniziati' che rifuggono (come Luca) qualsiasi considerazione -anche pacata- diversa. Non avevo capito che il problema non è chi mette in dubbio le scie bensì chi le difende con il coltello fra i denti e sopratutto con una diffidenza totale nel prossimo.
Mi dispiace molto che Luca manifesti una tale sfiducia, non si vive bene pensando di essere i soli depositari della verità.


MGM

Anonimo ha detto...

@MGM

caro amico ma che stai addì!
a meno che tu non abbia in corpo un antidoto, leggi con umiltà e senza partito preso i documenti sulle scie.

frittomister ha detto...

Se chi contesta l'articolo sulle scie chimiche lo va a manifestare anche dove non richiesto, tipo qui, evidentemente gli autori ci hanno visto giusto e conoscono i loro polli.
Io comunque sulla mia testa vedo continuamente scie lunghe, persistenti e tratteggiate. E spesso la loro presenza coincide col dissolversi delle nubi. Ma se "ufficialmentese" le scie sono di vapore, come le nubi, perché rimangono mentre le nubi si disgregano?
(Ops, anch'io ho sbagliato luogo a questo punto, ma siccome sono piuttosto alterato per lo scempio atmosferico, spero mi si perdoni)

Paolo Franceschetti ha detto...

Abbiamo chiuso i commenti al post sulle scie, come già detto, perchè pochi argomenti suscitano tanto casino come questo. era stata una espressa richieta dell'autore dell'articolo
E in effetti, i primi rabbiosi commenti (cancellati) e il tono della discussione attuale mi dicono che l'autore aveva ragione.

A me i toni della discussione paiono verametne esagerati.
Se le scie chimiche si rivelassero una bufala saremmo tutti più contenti.
Pensate che meraviglia: faremmo un articolo dciendo "ragazzi... le scie chimiche erano una presa per il culo... almeno questa era falsa...".

Inutile litigare, Non ci guadagna nessuno.

Paolo Franceschetti ha detto...

33 bentornato...

Mi mancava la tua presenza anche se le prime due poesiole in cui mi preannunciavi gli occhi cavati e la morte per annegamento mi parevano più comprensibili. Ora francamente non ci capisco niente in ciò che scrivi.

Quando hai tempo e voglia facci sapere come trovi il forum, e se hai apprezzato l'articolo sulla scie chimiche. Non essere timido.

Federico ha detto...

Come volevasi dimostrare: inutile chiudere i commenti là... poi la gente li posta qua. E' internet bellezza! ;)
Dico la mia sulle scie. Boh, sono dubbioso. Quand'ero piccolo in effetti non mi ricordo di scie così evidenti e dal comportamento persistente. E' anche vero però che un'operazione così vasta a livello globale è difficile da tenere nascosta. Finchè si tratta di convincere, che sò, qualche astronauta a negare di aver visto gli ufo posso anche credere che sia possibile, ma qui si tratta di migliaia di persone che dovrebbero essere coinvolte, per non parlare delle ripercussioni che avrebbe, per esempio, sul prezzo del bario a livello mondiale. Ma... non lo so... in effetti sono strane. Ma di questi tempi tante cose sono strane o stanno cambiando. Ci sono mutamenti enormi e repentini su tutti i pianeti (e loro satelliti) del sistema solare, ci sono i cerchi nel grano sempre più elaborati, c'è un mutamento climatico in atto. Magari anche l'atmosfera sta cambiando e reagisce diversamente a prima.
Non voglio negare che un'operazione criminale possa essere in atto, non mi stupirei se fosse così. I soliti noti ci hanno abituato a questo e altro: lo scenario, se non vero, è certamente verosimile.
Però parliamone, perchè ogni tipo di censura, giusta o sbagliata che sia, porta inevitabilmente a far pensare che chi la pratica abbia paura del confronto. E quindi abbia qualcosa da nascondere.
Forse sono io che sono allergico alle censure, agli estremismi e ai toni da crociata, però quando vedo comportamenti simili mi viene da pensare che abbiano ragione gli altri, quelli che dicono che queste sono baggianate dei soliti complottisti.
E sarebbe un peccato se poi invece fosse tutto vero.

Anonimo ha detto...

....eccone un altro?
livello piu fine e subdolo
dici
sarebbero coinvolte migliaia di persone?è la stessa frase che usavano all inizio per l 11 settembre...e ome abbiamo visto
parli tanto di censura che ti fa arrabbiare ma qui hai appena potutto mettere lo zampino....
prova a scrivere qualcosa sul blog "degli altri" di attivissimo per direne 1.....
dici che è in corso un mutamento climatico...e ci credo con tutta la merda che stanno spargendo....
mentre leggevo questo ultimi post fai 15 minuti al massimo sono pssati ben 4 aerei 4 decisamente a bassa quota a sentire il casino che hanno fatto.....
Se poi per caso fossi davvero in buona fede parla di contenuti e non per associazione di idee vedi 11 set...se no sembri tu in malaFEDE
m

A ha detto...

E' da un pò che osservo il cielo e guardo questi aerei passare e ripassare sul cielo ma mai come domenica 4 gennaio. Un aereo volava bassissimo, se ne potevano distinguere chiaramente tutte le sue parti ed era ovviamente senza simboli identificativi tutto color argento emtalizzato, e sorvolava bassissimo la SS18 seguendola in ogni curva. Sn sempre piùù sfacciati.

Anonimo ha detto...

@ A delle ore 20.33

parli di SS18.... mi potresti dire la zona per favore ??? Io vivo in Calabria e sono molto interessato al fenomeno... Grazie mille in anticipo per la risposta...

Forza Paolo... Non mollare mai... Grazie mille per quello che fai e per come lo fai. Ed un grazie anche a Solange e Stefania...

Frank

Federico ha detto...

@ m

"dici che è in corso un mutamento climatico...e ci credo con tutta la merda che stanno spargendo...."

dico anche che mutamenti sono in corso in tutto il sistema solare. pensi che i tanker arrivino fin su plutone?

Guarda che non sono scettico sulle scie, anzi.... solo che ho alcuni dubbi che mi piacerebbe discutere, tutto qui.

goober ha detto...

Se posso dire la mia ....
Non trovo giusto offendere mgm o chi come lui cerca soltanto di confrontarsi in modo costruttivo ed educato sul tema. Personalmente credo che le scie chimiche ESISTANO e anche se qualcuno in disaccordo con noi ne parla in modo EDUCATO(RIPETO!!) non dovrebbe essere un problema.
Altra questione sono quelli che ti danno del paranoico fancazzista ecc.ecc.

goober ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

C'era una volta il Regno Unito, cattedrale del liberismo e del neo-vetero-colonialismo, abitato da profeti della speculazione finanziaria e delle creature mostruose come swap, put options, centri off-shore, scogli di Sark e via dicendo.

In quel Paese il 25% del PIL si fondava su ..carta..l’Economist negli anni ’90 additava Italia e Giappone quali esempi negativi, soffermandosi però sulla ricchezza delle loro manifatture e sulla loro virtù principale, l’esportazione.

Intanto, in quel ridente Regno tutto venne privatizzato, perché una signora, passata alla storia come Lady di ferro, sosteneva fosse la cosa migliore per migliorare la vita di tutti.
Anni più tardi tanti osarono sfidare questo assunto, un regista fece persino un film sullo sfascio delle ferrovie nazionali.

Gli italiani, da sempre bravissimi nelle conversioni ed emulazioni

(almeno alcune volte..pensate..:

gli altri entrano in guerra nel 1914, noi ci accodiamo nel 1915;
gli altri lo rifanno nel 1939, noi dietro nel 1940..

ma potremmo andare indietro o avanti..

gli altri combattevano in Crimea nell’800, noi dietro..
gli altri privatizzano, noi idem..
gli altri divorziano/abortiscono/eutanasizzano/omosessualizzano noi per essere “chic” o al passo imitiamo subito; gli altri fanno il ’68 o ’48, noi imitiamo..eccetera)

si accodarono negli anni ’90, donando alla sacerdotessa molti dei “gioielli di famiglia” quale segno della loro fedeltà.

I grandi sacerdoti/curatori fallimentari furono premiati con scranni ecclesiali di prim’ordine, tipo Presidente della Repubblica, del Consiglio dei Ministri o, in seguito, Governatore di Bankitalia (come si usa dire, secondo il gergo sassone, più “cool”).

Nel frattempo prosperava la mistica Unione Internazionale dei Ragionieri, testè ribattezzata UE, la quale ardentemente pontificava sulle dimensioni dei cetrioli, sulla curvatura delle banane e su altri fondamentali aspetti tra cui la concentrazione di piombo nelle canne degli organi.

Nel tempo libero l’UE predicava, spargendo i propri apostoli dall’Atlantico al Mar Nero, affinché i salari fossero contenuti, gli Stati non spendessero assolutamente oltre alcuni limiti ed il mercato, Dio supremo, diffondesse il proprio Verbo.

I discepoli e gli altri seguaci venivano ripetutamente esortati ad essere “flessibili”, ma costoro non si dedicarono all’aerobica o allo stretching, bensì andarono a spasso per periodi sempre più lunghi, mentre dovevano continuare a versare l’obolo; si ritrovarono infine sempre più numerosi e sempre più poveri…

I pochi eretici sedevano sulle navate esterne, a destra e sinistra della grande cattedrale, spesso venivano cacciati fuori in malo modo, o peggio..
Alcuni furono arsi vivi, appesi a testa in giù, trucidati o scacciati. Altri ancora peregrinavano in piccoli gruppi, sfamandosi di quel che la terra produceva e rifuggendo i feticci della religione imperante: fast food, griffes, Briatori e schermi LCD.

