Psyops, 70 anni di guerra psicologica in Italia

Psyops, 70 anni di guerra psicologica in Italia
Dalla prima guerra mondiale al trattato di Lisbona

domenica 4 maggio 2008

L’ARTE DEL DEPISTAGGIO

Dopo Moro la scomparsa dei giornalisti Toni e De Palo…ancora servizi segreti, massoneria e brigate rosse…tutti insieme torbidamente ed appassionatamente.

Di Solange Manfredi


La vicenda dei due giornalisti scomparsi è l’ennesima vergogna italiana. Anche in questa vicenda, che si colloca all’indomani del sequestro Moro, troviamo: traffico d’armi, servizi segreti, depistaggi, morti improvvise, apposizione del segreto di Stato e massoneria[1].


E’, però, anche una delle vicende di cui si è parlato meno: perché? Probabilmente perché esaminandola bene, e facendo dei semplici collegamenti con il caso Moro, si potrebbe giungere a capire chi erano veramente questi “presunti” terroristi così giungendo ad ipotesi inquietanti. Vediamo quali.

L’ultimo viaggio.

E’ il 22 agosto del 1980, Graziella De Palo (giornalista di Paese Sera e de L'Astrolabio) e Italo Toni (redattore dell'Agenzia Notizie) partono da Roma alla volta del Libano per svolgere un servizio giornalistico sui campi palestinesi dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina).
In Libano c’è la guerra civile, ma il servizio è reso possibile grazie all’appoggio dato dal rappresentante romano dell'OLP, Nemer Hammad.
La mattina del 2 settembre Toni e De Palo escono dal loro albergo di Beirut, il Triumph, per recarsi nel sud del Libano. Vogliono realizzare un reportage sui campi di addestramento palestinesi. Non faranno più ritorno.

Benché Graziella De Palo avesse denunciato più volte nei suoi articoli (che consiglio di leggere per capire la bravura ed il coraggio di una vera giornalista, li potete trovare al seguente indirizzo http://www.toni-depalo.it/gdp-scritti.htm), il ruolo dei servizi segreti italiani nella copertura del traffico internazionale clandestino delle armi, saranno proprio i servizi segreti italiani ad attivarsi per la ricerca dei due giornalisti scomparsi.


Dalla denuncia della scomparsa dei due giornalisti avvenuta, con inspiegabile ritardo, solo il 29 settembre 1980 (cioè dopo oltre 20 giorni dalla loro scomparsa) inizia un gioco perverso e vergognoso di depistaggi teso a coprire la verità sulla sorte dei due giornalisti. Perché?

Dall’esame di quel che resta degli effetti personali di Maria Grazia De Palo rinvenuti nell’albergo a Beirut mancano ovviamente e come sempre in questi casi la macchina fotografica, appunti, documenti; inoltre molti fogli dei taccuini risultano essere stati strappati. Questi effetti arrivati a Roma ben 4 anni dopo (probabilmente a dorso di una tartaruga), si evince come i giornalisti stessero svolgendo un’inchiesta su:
- il traffico internazionale di armi[2] tra l’OLP e l’Italia (vi sono varie note su società italiane e straniere);
- 5 campi di addestramento palestinesi situati nel sud del Libano nella zona di Tiro e Sidone.

Per questa vicenda vengono rinviati a giudizio – tra gli altri - il generale (e direttore) del Sismi Giuseppe Santovito e il colonnello del Sismi Stefano Giovannone

Nell’ordinanza di rinvio a giudizio per la scomparsa dei due giornalisti emessa in data 26/03/1986 dal giudice istruttore Renato Squillante si legge:


- ”….. il Giovannone seppe, "subito o quasi", la sorte in cui erano incorsi i due giornalisti e, d'accordo con il Santovito, si adopera per "coprire" le responsabilità palestinesi. A questo scopo, ideò e pose in essere un "sistema" idoneo a far smarrire, invischiandoli come in una tela di ragno, tutti coloro - tra i primi i familiari di Graziella De Palo - che, non addentro al groviglio di rapporti e di interessi che si accentra in Libano, non potevano che credere alle notizie riferite, sacrificando talora gli intenti di verifica alla speranza di liberazione degli ostaggi…;
- “…Il Giovannone, quindi, avvalendosi del sua patrimonio di conoscenza e di esperienza del settore medio orientale (pari a quello di pochi, in campo occidentale), facendo apparire che svolgeva indagini in ogni direzione, riferì tutto e il contrario di tutto, accreditò strumentalmente una pista falangista da contrapporre a quella palestinese e siriana, costruendo una rete così confusa ed inestricabile di notizie e di ipotesi da rendere impossibile, a chiunque non avesse una approfondita conoscenza di quel settore e non potesse operare dirette verifiche, di orientarsi nella ricerca della verità….;
- “….Si deve peraltro rilevare che i fatti posti in essere dal Giovannone, nei quali si configurano i reati contestatigli (favoreggiamento personale, rivelazione di segreti di Stato e di notizie riservate), si inquadrano in una stessa linea di condotta, intesa a "favorire" i palestinesi dell'OLP, perseguita sistematicamente dal Giovannone anteponendo oscuri interessi economici e di potere ai suoi doveri istituzionali derivantegli dalle sue qualità e dalle sue funzioni…”;
- “….Il fatto che il capo del Sismi ricorra alla menzogna per favorire i palestinesi, sino al punto di gettare sospetti sull'operato di un ambasciatore di Italia, non deve meravigliare; il Santovito era aduso alla menzogna e in questo caso doveva avere precisi interessi per farlo. E' lui stesso che non esita a riconoscere di avere mentito sul punto anche con la Presidenza del Consiglio (ff. 13-13r, vol. III e deposizione on. Mazzola a f. 293, vol. II)…. Egli spiega di avere mentito per salvaguardare la buona immagine dell'OLP….”;
- “…Quanto al Giovannone si osserva che la sua attività di depistamento - realizzata in concorso con il Santovito, pure deceduto - e di rivelazione di notizie segrete e riservate, può considerarsi ampiamente provata”;

Dunque secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio il capo del Sismi Santovito ed il capo centro del Sismi per il medio Oriente Giovannone avrebbero commesso numerosi e gravi reati per impedire che si facesse luce sulla sparizione di due connazionali con l’intento di favorire i palestinesi. Perché?

Santovito e Giovannone.

Per capire la vicenda dobbiamo aver chiaro chi erano e che ruolo hanno svolto in quegli anni Santovito e Giovannone.

Generale Giuseppe Santovito

Il Generale Giuseppe Santovito, massone iscritto alla loggia P2 di Licio Gelli, viene nominato direttore del Sismi il 13 gennaio 1978. Capo del Sismi sino al 1981, muore il 5 febbraio del 1984 dopo un intervento chirurgico.

Nei tre anni di permanenza al vertice del servizio segreto militare il Generale Santovito avrà modo di avere un ruolo di primo piano nel rapimento di Moro, venire inquisito dal giudice Carlo Palermo per traffico di armi e arrestato nel 1983 violazione del segreto di Stato.

L’operato del gruppo di potere costituitosi all’interno del Sismi tra il 1978 e il 1981 con a capo Santovito e Musumeci si differenzia da altri precedenti episodi di c.d. deviazione dei servizi segreti per la molteplicità di attività esplicate….A somiglianza della P2 – della quale la struttura era peraltro una articolazione – il Supersismi svolgeva insomma un’ampissimo ventaglio di attività, tutte direttamente o indirettamente finalizzate ad intervenire nella sfera politica, il che era con tutta evidenza incompatibile con le finalità dell’istituto…”[3].

In altre parole l’attività di depistaggio che i nostri servizi segreti, sotto la guida di Santovito, hanno attuato in quegli anni è stata a 360°.


Colonnello Stefano Giovannone.

- Il Colonnello Stefano Giovannone, iscritto ai Cavalieri di Malta, aveva ricoperto l’incarico di capocentro del SISMI a Beirut dal 1972 al 1981;
- Secondo un recente documento[4], in cui si attribuisce al colonnello Giovannone la sigla G216, questi avrebbe fatto parte delle struttura occulta Gladio. Dal documento si evince anche come il Ministero della Marina avesse inviato, il 02 marzo 1978 un gladiatore a Beirut per trattare la liberazione di Moro. Il problema però è che Moro verrà rapito solo il 16 marzo, ovvero 14 giorni dopo;
- Aldo Moro, in ben due lettere scritte durante la sua prigionia, aveva auspicato l’intervento del Colonnello Giovannone per risolvere la “delicata faccenda” del suo rapimento;
- nel 1985 il giudice istruttore veneziano Carlo Mastelloni emetteva un mandato di cattura a carico del colonnello Stefano Giovannone con l’accusa di aver favorito il traffico d’armi fra l’Olp e le Brigate rosse;
- Il Colonnello Giovannone moriva poco dopo agli arresti domiciliari; i documenti ufficiali parlano di morte naturale ma non è dato sapere quale sarebbe questa morte naturale. In altre parole: nell’arco di un anno moriranno sia Santovito che Giovannone entrambi improvvisamente e per “morte naturale”. Una bella coincidenza, no?
- L’inchiesta del giudice Mastelloni verrà fermata dal Governo che sulla vicenda porrà il segreto di Stato.

Riassumiamo quello che abbiamo appreso fin qui: pare che esistesse quindi un collegamento molto stretto tra OLP, Brigate Rosse, e i nostri servizi segreti, in particolare Gladio.

Ora prestiamo attenzione a questi passaggi.


- Il Colonnello Giovannone era probabilmente un gladiatore.
- In via Fani, il giorno del rapimento Moro, era presente il Colonnello Guglielmi (addestratore dei gladiatori). Sarebbe interessante approfondire il legame che c’era tra Giovannone e il colonnello Guglielmi.
- Su incarico del Ministero della Marina un gladiatore, viene inviato a Beirut per trattare la liberazione di Moro ben 14 giorni prima del suo rapimento.
- Aldo Moro, durante la sua prigionia nel c.d. “carcere del popolo”, ritiene (e lo scrive in ben due lettere) che il Colonnello Giovannone, da sei anni a Beirut, abbia la possibilità di attivarsi e trattare con i brigatisti che lo tengono prigioniero. E’ importante questo passaggio. Moro cioè – che ricordiamolo, essendo un politico potente, conosceva bene il sistema - sapeva di questo collegamento tra OLP, BR, e servizi segreti nostrani.
- Dunque Giovannone aveva contatti con i brigatisti nonostante fosse a Beirut.
- Il governo pone il segreto di Stato sull’inchiesta del giudice Mastelloni sul traffico di armi tra l’OLP e le BR.
- Il capo del Sismi, il piduista Generale Santovito ritiene di poter tranquillamente giustificare la commissione di tali gravissimi reati affermando, anche davanti alla Presidenza del Consiglio, di averlo fatto per “salvaguardare la buona immagine dell’OLP”. Eppure questa organizzazione riforniva di armi le Brigate rosse.

Ora poniamoci due domande
- Che legame c’era – esattamente - tra i nostri servizi segreti, l’OLP e le brigate rosse? Ricordiamolo: un legame così forte da imporre il segreto di Stato da parte del governo, e talmente scontato in ambiente politico che Moro lo scrive in ben due lettere dalla prigionia .
- Che cosa avevano visto e/o scoperto, e/o capito Toni e De Palo nei campi di addestramento a Sud del Libano per dover essere uccisi?

L’arte del depistaggio.

A tre mesi dalla sparizione dei due giornalisti, Elio Ciolini un personaggio legato ai servizi segreti, detenuto in un carcere svizzero con l’accusa di truffa, inviava una lettera al Console generale d’Italia a Ginevra nella quale affermava che i due giornalisti, poiché in occasione di una intervista loro concessa il 2/9/1980, da Nayef Hawatmeh del F.D.L. (Fronte Democratico Liberazione Palestinese) avevano casualmente riconosciuto un politico italiano ed un noto terrorista italiano, erano stati catturati e rinchiusi in un campo OLP, a sud del Libano, per poi essere uccidi (la De Palo sarebbe stata anche stuprata).

L’informativa verrà considerata falsa. Era veramente falsa?

Ci sono molte tecniche atte a depistare le indagini, a seconda della situazione si utilizza quella che si ritiene più idonea. Una tecnica ottima, usata spesso, consiste nel “bruciare” in anticipo una pista investigativa che, se seguita, potrebbe risultare pericolosa.
Questa tecnica consiste nel rivolgersi ad un soggetto "amico", ovvero un depistatore, e chiedergli (o ordinargli se fa parte di una organizzazione gerarchica) di affermare come vere cose assolutamente false. Tra le varie cose che il soggetto afferma una sola è vera, proprio quella che si vuole non sia oggetto di indagine. Poiché il soggetto ha affermato, per la maggior parte, delle cose false, anche la notizia vera è così assolutamente screditata e, nella sostanza, “bruciata.
E’ stata questa la tecnica utilizzata per depistare le indagini sulla scomparsa dei due giornalisti? Probabilmente si. Vediamo come.

Abbiamo detto che Elio Ciolini in una lettera affermava che i due giornalisti erano stati uccisi in un campo al sud del Libano perché avevano riconosciuto un politico italiano in compagnia di un noto terrorista italiano.
Nella stessa lettera Elio Ciolini indicava anche l’esistenza di una organizzazione terroristica denominata ‘Ot’ che avrebbe avuto legami con la frazione dell’Olp responsabile non solo della morte dei due giornalisti ma anche all’origine della strage di piazza Fontana, dell’Italicus e di quella di Bologna del 2 agosto 1980, ed infine accusando Stefano delle Chiaie, Danet e Fiebelkon di essere i responsabili dell’ultima strage[5].

