lunedì 3 dicembre 2007

Vergogniamoci per loro 2. Il caso Mastella sul film Il capo dei capi.


Vergogniamoci per loro 2.
Il caso Mastella sul film Il capo dei capi.


Giovedi 29.11 su canale 5 è andata in onda l’ultima puntata del film su Riina, Il capo dei capi. Un bel film, che mi sarebbe dispiaciuto perdere, eppure fino alla fine ho temuto che potessero censurarlo.
Nelle settimane precedenti infatti i soliti geni, sostenitori del politically correct, avevano sostenuto che era immorale mandare in onda un film il cui protagonista è un capomafia.
Ma il capo in testa di questa fazione avversa al film, è stato il Ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Motivazione ufficiale: “perché presenta Riina come un eroe e questo è negativo per i giovani”. Questa è la dichiarazione riportata dai giornali.
"Non credo che la tv, neppure quella privata, possa inneggiare al capo dei capi. Andrebbe fermata. Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa”

In realtà il film – che sicuramente il Ministro non ha visto - non “inneggiava” al capo dei capi. Faceva invece una precisa e accurata ricostruzione storica delle vicende che hanno interessato la mafia in Sicilia, dagli anni cinquanta agli anni novanta e presentava Riina per quello che era: una belva, che uccideva gli amici al minimo sgarro, che ha seminato sangue e paura ovunque, e che terrorizzava anche gli stessi suoi compagni.
Il film però presentava anche tanti personaggi positivi, come il pool di Palermo, con in testa Falcone e Borsellino; Dalla Chiesa; Lenin Mancuso e Boris Giuliano, il giudice Terranova, il giudice Caponnetto.
Inoltre il film ha mostrato abbastanza bene quei legami tra mafia e politica che sono uno dei cancri della nostra società.
Logicamente, i bambini o ragazzi che già vivono immersi in un ambiente di mafia, avranno preso a modello Riina; come del resto i film della saga “Il Padrino” sono stati presi a modello dai boss di mafia e camorra; ma un ragazzo o uno spettatore adulto sano, non si sarebbe mai identificato con Riina.
In compenso, censurando un film come questo si sarebbe persa un’occasione unica. Cioò si sarebbe persa l’occasione di far conoscere il fenomeno mafia, e i suoi legami con la politica, a molti giovani che non leggono mai giornali e telegiornali.

Perché allora voler censurare questo film?
Non è possibile saperlo a meno di non fare illazioni. Un dato di fatto però è certo.

Il ministro Mastella è stato testimone di nozze del boss mafioso Franceco Campanella; cioè di colui che era uno dei più fidi collaboratori di Provenzano, ovverosia dell’alleato più fedele di Riina. Quel Bernardo Provenzano che era considerato il ricercato numero uno in Italia.
E allora, che la proposta di censurare il film venga da un ministro che non si preoccupa di avere amicizie così intime con un boss, suona perlomeno curioso. E’ come se Pacciani avesse chiesto la censura del film sul mostro di Firenze perché diseducativo per i giovani, o Gelli chiedesse quella del film “I bancheri di Dio”.

Se la sinistra non si vergogna di certe cose, mi vergogno io, per aver contribuito col mio voto a far andare al governo questo esecutivo.
Perché il problema dei legami mafia – politica, è bene ricordarlo, non è solo un problema del singolo ministro; è il problema dei colleghi della coalizione che ne hanno voluto la nomina, Presidente del Consiglio in testa e che successivamente, quando i giornali hanno riportato la notizia di questa assurda amicizia, hanno fatto finta di niente e l’hanno lasciato al loro posto; è un problema che riguarda coloro – me compreso – che l’hanno indirettamente votato credendo che la sinistra non avrebbe avuto il coraggio di ripetere gli stessi errori della destra in modo così sfacciato. E’ un problema di leggi, che consentono questo stato di cose; in fondo, replicano in molti, essere testimoni di un boss non è reato e nessuna legge vieta di essere parlamentari se si hanno certe frequentazioni.
Il problema dei rapporti mafia - politica è prima di tutto un problema di informazione e “Il capo dei capi”, invece, con i suoi otto milioni di spettatori, ha permesso a molti giovani, notoriamente disinteressati a queste problematiche, di avere un primo approccio con questo problema; affinchè un giorno, quando aumenterà la consapevolezza di questi problemi non capiti più che venga nominato un ministro della Giustizia amico di boss mafiosi.

La storia dell’amicizia tra Mastella e il mafioso Campanella è ben descritta, con tanto di atti giudiziari, nel libro: I complici, di Gomez e Abbate, Fazi editore, pag 45 e ss.

4 commenti:

Antonio Sabia ha detto...

Bella storia, questa. Non sapevo che il clemente Mastella avesse rapporti così stretti con la mafia.
Però, non mi meraviglio più di tanto... dopo aver avuto presidenti del consiglio come Andreotti e Berlusconi -in ottimi rapporti con la mafia- avere anche un ministro don queste amicizie ci lascia ben sperare per il futuro....

Paolo Franceschetti ha detto...

Salve Antonio.
Guarda, scavando in queste vicende, informandoti e leggendo, non si finisce mai di rimanere di stucco.

Un saluto

Anonimo ha detto...

x Paolo Franceschetti,
dopo aver letto i suoi articoli su "Disinformazione" dedicati alla Massoneria, le chiedo e mi chiedo: che senso ha aderire ad una associazione di cui non si conoscono i fini? Questo mi par di capire che lei sostenga sui suddetti elaborati, a meno che non sia una generale ed inconsapevole brama di potere, quella di aderire a simili organizzazioni?
La ringraio per tutto cià che riterrà di rispondermi, cordialità.

michelangelo ha detto...

una domanda sul Capo dei Capi.
che bisogno c'era secondo lei di attribuire ai corleonesi la strage di Viale Lazio?
lo raccontava addirittura falcone, se non erro nel libro con la padovani, che era stata un'iniziativa di Bontade.

il film é molto bello, ripercorre la storia della mafia in sicilia, ma non le pare che dia troppa importanza ai corleonesi, attribuendo loro "tutto" quel che le testate nazionali riportarono su palermo?

una seconda domanda, riguardo la quale non so che pesci pigliare:
cosa ne pensa del caso "ultimo", la mancata perquisizione al covo di riina, e la (presunta?) fuga di notizie che impedí il repulisti (a quanto pare) programmato da "ultimo"?
lo chiedo a lei, che nelle ultime settimane ho scoperto essere una persona informata e intelligente, in quanto su internet le notizie al riguardo sembrano poco degne di fede, ed io attualmente sono all'estero

grazie mille