Venivano additati dai propri simili come bestie ammorbate, miserabili esempi di miscredenti da condannare. Prosperavano le indulgenze o “simonìe”, e le Congregazioni del “Rating”, che andavano da AAA, BBB fino a CaaCa.

Un bel giorno uno dei cardinali più voraci e potenti, un certo Lehman, esaurite le finanze per pagare banchetti, menestrelli e concubine, sperperate le decime del proprio feudo, si diede alla fuga senza pagare i creditori.

Si scoprì presto che questo cardinale aveva pagato i creditori con molti sacchi di monete d’oro composte per ¾ di ottone.
Tutti gli altri cardinali cominciarono a tremare: anche loro avevano fatto lo stesso e stavano per essere scoperti..

Corsero allora dal Pontefice Massimo, che in quel periodo di alternanza assumeva vari e curiosi epiteti, come BCE, Federal Riserve o “prestatore di ultima istanza”. Chiesero l’oro che non avevano e il Pontefice cominciò a produrre tonnellate di monete per salvarli, ma non aveva abbastanza oro, i creditori pressavano in ogni dove, dalle piccole parrocchie alle basiliche.

Si finì per fare monete con qualsiasi cosa: nottetempo le presse coniavano monete dove all’ottone venivano aggiunti stagno e alluminio…Dell’oro nessuna traccia.
Le monete cominciarono a non essere più accettate, tanti scelsero il baratto mentre i potenti proseguivano a predicare di avere fiducia e che tutto era normale.

Il popolo intanto, ammaliato dai feticci, seguitava ad adorare vari dèi su base locale e personalistica: divinità che portavano strani nomi, come Emporio Armani e D&G, Nokia e Philip Morris, Unilever e Mediobanca, Che Banca! e Studio Aperto, in una bruttura che pareva essere senza fine..

A quel punto il Regno Unito si accorse che, fedele al dogma, aveva consentito ad una setta estranea di predicare sul proprio suolo, dove il Regno stava indicendo una nuova crociata: i grandi sacerdoti cercavano di calmare i fedeli, giustamente adirati per l’usurpazione subìta..

Ma non c’era verso, tutto sembrava regolare, in piena osservanza del Verbo, che consentiva ad un discepolo greco di predicare in Germania e ad uno francese di predicare in Spagna.
La setta viveva assediata dagli abitanti del Regno, mentre i sacerdoti sentivano vicino il giorno in cui le troppe falsità dette si sarebbero ritorte contro di loro e forse i discepoli di un tempo li avrebbero rovesciati.

Solo allora, gli eretici cominciarono a uscire dalle catacombe nelle quali per lunghi anni si erano rifugiati e fiorirono le vocazioni tra coloro che fino a poco tempo prima avevano diffuso presunti sacri testi inneggianti ad un falso dogma, chiamato liberismo ..Molti furono i rinnegati.
Per primo fu il New York Times…

2) Paul Krugman, «A crisis of faith», New York Times, 15 febbraio 2008.

http://www.nytimes.com/2008/02/15/opinion/15krugman.html

Alcuni scismi si intravedevano all’orizzonte, specie in una colonia detta Stati Uniti, e taluni prevedevano dazi e protezionismo da parte di chi un tempo predicava liberismo e libera circolazione..

Forse non sono arrivati fino a noi tutti i capitoli ma siccome la storia era lunga e complicata, certe pagine del libro erano state strappate, falsificate o persino mai stampate.
Gli anziani lettori, nel raccontarla ai bimbi persero qualche passaggio e non si leggeva nemmeno il lieto fine..

Lodevoli monaci amanuensi cercarono anni dopo di ricostruire quanto perduto.


Buon “default” (perdonate.. “crollo”, “bankruptcy”, “fallimento” o come vi pare, l’importante è essere politicamente corretti..) a tutti.

Salutoni Scirè

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=5NBZjjj2Kh4

Occhio pericolo di svegliarsi da un "brutto sogno" solo per gente esigente

salutoni Scirè

A ha detto...

Ciao, l'ho visto imbottigliata nel traffico vicino Salerno. Io avevo sempre creduto alle scie chimiche anceh se ero un pò sbeffaggiata da tutti ma dopo aver visto quell'aereo volare così basso senza mezzo segno distintivo mentre rilasciava una bella scia mi sn convinta che nn sn assolutamente io ad essere pazza.

Luka78 ha detto...

@ MGM:
"Carissimo Luca io non sono per niente un agnellino indifeso nondimeno quello che ho dichiarato a proposito delle mie appartenenze è la verità (per quello che vale per i tipi come te)."

Se ti ho definito "agnellino indifeso" è perchè, dal modo con cui hai scritto, sembravi ( e lo puoi sempre essere, ma NON è un problema ) uno di quelli che cerca lo scontro ( virtuale ) su questo argomento. Si fingono ignari dell'argomento, o poco avezzi alla tematica trattata, e fanno domande a più non possono. Ma si sa dove vogliono andare a parare. E se uno non se ne rende conto, rischia di prendersi in giro da solo.

"Non mi interesso di scie chimiche e frequento (come ho scritto) il blog di Paolo da mesi.
Come ci sono capitato?
Io leggo da anni Carlo Bertani e lo seguo sul suo blog.
Qualche volta mi è capitato di trovarlo sul sito 'disinformazione' dove ho scoperto un post di Paolo sul 'mostro' di Firenze.Ecco cosa mi ha portato su questo blog.
"

Bene o male così come ho scoperto anch'io questo sito ormai da più di un anno.

"Le discussioni che mi hanno 'appassionato' sono state quelle che hanno coinvolto gli aspetti religiosi, di Fede ed anche per contrappunto di esoterismo ed altre amenità (ma questa è solo la mia opinione in merito non un giudizio).
Ho tre figli ed ho scelto di vivere in collina, quasi isolato, lasciando un lavoro prestigioso per uno da umile impiegato (ma che mi impegna solo 6 ore al di) per dedicarmi alla famiglia ed ad un po' di volontariato che non guasta.
Non sono iscritto ad alcuna associazione di alcun genere (ammetto di aver 'firmato' e 'votato' per il PD).
Sono abituato a ragionare con la mia testa.
"

Bè, mai messo in discussione questo tuo aspetto. Anche perchè, non ti conosco. E se anche ti conoscessi, libero di ragionare come ti pare.

"Sono un appassionato di aeronautica (ho avuto il brevetto di volo) e vado spesso a vedere
acrobazie oppure anche semplicemente gli aerei decollare da un aeroporto...
Leggendo con normale attenzione l'articolo sulle scie chimiche ho notato alcune contraddizioni...tutto qua.
Non avrei scritto niente di niente (mi limito a leggere il blog, come ho già scritto) sulle 'scie chimiche' ma sono stato spinto a farlo per protesta contro la scorretta chiusura dello stesso.
tutto qua
"

Se è stato chiuso in quel modo, credo che intendi i commenti, è per evitare ( almeno credo ) fiumi di commenti di gente NON "scettica" al fenomeno chemtrails, ma commenti di disturbatori. E credimi, ce ne sono a iosa!

"le mie sono semplici opinioni di semplice cittadino e non ti permetto di giudicarmi come hai fatto e nemmeno accetto le tue faziose insinuazioni che mi fanno pensare che sei tendente al 'settario' così come tanti (ti potrei citare anche solo CL) che ho incontrato nella Chiesa e che sono tutto fuorché Cristiani (se cerchi il mio post precedente indico esattamente quello che io penso sia cristiano e chi no...lo dice Gesù nel Vangelo:

"da questo vi riconosceranno, se vi amate l'un l'altro come io vi ho amato..."
tutto il resto (associazioni comprese) è 'noia'...

ti saluto caramente e ti garantisco che hai preso un abbaglio
"

Potrò aver preso un abbaglio, anzi, sicuramente le avrò prese, ma, da come ti ho scritto all'inizio del mio commento, dal tuo tono sembravi uno di quelli. E comunque, a prescindere se uno vuole o non vuole ( come te ) approfondire la questione delle scie chimiche cercando di documentarsi, il problema, per me e tanta altra gente, rimane. Poi, ognuno libero di informarsi o non informarsi. Con buona pace di ciò che "piove" o che potrà "piovere" dal cielo.

"PS per Paolo:
forse capisco perché hai chiuso il post, perché argomenti 'fumosi' del genere sono appannaggio dei soli 'iniziati' che rifuggono (come Luca) qualsiasi considerazione -anche pacata- diversa. Non avevo capito che il problema non è chi mette in dubbio le scie bensì chi le difende con il coltello fra i denti e sopratutto con una diffidenza totale nel prossimo.
Mi dispiace molto che Luca manifesti una tale sfiducia, non si vive bene pensando di essere i soli depositari della verità.
"

MGM, nessun coltello tra i denti. Te lo riscrivo: in questo argomento ci sguazzando tanti buffoni che si spacciano per gente colta, preparata in materia e che sa come vanno le cose. LORO, casomai, dovresti definire "depositari della verità" e non gente come me ( comunissimi comuni mortali ) che tentano di raccapezzarci qualcosa. NON sono argomenti "fumosi", MGM!
Se la metti così, a 'sto punto tutto è fumoso. Anche le "rose rosse", la "numerologia" e le "minacce" velate. E via dicendo.
Entrambi ( scie chimiche ecc.. ) sono argomenti poco dibattuti e rischiano, visto che nascono e vivono su internet, di rimanere tali.
Saluti.