Ma chi era Elio Ciolini? Era un depistatore? E se si per chi lavorava?

Vediamo cosa dicono alcuni stralci della sentenza riportati nel libro di De Lutiis (I servizi segreti in Italia).

Anche la pista indicata da Elio Ciolini sembra ascrivibile allo stesso quadro di depistaggi operati dal Sismi di Santovito…I giudici concludono affermando che <ci si trova di fronte ad una calcolata miscela di verità e menzogne capace di far presa e al tempo stesso di fuorviare…E’ quindi ipotizzabile – scrivono i magistrati bolognesi – l’intervento di esponenti dei servizi che, già impegnati nel fornire una copertura agli autori della strage, <<Attraverso una accorta regia del personaggio Ciolini avevano la possibilità di conseguire, come in effetti ottennero, la totale e definitiva perdita di credibilità delle inchieste sulla strage e dei magistrati che la conducevano>>….A conclusione della parte di istruttoria dedicata a questa attività i giudici scrivono parole pesanti come macigni: <<L’opera di inquinamento delle indagini appare così imponente e sistematica da non consentire alcun dubbio sulle finalità: impedire con ogni mezzo l’accertamento della verità! Se ciò è vero, e non sembra si possa minimamente discuterne, diviene legittima sul piano rigorosamente logico una seconda proposizione: soltanto l’esistenza di un legame di qualche natura tra gli autori della strage e gli autori del tentativo di depistaggio può speigare un simile comportamento; o perché la strage fu eseguita dai primi su mandato degli altri, o perché la strage, benché autonomamente organizzata ed eseguita, rientrava in un comune progetto politico, la cui gestione richiedeva che non fossero scoperti gli autori>>”[6]

Dunque Ciolini era un depistatore. Era un uomo, come dice il PM Mancuso, inserito nello stesso ambiente che ha inteso screditare con il compito di evitare che i colpevoli vengano assicurati alla giustizia[7].

La domanda ora da porsi è: quale tecnica ha usato Ciolini per depistare? O meglio. L’informazione che i due giornalisti sono stati uccisi perché hanno riconosciuto un politico italiano in compagnia di un terrorista italiano era la notizia vera che si è voluta “bruciare”? Forse si. Vediamo perché. Sappiamo che:


- I due giornalisti spariscono il 02/09/1980, giorno in cui si sarebbero dovuti recare a visitare alcuni campi di addestramento palestinesi nel sud del Libano;
- A Beirut da anni opera come capo centro del Sismi il colonnello Giovannone, presunto gladiatore a cui Aldo Moro, in due lettere dalla prigionia, si raccomanda per cercare di trovare una soluzione al suo sequestro operato dalle Brigate rosse;
- Il colonnello Giovannone viene arrestato con l’accusa di aver favorito il traffico di armi tra OLP e Brigate rosse;
- Giovannone con Santovito vengono, successivamente, accusati di gravissimi reati commessi per depistare le indagini sulla sparizione dei due giornalisti e proteggere l’OLP, organizzazione che rifornisce di armi le Br .

Come poteva il Colonnello Giovannone avere contatti con i vertici delle BR se dal 1972 era a Beirut?

Probabilmente in un solo modo: alcuni dei c.d. “presunti” brigatisti (per intenderci i c.d. capi commando, coloro che nelle azioni presentavano un addestramento militare incompatibile con rare esercitazioni in qualche cava) si addestravano nei campi palestinesi a sud del Libano. Magari addestrati proprio da qualche gladiatore.

Probabilmente i due giornalisti avevano visto ed avevano capito che alcuni “presunti” brigatisti e servizi segreti erano la stessa cosa. Probabilmente per questo sono morti.

Se fosse così si spiegherebbero molte cose sia della vicenda Moro che della vicenda Toni De Palo. Si spiegherebbe, ad esempio perchè:


- la strage compiuta in Via Fani da c.d. presunti Brigatisti viene definita “un gioiello di perfezione” attuabile solo da persone super addestrate in operazioni di commando (Gladio Militare?);
- il Colonnello Guglielmi, addestratore dei gladiatori nelle tecniche di imboscata, fosse presente in Via Fani al momento del massacro (articolo su questo blog del 6 marzo 2008, Moro fu davvero rapito dalle Brigate rosse?);
- le munizioni adoperate in Via Fani avevano una provenienza militare ed erano in dotazione solo a reparti di Forze armate “non convenzionali” (Gladio militare?);
- il Governo abbia posto il segreto di Stato impedendo alla magistratura di indagare;
- il Sismi abbia commesso numerosi reati per cercare di nascondere la verità sulla morte dei nostri due connazionali e proteggere l’OLP ed i campi di addestramento nel sud del Libano;

Conclusione.

Dunque, è verosimile che i giornalisti Toni e De Palo siano stati uccisi perché in occasione del loro servizio giornalistico sui campi palestinesi a sud del Libano, abbiano visto qualcosa che abbia fatto fare loro il collegamento tra OLP, BR e servizi segreti. Oggi, di questi collegamenti se ne parla e risultano da vari atti ufficiali, da libri, interviste, ecc… Oggi, a 30 anni da questa tragica vicenda si parla ancora di Brigate Rosse quando pare ormai assodato che il sequestro Moro non fu un sequestro operato dalle BR. Oggi è pacifico che le BR furono, nel migliore dei casi, eterodirette. Ma all’epoca, siamo nel 1980, intuire capire o vedere questa cosa equivaleva a morire.


[1]http://www.toni-depalo.it/vs-famiglie.htm infatti quando i giornali pubblicano gli elenchi degli iscritti alla Loggia massonica P2, sequestrati nella villa di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi dalla magistratura milanese, lafamiglia De Palo si accorge che buona parte delle autorità che si sono attivamente - e torbidamente - occupate del loro caso compaiono negli elenchi
[2] Graziella aveva denunciato a più riprese, nei suoi articoli, il ruolo dei servizi segreti italiani nella copertura del traffico internazionale clandestino delle armi in aperta violazione dell’embargo ONU.

[3] Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, Editori riuniti, Pg. 286-287
[4] Dal libro di Falco Accame, Moro si poteva salvare, Massari Editore: “della X Divisione Stay Behind (Gladio) della direzione del personale del Ministero della Marina, a firma del Capo di Vascello, capo della divisione stessa, del 02 marzo 1978, ovvero 14 giorni prima del rapimento di Moro e dell’uccisione della sua scorta, inviava l’agente G71 appartenente alla Gladio - Stay Behind- (partito da La Spezia il 06 marzo sulla motonave Jumbo M) a Beirut, per consegnare dei documenti all’agente G129, affinché prendesse contatti con “gruppi del terrorismo M.O.”, perché questi intervenissero sulle Brigate Rosse, ai fini della liberazione di Moro. A Beirut operava come capocentro (pare anche con incarico in Gladio, visto che gli si attribuisce la sigla G216) il Colonnello Stefano Giovannone, responsabile per il Medio oriente, iscritto ai Cavalieri di Malta

[5] www.fondazionecipriani.it
[6] G. De Lutiis, I servizi segreti in Italia, Editori riuniti, pg. 295-296
[7] http://digilander.libero.it/prigionieropolitico/avv_federici_03.htm

77 commenti:

Fabio Piselli ha detto...

Ciao Solange,

Vorrei spendere due parole in merito ai c.d. gladiatori.

Da più parti questi sono descritti come una sorta di soggetti oscuri e ambigui rispetto al ruolo "chiaro" che gran parte di loro hanno assunto accettando di entrare nelle reti Stay behind, presenti in tutti i paesi europei, seppur nascenti dalle originiarie organizzazioni Ghelen.

Gli italiani che hanno aderito a Gladio sono stati nella maggior parte dei casi dei "patrioti" che si sono assunti l'onere d'intervenire in maniera clandestina laddove invasi dal vecchio nemico russosky...questo con la mentalità della guerra fredda e con la psicologia di reduci della II° guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra.

All'interno dei servizi e della VII° Divisione c'è stato un uso presumibilmente polivalente delle strutture clandestine, sia esse chiamate Gladio che in vari altri modi.

Pochi sono coloro che effettivamente hanno scelto di operare in modo contro legge, coscienti di farlo e di farlo per ragioni scarsamente legate alle istituzioni italiane, molti sono stati coloro manipolati o che semplicemente hanno accettato l'alibi del "livello superiore" senza porsi domande, tutti della generazione successiva ai reduci di guerra e tutti sostanzialmente gestiti da strutture e fratellanze o da lobby interne che hanno sviluppato il proprio orticello...

Ci sono delle testimonianze interessanti che riferiscono all'affaire Moro come quelle di Ravasio e di Arconte, seppur degne di maggiori approfondimenti. Le quali adombrano una conoscenza regressa del prossimo rapimento di Moro da parte di settori istituzionali, questo non era impossibile da ipotizzare per un ufficio di analisi e d'intelligence, anche se personalmente ho delle riserve rispetto a quel che ancora non hanno detto i due sunnominati, che se non sanno è perchè non hanno mai fatto parte di un certo settore mentre se sanno e non dicono scade di dignità la loro testimonianza...

Gladio non significa "terrorismo" o struttura deviata, significa uso deviato di una struttura conosciuta, dalla quale sono nate, purtroppo, altre falangi ben più pericolose.

Ritengo che le carte di Moro non siano state ancora rese note nella misura in cui questi riferisce degli accordi segreti Italia-USA avvenuti subito dopo la guerra, che forse sono la ragione della sua morte...

Sarebbe apprezzabile che dopo tanti anni cada il segreto su questi accordi, che ogni futuro atto di questo nuovo governo sia basato sulla trasparenza fra istituzione e paese percepito.

Personalmente comprendo le esigenze americane ed anche la loro visione di paese liberatore, ma dopo tanti anni desidero che il mio governo si svincoli da accordi di paese perdente e si assuma la responsabilità di desecretare impegni anacronistici e di offrire una scelta ai propri cittadini.

Fino a quando saremo vincolati a quei segreti saremo resi ignoranti su tutti i fattacci che si sono sviluppati successivamente...

Chi ha prestato servizio o collaborato all'interno di strutture clandestine lo ha fatto con lo spirito di "patriota" poi inquinato da privilegi assunti con l'adesione a fratellanze e strutture meno clandestine è più canaglie...

I pochi che hanno mantenuto la dignità originale di "soldati" sono stati bollati o eliminati.

Altri hanno semplicemente chiuso gli occhi rassegnati...

E' giunto il tempo di una elaborazione generale di quel periodo, che non è durato pochi anni ma che è iniziato appena finita la guerra..

La verità è nascosta in armadi blindati, forse a Forte Braschi, forse in qualche altro garage privato....

Fabio Piselli

Anonimo ha detto...

Caro Fabio,

sarà perché mi ri-manda un linguaggio da primato genealogico (maschile)o alla memoria di tanti nefaste guerre civili, ma il termine "patriota" mi fa venire la pelle d'oca. Sono in dubbio anche, sul fatto che " pochi sono coloro che effettivamente hanno scelto di operare in modo contro legge"e mi consola ancor meno il fatto che siano stati "manipolati".Inoltre mi dà inquietudine sapere che questo nuovo (si fa per dire)governo possa un domani, costituire commissioni di inchiesta che porteranno a beatificare oltre ai mafiosi,anche Gladiatori e i massoni.
Su una cosa sono d'accordo: che ci svezzassimo una volta per tutte, da questa America "liberatrice" alla quale una parte d'Italia, ha già dato in abbondanza...

un saluto
fosca

Solange Manfredi ha detto...

Ciao Fabio,
concordo con te che sarebbe opportuno che la verità venisse finalmente fuori. In primis perchè queste "falangi" continuano ad operare, coprire, depistare ed uccidere. In secundis perchè le vergogne del passato sono continuo strumento di ricatto.

Fabio Piselli ha detto...

Salve Fosca,

ho usato il termine "patriota" propriota, per stigmatizzare il periodo storico nel quale Gladio è nata, ove i patrioti erano coloro che hanno combattuto per la propria patria, ovvero, tutti contro tutti e tutti patrioti...

Attenzione a non farsi condizionare troppo dalla idea politica rispetto alla idea "operativa" di coloro che in Gladio hanno avuto dei ruoli

Un mio commilitone una volta mi disse che le bombe hanno occhi ed orecchie, ma che solo gli uomini possone scegliere di ascoltare vedere...

uomini di ogni bandiera e di ogni governo...

...vorrei una bandiera trasparente per vedere oltre i segreti di Stato

Fabio

Fabio Piselli ha detto...

Ciao Solange,

come sai la fabbrica dei ricatti necessita di segreti, e alcune falangi, armate o meno armate, hanno prodotto grandi segreti per grandi ricatti...

....sperare in una sorta di "bomba libera tutti" come quando si giocava a nascondino è forse una utopia, ma è l'unica bomba che accetterei...

Fabio

Solange Manfredi ha detto...

Ciao Fosca,
a me quello che fa venire la pelle d'oca è l'alibi del livello superiore. Mi ricorda così tanto le difese dei carnefici di Hitler al processo di Norimberga. Anche loro sostenevano di aver eseguito solo ordini superiori. Poi concludevano con la famosa frase: "tanto se non lo facevo io lo faceva qualcun'altro".

Solange Manfredi ha detto...

