giovedì 7 agosto 2008

LA MASSONERIA NERA

Fonte Fabio Piselli http://www.fabiopiselli.blogspot.com/





i valori massonici sono sostanzialmente laici e basati sulla salvaguardia della democrazia, della libertà, della solidarietà.
Probabilmente i framassoni sono spinti dal desiderio filantropico e culturale nel compiere la propria missione.

I rituali d'iniziazione e quelli di interazione sono riservati, ma in fondo è una fratellanza con delle regole proprie ed appunto riservate ai fratelli che ne fanno parte, i quali debbono avere dei requisiti e delle qualità umane e professionali per accedervi.

Essere un massone non significa necessariamente essere un marpione, significa appartenere ad un ordine, giurare fedeltà massonica, adottare dei comportamenti sociali compatibili con le peculiaretà del rito massonico di appartenenza.

Fratellanze che inevitabilmente fanno selezione fino a diventare autoreferenziali, quasi autistiche, salvaguardando prima di tutto gli interessi interni, anche di particolare spessore atteso che in massoneria è difficile trovarvici dei fruttaroli, degli operai o dei muratori (veri).

Motivo per il quale in molti ambiscono a diventare dei massoni proprio per aspirare ad una maggiore possibilità di tutela e di incremento dei propri affari, del proprio potere, di raggiungere un elevato ruolo sociale.

Teoricamente i framassoni dovrebbero essere tutti identificabili da parte delle autorità, se non tramite dei registri vistati in Prefettura, certamente con una mera attività di Polizia, osservando i luoghi di ritrovo, templi aperti o coperti che siano per capire che tipo di fratellanza vi si riunisce, la natura dei rituali e lo spessore degli affratellati.

Come in ogni società troviamo dei marpioni, è ipotizzabile che anche all'interno delle fratellanze massoniche vi sia una percentuale di mele marce che strumentalizzano la massoneria per scopi diversi da quelli squisitamente massonici.

Fino a quì niente di male in fondo, parliamo di un congruo numero di cittadini che di tanto in tanto si mettono un grembiule, un cappuccio, si salutano in modo strano, parlano con frasi ritualistiche, compiono dei rituali tradizionali, si aiutano reciprocramente nei propri affari e sostengono quelli di altri in qualche modo all'orecchio o anche esterni alla massoneria ma degni di attenzione.

C'è un però, però.

Mentre nella società normale il marpione che compie un'azione illecita produce un danno relativamente importante, il marpione massone produce un danno non solo importante ma potente, spesso, corposo, progressivo nel tempo e automaticamente "associato".

Questo indipendentemente dalla natura del reato stesso, il massone marpione è pericoloso perchè compie un reato associativo, perchè ha uno strumento di persuasione potente, perchè nonostante i regolamenti interni e l'etica massonica, difficilmente sarà espulso o denunciato dai fratelli.

Il tempo gioca a suo favore ed anche l'elevata percentuale di massoni opportunisti, forse ben maggiore dei massoni puri, ne offre un rifugio se non una vera e propria accoglienza.

Appare chiaro perciò che il reato posto in essere da un massone marpione è un reato importante in danno della collettività rispetto allo stesso reato compiuto da un qualsiasi altro cittadino.

Nasce così la devianza nella massoneria, lo scuro, il nero, la massoneria nera, deviata appunto.

Come molti satanisti fanno proselitismo proprio nei gruppi di preghiera, portandosi via i credenti più bisognosi di un potente da adorare rispetto ad un dio da pregare, la massoneria nera coopta quei fratelli più assetati di potere che di volontà delle espressioni valoriali di solidarietà massonica.

Nasce in questo modo un potere occulto che si basa sostanzialmente sul segreto, sul ricatto e sull'uso spregiudicato di forme di "occultismo" laico, che però col tempo si trasforma in un vero culto con dei rituali propri, dei simboli propri, ben diversi da quelli squisitamente massonici che sono molti ed alcuni anche molto complessi.

Nascono così i rituali della massoneria nera che sono dei rituali neri, caratterizzati da comportamenti deviati, inneggianti al potere che come abbiamo visto è legato e saldato dal segreto, dal compiere anche dei reati considerati non tali in forza del presunto potere acquisito, tale anche da essere al di sopra della legge non massonica.

Per legare un adepto ad un segreto non basta un giuramento, un mero rituale di iniziazione, occorre una entità superiore da temere e dalla quale trarre allo stesso tempo forza e potere, come accade in tutte le società o le sette segrete indipendentemente dalla loro natura.

Molto spesso questa entità è mediata dalla morte come strumento di intercessione fra l'adepto ed il suo culto.

Dalla morte data e dalla morte ricevuta, questo significa che ci sarà una persona che uccide ed una persona che sarà uccisa.

I rituali prevedono il sacrificio, molte volte simulato, molte altre volte posto in essere realmente.

Nasce così il doppio legame caratterizzato dal tacito ricatto di aver concorso alla commissione di un omicidio ritualistico, nasce così la reciproca copertura, non tanto solidale e massonica quanto complice e criminale con l'alibi della massoneria, nera in questo caso.

La doppiezza caratterizza i massoni marpioni, che debbono restare parte anche del normale ordine e rito massonico bianco, costretti ancor di più a incrementare il carattere di segretezza della massoneria nera, la quale assumerà col tempo una forma ed un struttura sempre più riservata, sarà un vera e propria entità.