Luka78

Anonimo ha detto...

Grazie mille A... gentilissima..

e grazie mille a Scirè.. per il video di Paolo Barnard... :) molto molto molto molto interessante...

grazie ancora...

Frank

Stefania Nicoletti ha detto...

Scirè,
grazie anche da parte mia per i video di Paolo Barnard. Li ho messi sul forum. Meritano davvero.

Anonimo ha detto...

Guardatevi questo và...
Ma non inca...tevi troppo!!! ;)
http://www.youtube.com/watch?v=B5Zou-1MXQg

NN

mat86 ha detto...

Salve gente!grazie Paolo per l'articolo, non avevo mai letto niente sul tema delle scie chimiche, al massimo visto qualcosa sulla splendida trasmissione Voyager ;-)

Anch'io sono un pò scettico, penso mi informerò meglio

Stasera Gioacchino genchi ad anno zero!
Su Panorama gli hanno addirittura dedicato la copertina: "Il Grande orecchio L'uomo che spia lo stato"
"Nella rete di interceptor"

Il giornalista di Panorama Mario Sechi si domanda:
"è sicuro una paese dove i magistrati dell'Antimafia possono essere localizzati quando e come si vuole?"
Io domando al giornalista: è normale avere un giornalista che spara cazzate come te?
secondo lui Genchi, uomo dello stato, grande persona a parer mio, ha lavorato con Falcone ecc sarebbe un pericolo per i magistrati dell'antimafia?! sembra una barzelletta!porca miseria!
scusate lo sfogo

http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_04/genchi_indagato_abuso_privacy_d4f079d6-f2bd-11dd-8878-00144f02aabc.shtml

http://gioacchinogenchi.blogspot.com/

e offtopic ma non più di tanto
"Sanzioni ai siti che incitano al crimine"

http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_05/emendamento_anti_facebook_e63fdae2-f385-11dd-a8aa-00144f02aabc.shtml

leggetevi anche i commenti

saluti!

Anonimo ha detto...

Scie chimiche - HAARP - Terremoti

26/12/2003 Iran Terremoto
26/12/2004 Oceani indiano Maremoto
26/12/2006 Filippine Terremoto
26/12/2007 Indonesia Terremoto
26/12/2008 timore di un nuono maremoto

qualcuno è adirato per la nascita di Cristo ?

g.b.perasso

+c ha detto...

http://it.youtube.com/watch?v=ib0SLiNu3VU

Anonimo ha detto...

Scusate, ma nessuno parla del caso Englaro?
Non vi sembra "troppo uguale" a Terry Schiavo?
Qualcuno vuole forse farci ingurgitare l'eutanasia per forza, e contemporaneamente istigare contro il Vaticano?

(Aggiungo che sono anche favorevole, e non posso vedere il Vaticano, ma tutto ciò mi puzza di guerra tra di "LORO"!!!)

Pinco Ramone ha detto...

No caro 'anonimo'
quella è una guerra contro di Te.

Barzo ha detto...

"Stabilire che una sentenza di un giudice possa essere annullata per decreto del governo vuol dire un domani poter annullare anche una sentenza di condanna di qualche potente di turno perchè semplicemente non piace al governante di turno" - dipietro

al governo e ai politicanti credo fotta nulla della poveraccia intubata.
a loro serve scatenare la diatriba per poter modificare la costituzione, e veder cosa succede.

prego perchè lei possa trovare la pace, in qualsiasi forma.

+civ & es ha detto...

CONTINUA LA CROCIATA PARAMETAFISICA DEI GIUDICI-MISSIONARI DELLA C.D. “MORTE DIGNITOSA”



1. Un giorno mi telefona un caro amico per segnalarmi il decreto del Tribunale di Modena 5 novembre 2008, da lui definito “stimolante”, di impronta “progressista”, nonché “impegnata” e “sensibile”.

Già questa presentazione mi ha mal disposto: l’aggettivo “stimolante” mi ricorda l’olio di ricino che mia madre mi propinava da bambino, con quel che seguiva; “progressista” mi ricorda un Tizio che, avendo cieca fiducia nella ragione, si è ritrovato ricoperto dai calcinacci di un muro crollato; “impegnato” mi ricorda i debiti dei poveretti che si recano al Monte di pietà; “sensibile” è il termine con cui si autodefinisce un mio parente prossimo, presuntuoso quanto permaloso, quando gli contesto la sua permalosità.

La lettura del provvedimento mi ha poi confermato che i termini usati dal mio amico andavano intesi nel senso in cui io li intendo, con l’aggravante dell’ignorantia legis, meritevole di segnalazione critica. Ho dunque deciso di scrivere una nota, che, in una prima stesura, era più lunga, perché conteneva ogni sorta di commento, anche con epiteti irriferibili, sfoghi, lamentazioni su come si è ridotta la giustizia in Italia, tutto ciò, insomma, che ormai scrivo in forma privata per sfogare l’irritazione che provo leggendo certi provvedimenti di certi giudici, i quali hanno il coraggio di pronunciarli in nome del popolo italiano, cioè anche a mio nome, coinvolgendomi in un’operazione giuridicamente dissennata, per non dire altro.

Tolto, nella stesura definitiva, tutto ciò che purtroppo andava tolto, non c’è rimasto molto. Infatti il decreto si segnala non solo per il ricorrente arbitrio del giudice, che si costruisce una legge ad uso e consumo delle proprie idee, in palese violazione dell’art.103 Cost., ma anche per la motivazione inesistente sul piano giuridico, illogica sul piano della coerenza argomentativa e, nell’unica affermazione che vorrebbe far uso di categorie dogmatiche, palesemente errata a livello istituzionale.

Ma la cosa più sorprendente è che il provvedimento si appalesa perfettamente inutile, alla luce degli orientamenti (peraltro criticabili ed anzi inaccettabili) della Suprema Corte, sicché all’arbitrio si accompagna il puro velleitarismo. I lanci di agenzia e gli articoli dei quotidiani, che in prima pagina strombazzavano la notizia della brillante trovata giudiziaria, sono stati dunque frutto della ben nota ignoranza giuridica dei giornalisti. Essi, chissà perché, si dedicano a eccitare il narcisismo dei tanti giudici, i quali si agitano, sperando di ritrovarsi al centro della scena e grazie ai giornali spesso ci riescono (contenti loro …).

2. Il decreto 5 novembre 2008 del Tribunale di Modena, ritiene dunque possibile per un cittadino italiano pienamente capace di intendere e di volere e non affetto da alcuna infermità o menomazione fisica o psichica, utilizzare, nel vigore della legge italiana, previa dichiarazione notarile, l’istituto dell’amministrazione di sostegno per far nominare un amministratore, il quale, in un domani, ove l’interessato si trovi in condizione di incapacità di intendere e di volere, manifesti la contrarietà a trattamenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione in caso di malattia terminale o di lesione traumatica cerebrale, irreversibile o invalidante[1].

Il giudice monocratico, ad abundantiam, sommando cani e gatti, cavalli e asini, equipara, in base al brillante argomento (giuridico?) del c.d. «giocoforza», l’ipotesi di rifiuto di cura a quella di richiesta al medico di interromperla. Mi sono già intrattenuto sul punto[2] ed eviterò dunque di ripetermi, ma non posso non notare come l’argomento addotto per sostenere che il distacco della macchina non costituirebbe eutanasia è davvero, in termini giuridici, privo di serietà. Il distacco si caratterizzerebbe infatti per il ripristino, che era stato «forzatamente rallentato», del normale percorso biologico, mentre l’eutanasia «nella sua essenza consiste nell’indotta accelerazione del processo di morte».

Insomma, se io posso rallentare il processo di morte e non lo rallento, staccando la macchina, non è che per questo lo accelero! Che cosa si può replicare a questa brillante argomentazione? Meglio stendere un pietoso velo e passare oltre[3].

3. Il giudice monocratico crea poi ad arte un nuovo istituto, che non è l’amministrazione di sostegno, la quale presuppone che chi la chiede si trovi in una delle condizioni previste dall’art.404 c.c. e cioè sia persona inferma o menomata fisicamente o psichicamente, onde è escluso che essa possa essere disposta per chi è in perfetta forma fisica e psichica, sol perché in un domani potrebbe non esserlo più. Un’amministrazione di sostegno incerta nella sua attuazione nell’an e nel quando è pura invenzione[4].

Come motiva l’invenzione il fantasioso giudice? Con due argomenti di disarmante inconsistenza. Sul piano tecnico egli richiama l’art.408 comma 2° c.c., che in realtà è la seconda disposizione del 1° comma, in virtù della quale l’interessato può designare l’amministratore «in previsione della propria eventuale futura incapacità». Ma la designazione riguarda la futura amministrazione, tant’è che solo in chiave di interpretazione estensiva si è ritenuto che la designazione possa essere fatta dall’interessato con il ricorso, con riferimento cioè alla contestuale richiesta di dar luogo all’amministrazione[5], sempre che l’interessato sia un disabile, un soggetto cioè capace di intendere e di volere, con esclusione dei minori, interdetti e inabilitati[6], a conferma del fatto che presupposto per la presentazione del ricorso è quello che il beneficiario si trovi nella condizione prevista dall’art.406 comma primo c.c.

Oltre al controproducente richiamo all’art.408 c.c., il giudice invoca l’inconveniente costituito dal fatto che, in caso di urgenza, non si potrebbe ottenere in tempo reale il decreto di nomina dell’amministratore.