Ciao Fabio,
sai meglio di me che, come accaduto in passato per Gladio, nel momento in cui ci dovesse essere un'ordine di esibizione o perquisizione partirebbe un fax con l'ordine di bruciare tutti i documenti.
E' bello sperare, e lo facciamo tutti, ma nel frattempo iniziamo a fare.
Un saluto

Fabio Piselli ha detto...

vero...

...Chissà se Casson non abbia voglia di rifare un salto a Forte Braschi o nelle decine di sedi coperte, o case private, o società di copertura, o banche, o uffici pubblici apparentemente innocui, o in alcuni centri studi, oppure presso alcune società sussidiarie...

...meglio che non parta quel fax altrimenti va a fuoco l'Italia...

Fabio

NATASEPAP121212 ha detto...

Riporto un articolo di M Bianconi sul Corriere della sera. Per chi non lo vuole leggere tutto faccio il riassunto alla fine.

"Che alla vicenda Moro si siano interessati i Servizi segreti non solo italiani ma anche stranieri, e ovviamente quelli dei principali Paese, mi sembra naturale. Ma non c’è prova, né s’è mai raggiunto qualche elemento concreto che andasse al d là di semplici ipotesi o illazioni, che i Servizi abbiano partecipato o in qualche modo etero-diretto la conduzione del sequestro (fino all’omicidio) da parte delle Br.


Che Mario Moretti, il vero capo delle Br durante il sequestro Moro che ha gestito la vicenda insieme al comitato esecutivo dell’organizzazione (oltre a lui ne facevano parte anche Lauro Azzolini e Franco Bonisoli, che successivamente si sono dissociati e hanno risposto a molte domande dei magistrati, e Rocco Micaletto) fosse in realtà un infiltrato di qualche Servizio è una di quei sospetti che hanno sempre aleggiato sulla vicenda ma non sono mai stati dimostrati. Perfino i brigatisti ebbero dei dubbi sul suo conto, prima del sequestro Moro: fecero degli accertamenti, non uscì nulla e lui poté restare ai vertici del gruppo. Oggi – e comunque solo di recente – alcuni suoi ex “colleghi” come Franceschini dicono apertamente che Moretti era una spia, ma ancora una volta non forniscono prove concrete, al di là delle supposizioni.


E’ un fatto che i massimi dirigenti dei Servizi durante il sequestro Moro fossero appartenenti alla Loggia P2, e questo è certamente un elemento che può essere tenuto presente nel valutare i loro comportamenti. Sulla conduzione delle indagini, sulle interferenze americane attraverso il “consigliere” Steve Piecznick affiancato al ministro Cossiga, sulla “casuale” presenza di un colonnello del Sismi nei dintorni di via Fani la mattina del sequestro, sulla “messinscena” del falso comunicato numero 7 delle Br che annunciava l’esecuzione di Moro e l’abbandono del cadavere del lago gracchiato della Duchessa, e tanti altre vicende più o meno misteriose si possono formulare – anche legittimamente, e a volte a ragione – le ipotesi più svariate. Credo però che tutto questo non possa intaccare le verità di un sequestro organizzato, realizzato, gestito e portato a termine dalle Brigate rosse e dalla loro volontà di incidere, come in effetti è avvenuto, sul corso della politica italiana del 1978, per le loro finalità così come sono state espresse nei comunicati e negli altri documenti prodotti all’epoca. Che poi su questa realtà se ne siano infiltrate altre per far sì che il sequestro si concludesse proprio con la morte di Moro, anche da parte di settori dei servizi o di altri protagonisti della realtà geopolitica di quel periodo, è una possibilità altrettanto reale. Ci sono certamente degli indizi che ciò sia avvenuto (e la vicenda del lago della Duchessa, peraltro avvenuta nello stesso giorno della strana scoperta del covo brigatista di via Gradoli ne è l’esempio più lampante, anche se ancora non è stato chiarito chi ne fu il regista, e per conto di chi: si sa solo chi, verosimilmente, ha realizzato il falso comunicato brigatista, ma è ovvio che l’ha fatto su mandato di qualcuno che non s’è scoperto), ma mancano le prove sul “regista”. Sia che esso fosse unico, sia che – come potrebbe essere più probabile – fossero diversi e non necessariamente collegati tra loro".

In riassunto:
- naturale che i servizi segreti si siano interessati al sequestro.
- non ci sono prove del loro coinvolgimento nel sequestro.
- non ci sono prove che moretti fosse dei servizi segreti.
- Moro è stato rapito dalle BR.

Questo è giornalismo. Giornalismo vero. Non come voi, Franceschetti Manfredi e quella tesista della Nicolini, o Nicolucci, come si chiama.
Che scrivete un pacco di cazzate, vedete Rose Rosse e servizi segreti dappertutto.

Piutttosto... ieri è morta mia nonna che aveva 97 snni. Siccome era in ottima salute, non credo alla teoria dell'infarto. Anche perchè proprio quindici anni fa incontrò per caso Travaglio per la strada, lo riconobbe, e lo salutò.
Secondo voi i due fatti sono collegati?
Posso ipotizzare un ruolo dei servizi nella morte di mia nonna?

Tra l'altro vi do un ulteriore elemento: accanto al corpo di mia nonna hanno trovato un puffo, e precisamente il puffo brontolone.
Dato che i puffi richiamano la simbologia massonica, in quanto sono 99, come i gradi del rito egizio di mamphis e Misraim, posso ipotizzare che sia stata uccisa dalla massoneria di RITO EGIZIO?
GRAZIE.

PS. Per cortesia poi bannate quell'advocate, che interviene sempre e ha rotto le palle.

Anonimo ha detto...

Ciao sono rimasto molto toccato dalla morte di tua nonne.
Hai riflettuto sul fatto che il puffo brontolone potrebbe essere un segnale chiaro che tua nonna, come molte nonne del resto, brontolava sempre e rompeva troppo i coglioni?
In quel caso uno dei maggiori indiziati potrebbe essere tuo padre o tua madre.

Solange Manfredi ha detto...

Per Natasepap

Vedo che sei interessato all'argomento. Se desideri approfondirlo ti consiglio i seguenti Libri:

Di sergio Flamigni
La tela del ragno, Covergenze parallele, il covo di Stato, la sfinge delle brigate rosse, il sequestro di verità

Di Giuseppe De Lutiis
I servizi segreti in Italia,
il Golpe di Via fani
Il sequestro di verità.

Certo i suddetti autori non sono giornalisti però hanno fatto parte della Commissione d'inchiesta Parlamentare sul caso Moro, sulla loggia massonica P2 e la commissione antimafia.

Stefania Nicoletti ha detto...

Sol,

smettila di consigliare libri di complottisti e comunisti. E' chiaro che non sono credibili. Come non sei credibile tu, che non sei neanche un avvocato. Vuoi mettere Bianconi del Corriere... Un giornale onesto e rispettabile.

Secondo me il puffo brontolone ce l'hai messo tu, Natasepap121212, per depistare le indagini. Con quel tuo nick letto al contrario, poi...

natasepap1212 ha detto...

Solange...
senso dell'umorismo: -1 vero?

Advocate ha detto...

@ Natasepap1212:

Questo non è un forum, e quindi non ci sono utenti da bannare.
Grazie comunque per il tuo gentile pensiero.

Perché non vai a vedere canale 5 che fra poco inizia Beautiful. Poi lì sono in California, e lì non ci sono comunisti. Loro si che sono fortunati...

Fabio Piselli ha detto...

Simpatici scambi d'opinione...

io non mi considero un complottista ma uno che osserva i dati di fatto incontrovertibili rispetto alla formulazione di ipotesi, opinabili e da verificare, ma sempre rispettabili in ogni loro forma.

Rispetto alla morte della nonna di nasatepap di 97 anni è più interessante scoprire i misteri della sua longevità che della sua morte.

Per il resto, cazzate o "bannate" varie, c'è sempre la scelta di aderire alle ipotesi o meno.

Una sentenza è una verità giudiziaria, da rispettare e prendere seriamente come tale, ciò non toglie che ognuno di noi possa ipotizzare verità storiche e politiche diverse...

Non amo le critiche personali, sanno di "servizi" che gettano fango, basta semplicemente esporre una ipotesi o una tesi contrario e diventa un bel confronto...

Fabio

Paolo Franceschetti ha detto...

Caro Fabio...

Natasepap ero io, che mi sono divertito a fare uno scherzo a Solange, Stefania, e Advocate. Nessuno dei tre ha capito che ero io quindi lo scherzo è riuscito.

Svelo la mia identità per evitare equivoci.
Ma mi sono fatto certe risate...
E devo dire che leggendo la tua risposta, la battuta sul mistero della morte della nonna mi ha fatto ridere.

E l'essere riuscito a provocare una battuta da parte tua è un risultato che valeva questa fatica. :-)

Ogni tanto direi che una risata per sdrammatizzare ci vuole.

Fabio Piselli ha detto...

ah ah....

peccato avevo in serbo battutine niente male...

...una volta quando abitavo a Perugia ho fatto una serata di cabaret fingendomi americano e c'ho tirato su un panino con birra gratis...

...male che vada...

Abate Vella ha detto...

Concordo con Fabio Piselli riguardo alla sua definizione di "patriota", che é assolutamente valida riguardo al punto di vista di una Italia ancorata all'occidente.

Il problema peró sorge quando si vuole porre un limite alla liceitá delle azioni.

Questo limite é chiaramente soggettivo ed altrimenti non potrebbe essere. Se ci dovessimo basare sulla morale comune, allora anche il fianziere che entra senza mandato in un ufficio per piazzare una cimice é "deviato".

Peggio ancora in un paese cosí intossicato dalla politica come l'Italia, dove il rapimento di Abu Omar diventa piú o meno reprorevole non in base al livello di pericolo rappresentato dal soggetto (sempre se un pericolo il soggetto rappresentava), ma in base alla simpatia che nutriamo per Berlusconi.

Il problema di fondo rimane sempre uno: esistono i servizi deviati o no?

Si é fatto l'esempio di Norimberga. I condannati dicono di avere ricevuto ordini. In pratica stanno dicendo di non essersi comportati in maniera "deviata": lo Stato quello chiedeva loro, e loro quello hanno fatto. Dal loro punto di vista sono dei fedeli servitori dello stato nazional-socialista.

Ora ipotizziamo un stato massone, dove cioé tutto l'apparato statale é controllato da determinati poteri e persino le leggi emesse rispondono a quei poteri. E questo accade non in virtú di un qualche colpo di stato, ma proprio perché lo stato é stato fondato su questa base.

Se persino le piú insignificanti leggi rispondono ai bisogni di quel potere, chiunque pensi di servire lo stato a qualunque livello, si sta mettendo a disposizione di quei poteri.

Nelle estreme consequenze, ne risulta che per lo stato il deviato non é chi ha ammazzato i giornalisti in Libano, ma gente come appunto il Piselli o Franceschetti o Solange, che "tramano" contro questo ordine di cose.

Contrada é convinto di essere accusato ingiustamente. Secondo il ragionamento appena fatto ha ragione, infatti dal momento in cui ha commesso i reati ipotizzati ad ora l'essenza dello stato italiano non é cambiata. Sempre di uno stato massone si tratta.

Cosí... tanto per aggiungere uno spunto di riflessione...

Stefania Nicoletti ha detto...

Questa è la dimostrazione, per chi aveva ancora dei dubbi in merito, che questo è un blog comico. :-)

p.s.: Paolo, per favore, cambia mestiere, che avresti molto più successo.

Solange Manfredi ha detto...

Concordo con Abate Vella

infatti, secondo me, non esistono servizi segreti deviati.
Un saluto

Nathan 2000 ha detto...

Quest'ultima affermazione di Solange mi ricorda una analoga definizione di Raffaele Cutolo ad un intervistatore che gli poneva la domanda se sul rapimento dell'assessore Ciro Cirillo vi fossero state pressioni da parte dei servizi segreti "deviati". Cutolo rispose: "Non esistono servizi segreti deviati. Esistono i Servizi".
Scusami Solange se ti accosto ad un personaggio discutibile, ma, credo, vi è una enorme verità in questa affermazione!

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo sia con Solange che con l'abate vella, nel ritenere che non esistono i servizi "deviati".Pare un marchio come per "Al qaida" Oggi,qualsiasi atto terroristico si dice che c'è la mano di Al qaida".Amen.
Ritornando a Gladio, non essendo una esperta militare, ma una semplice cittadina, che si è unita ai vari movimenti che da tempo chiedono l'abolizione del segreto di stato,mi pare che "questa struttura conosciuta" abbia da sempre operato in clandestinità a prescindere dai nomi assunti dal dopoguerra, in avanti.Ho la presunzione di affermare che una struttura che nasce già clandestina, al di fuori di ogni controllo (democratico)qualsiasi costola (o "falange")da essa derivante, ne riflette la natura.Così è stato per la Gladio siciliana(scorpione) che doveva servire (secondo le dichiarazioni dei responsabili militari, davanti alla commissione d'inchiesta)per contrastare la criminalità organizzata. Sic! Ma non c'erano già altre formazioni (istituzionali) che si occupavano (o si sarebbero dovute occupare)di contrastare la mafia? Certo che tra servizi segreti,alto commissario, gladiatori, non mi pare che in quegli anni cosa nostra, ne sia uscita con le ossa rotte... Anzi.
E' rimasta talmente in salute che oggi ci governa. Ari-sic!


Ps= Per Solange:
è così lunga la lista delle cose da brivido - altro che pelle d'oca - da morire anzitempo per assideramento.

un saluto
fosca

Fabio Piselli ha detto...

