mercoledì 2 gennaio 2008

I Servizi Segreti in Italia

Di Solange Manfredi

Abbiamo parlato di massoneria, abbiamo accennato ad un sistema ma, prima di analizzare le principali vicende italiane, con nuovi dati e da una nuova prospettiva, non possiamo non parlare dei servizi segreti.
Per fare ciò ci avvarremo di uno straordinario libro: "I servizi segreti in Italia" di Giuseppe De Lutiis, uno dei più autorevoli studiosi di terrorismo e servizi segreti.

Sul suo libro, nella seconda di copertina, si legge: “I servizi segreti sono, in tutto il mondo, organi clandestini del potere politico ed economico. La loro funzione sarebbe quella di garantire la sicurezza dello stato, ma accade spesso che la democrazia sia messa in pericolo proprio dalle attività illegali”.

I servizi segreti vanno di pari passo con il segreto di Stato, strumento di cui, nella storia della nostra Repubblica, ne è stato fatto ampio abuso. Il perché è semplice:

“...non a caso il concetto giuridico di segreto di Stato entra nella legislazione di molte nazioni alla fine del secolo scorso, in concomitanza con l’istituzione dei primi servizi segreti e anche con l’ampliarsi del suffragio elettorale, e costituisce probabilmente l’antidoto che i ceti politici al potere contrappongono al relativo aumento della possibilità di controllo da parte dei cittadini. Osserva a questo proposito Hans Magnus Enzensberger: << …da allora il segreto di Sato viene ripartito tra i suoi detentori e li immunizza, ognuno secondo il suo grado di iniziazione, contro la discussione….Il numero dei segreti di Stato che uno conosce diventa la misura del suo rango e dei suoi privilegi in una gerarchia sottilmente graduata. La massa dei dominati è senza segreti: non ha cioè nessun diritto di partecipare al potere, di criticarlo e di sorvegliarlo>>” [1]

Il libro analizza e documenta in maniera straordinaria l’attività dei servizi segreti in Italia al fine di cercare di individuare le linee portanti del loro comportamento nei confronti della magistratura:


Crediamo di poter affermare che esse si identificano, salvo alcune eccezioni, in una costante tutela dell’illegalità, intesa come protezione dei responsabili di gravi fatti eversivi, sia come abituale depistaggio delle indagini su quei fatti, sia infine come continuo ricorso al comodo paravento del “segreto politico-militare” anche quando è evidente che esso viene invocato per coprire verità scottanti. Da questa continua opera di intralcio sono poi inevitabilmente venute le varie sentenze assolutorie…”

Poi il libro passa all’impietosa analisi dei fatti in cui sono stati coinvolti i servizi segreti, compresi gli scandali finanziari degli anni ’90 (miliardi finiti su conti correnti di ex dipendenti dei servizi segreti e dei loro famigliari che, guarda caso si trovavano in una banca della Repubblica di San Marino, proprio dove era giunta l’inchiesta di De Magistris).

Ma i servizi segreti non sono solo questo. Sono anche la continua attività di creazione di dossier illegali e falsi.

La cosa importante, da sottolineare, è che la storia tristemente nota dei dossier illegali degli anni ’60 (scandalo Sifar, con migliaia di dossier illegali e falsi creati, spesso, a scopo ricattatorio) non si è mai fermata. Uffici segreti a questo preposti hanno avuto un’attività ininterrotta. Infatti quando viene scoperto un centro segreto di dossieraggio illegale se ne crea subito un altro.

Negli anni ’90 viene scoperto: “…un sistema informativo parallelo a quello ufficiale,, che era gestito dall’Ufficio Affari Riservati in contatto con propri informatori periferici dei capoluoghi di provincia, la cui esistenza era ufficialmente sconosciuta agli stessi questori delle varie città[2] .
Nel 2006 in via Nazionale scoperto un altro centro dedito alla creazione dossier illegali e, spesso, falsi. In questo ufficio, come sappiamo, si creavano falsi scoop, falsi documenti e false notizie.

Il tutto veniva (e viene, perché nel frattempo ne sarà stato sicuramente creato un altro) certosinamente raccolto negli anni per, poi ,essere utilizzato al momento giusto al fine di ricattare o delegittimare personaggi “scomodi”.
E si perché se il personaggio scomodo non ha “vizietti” su cui poter fare leva per ridurlo al silenzio, qualcosa si deve creare, anche falso non importa.
Ovviamente tutti ci domandiamo cosa possano creare, come possano operare e le risposte possono essere molteplici.
Io vi porto un esempio di come si potrebbe operare. Un esempio vero e personale. Non so se sia opera dei servizi, ma certo il metodo è ingegnoso.

Dopo la morte di mio padre un suo “fraterno" amico mi consiglia di aprire il conto corrente presso una determinata banca, in un determinato giorno ,assicurandomi che ad attendermi avrei trovato un suo amico. Ancora ignara di quanto scoprirò successivamente seguo il consiglio. Il giorno concordato mi reco presso la sede centrale della banca indicatami ed apro il mio conto. Tutto procede normalmente, la persona è cordiale e spiega pazientemente alcune cose (è il mio primo conto corrente e non ci capisco assolutamente nulla).

Dopo 9 anni , avendo bisogno di ricordare alcune cose, e non trovando la documentazione di apertura conto, richiedo alla banca la relativa documentazione ed alcuni estratti.