A parte che addurre inconvenienti non costituisce un argomento giuridico, resta il fatto che, secondo l’opinione dello stesso giudice, sarebbe sempre possibile chiedere il distacco della macchina, onde, nel caso in cui vi fosse stato un attacco indesiderato, uno dei tanti soggetti previsti dall’art. 406 c.c. potrebbe con tutta calma far nominare alla bisogna un amministratore di sostegno, il quale, anziché curare, come dovrebbe, l’incapace[7], ne chieda la morte alle condizioni previste dalla nota sentenza - “legge” della Suprema Corte sul coma vegetativo[8].

Peraltro, ai fini del distacco, dovrebbe aversi riguardo alla volontà espressa dal beneficiario in epoca precedente, posto che, essendo egli incapace di intendere e di volere, non potrebbe esprimere la propria volontà in tal senso. La dichiarazione notarile che dovrebbe precedere la presentazione del ricorso, avrebbe dunque, in questo solo caso, nella logica-illogica del provvedimento, un senso. Infatti non si comprende quale senso essa abbia al fine di ottenere un decreto ora per allora, visto che in tal caso, essendo il soggetto capace, tant’è che presenta il ricorso, la volontà è calata nel ricorso stesso, per cui la pregressa dichiarazione notarile è un inutile bis in idem.

Tralascio di commentare altri argomenti di contorno usati a sproposito, quali il tagliuzzamento del disposto dell’art.404 c.c. o la scoperta che l’amministrazione può essere chiesta anche dal capace di intendere e di volere, senza però aver evidentemente presente che in tal caso costui deve essere necessariamente un disabile.

4. Le sorprese non mancano quando si scopre che il beneficiario può manifestare una volontà contraria «qualunque ne siano le modalità espressive», spettando poi all’amministratore e solo a lui di «portare alla cognizione del Giudice Tutelare le mutate volizioni dell’interessato fornendo puntuali elementi di riscontro della intervenuta revoca di quanto a suo tempo disposto».

Se questa notizia è comunicata al giudice quando il beneficiario è ancora capace, l’esito dovrebbe essere quello della revoca ex art.413 c.c., con la sorprendente singolarità che il beneficiario non potrebbe però agire, sicché se l’amministratore non si attiva, i suoi poteri restano integri ed egli, se del caso, potrebbe in teoria impedire l’attacco alla macchina, pur se la volontà in tal senso fosse stata revocata.

Infatti quando in motivazione si dice che l’amministratore deve fornire al giudice «puntuali elementi di riscontro» della mutata volontà, ci si riferisce all’ipotesi in cui egli venga meno all’incarico ricevuto e non si opponga all’attacco, in nome, appunto, di detta mutata volontà, lasciando così scoperta l’opposta ipotesi, quando l’amministratore eserciti i poteri formalmente attribuitigli, pur in presenza di revoca da parte del beneficario. In questo caso, infatti, chi informa il giudice? Il beneficiario divenuto incapace e in seguito morto?

Sorprendente è poi il modo in cui il giudice, a proposito del grave e dibattuto tema dell’attualità e contestualità del consenso, che deve essere informato, se la cava sostenendo quanto segue: «Costituisce principio consolidatosi ab immemorabile nell’ordinamento quello per cui una volontà negoziale, in quanto tale idonea a produrre effetti giuridici, resta ferma fino alla sua revoca».

Ora, premesso che il negozio giuridico, per essere veramente tale, sul piano disciplinare, deve avere carattere patrimoniale (arg. ex art.1324 c.c.) ed è, di per sé, irrevocabile[9], salvo, per quelli recettizi, il meccanismo previsto dall’art.1334 c.c., onde il gioco della priorità delle comunicazioni, in materia di vita e di morte, come più in generale in materia di diritti della personalità, siamo fuori della patrimonialità (si prescinde ovviamente dalla possibilità, sul piano dell’esercizio del diritto, dello sfruttamento commerciale, ad esempio, dell’immagine[10] o dell’identità professionale come nel caso di endorsement, di sponsorizzazione, di right of publicity), sicché non si può parlare di negozio giuridico e di efficacia vincolante.

Ad esempio, la c.d. donazione del rene non è un atto di liberalità, né un negozio giuridico e non ha quindi in alcun momento, nemmeno a livello di promessa, efficacia vincolante, situandosi in un’area contigua alla socialità e alla cortesia, tant’è che l’irripetibilità consegue alla ovvia inesigibilità della pretesa restitutoria e non già all’irrevocabilità di un preteso atto di disposizione, che, in realtà, in senso tecnico-giuridico, non esiste.

La dichiarazione di non voler essere attaccato alla macchina ed in genere di non voler essere curato è quindi un consenso in negativo, cioè un dissenso, dell’avente diritto, atto in senso stretto, non negoziale, e non fatto, ma solo perché rileva la volontà.

Il dissenziente non dà vita ad un regolamento di interessi, mentre, da parte sua, l’ordinamento considera il dissenso alla stregua di un fatto giuridico, idoneo a far venir meno l’illecito, che sarebbe stato imputato al medico per aver omesso la cura. Di qui l’irrilevanza del dissenso, se la volontà è viziata, senza ovviamente alcuna estensione analogica della disciplina negoziale sui vizi della volontà.

La dichiarazione del dissenziente è dunque priva di qualsivoglia vincolatività, non avendo essa carattere dispositivo se non altro per l’impossibilità di individuare un oggetto di cui disporre. La volontà del soggetto è estranea o, se si vuole, irrilevante nei confronti della garanzia giuridica ex art.2043 c.c., di cui egli non può disporre, come è confermato, per un verso, dall’art.579 c.p., con conseguente carattere illecito della lesione all’integrità della persona e, per l’altro, dall’art.5 c.c.[11], con i limiti che tale norma incontra, in chiave di pati, per l’attività sportiva[12] e per la cura medica, al di là della terminologia, tecnicamente riferibile, ad esempio, al caso limite della vendita dei capelli o al classico caso di scuola del contratto di baliatico.

A conclusione non diversa si giungerebbe ove l’oggetto fosse individuato nella stessa persona, vista contemporaneamente «a parte subiecti, a parte obiecti»[13], in quanto allora il diritto si caratterizzerebbe in termini solo di godimento esclusivo e non già di disposizione, «perché appare tecnicamente o materialmente improponibile il trasferimento dell’oggetto (persona) o la rinunzia al diritto (e cioè all’interesse tutelato) data l’inerenza alla stessa persona in quanto soggetto»[14].

5. Ma il problema del dissenso non è quello della natura giuridica della dichiarazione, tant’è che le due più recenti sentenze della Cassazione che se ne sono occupate non l’hanno presa in esame, perché inidonea a far superare l’ostacolo dell’informazione e quindi dell’attualità, come viceversa il giudice modenese sbrigativamente ritiene.

Per quanto riguarda il rifiuto delle cure, la Suprema Corte, con una recente sentenza, che il giudice ha dimostrato colpevolmente di ignorare[15], ha indicato le condizioni alle quali un testimone di Geova può pretendere, pur rischiando la vita, di non essere sottoposto a trasfusione di sangue, quando sia in stato di incoscienza e dunque sia incapace di intendere e di volere.

Secondo questa decisione (un’altra, anch’essa frutto di contraddizioni, invenzioni giuridiche, violazioni di legge) non è sufficiente avere con sé un cartellino recante la scritta «niente sangue» sottoscritto anche da due testimoni. Infatti così come la validità del consenso alle cure deve essere informato e dunque attuale, così la efficacia di uno speculare dissenso ex ante, privo di qualsiasi informazione medico-terapeutica deve ritenersi altrettanto impredicabile, «perché altro è l’espressione di un generico assenso ad un trattamento in condizioni di piena salute, altro è riaffermarlo puntualmente in una situazione di pericolo di vita». E’ pertanto necessario «un dissenso che suoni attuale e non preventivo», un rifiuto che sia ex post e non già ex ante, quando non si può avere consapevolezza della gravità (attuale) delle proprie condizioni di salute.

Fin qui nulla da eccepire, anzi tutto da condividere, perché in tal modo si sancisce quel che dovrebbe essere ovvio e cioè che il consenso informato non può essere dato da un incapace, né è possibile, con buona pace del giudice di Modena, una dichiarazione ora per allora quando si è capaci. Esattamente l’opposto, peraltro, di quel che si era in precedenza deciso con l’incredibile sentenza nel caso del coma vegetativo[16].

Poste queste corrette premesse, la Suprema Corte si contraddice però palesemente affermando poi quanto segue: «Con ciò non si vuole, peraltro, sostenere che, in tutti i casi in cui il paziente portatore di forti convinzioni etico-religiose (come è appunto il caso dei testimoni di Geova) si trovi in stato di incoscienza, debba per ciò solo subire un trattamento terapeutico contrario alla sua fede. Ma è innegabile, in tal caso, l’esigenza che, a manifestare il dissenso al trattamento trasfusionale, sia o lo stesso paziente, che rechi con sé una articolata, puntuale, espressa dichiarazione dalla quale inequivocabilmente emerge la volontà di impedire la trasfusione anche in ipotesi di pericolo di vita, ovvero un diverso soggetto da lui stesso indicato quale rappresentante ad acta il quale, dimostrata l’esistenza del proprio potere rappresentativo in parte qua, confermi tale dissenso all’esito della ricevuta informazione da parte dei sanitari».