Per quanto concerne la clandestinità di una struttura, preciso che tale è rispetto agli altri reparti che sono palesi e conosciuti, non perchè non regolare o non conosciuta, più precisamente "Gladio" era una struttura non ortodossa più che clandestina, in quanto era conosciuta e sostanzialmente programmata da precisi accordi atlantici.

Gestita da una divisione specifica del servizio militare, nella quale gravitavano anche i reparti speciali in funzione info-operativa, intelligence e antiterrorismo in generale.

Divisione,la settima, nella quale presumibilmente sono nate quelle falangi effettivamente clandestine, cioè estranee ad ogni protocollo nazionale o internazionale, segreto o meno, più riconducibili a microprogetti eversivi o destabilizzanti ovvero stabilizzanti.

Il centro Scorpione a Trapani è stato una sede considerata anomala per quelle che erano le funzionalità di Gladio in chiave anticomunista, pur ricordandovi che Trapani era una città catalizzatrice di operatori ex sovietici e di infiltrazione di agenti provocatori provenienti dall'Africa, molti cooperanti con l'ex unione sovietica, per cui aveva effettive ragioni di esistere un centro Gladio anche in Sicilia.

Rispetto alle dichiarazioni che un capocentro rende alla AG queste hanno valore solo laddove il soggetto in questione sia autorizzato dalla Presidenza del Consiglio a sollevarsi da ogni eventuale segreto al quale è vincolato.

Non funziona come nei film nei quali l'operatore si avvale del codice di procedura penale ricorrendo al vincolo del segreto di Stato, che, riconoscendolo si riconosce così una eventuale operazione segreta che tale deve restare semplicemente mentendo o rendendo dichiarazioni inutili.

Solo durante l'escussione dibattimentale l'operatore è costretto a ricorrere al c.p.p del segreto di Stato, non certo durante una mera SIT o se interrogato da un magistrato, pur cosciente di commettere un reato per il quale al massimo finirà iscritto sul registro degli indagati e ne uscirà in qualche modo grazie ai livelli superiori.

Questa naturalmente è la mia ipotesi.

I servizi c.d. deviati esistono laddove l'oggetto dell'operato di un agente è indirizzato verso altri obiettivi e non quelli istituzionali, deviato in questo senso.

Ricordo che fare intelligence significa apprendere ed analizzare notizie, per farlo occorre miscelarsi ai fatti, spesso stimolando dei canali guida dei fatti stessi, nei quali qualcuno si perde o ne riconosce i vantaggi extralegge.

Per questo colui delegato ai servizi dovrebbe avere uno spessore morale e psichico maggiore di altri, perchè sarà spesso tentato di utilizzare per interessi privati gli enormi poteri e gli strumenti di cui è in possesso quale operatore dell'intelligence istituzionale.

Purtroppo gli anni passati, a parte qualche rara nicchia di elevata qualità, hanno visto una gestione nepotistica dei servizi segreti, "all'italiana"...

Ricordo inolte che un militare non ha l'obbligo di eseguire ordini illeciti, al contrario, ha l'obbligo di riferirli. Certo è difficile rifiutarsi all'interno di un regime o di un gruppetto verticistico, ma da soldato diventa sgherro e come tale andrebbe processato, non come militare.

Oggi per evitare di produrre nuove strutture clandestine, nuove deviazioni, nuove falangi, dobbiamo assolutamente chiedere al governo una sorta di elaborazione del personale di lungo comando al servizio, a livello di divisione e di reparto, oltre che nei CS periferici.

Occorre riformare le funzioni del servizio iniziando con la eliminazione di fonti occulte rispetto ai collaboratori esterni dei quali un servizio necessita.

Infine per ridurre il rischio di ricatti e di pressioni sarebbe opportuna la creazione di un comitato d'intelligence indipendente dai partiti, diverso dal copaco per intenderci.

Intelligence è potere ed il potere incrementa e veicola l'intelligence, questo è il problema...

Fabio Piselli

Anonimo ha detto...

Caro fabio,
scusa se dissento ancora una volta. Ma per quanto riguarda Trapani (ma vale per la sicilia in genere) mi pare che nell'immediato dopoguerra (e durante) l'alleanza sia stata con la destra fascista prima (Evis - Giuliano) e il terrorismo nero dopo. Francamente il pericolo rosso proveniente dall'Unione Sovietica tout court, era lo spauracchio inventato da coloro che viceversa, avevano come obiettivo primario, impedire la democratizzazione delle terre che minacciava le posizioni di privilegio dei grossi possidenti e soprattutto le posizioni parassitarie degli intermediari mafiosi e dei campieri al loro servizio.Mi pare che i rapporti desecretati dell'Oss e del Cic(servizi segreti statunitensi della Seconda Guerra Mondiale)provano l'esistenza di un patto in Sicilia tra la cosiddetta "banda Giuliano" e le forze paramilitari del fascismo di Salò (in primis, la Decima Mas di Junio Valerio Borghese e la rete eversiva del principe Pignatelli nel meridione). Una "gladio" primitiva che portò alla prima strage di stato: Portella delle ginestre. Da lì iniziava quella strategia della tensione, che testimonia i nessi tra mafia, massoneria, terrorismo nero,poteri pubblici. Che è ancora storia di oggi.

un saluto
fosca

Solange Manfredi ha detto...

Ciao Fosca,
attenta a non cadere nell'inganno. In certi centri ...che fossero studi o non, non esiste alcuna contrapposizione tra destra e sinistra. Non solo siedono tutti allo stesso tavolo ma organizzano anche le finte litigate. Ordo ab chao. A Trapani, negli anni '8o, bastava andare in aereoporto per rendersi conto di ciò. Leggevi le partenze. I voli diretti erano per principali città italiane e per l'Unione Sovietica. Curioso no? Eppure negli anni '80 il muro di Berlino non scricchiolava neanche. Perchè un volo diretto per L'unione Sovietica da Trapani?
Un saluto

Solange Manfredi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Solange Manfredi ha detto...

Ciao Fabio,
Gladio ufficialmente era una organizzazione paramilitare formata da poco più di 600 persone (?????????????????????????????????)

Basta con le balle!!!!!!!!!!!!!!

(non dico a te Fabio, ma alle istituzioni)

Anonimo ha detto...

Portella della ginestra
Purtroppo le indagini furono compromesse dalla volontà di una parte delle forze di governo ed in particolare del ministro dell'interno dell'epoca, Mario Scelba, di escludere in partenza la pista della strage politica. Tutte le colpe furono addossate al bandito Giuliano, malgrado il rapporto dei Carabinieri indicasse come possibili mandanti, "elementi reazionari in combutta con i mafiosi locali".
Lo stesso Giuliano fu eliminato, 3 anni dopo, dal suo luogotenente Gaspare Pisciotta che a sua volta fu avvelenato in carcere nel 1954 dopo aver preannunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella. Una strage che sembra quindi inaugurare la lunga catena di misteri e di eccidi che insanguineranno l'Italia negli anni a venire.

Anonimo ha detto...

Cara Solange,
ricordi come ho esordito nel primo mio commento a questo blog:"patto di non belligeranza, tra destra e sinistra diretto alla de-stabilizzazione. Capisco quindi, cosa intendi.
Il mio ultimo intervento a questo post, però si riferiva alla "gladio" ante-litteram dell'immediato dopoguerra. L'unione sovietica, non aveva ancora cominciato a dividere la germania in est ed ovest, che da noi(sicilia)Giuliano era già stato nominato colonello dell'Evis...
Per le analisi delle connivenze tra mafia, fascismo, massoneria, prescindo dagli studi dei vari centri accreditati (o no)...
:-)

un saluto
fosca

Fabio Piselli ha detto...

Provo a rispondere...

In ogni organizzazione politca e militare le strutture riservate e quelle delegate alle attività non ortodosse sono una parte integrante, sia esse di destra che di sinistra.

La nostra storia post fascismo si è evoluta con una presunta epurazione che in alcuni posti chiave ha epurato gli epuratori per ragioni di "velocità" politica rispetto alla deriva comunista italiana, motivo per cui i liberatori hanno contratto la scelta di affidarsi a soggetti che seppur nemici fino al giorno prima garantivano loro la "tenuta" di alcuni valori rispetto al pericolo comunista, tale considerato.

In ogni struttura di ardimento, come un reparto militare ed in particolare di forze speciali, l'ideologia "fascista" è complementare alle dinamiche psicologiche necessarie per i condizionamento del personale al fine di porli in condizione di compiere talune specifiche attività, fra le quali uccidere, indipendentemente dal modo, se in battaglia o meno.

Tengo a precisare, per esperienza personale, che da parte di colui che entra nei reparti di ardimento la scelta politica rappresenta in realtà una sorta di griffe, di marchio, di identificazione e non tanto una elaborata idea sociale e politica profonda. Lo strumento che aiuta a superare le difficoltà del ruolo acquisito ed i rischi, una autoreferenziale e progressiva crescita statica e non dinamica.

La strumentalizzazione degli elementi relativi rispetto agli obiettivi geopolitici assoluti è la materia della storia di ogni era e di ogni parte politica, strumenti oggettuali e non più soggetti parte di una struttura, militare, sociale o politica. Strumenti da condizionare e da manipolare, iniziando dalla loro selezione.

Dal punto di vista squisitamente militare-operativo, mi affiderei molto di più ad un ex della Xmas che a un professore universatario laddove debbo creare un reparto di ardimento, il problema nasce dalla autonomia e dal decondizionamento del repubblichino quando da ex tale lo trasformo in Questore, che addestrerà i suoi uomini con metodi repubblichini e li selezionerà in tal senso.

L'errore grave è stato nel non decondizionare (diverso da rieducare) l'ideologia identificativa fascista in coloro che sono stati posti in posti chiave nell'immediato dopoguerra, pur considerando la scelta del male minore da parte del liberatore rispetto le sue esigenze di tutela dei propri esclusivi interessi e non certo di quelli italiani.

Gladio, quella conosciuta tramite le dichiarazioni iniziali di Andreotti è stata identificata in una struttura militare e non paramilitare, nella quale i civili che vi confluivano assumevano il ruolo di "richiamati" coordinati da vertici militari chiaramente strutturati che riferivano anche alle autorità politiche in possesso dei nulla osta di sicurezza adeguati e dell'avallo americano.

E' presumibile che i famosi 622 altro non fossero che vecchi ex-Osoppo e qualche "calamita" ma personalmente dubito che la Gladio fosse così strutturata, anche in forza del fatto del suo ordinamento e delle unità operative impiegate ed impiegabili negli aspetti ISPEG loro delegati.

L'uso strumentale di Gladio in funzione politica è stato accertato ed è ipotizzabile leggendo le dichiarazioni di taluni ex eversori, ritorno cosi' al valore realtivo del singolo rispetto a quello assoluto dell'obiettivo, strumenti operativi ben addestrati, condizionati, manipolabili e facilmente controllabili.

Trapani ha avuto un ruolo importantissimo per un certo periodo negli equilibri della guerra fredda e nei rapporti con il mondo arabo, quest'ultimo è stato l'oggetto venerato da entrambi i contendenti, USA e URSS, per cui la nostra Italia ne ha pagato le spese e ne ha goduto i vantaggi.

Infine, la guerra è un affare molto sporco, nella quale le educande sono le prime a morire, nella quale quasi sempre sono i delinquenti a fare la differenza, che poi si fidelizzano verso un orientamento politico solo per mantenere i privilegi acquisiti con la nuova verginità assunta nell'evoluzione della guerra stessa.

L'ho visto in Africa, in Bosnia, in Albania, in Libano e altrove, luoghi nei quali "mi sono trovato bene" con i delinquenti, loro cercavo perchè loro potevano garantirmi delle variabili che i buoni non avrebbero potuto fare, in zone belliche e posto belliche vige solo la paura e solo chi mette paura vince.

Mantenere la propria identità è oggi la grande battaglia, nella confusione di ideali e ideologie, di valori e di valenti.

Radicarsi ad un mondo di destra o di sinistra non ha più senso, tutti i gionri incontro comunisti con vestiti americani e fascisti con ideali leninisti, incontro tanta ignoranza e poca cognizione di scelta ma solo sensazione di appartenenza solo per compensare le proprie lacune e non per esprimere i reali pieni valori.

Dire gladiatori fascisti o brigatisti rossi non significa nulla, perchè entrambi erano strumenti oggettuali per pianisti a quattro mani...

le vittime, i morti, i superstiti sono il risultato di un concerto che ha mietuto tante vittime per mantenere pochi privilegiati e la loro schiera di lacchè..

queste sono le guerre, nelle quali non occorre trovare chi ha guerreggiato meno o più, resistente o attaccante, ma occorre imparare a non farsi armare le mani con un fucile e la testa con ideali ipocriti...

se ci fate caso è paradossale vedere che in guerra ci vanno a morire i poveri per difendere i ricchi che ce li mandano...

se poi vogliamo identificare i ricchi in fascisti ed i poveri in comunisti rischiamo solo di mantenere attiva la fabbrica dell'ipocrisia...

una strage è uno strumento, la paura è uno strumento, la morte è uno strumento, che si attiva attraverso le emozioni e solo chi è in grado di vivere emozioni purtroppo paga il prezzo di una vita piena attraverso la persecuzione da parte dei vuoti riepiti di bandiere nere e rosse..

vivere emozioni non significa debolezza per quanto mi riguarda, significa mantenere la propria identità fino a quando la guerra non te la strappa via...