Se pensiamo da quanti secoli esiste la massoneria possiamo liberamente ipotizzare che la massoneria nera sia altrettanto esistente da molti secoli, nel corso dei quali ha assunto un potere parallelo, ha sviluppato dei propri ordini, riti e rituali del tutto autonomi, non più camuffati all'interno della massoneria ufficiale bensì referenti la figura dell'entità occulta caratterizzante l'ordine massonico di appartenenza.

Possiamo anche ipotizzare che la tradizione massonica di questi tipo, nera, abbia una discendenza, un legame di sangue principale da implementare con nuovi adepti i quali a loro volta incrementaranno le fila con la propria discendenza.

Nasce così l'occultismo massonico, spesso sfociante in una sorta di vicinanza satanica, nella quale il potere è rinforzato dalla capacità di influenzare tramite la paura, potere che nasce dal male e non dalla solidarietà.

Colui che compie opere di bene non ha necessità di ritualizzare il proprio gesto, che gli appartiene e che esprime dall'interno verso l'esterno.

Il massone marpione invece acquisisce potere dall'esterno verso l'interno, necessita perciò di identificare la fonte di potere, l'entità, con simboli, rituali, che con i secoli hanno assunto delle caratteristiche molto più pagane che elitarie.

Ognuno di noi ha la sostanziale necessità di un dio su cui proiettare le proprie speranze e le proprie responsabilità, da pregare insieme a molti altri ma verso cui confessarsi da soli.

L'adoratore dell'occulto si confessa insieme a molti altri tramite il rituale condiviso, il quale è la preghiera collettiva verso l'entità che dispensera non solo il potere alla fratellanza nera ma anche la forza individuale che proviene dal compimento di fatti gravi, unici, spesso di sangue.

Uccidere diventa perciò una prova di coraggio, un passaggio obbligato per acquisire il potere della morte data per mano propria ma non interiorizzata bensì condivisa nel rituale collettivo.

La natura della preda varia in base al tipo di culto, alla deriva occultistica, al percorso storico della fratellanza massonica nera.

Paradossalmente il segreto di questa forma di massoneria nera è ben evidenziato in numerosi simboli massonici e simbolismi sociali.

Teoricamente se desidero avere un profilo segreto assumo un profilo basso, neutrale, anonimo, poco evidente.

Al contrario, in pratica, il simbolismo della massoneria nera ha un profilo segreto ma non un profilo basso, è evidente e riconoscibile, solo per chi ne fa parte oppure per coloro che hanno studiato l'evoluzione storica di una fratellanza e sono capaci di leggere la storia in generale.

Un altro paradosso è dato da chi, benchè appartenente alla massoneria nera, si definisce un illuminato.

Per tutti noi, pagani, la sola idea che qualcuno possa commettere un omicidio rituale rappresenta qualcosa di incredibile, questa è una debolezza che rinforza proprio chi questi rituali li compie e molto più spesso di quanto si pensi.

L'errore che molto spesso, noi pagani, commettiamo è quello di attribuire degli eventi gravi a riferimenti massonici, esoterici o satanici, quando magari sono squisitamente criminali o patologici ovvero dissimulati per sembrare attribuili alla sfera occultistica.

Quanto è potente la massoneria nera?

Come e dove è ramificata?

E' unita e riunita fra più riti e ordini o è latente e cellularizzata?

Quanto è elevato l'indice di ingerenza nella vita sociale, nella politica, nella giustizia di un paese?

Sono le domande che tutti noi ci poniamo di fronte alle tante notizie che parlano anche di interi governi e potenze mondiali caratterizzate dall'appartenenza alla massoneria, fra la quale anche quella nera.

In effetti se guardiamo alla composizione di governi, di vertici politici, delle banche, delle grandi corporazioni, delle industrie, della cultura, della sanità è assai facile contare numerosi massoni, fra i quali ci saranno anche quelli marpioni con l'incidenza di danno già accennata.

Personalmente, nel corso di questi 23 anni, qualche massone l'ho conosciuto, anche qualche massone marpione, forse sarò un profondo pagano, ma non riesco a vedere altro oltre l'uomo massone o massone marpione che sia; non vedo le potenti entità, per quanto riconosco la pericolosità delle loro azioni.

E' un pò come con la mafia, non la vedi ma la subisci, mentre per i mafiosi la mafia non esiste, è una percezione sociale montanta dai media.

In effetti questi non sono mafiosi, ma "uomini di onore", affratellati e imparentati in famiglie che seguono un rituale proprio, un codice proprio, cosa loro insomma.

Ormai le collusioni fra la massoneria bianca, la massoneria nera, le mafie, la politica ed i poteri economici sono talmente radicate che è difficile dire chi è mafioso e chi non lo è, chi è massone e chi non lo è; si riconoscono solo i politici, non per questo potenzialmente meno mafiosi o meno massoni.

Ho l'impressione che ormai si è innescato un meccanismo autoreferenziale che non prevede più il sacrificio caratterizzato da un singola vittima, bensì di intere popolazioni, perchè le risorse economiche sono poche rispetto ai tanti poteri forti e concentrate in zone del mondo specifiche, nelle quali molte persone saranno sterminate dalle azioni adottate da chi ha il potere anche di camuffare un massacro in una opera umanitaria....

Fabio Piselli