A prescindere dal fatto che si tratta di un chiaro obiter, questa affermazione della Suprema Corte è bensì inaccettabile, ma almeno più restrittiva, pretendendo quell’atto scritto che, per la sentenza n.21748 del 2007, sarebbe addirittura superfluo, perfino quando si tratta di far cessare l’intervento salva vita.

Ma allora se è possibile nominare un rappresentante ad acta (che in realtà, trattandosi di atto personalissimo, è un nuncius, per usare quella terminologia tecnica ormai ignota anche ai Supremi Giudici) per impedire trasfusioni salva vita, dovrebbe essere possibile nominarlo anche per evitare l’attacco ad una macchina parimenti salva vita, per cui l’esibito sforzo del giudice di Modena sarebbe stato del tutto inutile, essendo all’uopo sufficiente recarsi dal notaio o forse nemmeno questo, visto che la Suprema Corte non ha indicato, quale presupposto formale, la sottoscrizione autenticata.

6. Sennonché l’ipotesi di diniego a ricevere trasfusioni ha una sua peculiarità, che rende impossibile l’estensione ad altre ipotesi dei rimedi adottati. Infatti, da un lato, il diniego stesso in questo caso è incondizionato, dall’altro, la trasfusione è imposta da uno stato di necessità improvviso nel corso di un’operazione chirurgica e, una volta praticata, è, come tale, irreversibile.

Nel caso di diniego di attacco ad una macchina, viceversa, da un lato esso è condizionato all’irreversibilità di una malattia che conduca alla morte, in quanto allo stadio terminale, e, dall’altro, ove il diniego non fosse rispettato, sarebbe sempre possibile l’operazione inversa del distacco, sicché non si è in presenza di un’iniziativa irreversibile.

Secondo il giudice modenese, come si è detto, l’amministrazione di sostegno ora per allora si giustificherebbe con riferimento all’ipotesi in cui all’improvviso il beneficiario dovesse trovarsi in condizioni di incapacità e dovesse essere attaccato d’urgenza ad una macchina salva vita, perché allora, per la necessaria immediatezza dell’intervento, non si potrebbe adire il giudice.

In questo caso però non solo mancherebbe il presupposto dell’irreversibilità dell’atto violativo del dissenso, ma sia per il diniego di attacco, che non sarebbe incondizionato, sia, a maggior ragione, per il distacco, si porrebbe il problema di chi debba accertare l’avveramento della condizione, cioè l’irreversibilità della malattia, allo stadio terminale.

Sul punto la Suprema Corte si è già espressa nel noto caso della giovane, la quale, giunta in coma al pronto soccorso, ha ricevuto cure che le hanno permesso di vivere, sia pure il stato vegetativo. Il rappresentante dell’incapace, per poter chiedere il distacco, deve essere autorizzato dal giudice, dopo che, nel contesto del giudizio, la volontà dell’incapace stesso e l’irreversibilità della malattia sia stata accertata[17].

Il giudice modenese si rifà bensì a questa sentenza, ma la applica in modo a tal punto distorto, da violarne l’essenza.

Il punto è infatti quello di stabilire se l’autorizzazione giudiziale possa essere sostituita dalla nomina ora per allora dell’amministratore di sostegno. La risposta è certamente negativa, perché il carattere irreversibile e terminale della malattia non può essere presupposto, né accertato parimenti ora per allora, sicché, per ovvi motivi di tutela dell’incapace, l’autorizzazione non può essere implicita, con attribuzione a qualsivoglia singolo medico di accertare e dichiarare egli stesso, sostituendosi al giudice, l’irreversibilità al di fuori del contesto giudiziale.

Il medico, del resto, è obbligato sul piano deontologico a curare, con l’unico limite non dell’irreversibilità, ma dell’accanimento terapeutico, che è condizione clinica ben diversa. Egli non può dunque assolvere al compito implicito di autorizzare il rappresentante a chiedere il distacco, se non altro per un palese conflitto di interessi, non essendo obbligato ad eseguire la richiesta perfino quando l’autorizzazione fosse contenuta in un provvedimento giurisdizionale[18].

Dunque, preso atto dell’orientamento, peraltro non condivisibile, della Cassazione, il provvedimento del giudice di Modena, a parte le invenzioni e gli errori, non sarebbe in ogni caso, quasi fosse una direttiva europea, self-executing, cioè autosufficiente ai fini di una sua esecuzione, se non limitatamente all’attribuzione all’amministratore di sostegno degli stessi poteri che ha un tutore e quindi, per quel che qui interessa, quello di chiedere l’autorizzazione giudiziale. Che senso ha allora violentare le norme al fine di ipotizzare un’amministrazione di sostegno ora per allora?

7. Tanto rumore per nulla, potrebbe dunque ben dirsi. Il giudice modenese va peraltro lodato nel momento in cui, senza nascondersi ipocritamente dietro il proverbiale dito, afferma che l’amministrazione di sostegno, con la disciplina da lui riscritta, sarebbe «l’istituto appropriato per esprimere quelle disposizioni sui trattamenti sanitari per l’ipotesi di incapacità che vanno ugualmente sotto il nome di testamento biologico»[19].

E così il cerchio si chiude, perché finalmente un giudice sostiene a chiare lettere la supposta inutilità della legge per disciplinare questa complessa fattispecie, che incide, addirittura, sul bene primario della vita. Ometto di commentare e qualificare l’incredibile pretesa di voler sostituire la funzione giurisdizionale a quella legislativa, grazie alla impossibilità di configurare un conflitto di attribuzione per un motivo puramente formale, quale è quello dell’efficacia solo inter partes delle sentenze[20], ma osservo che, dietro questa pretesa, c’è la volontà di imporre i propri valori di riferimento, nel caso di specie il preteso diritto a morire con dignità.

Non entro nel merito della forte polemica che questa espressione suscita, trattandosi di materia attinente alla c.d. bioetica, sulla quale non ho competenza, ma come giurista posso appellarmi a quel che ha scritto, a proposito dei valori, Carl Schmitt[21].

Il valore aspira apertamente ad essere posto in atto e, pur non essendo reale, è senza dubbio riferito alla realtà e attende con impazienza di essere attuato ed eseguito. Ma i valori sono legati ad una visione del mondo, propria dell’individuo che li formula, al pari delle idee, nel suo totale libero arbitrio puramente soggettivo[22]: «un tentativo, questo, che può senz’altro essere definito un surrogato positivistico del metafisico».

Il decreto del giudice di Modena è espressione, infatti, più che di un sereno e umile esercizio della funzione giurisdizionale, di una vera e propria crociata condotta in nome, appunto, di una sorta di religione laica. Il giudice si è così trasformato nel missionario di una causa, basata su un valore, contro altri valori.

La libertà conduce del resto ad un eterno conflitto, «una guerra di tutti contro tutti, un perpetuo bellum omnium contra omnes». Ne consegue che la validità deve essere continuamente attualizzata, cioè fatta valere, se non vuole dissolversi in mera parvenza: «Chi dice valore vuole valere e imporre […]. Chi dice che [i valori] valgono senza che vi sia nessuno che li fa valere è un impostore». Dunque chi pone i valori si è in tal modo già contrapposto a quelli che considera non-valori o valori secondari e “deboli”, destinati quindi a soccombere nella lotta per l’attuazione. «L’anelito del valore alla validità è irresistibile e il conflitto tra valutatori, svalutatori, rivalutatori e valorizzatori è inevitabile», perché ogni valore ha la tendenza ad ergersi a tiranno esclusivo dell’intero ethos umano.

Come evitare il conflitto? Ecco la risposta di Schmitt: «All’interno di una comunità la cui Costituzione prevede un legislatore e delle leggi, è compito del legislatore e delle leggi da lui decretate stabilire la mediazione tramite regole misurabili e applicabili per impedire il terrore dell’attuazione immediata e automatica dei valori».

Quel “terrore” che la singolarità delle sentenze rese da giudici ideologizzati, i quali impongono la propria visione del mondo e dunque la tirannia dei propri valori, viceversa di certo alimenta.

Schmitt ricorda che nel 1920 era apparso «un volumetto dal titolo inquietante: Ratifica dell’annientamento della vita privata di valore vitale», scritto dal medico Alfred Hoche e dal giurista Karl Binding, studiosi tedeschi liberali del tempo, i quali «animati dalle migliori intenzioni umanitarie hanno riflettuto, in modo addirittura commovente, su come si sarebbe potuto impedire, attraverso ogni genere di riserve e cautele, un abuso delle loro proposte». Di certo, osserva Schmitt, non si potrebbe attribuire loro ex post una qualsiasi colpa per quel che seguì venti anni dopo in Germania, «ma proprio questa esperienza può offrire l’occasione di soppesare bene ogni parola del titolo del libro e di riflettere sul problema della tirannia dei valori. Ne simus facilis in verbis. Non usiamo con leggerezza le nostre parole».

Anche quelle, aggiungo io, suggestive, come “morte dignitosa”, che maschera a mala pena, sul piano linguistico, la “dolce morte”.




[1] Il commento che segue è in parte riferibile anche al decreto del Tribunale di Modena 13 maggio 2008 (pronunciato dallo stesso giudice), in questa Rivista, 2008, 1395.

[2] Sancho Panza in Cassazione (come si riscrive la norma sulla eutanasia, in spregio al principio della divisione dei poteri), in questa Rivista, 2007, p.107 ss.

[3] Cfr. sull’eutanasia la motivazione della sentenza del Trib. Pen. Roma 17 ottobre 2007, Riccio, in questa Rivista, 2007, p.356 pronunciata nel c.d. caso Welby.