Fabio

Fabio Piselli ha detto...

per quanto concerne le relazioni del'OSS in Sicilia è bene considerare che il primo alleato è stata la Mafia che ivi comandava, contattata attraverso agenti di origine italiana fra i quali qualche mafioso espatriato.

Mafia il cui compenso è stato ulteriore potere da mentenere con le stragi, armate e coperte da chi nel potere trova privilegi, rossi e neri utilizzando gli strumenti sul territorio, le amicizie contratte e sopratutto gli interessi traversali, grazie ai quali ci sarà sempre qualcuno che lo morte di altri trae vantaggio, restandosene zitto e magari cancellando le orme...

Fabio

Anonimo ha detto...

l'italia è una colonia americana da almeno 60 anni e questo spiega tante cose... :(

Fabio Piselli ha detto...

è il male minore di un popolo sottomesso e perdente...

...contrariamente avremmo continuato a parlare tedesco e a marciare in camicia nera col passo dell'oca...

...grazie America per averci liberato da oppressori più cattivi...

Sono cittadino di uno Stato che ha perso la guerra e non ha saputo riconquistarsi l'autonomia dal liberatore...

abbiamo avuto 60 anni di ingerenza americana che è cosa diversa dall'oppressione nazifascista...

...prendercela con chi si adatta alla nostra debolezza è fin troppo facile, siano essi americani o meno, che fanno certamente i loro interessi, condivisibili o meno..

..la nostra libertà non dipende dal "giogo" americano ma dalla coscienza di Stato, di paese che non abbiamo mai avuto...

come dire, fai la puttana e t'incazzi se qualche pappone prova a dominarti....

prova e non prostituirti e a garantirti un lavoro meno retribuito, più faticoso, che necessita di dignità e di sacrificio e vedrai che nessun pappone verrà a pretendere nulla...

L'Italia è stata una gran puttana, oggi piena di papponi...

lamentarci della bandiera del pappone di turno è ipocrita, speriamo solo che questo nuovo faccia meno male di quello vecchio...

i papponi, le puttane, le sfruttano, sempre...

Fabio

Anonimo ha detto...

In fondo l'Italia non è mai stata diversa visto che Dante nel purgatorio ne diede una descrizione ancor oggi attualissima:

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!"

Cercatore Vanesio

NeroScuro ha detto...

Quella di morire sotto i ferri è un'abitudine a quei tempi dei generali piddueisti. Anche Vito Miceli è morto così.

x Paolo
Sto leggendo il libro di Pinotti che mi hai consigliato. Nonostante le sue 750 pagine è più interessante di un romanzo di Dan Brown ;-) e lo sto leggendo avidamente.

Anonimo ha detto...

Quindi per te, fabio, le "puttane" sono donne che hanno deciso da un lato, liberamente questo "mestiere" e dall'altro, vogliono guadagnare di più. Scusa ma in questo noto una volontà superficiale nel liquidare la questione della prostituzione.
Inoltre, per quanto riguarda l'America (fermo restando che non sono anti-americana)mi risulta che lo sbarco in Sicilia, si è verificato con la benedizione dei "don" del territorio.Personalmente, mi sdegna sia il passo dell'oca (bellissima questa locuzione che si appioppa dispregiativamente alle donne)che bere Coca cola. E ho imparato a camminare non a marciare.

fosca

Anonimo ha detto...

Scusa Fosca,
non credo proprio che Fabio volesse significare

>> una volontà superficiale nel liquidare la questione della prostituzione. <<

L'argomento ,penso, potrebbe riguardare un altro thread

Paolo Franceschetti ha detto...

Eh si neroscuro...

La realtà supera di molto la fantasia. Da anni oramai non vedo più un film ne leggo un romanzo o un fumetto. Mi sembrano banali rispetto alla realtà. Al massimo vedo happy days o strega per amore.

Fosca...Fabio sicuramente ha fatto un paragone un po' infelice, ma non credo fosse sua intenzione denigrare la categoria delle prostitute. Categoria che, del resto è anche maschile da molto tempo oramai.

Quanto a te Fabio...
Occhio che toccare Fosca sul tasto del rapporto uomo donna, equivale a scatenare una reazione che in confronto il rogo del moby prince sembrerà un innocuo scoppio di petardi. :-)
Più o meno come andare da Solange e dirgili che la massoneria è un istituzione filantropica.

Fabio Piselli ha detto...

Fosca,

un conto e' la prostituzione di una donna o di un uomo, volontaria o meno, altro conto e' quella di Stato...

...il passo dell'oca, cosi' si chiama la tipica marcia fascista..

Fabio

Abate Vella ha detto...

Ma sempre della Sicilia si finisce a parlare?

Permettetemi qualche precisazione:

1) Giuliano: eroe popolare dal forte carisma, fu coinvolto dal MIS nella lotta indipendentista e gli fu fatto fare il lavoro piú sporco, cioé gli assalti alle caserme dei carabinieri. Nel film di Rosi (pessimo film dal punto di vista storico) si vedono proprio questi assalti, che non sono azioni del Giuliano bandito come fatto passare dal regista in malafede, ma azioni del Giuliano soldato. Azioni di guerra da parte di un esercito riconosciuto, cioé l'EVIS. Azioni poi coperte da amnistia.

2) EVIS: esercito di volontari fondato da Canepa (comunista, autore dell'assalto a San Marino) aveva la base nel catanese e nei boschi dei Nebrodi. Questi era destinato a fungere da base per il riconoscimento dello stato di parte belligerante al MIS, che in questo modo poteva portare la questione siciliana di fronte all'ONU (come di fatto fece con successo).

Ora, dietro l'EVIS non si nasconde nessun servizio segreto e nessuna potenza straniera. l'EVIS non era manipolabile, tanto che al contrario di Giuliano Canepa fu eliminato molto presto in un agguato dei carabinieri (Canepa é sepolto nel viale degli uomini illustri del cimitero di Catania). Anzi di Canepa si spaventavano pure nel MIS, viste le idee comuniste rivoluzionarie.

Giuliano fu usato dal MIS, e poi finita (vittoriosamente, ma questo é un discorso molto piú sottile) la lotta indipendentista tutti ebbero l'amnistia eccetto lui per un assassinio precedente al suo reclutamento nel MIS, Giuliano era il perfetto disperato manipolabile da tutti e cosí fu fatto, sino a Portella.

Altra cosa importante: l'URSS con l'evis o con il MIS non c'entra niente. Anzi fu Stalin, chiamato in causa dai comunisti italiani a porre il veto all'indipendenza siciliana, che ebbe peró il riconoscimento di nazione.
Gli USA all'inizio non avevano niente in contrario ad una Sicilia indipendente, che sarebbero comunque riusciti a mantenere nella loro orbita.

Riguardo alla sostanziale vittoria della lotta indipendentista potete leggere:
http://www.meridiosiculo.altervista.org/

Anonimo ha detto...

vorrei un paese libero, indipendente e davvero democratico, ma con questa casta politica serva degli usa (e non solo) temo che l'italia rimarrà una colonia per molto tempo ancora, un paese molto lontano da una vera democrazia. :(

Anonimo ha detto...

Di precisazioni in precisazioni:

a)"Tra il '43 e il '45,il separatismo in Sicilia,è alimentato da tre gruppi di interessi:i grandi latifondisti,i commercianti(classe media) e i neofascisti".(Fonte Battaglione 808° per il controspionaggio (Sim) e Quinta armata - Rapporto sulla situazione al mese di gennaio 1945)
All'indomani dello sbarco alleato (luglio '43)la mafia avvia l'incetta di armi. Nel '45, in vista della nascita dell'Evis, i capifamiglia organizzano un traffico d'armi dalla Liguria al litorale palermitano(Cfr.Nara,rg titolo Evis 4 ottobre 1945.segreto)
Saranno i britannici a fare una lettura del separatismo come fenomeno neofascista:"Sospettiamo - scrivono - che alcuni fascisti arrivati da Roma e da Firenze stiano sondando gli elementi catanesi con l'obiettivo di organizzare una forza fascista". (Cfr.Na/Uk,Wo204/12621 Sicilia:gruppi fascisti(...)8 gennaio 1945 segreto.)

b) Gli americani viceversa, perseguono altri obiettivi: strategie di lungo termine e pace sociale servendosi della mafia. Creano così il partito della mafia il Fdos(Fronte democratico per l'ordine siciliano) una formazione pseudo-politica alternativa al Mis e sostanzialmente contraria alla separazione della Sicilia d
al resto dell'Italia. Presidente don Carlo Vizzini che assieme a L.Luciano diventa il garante dell'ordine in Sicilia.(Cfr.il rapporto dell'Oss L'alta mafia combatte il crimine, 5 aprile 1945.)
c)Emergono nel panorama siciliano commandos militari addestrati alla perfezione. Pellegatta, un sabotatore della Decima Mas catturato dagli Alleati nel maggio del '45 sostiene che centoventi uomini del battaglione Vega sono stati inviati nell'Italia meridionale per continuare clandestinamente la lotta del fascismo repubblicano". Intanto due avvenimenti importanti accadono nello stesso periodo: la nomina di Messana (uomo dell'apparato fascista)a ispettore della polizia in Sicilia e l'eliminazione, da parte dei carabinieri, dell'ala sinistra dell'esercito separatista comandata da Antonio Canepa. L'azione separatista viene rilanciata su base terroristica. A cominciare dalla banda Giuliano(Cfr.Na//Uk,Wo 204/12452, Sovversione in Italia,vol.1,29 dicembre 1945,segretissimo).

d)Gli uomini della banda (Giuliano) sono 150, e secondo il controspionaggio britannico sono aiutati da elementi jugoslavi antititini ed ebraici (Cfr Na/Uk,Wo 204/12651,Attività dell'Evis in Sicilia,gennaio, '46, segreto)
La presenza di questi elementi è la prova dell'interscambio di manovalanza specializzata in sabotaggi e attacchi terroristici, soto la protezione dell'intelligence USA.

e)In Sicilia, il magma eversivo del biennio '44-'45 provoca un terremoto tra il '46 e il '47 (strage di Alia, attentati alle Camere del Lavoro della provincia di Palermo).
Sono i sostenitori della "rivoluzione fascista" che si rifiutano di capire che la situazione politica è cambiata dopo l'espulsione dei comunisti e socialisti dal quarto governo De Gasperi. Ma pagheranno questa irriducibilità.
A metà del '47 in Sicilia, L'Upa(unione patriottica anticomunista)passa al contrattacco che prevede l'eliminazione dei cosiddetti "banditi" di Montelepre (Ferreri,Pianello, Taormina, Mazzola).E'l'inizio della fine di Turiddu Giuliano e della sua banda di assassini.Saranno tutti massacrati nel giro di pochi anni. Inizia l'era della destra "costituzionale" dell'Msi di Giorgio Almirante. Dalla metà del 1947 prevale la via "istituzionale" all'eversione che darà vita a quel doppio Stato che tuttora persiste.

G.Casarrubea - Mario J. Cereghino, Tango Connection; Bompiani,2007)

fosca

Advocate ha detto...

Cara Fosca,

Avrei bisogno di chiederti una cosa, ma non so il tuo indirizzo email, e sul tuo blog non lo ho trovato.
Ti puoi per favore cheidere il mio indirizzo email a Paolo (via email) così poi tu mi scrivi?

Grazie

Advocate

Abate Vella ha detto...

Cara Fosca,
le fonti non vanno usate a senso unico, quelle che ci fanno comodo si, le altre no.

La mafia non ha aiutato nessuno sbarco. Sono stati gli alleati ad aiutare la mafia DOPO lo sbarco. Ma di questo ho giá parlato a lungo su questo blog.

L'EVIS non ha bisogno di nessuno che gli procuri le armi. La Sicilia é piena zeppa di armi a quel tempo e Canepa ha i suoi contatti: aveva giá organizzato parecchie azioni armate durante il fascismo fuori dalla Sicilia. Ma siccome quelle vanno bene alle "sinistre" italiana, non si mette in campo la mafia.

I britannici fanno una lettura dell'indipendentismo come fenomeno neofascista? Questa é bella!

Attacchi terroristici? L'EVIS non ha mai compiuto alcun attacco terroristico. Anche perché allora Bush non ci aveva riempito il cervello con le sue panzane pseudo-islamiche. Ti ricordo che tutte la azioni di GUERRA dell'EVIS sono state amnistiate e nessuno dei suoi componenti mai processato, eccetto alcuni elementi della banda Giuliano accusati di REATI COMUNI.

"ala sinistra dell'esercito separatista comandata da Antonio Canepa"

Bisogna stare attenti alle parole: Canepa non comanda nessuna ala sinistra dell'EVIS. Canepa comanda l'EVIS in toto. La differenza non é da poco.

Casarrubea? Il solito falsario di sinistra che tenta di coprire le malefatte (e le disfatte) dello stato con la storiella neofascista. Il fatto che il libro fosse presentato da Nicola Tranfaglia la dice lunga. Come al solito i peggiori nemici della Sicilia sono i siciliani stessi.

Abate Vella ha detto...

"non esiste alcuna contrapposizione tra destra e sinistra. Non solo siedono tutti allo stesso tavolo ma organizzano anche le finte litigate"

Oltre ai voli da Trapani, aggiungo una piccola nota: solo due aziende occidentali hanno avuto la possibilitá di lavorare nell'URSS. Una era una azienda finlandese (credo proprio fosse la Nokia che allora faceva cavi elettrici, ma non sono sicuro) l'altra era la FIAT (la cittá di Togliatti fu cosí chiamata perché li fu aperta una fabbrica della FIAT).