Dopo circa 15 giorni mi viene inviata, con mia grande sorpresa, una documentazione quasi identica (le differenze riguardavano il numero di C/C scritto non con la stampante del pc, ma con una normale macchina da scrivere e la data, anch’essa non scritta con la stampante del pc, ma inserita con un timbro) in cui comparivano firme palesemente false, tutte: quella sull’apertura del conto, quella per la richiesta della carta di credito e quella per l’accesso alla cassetta di sicurezza. Stessi moduli, stesso conto, ma firme false.

Era stata creata una documentazione “parallela” e falsa. Perché?

Anche circa gli estratti la sorpresa è grande, perché mi vengono inviati estratti a me mai recapitati perché spediti non al mio indirizzo di casa, ma al direttore della filiale.

Fortunatamente dopo poche settimane, ed una ricerca spasmodica, riesco a trovare la documentazione di apertura conto che avevo smarrito, quella vera, originale, recante la mia firma.

Cosa è successo? Probabilmente dopo 9 anni, qualche dipendente distratto, od ignaro, mi ha erroneamente inviato la documentazione “parallela” che io non dovevo conoscere.

Ma perché fare tutto ciò?

Cosa hanno fatto in questi anni con un clone del mio C/C, con il clone della mia carta di credito, con il mio clone della scheda cui compariva la mia firma per accedere alla cassetta di sicurezza, o con gli assegni?

E, ancora, cosa compare negli estratti conto “paralleli” a me mai inviati?

Quale documentazione possono aver creato?

Magari con la ricevuta della carta di credito (quella parallela) cercheranno di dimostrare che ho comprato droga? Film pedo-pornografici? O ero in un albergo ove si teneva una riunione di boss mafiosi? Mah!

E, soprattutto,…la tireranno fuori un giorno? E se si, quando? Sarà il famoso “asso” da tirar fuori quando la persona diventa “scomoda”?
Attendo. Vi dirò, sono anche un po’ curiosa. Al momento opportuno sarà interessante andare a vedere chi ha siglato la documentazione parallela, parlare con il direttore della filiale (che ovviamente, manco a dirlo, ha fatto una carriera straordinaria all’interno della banca), domandargli come mai lo stesso giorno un estratto conto arrivava al mio indirizzo di casa ed uno, “parallelo” e diverso alla sua filiale, ecc...
Questo è solo un esempio. Io ho scoperto questa cosa per puro caso, per l’errore di un dipendente. Ma chissà a quanti di noi considerati a “rischio” è stata preparata una situazione analoga, un qualcosa pronto a scattare al momento opportuno per screditare o ricattare. E chissà chi c’è dietro.
Un ultimo dato per chiudere il ragionamento.
La scoperta nel 1982 di una lista con solo 962 nomi (lista P2) ha permesso di scoprire che, per più di 30 anni, ai vertici dei servizi segreti si sono succeduti massoni.
Quale giuramento (se quello alla Costituzione della Repubblica italiana o quello alla Costituzione massonica) onorassero è già probabilmente chiaro dai pochi brani riportati nell’articolo, ma la cosa importante da capire, ripeto, è il meccanismo con cui operano.
Nei prossimi articoli riporteremo altri brani di questo straordinario libro di De Lutiis.


Sempre dello stesso autore mi permetto di consigliare: “il golpe di via Fani” uscito da poco.






[1] Giuseppe De Lutiis, I servizi segreti in Italia, editori riuniti, 1998, pg. 13
[2] op. cit. pg. 360

8 commenti:

Michelangelo ha detto...

interessante che qui non ci siano commenti...fa paura

Anonimo ha detto...

Ecco un "link" perfettsmente in tema.

http://www.disinformazione.it/mi6_commercio_di_droga.htm

AutminRic

Anonimo ha detto...

Vorrei leggerlo questo libro di g. de lutiis, 'i sevizi segreti in italia', ma sembra introvabile. Sapreste dirmi dove potrei trovarlo (librerie online oppure a roma)?

Solange Manfredi ha detto...

L'autore sta preparando la nuova stesura con gli aggiornamenti. Per la nuova edizione ci vorrà un anno. Nel frattempo non resta che provare a cercarlo, sperando di trovare un fornitore che ne abbia ancora qualche copia disponibile.

Anonimo ha detto...

Quella descritta nell'articolo è una situazione agghiacciante, che lascia senza parole. Ma dove viviamo?
La storia della Repubblica italiana, purtroppo, sembra essere piena di episodi terribili "irrisolti" sui quali si proietta l'ombra dei servizi segreti deviati. Tra i più clamorosi, tanto per ricordarne uno, l'incidente di Ustica con la sua lunga scia di depistaggi, minacce e morti sospette.
Questo blog e' un nobile servizio che fate alla democrazia.
Continuate così!

Nicola

Anonimo ha detto...

è notorio che la droga si compra con carta di credito, fatti una vacanza..

Anonimo ha detto...

grazie per l' informazione sulla nuova edizione del libro solange, intanto continuero' a cercare.

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo, ciao Solange
un grazie sincero e di cuore a voi, che fate dell informazione vera, colgo l'occasione per ringraziare anche Gabriella Carlizzi, Antonella Randazzo, Eugenio Benetazzo e Carlo Bertani.
Finoa un anno fa, leggevo solo i giornali "ufficiali"...ora quando voglio informarmi veramente leggo direttamente i vostri siti e il sito di beppe grillo.

Continuate cosi!
Un ammiratrice