[4] ROMA, L’amministrazione di sostegno: i presupposti applicativi e i difficili rapporti con l’interdizione, in Le nuove leggi civ. comm. 2004, p.1026, esclude «la possibilità di proporre il ricorso in vista di un’infermità fisica destinata a verificarsi in futuro».

[5] T. Parma 2 aprile 2004, in Notariato 2004, p.397.

[6] BONILINI e CHIZZINI, L’amministrazione di sostegno, Padova 20072, p.102-103 ritengono viceversa che in tal caso il giudice non dovrà tenere conto della designazione solo se riscontri che essa «non sia stata dettata in piena consapevolezza».

[7] Cfr., ad es., Trib. Roma 19 marzo 2004, in Notariato 2004, p.249.

[8] Cass. 16 ottobre 2007, n.21748, in questa Rivista, 2007, p.77 ss.

[9] Il testamento, secondo la migliore dottrina, non è un negozio giuridico e comunque la sua revocabilità dipende dall’efficacia spostata nel tempo, cioè post mortem, anche se un colto e brillante giurista al fine di illudersi di essere immortale, ritiene che, rispetto a tale efficacia, la morte sia «un caso emblematico di condizione legale», cioè un fatto non solo futuro, ma anche incerto (GALGANO, Diritto privato, Padova, 1994, p.280). Ovviamente il giudice di Modena nel decreto 13 maggio 2008, cit., non si pone problema alcuno nell’identificare effetto post mortem e dichiarazione di non voler essere attaccati alla macchina.

[10] Cass. 17 febbraio 2004, n.3014, in Dir. e giustizia 2004, p.107, in motivazione.

[11] MESSINETTI, voce Personalità (diritti della), in Enc. Dir., XXXIII, Milano, 1983, p.403.

[12] Purché non contraria alla dignità, come il Dwarf throwing o tossing (Commissione O.N.U. per i diritti umani 27 settembre 2002).

[13] GIAMPICCOLO, La tutela della persona umana e il c.d. diritto alla riservatezza, in Riv. trim. dir. proc. civ. 1958, p.467.

[14] G.B. FERRI, Oggetto del diritto della personalità e danno non patrimoniale, in Riv. dir. comm. 1984, I, 150 (ora in Persona e formalismo giuridico, Rimini, 1985, p.337).

[15] Cass. 15 settembre 2008, n.23676.

[16] Cass. 16 ottobre 2007, n.21748, cit.

[17] Nel caso di specie, in verità, al fine di favorire la morte di E., la giovane donna in coma vegetativo, la Corte di Appello di Milano in sede di rinvio, dopo aver presunto la volontà di morire della giovane stessa sulla base di testimonianze vaghe e lontane, quelle stesse che nel precedente giudizio la stessa Corte aveva reputato, appunto, vaghe e inattuali, anziché procedere ad accertamenti mediante consulenza tecnica, ha incredibilmente basato il giudizio circa l’irreversibilità, sul referto medico compilato diciassette anni prima al momento dell’ingresso della giovane in ospedale dopo l’incidente, autorizzando così il distacco del sondino naso-gastrico. Se in giudizio si fosse instaurato un corretto contraddittorio, il curatore dell’incapace (nominato per l’evidente conflitto di interessi del padre-tutore, il quale aveva presentato il ricorso per l’autorizzazione al distacco) avrebbe impugnato il decreto per palese violazione del principio di diritto fissato dalla Cassazione. Ma il curatore aveva altrettanto incredibilmente aderito alla richiesta del padre, sicché nessuno tutelava l’interesse della giovane in coma ad un accertamento rigoroso dell’irreversibilità. D’altra parte il ricorso presentato sul punto dal P.G. di Milano è stato dichiarato inammissibile dalla Cassazione, perché l’art.70 c.p.c. non prevede il potere di impugnazione del P.M. (Cass. Sez. Un. 13 novembre 2008, n.27145). Va sottolineato che il P.G. presso la Cassazione aveva bensì concluso per l’inammissibilità, ma, in subordine, aveva chiesto la cassazione con rinvio del decreto, al fine di accertare quella irreversibilità che la Corte in sede di rinvio si era rifiutata di accertare, ad onta dell’obbligo che il tal senso le era stato imposto dalla Cassazione. Nel Corriere della Sera del 19 dicembre 2008 è stato pubblicato un articolo dal titolo Impulsi elettrici al cervello. Ventenne esce dal coma e dal sottotitolo Torino, I medici: non aveva chances, ora reagisce agli ordini, in cui si dà conto di un promettente intervento neurochirurgico. Il medico intervistato esprime poi il proprio parere sul caso E. nei seguenti termini: «In teoria questo intervento potrebbe giovare anche a E.». E’ vero che poi il medico ovviamente precisa che «ogni paziente ha una storia a sé», ma, come suol dirsi, tentar non nuoce, mentre nuoce staccare il sondino. Un famoso film di Alfred Hitchcock si intitola “La congiura degli innocenti”, mentre questa triste vicenda giudiziaria, ove tradotta in film, dovrebbe viceversa intitolarsi “La congiura contro l’innocente”.

[18] Vale al riguardo quel che è accaduto nel noto caso di E., dal momento che, in ossequio al codice deontologico, nessun medico può dar corso alla richiesta del tutore di staccare il sondino naso-gastrico, la quale integrerebbe oltre tutto gli estremi del reato di eutanasia. Chi lo facesse potrebbe peraltro trincerarsi dietro l’intervenuta autorizzazione giudiziale, la quale, dunque, si presenta per quel che essa è e cioè un’abnorme e palese violazione di legge, resa allo scopo di creare una altrettanto abnorme scriminante di fatto per chi commettesse il reato. E’ triste aver dovuto constatare le assurdità giuridiche che pretesi autorevoli giuristi hanno detto al riguardo, cianciando di sentenza passato in cosa giudicata, di cui sarebbe obbligatoria l’esecuzione, mentre si è trattato di un provvedimento di volontaria giurisdizione, il quale non obbliga al distacco, né lo ordina, ma solo autorizza, a date condizioni, il tutore a chiederlo, sicché il medico può ben rifiutarlo, trattandosi di richiesta che resta altrettanto abnorme. La Suprema Corte e ancor più la Corte di Milano in sede di rinvio, hanno dunque fatto le pentole, ma non hanno potuto fare anche i coperchi! Quanto poi al fatto che non si configurerebbe il reato di eutanasia, questi grandi , autorevoli, ignoranti dovrebbero leggere attentamente la sentenza del Tribunale penale di Roma nel caso Welby e capirebbero allora, se fossero in grado di capire, quali siano i reali termini del problema, tant’è che solo grazie ad un grande sforzo di fantasia del giudice, il medico che aveva staccato la macchina è stato assolto. Cfr. retro n.2 e il mio Sancho Panza, cit.

[19] Ancor più esplicitamente nel decreto 13 maggio 2008, cit., 1399, egli afferma che «appare di difficile confutazione la conclusione dell’assoluta superfluità di un intervento del legislatore volto a introdurre e disciplinare il c.d. testamento biologico».

[20] Corte Cost. (ord.) 8 ottobre 2008, n.334, pronunciata a seguito del conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento nei confronti della sentenza della Cass. 16 ottobre 2007, n.21748, cit.

[21] SCHMITT, La tirannia dei valori, Milano, 2008, p.46 ss.

[22] Anche CORDERO, Gli osservanti, fenomenologia delle norme, Milano, 1967, p.124-125, dopo aver sottolineato l’ambiguità della parola valori, rileva come essa sia «prediletta da un certo tipo di parlatori con i quali è difficile intendersi, alieni come sono dalla logica e inclini a discorsi in penombra (…). Niente di male se tutto finisse nel silenzio, il solo atteggiamento che si addice ai mistici. Ma questo misticismo è di un genere loquace: i suoi invasati parlano a torrenti e “valori” è una delle parole che usano senza risparmio. Hanno il carisma della visione e, infatti, vedono cose nascoste agli altri, tra i quali i valori, di cui il loro mondo pullula. C’è chi li dispone in ordine geometrico e chi li lascia fluttuare come figure d’acquario; uno li intuisce e un altro li deduce; questo li vede eterni e immobili e quello soggetti ad un ciclo di nascita e morte».

Anonimo ha detto...

"Quel “terrore” che la singolarità delle sentenze rese da giudici ideologizzati, i quali impongono la propria visione del mondo e dunque la tirannia dei propri valori, viceversa di certo alimenta".
+civ & es...
Non esiste peggior tirannia di quella esercitata da coloro che, elencando mille e mille codici, parole, sentenze, usando mille e mille codici, parole, sentenze, di altri ,senza nulla di proprio dire, nella totale irresponsabilità, non dicono, e non fanno, sostanzialmente un cazzo!

+c vs ha detto...

bella questa tua riflessione, anonimo.
di sostanza, direi. già, bravo. autonomo! direbbe moretti. continua così

Anonimo ha detto...

..ci mancava solo che citassi Moretti.
A proposito: dì qualcosa di tuo!

In verità volevo solo dire che non si capisce proprio un .... in così tante parole, sopratutto non si capisce cosa vuoi dire, dimostrare, o se contesti qualcosa a qualcuno.....+civ & es ....ap..ts *en§ vix ut

Turista21 ha detto...

Mi spiace tornare su un argomento non di questo post, ma credo che a prescindere dalle opinioni personali il post di MGM meriti un paio di risposte o tre.