Vorrei anche fare notare che tuttora Catania e Palermo sono connesse con voli diretti con Mosca e SanPietroburgo da una azienda siciliana.

La Russia ha sempre avuto fortissimi legami con la Sicilia (da secoli) per motivi che al tempo degli zar erano anche culturali, ma che con l'URSS ed ora con Putin sono prevalentemente strategici.

Chiaramente poi i soliti ci hanno messo la solita cavolata dei legami tra mafia russa e mafia siciliana. Peccato che i "mafiosi" russi (cioé gli oligarchi) abbiano tutti residenza a Londra (affinitá culturale?) e non a Palermo.

Anonimo ha detto...

Solo per aggiungere che non solo gli oligarchi russi ma moltissimi altri miliardari hanno la residenza a Londra.
I quartieri di Belgravia e Chelsea sono le zone con la più alta densità di miliardari al mondo.

Un caso?... Assolutamente no!

Il motivo è proprio quello emerso per il caso Valentino Rossi... A Londra, grazie ad una legge vittoriana emanata al tempo dell'impero coloniale... che a quanto pare si è dissolto solo nelle cartine politiche, ma non in quelle della "real economik" che permette di avere la residenza in Inghilterra e il domicilio fiscale all'estero.

Quindi si pagano le tasse solo per i beni presenti nel territorio.

Altra considerazione non da poco è che Londra è la capitale della finanza mondiale e che la sterlina e l'euro, dopo il patriot act, sono le monete più utilizzate per il reciclaggio del denaro sporco... Tanto che l'Europa è diventata la lavanderia del mondo.

Per quanto riguarda i legami tra mafia russa e mafia italiana, invece, è opportuno dire che sono delle vere e proprie joint venture e che la mafia più potente attualemnte è la 'ndrangheta che ha un carattere internazionalista che la distingue da tutte le altre presenti al mondo. La 'ndrangheta è una vera e propria multinazionale dei servizi criminali.

Unica eccezione è La mafia cinese (triade) che ha rapporti, prevalentemente, con la Camorra.

La prostituzione è gestita dalle mafie dell'est (soprattutto la mafia russo-cecena) e il mercato più grosso è in territorio serbo ai confini della Craozia nella zona nota come "arizona".

In Germania molte città sono dominate da mafie Turche e Kurde e questo lo dico soltanto perchè è l'ora di abbandonare "antiche" concezioni sulle mafie perchè il mondo della criminalità organizzata si è evoluto molto rapidamente dopo il crollo del muro di Berlino modificando completamente anche il panorama nazionale italiano... Che può vantare, e scusate se è poco, la più forte mafia non solo del mondo ma di tutti i tempi: la 'ndrangheta, vero fiore all'occhiello del nostro capitalismo!;)

Abate Vella ha detto...

Caro anonimo,

camorra, ndrangheta, ceceni, cinesi, russi... poveri padani... onesti cittadini assediati dalle mafie del mondo unite!!!

Non esiste alcuna joint-venture tra mafia russa e organizzaioni criminali italiane. Le joint-venture criminali si fanno alla borsa di Milano, di New York, o di Londra.

Gli oligarchi russi stanno a Londra per motivi politici, non economici.

Come stavano a Londra i vari Mazzini, Marx, e rivoluzionari vari (mentre gli inglesi si tenevano stretta la regina). Come pare si siano rifuggiati in Inghilterra i sicari di Falcone.

Anche loro per motivi economici?

Abate Vella ha detto...

"Che può vantare, e scusate se è poco, la più forte mafia non solo del mondo ma di tutti i tempi: la 'ndrangheta, vero fiore all'occhiello del nostro capitalismo!"

Uhaooo! Ed io che pensavo il nemico numero uno fosse Bin Laden!!!

Ma perché non chiediamo a Bush di bombardare la Calabria invece di quei poveracci in Afghanistan?

Anonimo ha detto...

Caro Vella,

”camorra, ndrangheta, ceceni, cinesi, russi... poveri padani... onesti cittadini assediati dalle mafie del mondo unite!!!”

Padani?... Cosa c’entrano con il discorso?... La parola padani indica la popolazione stanziata nella pianura padana, come qualsiasi sostantivo che indichi la popolazione residente in un determinato luogo geografico da cui prende il nome.
Dire padani è come dire siciliani o italiani. Io non ho mai utilizzato il termine “siciliani” o “calabresi” o “campani” per indicare le organizzazioni criminali perché farlo equivale a “criminalizzare” l’intera popolazione residente in una determinata zona geografica, ma soprattutto confondere due concetti semantici diversi.
Le organizzazioni criminali mafiose hanno nomi convenzionali specifici: Cosa Nostra, ‘ndrangheta, Camorra, Kombinat, Triade, Nomenklatura ecc… Che non individuano un territorio geografico, ma indicano determinati gruppi sociali ove gli appartenenti condividono: usi, rituali, regole, scopi e metodi avulsi e sovente in contrasto con gli usi, regole e scopi di un gruppo sociale (comunità) più ampio che si chiama Stato o Nazione.
Dire mafia e pensare Sicilia è un errore concettuale… nel quale mi sembra che Lei sia caduto. E’ come dire comunismo e pensare alla Russia… Oppure pirati e pensare al mar dei Carabi.


”Non esiste alcuna joint-venture tra mafia russa e organizzaioni criminali italiane.”
Discutibile. Credo che tale affermazione sia più figlia del predetto errore concettuale più che di una reale convinzione in quanto è contraddittoria con l’affermazione successiva:
“Le joint-venture criminali si fanno alla borsa di Milano, di New York, o di Londra.”
La seconda proposizione non è una negazione della prima e dal testo emerge, quindi, che Lei prima nega le joint-venture e successivamente le afferma!
Condivido, pertanto, la seconda parte, che io stesso suggerisco quando affermo che “Londra è la capitale mondiale della finanza” e chiedo cosa impedisca alle organizzazioni criminali di poter fare joint- venture anche in borsa visto che possiedono notevoli pacchetti azionari di società quotate nelle borse di tutto il mondo…?
…Oppure Lei intendeva negare proprio in toto l’esistenza di organizzazioni criminali?...

”Gli oligarchi russi stanno a Londra per motivi politici, non economici.”

La prima obbiezione che mi verrebbe da eccepire è quella di chiarire quali sarebbero gli obbiettivi politici a cui si riferisce, ma nell’affermazione, in generale, posso condividere che vi siano anche questi specificando, però, che i motivi politici sono subordinati ai motivi economici.
Negare, invece, gli evidenti motivi economici, mi porta a pensare che vi sia una scarsa comprensione della realtà… E’ vero che la realtà economica è assai più sfumata, per non dire proprio nascosta, rispetto a quella politica, ma ignorarne l’esistenza mi sembra molto grave!
La politica, oggi, è serva dell’economia. Questo è un dato di fatto.
Qui è il male… tutto il resto sono solo sintomi della stessa malattia. Se vogliamo spingerci in un ambito più filosofico possiamo affermare che l’egoismo oggi privilegia l’avidità e che qui stia il male della nostra società globalizzata, ma non ritengo sia questa la sede per una tale speculazione teorica.

“Come stavano a Londra i vari Mazzini, Marx, e rivoluzionari vari (mentre gli inglesi si tenevano stretta la regina).”

A dir la verità questi personaggi ebbero l’onore di abitare in varie città d’Europa e i riferimenti politci sono evidenti e legati alla contestualizzazione storica in cui tali personaggi vissero.
Credere che il mondo di oggi sia identico a quello di allora mi riporta all’idea che vi sia una scarsa comprensione della realtà.

“Come pare si siano rifuggiati in Inghilterra i sicari di Falcone.”
Affermazione di cui ignoro gli elementi oggettivi, ma, qualora si rivelasse vera, non comporterebbe nessuna contraddizione con quanto ho scritto.

“Anche loro per motivi economici?”
Credere che dietro al comportamento umano non vi siano motivi economici equivale a credere che gli asini volino e che i bambini nascano sotto il cavolo. Favole!

“"Che può vantare, e scusate se è poco, la più forte mafia non solo del mondo ma di tutti i tempi: la 'ndrangheta, vero fiore all'occhiello del nostro capitalismo!"

Uhaooo! Ed io che pensavo il nemico numero uno fosse Bin Laden!!!”

Le due cose sono interdipendenti, non rendersene conto è un altro sintomo di una comprensione superficiale della realtà.
La diversità è nel fine.
La ‘ndrangheta e le altre organizzazioni criminali non vogliono la distruzione di nessuno, anzi a loro conviene che il mondo sia così com’è! Si adattano al contingente come epigoni della teoria darwiniana. …La specie che sopravvive non è la più forte, ma quella che è più veloce ad adattarsi ai cambiamenti.
Bin Laden prospera perché esistono le organizzazioni criminali… Ma l’economia di intere nazioni e del mondo prosperano grazie alle organizzazioni criminali.

”Ma perché non chiediamo a Bush di bombardare la Calabria invece di quei poveracci in Afghanistan?”
Ritorniamo al problema concettuale iniziale che porta a confondere Calabria = ‘ndrangheta.
La ‘ndrangheta ha un origine calabrese tanto quanto gli statunitensi hanno un’origine europea e i toscani un’ origine etrusca e gli italiani romana.
Bombardare Roma per distruggere gli italiani sarebbe un po’ ingenuo…
E poi ripeto che le organizzazioni criminali mafiose hanno scopi puramente economici e solo marginalmente e funzionalmente all’economia scopi politici.
Da quanto trapela dai suoi commenti mi sembra che Lei abbia un opinione dell’uomo, come essere umano, più nobile di ciò che è nella realtà.
L’uomo senza dubbio è politico, ma in questo momento storico l’uomo è soprattutto avido.
Le due nature coesistono e alle volte prevale la prima alle volte la seconda… oggi purtroppo sta prevalendo la seconda!

Abate Vella ha detto...

Non sono io che parlo di padani. Sono i media nazionali ai quali lei fa riferimento come fonti per le cose dette.

Sono i media nazionali che assegano alle organizzazioni criminali specifiche provenienze geografiche con fini precisamente politici, e non economici.

Sono i media nazionali che paragonano la Calabria all'afghanistan. Non io. Il Sole 24 Ore un paio di anni fa per la precisione, a firma Gatti.
Sono fior di professoroni universitari che sostengono che la Sicilia (ad esempio) debba essere inclusa nell'Axis of evil di Bush (e quindi bombardata).

E lo fanno per gli stessi fini politici (ed economici e come dice lei puó anche darsi che questi siano prevalenti) per cui Bush si esce fuori dalla manica la guerra al terrore.

Per quanto riguarda i russi a Londra, é vero il loro obbiettivo é economico, mantenere i soldi ed il potere che hanno rapinato. Ma stanno a Londra perché questa offre loro appoggio politico. Appoggio politico contro Putin. Se le motivazioni erano solo economiche potevano andare a Dubai o a Montecarlo

Credere che un pugno di pecorai siano partiti da un paesino di 4000 anime in Calabria per andare a fare una strage a Duisburg senza l'aiuto di coperture esperte é credere negli asini che volano.

Credere che sia esistito un "Risorgimento Italiano" é voler credere negli asini che volano.

Inoltre, il mondo di oggi é assolutamente identico al mondo di allora. Ed a quello di prima ancora. Nel senso che quello che é avvenuto allora si ripercuote negli eventi di oggi. Persino nelle ultime elezioni.

Anonimo ha detto...

Per abata vella:

Casarrubea, ha citato fonti che provengono drettamente dai rapporti desecretati dei servizi segreti USA Che piaccia o no, sono fonti ufficiali.Le tue quali sono?. Siccome non le ho viste citate, cade automaticamente l'accusa di usarle senso unico.

Ci sarebbe molto da discutere sul fatto su ciò che scrivi. In primis, che la mafia non ha aiutato lo sbarco degli Usa. Che poi gli Usa abbiano aiutato la mafia,scusa ma mi pare la scoperta dell'acqua calda : una contropartita ci deve essere nelle alleanze.
Cmq, cerchiamo di evitare di liquidare tutto con la trita e ri-trita storia della distinzione di natura ideologica. Casarrubea è un ottimo storico, non ha nessuna remora a nominare la massoneria, e a denunciare le varie collusioni tra stato, affarismo, banchieri, e quant'altro. Che a te possa non piacere, è un conto, se poi non ti piace perché è di sinistra, è un pre-giudizio.

fosca

Anonimo ha detto...

Per Advocate:

certo. Chiedi pure il mio indirizzo e-mail. a Paolo.

un saluto

fosca

Abate Vella ha detto...

A me Casarrubea non piace non perché é di sinistra, ma perché fa politica non storia.

Gli archivi dei servizi sono fonti che lascino il tempo che trovano perché pubblicate selettivamente. Sta scritto in quelle fonti che gli americani aiutarono la mafia? O che i mafiosi aiutarono gli americani?

Comunque non mi va di perdere tempo su questo: é una cosa tanto insensata sostenere che gli americani avevano bisogno della mafia per attuare lo sbarco che non miva di discuterne. In ogni caso non esistono fonti che provano ció.

Per quanto riguarda l'EVIS e tutto l'indipendentismo, le fonti sono sotto gli occhi di tutti, anche se nessuno li vuole vedere. Sono le risoluzioni dell'ONU, sono lo Statuto dell'Autonomia, sono gli accordi di pace, sono gli interventi dei protagonisti.

Non capisco chi é questo Casarrubea. Che senso ha leggere il Casarrubea senza sapere cosa dicono i documenti ufficiali. I libri del Casarrubea e colleghi sono dei libri-fotocopia che non dicono niente. Su quel periodo storico ripetono tutti le stesse cose aggiungendo un paio di particolari per lo piú insignificanti.

Senza poter dire la veritá (che ripeto é sotto gli occhi di tutti) perché altrimenti non potrebbero pubblicare.

Anonimo ha detto...

@ Vella

"Non sono io che parlo di padani. Sono i media nazionali ai quali lei fa riferimento come fonti per le cose dette."

Da dove trae questa sua supposizione?... Dove avrei fatto riferimento ai media nazionali?...

Spiacente di deluderla ma le informazioni in mio possesso giungono per molta parte... dagli addetti al lavoro... Che poi non occorra girare tutto il mondo per scoprire che il cielo è blu mi pare evidente.

Anonimo ha detto...

Se non sai chi sia "questo Casarrubea"(la domanda potrebbe valere anche per te) come fai sostenere poi,che è uno che "fa politica"e non è uno storico?

A parte che fare l'uno non esclude l'altra,non capisco cotanta certezza,nell'affermare che i rapporti desecretati siano stati 'scelti'.Ammesso (sarebbe bene però citare allora fonti alternative) che cosi fosse e, ho i miei dubbi, non mi pare che questi "selezionatori" abbiano reso un gran servizio agli Stati Uniti o i loro alleati.
Che poi, tu, non voglia parlare di questo e decide di parlare d'altro, mi pare un atteggiamento chiuso e consentimi,snobbista.
fosca

Anonimo ha detto...

@ Solange e Paolo (vietato indagare...)

"Ciudad Juarez: Uccisa la comandante del reparto Delitti sessuali della polizia"
(FONTE ANSA) - Ancora un brutale omicidio al femminile a Ciudad Juárez, nello stato messicano di Chihuahua ormai divenuta famosa per essere teatro da anni di centinaia di misteriose morti di donne, per lo più giovani, e alle quali nessuno ha potuto dare finora una risposta certa.

Questa volta un commando armato è entrato in azione ieri sera puntando alto: la vittima e’ il commissario Berenice Garcia Corral, 32 anni, responsabile della sezione reati sessuali della locale polizia.

Secondo un resoconto diffuso dal ministero della giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili ak-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente per un totale di almeno 60 pallottole".

Patricia González Rodríguez, titolare della locale procura, ha dichiarato alla stampa che probabilmente l’omicidio della García, che "era uno dei migliori elementi dell’organismo", va "messo in relazione con alcuni casi di cui si stava occupando".

Ciudad Juárez, che è alla frontiera con gli Stati Uniti, è al centro di attività di organizzazioni di narcotraffico, ma dal 1993 è anche teatro di una impressionante serie di omicidi e di misteriose sparizioni. Le vittime sono in massima parte donne: almeno in 423 sono state assassinate o si sono come volatilizzate nel nulla.

Questa tragedia è stata definita "una vergogna nazionale" da José Luís Soberanes, ombudsman (difensore civico) di Città del Messico e presidente della commissione nazionale dei diritti umani (CNDH), che in gennaio ha pubblicato uno duro rapporto trasformatosi in un ‘j’accuse’ per tutti i governi che in questi 15 anni si sono occupati della vicenda.

La sistematica uccisione di donne, per lo più giovani, di pelle scura e con i capelli lunghi, e non di rado operaie delle fabbriche di montaggio (’maquilladoras’) costruite alla frontiera con gli usa, ha anche offerto lo spunto per il film, ‘Bordertown’, con Antonio Banderas e Jennifer Lopez nelle vesti di una giornalista che indaga, e a cui Amnesty International ha assegnato il suo premio artista per Amnesty".


fosca

Abate Vella ha detto...

Non ho detto che fa politica e non é uno storico.

Ho detto che quando fa lo storico fa anche politica. Cioé cura gli interessi di una certa parte politica.

Come la maggior parte degli storici e degli studiosi italiani.

Se dico che la cultura in Italia é interamente lottizzata devo citare la fonte?

Questo é il paese dove Vittorini impedí la pubblicazione de Il Gattopardo per motivi politici.

Cara Fosca, mi sembra di capire che tu sia siciliana. Spero che tu voglia dedicare un po di tempo a studiare le istituzioni della tua regione ampliando le tue fonti e leggendo gli scritti di chi ha lottato e dato la vita per questa istituzione.

A partire dal motivo per cui la Sicilia é Regione Siciliana e non Regione Sicilia, come invece sono tutte le altre regioni italiane.

Le fonti dei servizi sono sempre filtrate. Certi documenti si rendono pubblici per dare qualcosa in pasto ai sospettosi. Per poter dire che la versione ufficiale era abbastanza corretta. Sono utilissime, ma non sono tutto. Non ci si puó basare solo su quelle.

Non posso fare la storia di un periodo storico facendo finta che i suoi protagonisti non siano esistiti. La questione siciliana a suo tempo fu discussa alle nazioni unite. Non si possono tacere questi fatti. Soprattutto non si possono tacere le parole di chi ha portato una tale delicata faccenda all'ONU. Non si possono tacere le risoluzioni dell'ONU riguardo alla smilitarizzazione della Sicilia (non rispettate, ovviamente). Non si puó tacere l'amnistia. Non si puó tacere sul fatto che lo statuto siciliano preceda la costituzione italiana (cosa che ha risvolti legali di portata notevolissima). Non si puó tacere il fatto che l'EVIS di Canepa era nascosto tra i boschi dei Nebrodi, ma con tanto di segnaletica stradale che diceva Evis di qua, Evis di lá. Perché l'obbiettivo era quello di fare sapere a tutti che un esercito era presente sul campo, non quello di scatenare una guerra che non sarebbe servita e nessuno.

Chi tace queste cose parlando di quel periodo non sta facendo lo storico.

Per ritornare al topic del post, chi tace queste cose parlando della Sicilia in quel periodo storico sta facendo attivitá di depistaggio.

Mi scuso con chi non é interessato alla faccenda, visto che siamo lontani dagli argomenti del post.

Anonimo ha detto...

@ Vella:

Strabilianti le tue affermazioni!

a)"se uno fa lo storico fa anche politica"
Anche un/na semplice cittadino/na fa "politica"
Anzi, il/la cittadino/na, sono i politici per antonomasia visto che fanno parte della polis.E curano gli interessi che gli provengono dal diritto di cittadinanza. Quindi sono di parte.La politica è la gestione positiva delle cose,pubbliche o private.Eppoi, per favore finiamola con la storiella dell'universalismo neutro.Che non esiste. Nessuno di noi è neutrale. Tutti siamo di parte. Compreso tu,vella.E fai politica.

b)"se dico che la cultura italiana è lottizzata devo citare le fonti?"
Se vuoi essere attendibile, devi dimostrare ciò che sostieni.Se sostieni(come hai sostenuto) che hanno desecretato solo le cose che servivano provamelo Cioè in-formami con fonti "non filtrate"(che sicuramente essendo tu l'unico NON di parte, saranno attendibili).


c)" Visto che siamo lontani dagli argomenti del post" Ancora una volta strabiliante. A meno che stanotte la Sicilia non sia stata separata dall'Italia (e nessuno me lo ha detto)la tua è un'affermazione tendenziosa. Si è scritto di Portella come esempio della prima strage di Stato. Dopo anni di depistaggio politico, massonico, mafioso, ecc... finalmente se ne parla nei giusti termini (dando così giustizia dopo 60 anni, ai parenti delle vittime)e non di un affare locale siciliano, e tu, affermi vivecersa, che ciò è depistaggio. Che coloro che affermano cose che a te non piacciono,siano depistatori. Sostieni che i Valerio Borghese, i Sindona (che per "coincidenza" era siciliano e amando il caffé come Pisciotta, ci si è strozzato)non hanno niente a che vedere con la discussione che (intelligentemente)si è sviluppata con la manovre di depistaggio compiute in sicilia, circa certi fatti e misfatti nazionali;questo la dice lunga sul tipo di condizionamenti ideologici dei quali proprio tu sei infarcito.

d) Sono siciliana (l'ho pure detto in uno dei commenti)e se permetti (ma anche se non lo permetti) conosco bene la storia della mia regione nonché, della mia città.E non mi basta ancora. Mi sforzo di conoscerla ogni giorno di più: nei silenzi come nei clamori.In tutti i perché, ai quali non so dare risposte,nella ricerca delle verità che ancora non sono venute fuori.Nell'oppressione visibile e invisibile.Nelle paure, come nel riscatto di una dignità da sempre per-seguita.E non sarai di certo tu, con la tua mancanza di umiltà, a dirmi quali sono i morti che devo piangere e quali no.Ho la netta sensazione che le nostre lacrime non rendono umide identiche sepolture. Ed è bene che sia cosi

fosca

Abate Vella ha detto...

a) Dove ho detto che sono neutrale?

b) Hai capito benissimo l'ironia

c) Dove ho detto che Portella era un affare tutto siciliano?

d) Parlavo di istituzioni e non di storia. La storia della Sicilia é complessa ed io stesso ne so molto poco.

PS: Il fatto che Sindona fosse siciliano non ha alcuna rilevanza nelle vicende in cui fu implicato. Quello che conta é la sua affiliazione alla massoneria. La morte per avvelenamento indica la mano della massoneria.

Anonimo ha detto...

Viceversa, quando Sindona decise di farsi gambizzare,'si fece prestare la "mano" di qualche altro amico.
Ah, tutte ste' mano morte...

fosca

Nathan 2000 ha detto...

Messaggio per Fosca e per Abate Vella: il tema del post è "l'arte del depistaggio". Entrambi avete la vostra parte di ragione... smettetela di battibeccare perché potrebbe apparire come un tentativo di depistaggio :-P

Anonimo ha detto...

Ragazzi (Fabio, Solange, Paolo,...) voi siete tuttiu un po' squinternati! il che non significa che i vostri blog sono i più interessanti tra quelli della rete! ho appena finito il libro di Pinotti (Fratelli d'Italia).
Quanti spunti! Continuate, buon lavoro e tenete duro!
Con amicizia,
E.

Paolo Franceschetti ha detto...

A nathan... e ad Abate che si scusava che il post era fuori tema.

Nei post si può parlare di ciò che uno vuole. Chi non vuole leggere salta al messaggio successivo. Quindi non fatevi problemi di off topic.

Non tollero i siti in cui scrivono: nessun messaggio verrà censurato, tranne quelli volgari, ingiuriosi, o fuori tema. Che è come dire che verranno censurati i messaggi sgraditi.

Quanto al battibecco... Da un po' di tempo posso dire di conoscere, sia pure virtualmente, Fosca e Abate vella.
Con Fosca parliamo spesso a lungo anche se non così a lungo come si vorrebbe.

A mio parere sono entrambi più vicini nelle loro posizioni, di quanto credano.

Ci sono persone che possono essere molto distanti anche se non se ne rendono conto, e persone molto vicine, sempre senza rendersene conto.
E io che dialogo con entrambi li trovo molto simili.
Peraltro ho imparato molto da entrambi, anche se non sempre capivo quel che diceva Abate, all'inizio. Poi almeno alcune le ho capite.

E non condivido e/o non capisco alcune cose che dice Fosca, ma ci medito su, e magari un giorno mi accorgerò che aveva ragione lei.

Nathan 2000 ha detto...

* Paolo: ok; bacchettata accettata. Ma la mia era soltanto una battuta... e anch'io sono convinto che Fosca e Abate Vella siano più vicini di quanto non si rendano conto. Su questo voleva puntare la mia battuta sul depistaggio. Chiedo venia per non essere stato chiaro (e in effetti io sul mio blog censuro soltanto frasi ingiuriose o minacciose, bestemmie e opinioni velatamente o manifestamente discriminatorie). Chiedo ancora scusa per l'infelice tentativo di ironia.

Paolo Franceschetti ha detto...

Sai Nathan... capisco che uno possa aver voglia di censurare le cose sgradevoli.
Ma secondo me se siamo per la libertà di informazione dobbiamo dare la libertà di dire tutto. Anche di insultare.

Il decidere noi cosa è giusto e cosa no è il primo passo verso la dittatura, mentre la vera libertà è quella di lasciare l'altro anche libero di mettersi in catene, se vuole.

Sono andato sul sito di Benny Calasanzio Borsellino...
In certi post c'è una sequela di insulti che in confronto quelli rivolti a noi sono carezze (ci hanno dato degli incompetenti, dei faziosi, degli imbecilli, paranoici, e quant'altro).
Ma ho apprezzato il fatto che non avesse mai censurato nulla.
Dimostra una tolleranza reale verso tutti.

Per quanto mi riguarda lascerò tutto, dalle minacce agli insulti. Eventualmente ci fossero bestemmie o altro magari cancellerò le bestemmie lasciando integro il resto.

Altrimenti finiamo per fare come Grillo. Che urla per la libertà di informazione e poi censura tutti gli interventi in tema di massoneria e banche centrali.

Nathan 2000 ha detto...

Sottoscrivo in toto. E in effetti, finora, non mi sono capitati commenti offensivi: bada bene, le offese personali le lascio, perché non mi toccano minimamente; ma se qualcuno dei visitatori dovesse minacciare o lanciare insulti o ingiurie nei confronti di chi ha semplicemente lasciato una libera opinione, probabilmente sospenderei il commento (sulla piattaforma del cannocchiale non è ancora possibile portare delle modifiche parziali ai commenti, tutto qui). Se mi dovesse capitare, quindi, qualche commento non ortodosso circa terze persone che partecipano alle mie discussioni, sarei costretto a tagliare. Per tutto il resto sono d'accordissimo con te.