@MGM
Nel merito della quota di formazione delle scie chimiche, tu dici
"Io ho centinaia di foto di aerei sia a motore che a reazione che durante evoluzioni acrobatiche a bassissima quota creano scie di vapore dalle estremità delle ali.
Ho un paio di foto dove due f16 in stretta virata, creano delle scie di vapore densissime e lunghe almeno qualche centinaio di metri
(fino alla fine dell'evoluzione) e volavano a meno di 100 metri dal suolo!"

Vero, infatti mi risulta che le scie alari di estremità (credo si chiamino anche con un nome comune di riferimento) siano note e si formino appunto alle estremità alari in determinate configurazioni di volo, quindi non solo legate a quota e condizioni climatiche (temperatura, umidità, venti) locali ma anche all'assetto dell'aeromobile : infatti tu citi il caso dell'acrobazia aerea e di due F16, jet militari progettati per evoluire velocemente e con virate strette.
Le scie definite "chimiche" fotografate e riprese da molti non provengono quasi mai dalle estremità alari e peraltro nemmeno sempre dai motori. Sono state fotografate e riprese scie emesse da aerei a getto paragonabili ai normali jet di linea, quindi non certo fabbricati per l'acrobazia aerea (normalmente si vedono monomotori a elica o pattuglie acrobatiche di jet militari) o per assumere determinate configurazioni di volo ad alto numero di G come un F16 (per intenderci, non tiri 7-9 G e non fai tonneau o looping o Immelmann con un MD80 o un 767 di solito...).
La caratteristica delle scie di condensazione è che si formano solo in presenza di determinate condizioni climatiche (umidità e temperatura relative dell'aria, ad esempio) che di rado si presentano a quote inferiori agli ottomila metri. Si può infatti normalmente osservare che gli aerei sul sentiero di discesa in avvicinamento agli aeroporti o appena decollati da essi non emettono scie visibili come invece sono quelle che si lasciano dietro quando sono a quote più alte.
Qui invece abbiamo un fenomeno anche fotografato e ripreso dove visibilmente gli aerei sono sotto la quota di formazione abituale delle scie di condensazione. Tutti casi particolari di umidità dell'aria ? Il dubbio mi pare legittimo.

Le scie di condensazione provengono da quanto emesso dai motori a getto. Ebbene, si trovano su youtube anche filmati relativi a emissione di scie da altre parti dell'aereo (pod subalari, fusoliera) che evidentemente non sono scie di condensazione provenienti dai motori.

Oltretutto le scie chimiche hanno una persistenza decisamente anomala rispetto alle abituali scie di condensazione.

Poi dici:
"Avete mai guardato nelle cartine di navigazione i circuiti di 'parcheggio' o di 'avvicinamento' agli aeroporti? Notereste subito che gli aerei di linea devono eseguire strette virate in certi casi anche a forma di 8. Molti circuiti di attesa sono a quote relativamente 'basse' e spesso sono sopra zone collinari o montuose."
Dici cose vere. Ma che non cambiano la sostanza del fenomeno osservato, potendone spiegare una minima parte.
Infatti i circuiti che dici tu si svolgono a quote normalmente inferiori a quelle di formazione delle scie di condensazione, nessuno fa circuiti di attesa sull'aeroporto a 7-8000 metri di quota... si fanno a quote più basse per poter passare all'atterraggio appena si libera uno slot.
E da diverse foto disponibili in rete si notano forme diverse dagli "anelli" formati in circuito di attesa, a volte delle semplici curve stile "inversione a U" e molto spesso delle vere e proprie griglie (stile "gioco del tris") che i jet di linea in circuito di attesa non fanno, perchè non si incrociano mai in quel modo.

Su "quanto personale sarebbe necessario per condurre l'operazione scie chimiche":
premesso che così facendo discuti una teoria, mentre parecchi filmati e testimonianze sono fatti reali e riscontrati, la tua domanda è legittima se non viene inserita in un ragionamento di discredito/incredulità tipo "poichè è improbabile che abbiano a libro paga così tante persone, l'ipotesi delle operazioni segrete non è realistica", perchè quella sarebbe una fallacia logica bella e buona: improbabile non vuol dire impossibile.

Perciò ti rispondo: se leggi questo blog sai benissimo che il personale addetto a certe operazioni non è sempre visibile e registrato come sono invece i militari o forze dell'ordine in divisa.
Pensa alla guerra del Vietnam (film "Air America"): esistevano delle linee aeree regolarmente registrate che venivano usate come contractors dal governo USA, ma dietro c'erano Esercito e CIA per impiegarle per missioni speciali o segrete.
Eppure anche quell'ipotesi ai pacifici cittadini americani sarà sembrata improbabile...

Per i progetti veramente nascosti vengono dirottati miliardi dai bilanci statali, che sono gestiti anonimamente: non mi parrebbe strano che venissero ingaggiati dei contractor, piloti di linee di trasporto private, per fare questo tipo di cose. In più i contractor possono non avere aerei con livree a colori facilmente identificabili come invece le linee aeree più note.
Ma sai anche tu che ogni aeromobile deve avere posizionate e identificabili la sigla del paese in cui è registrato e la sua "matricola" (il tristemente noto DC9 di Ustica era I-TIGI) ... se nemmeno quelle si vedono bene su impennaggi o ali vien da chiedersi chi si possa permettere di circolare senza targa...


Proseguo con una considerazione generale: hai notato molte contraddizioni ma ne precisi solo una.
Visto che di disinformatori è pieno l'aere e un modo di disinformare è insinuare il dubbio senza poi motivarlo, se mi volessi spiegare (da pignolo quale sono) quali sono le altre contraddizioni te ne sarei grato, altrimenti verrebbe da pensare che metti in discussione ma senza reale costrutto.

E ancora: fai il tuo legittimo commento sul preferire la preghiera alle questioni esoteriche ed è un'opinione che rispetto.

Bene, il fatto che tu ne parli dopo aver discusso delle scie chimiche potrebbe far pensare che consideri anche quella una questione esoterica, cosa che invece non è perchè abbastanza reale.
Puoi dirmi se ho capito male io, per favore ?
Così chiariamo che ti riferivi ad altro, perchè per quanto scettico tu possa essere sulla questione scie chimiche, troverei l'eventuale paragonarle all'esoterismo molto singolare, se tu lo pensassi.

Grazie e scusate per la prolissità
Turista21

P.S.
Parola utilizzata per la verifica: lapeater
ovvero chi mangia (eater) in grembo (lap) a qualcuno o lappando (come i gatti col latte).
Abbastanza significativo ;)

waLrus ha detto...

Scusate l'OT, ma vorrei proporvi una mia riflessione su quanto sta succedendo in questi giorni col caso Eluana e istituzioni.

Cara Solange,

Volevo sono notare come con questo articolo (Attentato agli organi costituzionali) hai anticipato quello che sta succedendo ora con il caso Eluana. http://www.repubblica.it/2009/02/dirette/sezioni/cronaca/eluana/sette-febbraio/index.html

Bisognerebbe analizzare la storia istituzionale dal '48, ma a me sembra che sia la prima volta che un Pres del Cons "scavalchi" un veto del Pres della Rep su un decreto facendo un ddl sulla questione.

Quando ho letto le recenti notizie, mi è venuto in mente di scrivere una denuncia per attentato contro la Costituzione dello Stato, ma poi, quando sono andato a leggere l'articolo ho pensato: "un attimo, questi non sono atti VIOLENTI idonei a sovvertire l'ordine costituzionale. Alla fine Berlusconi sta combattendo a colpi di inchiostro e atti giuridici".

Eccoci allora ad un punto dove, su una questione dove lo Stato non dovrebbe entrare o almeno agire con estrema cautela, la maggior parte dei nostri politicanti, asserviti alle scellerate indicazioni della Chiesa, sta perpetrando una violenza inaudita verso deinostri concittadini (Eluana, famiglia e medici della clinica di Udine).

Non so perché, ma vedo una forte analogia con quelli che protestano davanti la clinica di Udine (http://it.truveo.com/Eluana-proteste-alla-clinica/id/308081759) e quelli che l'altra notte a Roma hanno cercato di linciare un rumeno che aveva ucciso, investendolo con la macchina, un ragazzo (http://roma.repubblica.it/multimedia/home/4688865).

E' il segno di un'epoca barbara, dove l'ignoranza e la sudditanza dei pensieri sta portando la gente a compiere cose sbagliate, a perpetrare il male credendo di agire nel bene. Quelli davanti la clinica protestano in nome dei diritti umani!

Sono fortemente schifato.

+c ha detto...

17:00 Volontè (Udc): "Quirinale ispirato da grembiulini"

Per Luca Volontè, deputato dell'Udc e nella scorsa legislatura capogruppo alla Camera, la lettera di Napolitano sulla vicenda di Eluana Englaro sarebbe stata ispirata da ''grembiulini (ovvero dalla massoneria, ndr) e laicisti''. ''Accuse di ingerenza al Vaticano sono surreali. Tra coloro che hanno contribuito a scrivere nell'ombra il parere del Colle - sostiene Volontè - ci sono grembiulini e laicisti e ora si accusa la chiesa di dire ciò che pensa pubblicamente? Invito alla prudenza e al pudore, troppe lingue vanno a ruota libera".

^^^MAESTRO DI DIETROLOGIA^^^ ha detto...

luca volonte' e' un cane sciolto, un pazzo delirante che dovrebbe essere rinchiuso come buona parte della gerarchia ecclesiastica.
siamo un paese di clericofascisti e viviamo in una fogna chiamata italia.
il bello e' che stiamo bene nel pantano, ci sguazziamo, ci rotoliamo nel fango.

l' unica speranza, purtroppo x noi, e'che avvenga un conflitto bellico, almeno ritroveremmo una vera unita' di intenti e di ideali, una nuova resistenza e dei valori condivisi, comuni.