Abate Vella ha detto...

Nathan,

la tuia battuta sui depistaggi era perfetta!

Non appena due siciliani di incontrano su questo blog si comincia a parlare di Sicilia e non la si finisce piú.

Fosca sicuramente ama la Sicilia quanto e piú di me, é ovvio che poi ci si accalora su punti di vista che forse non sono tanto diversi.

Anonimo ha detto...

Ho letto con vero piacere i commenti di Piselli su gladio.Continuate così. Sono andato a firmare per Grillo, proprio perchè mi sembrava che facessero di tutto per farlo tacere, ma è da molto che ho dubbi, visto che come avete giustamente scritto, non si può parlare di banche e signoraggio sul suo blog. Ho la vita rovinata da una banca, ma abbiamo avuto aiuto da un meetup, non da lui, pur avendo avuto la possibilità di spendere una parola sul nostro caso durante un suo spettacolo nella mia città.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, ma io continuo a non capire. Sicuramente dovuto al fatto che, essendo una donna,"geneticamente" sono tonta...
A parte la battuta di Nathan (che non vi sembrerà vero, ma l'ho capita anch'io) qui si continua a parlare di "fuori tema, depistaggio, ecc... Mi pare che fino a quando, si è parlato di Gladio (qualche commento più su)che era anche uno dei temi del post,nessuno ha gridato al "fuori tema",ma non appena si è accennato ai DEPISTAGGI attuati in sicilia, da sempre, al centro della strategia della tensione, si è "gridato" al fuori tema.
Due sono le cose:o non ho capito il post(scusate la presunzione ma non credo) o non ho capito lo spirito di questo blog. Sicuramente opto per la seconda ipotesi.
Ingenuamente credevo che parlare di "poteri forti", significasse nel concreto nominarli,capirne le dinamiche, strategie, alleanze,complicità, e anche limiti.A quanto pare mi sbagliavo. Perché dire che a Portella della ginestra,si è perpetrato la prima strage di Stato(con annessi e connessi)per alcuni ha significato andare fuori tema.Solo perché uno storico, (nonché insegnante ancora in servizio, in provincia di Palermo)di nome Casarrubea, ha speso anni nello studio di quella strage,ha chiamato le cose con il loro nome (che so, sto pazzo, ha osato parlare di complicità tra massoneria e udite, udite, Cosa nostra)è stato oggetto di minacce, di tentativi di discredito,delegittimazione, processi penali (vinti)pur di alzare il velo su un depistaggio perpetrato da quei "poteri forti"(Cosa nostra,fascisti, massoneria)che avrebbero destinato quei morti all'ingiustizia del silenzio. E del DEPISTAGGIO. Ma a quanto pare, Casarrubea, è inaffidabile, perché è di parte, essendo di sinistra. Non soltanto: ha avuto la fortuna, che i servizi segreti americani, gli hanno desecretato ciò che interessa la cultura ufficiale.Che ingenua, non è neanche fortuna...
E guai a dire che Giuliano si trovava ad operare nella linea Gustav, contattato dalla Decima Mas, finanziato dalla massoneria, mitizzato e aiutato da Cosa Nostra(scusate se non la chiamo genericamente mafia..) colonnello dell'Evis (che però attenzione era stata fondata da un comunista...)e poi mollato, quando non serviva più.
Come sempre.
Ma che volete questa è la cultura ufficiale per le ingenue come me,che fonda l'humus su quel terreno dove"gli asini volano".Bene. Anzi male, perché mi sono accorta che, forse, c'è chi non vuole far volare solo gli asini, ma interi pachidermi... E che parlare di massoneria, mafia/ie, poteri forti che, diventano deboli e, viceversa, è solo un esercizio intellettuale e da salotto.
Prosit

fosca

Ps= e se gli asini volassero per davvero, e sotto i pachidermi vennissero messi tante donne, immaginate che bel femminicidio verrebbe fuori.

Paolo Franceschetti ha detto...

Fosca voglio precisare alcune cose.

1) Non ho mai detto che i vostri post erano fuori luogo. Ho detto che non esiste, per me, un problema di off topic, e che uno può parlare di quel che vuole. Il che è ben diverso.

2) Nathan ha fatto una battuta per sdrammatizzare. Ma credo che neanche lui considerasse off topic le vostre discussioni sulla Sicilia.
In un blog su poteri occulti, mafia massoneria e giustizia, parlare della Sicilia, del bandito Giuliano... insomma mi pare assolutamente in tema.

3) Hai parlato del femminicidio in messico. Chi ha letto senz'altro lo avrà trovato off topic.
Io so che non lo è,

Piuttosto... La tua ultima frase sull'elefante che cade e fa un bel femminicidio credo che non l'abbia capita nessuno, tranne io perchè so di cosa stai parlando.
Vedi, talvolta alcune cose non si capiscono e devono essere interpretate.
Io penso che talvolta ciò che dice Abate Vella deve essere interpretato e non preso alla lettera e forse questo è uno (sottolineo: UNO) dei motivi del vostro dissidio.

Io all'inizio facevo fatica a capirlo. E tuttora il suo blog lo trovo difficilotto da leggere.
Però ci penso su e spesso dopo un po' capisco ciò che voleva dire.

Come te... non è che ti capisco sempre sai???
Certi pezzi del tuo blog li ho dovuti rileggere due o tre volte per capirli.

Abate Vella ha detto...

Paolo,

spesso parlo per simboli, che nel "mondo" sicilianista sono ovvi, ma agli altri possono sembrare poco chiari.

Come i massoni, no? ;)

Ci sono fatti storici che anche a molti Siciliani non sarebbero chiari. Se per esempio dico che abbiamo visto certi emissari in pellegrinaggio al cippo di Randazzo, chi ci capisce cosa?

Eppure chi deve capire a giá capito. Mi riferisco a quei politici che fanno finta di sposare la causa siciliana per raggranellare qualche voto. Il cippo di Randazzo segna il luogo dove fu trucidato Canepa (visto che lo abbiamo nominato piú volte...). Ogni anno si celebra lí l'anniversario della strage. Intervengono gli amministratori locali, qualche ex politico di lungo corso (spesso é presente Alessi, il primo presidente della regione, 103 anni) i parenti delle vittime, ex combattenti. Poi vengono gli emissari dell'ascaro di turno (mai l'ascaro in persona per non esporsi troppo...) a fare la parata.

A Fosca vorrei dire che non ho parlato tanto di Giuliano e di Portella delle Ginestre perché a me personalmente non interessa tanto capire chi ha premuto il grilletto. Le linee generali per me sono abbastanze chiare (grazie anche al lavoro di Casarrubea, ci mancherebbe) e al momento mi va bene cosí.

Sono intervenuto sull'EVIS. Ed é sull'EVIS che mi sento di criticare certi punti di vista.

Mi sono scusato dell'OT perché ho cominciato a parlare di leggi, statuti, risoluzioni, ed ho giudicato che a qualcuno potevano interessare poco queste cose.

Su Portella ho poco da dire. Anche se parlare di Decima Mas o di elementi di destra per me ha poco senso. Quel giorno stranamente tutti i maggiori esponenti delle sinistre che avrebbero dovuto tenere il comizio per qualche motivo ebbero dei contrattempi e non arrivarono in tempo. A Li Causi credo si fosse guastato il motorino...

Diciamo che i servizi (per conto di altri poteri ed in fondo per conto dello stato) avevano avvertito tutti, senza colore politico...

Sull'argomento dal Il Consiglio potete leggere questo:

http://www.ilconsiglio.blogspot.com/2007/03/
salvatore-giuliano-di-sicuro-si-sa-solo.html

Anonimo ha detto...

ciao paolo..l' arte nobile del depistaggio si è sempre compiuta con i mezzi di informazione che sono anche gli unici proprietari di server e satelliti. internet nasce da ambienti militari come tutta la telefonia a disposizione del popolino che crede di essere libero solo se scarica qualcosa di cui non conosce la provenienza.internet è lo strumento principe del controllo di massa, infatti è la prima cosa che viene prodotta nei paesi del 3°mondo. meditate xchè difendere il vero nazismo senza esserne consapevoli è molto grave. il sistema ti da lo zuccherino democratico x sedurti ma ti ha già ingabbiato e tu difenderai tutto cio' a spada tratta senza sapere o vedere nulla. la corona inglese ha la proprieta' di tutti i sever e satelliti quali mezzi di persuasione di massa, anche di quelli appartenenti ad altri stati. è un po' come la droga che viene prodotta dal sistema che fintamente la combatte col proibizionismo. scaricare è molto bello quasi come farsi una canna ma in entrambi i casi è funzionale al sistema che ti lascia una finta liberta' salvo poi togliertela...quindi la salvezza è prodursela a casa se si ha la possibilità di farlo e di tornare a comunicar con i piccioni viaggiatori come un tempo, sempre se i piccioni non stiano dall' altra parte... ciao dal MAESTRO DI DIETROLOGIA ^^^

Anonimo ha detto...

ciao paolo...bisogna informarsi sui rapporti che il sistema massonico tiene con la tecnologia altrimenti si rischia di non capire la diffusione di internet su scala globale. nelle dittature comuniste inziano a introdurre internet ancora prima dei diritti civili e tra qualche anno servira x catalogare le persone indesiderate in maniera piu'raffinata magari regalando musica e film gratis e tu penserai che sono buoni e che vogliono il tuo bene un pò come i soldati americani che ci regalavano le barrette di cioccolata durante l' occupazione.hanno gia' vinto.... a quando il ritorno dei messaggi in bottiglia come i pirati, quelli veri...ciao dal MAESTRO DI DIETROLOGIA ^^^

Anonimo ha detto...

ciao paolo... ma secondo te è possibile osservare il mondo da parte di chi ci comanda ? da adesso sara' molto piu' facile perchè saremo noi a chiedere di essere osservati collegandoci alla rete quotidianamente...la rete, appunto, che come dice la parola stessa, ti intrappola. una volta erano i pesci a finire nella rete ora siamo noi e siamo pure contenti. non ci è rimasto che godere della nostra prigionia che virtuale non è poi tanto...tu pensi che le elezioni siano regolari? pensi di mangiare solo cose sane? pensi veramente che le rivoluzioni siano state volute x aiutare il popolo e non elaborate e finanziate dal sistema massonico? pensi che la rivoluzione industriale sia a favore del popolo e non prodotta dalla monarchia che l'ha finanziata fin dall'inizio? pensi che il comunismo, il nazismo, il fascismo siano dei processi storici accaduti x caso e non esperimenti su vasta scala finanziati dalla corona e dalla borghesia inglese? pensi che i quiz e le partite non siano taroccate e che morto un moggi se ne faccia un altro? cosa ne sai dei veri finanziatori della rete che indirettamente o meglio direttamente producono google,emule,spot e quant' altro? dammi retta!! come dice kubrik nell'ultima frase del suo ultimo film non ci resta che scopare... ciao dal MAESTRO DI DIETROLOGIA ^^^

Paolo Franceschetti ha detto...

Caro maestro di dietrologia.... penso le elezioni non siano regolari.
Penso di mangiare molte porcate. Penso che le rivoluzioni siano state volute e finanziate dal sistema massonico.
Penso che la rivoluzione industriale sia stata prodotta dalla monarchia.
Penso che il comunismo, il nazismo, il fascismo siano dei processi storici accaduti non x caso e siano invece esperimenti su vasta scala finanziati dalla corona e dalla borghesia inglese. Pensi che i quiz e le partite siano taroccate e che morto un moggi se ne faccia un altro.

Cosa ne so dei veri finanziatori della rete che indirettamente o meglio direttamente producono google,emule,spot e quant' altro?

Poco in effetti.

Ma faccio quel che posso per il mio bene e per quello altrui. Con questi strumenti imperfetti che il mondo ci ha messo a disposizione. E tanto mi basta.

Anonimo ha detto...

ciao paolo, condivido quello che tu dici... la mia era una sorta di provocazione. sono contento di non essere l'unico a pensare queste cose anche se fatico a trovare gente che la pensi come noi. ho qualche amico che puo' condividere il mio pensiero ed anche i miei genitori che un tempo mi avevano abituato a ragionare in un certo modo ora faticano a darmi ragione. bisogna tenere viva la memoria storica xche' la gente si scorda di tutto e non vuole pensare. io nel mio piccolo cerco di aiutare questo strano mondo lavorando da molti anni come educatore sociale in psichiatria, coltivando molteplici interessi come la musica, il cinema, viaggi....in questo modo penso di riuscire a campare se no cadrei in una profonda depressione. a volte ti sembra di essere impotente dinnanzi le vicende umane ma ognuno di noi puo'contribuire x quello che riesce a modificarle. ciao dal MAESTRO DI DIETROLOGIA ^^^

Anonimo ha detto...

Ringrazio per l'approfondita analisi sulla "scomparsa" di mia sorella Graziella e del collega Italo Toni, e desidero informarvi che dal primo Gennaio 2010 tengo aggiornamenti sulla vicenda sul canale Youtube/Espertinserv, dopo la riabilitazione della memoria di questi due giornalisti operata dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno e dopo la desecretazione di 1240 documenti del SISMI in base alla legge Prodi di Riforma dei Servizi Segreti, ottenuta su nostra istanza e col voto unanime del Comitato per la Sicurezza della Repubblica sotto la presidenza di Francesco Rutelli.