...ho un rigurgito antifascista!!!

+ cives ha detto...

8 feb 2009. interviste ad andreotti su corriere (primo articolo) e sulla stampa di torino. dice (o gli mettono in bocca?) due cose opposte. pazzesco


Il costituente
Andreotti: la Carta? Grande
equilibrio, durerà altri 50 anni

Giulio Andreotti
Giulio Andreotti
ROMA — Cambiare la Costituzione per governare a colpi di decreti-legge? «No grazie», dice Giulio Andreotti, pluripresidente del Consiglio, ministro e deputato dell'Assemblea costituente. Ma aggiunge anche «Berlusconi per la Englaro non va criticato».

Senatore Andreotti, la nostra è una Costituzione «sovietica»? Influenzata dal modello dell'ex Urss che ispirava gli esponenti del vecchio Pci?
«Certamente lo sforzo che fu fatto allora, nonostante le divisioni internazionali dei due blocchi, fu proprio di tenere insieme situazioni diverse. La nostra Costituzione comunque fu fatta per durare ed in effetti è durata».

Sessant'anni ma li dimostra tutti, dice però Berlusconi.
«Chi è al governo ha spesso la tentazione di fare di più. Di guadagnare tempo, di avere più potere. La Costituzione esprime invece un grande equilibrio, proprio perché uscivamo da un regime e da una dittatura e quindi volevamo salvaguardare lo spirito della libertà».

Il premier ha fatto l'esempio del prossimo G8 di luglio che dovrà affrontare il problema della crisi economica internazionale. Ha detto che è difficile prendere impegni con gli altri capi di governo: perché le misure che verranno decise da noi devono essere approvate con un meccanismo parlamentare vecchio e lento...
«Il nostro è un sistema equilibrato che impedisce sia fughe in avanti sia lunghe attese: le cose si fanno. Ha dimostrato di funzionare anche in momenti difficili, con il terrorismo. Funzionerà ancora. Mi creda, per i prossimi cinquant'anni non c'è proprio la necessità di modificare la nostra Carta costituzionale. Poi i posteri vedranno... In ogni caso il decreto legge è un istituto valido, previsto proprio dalla Costituzione. Va usato sempre giustamente, non se ne deve abusare, ma fu voluto con lucidità proprio dalla Costituzione».

Veltroni dice che Berlusconi ha preso la palla al balzo del decreto legge per la Englaro, per poi chiedere di modificare la Costituzione. Se lei fosse stato capo del governo il decreto legge per «salvare» questa donna l'avrebbe fatto?
«Non voglio insegnare il mestiere a nessuno. Non voglio esprimere un giudizio. Ma se Berlusconi ha ritenuto di dover presentare un decreto legge non va criticato: è nella responsabilità del governo. Non bisogna dimenticare che chi governa spesso ha elementi che altri non hanno. E poi quello per Eluana Englaro era un decreto legge che non faceva male a nessuno. Come dicono i medici? Primum non nocere, per prima cosa non nuocere».

M. Antonietta Calabrò
08 febbraio 2009




"Il governo non doveva impicciarsi"
Il senatore Giulio Andreotti
+ Dipietristi a sorpresa "Voteremo col premier"
+ Costituzione, scontro premier-Veltroni
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Il "caso Englaro" sui siti internet di tutta Europa

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L'ultimo viaggio di Eluana Englaro

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Eluana Englaro, le tappe
della vicenda

Il senatore: e la Chiesa faccia un passo indietro
GIACOMO GALEAZZI
ROMA
Senatore Giulio Andreotti, ha fatto bene Napolitano a non firmare il decreto «salva-Eluana»?
«Sì, credo che la contrarietà del capo dello Stato sia pienamente motivata. Il problema che si può risolvere d’autorità come voleva fare il governo. Può darsi, se lo si riterrà necessario, che si possa approvare una legge in Parlamento sul fine vita e il testamento biologico. Oggi, però, secondo le regole giuridiche che sono in vigore, non c’è nessun diritto né dovere di intervenire d’urgenza da parte del governo. Perciò condivido appieno la condotta del presidente Napolitano e non mi riconosco nelle critiche che ingiustamente gli vengono mosse».

Ma la vita non è sempre sacra?
«Secondo me un governante non può impicciarsi in una vicenda totalmente privata. Qui, nel dettaglio, il governo sul delicato tema del fine vita ha inizialmente imboccato la strada sbagliata. Senza valide motivazioni, ha optato per un decreto legge nonostante il parere negativo espresso preventivamente dal Presidente della Repubblica. Poi dopo che il capo dello Stato ha ufficializzato il suo giusto no, il governo ha ripiegato su un disegno di legge da portare in tempi rapidi all’esame del Senato. Berlusconi doveva regolarsi diversamente. In questo tipo di situazioni, se eventualmente un’interferenza può esserci, può arrivare soltanto dai genitori o dai familiari. Non è una questione politica e poi, piaccia o non piaccia, è difficile ignorare la drammatica oggettività della condizione di Eluana Englaro».

Cioè?
«Non esiste una regola obiettiva e ogni caso è un caso a sé, però la possibilità teorica che Eluana risorga dalla sua tragica situazione è una su mezzo milione. Capita pure che si risvegli chi ha l’encefalogramma piatto, ma mi sembra effettivamente forzato interpretare la vicenda sotto questo aspetto, aggrappandosi a una possibilità che scientificamente resta solo sulla carta».

Come deve regolarsi un cattolico praticante come lei?
«Credo che sia un problema che ognuno debba risolversi come crede. Non esiste una regola generale. Mi sembra un modo troppo sbrigativo quello di rifarsi a pronunciamenti esterni alla coscienza. Tanto più che se la Chiesa non fissa espressamente una norma nel proprio magistero, noi cattolici non siamo esposti né tenuti a conformarci. Quindi, fissare il limite di ciò che è o non è vita, è una questione che ognuno di noi deve affrontare nel proprio io».

Eppure sembra in atto uno scontro senza precedenti tra Vaticano e Quirinale per il no al decreto...
«Non ci sono reali nodi da sciogliere, anzi dalla Santa Sede nei mesi scorsi sono arrivati attestati di stima per il presidente Napolitano, assieme al riconoscimento di frequenti concordanze di vedute. Non condivido le critiche di alcune associazioni cattoliche al Colle, né tanto meno quelle di esponenti politici che si richiamano alla Chiesa in un modo strumentale. In queste ore di Santa Sede e di Concilio Vaticano II ne parla anche molta gente che non sa neppure dove stanno di casa. L’esasperazione dei toni è nemica della verità ed è una pessima consigliera».

Dal mondo cattolico si è arrivati a chiedere la revoca della tutela al padre di Eluana. E’ d’accordo?
«No, anzi ritengo che tutti dovrebbero fare un passo indietro di fronte al dolore della famiglia Englaro. C’è un dovere di rispetto e anche una delimitazione degli ambiti che occorre salvaguardare. E’ una tutela dalla quale non si può prescindere in una condizione così dolorosa. Qui non si tratta di una questione pubblica. Il calvario di Eluana non deve diventare un caso politico, altrimenti lo si snatura colpevolmente. Ci sono vicende nelle quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone. Abbiamo a che fare con una famiglia già duramente provata da una tragedia e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere d’imperio».

Si profila un conflitto istituzionale tra governo e presidenza della Repubblica?
«Non ne vedo gli estremi, sinceramente. E non mi sembra che si vada verso un epilogo di questo genere. Anche perché mi sembra difficile negare la fondatezza dei motivi addotti dal capo dello Stato per non firmare il decreto. Se si vuole approvare una norma, si segua la via parlamentare, ma poi si deve essere disposti a verificare l’effettivo consenso sulla proposta di legge. Rimane, però, che nel quadro giuridico attuale il governo non avrebbe potuto decretare su questa materia. Perciò non vedo francamente quali accuse o rilievi critici possano essere mossi a Napolitano».

Cosa la turba di più nella mobilitazione cattolica?
«Non credo che attorno al dramma della famiglia Englaro si possano inscenare proteste pubbliche o manifestazioni di piazza. Se c’è una situazione in cui sia necessario abbassare i toni del dibattito e meditare ognuno singolarmente è proprio il caso Englaro. In situazioni del genere e in assenza di una palese prescrizione ecclesiastica, sarebbe opportuno decidere ciascuno per sé, in modo pacato, equilibrato, senza isterismi. Per sensibilità umana ma anche per correttezza di credenti dovremmo confinare la riflessione al livello della coscienza individuale. Non farne una bandiera da innalzare nei cortei di piazza».

Anonimo ha detto...

Buonasera.
Anche se l'articolo è di qulche giorno lascio oggi un commento veloce.
Ero in piazza farnese per la manifestazione e ho avuto un brivido, quando, tra le altre cose, passando sullo schermo il vdeo dell'associazione delle famiglie vittime di mafia ho visto il loro simbolo, una rosa bianca macchiata di rosso. Immagino non ci siano collegamenti con la rosa rossa, ma in quella circostanza mi ha fatto sobbalzare immaginandomi chi magari essendo massone e vedendo quella rosa si è permesso anche un sogghigno soddisfatto.
Qui trovate il video http://www.familiarivittimedimafia.com/ che credo sia da vedere e da mandare i tv a reti unificate tutte le sere.

A presto!